{"id":36,"date":"2011-05-18T17:33:52","date_gmt":"2011-05-18T17:33:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/?p=36"},"modified":"2021-10-23T20:07:22","modified_gmt":"2021-10-23T20:07:22","slug":"alla-ricerca-del-68-perduto-un-racconto-per-immagini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/2011\/05\/18\/alla-ricerca-del-68-perduto-un-racconto-per-immagini\/","title":{"rendered":"Alla Ricerca del &#8217;68 Perduto &#8211; Un Racconto per Immagini"},"content":{"rendered":"<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1776 aligncenter\" src=\"http:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/maremma-libertaria-300x42.gif\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"42\" \/><\/strong><\/p>\n<p><strong>(dedicato all&#8217;Ortensia e ai suoi frequentatori sparsi per il mondo)<\/strong><\/p>\n<p>A tanti anni dal Maggio, quel Maggio &#8220;che ha fatto a meno del vostro coraggio&#8221;, che senso ha rispolverare delle\u00a0foto in bianco e nero dei ragazzi di allora, manifesti spiegazzati, volantini immaginifici e riviste colme, pi\u00f9 che d&#8217;inchiostro, di Utopia? E ancora, c&#8217;\u00e8 un filo esile che collega quel decennio mitologico, quello che va dal &#8217;68\u00a0al &#8217;77, la grande ondata rivoluzionaria e creativa che parve riuscire nel suo assalto al cielo, ai tristi tempi moderni ?<br \/>\nLa battaglia di Valle Giulia del marzo &#8217;68 tra studenti e polizia \u00e8 l&#8217;antenata di quella del 14 dicembre 2010 a Roma?<br \/>\nE tra fine secolo inizio del terzo millennio, si \u00e8 persa la speranza di un mondo migliore, o il fiume carsico\u00a0della ribellione sta per tornare a vedere la luce?<br \/>\nSono passati molti anni, ere geologiche intere in questo frattempo. Eppure ,come ci insegnano le rivolte di questi mesi nel mondo arabo, una scintilla pu\u00f2 sempre dar fuoco alla prateria, che oggi come ieri non c&#8217;\u00e8 pace possibile senza giustizia. Allora gettare un&#8217;occhiata a questo racconto, farsi qualche domanda, qualche ricerca pensosa\u00a0sulle nostre radici, ci pu\u00f2 essere utile per riannodare quel filo rosso che la Storia sembrava aver sepolto con il disprezzo tipico dei vincitori verso i vinti. Forse \u00e8 il momento di rialzare la testa, riprendere in mano il nostro destino dirsi che, sempre e comunque, &#8220;Ribellarsi \u00e8 giusto Ribellarsi \u00e8 possibile&#8221;.<br \/>\nInfine non \u00e8 un caso che, pur parzialmente per motivi di spazio, questo lavoro faccia tappa all&#8217;Ortensia di Siena.<br \/>\nQuesto \u00e8 un minuscolo bar,ma con una forte anima, luogo frequentato per decenni da studenti e persone non omologate, non abituate a chinare il capo di fronte al Potere.<br \/>\nQuesto spazio entro l&#8217;estate chiuder\u00e0. Essenzialmente perch\u00e8 i detentori di quello che viene considerata la morale pubblica, il senso del decoro e dell&#8217;ordine, hanno fatto di tutto per affondarlo. E questa citt\u00e0, senza questo piccolo, scombinato spazio, sar\u00e0 molto pi\u00f9 povera e triste.<br \/>\nNon pieghiamo la testa, difendiamo ovunque la Libert\u00e0, la nostra Storia, la nostra Memoria<\/p>\n<p>&#8220;Alla Ricerca del &#8217;68 Perduto&#8221;\u00a0 video 9&#8217;50&#8221;\u00a0 musiche Banda Militante della Maremma<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/embed\/Lh5KPwrWIoU\" width=\"560\" height=\"349\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p><strong>La storia dell&#8217;Oste di Prata che mise in fuga da solo una squadra di fascisti<\/strong><\/p>\n<p><strong>Raccontata dai nonni, poi dai padri, poi\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026.<\/strong><\/p>\n<p><strong>L&#8217;oste di Prata (Nostra patria \u00e8 il mondo intero)<\/strong><br \/>\ndi <strong>Alberto Prunetti<\/strong><br \/>\n[<strong>Il 28 aprile di molti anni fa moriva Benito Mussolini. Colgo l&#8217;appuntamento col calendario per raccontare un frammento di memoria ribelle lievitato nei racconti orali di Stefano Pacini e nell&#8217;ascolto del cd Libertaria di Marco Rovelli] A.P.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201cNostra patria \u00e8 il mondo intero\u201d mi gira in testa ogni volta che passo da Prata, paese minerario delle Colline metallifere. L&#8217;associazione del canto di Pietro Gori con Prata \u00e8 mitica e leggendaria, e non pu\u00f2 fondarsi su basi storiche acclarate. Eppure sono molte le testimonianze di vecchi maremmani, peraltro avvinazzati, che mi riportano un aneddoto che nel suo carattere paradossale e iperbolico deve riaffermare comunque un&#8217;ombra di verit\u00e0. Una storia di quelle che raccontano i poeti a braccio quando sono gonfi di vino. Una storia cos\u00ec bella che deve essere per forza vera. <\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><strong>Eccola. <\/strong><br \/>\n<strong>C&#8217;era una volta a Prata negli anni successivi alla Grande guerra un oste anarchico. Alto, grosso, anzi, enorme, con la barba folta e la voce tonante, come dev&#8217;essere giustamente un oste anarchico. Un omone, di quelli che non avevano paura di niente. Neanche della teppaglia fascista che cominciava a passare sempre pi\u00f9 spesso da Prata, facendo la spola tra l&#8217;entroterra senese e la costa grossetana. Quando li vedeva, i fascisti, lui buttava gi\u00f9 un gotto di vino, gonfiava il petto, e attaccava il canto di Pietro Gori: \u201cNostra patria \u00e8 il mondo intero, nostra legge \u00e8 la libert\u00e0\/ e un pensiero\/ ribelle in cor ci sta\u201d.<\/strong><br \/>\n<strong>Cantava e tremavano i vetri delle finestre, con sdegno di un proprietario terriero, uno di quelli che allora si chiamavano agrari. E proprio il signore dei latifondi, stanco di quel tremolio di vetri, chiese ai suoi funesti compagni di partito che un&#8217;ignobil teppa provvedesse a tappar la bocca a quell&#8217;oste anarchico che pareva un tenore della rivoluzione proletaria appena scongiurata.<\/strong><br \/>\n<strong>E cos\u00ec un giorno imprecisato del 1921 arrivarono da Siena \u2013 perch\u00e9 i vigliacchi venivano da fuori, per non essere oggetto di ritorsioni &#8211; dieci sgherri delle milizie nere, sicuri della superiorit\u00e0 numerica e certi di avere a che fare con un bischero tolto all&#8217;agricoltura. Erano le sei del pomeriggio, ma era autunno e gi\u00e0 calavano le tenebre. I facinorosi parcheggiarono il camion e entrarono nell&#8217;osteria. Dentro li aspettava l&#8217;oste, che vedendoli non si perse d&#8217;animo.<\/strong><br \/>\n<strong>_\u201dLor signori arrivano per me, immagino\u201d, disse asciugandosi le mani sul grembiulone sporco quell&#8217;uomo immenso, che sovrastava i convenuti.<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><strong>_\u201dImmagina bene\u201d, rispose un fascista, mentre gli altri si davano al riso, lisciandosi le mani e confidando nel numero e nei manganelli che avevano appoggiato, assieme all&#8217;olio di ricino, fuori dell&#8217;uscio.<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><strong>_\u201dBene\u201d, replic\u00f2 l&#8217;oste. \u201cAllora, prima di risolvere i nostri affari, lasciate comunque che, in onore del posto di cui sono ospite, io vi offra un bicchiere di vino.\u201d <\/strong><br \/>\n<strong>Stupiti e ammutoliti rimasero i nerocamiciati, non aspettandosi un invito al nettare di Bacco. Qualcuno pens\u00f2 che l&#8217;oste fosse un po&#8217; tocco in capo, da non aver capito che erano venuti a malmenarlo. \u201cComunque, tant&#8217;\u00e8, leviamoci la sete e poi paghiamogli il conto a legnate\u201d, pensarono quei tristi.<\/strong><br \/>\n<strong>_\u201dOggi\u00f9, ci offra dunque questo vino e poi veniamo al dunque.\u201d<\/strong><br \/>\n<strong>E allora l&#8217;oste tolse da una mensola sul muro un vassoio pieno di bicchieri piccoli, i cosiddetti gotti, e ne mise in fila sul banco undici. Dieci per i fascisti, e uno per s\u00e9, tutti in fila belli allineati. I fascisti ridevano, non credendo alla stoltezza di quell&#8217;omone gosto.<\/strong><br \/>\n<strong>A quel punto l&#8217;oste anarchico \u2013 e qui tutti quelli che mi hanno raccontato questa storia dicono che \u00e8 vero, che proprio \u00e8 andata cos\u00ec \u2013 prese da un angolo dell&#8217;osteria una damigiana di rosso, di quelle da 54 litri, la sollev\u00f2 per il collo con una mano sola e la abbocc\u00f2 al primo gottino con un polso saldo delle dimensioni di un mattone cotto in una fornace. <\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><strong>Gli italianissimi ammutolirono.<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><strong>Senza che il braccio accennasse a una vibrazione, colm\u00f2 il primo gotto, alz\u00f2 il collo della damigiana e pass\u00f2 al secondo, lo riemp\u00ec, e poi and\u00f2 avanti, uno dopo l&#8217;altro, fino all&#8217;undicesimo, stando ben accorto a che non una sola goccia macchiasse il marmo del bancone.<\/strong><br \/>\n<strong>Tanto fu lo spavento che i fascisti liberarono quello che Dante chiama \u201cun triste fiato\u201d. <\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><strong>Intuendo col naso il puzzo di quei villani, l&#8217;oste cerc\u00f2 di rassicurarli:<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><strong>_\u201dChe volete, signori, il mestiere mio lo so far bene\u201d. E detto questo l&#8217;oste depose la damigiana a terra, sollev\u00f2 il bicchiere e brind\u00f2 a Pietro Gori.<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><strong>Bevvero i fascisti per non contrariare l&#8217;oste, poi si scappellarono e cominciarono a arretrare verso la porta.<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><strong>_\u201cOvvia, noi si ripartirebbe, allora&#8230;\u201d<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><strong>_\u201dVadino signori, che la strada verso Siena \u00e8 lunga e perigliosa&#8230;\u201d, li conged\u00f2 l&#8217;oste anarchico.<\/strong><br \/>\n<strong>Il camion degli squadristi si era appena rimesso in moto, che i vetri dell&#8217;agrario fascista tornarono a vibrare:<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><strong>\u201cNostra patria \u00e8 il mondo intero\/nostra legge la libert\u00e0\/e un pensiero\/ ribelle in cor ci sta!\u201d<\/strong><\/p>\n<p><strong>Brevi e secche : <\/strong>Non se ne pu\u00f2 pi\u00f9 dello stamburio pseudo storico medioevalista! Ormai non c&#8217;\u00e8 paese o sputo di case che non s&#8217;inventi un pretesto per una passeggiata storica, stamburata, sbandierata, palio, palietto, freccette, balestre e corse varie. L&#8217; epidemia dilaga senza sosta, siamo arrivati al punto di dover subire dopo il glorioso palio dei ciuchi di Roccastrada (costretto per regolamento prefettizio a non usare pi\u00f9 ciuchi veri ma di legno, come i bimbi piccini !) la notte dei pirati a Porto Ercole, la processione per il calendario pre gregoriano a Firenze, un convegno di Templari al terziere di cittanova a Massa M. e adesso la solenne sfilata in costume di Follonica, che, non sapendosi a cosa attaccarsi, si sono inventati il ricordo della visita del Granduca Leopoldo nel 1837 per inaugurare la chiesa di ghisa intitolata appunto al debosciato e becco sovrano. Ma basta ! Siamo rimasti in tre e pure un p\u00f2 rinco, e ancora ce la stiamo a menare in costume con gli spadoni, prendendoci pure sul serio ! Peggio delle teste di cazzo leghiste col dio Po, le ampolle, i corni celtici e le camicie verdi ! Siamo nel 2011, pare, siamo ridicoli, basta, c&#8217;\u00e8 i bimbi piccini, spettacolo di merda&#8230;&#8230;<\/p>\n<p><strong>Elezioni 2011<\/strong>, a Castiglion della Pescaia, la bionda\u00a0 ex astro nascente della casa dei segaioli, deputata, nonch\u00e8 sindaco del paese, Monica Faenzi, \u00e8 riuscita a farsi annullare la lista del PDL dalla commissione elettorale e dal Tar. Disperata ha chiesto ai cittadini di disertare le urne per lasciare al voto solo i comunisti ed invalidare le elezioni col non raggiungimento del quorum. Sicura di s\u00e8 la domenica alle 22 ha esposto uno striscione dal balcone del suo comitato elettorale con scritto &#8211; solo il 37 % alle urne,castiglionesi, grazie ! &#8211; Peccato si fosse scordata che le votazioni continuavano il luned\u00ec fino alle 15. Cosicch\u00e8 il Centrosinistra ha avuto buon gioco ad esporre a quell&#8217;ora uno striscione con scritto &#8211; prego! il 52% ti ha mandato a casa !- Per la cronaca la lista di CS ha avuto il 95% dei voti, il 5% rimanente ad una lista alternativa di Mario Ferraro detto il Mostro. S\u00ec, nella scheda era scritto cos\u00ec, come sull&#8217;elenco telefonico, controllare per credere. Il Mostro ha preso i 4 consiglieri destinati all&#8217;opposizione e dalla gioia si \u00e8 portato a casa un&#8217;urna elettorale di cartone per ricordo. Non male anche a Gavorrano : qui comune da sempre rosso, chiamato non a caso &#8220;la piccola Russia&#8221; sede di Casa del Popolo che in anni non remoti esponeva l&#8217;insegna &#8211; Togliatti nel tuo nome l&#8217;Italia sar\u00e0 Socialista- una faida tra il sindaco Borghi passato a Sinistra e Libert\u00e0 e il PD che non avendo buttato gi\u00f9 il rospo si era dimesso in blocco facendo commissariare il comune ( mai avvenuto, operazione demenziale, della serie prendersi a martellate le palle per far dispetto alla moglie&#8230;) ha visto a questa tornata elettorale la presenza di 4 liste per la poltrona di Sindaco. Quella dei Ribelli ( Borghi, SEL e affini comunisti vari) quella del PD ufficiale, quella del PD non ufficiale che aveva invano tentato di mediare, e quella di un certo Yuri (padre comunista che non ha avuto una bella riuscita..) per il PDL. Quest&#8217;ultima lista ha preso il 15%, le altre tre di PD e Sinistra l&#8217;85%. Prima \u00e8 arrivata la lista dei Ribelli, il Borghi ri \u00e8 Sindaco dopo un anno di manovre inutili del PD. La candidata del PD ufficiale nell&#8217;ammettere la sconfitta ha dichiarato &#8211; c&#8217;\u00e8 stato qualche imprevisto- s\u00ec, aggiungiamo noi, che il cervello, alle volte non \u00e8 un optional.<\/p>\n<p><strong>Musica : <\/strong>Non so se hanno prodotto un cd come i <strong>Matti delle giuncaie <\/strong>reduci da un tour in Canada o i punk di Grosseto , gli <strong>Attitude<\/strong> che addirittura tramite internet son riusciti a mettere su con tanto di fan adoranti e poganti una tournee in Thailandia (!) ma<strong> Tito Bues Band, <\/strong>non \u00e8 un gruppo \u00e8 un mito. Andarlo a vedere dal vivo per credere. S\u00ec, Tito non sar\u00e0 un fine intellettuale n\u00e8 un Jim Morrison del palcoscenico, \u00e8 quello che \u00e8, pigro,bighellone,infingardo,figlio di un battitore all&#8217;aurli al cinghiale, cinghialetto esso stesso, ma quando imbraccia la chitarra e snocciola a memoria i mostri sacri del blues e <strong>Jimi Hendrix<\/strong>, si trasfigura, e anche voi rimarrete folgorati sulla via di Caldana, Lupo, Marsiliana, Massa Marittima e Monterotondo. Grandissimo.<\/p>\n<p><strong>Libri : <\/strong>Appena uscito per Effigi\u00a0 il libro <strong>Ragazzo fiume <\/strong>di<strong> Alessandro Angeli<\/strong>,giovane scrittore ( appena diventato padre di Francesco !) e redattore grossetano, autore di varie opere, che abbiamo presentato anche all&#8217;osteria di Mucini o a Pianizzoli ai tempi del <strong>Fondo Daniele Boccardi<\/strong> ,tra cui mi piace ricordare <strong>Maginot<\/strong> per le edizioni Controluce. <strong>Ragazzo fiume <\/strong>trovo che sia un libro di svolta e maturit\u00e0, il linguaggio stesso, simile a quello usato dalla scrittrice contadina <strong>Luciana Bellini<\/strong>, cattura e affascina riportando al mondo perduto della nostra infanzia selvaggia tra l&#8217;Ombrone e il West. Racconto di un giovane operaio della provincia maremmana amena e lontanissima dal resto del Paese nel &#8217;66 quando tutto cambi\u00f2 con la grande alluvione. &#8220;Si pu\u00f2 essere scrittori senza scrivere, si pu\u00f2 essere dentro una storia che \u00e8 un libro non scritto e le sue parole sono lacrime e sudore&#8221;. Grazie Alessandro. Non perdetevelo.<\/p>\n<p><strong>Maremma Libertaria <\/strong> Esce quando pu\u00f2 e se e come gli pare. \u00a0 \u00a0 Numero uno,18 maggio 2011<br \/>\nIn Redazione,tra i cinghiali dei boschi dell&#8217;alta maremma, Erasmo da Mucini, Ulisse dalle Rocche, il Fantasma della miniera, le Stelle Rosse stanno a guardare, Complici vari e Ribelli di passaggio.<\/p>\n<p><em>Nostra patria il mondo intero, nostra legge la Libert\u00e0, ed un pensiero ribelle in cuor ci sta<\/em><br \/>\n<em>Potranno tagliare tutti i fiori, ma non riusciranno a fermare la Primavera<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Maremma Libertaria numero 1<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":94,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-36","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-maremma-libertaria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=36"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3029,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/36\/revisions\/3029"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/media\/94"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=36"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=36"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=36"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}