{"id":854,"date":"2011-11-02T11:48:59","date_gmt":"2011-11-02T11:48:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/?p=854"},"modified":"2021-10-22T08:02:58","modified_gmt":"2021-10-22T08:02:58","slug":"guardia-piemontese-gli-occitani-perduti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/2011\/11\/02\/guardia-piemontese-gli-occitani-perduti\/","title":{"rendered":"Guardia Piemontese: gli Occitani perduti"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Testo e fotografie di Stefano Pacini<\/em><\/strong><\/p>\n<div>Non sono molti i viaggiatori o i turisti lungo la costa tirrenica calabrese, tra Fuscaldo e Cetraro, che si prendono la briga di salire i tornanti ripidi che in pochi chilometri dal mare conducono ai 514 metri di Guardia Piemontese.\u00a0Eppure il panorama mozzafiato che si apre davanti agli occhi dalla cima meriterebbe da solo il viaggio.<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/guardia-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-856\" title=\"guardia 2\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/guardia-2-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a><\/div>\n<p>Alle spalle del castello montagne boscose accarezzate dalle nuvole, davanti un grande tratto di costa ed una distesa marina immensa che pare a portata di tuffo. Nel piccolo paese a nido d\u2019aquila i nomi delle vie sono bilingue, e molti abitanti parlano una strana lingua incompatibile con i dialetti calabresi:<strong> l\u2019occitano<\/strong>. Infatti il paese deve il suo nome (La Gardia) e la sua fondazione ad una colonia di valdesi, eretici in fuga dalle persecuzioni e dalle carestie che dalle valli piemontesi qui si stabilirono trovando rifugio nel XIII secolo. E per tanti anni riuscirono non solo a vivere in armonia con i calabresi cattolici, ma a prosperare.\u00a0<strong>Del resto la Calabria \u00e8 sempre stata terra di migrazioni e di rifugio su erte imprendibili, di greci, ebrei, rom e infine albanesi <\/strong>che si stabilirono sulle montagne dell\u2019interno a met\u00e0 del quindicesimo secolo in gran numero, e che ancora oggi parlano l\u2019albanese arcaico e professano la religione cattolica di rito bizantino.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/guardia-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-857\" title=\"guardia 3\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/guardia-3-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/guardia-3-300x200.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/guardia-3-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/guardia-3-768x512.jpg 768w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/guardia-3.jpg 1129w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nMa a Guardia i tempi felici finirono bruscamente quando i valdesi, seguendo l\u2019esempio dei loro confratelli piemontesi, decisero di aderire alla Riforma Protestante, firmando cos\u00ec per la Chiesa di Roma la loro condanna a morte. <strong>La notte del 5 giugno 1561 una crociata decisa dalla Santa Inquisizione nella figura del Cardinal Ghislieri, futuro Papa Pio V ,con l\u2019inganno massacr\u00f2 qui e a Montalto Uffugo centinaia dei suoi abitanti, uomini, donne, bambini<\/strong>. In seguito fu vietato l\u2019uso della lingua occitana, il matrimonio tra i sopravvissuti e installato nelle porte delle case uno spioncino apribile dall\u2019esterno che dava modo ai Frati Domenicani di poter controllare in ogni momento la vita dei superstiti convertiti a forza al cattolicesimo. La comunit\u00e0 fu costretta a piegarsi, ma non si lasci\u00f2 mai annientare del tutto. In molte famiglie, di padre in figlio, fu mantenuta segretamente la storia e la cultura degli avi, e parlata sottovoce nel chiuso delle stanze la lingua proibita.<br \/>\n<!-- #gallery-1 { margin: auto; } #gallery-1 .gallery-item { float: left; margin-top: 10px; text-align: center; width: 33%; } #gallery-1 img { border: 2px solid #cfcfcf; } #gallery-1 .gallery-caption { margin-left: 0; } --><!-- see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php --><\/p>\n<div id=\"gallery-1\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<dl><\/dl>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<dl><\/dl>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<dl><\/dl>\n<p>Sono passati 450 anni, molte guerre e terremoti, l\u2019isolamento fisico \u00e8 finito, il turismo preme alle porte, ma lo spirito dei valdesi di Guardia \u00e8 sempre vivo, le origini vengono riscoperte con orgoglio.\u00a0In una piccola piazzetta si erge un masso di granito portato dalla gemellata Val Pelice che dista 1200 km. La frase del profeta Isaia \u201cConsiderate la roccia da cui foste tratti\u201d campeggia semplice sul sasso alpino, e ai suoi piedi una lapide di marmo ricorda i nomi degli uomini passati a fil di spada nella notte del terrore inquisitorio. Una donna ci dice che il 5 giugno \u00e8 da poco ufficialmente la Giornata della Memoria. <strong>E nei vicoli del paese, a cui si accede attraverso la triste Porta del Sangue, troviamo un centro di studi valdesi con una biblioteca e un\u2019associazione culturale occitana con tanto di gruppo folk, i \u201cVent de Notes\u201d. Poi in un vicolo vediamo un cartello minuscolo scritto a matita, \u201cmuseo della civilt\u00e0 contadina\u201d. <\/strong>Esitiamo un attimo di fronte ad una scala esterna malmessa, ed un vecchiettino dall\u2019et\u00e0 indefinibile che pareva sedere addormentato al sole insieme a dei gatti, ci sorride e invita ad entrare.<\/p>\n<\/div>\n<p>Non c\u2019\u00e8 biglietto d\u2019ingresso, non ci sono contributi statali o regionali, la luce viene accesa quando entra qualcuno nella piccola casa a due piani che \u00e8 semplicemente arredata come lo erano una volta tutte le case di Guardia. Pi\u00f9 che un museo contadino \u00e8 una visione della vita passata,un deja vu supportato da alcuni documenti, foto,cartine, articoli di giornale affissi all\u2019ingresso.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/guardia-4.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-858\" title=\"guardia 4\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/11\/guardia-4-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a><br \/>\nTutto \u00e8 fermo, immobile, la culla di legno \u00e8 vuota, una foto di un secolo fa mostra una famiglia sulla soglia. Persino le altre case circostanti arroccate le une sulle altre sembrano trattenere il respiro, pochi suoni umani ovattati, la luce pura delle montagne. Di fronte a un vecchio vestito da sposa attaccato ad una scala insieme ad una bandiera occitana, l\u2019uomo ci chiede se conosciamo la storia del paese, dopo di che, prima in occitano e poi in italiano ci narra la storia del massacro e fa la sua terribile sintesi.<br \/>\n<strong>&#8220;Nella lunga e buia notte de La Gardia ci hanno voluto cancellare la memoria, ci hanno voluto strappare la lingua. Le porte si aprivano dall\u2019esterno e da esse passava il vento dell\u2019annullamento\u2026\u201d <\/strong>Il signor Giuseppe Visca con il suo narrare omerico \u00e8 appena finito su YouTube. Passato e presente che si sovrappongono e spesso si confondono. Come molti qui ha visto con emozione il film \u201cIl vento fa il suo giro\u201d.<br \/>\nQuando lo salutiamo ci chiede di raccontare ai nostri amici la storia di Guardia Piemontese, di ritornare a trovare il paese e la sua \u201canima\u201d, dice proprio cos\u00ec.\u00a0In dieci minuti, mentre il sole tramonta tuffandosi in mare, ritorniamo alla costa e nei paesi attraversati dalla statale 18 notiamo dei tricolori che ricordano i 150 anni dell\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia.\u00a0A Guardia Piemontese gli occitani perduti vanno indietro nella vita e nel ricordo di altri tre secoli.<br \/>\npubblicato il 2-11-2011\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0su\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.frontierenews.it\">www.frontierenews.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testo e fotografie di Stefano Pacini Non sono molti i viaggiatori o i turisti lungo la costa tirrenica calabrese, tra Fuscaldo e Cetraro, che si prendono la briga di salire i tornanti ripidi che in pochi chilometri dal mare conducono ai 514 metri di Guardia Piemontese.\u00a0Eppure il panorama mozzafiato che si apre davanti agli occhi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":855,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-854","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-scritti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/854","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=854"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/854\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2843,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/854\/revisions\/2843"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/media\/855"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=854"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=854"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=854"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}