{"id":3676,"date":"2022-07-04T16:33:13","date_gmt":"2022-07-04T16:33:13","guid":{"rendered":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/?p=3676"},"modified":"2023-05-04T15:04:19","modified_gmt":"2023-05-04T15:04:19","slug":"malamente-una-educazione-maremmana-recensione-di-silvio-antonini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/2022\/07\/04\/malamente-una-educazione-maremmana-recensione-di-silvio-antonini\/","title":{"rendered":"&#8220;Malamente una educazione maremmana &#8221; recensione di Silvio Antonini"},"content":{"rendered":"<div class=\"kvgmc6g5 cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\">&#8220;Essere nati e vissuti in Maremma, essere anagraficamente parte della Baby boom generation, significa aver condiviso a pieno la trasformazione sociale e paesaggistica dell\u2019Italia dal Secondo dopoguerra ad oggi. In uno spaccato antropologico insieme contadino ed industriale \u2013 estrattivo, intriso di credenze e ritualit\u00e0 antiche che hanno per\u00f2 saputo colloquiare con le forme pi\u00f9 avanzate del pensiero culturale e politico. Tutto ci\u00f2 \u00e8 stato reso possibile da quella via di mezzo tra gli arcaismi pontifici e meridionali e lo sviluppismo del Nord, qual era stata la realt\u00e0 del Granducato di Toscana.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\">Testimone e, in un certo qual modo, protagonista di questa convivenza e trasformazione \u00e8 senza dubbio Stefano Erasmo Pacini, classe 1956, apprezzato fotografo, stimata penna, con all\u2019attivo diverse pubblicazioni e collaborazioni, nonch\u00e9 la direzione del blog \u201cMaremma libertaria\u201d, che qui si cimenta in una sorta di autobiografia collettiva concentrata su Massa Marittima con la capacit\u00e0, man mano, di allargarsi, poich\u00e9 Si va pel mondo.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\">Ci sono molte immagini in questo libro privo di foto o di qualsivoglia illustrazione: la scrittura ci porta direttamente sui luoghi. Si ha l\u2019impressione di percorrere quelle lunghe strade di campagna all\u2019imbrunire, tra campi coltivati e selve, incontrare qualche casolare, animali d\u2019allevamento e domestici e, magari, intravedere anche qualche presenza umana presa dalla quotidianit\u00e0. Da qui si parte, dalla Maremma appena uscita dalla guerra \u201cnuova\u201d, con il ricordo delle decennali battaglie contadine ed operaie, dell\u2019Antifascismo e della Resistenza, laddove \u00e8 drammaticamente vivo in particolare il ricordo della Strage di Niccioleta.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\">Il Pacini bambino assorbe conoscenza e consapevolezza da questo ambiente, dove sono ancora palpitanti le pulsioni libertarie che hanno segnato il sovversivismo del luogo. Intanto la societ\u00e0 si trasforma: arrivano la televisione, il jukebox etc., qui e dappertutto, a cambiare consuetudini secolari, quando non millenarie, e il processo \u00e8 ancora in atto.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\">Smorzato il boom, arriva anche il conflitto, dapprima generazionale poi, quasi immediatamente, politico. I giovani sono attratti dalla Contestazione, tendono ad unirsi alle organizzazioni della Nuova sinistra, in ovvia polemica con gli esponenti Pci. Stefano non \u00e8 da meno e, con i suoi coetanei, partecipa alla nascita di collettivi e comitati vari, si avvicina a Lotta continua.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\">E inevitabilmente arriva il viaggio. Il 25 aprile del 1974, in Portogallo, i giovani ufficiali democratici si sollevano per porre fine al regime salazarista: \u00e8 la Rivoluzione dei garofani. Nella certezza che questo evento fosse preludio d\u2019una rivoluzione sociale in Europa, giovani entusiasti si precipitano sul posto per vedere con i propri occhi quanto stesse accadendo. Il fermento \u00e8 restituito dal film Alla Rivoluzione sulla Due cavalli, di Maurizio Sciarra (Italia_2001). Da noi si mobilita in tal senso soprattutto la Redazione di \u201cLotta continua\u201d. Il Pacini va con la propria comitiva in sacco a pelo e, giunto l\u00ec, partecipa e documenta con diversi scatti, rimasti inediti sino al quarantennale della Rivoluzione, quando vengono messi in mostra, prima a Lisbona e poi in Italia.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\">Al ritorno, Stefano si inizia a porre il problema dell\u2019inserimento nel mondo lavorativo, all\u2019epoca, va detto, pi\u00f9 facile di oggi, e l\u2019ancestrale esigenza di dover mettere, in un modo o nell\u2019altro, la testa a partito. All\u2019orizzonte si inizia ad intravedere il riflusso che sarebbe arrivato qualche anno dopo, con la spirale del lottarmatismo, il diffondersi dell\u2019eroina e la fuga nel privato, un privato, amoroso, sentimentale, che in questo racconto \u00e8 comunque forte, testimoniato dalla trascrizione spesso integrale di corrispondenze riservate.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\">L\u2019autore avverte il declino dalla sua Maremma: svuotamento delle campagne e deindustrializzazione nel contempo, invecchiamento della popolazione autoctona e smania smisurata per il turismo, considerato panacea di tutti i mali, risposta a tutto. Avviene per la Maremma, con un processo lento quanto inesorabile, quello che altrove passa sotto il nome di riqualificazione o, nell\u2019accezione polemica, di gentrificazione. Presupposti non errati in astratto ma \u00e8 chiaro: se si avverte la necessit\u00e0 di porre in vetrina un territorio, di musealizzarne la cultura, significa che questi non sono pi\u00f9 nella vita effettiva delle persone del luogo.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\">In tutto ci\u00f2, Stefano, che intanto ha fatto mille lavori ed avuto mille esperienze, \u00e8 rimasto quello di un tempo. Non un congelamento di s\u00e9, che al cospetto del mutare della realt\u00e0 e delle mille cose della vita potrebbe anche risultare patetico e patologico, ma una conservazione dello spirito, dell\u2019angolazione da cui guardare i fatti e prendere posizione in luce del proprio vissuto.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\">A pag. 264 dice, infatti, di s\u00e9: \u201cNavigo verso quell\u2019isola che va costruita con le narrazioni, immaginazione, utopie e sogni, ma anche consapevole degli incubi che hanno reso travagliato il nostro viaggio, la nostra storia. Questo sono, questo fotografo\u201d.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\">Silvio Antonini<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Essere nati e vissuti in Maremma, essere anagraficamente parte della Baby boom generation, significa aver condiviso a pieno la trasformazione sociale e paesaggistica dell\u2019Italia dal Secondo dopoguerra ad oggi. 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