{"id":975,"date":"2012-02-29T15:05:35","date_gmt":"2012-02-29T15:05:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/?p=975"},"modified":"2021-10-23T20:04:16","modified_gmt":"2021-10-23T20:04:16","slug":"maremma-libertaria-n-6","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/2012\/02\/29\/maremma-libertaria-n-6\/","title":{"rendered":"Maremma Libertaria n 6"},"content":{"rendered":"<p><strong><strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/maremma-libertaria.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"maremma-libertaria\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/maremma-libertaria-300x42.gif\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"42\" \/><\/a><\/strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>Sommario: Lucciole e lanterne &#8211; Amianto killer in Alta Maremma-Pietro Bianconi-Campi di sterminio- Sull&#8217;amore al tempo dell&#8217;anarchia-Luciana Bellini-Scuola di autodifesa legale- Josef Koudelka-un matrimonio Rom<\/strong><\/p>\n<div>\n<div>\n<h2>Lucciole e lanterne (Siamo tutti in ValSusa)<\/h2>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.finimondo.org\/sites\/default\/files\/87024e6dda424dd9837b04579e0aea96c5f3dfb0_m.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"160\" \/><\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div>\n<div>\u00ab<strong>Democrazia! Ormai lo abbiamo compreso che significa tutto ci\u00f2.<\/strong><\/div>\n<div><strong>Democrazia \u00e8 il popolo che governa il popolo a colpi di bastone per amore del popolo\u00bb<\/strong><\/div>\n<div><em>Oscar Wilde<\/em><\/div>\n<div><\/div>\n<div>Dall&#8217;aula di Montecitorio a quella del tribunale di Milano, dai marciapiedi della stazione di Torino alle camere di sicurezza della questura di Firenze, dalle metropoli ipervigilate alle valli straziate, per non parlare delle retate poliziesche in tutta Italia, non passa giorno senza che gli animi non rimangano scossi da qualche particolare vicenda politica o di cronaca. E immancabilmente spunta qualcuno che lancia l&#8217;allarme sull&#8217;\u00abemergenza democratica oggi in corso nel nostro paese\u00bb, risolvibile, com&#8217;\u00e8 ovvio, con uno scrupoloso rispetto di norme e leggi. Persino quanto \u00e8 successo ieri mattina in Val di Susa,<strong> la caduta non accidentale di un anarchico dal traliccio su cui era salito per protestare contro il TAV <\/strong>e l&#8217;esproprio dei terreni, suoi o non suoi poco importa, \u00e8 stato subito ricondotto all&#8217;interno di questo discorso dominante quanto deprimente. E se dalla canea reazionaria si sottolinea l&#8217;illegalit\u00e0 del gesto di protesta, anche da buona parte del movimento si fa l&#8217;elenco interminabile delle illegalit\u00e0 dei lavori e del loro proseguimento (a dimostrare la legittimit\u00e0 dell&#8217;opposizione).<\/div>\n<div>Se la mente non fosse altrove ad ardere di rabbia, ci sarebbe da interrogarsi su come l&#8217;orizzonte democratico \u2014 nonostante la sua palese aberrazione \u2014 abbia potuto colonizzare a tal punto l&#8217;immaginario individuale oltre che collettivo. <strong>Qual \u00e8 la democrazia a cui si dovrebbe fare ritorno, quella uscita dalla Resistenza che ha graziato i fascisti e arrestato i partigiani pi\u00f9 indomiti? Quella che \u00e8 stata gestita per lunghi decenni nelle sagrestie e nelle segreterie dalla Democrazia Cristiana? Quella delle stragi di Stato e delle leggi speciali? Quella degli accordi neanche troppo sotto banco con la Mafia? Quella delle tangenti e delle speculazioni? Quella degli \u00abitaliani brava gente\u00bb che nelle loro missioni militari all&#8217;estero stuprano, torturano e massacrano? A questo siamo arrivati dinanzi a nani e ballerine, a rimpiangere grigi burocrati <\/strong>politici o a preferire ingessati funzionari tecnici? Ragionieri, ecco quel che si finisce col diventare, cauti ragionieri che soppesano le conseguenze, pensano alle strategie e alle tattiche pi\u00f9 adatte per non scoprirsi inadeguati, per sentirsi sempre sulla cresta dell&#8217;onda, per cavalcare i marosi sociali&#8230; Perch\u00e9, quando si cessa di misurare e calcolare, si rischia di piombare gi\u00f9.<\/div>\n<div>Ma se, a ben pensare, c&#8217;\u00e8 sempre stata una \u00abemergenza democratica\u00bb, \u00e8 proprio perch\u00e9 la \u00abnormalit\u00e0 democratica\u00bb in grado di garantire libert\u00e0 e benessere per tutti <em>non pu\u00f2 esistere<\/em>. \u00c8 un mito, una pura menzogna che andrebbe demistificata, ma che purtroppo non corre molti rischi di crollare finch\u00e9 le scintille di sedizione saranno acconciate sotto le pi\u00f9 presentabili vesti di laboratori di democrazia.<\/div>\n<div>No, non \u00e8 un regime politico ad essere rimasto folgorato sul traliccio che d\u00e0 energia a questo mondo miserabile. Non \u00e8 la sua vita ad essere oggi in pericolo. Semmai, \u00e8 la possibilit\u00e0 di intravedere qualcosa di assolutamente <em>altro<\/em> e di battersi in suo favore \u2014 di slancio, senza briciole di calcolo, come fa chi sfida l&#8217;alta tensione. Una possibilit\u00e0 che oggi giace anch&#8217;essa in coma, e che va rianimata, curata, protetta, difesa, rafforzata, allargata, diffusa. Amata. Una possibilit\u00e0 che non chiede giustizia, ma vuole vendetta. Che non ha solo un treno da fermare, ma un mondo intero da abbattere.<\/div>\n<div>a cura di\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.finimondo.org\">www.finimondo.org<\/a><\/div>\n<div><a href=\"http:\/\/youtu.be\/ODCTN0YCO1s\">http:\/\/youtu.be\/ODCTN0YCO1s<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0 <a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/b.b..bmp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"480\" height=\"360\" class=\"alignleft size-full wp-image-1017\" title=\"b.b.\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/b.b..bmp\" alt=\"\" \/><\/a>io sto con le montagne&#8230;.<\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong><a href=\"http:\/\/youtu.be\/7VVd5jLSSB8\">http:\/\/youtu.be\/7VVd5jLSSB8<\/a>\u00a0 La Valle \u00e8 mia- Servizio Pubblico<\/strong><\/div>\n<div><strong>video integrale<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/valle.bmp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"480\" height=\"360\" class=\"alignleft size-full wp-image-1031\" title=\"valle\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/valle.bmp\" alt=\"\" \/><\/a>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>Scuola di autodifesa legale: una bellissima iniziativa dell&#8217;Assemblea Beni Comuni di Siena<\/strong><\/div>\n<div><strong>qui il video<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/scuola.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1012\" title=\"scuola\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/scuola.jpg\" alt=\"\" width=\"120\" height=\"90\" \/><\/a><\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0\u00a0<a href=\"http:\/\/youtu.be\/GTjpvckXtDY\">http:\/\/youtu.be\/GTjpvckXtDY<\/a>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div>\n<h1><a title=\"Amianto, il caso dimenticato della Cooperativa Vapordotti\" href=\"http:\/\/frontierenews.it\/2012\/02\/amianto-il-caso-dimenticato-della-cooperativa-vapordotti\/\" rel=\"bookmark\">Amianto, il caso dimenticato della Cooperativa Vapordotti<\/a><\/h1>\n<p><a title=\"Visualizza tutti gli articoli in Reportage\" href=\"http:\/\/frontierenews.it\/category\/1_reportage\/\" rel=\"category tag\">Reportage<\/a> | 24 febbraio 2012 (Amianto killer in Alta Maremma)<\/p>\n<div>\n<div id=\"attachment_17441\">\u00a0<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/amianto-13.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-996\" title=\"amianto 1\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/amianto-13-300x142.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"142\" \/><\/a><\/div>\n<\/div>\n<p><em><strong>di S.\u00a0P.<\/strong><\/em><br \/>\nLo scenario \u00e8 suggestivo: Larderello, le centrali Enel geotermiche sparse tra l\u2019Alta Val di Cecina e le Colline Metallifere, a cavallo delle province di Pisa, Grosseto e Siena. Il paesaggio attraversato da decine di km di tubi sospesi in aria, i soffioni di vapore con il caratteristico odore di uova marce, piccoli paesi la cui economia ruota intorno a questa energia alternativa che pone la Toscana all\u2019avanguardia. Ma il rovescio della medaglia si chiama <strong>amianto<\/strong>. Se ne parla poco, si minimizza, per alcuni \u00e8 una storia vecchia. Per altri una ferita aperta e una ballata che sta facendo il giro d\u2019Italia.<br \/>\n\u201cIl mio cruccio pi\u00f9 grande \u00e8 di non esser riuscito ad impedire nei tempi appropriati la dispersione dell\u2019amianto nelle zone industriali della geotermia. Ho cercato disperatamente di denunciare, coinvolgere istituzioni, sensibilizzare le aziende, ma una cappa di piombo psicologico, forgiato da interessi, incompetenze, avidit\u00e0 e irresponsabilit\u00e0, hanno reso in parte vano l\u2019impegno delle persone pi\u00f9 tempestive nel comprendere la pericolosit\u00e0 dell\u2019amianto.\u201d<br \/>\n<strong>Marco Chiavistrelli <\/strong>non le manda a dire, non l\u2019ha mai fatto. Ex combattivo operaio Enel dell\u2019Alta Val di Cecina, cantautore, animatore del comitato amianto e geotermia, con una patologia professionale di asbesto in forma lieve. Marco \u00e8 un fiume in piena, parla con calma per\u00f2, citando decine di episodi che lo hanno visto coinvolto: le denunce alle ASL, l\u2019amianto che fasciava i tubi che affiora un po\u2019 ovunque, i boschi irrimediabilmente inquinati, il suo non voltar la testa, le minacce ricevute pi\u00f9 o meno velatamente.<br \/>\n\u201cNel 1988 un corso aziendale Enel ci disse della nocivit\u00e0 mortale di questo materiale salvo poi far poco o niente fino al 2000 e passa.\u00a0Cosa accadde nel mezzo? Che furono disperse tonnellate di fibre in giro sia nei lavori di manutenzione che di ristrutturazione che di sterro che di innovazione.\u00a0<strong>Chi ha pagato per questo? Nessuno<\/strong>.<\/p>\n<div id=\"attachment_17442\">\u00a0<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/amianto-21.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-997\" title=\"amianto 2\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/amianto-21.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a><\/div>\n<p>Cosa dice la sentenza Eternit di questi giorni? Parla di fatti e responsabilit\u00e0 analoghi, quasi paralleli a quelli della geotermia toscana. Disastro ambientale e inquinamento con dolo. <em>Esposizione dei lavoratori ai rischi dell\u2019amianto con possibilit\u00e0 di morte o malattia.<\/em> Come chiamare altrimenti, nelle nostre zone, il rivoltamento di decine di siti gi\u00e0 segnalati e monitorati in controlli e mappature aziendali, e poi allegramente devastati da ruspe, attivit\u00e0 nuove, manutenzioni diverse e rinnovamenti di impianto? Molte di queste irresponsabili azioni sono proseguite almeno fino al 2006 e passa! Come chiamare l\u2019inadempienza ad appicare leggi normative e sistemi di prevenzione e protezione? Anche dopo il 2000? E dopo ancora? Si continuava a lavorare con amianto e senza protezioni e in zone esposte e soprattutto in ambienti rivoltati dalle operazioni assurde poco l\u00ec vicino, di cui dicevo prima. Cosa facevano lo Stato, la Regione o il Comune al contempo? Poco o niente, giungevano tardi e male e sempre dopo.<br \/>\nNon hanno prevenuto un sito, non hanno fatto un intervento che non fosse stimolato da un comitato!\u00a0Volevano denunce scritte di poveri lavoratori impauriti quando sarebbero dovuti intervenire d\u2019ufficio, come per uno stupro, un omicidio eclatante.\u00a0Tutto questo ha prodotto un bacino di morti, malati e soprattutto di esposti al rischio nei tempi anche futuri assolutamente e stoltamente evitabile.<br \/>\nChi ha pensato alle nuove generazioni se si mandavano a sterpare dove si sapeva c\u2019era amianto e abitazioni vicine? Chi cercheranno i giovani di allora quando (speriamo di no!) si ammaleranno? L\u2019idea che carriera e imbecillit\u00e0 vanno di pari passo ha prevalso sulla gente per bene e le speranze ignare dei cittadini. Non si \u00e8 pensato nemmeno ai figli, alle mogli, ai fratelli, agli amici, ai concittadini. Nemmeno e soprattutto ai nipoti.<\/p>\n<div id=\"attachment_17444\">\u00a0<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/amianto-31.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-998\" title=\"amianto 3\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/amianto-31.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a><\/div>\n<p>Chi nega tutto ci\u00f2, adducendo spese, impegni, conferenze e piani di bonifica successivi, \u00e8 in malafede, perch\u00e9 finge di non sapere che il disastro ambientale \u00e8 avvenuto nel trentennio precedente il 2007, e molto proprio nell\u2019ultimo periodo quando si decise di bonificare in aria (le tubazioni) \u201cdimenticando\u201d l\u2019amianto a terra gi\u00e0 conosciuto e monitorato\u201d.<br \/>\nAlla fine per\u00f2 l\u2019impegno di Marco qualche risultato l\u2019ha sortito: nasce il comitato amianto e geotermia e Franco Berti, un vecchio operaio della cooperativa Vapordotti (che svolgeva il lavoro pi\u00f9 infame, quello di stuccare con amianto le giunture dei tubi gi\u00e0 fasciati di questo materiale), racconta la storia di venti operai, diciotto dei quali morti lentamente di asbesto, di mesotelioma pleurico.<br \/>\nMarco mette in musica il suo sdegno: crea una canzone, scritta da operai per operai:<strong> \u201cLa Cooperativa Vapordotti\u201d. <\/strong>La ballata segue e precede dibattiti, cortei, incontri al ministero, vaga come un fantasma dalle colline toscane per tutta l\u2019Italia, arriva su Youtube. La Cooperativa Vapordotti, la ballata dei dimenticati, una canzone da combattimento.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/youtu.be\/wGZVoxF4yYY\">http:\/\/youtu.be\/wGZVoxF4yYY<\/a>\u00a0 videointervista e ballata<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/coop.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1013\" title=\"coop\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/coop.jpg\" alt=\"\" width=\"120\" height=\"90\" \/><\/a><\/p>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div><a href=\"http:\/\/www.frontierenews.it\">www.frontierenews.it<\/a><\/div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>Schede storiche\u00a0 Sovversivi<\/strong><\/p>\n<h1><span style=\"font-size: large;\">PIETRO BIANCONI<\/span><\/h1>\n<h1>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/bianconi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-988\" title=\"bianconi\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/bianconi.jpg\" alt=\"\" width=\"187\" height=\"270\" \/><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<span style=\"font-size: large;\">\u00a0<\/span><\/h1>\n<p>Nato a Piombino (LI) il 24 gennaio 1924, comincia a lavorare giovanissimo agli altiforni. Antifascista per convinzioni personali e tradizioni familiari,<strong> entra, dopo l\u20198 settembre 1943, in una formazione partigiana, fa il gappista a Monterotondo Marittimo e a Piombino e nel gennaio 1944 viene condannato a morte<\/strong>, in contumacia, da un tribunale repubblichino \u201cper aver organizzato a pi\u00f9 riprese la diserzione dei giovani militari\u201d. Dopo la dissoluzione del Partito d\u2019azione, al quale era iscritto, aderisce al P.S.I., pur continuando a frequentare la sede di Piombino della Federazione anarchica elbano \u2013 maremmana, dove conosce Egidio Fossi, ex miliziano nella Colonna Ascaso in Spagna, Adriano Vanni e Dario Franci, gi\u00e0 esuli in Francia, l\u2019anziano Alessandro Cinci, condannato per gli attentati di Monterotondo del 1892, Primo Menichetti e Chiaro Mori, disertori nella prima guerra mondiale e membri della \u201cBanda del Prete\u201d, e i pi\u00f9 giovani Renato Palmizzi e Lorenzo Anselmi. Nei locali di via Pietri \u00a0Bianconi ascolta il bordighista Ottorino Perrone, antico redattore, a Bruxelles, di \u00abPrometeo\u00bb e di \u00abBilan\u00bb, venuto a tenere una lezione di economia politica nella citt\u00e0 del ferro. Collaboratore di \u00abNuova repubblica\u00bb di Firenze, il quindicinale di Tristano Codignola, Pietro entra nel direttivo nazionale della C.G.I.L. nel 1956, poi, nel decennio seguente, partecipa alle esperienze di \u00abQuaderni rossi\u00bb di Milano e di \u00abClasse operaia\u00bb di Padova. Pi\u00f9 volte fermato nel \u201cperiodo della contestazione\u201d, <strong>viene arrestato a Piombino il 27 dicembre 1968, insieme a altre due persone, dopo lo scoppio di una \u201cbomba carta\u201d <\/strong>su una finestra della locale caserma dei carabinieri. Incarcerato a Livorno per un mese e mezzo, viene condannato a 10000 lire di multa per la detenzione di un vecchio fucile da caccia e di qualche cartuccia, mentre gli altri due imputati si vedono infliggere 16\u00a0 mesi di reclusione dalla Corte di assise di appello di Firenze per esplosione e danneggiamento. <strong>All&#8217;inizio del &#8217;70 da vita ad un\u2019organizzazione anarchica, insieme a vari militanti libertari piombinesi, campigliesi e follonichesi, in agosto pubblica il suo studio pi\u00f9 importante, \u201c<em>Il movimento operaio a Piombino<\/em>\u201d, e in ottobre d\u00e0 alle stampe il numero unico \u00abIl martello\u00bb, <\/strong>che si riallaccia idealmente all\u2019omonimo giornale anarco \u2013 sindacalista, diretto da Riccardo Sacconi e Giulio Bacconi mezzo secolo prima. <strong>Trasferitosi a Monteverdi, in una baracca ai margini del bosco, offre ospitalit\u00e0, verso la fine del 1973, a molti esuli cileni, fra cui Soto Paillacar,<\/strong> un anarchico, che, dopo essere stato a lungo sorvegliato dalla polizia italiana, viene arrestato a Monteverdi, insieme a Bianconi, al quale le forze dell\u2019ordine sequestrano la corrispondenza politica, che intratteneva con lo scrittore antimilitarista Carlo Cassola. Per farlo liberare viene costituito, nella <strong>Biblioteca di Follonica, un Comitato, del quale fanno parte Carlo Cassola, Alfonso Leonetti, Luca Ferretti e altri militanti di sinistra. Difeso pubblicamente da Cassola e Leonetti, Pietro viene rilasciato dopo due anni di carcerazione preventiva <\/strong>e torna all\u2019impegno politico e alla ricerca storica, pubblicando, nel 1975, una storia della C.G.L. meridionale, quella di Enrico Russo, Nicola Di Bartolomeo e Dino Gentili, e, nel 1988, il volume: \u201c<em>Gli anarchici nella lotta contro il fascismo<\/em>\u201d, poi, nel 1991 muore, in tremenda miseria,dopo una vita in cui si era speso sempre per gli altri, a Monteverdi. La notizia della sua scomparsa, portata a Follonica da Aldo Montalti, suscita cordoglio e sgomento\u00a0fra i tanti che lo avevano apprezzato e conosciuto.<br \/>\nFONTI: Scritti di B.: <em>Il movimento operaio a Piombino<\/em>, Firenze: La nuova Italia, 1970; <em>La CGL sconosciuta<\/em>, Milano: Sapere, 1975; <em>Gli anarchici italiani nella lotta contro il fascismo<\/em>, Pistoia: Archivio Famiglia Berneri, 1988; <em>L\u2019insurrezione anarchica del 1920 a Piombino<\/em>, s.l., L\u2019egoista, s.d.; Bucci, Fausto. <em>Ricordo di Pietro Bianconi<\/em>, \u201cIl golfo\u201d, n.2, dic. 1991; <em>N\u00e9 dio n\u00e9 padrone: cenni storici sul movimento anarchico a Piombino e dintorni<\/em> \/ a cura della Federazione anarchica elbano maremmana, Piombino: FAEM, 2000.<br \/>\n<span style=\"font-size: x-small;\">\u00a0<\/span>Scheda di Fausto Bucci, Michele Lenzerini, Gianfranco Piermaria<br \/>\n<strong>Campi di sterminio ( letto per voi )<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/ausw-21.bmp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"261\" height=\"193\" class=\"alignleft size-full wp-image-992\" title=\"ausw 2\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/ausw-21.bmp\" alt=\"\" \/><\/a><\/p>\n<div><span style=\"font-size: medium;\">&#8220;Per noi prigionieri del Sonderkommando, costretti ad accogliere davanti al crematorio le vittime selezionate da Klein,Mengele e Capesius per accompagnarle negli spogliatoi, l&#8217;incontro con queste persone nude e sfinite costituiva un incubo tremendo. La cosa peggiore tra quelle che ho vissuto era quando trasportavano fuori dal lager le donne. Le caricavano su camion ribaltabili. Le donne stavano ammassate in piedi sul pianale e,davanti al crematorio,venivano semplicemente scaricate e rotolovano gi\u00f9 per terra, come un mucchio di rifiuti. Poi venivano cacciate nella camera a gas. Questo, una simile crudelt\u00e0, una simile follia, non riuscivo a sopportarlo! Le SS sapevano perfettamente che questi essere umani cos\u00ec trasportati dovevano morire. Perch\u00e8 trasportarli su camion ribaltabili e scaricarli come carbone ? Questo \u00e8 oggi il mio ricordo pi\u00f9 spaventoso, perch\u00e8 nel lager le donne avevano gi\u00e0 dovuto resistere a violenze, punizioni,lavoro coatto, fame, sfinimento&#8230;solo per patire alla fine una morte del genere&#8230;..<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\">L&#8217;autocarro si ferm\u00f2, il pianale cominci\u00f2 a essere sollevato e si inizi\u00f2 a scaricare questa massa umana come si scarica la ghiaia sulle strade.Coloro che furono buttate gi\u00f9 per ultime cercarono di districarsi da quella massa di corpi, si rialzarono, cercarono di scendere,tremavano e rabbrividivano per il freddo spaventoso, si trascinavano lentamente verso il bunker, lo spogliatoio, dentro il quale c&#8217;era una scala che scendeva come in cantina.Il resto delle donne fu portato via da uomini del Kommando che salivano sul mucchio, sollevavano le donne svenute, queste vittime lasciate senza aiuto.Molte donne non erano pi\u00f9 in grado di camminare con le proprie gambe e venivano sorrette con le braccia e portate gi\u00f9 in basso. Loro sapevano che il bunker era l&#8217;ultima tappa, quella che portava alla morte, tuttavia erano piene di gratitudine, con uno sguardo implorante e un movimento della testa tremante esprimevano il loro ringraziamento, mentre con la mano facevano capire che era difficile parlare. Trovavano conforto nel vedere le lacrime e un&#8217;espressione abbattuta nei volti di coloro che le aiutavano a raggiungere il bunker. Per gli uomini del Kommando questo contatto fisico diretto con vittime perfettamente coscienti dell&#8217;imminenza del loro assassinio costituiva una pena terribile&#8230;..Alla vista di una donna ridotta pelle e ossa, uno fu preso da una tale disperazione che si mise a piangere. E una giovane ragazza grid\u00f2 &#8211; Guardate, cosa vivo ancora prima di morire: sul <\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\">nostro destino orrendo si versano lacrime, compassione, mentre io pensavo che ce ne saremmo andate da questa terra abbandonate come orfane, tra puri banditi e assassini. Invece prima di morire vedo ancora una persona che ha dei sentimenti- Poi si gir\u00f2 verso il muro, vi appoggi\u00f2 il capo e scoppi\u00f2 in un pianto lieve ma sconvolgente. Era commossa nel profondo. Tutt&#8217;intorno, in piedi o sedute, c&#8217;erano molte ragazze con il capo chino, chiuse nel loro silenzio, che guardavano con orrore questo mondo miserabile e noi in particolare&#8230;.&#8221;<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/aus.bmp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"275\" height=\"183\" class=\"alignleft size-full wp-image-1015\" title=\"aus\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/aus.bmp\" alt=\"\" \/><\/a><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span>&#8220;-Anche i miei figli avevano sempre qualche lieta sorpresa: che si trattasse di una tartaruga o di una martora, di un gattino o di una lucertola, in giardino non mancava mai qualche novit\u00e0 interessante- Cos\u00ec scriveva il comandante del lager Rudolf Hos nel suo memoriale per il giudice polacco, prima di essere impiccato ad Auschwitz nel 1946.<\/div>\n<p>-D&#8217;estate i miei figli giocavano nell&#8217;acqua della loro piccola piscina nel giardino, oppure nel fiume (dove venivano gettate parte della ceneri dei forni crematori N.d.R.) La loro gioia pi\u00f9 grande era che anche Papi facesse il bagno con loro-. ..Ma il padre non aveva molto tempo per giocare con i figli,- credevo, infatti, di dover essere costantemente in servizio-&#8221;<br \/>\n&#8221; Proprio oggi mi sono fermato a guardare qui al bordello un gruppo di ebrei greci affamati in attesa: s\u00ec, aspettavano che i bollitori vuoti con gli spessi resti della zuppa di latte delle prostitute fossero gettati oltre la siepe. Ne \u00e8 seguita una lotta selvaggia: ognuno voleva raschiar via con le dita qualcosa di quell&#8217;untume, ma a uno di loro il pentolino era finito sulla testa e cos\u00ec tutto l&#8217;untume gli \u00e8 colato addosso e gli altri si sono messi a leccarlo, come se fosse miele, dalla testa ai piedi insieme con tutto il lerciume che aveva addosso&#8230;.Mangiano fango, legno di pino,erba, stracci. E si tagliano un dito o quello di un loro compagno di\u00a0sventura, una volta anche un naso, e si feriscono le braccia per bere il sangue. Il cannibalismo non era inconsueto. E non aspettavano che sopraggiungesse la morte: semimorti e agonizzanti, venivano squarciati, bevuti,mangiati in concorrenza con i ratti. La dissenteria da fame li svuotava: alla fine cacavano solo sangue. E allora il corpo non era pi\u00f9 che ossa, un nulla in punto di morte. E, per risparmiare sul gas, li hanno gettati vivi nel fuoco. L&#8217;ho visto con i miei occhi. Non emettevano neppure un grido, niente, come se anche questo orrore fosse una redenzione. E quando i camini sputavano solo un fumo nero senza fiamme, tutti sapevano che si stavano bruciando ebrei ormai consunti. Solo nel caso degli arrivi recenti, con il loro bel grasso, le fiamme salivano bene, alte nel cielo. Neppure nella morte questi non morti erano uguali agli altri.&#8221;<br \/>\n<strong>Dieter Schlesak\u00a0\u00a0 \u00a0Il Farmacista di Auschwitz\u00a0\u00a0\u00a0 Garzanti<\/strong><\/p>\n<div><strong><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0Viterbo:<\/span><\/strong><\/div>\n<div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>\n<blockquote>\n<blockquote><p><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">IL COLOMBIANO<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">in versione audio scaricabile da:<\/span><\/span><span style=\"font-size: small;\"><em><span style=\"color: #000080;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">www.bandadelracconto.bandcamp.com<\/span><\/span><\/span><\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: small;\"><em><span style=\"color: #000080;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\">www.subterralabel.com<\/span><\/span><\/span><\/em><\/span><\/p><\/blockquote>\n<\/blockquote>\n<\/div>\n<p><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><strong>IL COLOMBIANO<\/strong><em><br \/>\nIl Colombiano. Di adozioni &amp; altre biologie<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">, di Antonello Ricci (<\/span><\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em>Davide Ghaleb<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> Editore, Vetralla 2011 &#8211; <\/span><\/span><span style=\"color: #000080;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">www.ghaleb.it\/colombiano\/01.htm<\/span><\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: Verdana, sans-serif;\"><span style=\"font-size: small;\">) \u00e8 una fiaba d\u2019amore. Una storia di padri e figli. Un racconto autobiografico: l\u2019adozione da parte dell\u2019autore, nel maggio 2004, del suo secondo figlio, Juanco (Juan Jos\u00e9).<em><br \/>\n<\/em><\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<div><strong><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/div>\n<div><strong><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/div>\n<div>\n<p><strong><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<span style=\"font-size: medium;\">L&#8217;angolo della posta<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<div><strong><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/div>\n<div><strong><span style=\"font-size: medium;\">Ancora su Severino Di Giovanni, America Scarf\u00f2 e l&#8217;Amore al tempo dell&#8217;Anarchia<\/span><\/strong><\/div>\n<div><strong><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/div>\n<div><strong><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/div>\n<div><strong><span style=\"font-size: medium;\"><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/severino.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1010\" title=\"severino\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/severino.jpg\" alt=\"\" width=\"78\" height=\"130\" \/><\/a><\/span><\/strong><\/div>\n<div><strong><span style=\"font-size: medium;\">Forse la figura leggendaria di Severino certe volte offusca un poco quella altrettanto importante della sua compagna d&#8217;amore e di anarchia America Scarf\u00f2. La nuova edizione del libro Severino Di Giovanni -c&#8217;era una volta in America del sud Ed. Agenzia X gli rende per\u00f2 giustizia. America \u00e8 una figura altrettanto leggendaria, spentasi a 93 anni nel 2006, dopo esser sopravvissuta a guerre e dittature, alla fucilazione di Severino. Il passo che trascriviamo crediamo sia illuminante. America scrive,sedicenne, al pensatore libertario francese Emile Armand. Data: 3 dicembre 1928.<\/span><\/strong><\/div>\n<div><strong><span style=\"font-size: medium;\"><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/scarf\u00f2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1009\" title=\"scarf\u00f2\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/scarf\u00f2.jpg\" alt=\"\" width=\"124\" height=\"81\" \/><\/a><\/span><\/strong><\/div>\n<p><strong><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<div><strong><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/div>\n<div><strong><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/div>\n<div><strong><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/div>\n<div><strong><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/div>\n<div><strong><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/div>\n<div><strong><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/strong><\/div>\n<div><em>&#8220;Caro compagno, il motivo della presente \u00e8 chiedere un parere,il mio caso, compagno, appartiene all&#8217;ordine amoroso. Sono una giovane studentessa che crede nella vita nuova. Credo che grazie alla nostra libera azione, individuale o collettiva,possiamo arrivare ad un futuro di amore, fraternit\u00e0, uguaglianza.Desidero per tutti quel che desidero per me, la libert\u00e0 di agire, di pensare, di amare. Vale a dire: desidero l&#8217;Anarchia per tutta l&#8217;umanit\u00e0. Credo che per raggiungerla dobbiamo fare la rivoluzione sociale. Ma sono anche dell&#8217;opinione che per arrivare alla rivoluzione sia necessario liberarsi di ogni tipo di pregiudizi, dalle convenzioni, dalle falsit\u00e0 morali e dagli assurdi codici. Perch\u00e8 arrivi la rivoluzione non dobbiamo accontentarci di rimanere in attesa ma bisogna agire quotidianamente. Nell&#8217;amore, per esempio, non aspetteremo la rivoluzione. Ci uniremo liberamente, disprezzando i pregiudizi, le barriere, le innumerevoli menzogne che si opongono come ostacoli.Ho conosciuto un uomo, un compagno di idee. Secondo le leggi borghesi lui \u00e8 sposato. Si \u00e8 unito ad una donna in circostanze puerili, senza amore, visse con lei vari anni ed ha avuto dei figli. Poi ha conosciuto le nostre idee e in lui nasce una coscienza libertaria, diventa un valoroso militante. E&#8217; successo che le circostanze ci hanno fatto incontrare come compagni d&#8217;idea. Abbiamo parlato, ci siamo presi in simpatia, ci siamo cominciati a conoscere. Cos\u00ec \u00e8 cominciato a nascere il nostro amore. All&#8217;inizio pensavamo fosse impossibile. Lui, che aveva amato solo nei sogni, e io che iniziavo a fare il mio ingresso nella vita. Ciascuno continuava a vivere tra il dubbio e l&#8217;amore.<\/em><\/div>\n<p><em>Poi abbiamo aperto i nostri cuori&#8230;..noi idealizziamo l&#8217;amore mettendolo in pratica. L&#8217;amore libero che non conosce barriere n\u00e8 ostacoli. Anche sua moglie simpatizza adesso per le nostre idee. Ultimamente ha dato prova di disprezzo verso i sicari dell&#8217;ordine borghese, quando la polizia ha cominciato a ricercarlo. Per questo io e lei siamo arrivate a diventare amiche. Lei non ignora cosa rappresenta per me l&#8217;uomo che viveva al suo fianco.Il sentimento di affetto fraterno che esiste tra loro ha permesso a lui di confidarsi con lei. D&#8217;altra parte, lui le ha dato la libert\u00e0 di agire come desidera, com&#8217;\u00e8 giusto che faccia un anarchico&#8230;..questo \u00e8 quello che volevo spiegare, ma qui alcuni si sono eretti a giudici. E non si tratta di gente comune, ma di compagni di idee che si considerano liberi da pregiudizi, e che poi, alla fine, si dimostrano intolleranti. Uno sostiene che il nostro amore \u00e8 una follia, l&#8217;altro che la sposa del mio compagno \u00e8 una martire, un terzo solleva l&#8217;ostocolo economico,altri la questione dei figli&#8230;.come se un uomo che ha figli non potesse amare&#8230;..qui molti compagni hanno dell&#8217;amore libero una idea assai misera: immaginano che si tratti di coabitare senza esser legalmente sposati, mentre a casa continuano a sopravvivere i ridicoli pregiudizi degli ignoranti. Infine si solleva il problema dell&#8217;et\u00e0 perch\u00e8 io ho 16 anni e lui 26. I pontefici dell&#8217;anarchismo ! Fanno intervenire il problema dell&#8217;et\u00e0 nell&#8217;amore! Come se non bastasse il funzionamento del cervello per rendere una persona padrona dei propri atti!&#8230;..disprezzo tutti coloro che non possono comprendere cosa significhi sapere amare&#8230;&#8230;Questo \u00e8 tutto compagno, vorrei conoscere la sua opinione sul mio caso. So quel che faccio e non ho bisogno di essere approvata. E&#8217; solo che, avendo letto molti suoi articoli e trovandomi spesso d&#8217;accordo con le sue idee, sarei contenta di conoscere la sua opinione&#8221;.<\/em><br \/>\n<strong><em>La lettera dal titolo &#8220;una esperienza&#8221; viene pubblicata sulla<\/em> rivista anarchica parigina il 20 gennaio 1929. La risposta di Emile Armand aiuter\u00e0 gli innamorati, e metter\u00f2 fine alle critiche dei compagni. Scrive il direttore de &#8221; L&#8217;En Dehors&#8221;<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/scarf\u00f2-90.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1011\" title=\"scarf\u00f2 90\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/scarf\u00f2-90.jpg\" alt=\"\" width=\"120\" height=\"90\" \/><\/a><\/p>\n<div><em>&#8220;Compagna, la mia opinione conta poco riguardo a quel che fai. Sei o no intimamente convinta della tua concezione personale della vita anarchica? Se sei d&#8217;accordo con te stessa, ignora i commenti e gli insulti degli altri e prosegui il tuo cammino. Nessuno ha il diritto di giudicare il vostro comportamento, anche nel caso in cui la sposa del tuo amico fosse contraria alla tua relazione. Ogni donna unita a un anarchico ( e viceversa) sa molto bene che non dovr\u00e0 esercitare sopra di lui ( n\u00e8 patire da parte sua) alcuna forma di domino&#8230;&#8221;<\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/leo.bmp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"480\" height=\"360\" class=\"alignleft size-full wp-image-1035\" title=\"leo\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/leo.bmp\" alt=\"\" \/><\/a><\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0Video Gli Anarchici\u00a0\u00a0 Leo Ferr\u00e8\u00a0 <a href=\"http:\/\/youtu.be\/GzpzBOkXvpI\">http:\/\/youtu.be\/GzpzBOkXvpI<\/a><\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<div><strong>La scrivania di Luciana Bellini<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/luciana1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1008\" title=\"luciana\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/luciana1.jpg\" alt=\"\" width=\"110\" height=\"73\" \/><\/a><\/strong><\/div>\n<div><strong>Con immenso piacere, dopo le poco conosciute e molto miserevoli vicende che hanno costretto anche Luciana a mollare la sua vecchia casa editrice Stampa Alternativa, ma meglio sarebbe dire il duo nic e noc Marcello e Ettore, riceviamo una sua lettera ed il nuovo libro: Il mestiere finito Laurum Editrice.<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><em>Carissimi, vi devo dire che in questi giorni ho ricevuto lettere e telefonate di godimento: il tacchino, piace! Anche a voce chi mi conosce, gente del paese e no, sinceri, veri! Donne di 85 anni e giovani ragazze. Tutte quante condividono quel &#8220;sentire&#8221; .Nessuna ha il coraggio di dirlo ad alta voce, io invece&#8230;Per\u00f2 mi fa piacere sapere che sono &#8220;normale&#8221;, e non la brutta anatroccola, la maldestra ragazzina e, poi, la donna dal brutto carattere e basta.Sono, orgogliosamente &#8220;contro&#8221; e me ne vanto! Prima mi sentivo sbagliata, cattiva. Alla mia et\u00e0, capire che il mio difetto \u00e8 un pregio, s\u00ec, mi inorgoglisce. E&#8217; questo che mi ha regalato la scrittura: mi ha affrancato da me stessa. Mi capite anche se mi spiego male, vero? Dunque questo animale che si chiama Angiolo,lo benedico ch\u00e8, un pochino mi fa vol\u00e0 anche a me! Un abbraccio a tutti voi di cuore. Luciana<\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em>&#8220;Da le Donne, caro il mi Angiolo, il mondo ha sempre preteso e pretende, il sacrificio, la dedizione,la pazienza, la rassegnazione&#8230;.p\u00e8 coltiv\u00e0 un qualsiasi interesse, p\u00e8 dedicassi a un passatempo, ci vole tempo! E a me chi me lo dava il tempo? Eh caro: quando ciai &#8216;na famiglia come la mia da tir\u00e0 avanti, le passioni, anche se tu ce l&#8217;avessi, le cancelli! Te sai che devi pens\u00e0 a loro, e di te, te ne scordi del tutto: t&#8217;annulli. L&#8217;omini so&#8217; differenti. Famiglia o non famiglia, loro: caccia, pallone, tiro al piattello, briscola, bocce&#8230;qualsiasi svago se lo concedono e gli viene concesso per Diritto Canonico e Diritto quell&#8217;altro. Nessuno si meraviglia, nessuno li richiama al dovere, a nessuno gli fa specie quel comportamento. Te Angiolo sei giovane, e le frasche un sai manco che roba so&#8217;. Io mi ricordo che gi\u00f9 pel vicolo, spesso-spesso le donne entravano in quelle cantine a cerc\u00e0 i su&#8217; mariti che un trovavano pi\u00f9 la via di casa: -Ovvia su Gigi, &#8216;gnamo bello ch&#8217;\u00e8 l&#8217;ora di cena- gli dicevano co&#8217; le bone. E se quello era in vena gli dava retta, senn\u00f2 le maltrattava e a son di madonne le rispediva a casa. Il vino, allora, era &#8216;n&#8217;abitudine, il vizio di quasi tutti l&#8217;omini, le donne bisognava avessero pazienza. Ma una donna che beveva, eh no perdio! Una donna che trincava non la compativa nessuno e tutti la biasimavano. Prima, se una ragazza, per amore o per disgrazia, rimaneva incinta, e da sola e onestamente allevava il frutto del peccato, era un calvario: fosse campata anche cent&#8217;anni quel qualcosa di poco onesto gli restava sempre appiccicato addosso. Una che fino al giorno prima era lodata e portata come esempio, all&#8217;improvviso diventava il ritratto del Demonio! Pare impossibile Angiolo, ma da Madonna a tegame sfondato il passo \u00e8 breve. Quante ne succedeva anche allora&#8230;la televisione un c&#8217;era, ma cic\u00ec-cic\u00ec-cic\u00ec, chi t&#8217;aggiornava c&#8217;era sempre.Se un omo di famiglia metteva di mezzo una ragazza di vent&#8217;anni che di fisico e di testa ne dimostrava meno di dieci, quel delinquente il giorno dopo ritornava il solito galantomo di sempre. Certe cose io l&#8217;ho sapute da grande&#8230;..ne succedeva tante, senza che mi sforzi la memoria ti potrei dire nomi e cognomi di due o tre babbi che a le su&#8217; figliole gli hanno fatto fa&#8217; un figliolo! Quei galantomini dal paese un se ne so&#8217; mai andati, le su&#8217; figliole s\u00ec: per loro era una vergogna! Hai capito Angiolo,che razza di bestie siamo noi cristiani?&#8221;<\/em><\/div>\n<div><strong><em>pag 35-36\u00a0\u00a0 \u00a0 Il mestiere finito\u00a0\u00a0 \u00a0Luciana Bellini<\/em><\/strong><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><strong><em>Fotografo Contro:\u00a0 Josef Koudelka<\/em><\/strong><\/div>\n<div><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/div>\n<div><strong><em><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/koudelka1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1023\" title=\"koudelka\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/koudelka1.jpg\" alt=\"\" width=\"278\" height=\"181\" \/><\/a><\/em><\/strong><\/div>\n<div><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/div>\n<div><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/div>\n<div><em>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.internazionale.it\/portfolio\/il-maestro-degli-zingari-2\/\">http:\/\/www.internazionale.it\/portfolio\/il-maestro-degli-zingari-2\/<\/a><\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/koudelka.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1018\" title=\"koudelka\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/koudelka.jpg\" alt=\"\" width=\"90\" height=\"78\" \/><\/a><\/em><\/div>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<p><em><br \/>\n<\/em><br \/>\n<span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><br \/>\n<a name=\"post-8062\"><\/a><br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/rom.bmp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"120\" height=\"90\" class=\"alignleft size-full wp-image-1024\" title=\"rom\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/rom.bmp\" alt=\"\" \/><\/a>\u00a0<a href=\"http:\/\/youtu.be\/7iGU-XHZ3F0\">http:\/\/youtu.be\/7iGU-XHZ3F0<\/a><\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>Un matrimonio Rom &#8211; trailer LTMD video<\/strong><br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/ROM-36.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1025\" title=\"ROM 36\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/ROM-36-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/ROM-36-300x200.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/ROM-36-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/ROM-36-768x512.jpg 768w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/02\/ROM-36.jpg 1344w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>Link utili<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/\">www.stefanopacini.org<\/a> <a href=\"http:\/\/www.radiomaremmarossa.it\/\">www.radiomaremmarossa.it<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.carmillaonline.com\/\">www.carmillaonline.com<\/a> <a href=\"http:\/\/www.ltmd.it\/\">www.ltmd.it<\/a> <a href=\"http:\/\/www.infoaut.org\/\">www.infoaut.org<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/collettivoanarchico.noblogs.org\/\">http:\/\/collettivoanarchico.noblogs.org<\/a> <a href=\"http:\/\/www.senzasoste.it\/\">www.senzasoste.it<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.finimondo.org\/\">www.finimondo.org<\/a><br \/>\n<strong>Maremma Libertaria <\/strong>Esce quando pu\u00f2 e se e come gli pare. Non costa niente, non consuma carta e non inquina, se non le vostre menti. Vive nei nostri pensieri,perch\u00e8 le idee e le rivoluzioni non si fanno arrestare, si diffonde nell\u2019aere se lo inoltrate a raggera. Cerca di cestinare le cartoline stucchevoli di una terra di butteri e spiagge da bandiere blu,che la Terra \u00e8 nostra e la dobbiamo difendere! Cerca di rompere la cappa d\u2019ipocrisia e dare voce a chi non l\u2019ha, rinfrescando anche la memoria storica, che senza non si va da nessuna parte. <strong>Pi\u00f9 o meno questo \u00e8 il Numero 6 del 29 febbraio\u00a02012<\/strong>.Maremma Libertaria pu\u00f2 essere accresciuta in corso d\u2019opera ed inoltro da tutti noi, a piacimento, fermo restando l\u2019antagonismo , l\u2019antifascismo e la non censura dei suoi contenuti.<br \/>\nIn Redazione, tra i cinghiali nei boschi dell\u2019alta maremma, Erasmo da Mucini, Ulisse dalle Rocche, il Fantasma della miniera, le Stelle Rosse stanno a guardare, Complici vari , Ribelli di passaggio,maremmani emigrati a Barcelona.<br \/>\n<strong>No copyright, No dinero, ma nel caso idee, scritti, foto, solidariet\u00e0 e un bicchiere di rosso.<\/strong><br \/>\n<strong>Nostra patria il mondo intero, nostra legge la Libert\u00e0, ed un pensiero Ribelle in cuor ci sta <\/strong>(Pietro Gori) <a href=\"http:\/\/youtu.be\/_KVRd4iny8E\">http:\/\/youtu.be\/_KVRd4iny8E<\/a><br \/>\n<strong>Potranno tagliare tutti i fiori, ma non riusciranno a fermare la Primavera <\/strong>(Pablo Neruda) <a href=\"http:\/\/youtu.be\/wEy-PDPHhEI\">http:\/\/youtu.be\/wEy-PDPHhEI<\/a> (Victor Jara canta Neruda)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/libert\u00e0.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"libert\u00e0\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/libert\u00e0-300x164.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"164\" \/><\/a><br \/>\n<strong>Sempre, comunque e dovunque : Libert\u00e0 per tutti i compagni arrestati !\u2013 Fori i compagni dalle galere !-Libertad para todos los presos ! \u2013 liberdade para companheiros presos! -comrades preso askatasuna!- libert\u00e9 pour les camarades emprisonn\u00e9s!-freedom for imprisoned comrades !- Freiheit f\u00fcr inhaftierte Genossen!- \u03b5\u03bb\u03b5\u03c5\u03b8\u03b5\u03c1\u03af\u03b1 \u03b3\u03b9\u03b1 \u03c6\u03c5\u03bb\u03b1\u03ba\u03b9\u03c3\u03bc\u03ad\u03bd\u03bf\u03c5\u03c2 \u03c3\u03c5\u03bd\u03c4\u03c1\u03cc\u03c6\u03bf\u03c5\u03c2 ! \u2013 \u0627\u0644\u062d\u0631\u064a\u0629 \u0644\u0631\u0641\u0627\u0642 \u0627\u0644\u0633\u062c<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div><em>Questo numero lo dedichiamo alla mail di Valerio, che ci ha spedito la sua poesia &#8220;Quando bevi&#8221;<\/em><\/div>\n<p><em><br \/>\n<\/em><br \/>\nQuando bevi bevi<br \/>\ne poi hai ancora voglia di bere<br \/>\ne quando sei morto hai ancora voglia di bere<br \/>\nquando bevi non ti metti davanti alla macchina da scrivere<br \/>\ncome Bukowski<br \/>\nanzi, lo fai<br \/>\nma non ti viene in mente niente di geniale<br \/>\nquando bevi<br \/>\nla gente non vuole vederti<br \/>\ne se ti vuole vedere \u00e8 solo perch\u00e8 gli devi dei soldi<br \/>\nallora sei tu che non vuoi vedere la gente<br \/>\ncambi strada quando incontri i tuoi creditori<br \/>\ne pensi &#8221; porca puttana, perch\u00e8 ho fatto questa strada ?!&#8221;<br \/>\nquando bevi<br \/>\nnessuna strada \u00e8 quella giusta<br \/>\nnon pubblicheranno mai le tue poesie<br \/>\nperch\u00e8 sono solo stronzate<br \/>\nse lo facessero farebbero un grande errore<br \/>\nanche tu lo penseresti se solo riuscissi ad essere sobrio un momento<br \/>\nquando bevi non sei affascinante<br \/>\nincontri delle donne<br \/>\nma solo perch\u00e8 sono pi\u00f9 derelitte di te<br \/>\nlo chiami amore e piangi<br \/>\nsperando ti lascino presto<br \/>\nper tornare al bar a lamentarti<br \/>\nintimamente sperando<br \/>\ndi trovare donne altrettanto alcolizzate<br \/>\nma solo pi\u00f9 ricche di te<br \/>\nquando bevi ogni scusa \u00e8 quella giusta<br \/>\ntanto non servono ulteriori scuse<br \/>\nla gente ha smesso da tempo di chiederti spiegazioni<br \/>\nse lo fa \u00e8 solo per avere un argomento per riempire la proprie sbronze noiose<br \/>\nquando bevi non sei un poeta<br \/>\nnon sei uno che soffre<br \/>\nse hai dei problemi sono solo un&#8217;ulteriore scusa per bere<br \/>\ni bambini giocano nei parchi<br \/>\ni genitori li guardano felici<br \/>\nle rondini tornano ogni primavera<br \/>\n\u00e8 difficile restare senza soldi per una birra<br \/>\nquando bevi ti innamori della barista<br \/>\nma lei non ti pu\u00f2 sopportare<br \/>\ncadi,scrocchi, chiedi<br \/>\nse lei si innamorasse di te dovresti cambiare bar<br \/>\no lo cambierebbe lei dopo essersi impiccata<br \/>\nquando bevi la notte non dormi<br \/>\nse non hai da bere<br \/>\ne se sei ubriaco dormi male<br \/>\ne se tu avessi al fianco una donna, probabilmente la uccideresti<br \/>\nma quando eri ragazzo fumavi una sigaretta dietro l&#8217;altra<br \/>\ne un bicchiere rincorreva l&#8217;altro<br \/>\ne d&#8217;altra parte non c&#8217;erano molti altri modelli da seguire<br \/>\ne il fegato non era quello di adesso<br \/>\nl&#8217;idillio non era spezzato e molti stavano con te<br \/>\nora molti sono morti e agli altri resta poco da vivere<br \/>\nma nessuno pensa mai di aver sbagliato<br \/>\ne tu non hai tempo per pensarci<br \/>\nl&#8217;alba \u00e8 nervosa<br \/>\nil pomeriggio \u00e8 teso<br \/>\nfino a quando non racimoli il necessario<br \/>\nun tempo sigarette, ora un pacco di tabacco<br \/>\nmolte birre e un paio di bocce di stravecchio<br \/>\nqua non stiamo in America<br \/>\nil Whiskj \u00e8 decisamente da finocchi, comunque non potresti permettertelo<br \/>\nquando bevi&#8230;.<br \/>\nuna volta avevo una ragazza<br \/>\nma anche lei non aveva tempo per le cazzate<br \/>\nsi trattava per lo pi\u00f9 di sbronzarci e litigare<br \/>\ncos\u00ec, per molto tempo, e oggi ancora,<br \/>\nho pensato fosse questo l&#8217;amore<br \/>\nquando bevi non hai molti amici<br \/>\nper lo pi\u00f9 c&#8217;\u00e8 solo gente come te<br \/>\nche sta con te per lo stesso motivo per cui te stai con loro<br \/>\nper bere<br \/>\nspesso vengono a lamentarsi dei loro affanni<br \/>\nin realt\u00e0 non ne avrebbero se non bevessero<br \/>\nquando bevi<br \/>\ni baristi non possono vederti<br \/>\nma dopo mezzogiorno scrutano la via preoccupati<br \/>\nse ancora non sei arrivato<br \/>\ne cos\u00ec che lasceranno il bar ai propri figli<br \/>\nfinch\u00e8 uno di loro non diventer\u00e0 come te<br \/>\nallora il bar passer\u00e0 ad un&#8217;altra famiglia di baristi<br \/>\nquando bevi&#8230;<br \/>\nnon deve essere stato sempre cos\u00ec<br \/>\nma, d&#8217;altra parte,non sembra esserci molta altra gente interessante in giro<br \/>\ncomunque tu non la incontreresti nei posti che frequenti<br \/>\nquando bevi&#8230;<br \/>\nuna volta c&#8217;era una guerra in corso<br \/>\nla TV ne parlava nei bar<br \/>\nma la gente chiedeva di cambiare canale per vedere la partita<br \/>\ne tu non te ne sei interessato oltre<br \/>\nqualcuno deve pur aver vinto<br \/>\nqualcun altro sar\u00e0 stato sconfitto, probabilmente,<br \/>\na meno che questa strafottutissima guerra non sia ancora in corso<br \/>\nma nessuna guerra impedir\u00e0 agli alcolizzati di raggiungere una bottiglia<br \/>\ntranne la guerra dei probizionisti<br \/>\nma loro hanno sempre perso<br \/>\nquando bevi&#8230;<br \/>\nsuperi indifferente i vecchi ubriachi che muoiono nei bagni<br \/>\nun giorno sarai come loro<br \/>\ne poi altri saranno come te<br \/>\ne nessuno si preoccupa di quelli di prima e di quelli che verranno<br \/>\nle notti sembrano giorni, i giorni notti<br \/>\ne alla fine di ogni tramonto e di ogni alba<br \/>\nsolo bar, bar, bar,al massimo stanze vuote<br \/>\nbottiglie negli armadi, sotto al letto, e dove neanche tu penseresti mai<br \/>\nquando bevi&#8230;<br \/>\nuna volta un dottore mi consigli\u00f2 di smettere<br \/>\nma solo ai preti spetta la cura delle anime<br \/>\nalmeno cos\u00ec mi dicevo<br \/>\nquando bevi&#8230;<br \/>\nuna volta trovai un bar meglio degli altri<br \/>\nla musica era buona, la birra un p\u00f2 cara<br \/>\nma la barista aveva dei lunghi capelli neri, era bello guardarla di tanto in tanto<br \/>\npoi una dozzina di cazzoni scopr\u00ec lo stesso bar e la stessa barista<br \/>\nnon era tanto una questione di gelosia<br \/>\nma questi idioti non potevano starsene in silenzio a guardarla<br \/>\nsono questi i bevitori da due soldi<br \/>\nquelli che hanno bisogno di una scusa, di un sabato sera, dell&#8217;ora dell&#8217;aperitivo<br \/>\nquando bevi bevi, non hai bisogno di motivi<br \/>\nda allora \u00e8 stato impossibile restarsene in pace<br \/>\nguardando la barista dagli occhi di notte<br \/>\nbevendo,senza proferire parola<br \/>\nquando bevi \u00e8 meglio solo che accompagnato in generale<br \/>\nquando bevi&#8230;<br \/>\nuna volta, amore mio,<br \/>\ndeve essere stato diverso, e forse dovevamo esserlo anche noi<br \/>\nnon ricordo, onestamente, la purezza di quegli anni<br \/>\nma dovevamo esserlo per forza, i primi anni che un uomo guarda con gli occhi da innamorato<br \/>\ne non erano meriggi armoniosi<br \/>\nma strade, pioggia, sigarette tra le dita,capelli colorati e vino comprato con poche lire elemosinate<br \/>\ne giacche di cuoio e pantaloni aderenti<br \/>\nsputi ovunque, citt\u00e0 e lerciume<br \/>\neppure te non mi avresti mai detto &#8220;andiamo a farci una scopata&#8221;<br \/>\nma una scusa,un verso di una qualche canzone per alludere alla tua casa libera dai genitori<br \/>\ne l&#8217;indomani, abbracciati, irradiati da un orizzonte raggiante<br \/>\ne un alba infinita<br \/>\nquando bevi&#8230;<br \/>\nbevi, non ha pi\u00f9 molta importanza come le cose siano andate poi a finire<br \/>\ndove potresti essere ora ? Non posso avere la mappa di tutti i bar del mondo<br \/>\ne se altre mappe servissero per ritrovarti,<br \/>\nmio amore lontano<br \/>\nnon saprei proprio cosa farmene<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sommario: Lucciole e lanterne, siamo tutti in Val di Susa- Amianto killer in Alta Maremma &#8211;  Pietro Bianconi &#8211; Campi di sterminio &#8211; Luciana Bellini &#8211; Ancora su Severino Di Giovanni e America Scarf\u00f2<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":989,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-975","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-maremma-libertaria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/975","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=975"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/975\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3025,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/975\/revisions\/3025"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/media\/989"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=975"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=975"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=975"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}