{"id":3221,"date":"2022-01-11T10:58:02","date_gmt":"2022-01-11T10:58:02","guid":{"rendered":"http:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/?p=3221"},"modified":"2022-01-25T17:56:12","modified_gmt":"2022-01-25T17:56:12","slug":"una-educazione-maremmana-1-carmillaonline-11-ottobre-2020","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/2022\/01\/11\/una-educazione-maremmana-1-carmillaonline-11-ottobre-2020\/","title":{"rendered":"una educazione maremmana 1   carmillaonline 11 ottobre 2020"},"content":{"rendered":"<p>[Iniziamo oggi la pubblicazione a puntate di\u00a0<em>Educazione maremmana<\/em>\u00a0che proseguir\u00e0 a cadenza settimanale per altre cinque domeniche. Si tratta di un racconto di memorie ribelli che abbracciano un decennio a partire dai primi anni \u201970. Si parte dalla Maremma, si va a Londra, poi in Portogallo durante la Rivoluzione dei Garofani, si torna in Italia per dar assalto ai palchi delle burocrazie sindacali nel \u201977 e si finisce in Palestina sotto i bombardamenti israeliani. Stefano Erasmo Pacini \u00e8 nato a Massa Marittima nel 1956, ha fotografato la rivoluzione portoghese, la stagione dei movimenti degli anni \u201870, Genova nel 2001, i campi rom, la guerra in ex Jugoslavia. Nel 2016 ha pubblicato il libro fotografico\u00a0<em>Noi sogniamo il mondo<\/em>\u00a0(Effigi Edizioni) dal quale sono tratte le foto di questa puntata e delle prossime. I suoi scatti sono stati esposti a Cuba, in Bosnia e in Portogallo. Oggi insegna fotografia nei corsi della Corte dei Miracoli, un centro culturale di Siena ospitato in un ex ospedale psichiatrico; lavora nei campi come bracciante, e scrive.]<\/p>\n<p><em>Questo racconto \u00e8 parto della mia fantasia e si \u00e8 ibridato con personaggi realmente esistiti che ho a mia volta elaborato e alterato. Tutti i riferimenti a persone, fatti e luoghi reali sono dunque da considerarsi puramente casuali.<\/em><\/p>\n<p>Mi iscrissi all\u2019Istituto tecnico minerario, raggiungere Follonica o Grosseto era fuori discussione partendo da Niccioleta. Era sicuramente il pi\u00f9 frequentato della zona con ragazzi che arrivavano anche da fuori provincia. E sin dal 1\u00b0 ottobre cominciai subito a respirare un clima diverso, a incontrare miei simili, a stringere amicizie molto forti. In pochi mesi crebbi di molti centimetri, ma pi\u00f9 che altro cambiai pelle rompendo un guscio che non poteva pi\u00f9 contenermi. Quasi tutti i giorni venivano dati volantini o affissi manifesti, il vecchio preside era sempre pi\u00f9 spiazzato, decenni di ordine gestito con Don Bini, prete, insegnante, coordinatore scolastico, potenza politica in paese, stavano per essere spazzati via.<br \/>\nI goliardi erano sempre stati incoraggiati dal preside, con la scusa di chiederti un contributo per il loro veglione studentesco miravano a stabilire una gerarchia molto forte basata anche su scherzi e prepotenze pesanti, specie a danno dei nuovi arrivati; con il dirsi apolitici spalleggiavano in realt\u00e0 la Dc o il Msi e vedevano come fumo negli occhi ogni novit\u00e0 che rompesse le mura che avevano innalzato intorno alla scuola. Era una mattina di met\u00e0 ottobre, c\u2019era nell\u2019aria una discreta tensione; un gruppo di ragazzi che avevo annusato gi\u00e0 da qualche giorno avevano dato un volantino intitolato \u201cNO alla matricola, basta con tradizioni goliardiche e fasciste!\u201d Altri, sicuramente della quinta classe si erano fermati cupi di fronte al cancello d\u2019entrata, cercavano le matricole, i ragazzini di prima come me. Stavo entrando e finendo di leggere il volantino, quando mi venne strappato di mano e un braccio mi blocc\u00f2 all\u2019altezza della spalla. Mi sibil\u00f2 bruscamente addosso, tanto che sentii il fiato da fumatore: \u201cTe sei di prima! Ci devi pagare la matricola entro sabato, capito? Sono duemila lire!\u201d Non lo so perch\u00e9 lo feci, non so se vennero al pettine tutte le rabbie accumulate per anni, so che mi ripresi con la sinistra il foglietto, mentre con la destra detti uno spintone fortissimo al tipo che mi aveva parlato, mandandolo contro un motorino il che lo fece franare con fragore davanti all\u2019entrata. Immediatamente mi sentii arrivare uno schiaffo sull\u2019orecchio destro, ma ormai ero partito, non me ne fregava nulla se ero solo contro dieci, avevo una rabbia tremenda e null\u2019altro.<br \/>\nCon due cazzotti secchi il tipo dello schiaffo precipit\u00f2 addosso all\u2019altro, si alzarono urla, sbandarono gli studenti che stavano entrando, vidi arrivarmi addosso altri tre ma a un metro fermarsi; dietro di me erano arrivati quattro o cinque studenti dei volantini e, soprattutto, al mio fianco si era materializzato Gigione, gi\u00e0 leggendario cazzottatore delle medie, che stava andando in cantiere a lavorare. Oltre tutto aveva in mano la catena per bloccare il motorino e, pur non avendo capito il motivo, mi aveva riconosciuto. A modo suo aveva pensato, visto che i tipi che chiedevano la matricola erano di Follonica e Gavorrano, che fosse uno scontro Massa-resto del mondo. \u201cBravo Paco\u201d, mi disse appena quelli si allontanarono, \u201cora s\u00ec che ti sei svegliato, gli hai fatto vedere che ai massetani non si mangia in capo!\u201d E mi dette una pacca sulle spalle che manca poco finisco per terra. Il giorno dopo non si parlava d\u2019altro, prima d\u2019entrare feci amicizia con Al\u00ec, Frank, Mau, Claudio, Nico, Anna, Francesca che mi proposero subito di unirmi a loro per mettere su un collettivo operai studenti sullo stile di quelli nati a Pisa e Torino e rappresentati dal settimanale \u201cLotta Continua\u201d. Improvvisamente le giornate iniziarono a farsi sempre pi\u00f9 brevi e dense e il tempo a non bastarci pi\u00f9.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.carmillaonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/1b_02bis.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-63001 size-large\" src=\"https:\/\/www.carmillaonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/1b_02bis-1024x664.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" srcset=\"https:\/\/www.carmillaonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/1b_02bis-1024x664.jpg 1024w, https:\/\/www.carmillaonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/1b_02bis-300x194.jpg 300w, https:\/\/www.carmillaonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/1b_02bis-768x498.jpg 768w\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"664\" \/><\/a>Sbandierando a ogni occasione il regio decreto del 1929 che ci minacciava di espulsione da \u201ctutte le scuole del regno\u201d per qualsiasi manchevolezza, il preside Zaccardo tent\u00f2 una controffensiva. Ma i nostri tempi incalzavano. Avevamo creato col nostro esempio l\u2019effetto valanga: adesso ci venivano a cercare, non dovevamo pi\u00f9 noi cercare adesioni. Quelli del Pci cominciarono a guardarci male anche loro, gli rubavamo il mestiere e la piazza. Una mattina alla fine della ricreazione vol\u00f2 una notizia, il preside stava per sospendere un ragazzino che aveva affisso un manifesto per la libert\u00e0 di Valpreda e contro Calabresi assassino di Pinelli sulla porta dei bagni. Fu la scintilla che aspettavamo; irrompemmo nelle classi urlando \u201cFuori tutti, sciopero, no alla repressione, Zaccardo vattene!\u201d Man mano che scendevamo verso il cortile una fiumana ci seguiva. Non erano rimasti seduti. Fuori sentimmo un rumore di vetri infranti; qualcuno con un tiro magistrale aveva centrato la finestra del preside. La paura di tanti anni era andata in frantumi insieme a quei vetri. Zaccardo se ne and\u00f2 in pensione a fine anno, la scuola era ormai in mano nostra. Oggi la scuola, pensammo, domani la societ\u00e0. Niente pareva potesse fermarci. Dei ragazzi che avevano la nostra et\u00e0, tre operai, un imbianchino, si erano uniti a noi, e gi\u00e0 ci pareva di poter guidare la classe operaia. La sera ci ritrovavamo in due stanzette affittate a ottomila lire al mese nei vicoli a ciclostilare volantini quasi quotidiani: \u201cIl potere che la societ\u00e0 capitalista esercita su di noi ha dei connotati ben precisi. Non esiste pi\u00f9 una ristretta cerchia di uomini con potere e una grande massa di sfruttati senza potere. La cosa \u00e8 molto pi\u00f9 articolata; c\u2019\u00e8 una parcellizzazione del potere che \u00e8 diventato privilegio di molti. Il potere di consumare ad esempio, la possibilit\u00e0 offerta nello spettacolo della cultura dei padroni, di uno sfogo delle proprie frustrazioni e un incanalamento della propria rabbia. \u00c8 la negazione della nostra soggettivit\u00e0. \u00c8 la negazione della vita. Imprigionando gli uomini in questo scenario il potere diffonde sempre pi\u00f9 lo squilibrio ed il malessere. Ci trattano come le banane Chiquita, solo uno su dieci avr\u00e0 il bollino! Ognuno \u00e8 nella propria vita al centro del conflitto. IL VIVO SI RIBELLA! Come cento anni fa a Parigi, riprendiamoci la vita, spezziamo le catene, fuciliamo gli orologi! Sempre viva la Comune di Parigi! Collettivo operai studenti \u2013 Lotta Continua\u201d<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.carmillaonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/1c_07bis.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-63002 size-large\" src=\"https:\/\/www.carmillaonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/1c_07bis-1024x739.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" srcset=\"https:\/\/www.carmillaonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/1c_07bis-1024x739.jpg 1024w, https:\/\/www.carmillaonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/1c_07bis-300x217.jpg 300w, https:\/\/www.carmillaonline.com\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/1c_07bis-768x554.jpg 768w\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"739\" \/><\/a>La cosa che mi ricordo con maggiore piacere del Movimento \u00e8 il senso di intimit\u00e0 e tenerezza collettiva, una trib\u00f9 solidale con un futuro da conquistare. Il non sentirsi mai soli, parte di un fiume in piena. Come nello sguardo di un bambino che cresce, tutta la luce del mondo, tutta la speranza, tutti i sogni e le ansie, gli amori e le delusioni. La prima canna in compagnia del capellone Claudio Tuttopenne dopo aver salato la scuola, in una mattina piena di sole sul poggio da dove si domina il mare. Con me un libro di Kerouac e uno di Ginsberg, un mangianastri con i Rolling e tanta paura di non poter controllare le mie emozioni. Allen scriveva: \u201cTogliete le serrature dalle porte, togliete anche le porte dai cardini!\u201d Correvo felice col motorino gi\u00f9 per la montagna, cantando con il vento in faccia, mi accorgevo dei primi sguardi di Anna, a cui portavo volantini e prestavo l\u2019autobiografia di Malcolm X davanti alla scuola. Ore e ore a camminare per le strade, con ogni tempo, a spalancare i nostri cuori agli amici, a confidarsi e a sentire la loro vicinanza, fratelli, di curiosit\u00e0 e di slanci. Nottate lunghissime a immaginarsi la vita, l\u2019amore, a incazzarsi per le prime testate contro i muri, i primi no di ragazze diverse da noi. E d\u2019estate tutti a Prato Ranieri a Follonica, dove Frank barba lunga aveva messo su una tenda sotto i pini della spiaggia, un campeggio libero e freak che proclamava \u201clo stato di felicit\u00e0 permanente\u201d con una bandiera rossa e nera. I ragazzi stranieri si fermavano e rimanevano a dormire col sacco a pelo sulla spiaggia, i carabinieri arrivavano sbuffando in bicicletta domandando chi fosse il capo e ricevevano in risposta risate, mentre Frank diceva: \u201cnon ci sono, non vogliamo pi\u00f9 capi\u201d. La notte buttavamo gi\u00f9 i recinti delle spiagge private, lasciando volantini con scritto: \u201cil mare \u00e8 di tutti!\u201d Fal\u00f2 a rischiarare la notte, bagni illuminati dalla Luna, i primi baci salati che partivano sempre dalle ragazze.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[Iniziamo oggi la pubblicazione a puntate di\u00a0Educazione maremmana\u00a0che proseguir\u00e0 a cadenza settimanale per altre cinque domeniche. Si tratta di un racconto di memorie ribelli che abbracciano un decennio a partire dai primi anni \u201970. 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