{"id":806,"date":"2011-10-27T10:34:42","date_gmt":"2011-10-27T10:34:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/?p=806"},"modified":"2021-10-23T20:11:54","modified_gmt":"2021-10-23T20:11:54","slug":"maremma-libertaria-8","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/2011\/10\/27\/maremma-libertaria-8\/","title":{"rendered":"Maremma Libertaria n 4"},"content":{"rendered":"<h3><span style=\"color: #0000ff;\"><span style=\"font-family: Eras Bold ITC, sans-serif;\"><span style=\"font-size: xx-large;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/maremma-libertaria.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-707 aligncenter\" title=\"maremma-libertaria\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/maremma-libertaria-300x42.gif\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"42\" \/><\/a><\/strong><\/span><\/span><\/span><strong>Qualsiasi cosa cerchi di scrivere<\/strong><\/h3>\n<p><strong>(Italo Calvino)<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/che.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-819\" title=\"che\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/che.jpg\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"240\" \/><\/a><br \/>\nQualsiasi cosa cerchi di scrivere per esprimere la mia ammirazione per<strong>\u00a0Ernesto Che Guevara <\/strong>, per come visse e per come mor\u00ec, mi pare fuori tono. Sento la sua risata che mi risponde, piena d&#8217;ironia e di commiserazione. Io sono qui, seduto nel mio studio, tra i miei libri, <strong>nella finta pace e finta prosperit\u00e0 dell&#8217;Europa<\/strong>, dedico un breve intervallo del mio lavoro a scrivere, senza alcun rischio, d&#8217;un uomo che ha voluto assumersi tutti i rischi, che non ha accettato la finzione d&#8217;una pace provvisoria, un uomo che chiedeva a s\u00e8 e agli altri il massimo spirito di sacrificio, convinto che ogni risparmio di sacrifici oggi si pagher\u00e0 domani con una somma di sacrifici ancor maggiori,<strong>Guevara \u00e8 per noi questo richiamo alla gravit\u00e0 assoluta di tutto ci\u00f2 che riguarda la rivoluzione e l&#8217;avvenire del mondo, questa critica radicale a ogni gesto che serva soltanto a mettere a posto le nostre coscienze<\/strong>.La discussione di Guevara con tutti quelli che lo avvicinarono, la lunga discussione che per la sua non lunga vita (discussione-azione, discussione senza abbandonare mai il fucile), non sar\u00e0 interrotta dalla morte, continuer\u00e0 ad allagarsi. Le discussioni che contano sono quelle che che continuano poi silenziosamente, nel pensiero. Nella mia mente la discussione col Che \u00e8continuata per tutti questi anni, e pi\u00f9 il tempo passava pi\u00f9 lui aveva ragione.<br \/>\n(ottobre 1967)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/youtu.be\/coAFxLdhweA\">http:\/\/youtu.be\/coAFxLdhweA<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 (Victor Jara canta Che Guevara con immagini rare)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/roma-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-820\" title=\"roma 1\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/roma-1.jpg\" alt=\"\" width=\"93\" height=\"70\" \/><\/a><br \/>\n<strong>Brucia anche Roma Indignati? No, incazzati neri! <\/strong>Dopo la battaglia del 15 ottobre in Piazza S. Giovanni a Roma durante il corteo degli indignados la temperatura \u00e8 bruscamente salita. Pare naufragare il tentativo vendoliano neppur tanto nascosto di sfruttare il movimento in chiave elettorale. E la risposta scomposta e isterica di maggioranza e opposizione(si fa per dire) ,con richieste questurine da tardo regime fascista, non fanno che aggravare il quadro gi\u00e0 compromesso della possibilit\u00e0 di un cambio politico civile all&#8217;interno di regole pi\u00f9 o meno democratiche. La peggior feccia governativa dell&#8217;Italia repubblicana \u00e8 disposta a trascinare a fondo tutto il paese prima di farsi da parte. Il rischio, col precipitare della crisi economica, \u00e8 quello di una soluzione autoritaria comunque la si mascheri. Il movimento antagonista \u00e8 debole, stretto tra la tenaglia di una repressione selvaggia incoraggiata anche da settori di forcaioli come Di Pietro, e la tentazione per alcuni dello scontro elitario, magari comprensibile ma perdente. Occorrer\u00e0 tutta la creativa intelligenza collettiva per rilanciare le lotte su terreni aperti evitando vicoli ciechi, fino alla caduta di questo governo infame e, soprattutto, oltre. ( Ulisse)<br \/>\n<strong>PROVE TECNICHE <\/strong>(intervento sul 15 ottobre)\u00a0\u00a0\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/roma-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-822\" title=\"roma 3\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/roma-3.jpg\" alt=\"\" width=\"136\" height=\"98\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/roma-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-821\" title=\"roma 2\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/roma-2.jpg\" alt=\"\" width=\"103\" height=\"70\" \/><\/a><br \/>\n<strong>Sabato 15 ottobre doveva essere la giornata mondiale dell&#8217;indignazione<\/strong>. In tutto il globo erano previste centinaia di manifestazioni per protestare contro un sistema sociale che non sembra essere pi\u00f9 in grado nemmeno di garantire una qualche sopravvivenza in cambio dell&#8217;obbedienza. Per questo, a Roma, si erano dati appuntamento tutti gli orfani piagnucolanti di una Democrazia tradita, di una Costituzione calpestata, di un Diritto negato. Prima volevano puntare pomposamente sui palazzi del Potere per assediarli,poi hanno capitolato al ricatto questurino e accettato di dirigersi verso la periferia pur di autorappresentarsi. <strong>Ma questa manifestazione nata triste non si \u00e8 svolta come auspicato dai suoi organizzatori<\/strong>. Lungo il percorso ci\u00f2 che esprimeva il privilegio della ricchezza e l&#8217;arroganza dell&#8217;autorit\u00e0 ha attirato la rabbia di chi \u00e8 stanco di marciare e marcire, e si \u00e8 organizzato per passare dalle parole ai fatti. In frantumi le vetrate delle banche e delle agenzie interinali, in fiamme l&#8217;edificio che ospita il tribunale militare del Ministero della Difesa. L&#8217;aria si \u00e8 surriscaldata a tal punto che, al posto del rituale comizio alla fine di una tranquilla passeggiata, in piazza San Giovanni si sono sviluppati violenti scontri con le forze dell&#8217;ordine cui hanno preso parte alcune migliaia di manifestanti. Persone comuni, non solo teste calde giunte preparate e determinate allo scontro, ma donne e uomini che si sono battuti con tutto ci\u00f2 che si sono ritrovati per le mani, anche a volto scoperto, contro una sbirraglia inferocita. Quei disordini erano previsti da tutti, annunciati da settimane, promessi da diversi, auspicati da tanti. Com&#8217;era ovvio, sono scoppiati. <strong>Fanno solo ridere i sinistri ammiratori delle sommosse altrui, delle rivolte altrove, lesti ad inchinarsi davanti alla Magna Grecia in fiamme oppure a citare un ex presidente della Camera in pensione secondo cui \u00e8 finalmente giunta l&#8217;ora della rivolta (!?), <\/strong>che oggi deplorano quanto avvenuto nella loro miserabile Itaglietta. Questi poveri di spirito e di passioni non riescono a capacitarsi che di fronte a un mondo in decomposizione, dove Stato e Mercato fanno a gara fra chi strazia pi\u00f9 vite umane, ci possa essere chi non intende limitarsi ad una platonica espressione di dissenso. Privati del palcoscenico politico che avevano prenotato, hanno reagito com&#8217;\u00e8 loro consuetudine. Come dieci anni fa a Genova, le forze politiche che mirano a farsi costituenti (interlocutrici di uno Stato che vorrebbero rinnovare) si sono distinte per i loro metodi talmente polizieschi da venir sconfessati persino da loro militanti. E per il futuro gi\u00e0 annunciano il ritorno dei katanga (qualcuno ancora li ricorda negli anni 70, quando imperversavano alla Statale di Milano a caccia di incontrollabili non allineati), di robusti servizi d&#8217;ordine atti ad impedire che qualcuno possa uscire da percorsi prestabiliti ed imposti. Non volendo usarli contro i tutori dell&#8217;ordine infame, useranno i loro bastoni (o i loro caschi?) contro chi vuole metterlo a soqquadro. Una scelta di parte,senza dubbio. <strong>Due giorni dopo \u00e8 scattata la caccia all&#8217;anarchico, al \u00abblack bloc\u00bb, al nerovestito. Polizia e carabinieri hanno effettuato un centinaio di perquisizioni in tutta Italia, in ambienti anarchici ma non solo<\/strong>, alla ricerca di abiti scuri e maschere antigas (il \u00abkit del guerrigliero\u00bb, lo chiamano). Il ministro Maroni, con il plauso del paladino della sinistra opposizione giustizialista Di Pietro, ha annunciato nuove leggi speciali che ridurranno notevolmente la possibilit\u00e0 di manifestare. Mentre la rete \u00e8 invasa da immagini messe a disposizione degli inquirenti da parte di &#8220;onesti&#8221; cittadini al fine di identificare i \u00abviolenti\u00bb. \u00c8 delazione di massa, la delazione di una massa talmente critica da ritenere che l&#8217;invocata trasformazione sociale radicale avverr\u00e0 per illuminazione, come risultato di una raccolta firme, di un accampamento, di una consultazione elettorale, di una decisione assembleare, di un accordo politico azzeccato. <strong>Sono prove tecniche di agitazione e di prevenzione. <\/strong>Ma sono prove i cui risultati producono e produrranno effetti da prendere in considerazione, senza crogiolarsi in un ebbro compiacimento. Quali possibilit\u00e0 offrono le manifestazioni oceaniche, dove al controllo della videosorveglianza va aggiunta la presenza dei cittadini-poliziotto? Possono essere accompagnate,precedute o seguite, da qualcosa d&#8217;altro che prepari, rafforzi e prolunghi il fermento? Oppure \u00e8 meglio evitarle per dedicarsi ad altre pratiche? E quali, dove, quando? <strong>Come \u00e8 possibile cercare di far convivere ci\u00f2 che \u00e8 inconciliabile, le intenzioni sovversive di chi vorrebbe porre fine a questo mondo con le preoccupazioni riformiste di chi vorrebbe curarlo? Che senso ha giocare di sponda, in un reciproco rapporto strumentale, con chi potrebbe in qualsiasi momento diventare un delatore? Non sono domande che richiedono una risposta definitiva \u2013 impossibile! \u2013, ma solo alcuni degli interrogativi non pi\u00f9 rinviabili, checercano e necessitano di un dibattito.<\/strong><br \/>\nda <a href=\"http:\/\/www.finimondo.org\">www.finimondo.org<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/carlo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-825\" title=\"carlo\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/carlo.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/carlo.jpg 200w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/carlo-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/roma-31.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-823\" title=\"roma 3\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/roma-31.jpg\" alt=\"\" width=\"136\" height=\"98\" \/><\/a><br \/>\n&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>Iniziamo da questo numero a ricevere articoli dall&#8217;emigrazione maremmana in Catalunya, questo articolo scritto in giugno alla luce di quanto poi \u00e8 accaduto anche in Italia ci sembra ancor pi\u00f9 interessante.<\/strong><br \/>\n<strong>Chi sono gli indignados ?<\/strong><br \/>\n(Emiliano P.)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/Schermatabn-7ad39.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-824\" title=\"Schermatabn-7ad39\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/Schermatabn-7ad39.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"179\" \/><\/a><br \/>\nA Barcellona, come nel resto della Penisola Iberica, il 15 maggio ha segnato l\u2019inizio di <strong>unnuovo movimento di base,<\/strong> eterogeneo e apartitico. Sia la forza che la debolezza di questo nuovo soggetto politico che irrompe sulla scena pubblica sono legate alla sua difficile classificabilit\u00e0. Proviamo ad andare con ordine per cercare di capire meglio che cosa il 15maggio (da qui in avanti 15-M) abbia cambiato nell\u2019asfittico panorama socio-economico iberico ed europeo.<br \/>\n<strong>Prima del 15-M<\/strong> Un\u2019altra campagna elettorale si avvicinava alla fine; i due partiti principali, il post franchista PP ed il social-riformista PSOE, provavano ad accaparrarsi fino all\u2019ultimo voto in vista delle elezioni comunali e provinciali. Il PP, da 7 anni all\u2019opposizione in parlamento, aveva il gioco pi\u00f9 facile e sfruttava la disastrosa crisi economica mondiale come esempio delle nefandezze del PSOE in tutti gli anni di \u201cgiogo socialista\u201d che la Spagna aveva dovuto subire. Nei quartieri generali del PSOE si analizzavano invece nervosamente le statistiche con le intenzioni di voto che presagivano una sconfitta epocale per il socialismo spagnolo. <strong>Principale catalizzatore dell\u2019astio nazionale \u00e8 Jose Luis Rodriguez Zapatero: quello che un tempo \u00e8 stato un eroe della sinistra italiana <\/strong>(chi si ricorda Viva Zapatero della Guzzanti?) \u00e8 diventato nel giro di 2 anni e mezzo il premier spagnolo pi\u00f9 impopolare di tutti i tempi. Forse solo Aznar del dopo-bombe di Madrid ha raggiunto un indice di popolarit\u00e0 pi\u00f9 bassa di lui; ZP, come lo chiamano da queste parti, <strong>ha applicato alla lettera tutte le indicazioni del FMI e dell\u2019Unione Europea, tagliando aiuti e fondi per la disoccupazione, peggiorando le prestazioni essenziali come sanit\u00e0 e\u00a0 educazione e lasciando in pace solo il fondo stanziato per le spese militari<\/strong>&#8230;Insomma, il PSOE si avviava a incassare una sconfitta storica. Contemporaneamente alla campagnelettorale ufficiale, altri collettivi facevano sentire la loro voce attraverso la piattaforma pi\u00f9 rapida e capillare: Internet.Il misconosciuto movimento \u201cDemocracia Real Ya!\u201d convocava attraverso Facebook e Twitter una manifestazione apartitica e asindacale per domenica 15 Maggio. Le ragioni della convocazione erano molto generiche e condivisibili dalla stragrande maggioranza della popolazione iberica: lotta alla corruzione politica, fine del sistema bipartitico, basta soldi pubblici alle banche, basta disoccupazione. Fino al 15 nessun media ufficiale ha preso in considerazione quello che sarebbe diventato un vero e proprio tsunami sociale; senza partiti n\u00e9 sindacati di mezzo non c\u2019era molto appeal per i notiziari della sera, impegnati a coprire la campagna elettorale. Quasi nessuno, tanto meno gli organizzatori stessi di \u201cDemocracia Real Ya!\u201d, si aspettavano quello che sarebbe successo di l\u00ec a poco.<br \/>\n<strong>Il 15-M Domenica 15 Maggio <\/strong>\u00e8 una bella giornata in quasi tutta la Spagna, uno di quei giorni primaverili in cui non fa troppo caldo, si pu\u00f2 gi\u00e0 fare il bagno e si pu\u00f2 consumare birra e tapas all\u2019aperto senza prendere fresco. Di passaggio nel centro di Barcellona e sulla strada di casa, mi ricordo della manifestazione di cui avevo letto alcuni giorni prima sulla rivista di satira e fumetti <strong>\u201cEl Jueves<\/strong>\u201d, l\u2019equivalente spagnolo del \u201c<strong>Vernacoliere\u201d<\/strong> di Livorno. Con Agnese ci siamo messi a cercare il corteo e lo abbiamo trovato in Piazza Catalunya che ancora doveva partire. Grande colpo d\u2019occhio, tanta gente, colore giallo predominante come simbolo di protesta, centinaia di cartelli e striscioni ma nessun simbolo di partito o sindacato. Ci siamo trovati vicino al furgone dell\u2019organizzazione, allatesta del corteo mentre veniva letto il manifesto della piattaforma \u201cDemocracia Real Ya!\u201d: il miscuglio gi\u00e0 descritto di buoni propositi e indignazione di chi non ne pu\u00f2 pi\u00f9 e si \u00e8\u00a0 finalmente reso conto di essere sfruttato da questa societ\u00e0. Gi\u00e0 allora alcune contraddizioni balzavano agli occhi ma non abbastanza per offuscare <strong>la legittima ondata di entusiasmo nel vedere quindicimila persone autoconvocatesi in strada; quello che fino al giorno prima sembrava impossibile, cio\u00e8 il passaggio dai forum di internet alle strade, stava avvenendo l\u00ec, in diretta, davanti ai nostri occhi<\/strong>. Quello che \u00e8 successo quel giorno \u00e8 gi\u00e0 storia o addirittura mitologia per una parte del movimento: la decisione di occupare la Puerta del Sol a Madrid, le cariche e lo sgombero, la rioccupazione di Sol e di circa altre centosessanta piazze in tutta la Spagna. A Barcellona gli \u201cIndignados\u201d hanno marciato sulla Piazza Catalunya in centocinquanta circa e hanno deciso di accamparsi fino alle elezioni del 22 maggio. Di l\u00ec a poche ore sarebbero stati ribattezzati \u201cacampados\u201d dalla stampa main stream che cominciava a capire che si stava mettendo in moto qualcosa di grosso, qualcosa che era stato volutamente ignorato fino a quel momento ma che dal\u00a0 giorno dopo non sarebbe pi\u00f9 stato possibile ignorare.<br \/>\n<strong>Dopo il 15-M <\/strong>La cosa sorprendente di questo movimento \u00e8 la quantit\u00e0 di solidariet\u00e0 attiva che ha saputo convogliare su di s\u00e9 da molti lati della societ\u00e0. Ci\u00f2 \u00e8 dovuto al fatto che questo movimento \u00e8 composto da una massa eterogenea difficilmente catalogabile di individui: studenti, disoccupati, vecchi attivisti politici, punkabbestia, pacifisti, anarchici, religiosi e spirituali. Tutte queste persone, colpite in maniera pi\u00f9 o meno diretta dai tagli al sociale dello stato e dalla crisi economica, <strong>si sono ritrovate nello stesso sacco: utili idioti in mano a banche e politici che devono votare ogni quattro anni e poi zittirsi<\/strong>. Da tempo mi chiedevo come fosse possibile che, in un paese che non cresce, con il 20% di disoccupazione (il 40% tra i giovani) e lo spettro della povert\u00e0 diffusa sempre pi\u00f9 incombente, la gente non si rivoltasse e scendesse nelle strade. Ora che questo \u00e8 successo, dopo tanti anni di passivit\u00e0 alimentata da calcio e soldi a rate, televisori al plasma e macchina nuova con gli incentivi statali, molte domande hanno avuto una loro\u00a0 risposta. Eppure non \u00e8 tutto oro quel che luccica. <strong>Chi c\u2019\u00e8 dietro il 15-M?<\/strong> All\u2019indomani della creazione delle \u201cacampadas\u201d in tutta la Spagna, un settore del marxismo-leninismo iberico ha cominciato a far circolare voci (letteralmente) sinistre sulla piattaforma \u201cDemocracia Real Ya!\u201d; secondo questi ultimi, i finanziatori occulti di questo movimento sono un gruppo di partitini alla sinistra del PSOE che, fiutato il gramo vento delle elezioni imminenti, hanno ben pensato di creare un movimento borghese di piazza col fine di strumentalizzarlo, per poi spuntar fuori al momento giusto e farsi interpreti parlamentari del malcontento pubblico. Nella maggior parte dei casi questi commenti sono stati dettati da invidia personale e rabbia che i \u201crivoluzionari di professione\u201d provavano nel vedere qualche giovane sbarbatello riuscire laddove loro hanno sempre fallito. Eppure, c\u2019\u00e8 un fondo di verit\u00e0 sotto alle pi\u00f9 becere teorie del complotto messe in giro: ad oggi non \u00e8 chiaro dove sono stati raccolti i fondi per mettere in moto questo movimento e come faceva notare qualcuno, furgoni, impianto hi-fi e cartelloni bicromatici plastificati sono tutti costi oggettivamente non indifferenti per una piattaforma popolare appena nata dal nulla. <strong>Ad ogni modo, non credo che sia sano voler sempre vedere complotti, anche dove non ce ne sono; \u00e8 probabile che il movimento 15-M sia nato sull\u2019impulso di alcuni collettivi specifici legati a partitini di sinistra (qualcuno ricorda Rifondazione Comunista ed il \u201cPartito di Lotta e di Governo\u201d ecco, siamo l\u00ec) vogliosi di farsi spazio e raccogliere il voto degli arrabbiati. Se questo era il loro intento, hanno fallito.<\/strong><br \/>\n<strong>Il 22 maggio Le elezioni del 22 maggio<\/strong>, ad una settimana esatta dall\u2019inizio delle acampadas, hanno spazzato via il socialismo alla spagnola ed in generale hanno premiato partiti di destra e\/o portatori di messaggi conservatori e xenofobi. Il PP ha vinto ovunque, Barcellona \u00e8 caduta in mano a Convergencia i Uni\u00f2 (CiU, nazionalisti catalani di stampo democristiano) dopo trentadue anni di sindaci socialisti e la mappa di tutta la Spagna si colora di azzurro \u201cpopular\u201d.<strong>Tutta? No, come in Asterix, c\u2019\u00e8 una piccola parte del paese che rimane rossa. Vai a vedere e ti accorgi che si chiama Euskadi e che la sinistra indipendentista basca ha preso il 25%<\/strong> dopo dodici anni che lo Stato rendeva illegale qualsiasi partito del genere in questa regione (per la cronaca \u00e8 risultato primo partito il PNV, nazionalisti-democristiani baschi, col 27%).Nel corso dell\u2019ultimo decennio, prima la destra con Aznar e in seguito i socialisti con Zapatero, hanno provato a chiudere la \u201ccrisi basca\u201d attraverso la tecnica del (tanto) bastone e della (poca)carota. Il bastone: illegalizzare qualsiasi partito si dichiari indipendentista e sia sospettabile di connivenza con ETA. Il principale esecutore delle illegalizzazioni \u00e8 stato il giudice Garzon, famoso da noi in Italia per aver processato Pinochet; prima vittima di questo processo, il partito Herri Batasuna (Avanti Popolo, in basco), considerato l\u2019ala politica di ETA e principale interlocutore dello stato nel corso di ogni trattativa avvenuta con ETA fino ad oggi. La carota: favorire il terreno a tutte le formazioni politiche che ripudino la violenza. Nonostante la decadenza militare di ETA sia chiara e irreversibile non c\u2019\u00e8 per\u00f2 stata una volont\u00e0 chiara di Madrid di voler chiudere in maniera politica il conflitto basco, come fatto ad esempio in Irlanda del Nord. La novit\u00e0 di queste elezioni amministrative \u00e8 stata la legalizzazione della lista Bildu, prima formazione dichiaratamente indipendentista e socialista che abbia avuto la possibilit\u00e0 di presentarsi alle urne in dodici anni. Alle urne i baschi hanno dimostrato in massa che la tolleranza zero verso chiunque non si cali le brache davanti a Madrid non paga; l\u2019avviso \u00e8 chiaro: ETA \u00e8 finita ma adesso c\u2019\u00e8 da rispondere al voto popolare.<br \/>\n<strong>Il 27 maggio Finite le elezioni<\/strong>, finita la copertura mediatica positiva delle \u201cacampadas\u201d.Pochi giorni prima si potevano ascoltare cronache di amabili panettieri che regalavano viveri ai giovani rivoluzionari; ebbene, dall\u2019alba alla notte quegli stessi giovani rivoluzionari sono diventati barboni incivili che danneggiano gli esercenti del centro di Madrid o Barcellona. <strong>Com\u2019\u00e8 avvenuto questo cambiamento?Mentre prima del voto tutti i partiti hanno cercato di accattivarsi le simpatie degli indignati col ritornello della\u201ccomprensibile rabbia\u201d, a urne chiuse hanno richiamato all\u2019ordine i pennivendoli di regime incitandoli a dar contro agli indignati<\/strong>. Tutto il processo di discredito e repressione \u00e8 cominciato il 23 Maggio e ha avuto come apice il tentato sgombero di Piazza Catalunya.Le immagini delle manganellate dei Mossos D\u2019Esquadra (polizia autonoma catalana) su manifestanti inermi hanno fatto il giro del mondo e hanno supposto una \u201cvittoria tattica\u201ddegli acampados che hanno incassato un sostegno enorme da parte della societ\u00e0 civile e hanno prolungato la spinta popolare che ha sostenuto fino ad oggi il movimento 15-M. <strong>Conclusioni sull\u2019acampada BCN <\/strong>L\u2019argomento del pacifismo integralista sta spaccando l\u2019unit\u00e0 delle assemblee: secondo molte testimonianze <strong>una minoranza di stampo borghese sta imponendo al resto degli acampados la linea della non violenza passiva come unico mezzo di azione rivendicativo<\/strong>. La stessa minoranza che impone la linea sulla non violenza ha inoltre gettato la maschera proprio nel giro di queste ore, operando con tutte le sue forze affinch\u00e9 il resto dell\u2019assemblea votasse a favore della mozione di sgombero della piazza durante la notte. Quello che sembra premere molto a questi \u201cfiguri\u201d, spuntati solo adesso in piazza da quando le proteste sono cominciate, \u00e8 la cessazione dell\u2019acampada durante la notte in favore di una ricollocazione strategica nei quartieri. Gli stessi assicurano che le attivit\u00e0 diurne continueranno normalmente a tempo indefinito (o fino alla fine della stagione estiva, aggiungono i detrattori di questo gruppo). Per assicurarsi di avere in mano il consenso della piazza questi riformisti hanno sabotato la stessa Commissione Comunicazione; prima rendendogli impossibile l\u2019accesso allo script del sito dell\u2019acampada e poi pubblicando in proprio la proposta di \u201cricollocazione\u201d ancora da sottoporre a dibattito come se gi\u00e0 fosse una risoluzione effettiva. Insomma, qualcuno sta spendendo molte pi\u00f9 energie per controllare militarmente l\u2019acampada che per trovare nuovi sbocchi alla protesta. Per fortuna il resto degli accampati ha ancora tanta voglia di lottare e anzi rilancia con un acampada davanti al Parlamento Catalano il 14 e 15 giugno e la simbolica \u201cchiusura del parlamento\u201d da imporre pacificamente ai politici catalani, colpevoli di aver portato a capo una serie di tagli pesantissimi (retalladas, in catalano) alla sanit\u00e0, educazione e assistenza sociale&#8230;.<br \/>\n<strong>Uno dei mille cartelli innalzati in Piazza Catalunya riporta queste parole che CapoTupac Katari pronunci\u00f2 prima di essere ucciso dagli Spagnoli: \u201c Volver\u00e8 y ser\u00e9 millones\u201d . Torner\u00f2 e saremo milioni .<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/indi-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-826\" title=\"indi 2\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/indi-2.jpg\" alt=\"\" width=\"136\" height=\"77\" \/><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/indig.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-827\" title=\"indig\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/indig.jpg\" alt=\"\" width=\"130\" height=\"72\" \/><\/a><br \/>\n<strong>Ultimissima dai fratelli dei Paesi Baschi : l&#8217; ETA abbandona definitivamente la lotta armata<\/strong><br \/>\nvideo\u00a0 <a href=\"http:\/\/youtu.be\/PyXdh9yE00E\">http:\/\/youtu.be\/PyXdh9yE00E<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/eta.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-829\" title=\"eta\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/eta.jpg\" alt=\"\" width=\"116\" height=\"65\" \/><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/euskadi_iPiccy.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-828\" title=\"euskadi_iPiccy\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/euskadi_iPiccy.jpg\" alt=\"\" width=\"172\" height=\"241\" \/><\/a><br \/>\n<strong>UN RURAL SQUAT IN PROVINCIA DI SIENA? ESISTE!<\/strong><br \/>\n<strong>(Storia recente del Podere Occupato Campofico)<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/1913festadeibambini.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-830\" title=\"1913festadeibambini\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/1913festadeibambini-300x230.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"230\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/1913festadeibambini-300x230.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/1913festadeibambini.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nSiena ,Casa del Popolo, Festa dei bambini (1913)<br \/>\nPodere Campofico si trova al limite del comune di Sovicille, nella zona ovest della Montagnola senese, a meno di trenta km da Siena. Il podere \u00e8 di propriet\u00e0 della provincia di Siena, vicino al castello di Palazzo al Piano, che costituisce il fulcro della propriet\u00e0 della provincia nonch\u00e9 l&#8217;immobile su cui sono stati sperperati fiumi di soldi pubblici negli ultimi anni. Nelle vicinanze del castello si trovano altri poderi della provincia, tuttora abitati: podere Mezzapiaggia, podere Cetapigna, podere Rassa, podere San Marco, quest&#8217;ultimo disabitato ma in ottime condizioni (chi cerca casa ci pu\u00f2 fare un pensierino!). Dal sito internet della provincia di Siena si evince che nel triennio 2011-2014 tutta la propriet\u00e0 immobiliare verr\u00e0 messa in vendita, sulle modalit\u00e0 e altro vi rimando alle fonti istituzionali. La storia recente di Podere Campofico comincia nell&#8217;estate del 2008, allorch\u00e8 il sottoscritto e un amico occupano una parte del podere. A quel tempo eravamo entrambi quotidianamente sotto sfruttamento salariale, per cui l&#8217;energia impiegata nel podere fu poca. Ovviamente mancava l&#8217;energia elettrica, l&#8217;acqua corrente e suppellettili e arredamento. Gi\u00e0 a fine estate lasciammo il podere momentaneamente, decisi a tornarci pi\u00f9 organizzati. Inoltre emersero problemi con gli abitanti di podere Mezzapiaggia , che si ostinavano a non volerci perch\u00e8 stavamo rompendo l&#8217;equilibrio dei loro accordi(?) con la provincia. La loro meschinit\u00e0 si manifest\u00f2 nella delazione dell&#8217;occupazione, e nella salvaguardia del loro orticello, cosa questa in cui hanno fallito(sic!).<strong> In ogni caso, a febbraio 2009 siam tornati e da l\u00ec comincia la storia dell&#8217;occupazione del podere, che dura tutt&#8217;oggi. <\/strong>L&#8217;interesse e la conoscenza di Campofico, nel bene e nel male, crebbe immediatamente. Comici\u00f2 a passare gente, molti si fermavano,veniva ripristinato l&#8217;orto, attivata l&#8217;acqua corrente tramite pompa ad immersione dalla cisterna di accumulo dell&#8217;acqua piovana, migliorata l&#8217;agibilit\u00e0 dei tetti, delle stanze abitabili e dei fondi che nel passato avevano ospitato maiali e vacche. Il podere si popol\u00f2 di cani, poi arrivarono le prime capre, <strong>cominciarono le cene e i momenti di socialit\u00e0, le prime iniziative, tra cui una festa controinformativa (contro-tv) e un natale in ricordo di Horst Fantazzini in cui lapartecipazione fu numerosa. Intanto una microproduzione di orto, di miele e occasionalmente di formaggio caprino erano attivate, nonch\u00e9 la cura e il ripristino diuna parte dell&#8217;oliveta sottostante<\/strong>, la maggior parte della quale rimane ancora ingoiatadal bosco. Crebbe la visibilit\u00e0 del posto, gli amori e gli scazzi, gli eventi e&#8230;inevitabilmente, la repressione. Gi\u00e0 dopo un mese dall&#8217;inizio dell&#8217;occupazione la polizia provinciale assieme ad una isterica rappresentante dell&#8217;ufficio Patrimonio della provincia mi avevano fatto visita. In tale occasione mi intimarono di abbandonare il podere entro 48h, cosa che non feci, nonch\u00e9 mi propinarono una sfilza di \u201cromanzine\u201d varie sul mio comportamento illegale. <strong>Dopo qualche mese scatt\u00f2 la denuncia per occupazione e invasione di edificie terreni pubblici, procedimento tuttora in corso. <\/strong>A gennaio 2010 era stato fissato lo sfratto esecutivo del podere. <strong>La visita da parte dei carabinieri, dell&#8217;ufficiale giudiziario, dell&#8217;avvocato della provincia e del fabbro trovarono una trentina di solidali con Campofico attivi contro lo sfratto. Quella mattina lo sgombero non si fece<\/strong>,ma purtroppo, in parte per la nostra disorganizzazione e inesperienza, in parte per lamancanza di maggiore determinazione, le autorit\u00e0 portarono scompiglio al podere.Nelle settimane seguenti arrivarono i primi 6 fogli di via contro alcuni degli amici intervenuti, col divieto di permanenza nel territorio comunale per la durata di treanni! Successivamente si sono verificati altri episodi di controllo poliziesco, altre due persone sono state colpite dall&#8217;obbligo di allontanamento dal comune di Sovicille,<strong> i\u00a0commercianti del paese di Rosia sono stati visitati dalla Digos senese, la quale gli ha intimato di non attaccare i nostri volantini e flyers delle feste\/iniziati<\/strong>ve.Il podere si \u00e8 caratterizzato in questi anni come un posto aperto, e la gran quantit\u00e0 di persone passate ne \u00e8 testimonianza, come ricovero per persone senza casa e lavoro, come laboratorio, seppur frammentario, di esperienza sociale e politica di autogestione. Forse la mancanza di un gruppo di affinit\u00e0 sia progettuale che umano non ha permesso finora di esprimere le potenzialit\u00e0 che il posto meriterebbe. Anche l&#8217;interazione propositiva e costruttiva con persone e posti del circondario, nonch\u00e9 una conflittualit\u00e0 alle politiche scellerate del territorio, ha spesso ceduto il passo a dinamiche di mera sopravvivenza del posto. La mancanza di continuit\u00e0 nelle attivit\u00e0 sia sociali che autoproduttive \u00e8 la prova di un percorso non sempre facile da portare avanti, e spesso l&#8217;ospitalit\u00e0 aperta ha indebolito le energie dei residenti, gi\u00e0 peraltro non eccelse! Chi vi scrive non fa pi\u00f9 parte dell&#8217;esperienza del podere, ma ne rimane in contatto. La vita del podere va avanti, con le sue storie tutte uniche e particolari. <strong>Vorre soffermarvi su alcuni episodi, quelli pi\u00f9 spassosi,<\/strong> quelli pi\u00f9 negativi li tralascio, anche per non dare fonti all&#8217;autorit\u00e0, che gi\u00e0 ne dispone a iosa tramite il suo asfissiante controllo quotidiano\u00a0 #Arriv\u00f2 al podere una ragazza, che chiamiamo Bea, taciturna e depressa, che si dichiar\u00f2 in viaggio per l&#8217;Italia. Nel frattempo, nel programma di RaiTre \u201cChi l&#8217;ha visto\u201d, canale che nel podere non era visibile, era aperta la caccia alla ragazza da parte dei familiari preoccupati di non avere alcuna notizia, con tanto di ipotesi di un eventuale affiliamento-rapimento della figlia da parte di una setta esoterica-religiosa. Siccome la tipa non conversava molto, portava gi\u00e0 da settimane gli stessi indumenti e puzzava assai, fu esortata pi\u00f9 volte dagli abitanti del podere a lavarsi. Il suo rifiuto costante irrigidiva i rapporti ancor di pi\u00f9, finch\u00e8 un giorno, sotto pressione del lavaggio, sbott\u00f2: \u201cbasta, lasciatemi, io non mi lavo, perch\u00e8 sono pankabbestia come quello l\u00ec\u201d. Quello l\u00ec era Ciccio, uno degli abitanti del posto, poco incline alla pulizia personale e pankabbestia dichiarato. Il tentativo di far lavare la tipa, nonostante\u00a0 Ciccio si immolasse al dio-lavaggio come esempio, fall\u00ec miseramente!# # <strong>Il primo maggio 2010 Campofico aveva organizzato un comizio nella piazza delcomune, a Sovicille. L&#8217;orario era fissato per le undici del mattino, un amico e compagno anarchico, dotato di oratoria fluente, doveva aprire il comizio.<\/strong> Senonch\u00e8 lasera precedente c&#8217;era una festa auto-organizzata a Simignano, un borgo vicino Campofico, col coro dei maggiolini, tanto cibo e vino. La totalit\u00e0 dei campofichini si sbronz\u00f2 pesantemente alla festa e torn\u00f2 a casa a giorno. Poche ore dopo doveva tenersi il comizio, che si svolse in una piazza desolata e terribilmente assolata, all&#8217;ora di pranzo. Gli scazzi tra i puntuali e i ritardatari avevano gi\u00e0 preso il sopravvento,finch\u00e8 fu risolto il problema del microfono attaccandosi clandestinamente a una presa di corrente della chiesa vicina. L&#8217;unica curiosa che si avvicin\u00f2 al comizio fu una vecchia del posto, mezza sorda e abbastanza rimbambita, ma che manifest\u00f2 tutta la sua simpatia spontanea allorch\u00e8, notato il mega-cane dell&#8217;oratore legato a un angolo della piazza, prese a gridare:\u201dpovera bestiolina, ha sete, ora t&#8217;abbevero io\u201d. Tale cane non aveva proprio un aspetto rassicurante, era enorme e fasciato per un intervento veterinario precedente. Per pochi secondi la sensazione che la vecchietta finisse sbranata nel mentre rimbombava la voce potente dell&#8217;oratore\u201d compagni,riprendiamo la lotta!\u201d, fu forte. Invece la simpatica vecchietta ebbe anche il tempo di gridare ai presenti:\u201dPoverino, ci ho pensato io. Ma che succede qui? C&#8217;\u00e8 il comizio, sign\u00f2! Che, che inizio? Il comiziooo, deel primoo maggioooo!! Ah, no-io non ne so niente!\u201d E se ne torn\u00f2 lemme lemme a casa sua.# Aldil\u00e0 di ques<br \/>\nta sommaria e parziale ricostruzione della storia di Campofico, la miglior cosa \u00e8 recarsi direttamente a far visita all&#8217;unico <strong>RURAL SQUAT <\/strong>in provincia di Siena e, male che vada, apprezzarne il magnifico paesaggio circostante, magari alla ricerca di funghi, asparagi, tartufi o castagne a seconda della stagione.<br \/>\n<strong>Podere occupato Campofico<\/strong>: da Colonna di Montarrenti proseguire in direzione di Colle val d&#8217;Elsa per 5km, poi svoltare a destra per la cava Marronetone, poi prendere la prima a sinistra e salire al podere.<br \/>\n(Johnny Stecchino)<br \/>\n<strong>Schede storiche sovversivi<\/strong><br \/>\n<strong>Silvio Quintavalle, il minatore,l&#8217;anarchico, l&#8217;antifascista\u00a0\u00a0\u00a0<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/quintavallesilvio.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-831\" title=\"quintavallesilvio\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/quintavallesilvio-198x300.jpg\" alt=\"\" width=\"198\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/quintavallesilvio-198x300.jpg 198w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/quintavallesilvio.jpg 201w\" sizes=\"auto, (max-width: 198px) 100vw, 198px\" \/><\/a><br \/>\nNato a Massa Marittima il 17 luglio 1898 fa sin da giovane il minatore e professa idee anarchiche. Mandato al fronte durante la prima guerra mondiale, prende parte nella primavera del 1919, insieme gli anarchici Primo Morelli, Giuseppe Stefanelli, Domenico Montagnani e Luigi Guazzini, <strong>a una clamorosa protesta contro i carabinieri mentre \u00e8 in licenza a Massa Marittima. Alla fine del 1920 viene denunciato<\/strong>, insieme ad altri compagni di fede, <strong>per la colluttazione con ex interventisti e per il conseguente ferimento di un volontario fiumano. Nemico dei fascisti, impartisce nel 1921 una dura lezione al temibile squadrista Silverio Zanetti davanti alla cattedrale massetana. Licenziato dalla miniera Montecatini di Gavorrano per rappresaglia politica<\/strong>, fa parte, nell\u2019ottobre dello stesso anno, insieme a Fortunato Signori, Rizieri Guazzini, Tornielli e altri sovversivi,<strong> del gruppo di anarchici che malmenano e mettono in fuga una squadraccia in piazza Garibaldi. <\/strong>Il 30 agosto 1922 con ormai al potere il fascismo <strong>emigra in Francia <\/strong>(insieme all\u2019anarchico di Monterotondo Marittimo Eligio Pozzi, gi\u00e0 esponente della Camera del lavoro sindacale di Piombino) e fissa la residenza a Bligny, dove fa il minatore. Spostatosi in Belgio, lavora alla teleferica di Erehilimes, poi presta la sua opera, fino al 1924, nello stabilimento siderurgico di Montigny \u2013 sur \u2013 Sambre, dove sottoscrive in favore del \u00abLibero accordo\u00bb di Roma, insieme agli anarchici Italo Giannoni, Antonio Armeni (\u201cToppa\u201d), Primo Morelli e Rustici e ai comunisti grossetani Russo Facchielli (gi\u00e0 \u201cciclista rosso\u201d) ed Emilio Martellini. Nel giugno del 1925 fa pervenire, da Couillet, un altro contributo al giornale libertario della capitale, insieme agli anarchici maremmani Zeffiro Bertini e G. Tanagli. Nel 1926 abita ancora a Montigny \u2013 sur \u2013 Sambre, mentre nel 1927 risiede a Sedan, da dove manda dei piccoli contributi, insieme a Italo Giannoni, ai periodici anarchici \u00abIl monito\u00bb e \u00abLa Diana\u00bb. <strong>Nel marzo 1928 \u00e8 oggetto di una lettera, in cui il console fascista italiano di Charleroi si rammarica del fatto che le autorit\u00e0 belghe si rifiutino di espellere questo \u201csovversivo\u201d, dal \u201ccarattere esaltato e sornione\u201d, perch\u00e9 nel 1925 ha sposato una ragazza belga, dalla quale ha avuto un figlio. L\u201911 gennaio 1930 Quintavalle viene iscritto nel \u00abBollettino delle ricerche<\/strong>\u00bb e il 2 marzo rimpatria per fare visita alla madre ammalata. Perquisito \u201cinfruttuosamente\u201d alla frontiera, alla fine del mese torna a Montigny, dove rimane sino al primo dicembre, quando rientra definitivamente in Italia.<strong> Assunto nella miniera di Niccioleta, viene fermato il 4 giugno 1933 per misure di pubblica sicurezza e nel novembre 1934 \u00e8 fermato di nuovo, dopo che alcune bandiere italiane, esposte a Massa Marittima per celebrare la vittoria della prima guerra mondiale, sono state gettate in una vasca<\/strong>. Prosciolto per mancanza di indizi, \u00e8 oggetto, il 30 settembre 1936, di una relazione dei carabinieri di Massa Marittima, i quali sostengono che sarebbe opportuno allontanarlo dalla miniera di Niccioleta, <strong>perch\u00e9 \u00e8 \u201celemento pericoloso\u201d e \u201ccapace di svolgere propaganda sovversiva<\/strong>\u201d, per di pi\u00f9 collegato ad altri minatori di idee sovversive, tra cui l\u2019anarchico Menelik Giusti di Monterotondo, il comunista Romeo Lippi di Vernio, Engels Lambardi di Montieri, il socialista Primo Olivelli di Santa Fiora e i sovversivi Gino Lolini di Monterotondo Marittimo, Ruggero Romani e Estido Verni di Abbadia San Salvatore. <strong>In quello stesso periodo Silvio partecipa alle riunioni semiclandestine, che si\u00a0 tengono nella trattoria Pollazzi di Borgo, insieme agli anarchici Giuseppe Gasperi e Libero Corrivi e ai comunisti Enrico Filippi ed Elvezio Cerboni: riunioni disturbate talvolta dai fascisti, che invadono il locale e cacciando tutti i presenti, somministrando nerbate e bastonate.<\/strong> Il 19 giugno 1938 viene schedato dalla Prefettura maremmana. Il \u201ccenno\u201d biografico ne ricorda l\u2019attivit\u00e0 di propagandista e la pericolosit\u00e0, i trascorsi politici e penali e le perquisizioni che ha subito; segnala inoltre che Quintavalle lavora nella miniera della Zanca e che continua ad abitare a Massa Marittima. <strong>Crollato il fascismo il 25 luglio 1943, Silvio collabora con i partigiani e fa parte del CLN massetano, <\/strong>poi, dopo la liberazione, riprende il suo posto nel movimento anarchico e diffonde ed affigge sotto le logge nella bacheca del Gruppo Anarchico Pietro Gori della FAI ,\u00abUmanit\u00e0 nova\u00bb, \u00abL\u2019adunata dei refrattari\u00bb e altri fogli libertari fino alla morte, che lo coglie a Massa Marittima nel marzo 1978. ( l&#8217;autore di questa rivista ricorda la sua generosit\u00e0, che lo port\u00f2 ad offrire met\u00e0 bacheca a noi studenti di Lotta Continua) I compagni ne ricordano, il 2 aprile, la \u201ccoerenza impareggiabile ,la generosit\u00e0: persecuzioni monarchiche e fasciste rafforzarono il suo carattere e fu sempre in prima fila nelle lotte per la redenzione e rivoluzione sociale\u201d.<br \/>\n<strong>(Scheda di Fausto Bucci, Manlio Gragnani, Michele Lenzerini, Aldo Montalti)<\/strong><br \/>\n<strong>Antonio Gamberi ,il poeta socialista ,l&#8217;antifascista irriducibile\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/gamberi-antonio-ok1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-832\" title=\"gamberi-antonio-ok1\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/gamberi-antonio-ok1.jpg\" alt=\"\" width=\"112\" height=\"227\" \/><\/a><br \/>\nNato a Grosseto il 16 maggio 1864, aveva seguito la famiglia a Tatti, dove la morte del padre lo aveva costretto a lasciare gli studi dopo la seconda elementare, per guadagnarsi da vivere prima con le \u201cfaccende\u201d della campagna e poi con la legatura dei libri o facendo, occasionalmente, il garzone in miniera. A 14 anni era tornato sui libri per migliorare il suo italiano,poi, quando ne aveva trenta,<strong> aveva fondato la sezione socialista di Tatti. Nella lunga e difficile battaglia per la difesa dei diritti di legnatico dei tatterini affianc\u00f2 il medico condotto Goffredo Iermini, che era l\u2019alfiere della lotta, e, come lui, fu condannato il 12 novembre 1895 a tre anni di domicilio coatto <\/strong>dall\u2019apparato repressivo dello Stato che parteggiava per il principale avversario della popolazione di Tatti, un latifondista di Siena. Tornato in libert\u00e0 dopo la revoca del provvedimento, <strong>Gamberi si prodig\u00f2, dal 1896 al 1898, per lo sviluppo della Camera del lavoro di Massa Marittima,tra le prime in Italia,<\/strong> insieme al repubblicano Leopoldo Gasperi e ai socialisti Varese Parrini e a Narciso Fedeli. Trasferitosi nel 1904 a Roccatederighi, collabor\u00f2 regolarmente all\u2019\u00abEtruria nuova\u00bb. Dei suoi articoli di quel quadriennio, firmati spesso con gli pseudonimi di \u201cRinio\u201d o di \u201cNagario\u201d, meritano di essere ricordati quelli sui preti, sugli \u201cincappati\u201d e sui brogli elettorali. <strong>Ateo convinto<\/strong>, espresse sugli \u201cincappati\u201d o flagellanti di Roccatederighi giudizi simili a quelli di altri socialisti o anarchici (come Pietro Ravagli e Florindo Andreini), che quelle forme di religiosit\u00e0 popolare condannavano senza appello: \u201cIl venerd\u00ec Santo a Roccatederighi, fu giornata di teppa clericale. Dalla processione di mezzogiorno a quella serale fu tutto un cimentare, un provocare, specialmente la giovent\u00f9, da parte di una banda di incappati, gente settaria, intollerante e brutale; spurgo, il peggiore, della tradizionale e famosa disciplina; avanzo di gabbacristi che sorge dai fondacci di sacrestia per ammorbare l\u2019ossigeno pubblico e turbare la pace dei liberi cittadini, con parole ingiuriose, con invettive da truogolo\u2026.\u201d<strong>In pi\u00f9 di un\u2019occasione mise la sua penna al servizio di altri sovversivi ingiustamente perseguitati, come Elia Baldanzi, un anarchico roccastradino, condannato nel 1900 per aver commentato l\u2019uccisione di re Umberto con queste parole: \u201cHanno ammazzato l\u2019orso\u201d. Una condanna a 16 mesi di reclusione lo spinse a riparare in Svizzera e in Francia.<\/strong> Sull\u2019espatrio clandestino Gamberi scrisse nel 1908 <strong>una lirica:\u201cLa mia fuga\u201d, che apparve su \u00abLa Blouse\u00bb di Firenze, la \u201crivista di letteratura operaia, compilata esclusivamente con scritti originali dei lavoratori del braccio\u201d.<\/strong> Oltr\u2019Alpe, dopo essere passato per Lugano e Aubou\u00e9, trov\u00f2 rifugio a Joeuf, dove dimor\u00f2 per quasi sette anni, continuando ad inviare articoli e poesie ai giornali e alle riviste socialiste e sindacaliste italiane. Per viverefaceva il manovale e il minatore, ma la sua gracile fibra lo obbligava spesso a ripiegare sulla vendita di libri e giornali politici fra i nostri emigranti. <strong>A Aubou\u00e9 era attiva una piccola \u201ccolonia\u201d di tatterini e roccastradini, che si aiutavano reciprocamente e lo aiutavano in caso di bisogno<\/strong>. A Joeuf Gamberi visse finoal \u201914, quando, sospesa la pena, rientr\u00f2 in Italia. Il conflitto mondiale ardeva gi\u00e0 e il poeta si schier\u00f2 subito al fianco dei pacifisti, <strong>dando vita a Roccastrada e a Roccatederighi, con molti di loro, ad alcune accese manifestazioni antibelliche, che si conclusero con gravi scontri, devastazioni delle case degli interventisti e molte denunce. <\/strong>A guerra finita conferm\u00f2 le sue scelte massimaliste e tenne diversi comizi a Tatti, a Boccheggiano e a Scarlino. Pietro Menichetti, dirigente socialista, ricordava cos\u00ec Antonio Gamberi: \u201cEra socialista, i suoi abitavano a Tatti. Una volta l\u2019ho sentito parlare a Massa Marittima, forse dopo la prima guerra mondiale. Era molto amato dai compagni e in genere dai sovversivi, vestiva poveramente, aveva una voce potente, una capacit\u00e0 di improvvisare straordinaria. Sapeva anche cantare e piuttosto bene. A Massa capitava anche per vendere i suoi libri. Allora veniva con una ciuca o una mula, portava i libri, che erano accolti con molto piacere dai compagni.\u201d Intanto <strong>dedic\u00f2 una lirica in onore di Sante Cigni che era stato arrestato con l\u2019accusa di favoreggiamento dei disertori della Banda del Prete, della quale facevano parte gli anarchici Curzio Iacometti, Chiaro Mori ( poeta in ottava rima che ancora nel secondo dopoguerra chiedeva contrasti poetici in quel di Pianizzoli !), Italiano Giagnoni, Primo Menichetti e il socialista Giuseppe Maggiori. Sante Cigni mor\u00ec in carcere a primi del 1919<\/strong>. Intanto nella provincia maremmana montava l\u2019ondata fascista e nel <strong>luglio &#8217;21 ci fu la strage tremenda di Roccastrada, durante la quale i fascisti trucidarono Vincenzo Tacconi e Luigi Nativi ed altre otto persone. Meno di un anno dopo, il 13 maggio 1922, lo squadrista Soldatini bastonava selvaggiamente il poeta a Roccatederighi, lasciandolo ferito in un campo<\/strong>. Non confidando nei magistrati, Gamberi non denunci\u00f2 l\u2019aggressore e, qualche tempo dopo, riprese la strada dell\u2019esilio, fermandosi ancora una volta a Joeuf. A quasi sessant\u2019anni era di nuovo fuori dall\u2019Italia, all\u2019estero: solo, in cattive condizioni di salute, in un paese che non era tenero coi sovversivi stranieri, che continuavano \u201ca far politica\u201d.Per qualche anno il nostro fece il manovale per la societ\u00e0 mineraria di Joeuf, poi torn\u00f2 a vendere opuscoli e giornali antifascisti e <strong>nel \u201926 fu colpito da un provvedimento di espulsione, che venne sospeso grazie alle proteste di alcuni deputati comunisti e socialisti francesi. Lo stesso anno riusc\u00ec a dare alle stampe a Parigi, per i tipi di A.R. Morelli, un altro grosso tomo: \u201cBattaglie antifasciste<\/strong>\u201d, di 264 pagine, che raccoglievano le poesie scritte dal 1921al 1925, usando talvolta (in \u201cMoniti\u201d, ad esempio) l\u2019ottava rima: Fra i personaggi politici rammentati non mancavano Costantino Lazzari e Paolo Valera, Giacomo Matteotti e Roberto Marvasi. <strong>L\u2019otto agosto 1926 Gamberi venne fermato dai gendarmi francesi alla frontiera del Lussemburgo con un certo numero di copie del suo ultimo libro e respinto nel paese confinante. Tornato pi\u00f9 tardi a Joeuf, venne arrestato nel 1928 con l\u2019accusa di essere il mandante dell\u2019omicidio di un prete della \u201cBonomelli\u201d, spia strettamente legata ai fascisti, che era stato ucciso dall\u2019anarchico scarlinese Angiolino Bartolommei. <\/strong>Per questo il foglio fascista \u201cMaremma\u201d ( che condusse tra le varie nefandezze una campagna a difesa della razza tra il &#8217;38 e il &#8217;44 ) gli augur\u00f2 di finire fucilato con dieci pallottole nella schiena. Riconosciuto estraneo al fatto e scarcerato, nonostante le forti pressioni del governo italiano, <strong>Gamberi dovette peregrinare per diversi anni fra il Belgio, il Lussemburgo, la Catalogna e la Francia, dove nel 1932 vide la luce il suo quinto volume di poesie: \u201cRime sparse\u201d, <\/strong>dal contenuto fortemente antimussoliniano. Lontano e ostile agli stalinisti, il nostro conduceva una vita stentata, nonostante l\u2019aiuto che gli fornivano i massimalisti Silvio Barberini, Alfredo Barbati (poeta anche lui), Adolfo Catoni e Giuseppe Fusero (pi\u00f9 tardi miliziano in Spagna nella Colonna internazionale Lenin ) e l\u2019anarchico Gaetano Capitani. <strong>E proprio grazie a Barberini poteva apparire nel \u201937 il suo ultimo opuscolo a stampa, \u201cEpopea spagnola\u201d, 16 pagine in ottava rima, pro Spagna rivoluzionaria. Nonostante i suoi 73 anni, Gamberi si occupava dell\u2019arruolamento dei volontari antifascisti per la Spagna e figurava ancora \u2013 non avendo mai ceduto al nemico di classe e alla dittatura \u2013 nell\u2019elenco degli attentatori maremmani, insieme agli anarchici Settimio Soldi, Picche Cignoni, Angiolino Bartolommei, Pilade Grassini<\/strong>. L&#8217;impegno non gli impediva di commentar<br \/>\ne, con nuovi versi, che stil\u00f2 quasi giornalmente fino al 1939, la tragica corsa dell\u2019Europa verso la catastrofe. La morte lo colse a Joeuf, dove si spense nel 1944, a 80 anni. La notizia della sua scomparsa fu portata l\u2019anno seguente a Tatti, al nipote prediletto Duilio Fiacchi, da Zeffiro Bertini e Dino Cillerai, due compaesani tornati in Italia dopo vent\u2019anni di esilio.<br \/>\n<strong>Moniti<\/strong><br \/>\nNon mi sorprende che la borghesia<br \/>\ninvecchiata, decrepita, infrollita<br \/>\nsmarrisca la ragion, perda la via,<br \/>\ncome una delirante rimbambita;<br \/>\nn\u00e9 che a tanti delitti scesa sia,<br \/>\nmacchiando eternamente la sua vita.<br \/>\n\u00c8 lo sforzo supremo d\u2019una classe,<br \/>\nper reggersi al dominio sulle masse.<br \/>\n\u00c8 legge umana che, quando s\u2019avanza<br \/>\nil ceto proletario sottomesso,<br \/>\nusi il dominator tracotanza,<br \/>\noltre le leggi, oltre il costume stesso.<br \/>\nTalch\u00e9, da un lato, abbiamo la speranza,<br \/>\ndall\u2019altro, il buio tenebroso e spesso;<br \/>\nma il nuovo, sempre forte del diritto,<br \/>\nprima e dopo, trionfa nel conflitto\u2026<br \/>\n(Da Battaglie antifasciste, 1926)<br \/>\n(Scheda a cura di Fausto Bucci)<br \/>\n<strong>N. d. R. Nel giugno &#8217;44 liberata da alleati e partigiani Roccatederighi, gli anarchici andarono a prendere casa per casa i fascisti che, negli anni venti, avevano distrutto il busto eretto in ricordo del maestro libertario Francisco Ferrer fucilato a Barcellona nel 1908. Maestro a cui il Gamberi nel 1913 aveva dedicato una poesia che dava il titolo ad una sua corposa raccolta di liriche: \u201cL&#8217;assassinio di Francisco Ferrer\u201d. I fascisti avevano rotto il monumento in vari pezzi gettandolo in una fossa biologica e in un orinatoio. Sotto la concreta minaccia di una carica di legnate avvalorata da diversi calci in culo e schiaffoni, i vandali furono costretti a ripescarlo, restaurarlo ed erigerlo. Purtroppo, morendo in quei giorni, il Gamberi non riusc\u00ec a vedere la nuova inaugurazione. Il monumento \u00e8 sempre l\u00ec, a monito e ricordo, che le dittature passano, le idee restano. ( S.P.)<\/strong><br \/>\n<strong>Letti per voi:<\/strong><br \/>\n<strong>Alexander Trocchi\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0Young Adam e Il libro di Caino\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Fandango libri<\/strong><br \/>\nAlexander Trocchi (Glasgow 1925-Londra 1984) Di lontane origini italiane, visse negli anni &#8217;50 e &#8217;60 tra Parigi e New York e si impose alla critica come uno dei pi\u00f9 talentuosi scrittori di quel periodo. Nonostante la sua tossicodipendenza da eroina e alcool e una vita sempre al limite che lo port\u00f2 persino a sfruttare le sue compagne, esord\u00ec con <strong>Young Adam <\/strong>e numerosi racconti e articoli per riviste letterarie. <strong>Fond\u00f2 Merlin <\/strong>una rivista letteraria che pubblic\u00f2 autori proibiti all&#8217;epoca come De Sade, Miller, Beckett, Apollinaire, Nabokov,<strong> il che gli cost\u00f2 uno di suoi numerosi arresti. Nel 1961, durante una trasmissione televisiva sulle tossicodipendenze, si drog\u00f2 in diretta finendo in carcere.<\/strong> Lo stesso anno Il libro di Caino, la sua autobiografia non dichiarata, divent\u00f2 un best seller, ma da allora Trocchi non riusc\u00ec pi\u00f9 a completare un romanzo. Mor\u00ec a Londra nel 1984 in povert\u00e0 assoluta debilitato da una pi\u00f9 che trentennale dedizione alle droghe.<br \/>\n<strong>Don Andrea Gallo <\/strong>invece crediamo che non abbia bisogno di presentazioni.<br \/>\nPartigiano cattolico, marinaio e prete ribelle genovese fondatore della Comunit\u00e0 di S. Benedetto al Porto, ostinatamente dalla parte degli ultimi, vi segnalo il suo libro\u00a0 precedente: <strong>Angelicamente anarchico <\/strong>e adesso:<br \/>\n<strong>Don Andrea Gallo\u00a0\u00a0\u00a0 Cos\u00ec in terra come in cielo\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Mondadori<\/strong><br \/>\nImparare dall&#8217;Africa<br \/>\nDue ragazzi della quarta liceo, compagni di banco, scapparono di casa. Chiamarono dopo un mese e dissero di trovarsi a Niamey, in Niger. I genitori mi chiesero di convincerli a tornare e partii in missione. La vista di tanta miseria mi accec\u00f2 d&#8217;ira. Mi chiedo con che coraggio neghiamo l&#8217;ingresso a chi fugge da l\u00ec per trovare ricovero in Europa. Un vero credente non riesce a sbattergli la porta in faccia. Mia madre, convinta cristiana, su questo punto non transigeva. Quando in TV sentiva farneticare di espulsioni, CPT, respingimenti, lei che in guerra ha testato l&#8217;importanza della solidariet\u00e0 era a dir poco sdegnata. Io, per proteggerla, cercavo di giustificare le dichiarazioni dei politici e degli intervistati: \u201cMamma, lascia stare. Li devi scusare, sono ignoranti\u201d. E lei lapidaria, certa di stare dalla parte di Ges\u00f9, rispondeva: \u201cNon sono ignoranti. Sono cattivi, \u00e8 diverso. Un pezzo di pane non si rifiuta nemmeno a un cane\u201d.Quanto aveva ragione, una donnina che a malapena aveva la terza elementare. In Africa incontrai un fotografo che, durante uno dei suoi reportage, fu colpito da una giovane donna che portava un fardello sulle spalle. La vide arrivare da lontano, sola, affaticata, barcollante a causa del carico, un sacco che gocciolava. Le disse: \u201c Fermati sei troppo piccola per portare questo peso\u201d. Lei rispose: \u201c Non \u00e8 un peso: \u00e8 mio fratello\u201d.<br \/>\n<strong>Libri di e sulla Fotografia da non perdere:<\/strong><br \/>\n<strong>Ferdinando Scianna\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Autoritratto di un fotografo\u00a0\u00a0\u00a0 Bruno Mondadori<\/strong><br \/>\nLa storia di Coglitore<br \/>\nLa scena me la ricordo come se la stessi vivendo. Mio padre mi guardava attonito. Il fotografo ! Continuava a ripetere: il fotografo ! Ma che mestiere \u00e8 ? Non si capacitava. Non riusciva a capire da dove saltasse fuori questa idea che distruggeva tutte le speranze da lui riposte nel mio avvenire. Il fotografo ! E fu a quel punto che pronunzi\u00f2 una frase straordinaria :<strong> fotografo, uno che ammazza i vivi e resuscita i morti<\/strong>. Passarono anni prima che potessi decifrare l&#8217;incredibile portata filosofica di quella frase, di quella definizione. Avrei dovuto leggere Oliver W. Holmes, il Roland barthes della Camera chiara per arrivare a penetrare la relazione capitale tra la morte e la fotografia. Ma mio padre non era un filosofo. Per lui, scoprii dopo, quella frase aveva una origine squisitamente autobiografica. Quando ero bambino al paese c&#8217;era un solo fotografo, si chiamava Coglitore. Un nome perfetto, ho sempre pensato, per uno che fa il fotografo. Succedeva che al paese, in quegli anni, ci fossero molti vecchi che non si erano fatti mai fotografare. I figli, con aria insinuante, li sollecitavano : pap\u00e0, perch\u00e8 non ti fai fare una bella fotografia? Cos\u00ec ci resta il ricordo. I vecchi capivano perfettamente dove volevano andare a parare. Un bel ritratto, magari direttamente stampato su un ovale in vetroceramica, da mettere sulla tomba. E col cavolo che si facevano fare la foto. Un po&#8217; per scaramanzia un po&#8217; per residuo di antico rifiuto islamico delle immagini. Accadeva cos\u00ec che morissero e che non ci fossero ritratti da poter usare. A quel punto veniva chiamato Coglitore, il quale faceva un bel primo piano del morto. Dopo di che con grande perizia artigianale, a matita, direttamente sulla lastra, gli disegnava gli occhi. Era molto bravo Coglitore e quando presentava il ritratto finale, invariabilmente, con orgoglio commentava: Non pare vivo? Il guaio \u00e8, per\u00f2, che si era talmente specializzato nel ritratto del caro estinto che quando fotografava i vivi, per esigenze di passaporti o carte identit\u00e0, ne venivano fuori immagini piuttosto cadaveriche. <strong>Fotografo, uno che ammazza i vivi e resuscita i morti.Mai pi\u00f9 mi \u00e8 capitato di imbattermi in una cos\u00ec straordinaria definizione del mestiere di fotografo.<\/strong><br \/>\n<strong>Michele Smargiassi\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Un&#8217;autentica bugia- la fotografia, il vero, il falso\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Contrasto<\/strong><br \/>\nUn libro molto ben argomentato, interessante, stimolante, con una bellissima bibliografia&#8230;.<br \/>\n\u201cla fotografia non sa mentire ,ma i bugiardi sanno fotografare\u201d scriveva nel 1909 il grande fotografo Lewis Hine.\u2026..il ricorso alla post produzione \u00e8 nella disponibilit\u00e0 dei fotografi gi\u00e0 in era analogica: non \u00e8 affatto un&#8217;invenzione di Photoshop. Ma possiamo ammettere che la consapevolezza di poter ricorrere a comodi e potentissimi strumenti di post produzione oggi altera a priori ( molto pi\u00f9 che nell&#8217;epoca analogica) il progetto di produzione di un&#8217;immagine fotografica. Gi\u00e0 in partenza, ancor prima della cattura dell&#8217;immagine primaria, il metodo di lavoro del fotografo digitale prevede la possibilit\u00e0 dell&#8217;improvement. L&#8217;istante decisivo di Cartier Bresson pu\u00f2 essere oggi ricostruito a piacere su un monitor&#8230;&#8230;<br \/>\n<strong>Il Fotografo Contro di questo numero: Tano D&#8217;amico\u00a0<\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<a href=\"http:\/\/www.arengario.it\/tano\/index.htm\">www.arengario.it\/tano\/index.htm<\/a><br \/>\nTano D&#8217;Amico \u00e8 la memoria fotografica degli anni &#8217;70 e non solo. Con il suo bianco e nero schierato ha raccontato i movimenti del &#8217;68, le lotte per la casa, il &#8217;77, il movimento delle Donne, gli immigrati, cercando sempre di dare voce agli ultimi e agli invisibili<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/tano.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-833\" title=\"tano\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/tano.jpg\" alt=\"\" width=\"180\" height=\"122\" \/><\/a><br \/>\n<strong>L&#8217;angolo del cestino e mail con articoli, critiche, invettive e accidenti a stefanoulisse@libero.it<\/strong><br \/>\n<strong>Sul sito di \u201cMassa Comune\u201dil 20 settembre \u00e8 apparso l&#8217;articolo uscito nel numero scorso su pantere e palle varie, con un commento di Gabriele Galeotti, riporto la mia risposta.<\/strong><br \/>\nCaro Gabriele, anzitutto vi ringrazio per aver ospitato quel che scrivo in &#8220;Maremma Libertaria&#8221; sul sito di &#8220;Massa Comune&#8221;. Spero di poter ricambiare,credo che volendo gli argomenti e le polemiche non manchino. Siamo lontani politicamente, ma non mi dispiace il fatto nuovo della vostra opposizione che quanto meno ha scosso un paese in agonia, riportato molti all&#8217;impegno diretto e surclassato una destra improponibile. Credo che hai capito bene, cio\u00e8 male. Ho letto la posizione di Massa Comune sul restauro dell&#8217;affresco, ovvio che non si limitava alle palle mancanti, ma che fosse molto pi\u00f9 articolata. Persino possibile e forse probabile. Ma il fatto \u00e8 che sui media locali e nazionali e nella vulgata degli abitanti le lastre e le scaline massetane, quella \u00e8 passata. Senza rimedio. E magari ottenendo l&#8217;effetto opposto a quello auspicato. E, soprattutto, sfortunatamente sommandosi all&#8217;effetto &#8220;pantera&#8221;, (il mio articolo \u00e8 di agosto, e non mi risulta che nessuno di Massa Comune abbia preso posizione contro il delirio panteresco&#8230;) ha fatto di Massa Marittima uno zimbello poco simpatico, una pubblicit\u00e0 negativa, per non dire alla maremmana, una figura di merda. Persino oltre i confini nazionali, credimi. Da qui il mio voluto sarcasmo, niente di personale. Odio\u00a0 faide, provincialismi medioevali,esaltazione del proprio campanile, (non ne ho mai fatto mistero), la mediocrit\u00e0 fatta virt\u00f9 e potere ottuso, e l&#8217;assenza totale nel governo di un territorio di una sana utopica condivisione reale dei problemi e delle soluzioni da adottare ( leggi autogestione e coinvolgimento dei cittadini non pi\u00f9 sudditi)<br \/>\nBuone cose.<br \/>\n<strong>Abbiamo poi ricevuto la seguente e mail di Massimo Sozzi, professore e scrittore massetano in quel di Firenze<\/strong><br \/>\nGrazie per avermi inviato la rivista, che ho letto con molto interesse. In particolare trovo vergognoso l&#8217;episodio razzista di Follonica e sono rimasto sorpreso da quanto successo a Matteotti a Siena, vicenda che non conoscevo affatto. Per quanto riguarda il mancato riconoscimento alla memoria di Daniele Boccardi e Sebastiano Leone, trovo, purtroppo, che non siano gli unici casi dimenticati dalle amministrazioni massetane che si sono succedute nel tempo: Boccardi e Leone sono infatti in compagnia di altri illustri nomi. Solo per ricordarne alcuni: gli storici Stefano Galli da Modigliana, Luigi Petrocchi e don Enrico Lombardi. Come ben sai, a questo proposito, i latini dicevano: &#8220;Nemo propheta in patria&#8221;. Sarebbe l&#8217;ora per\u00f2 che a qualche &#8220;propheta&#8221; venisse riconosciuto il suo valore: Boccardi e Leone se lo meriterebbero senza alcun dubbio. Grazie ancora e provvedo subito a divulgare la tua rivista. Buon lavoro.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Massimo<br \/>\nGrazie Massimo! Alla tua lista mi dicono in diversi di aggiungere anche Enrico Filippi, medaglia d&#8217;argento della Resistenza (!) da molti anni anche lui in attesa di una strada&#8230;.della serie: al peggio non c&#8217;\u00e8 mai fine !<br \/>\n<strong>Altra mail da Barcelona dal regista e scrittore maremmano Umberto Lenzi<\/strong><br \/>\nMi congratulo, \u00e8 il miglior periodico CIVILE della Maremma ormai malridotta da una politica conformista, cerchiobottista, piccolo borghese, pretaiola, e da politicanti che hanno dimenticato la tradizione delle lotte dei minatori, dei boscaioli, dei contadini del secolo scorso. Se credi, scriver\u00f2 un pezzo sulla Rivoluzione anarchica a Barcellona nel 1936 e sui massetani che vi hanno direttamente e indirettamente partecipato.<br \/>\nSaluti libertari, Umberto Lenzi<br \/>\nGrazie Umberto, davvero troppo buono. Invece aspettiamo sin d&#8217;ora ogni contributo scritto che ci vorrai inviare.<br \/>\n<strong>Arriva invece da Grosseto un breve racconto di Alessandro Angeli, scrittore e amico dai tempi del Fondo Boccardi<\/strong><br \/>\n<strong>Marxiani<\/strong><br \/>\nQuando ero piccolo avevo due robot, uno era nero si chiamava Baron Karza, l\u2019altro bianco e si chiamava Fox Commander, io quando ci giocavo pensavo che Fox Commander era quello buono, perch\u00e9 era bianco, ma assomigliava ai soldati bianchi intubati di Lord Fener, quelli di guerre stellari e loro erano tutt\u2019altro che buoni. L\u2019altro invece, Baron Karza, si vedeva dall\u2019espressione che era cattivo e poi ogni tanto sentivo dire alla televisione delle sgroppate di Causio, che chiamavano il barone e giocava nella Juventus, allora avevo deciso che Fox Commander era quello buono. Alle volte alla televisione mentre giocavo sentivo uno dalla voce calma che parlava di anni luce, aveva non tanti capelli e la cravatta e parlava calmo, ma si vedeva che sapeva un sacco di cose. Gli anni luce l\u00ec ho sentiti dire un sacco di volte anche crescendo, ma non me ne \u00e8 mai fregato tanto. Per\u00f2 anch\u2019io delle volte parlando con qualcuno ho detto anni luce e quando uno pensa agli anni luce per forza s\u2019imbroglia, perch\u00e9 gli anni passano lentamente, mentre la luce arriva subito, pi\u00f9 o meno, se la paghi dice un mio amico. Anche il fatto di pagare la luce comunque \u00e8 un po\u2019 fantascientifico, no? Comunque a me non mi \u00e8 mai piaciuta tanto la fantascienza, forse per la parola in s\u00e9, perch\u00e9 quando dici fantascienza ti riferisci sempre a qualcosa che sai dov\u2019\u00e8, sai quali sono i film, quali sono i libri, gli argomenti \u00e8 un po\u2019 come per mia mamma andare alla coop, che ormai ci va a occhi chiusi. Penso poi sia anche colpa del Dottor Spock di Star Trek, quello con le orecchie lunghe, con quella faccia da banchiere di Mediolanum e quelle orecchie lunghe, secondo me proprio non \u00e8 credibile. Insomma io per tutte queste cose sono cresciuto avendo un po\u2019 in odio la fantascienza, le uniche due cose che mi piacciono sono Fahrenheit 451 e 2001 Odissea nello spazio, ma quelle secondo me non sono solo cose di fantascienza o forse si, boh. Comunque io ho scritto tutto questo perch\u00e9 oggi che finalmente \u00e8 il mio primo giorno di ferie, sono uscito di casa con il cane e dopo un po\u2019 che camminavo mi \u00e8 successa una cosa strana. Ho visto un ufo. Il fatto \u00e8 che ero solo col cane e nessuno mi crede e tanto meno crede al cane anche se abbaia pi\u00f9 forte. Allora c\u2019era questa astronave blu, anzi no gialla, che non \u00e8 che volava, dondolava come la mezzaluna per tagliare il prezzemolo e mentre io leggevo Landolfi la guardavo, ho tirato su pure la visiera del cappello per vederla meglio e anche loro mi guardavano. Quello che guidava poi era tutto giallo, anzi no blu e mi salutava con la mano ed io non ci volevo credere che un ufo mi salutasse, visto che a me qua non mi saluta mai nessuno ed ero anche preoccupato che dovevo offrirgli da mangiare, visto quello che si dice sulle abitudini alimentari degli ufo. E insomma io ero tutto contento che avevo stabilito questo contatto interstellare, quando \u00e8 arrivato un vigile urbano che mi ha chiesto se avevo la paletta per la cacca del cane, allora io ho detto s\u00ec e lui subito mi ha detto: \u201cFammela vedere\u201d, ma io non ce l\u2019avevo e il vigile ha cominciato a scrivere, ma era un vigile strano e mentre scriveva gli scappava da ridere. Poi quando l\u2019ho guardato bene ho visto che aveva tre occhi invece di due e un attimo dopo un fascio di luce lo ha portato via. Io non ci capivo pi\u00f9 niente, mi venivano in mente i pensieri pi\u00f9 strani, mentre il cane tranquillo annusava l\u2019erba. Allora visto che era la prima volta che prendevo una multa dagli ufo o marxiani ho provato a leggere il foglio e c\u2019era scritto cos\u00ec:<br \/>\nle parole sono come le rondini,non toccano mai il suolo.<br \/>\nHo alzato la testa e quelli vestiti da giardinieri ridevano. Sulla navicella che stava riprendendo quota c\u2019era dipinto un grosso cerchio con dentro una falce e un martello.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/malcolm.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-834\" title=\"malcolm\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/malcolm-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" \/><\/a><br \/>\n<strong>La scrivania di Luciana<\/strong><br \/>\n<strong>Lettere di Luciana Bellini, scrittrice contadina in quel di Pomonte di Scansano (Luciana ha scritto:Racconti raccontati- C&#8217;\u00e8 una volta la Maremma-La capitana, vita di mezzadri in Maremma- La Terra delle Donne- Detti e ridetti, libri editi da Stampa Alternativa)<\/strong><br \/>\nCaro Stefano, voi gente normale un siete, con tutta la gente che scrive e scrive, and\u00e0 a confondersi con me&#8230;per\u00f2 di che mi meraviglio, chi va a f\u00e0 lezione alle due o tre di notte all&#8217;universit\u00e0 occupata&#8230;ci vorrei esse stata anch&#8217;io l\u00ec con te e Alberto e con tutti: peccato che so &#8216;gnorante e vecchia! E mi rincresce di un esse andata a scuola che, se fossi stata l\u00ec a lezione da voi, avrei capito poco pi\u00f9 di niente&#8230;.Chiss\u00e0 quanto si saranno divertiti quei ragazzi dell&#8217;universit\u00e0, con voi che raccontate, anche se avete l&#8217;aria a coglionella&#8230;..perch\u00e8 te e Alberto non chiedete un contributo e mettete su &#8216;na scuola privata, ma di quelle che un si paga eh! Voi e chi sapete voi impiantate &#8216;sto stabile che, \u00e8 fatto come lo stipo del maiale di una volta; quattro legni &#8216;ncrociati, un tetto di bandoni, sette otto pali e via, senza cancello, s&#8217;entra e s&#8217;esce cos\u00ec. Insomma &#8216;sta scuola potrebbe av\u00e8 le caratteristiche delle baraccopoli sparse nel mondo: l\u00ec, proprio accanto alle case megagalattiche dei ricchi! L\u00ec, uguale alle case dei pi\u00f9 poveri, gli invisibili, i nessuno! Una scuola di zingheri, di barboni, di spennacchiati come me, senza fiocchi n\u00e9 mollette, senza pettine! Come ci starei volentieri in una scuola mista cos\u00ec, dove si ascolta e s&#8217;impara la vita ch\u00e8, la vedi, non la leggi e basta! La tocchi, \u00e8 per questo che l&#8217;impari meglio! &#8230;Sai quanti adepti troveresti, sai quante iscrizioni, sai quante? Una scuola di galateo all&#8217;incontrario, una scuola libera, volante! Macch\u00e8 mani conserte, sbracatevi, guardatevi, giocate per terra, e colorate, colorate il mondo ! &#8211; Te chi sei? Sei un ghei? E te sei &#8216;na lesbica? Qua,venite avanti! E te? Sei maritata da trent&#8217;anni sempre col solito? A casa! E te? Sei un politicante? Fori anche te se no ti piglio a calci &#8216;n culo! E cos\u00ec si diventerebbe razzisti all&#8217;incontrario. Alt !<br \/>\nGrazie per l&#8217;ascolto e a presto !<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/ROM-2-150x150.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-835\" title=\"ROM-2-150x150\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/ROM-2-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/ROM-6-150x150.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-836\" title=\"ROM-6-150x150\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/ROM-6-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><br \/>\n&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<br \/>\n<strong>Riceviamo nuovo video della Pennato Productions attiva tra la Maremma e<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/safe_image.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-837\" title=\"safe_image\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/safe_image.jpg\" alt=\"\" width=\"120\" height=\"90\" \/><\/a><\/strong><br \/>\n<strong>Barcellona <\/strong>: White Zombies\u00a0 \u00a0<a href=\"http:\/\/youtu.be\/KaU7BthmCmU\">http:\/\/youtu.be\/KaU7BthmCmU<\/a><br \/>\n&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br \/>\n<strong>Viterbo:dalla Banda del Racconto di Antonello Ricci il video girato al Caffeina<\/strong><br \/>\n<strong>festival\u00a0\u00a0\u00a0<\/strong> <a href=\"http:\/\/youtu.be\/VxwcSOCyi3k\">http:\/\/youtu.be\/VxwcSOCyi3k<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0<a href=\"http:\/\/www.labandadelracconto.it\">www.labandadelracconto.it<\/a><br \/>\n&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<br \/>\n<strong>Appena uscito il video sulla chiusura del bar antagonista Ortensia a Siena uno dei pochi luoghi vivi in una citt\u00e0 di morti, dove chiudono librerie, bar e luoghi di aggregazione sociale: Brucia Ortensia! Pantaneto Burning !<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/youtu.be\/pb3JorRjfAU\">http:\/\/youtu.be\/pb3JorRjfAU<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/ortensia0002.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-838\" title=\"ortensia0002\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/ortensia0002-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a><br \/>\nFoto di gruppo, Ortensia, estate 2008<br \/>\n&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<br \/>\nRicorre il centenario della morte di <strong>Pietro Gori<\/strong>, il poeta dell&#8217;anarchia che tanto seguito ebbe all&#8217;Elba e in Maremma, noto anche per I suoi canti il pi\u00f9 famoso \u00e8 <strong>\u201cAddio Lugano bella\u201d qui nella versione live di Pardo Fornaciari\u00a0 e i Suonatori della Boscaglia a Livorno<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/youtu.be\/qz5nZwjWr7I\">http:\/\/youtu.be\/qz5nZwjWr7I<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pietro_Gori\">http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pietro_Gori<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.pietrogori.it\/Petizioni\/PetizioneLapideEmpoli.aspx\">http:\/\/www.pietrogori.it\/Petizioni\/PetizioneLapideEmpoli.aspx<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/piombino1913.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-839\" title=\"piombino1913\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/piombino1913-300x227.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"227\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/piombino1913-300x227.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/piombino1913.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nPiombino, Acciaierie Foto di gruppo degli aderenti al sindacato anarchico USI (1913)<br \/>\n<strong>Tradizioni Massetane scomparse: La caccia al prete e al frate<\/strong><br \/>\nTerritorio noto per la caccia al cinghiale, in epoca non remota il massetano lo \u00e8 stato anche per la caccia al prete o al frate. <strong>Gi\u00e0 nel 1765 <\/strong>il diario ritrovato da Galliani e Sozzi, Galantuomini e Birboni ci narra dei contrasti sempre pi\u00f9 accesi tra la piccola borghesia nascente e I potenti ordini dei frati locali. <strong>Ma \u00e8 nell&#8217;ottocento che il clima si surriscalda,<\/strong> complice la nascita di una importante loggia massonica e una forte e combattiva compagine repubblicana-garibaldina-mazziniana, egemone in citt\u00e0, che si guadagn\u00f2 l&#8217;appellativo di \u201cBrescia maremmana\u201d per la partecipazione alle varie guerre risorgimentali d&#8217;indipendenza. <strong>Nel 1845 il rifiuto di alcuni giovani di levarsi il cappello di fronte al passare di una processione porta prima ad una rissa e poi all&#8217;aggressione di un prete sin dentro alla sagrestia del duomo. Nel 1847 a pi\u00f9 riprese compaiono cartelli e volantini in cui si invita a cacciare o uccidere tutti I frati e I preti da Massa. Nel 1864 Massa risulta avere il pi\u00f9 alto numero di soggetti pericolosi sotto osservazione da parte della polizia, ben 80, il doppio rispetto a Grosseto<\/strong>. <strong>Nel 1878 una rissa nata tra alcuni calzolai e dei frati si trasforma in sommossa e deve intervenire il delegato di pubblica sicurezza per impedire l&#8217;eliminazione fisica dei religiosi.<\/strong> D&#8217;altra parte quando mor\u00ec il vituperato Papa traditore del Risorgimento, Pio IX ,la folla a Roma assal\u00ec il corteo funebre al grido \u201cal fiume il Papa porco\u201d e la salma non fin\u00ec nel Tevere solo grazie ad una robusta e pronta carica di cavalleria ! il vescovo Morteo gi\u00e0 nel 1872 dichiarava che Massa era piena di \u201cmalvagi figli\u201d e si consumava la rottura totale tra le Associazioni di Misericordia e la Chiesa. E non \u00e8 che il &#8216;900 vedesse un miglioramento dei rapporti. <strong>Nel 1904 viene eretto in Piazza Garibaldi, dando accuratamente le spalle al duomo, un grande monumento all&#8217;Eroe dei due mondi<\/strong>. Socialisti e Anarchici sono fortemente presenti in citt\u00e0 e pur litigando su molti temi con I Repubblicani, si ritrovano uniti in un acceso anticlericalismo. Molte volte la processione del venerdi santo \u00e8 costretta a fare solo il giro del sagrato per sfuggire alle contumelie e ortaggi di numerosi maleintenzionati in agguato nella piazza !<strong> Da altre parti andava pure peggio: ad Abbadia sull&#8217;Amiata il comizio socialista che celebra la vittoria elettorale nel 1919 viene \u201cdisturbato\u201dda una vicina processione; I sovversivi assaltano il corteo religioso a colpi di pistola ingaggiando un conflitto a fuoco con I carabinieri, il che provoca 7 morti, tra cui un religioso! ( Altro che la Madonnina rotta dal blekke blokke !)<\/strong> E&#8217; solo con l&#8217;avvento del fascismo nel &#8217;22 e I successivi patti lateranensi di pacificazione con la Chiesa del &#8217;29 che I crocefissi fanno la comparsa nelle aule scolastiche, la religione cattolica diventa religione di Stato e materia d&#8217;insegnamento e I cappellani militari benedicono camicie nere, imperi romani e guerre . Con la morte dello stato laico a Massa nel &#8217;34 viene spostato il monumento a Garibaldi dalla piazza al Parco della Rimenbranza, e pian piano nel dopoguerra l&#8217;anticlericalismo classico declina. Il cattocomunismo del PCI riconosce nella Chiesa un interlocutore fondamentale e, spesso e volentieri, far\u00e0 da pompiere rispetto al nuovo che avanza, comprese le battaglie laiche su divorzio, aborto, nuovo diritto di famiglia. La libera Chiesa in libero Stato diventa un sogno: I risultati son sotto gli occhi di tutti. <strong>Ricordo allora con nostalgia al fu bar dello sport alla fine degli anni &#8217;60 il canto di alcuni vecchi avventori di fronte a un bicchier di vino, sull&#8217;aria della Marsigliese: <\/strong>\u201c Con le budella dell&#8217;ultimo Papa, impiccheremo l&#8217;ultimo Re&#8230;.. e bruceremo il Vatican, e bruceremo il Vatican, coi preti dentro! \u201c<br \/>\n( S. E.)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/preti.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-840\" title=\"preti\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/preti.jpg\" alt=\"\" width=\"118\" height=\"121\" \/><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/preti-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-841\" title=\"preti 2\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/preti-2.jpg\" alt=\"\" width=\"130\" height=\"65\" \/><\/a><br \/>\n&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/malatesta1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-843\" title=\"malatesta\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/malatesta1-300x163.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"163\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/malatesta1-300x163.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/malatesta1.jpg 620w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nMonterotondo Marittimo foto di gruppo con l&#8217;agitatore anarchico Errico Malatesta (1920)<br \/>\nLink utili <a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\">www.stefanopacini.org<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0<a href=\"http:\/\/www.radiomaremmarossa.it\">http:\/\/www.radiomaremmarossa.it<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.carmillaonline.com\">http:\/\/www.carmillaonline.com<\/a>\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.ltmd.it\">www.ltmd.it<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.infoaut.org\">www.infoaut.org<\/a><br \/>\n<strong>Maremma Libertaria <\/strong>Esce quando pu\u00f2 e se e come gli pare. Non costa niente, non consuma carta e non inquina, se non le vostre menti. Vive nei nostri pensieri,perch\u00e8 le idee e le rivoluzioni non si fanno arrestare, si diffonde nell\u2019aere se lo inoltrate a raggera. Cerca di cestinare le cartoline stucchevoli di una terra di butteri e spiagge da bandiere blu,che la Terra \u00e8 nostra e la dobbiamo difendere! Cerca di rompere la cappa d\u2019ipocrisia e dare voce a chi non l\u2019ha, rinfrescando anche la memoria storica, che senza non si va da nessuna parte. <strong>Pi\u00f9 o meno questo \u00e8 il Numero 4, del 21ottobre 2011<\/strong>.Maremma Libertaria pu\u00f2 essere accresciuta in corso d\u2019opera ed inoltro da tutti noi, a piacimento, fermo restando l\u2019antagonismo , l\u2019antifascismo e la non censura dei suoi contenuti.<br \/>\nIn Redazione, tra i cinghiali nei boschi dell\u2019alta maremma, Erasmo da Mucini, Ulisse dalle Rocche, il Fantasma della miniera, le Stelle Rosse stanno a guardare, Complici vari , Ribelli di passaggio,maremmani emigrati a Barcelona.<br \/>\n<strong>No copyright, No dinero, ma nel caso idee, scritti, foto, solidariet\u00e0 e un bicchiere di rosso.<\/strong><br \/>\n<strong>Nostra patria il mondo intero, nostra legge la Libert\u00e0, ed un pensiero Ribelle in cuor ci sta <\/strong>(Pietro Gori)\u00a0\u00a0 <a href=\"http:\/\/youtu.be\/_KVRd4iny8E\">http:\/\/youtu.be\/_KVRd4iny8E<\/a><br \/>\n<strong>Potranno tagliare tutti i fiori, ma non riusciranno a fermare la Primavera\u00a0\u00a0 <\/strong>(Pablo Neruda)\u00a0\u00a0\u00a0 <a href=\"http:\/\/youtu.be\/wEy-PDPHhEI\">http:\/\/youtu.be\/wEy-PDPHhEI<\/a> \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 (Victor Jara canta Neruda)<br \/>\n<strong>Sempre, comunque e dovunque : Libert\u00e0 per tutti i compagni arrestati !\u2013 Fori i compagni dalle galere !-Libertad para todos los presos ! &#8211; liberdade para companheiros presos! -comrades preso askatasuna!- libert\u00e9 pour les camarades emprisonn\u00e9s!-freedom for imprisoned comrades !- Freiheit f\u00fcr inhaftierte Genossen!- \u03b5\u03bb\u03b5\u03c5\u03b8\u03b5\u03c1\u03af\u03b1 \u03b3\u03b9\u03b1 \u03c6\u03c5\u03bb\u03b1\u03ba\u03b9\u03c3\u03bc\u03ad\u03bd\u03bf\u03c5\u03c2 \u03c3\u03c5\u03bd\u03c4\u03c1\u03cc\u03c6\u03bf\u03c5\u03c2 ! &#8211; \u0627\u0644\u062d\u0631\u064a\u0629 \u0644\u0631\u0641\u0627\u0642 \u0627\u0644\u0633\u062c\u0646<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/lib-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-844\" title=\"lib 1\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/lib-1.jpg\" alt=\"\" width=\"124\" height=\"68\" \/><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/police.jpg\">\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-845\" title=\"police\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/police-300x220.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"220\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/police-300x220.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/police.jpg 320w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sommario:Italo Calvino- Roma Brucia! &#8211; Prove tecniche- Chi sono gli indignados \u2013 Rural Squat a Siena- Schede sovversivi- Letti per voi- L&#8217;angolo del cestino \u2013 Video ribelli,la morte dell&#8217;Ortensia -Pietro Gori \u2013 La scrivania di Luciana \u2013 Tradizioni massetane scomparse- Foto,reperti vari, Victor Jara- pi\u00f9 o meno \u00e8 il n. 4 del 21 ottobre 2011 (Gheddafi ha fatto una finaccia, Silvio B. \u00e8 ancora una minaccia)<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":847,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-806","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-maremma-libertaria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/806","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=806"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/806\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3036,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/806\/revisions\/3036"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/media\/847"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=806"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=806"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=806"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}