{"id":331,"date":"2004-05-24T14:21:06","date_gmt":"2004-05-24T14:21:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/?p=331"},"modified":"2021-10-22T08:22:34","modified_gmt":"2021-10-22T08:22:34","slug":"cuba-que-linda-in-jotoz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/2004\/05\/24\/cuba-que-linda-in-jotoz\/","title":{"rendered":"Cuba que Linda in Jotoz"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/malecon.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-332\" title=\"malecon\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/malecon-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Non bisogna raccontare una storia per illustrare una tesi, o per mostrare uomini e donne fermi al loro aspetto esteriore, ma scoprire la materia di cui sono fatti. Raggiungere quel &#8220;cuore del cuore&#8221; che non si lascia afferrare n\u00e9 dalla poesia, n\u00e9 dalla filosofia, n\u00e9 dalla drammaturgia.<br \/>\nRobert Bresson<br \/>\nManca una foto a questi appunti di viaggio su Cuba arricchite da ben 96 foto, scritto da Stefano Pacini di getto al ritorno da un soggiorno sull&#8217;isola quest&#8217;inverno. Ed \u00e8 un&#8217;immagine che lo ritragga in giro per l&#8217;isola, con quella sua faccia apparentemente distaccata ma in realt\u00e0 attenta a cogliere ogni particolare intorno a s\u00e9: sarebbe stata la foto simbolo del libro, pi\u00f9 ancora di quella bellissima che campeggia sulla copertina del libro-cd rom Cuba que linda es Cuba, edito dal Fondo Boccardi.<br \/>\nIl libro e le foto sono un atto d&#8217;amore dell&#8217;autore nei confronti di un&#8217;isola e di un popolo davvero incredibile: &#8220;Cuba \u00e8 l&#8217;isola che non c&#8217;\u00e8 e che qualcuno vorrebbe non ci fosse proprio, e che invece ti accoglie braccia aperte, ed io qui mi sento a casa dal primo momento che respiro il suo odore tropicale, che cammino nelle sue strade deformate inondate di vita e musica, persino i suoi rumori mi sembrano suoni e mi giungono diritti all&#8217;anima &#8220;, dice Stefano.<br \/>\nMentre le foto scorrono sullo schermo, piano piano il quadro si fa pi\u00f9 nitido e preciso, scorrendo via via vecchi e poi bambini e poi automobili scassate e poi lavoratori di ogni tipo e poi immagini di Fidel e ancora cani affacciati al balcone, immergendoci sempre pi\u00f9 in questa straordinaria isola che non c&#8217;\u00e8, ma che rappresenta una parte di noi. Due foto, quasi in sequenza, mi hanno colpito pi\u00f9 delle altre. La prima ritraeva cinque ragazzi, ripresi di spalle, seduti su un muretto intenti a guardare l&#8217;orizzonte; la seconda, che sembrava fatta nel medesimo luogo, fissava sempre l&#8217;orizzonte, e da una parte un aquilone in volo nel cielo.<br \/>\nCredo che Cuba sia tutta in quei ragazzi e in quell&#8217;aquilone. Il futuro e il sogno. Entrambi importanti per andare avanti, perch\u00e9 senza l&#8217;uno non ci pu\u00f2 essere l&#8217;altro.<br \/>\nLe foto finiscono, e Stefano non si \u00e8 ancora visto sullo schermo. Fuori l&#8217; autore, verrebbe da gridare,<br \/>\ncome fossimo a teatro, per una pacca sulla spalla, una domanda, un sorriso. Ma, a ben vedere, Stefano \u00e8 passato sul nostro schermo: era uno di quei ragazzi, era quell&#8217;aquilone. Il futuro e il sogno. Non mi sorprenderei se uno di quei ragazzi si voltasse e avesse il volto di Stefano: la scommessa di raggiungere quel &#8220;cuore del cuore&#8221; del racconto di cui parla Bresson \u00e8 stata vinta, ora l&#8217;aquilone che \u00e8 questo libro deve solo volare il pi\u00f9 lontano possibile.<br \/>\n<strong><em>Recensione di\u00a0 Alessandro Tozzi<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non bisogna raccontare una storia per illustrare una tesi, o per mostrare uomini e donne fermi al loro aspetto esteriore, ma scoprire la materia di cui sono fatti. Raggiungere quel &#8220;cuore del cuore&#8221; che non si lascia afferrare n\u00e9 dalla poesia, n\u00e9 dalla filosofia, n\u00e9 dalla drammaturgia. 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