{"id":3667,"date":"2022-06-12T09:08:19","date_gmt":"2022-06-12T09:08:19","guid":{"rendered":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/?p=3667"},"modified":"2023-05-04T15:04:27","modified_gmt":"2023-05-04T15:04:27","slug":"malamente-una-educazione-maremmana-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/2022\/06\/12\/malamente-una-educazione-maremmana-recensione\/","title":{"rendered":"Malamente. Una educazione maremmana.  Recensione di Luca Cangianti"},"content":{"rendered":"<p>Stefano Erasmo Pacini,\u00a0<em>Malamente. Una educazione maremmana<\/em>, Effigi, 2022, pp. 299, \u20ac 18,00.<\/p>\n<p>La storia delle rivoluzioni \u00e8 un\u2019interminabile sequenza di sconfitte. Alle corse sfrenate sui pendii della vita, alle intuizioni geniali, agli amori che ti riempiono lo stomaco di farfalle, seguono le cadute nei crepacci, le ossa rotte, le carni aperte, il buio e le sue creature mostruose. E allora che senso ha questa fatica di Sisifo che si ripete a ogni generazione di ribelli? Nessuno, verrebbe da dire. Almeno che di tutti questi slanci eroici non rimanga la memoria e la sua narrazione mitica: \u201cnon \u00e8 importante che tutto sia finito, \u00e8 importante che abbiamo fatto quello che dovevamo fare, \u00e8 importante che sappiamo che \u00e8 stato giusto farlo, senza nessun rimorso. \u00c8 importante che rimaniamo liberi, qualcuno deve rimanere per raccontarla, che la memoria non si perda, almeno quella, mi raccomando, se no moriamo anche noi prima che ci seppelliscano.\u201d Fausto si rivolge cos\u00ec a Paco in\u00a0<em>Malamente<\/em>, il nuovo romanzo di Stefano Erasmo Pacini, finalmente uscito nella sua interezza su carta, dopo che alcune parti erano state pubblicate\u00a0<a href=\"https:\/\/www.carmillaonline.com\/tag\/educazione-maremmana\/\">a puntate<\/a>\u00a0su \u201cCarmilla\u201d.<\/p>\n<p>Paco, l\u2019alter ego letterario dell\u2019autore, da bambino guarda i film al contrario dietro il telo; crescendo si batte per un mondo migliore insieme a molti altri, viaggia e sogna a occhi aperti per tutta la vita. Raccoglie poesie, cartoline, lettere mai spedite, racconti popolari, storie familiari e territoriali; \u00e8 una spugna di memorie che assorbe dai genitori, dai nonni, dagli incredibili abitanti di un\u00a0<em>far west<\/em>\u00a0maremmano e da una folla di personaggi caratterizzati con pochi tratti vivaci. C\u2019\u00e8 l\u2019ex minatore Mirto che conosce i sentieri dei partigiani, il Cavalier Mondiale che cerca di disquisire con chiunque di politica internazionale, Tex\/Sheridan che entra nel bar dello sport con il cappello da cow boy, l\u2019impermeabile bianco e la pistola giocattolo a fulminanti; c\u2019\u00e8 Icaro che costruisce una macchina per volare e ci sono gli amici e le amiche: Alessio, Anna, Cesare, Marcello, Stella e molti altri ancora. Un\u2019infinit\u00e0 di nomi, di avventure, a volte vissute, altre ascoltate, sempre rinarrate, con un linguaggio scorrevole, colorito da toscanismi, punteggiato da folgorazioni poetiche.<\/p>\n<p>Il romanzo \u00e8 diviso in tre parti. La prima \u00e8 la storia familiare dei genitori e dei nonni, il fascismo, la guerra, la descrizione di un mondo contadino in cui esistevano cataloghi di donne meridionali da sposare e l\u2019accensione del televisore era un vero e proprio rito: \u201cQuando annunciai trionfalmente a Santi \u2013 il nonno di Paco \u2013 che l\u2019uomo era sbarcato sulla luna lui si mise a ridere, tir\u00f2 un cureggione e mi disse: \u2018eh, poerini, so\u2019 tutte novelle!\u2019\u201d Nella seconda parte il protagonista frequenta l\u2019Istituto tecnico minerario, aderisce a Lotta Continua e si ribella a un\u2019esistenza predeterminata dall\u2019etica del lavoro. \u00c8 l\u2019et\u00e0 dell\u2019oro, gli anni settanta del secolo scorso: cadono i recinti delle spiagge private e si raggiunge il Portogallo rivoluzionario in Mini Minor, ma \u00e8 anche l\u2019epoca in cui un amico pu\u00f2 morire durante una manifestazione: \u201cLa cosa che mi ricordo con maggiore piacere di quel movimento \u00e8 il senso di intimit\u00e0 e tenerezza collettiva, una trib\u00f9 solidale con un futuro da conquistare. Il non sentirsi mai soli ma parte di un fiume in piena.\u201d L\u2019ultima parte del racconto si svolge quando la battaglia per rivoluzionare il mondo sembra ormai persa. Questo \u00e8 cambiato, ma non nella direzione auspicata: al posto della Cantina Sociale adesso ci sono le \u201cboutique di vini\u201d e la campagna assomiglia a un cimitero diffuso per colpa degli americani che piantano cipressi ovunque, non sapendo che sono alberi funebri. Paco si rifugia nella fotografia e si guadagna da vivere a prezzo di un duro lavoro. Lo ritroviamo prima nella ex Iugoslavia martoriata dalla guerra e poi a Siena come gestore di un bar rifugio di anime perse: punk, studenti malinconici, profughi senza documenti, giovani compagni.<\/p>\n<p><em>Malamente<\/em>\u00a0\u00e8 un libro corale, la storia di una generazione vista da una prospettiva periferica, ma forse proprio per questo, intima e straniante. A volte sembra di essere di fronte a un album di foto in bianco e nero. Poi di tratto le immagini si muovono, appaiono i colori, i profumi e le canzoni che portiamo nel cuore. I volti di quei giovani che guardano le stelle nella notte sono i nostri, non ci sentiamo pi\u00f9 soli, ma parte di un racconto infinito. Le sconfitte non ci devono far paura, basta narrare le lotte e le aspirazioni che le precedettero. L\u2019immaginario di quelle avventure ispirer\u00e0 altri che verranno dopo di noi.<\/p>\n<p>Luca Cangianti\u00a0 \u00a0 \u00a0Carmilla on line<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stefano Erasmo Pacini,\u00a0Malamente. Una educazione maremmana, Effigi, 2022, pp. 299, \u20ac 18,00. La storia delle rivoluzioni \u00e8 un\u2019interminabile sequenza di sconfitte. 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