{"id":2766,"date":"2018-12-21T10:58:49","date_gmt":"2018-12-21T10:58:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/?p=2766"},"modified":"2021-12-09T11:03:21","modified_gmt":"2021-12-09T11:03:21","slug":"maremma-libertaria-n-25","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/2018\/12\/21\/maremma-libertaria-n-25\/","title":{"rendered":"Maremma libertaria n 25"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/s.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"images\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/images1-300x42.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"42\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/mas1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"mas1\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/mas1-300x201.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"201\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Appello all&#8217;insurrezione delle coscienze- Maremma Libertaria luglio 2018<\/strong><\/h3>\n<p>\u00c8 un tempo difficile, cupo, per non dire che verranno tempi ancora peggiori. Sta tracimando odio, rancore, insofferenza, ma soprattutto paura. Paura di non saper che fare, paura di non aver pi\u00f9 ripari, politici metaforici e pratici. Paura di esser rimasti appiedati e sorpassati dal &#8220;popolo&#8221; in cui ci piaceva immaginare di rispecchiarci, una volta. Non \u00e8 dura, di pi\u00f9. Sar\u00e0 pure peggio, temiamo. Altro che corsa a stringere le mani a Salvini, ci parr\u00e0 ragionevole parte delle nefandezze. Per evitare nefandezze peggiori, diremo. Eh no, \u00e8 in questi momenti che bisogna fare veramente appello a tutta la nostra coscienza e forza, poca o tanta che sia. Costruiamo alleanze con i sindacalisti dei braccianti neri, con i ragazzi dei call center, con le donne, con i senza lavoro, ma soprattutto con le persone intelligenti e sensibili che sono ovunque. I nostri principi non sono negoziabili, n\u00e9 ora n\u00e9 mai. Sempre sono<strong> libert\u00e0, uguaglianza, fratellanza<\/strong>. Questo abbiamo, questo dobbiamo essere, questo saremo, perch\u00e9 anche se ci cacceranno sotto, siamo semi,germoglieremo sotto nuove albe. Le uniche battaglie perse sono quelle che non si combattono. Tempo verr\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/manciano.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2780\" title=\"manciano\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/manciano-203x300.jpg\" alt=\"\" width=\"203\" height=\"300\" \/><\/a><br \/>\n(Manciano, 1944)<\/p>\n<p><strong>12 dicembre<\/strong><br \/>\n<strong>La strage che cambi\u00f2 le nostre vite, rubandoci il futuro<\/strong><br \/>\nContinua a leggere\u00a0<a href=\"http:\/\/www.carmillaonline.com\/2015\/12\/15\/un-granello-di-sabbia4\/\">http:\/\/www.carmillaonline.com\/2015\/12\/15\/un-granello-di-sabbia4\/<\/a><br \/>\ne questo\u00a0<a href=\"http:\/\/ilmanifesto.info\/storia\/pietro-valpreda-e-la-cronaca-vera\/\">http:\/\/ilmanifesto.info\/storia\/pietro-valpreda-e-la-cronaca-vera\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/pi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"pi\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/pi.jpg\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Bruno Vespa <\/strong>( s\u00ec, era gi\u00e0 al tg 1 ) quella sera annunci\u00f2 che Valpreda era uno dei colpevoli. E tutta la stampa, tutta, spos\u00f2 entusiasta le veline della questura,\u00a0<strong>le veline del \u201d vecchio\u201d questore Guida, gi\u00e0 direttore fascista del carcere di Ventotene, e del \u201cmoderno\u201d commissario Calabresi, <\/strong>che si spacciava \u201camico\u201d di Pinelli, che dal quarto piano di quella questura vol\u00f2. Alla vedova di Pinelli, avvisata della morte dai giornalisti,che gli telefon\u00f2 per sapere come mai non si fosse dato neppure pena di avvisarla,<strong>Calabresi rispose \u201csa, signora, avevo molto da fare\u201d. A leggere oggi i libri di Camilla Cederna, ti arrabbi ancora pi\u00f9 di allora. Perch\u00e8 capisci che il meccanismo, la stampa, il potere e i suoi servi, sono rimasti uguali. Perch\u00e8 Pinelli non ha avuto nessuna giustizia.<\/strong> Perch\u00e8 la Cederna non \u00e8 ricordata a Milano,n\u00e8 la borghesia n\u00e8 altri ne parlano, perch\u00e8 lei, borghese, non ebbe paura di cercare la verit\u00e0. A margine invece, noto l\u2019avanzare della causa di beatificazione del commissario Calabresi, e la carriera di suo figlio, \u00a0direttore di \u201cRepubblica\u201d. Auguri.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/15391060_1253759268043565_7400652267687482603_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"15391060_1253759268043565_7400652267687482603_n\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/15391060_1253759268043565_7400652267687482603_n-227x300.jpg\" alt=\"\" width=\"227\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<div><em>Se uno studiato ti chiama signore, mettiti col culo a muro<\/em><br \/>\nRenato Prunetti<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/108.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2778\" title=\"108\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/108.jpg\" alt=\"\" width=\"176\" height=\"266\" \/><\/a><br \/>\n&#8220;&#8230;Ma questo non vale per chi il mare lo affronta dal porto di Piombino. Se alle spalle hai una costa sormontata dalle fauci delle acciaierie, di fronte si staglia l\u2019irritante cartolina dell\u2019arcipelago. E se vuoi raccontare una storia, e scrivere un romanzo, il tuo navigare incrocia tanti sassi ferrosi, mentre l\u2019azzurro del cielo \u00e8 sporcato dagli scarichi delle ciminiere. E quando quelle ciminiere hanno smesso di fumare, ad offuscare il cielo \u00e8 il loro ricordo, il luogo in cui la tua storia \u00e8 in gestazione, non \u00e8 pi\u00f9 la silenziosa solitudine del mare aperto, ma il crogiuolo rumoroso di un porto industriale.<br \/>\n<strong>Per questo motivo\u00a0<em>108 metri. The new working class hero <\/em>(<a href=\"https:\/\/www.laterza.it\/index.php?option=com_laterza&amp;Itemid=97&amp;task=schedalibro&amp;isbn=9788858131367\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">edito da Laterza<\/a> e gi\u00e0 andato in ristampa) l\u2019ultima fatica letteraria di Alberto Prunetti, non \u00e8 solo un romanzo o un\u2019epica stracciona. \u00c8 piuttosto un ibrido, una \u00abnarrazione working class\u00bb in cui luoghi, stili, forme, idiomi e immiginari si mescolano fino a trarre fuori il lettore dalla forzata solitudine della lettura.<\/strong><br \/>\nE quando, stremato dagli intrighi che la sorte e gli d\u00e8i frappongono al suo cammino, decide di tornare\u00a0<em>back to Iron Town<\/em>, ad aspettarlo c\u2019\u00e8 lo stesso devastante virus che ha colpito il lavoro oltremanica. L\u2019acciaieria, sminuita, ridotta, venduta agli ultimi avventori della globalizzazione, la forma di vita nella quale era cresciuto e nella quale era radicato, \u00e8 in un declino inarrestabile. Un viaggio di ritorno impossibile quello di Alberto<strong><br \/>\n<\/strong><br \/>\nNo, impossibile. Perch\u00e9 si pu\u00f2 ancora raccontare la storia di questa sconfitta. Ed \u00e8 con la forma romanzo che\u00a0<em>108 metri <\/em>riscatta i fallimenti dell\u2019epica stracciona di Alberto. Innanzitutto nei personaggi\u00a0<em>working class<\/em>: il piratesco cuoco John Silver e il suo tarantolato aiutante Rodrigo, il coltissimo e obeso addetto alla pulizia dei cessi di un\u00a0<em>mall <\/em>di nome Brian, e poi il\u00a0<em>supervisor <\/em>dal volto umano Ross, che si avvale delle doti letterarie del protagonista per recapitare improbabili reclami alle multinazionali del preservativo, oppure ancora l\u2019attore shakespeariano-inserviente della mensa Gerald, Ian, Fatty-boy. Tutti personaggi, al limite tra le\u00a0<em>lyrics<\/em> degli Smiths\u00a0e la penna di Irvine Welsh, dotati di una loro \u00abgrazia rude\u00bb dai quali il protagonista apprende qualcosa, di cui fa tesoro, archivio, restutuendoci un mondo vitale, non ancora fagocitato dall\u2019Entit\u00e0. In tutti questi incontri il dono offerto da Alberto ai propri interlocutori \u00e8 quell\u2019inossidabile tassello di realt\u00e0 prodotto in serie dagli operai delle acciaierie di Piombino: quei binari di 108 metri, pi\u00f9 lunghi del glorioso Old Trafford, sui quali viaggiano i treni del globo terracqueo.\u00a0<strong>Il romanzo subentra al naufragio dell\u2019epica stracciona laddove Alberto ripercorre le origini di quell\u2019insensata odissea britannica, raccontando un\u2019adolescenza maremmano-labronica con la stessa incazzata malinconia di una canzone di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Z4Su4G5MeQw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Bobo Rondelli<\/a>.<\/strong><br \/>\nE tuttavia, anche se canta un\u2019epica stracciona, l\u2019epica di una sconfitta, Alberto ha anche un po\u2019 vinto. Non solo perch\u00e9 le metafore lo hanno portato lontano dal destino dell\u2019altoforno ma anche, e soprattutto, perch\u00e9 le metafore gli permetteranno di fare circolare questa storia, di aggiungere \u00abuna minuta proteina di quel codice che avrebbe rotto le catene della sopraffazione\u00bb.<br \/>\n<strong>Di essere padre della narrazione, di fare il padre, come il suo padre-operaio. 108 metri \u00e8 in questo senso un esplicito passaggio di consegne rivolto direttamente alla coscienza civile dei lettori;<\/strong> un passaggio contenuto tutto nelle parole rabbiose dell\u2019ex-operaio Quattr\u2019etti: \u00abE ricorda bene anche te, che sai trov\u00e0 a modino le parole e hai studiato le metafore e le sai misur\u00e0 col calibro, ricorda che quel ferro t\u2019ha sfamato e t\u2019ha fatto studi\u00e0. C\u00e0ntagliele sode e vedi di raccontalla per le rime la nostra storia\u2026 Ora tocca a voi dovent\u00e0 padri\u00bb.<br \/>\n(Il Lavoro culturale)<br \/>\n<em>il lavoro culturale ha pubblicato l\u2019incipit di <\/em>108 metri<em> (lo potete leggere\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lavoroculturale.org\/108-metri-incipit-il-lavoro-culturale\/\">qui<\/a>) e una recensione collettiva al precedente <\/em>Amianto<em> di Alberto Prunetti (la potete leggere\u00a0<a href=\"http:\/\/www.lavoroculturale.org\/leggere-amianto\/\">qui<\/a>).<\/em><br \/>\n<em>Se avete letto Amianto di Alberto non mancate 108 metri, un buon corroborante contro la depressione (Stefano)<\/em><strong>La classe operaia \u00e8 andata in paradiso<\/strong> \u201cLo studente li\u2019 fuori mi ha detto, che noi entriamo qui dentro di giorno quando e\u2019 buio e usciamo quando di sera e\u2019 buio. Ma che vita e\u2019 la nostra?!? E noi via, che andiamo avanti, avanti, avanti, avanti, per queste 4 lire vigliacche fino alla morte. Io propongo questa proposta, di lasciare subito il lavoro tutt e chi non lascia il lavoro subito adesso e\u2019 un crumiro, e\u2019 un faccia di merda!!!\u201d<\/div>\n<p><strong>Immenso Gianmaria Volont\u00e8, ci hai lasciato il 6 dicembre del \u201994 ma dopo tutti questi anni dimenticarti \u00e8 impossibile<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/lul%C3%B9.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"lul\u00f9\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/lul%C3%B9-300x230.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"230\" \/><\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?time_continue=6&amp;v=U08cTsDtZHY\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?time_continue=6&amp;v=U08cTsDtZHY<\/a><\/p>\n<p><strong>La Corte dei miracoli di Siena ha finalmente riaperto nella sua sede storica presso l&#8217;ex manicomio !<\/strong><br \/>\n<strong>nuovi corsi, nuovi concerti, nuovi film e nuove presentazioni&#8230;. sosteneteci in fitta schiera<\/strong><br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/presepe.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2632\" title=\"presepe\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/presepe-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" \/><\/a><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong>Grosseto: il collettivo Bianciardi <\/strong>ha presentato: \u201c<strong>Una citt\u00e0 aperta al vento e ai forestieri\u201d <\/strong><br \/>\n\u201cLa negritudine comincia dall\u2019Ombrone\u201d. ( Luciano Bianciardi)<br \/>\n\u201cIn questo libro che viene presentato oggi a Grosseto ci sono anche io.<br \/>\nCome dicevo non ho mai scritto niente a cui tenga di pi\u00f9.<br \/>\nInizia cos\u00ec: \u201cGuardate questa bambina. Questa bambina sono io.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/734713_472808566108857_313760358_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"734713_472808566108857_313760358_n\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/734713_472808566108857_313760358_n-300x194.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"194\" \/><\/a><br \/>\nHo la piuma in testa e delle foglie in mano. E\u2019 il 5 settembre del 1976 e Democrazia Proletaria festeggia sul monte Amiata le elezioni del 20 giugno, dove ha preso l\u20191,5 per cento. Ben 6 deputati. Ma io queste cose non le so. So, per\u00f2, che c\u2019\u00e8 babbo che ha dipinto di rosso la porta del PdUP a Grosseto, e a me questo nome, Pdup, mi sembra che rimbalzi.<br \/>\nIl Pdup sono davvero poche persone mentre il PCI ha preso quasi il 35% dei voti. Ma per me il Pdup rappresenta l\u2019orizzonte unico e possibile di quella che \u00e8 la Politica. Si chiama cos\u00ec. Ha la lettera maiuscola e la porta rossa, e poi la fanno mio padre e i suoi amici, che mi piacciono, perch\u00e9 mi raccontano la Favola di Mao Tse Tung.<br \/>\nLa Politica la fanno i maschi, questo lo so, mentre mamma e le sue amiche fanno il Femminismo, che, forse, mi piace pure di pi\u00f9 della Politica, perch\u00e9 si canta.<br \/>\nOltre la Politica e il Femminismo c\u2019\u00e8 mia nonna che \u00e8 il Mondo. Per mia nonna il Femminismo non esiste, la politica non ha la maiuscola, e si chiama solo PCI, perch\u00e9 ha avuto un fratello senatore, e ancora mi parla di quella volta nel 1946 quando l\u2019hanno portata a Roma, per festeggiare la Repubblica, e suo fratello non le ha fatto aprire bocca. Ma per lei \u00e8 un bel ricordo.<br \/>\nPoi c\u2019\u00e8 la citt\u00e0, che \u00e8 Grosseto, ma per me \u00e8 un perimetro che parte dal ponte della ferrovia e arriva a via Orcagna dove c\u2019\u00e8 la Terra, nonna la chiama cos\u00ec: campi coltivati dove si va in bicicletta dopo scuola per accudire i conigli e le galline, le rose, e c\u2019\u00e8 la cantina, con le botti e un odore di vino buono.<br \/>\nCos\u00ec, riassumendo, negli anni Settanta, per una bambina, le Cose che Esistono sono il Femminismo, la Politica, il Mondo e la Citt\u00e0. Linus, in bagno, da leggere. Mentre ancora non ci sono i cartoni animati giapponesi e soprattutto ancora non c\u2019\u00e8 l\u2019Eroina, che, lei non lo sa, cambier\u00e0 di l\u00ec a poco il Mondo, il Femminismo e la Politica. Ma soprattutto la Citt\u00e0\u201d.\f\u00a0<strong>(<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/vanessa.roghi\">Vanessa Roghi<\/a> )<\/strong><br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/piccola.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2768\" title=\"piccola\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/piccola-300x194.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"194\" \/><\/a><br \/>\n<\/strong><br \/>\n<strong>E&#8217; finalmente uscito&#8221; Piccola citt\u00e0, una storia comune di eroina&#8221; di Vanessa Roghi<\/strong><br \/>\n<strong>Qui riportiamo la recensione uscita su Minima &amp;Moralia col titolo &#8220;la marea sono loro&#8221; di Massimo Palma<\/strong><\/p>\n<p>\u00abE il pi\u00f9 delle volte diede fuori dagli argini e raggiunse con enormi masse d\u2019acqua la mia citt\u00e0, dopo aver devastato la campagna circostante\u00bb. \u00c8 un frammento di\u00a0<em>Aprire il fuoco<\/em> di Luciano Bianciardi ad aprire il sesto capitolo di\u00a0<em>Piccola citt\u00e0<\/em>. Sono tanti gli eserghi del libro \u2013 a De Gregori, a Guccini che d\u00e0 il titolo, a Nick Drake e Neil Young si affiancano Oreste del Buono, Natalia Ginzburg e infiniti altri. Si sa: gli eserghi sono spesso un testo nel testo, una rete di rimandi per il lettore, ma anche una rete di protezione per l\u2019autore, perch\u00e9 gli offrono il gancio per sviluppare un tema nel capitolo che segue, o semplicemente l\u2019allusione nascosta, il rimando, magari l\u2019eco sonora generazionale.<br \/>\nMa Bianciardi, in questo libro che racconta una storia di eroina lontana decenni, \u00e8 un caso diverso. Non solo perch\u00e9 \u00e8 un conterraneo dell\u2019autrice, che ha indagato la Maremma, l\u2019ha attraversata e ha provato a renderla migliore, disseminando libri con un furgone scassato chiamato Bibliobus. N\u00e9 solo perch\u00e9 Bianciardi \u00e8 modello \u2018altissimo\u2019 di una persona d\u2019infinita coscienza che ciononostante\u00a0<em>non ce l\u2019ha fatta<\/em>(pure in un campo tutto altro delle dipendenze come l\u2019alcool), nel senso che il libro definisce con pudore e amore personale e intellettuale. Bianciardi \u00e8 diverso perch\u00e9 in quell\u2019esergo profetizza, parlando di Maremma al passato, un\u2019inondazione, un affogare dei campi, che arriva alla citt\u00e0 e la fa annegare. In questa \u201cstoria comune\u201d, prefigura il profeta con lo sguardo rivolto al passato di cui parlava Benjamin ispirato da Turgot. Racconta la rottura degli argini.<br \/>\n<strong>E qui di marea si parla \u2013 di una marea di eroina che affoga una generazione. Bianciardi muore nel \u201971, senza vedere quella marea montare, quando l\u2019eroina si affaccia in Italia e quindi anche a Grosseto, la piccola citt\u00e0 sua e dell\u2019autrice che nasce un anno dopo la sua morte, trova la citt\u00e0 allagata e da bambina impara a vivere sott\u2019acqua.<\/strong><br \/>\nLa metafora dell\u2019allagamento \u00e8 la traccia \u2013 una delle tante \u2013 che serve per orientarsi in una narrazione eccentrica. Perch\u00e9\u00a0<em>Piccola citt\u00e0<\/em> \u00e8 un libro agile e grave, un libro di storia e un libro di memorie, tracciate da una storica che ricostruisce e da una figlia che si pone domande e le lascia finalmente su carta, \u00e8 un memoriale e una guida. \u00c8 un libro di ricordi \u2013 alcuni locali, di un\u2019Italia provinciale come se ne danno infinite, altri cos\u00ec familiari a chiunque sia stato bimbo nei Settanta e negli Ottanta da scoprirsi a divorar le pagine in cerca di altre orme di quel passato inghiottito dalla ruota del tempo.E quindi alle analisi, alle indagini delle ragioni dell\u2019inondazione e dell\u2019enorme ignoranza sociale ma anche scientifica, e infine politica, di cosa implicassero quei derivati sintetici smerciati dalle industrie e prescritti dai medici nei Cinquanta, nei Sessanta, si affiancano le emozioni ricordate di cosa significasse essere bambini allora, nelle case \u201cdi sinistra\u201d. Di cosa voleva dire poter leggere\u00a0<em>Arturo e Clementina<\/em>, l\u2019albo femminista con la tartaruga Clementina che se ne va di casa, via dall\u2019oppressione di ninnoli e oggetti che l\u2019amorevole Arturo le carica sul carapace.<br \/>\n<em>Piccola citt\u00e0<\/em> \u00e8 un libro di domande personali e politiche,su quant\u2019era politico quel personale di una cultura di\u00a0<em>emancipazione<\/em> (che vuol dire liberarsi dalla<em> mano<\/em> del padrone) enorme, viva, solidale, che presto ha visto prosperare,proprio dentro di s\u00e9, l\u2019eroina (e quindi il ritorno sotto la\u00a0<em>manus<\/em>, perch\u00e9 decide tutto la sostanza, non te). Molte domande restano senza risposta, altre trovano suggerimenti e direzioni con la sobriet\u00e0 di chi da trent\u2019anni \u2013 da quando \u00e8 stata messa di fronte, all\u2019improvviso, gi\u00e0 adolescente, al tema dell\u2019eroina in casa \u2013 quelle domande se le pone. Ma sono domande che riguardano anche chi non ha visto tragedie domestiche e amicali, chi le ha solo sfiorate, chi le ha fiutate nello stigma sociale appiccicato al \u2018drogato\u2019, mostro sociale, figura mitica e persino buffa, oggi, nell\u2019immaginario infantile condiviso, delle\u00a0<em>caramelle di droga<\/em> offerte a tutti fuori scuola per insegnarti dipendenza.\u00a0<em>Piccola citt\u00e0 <\/em>riguarda chiunque c\u2019era e chiunque ci sar\u00e0 \u2013 perch\u00e9 l\u2019eroina non se n\u2019\u00e8 \u201candata\u201d neanche un po\u2019, \u00e8 solo diventata meno visibile, e riemerge nelle ondate di\u00a0<em>moral panic<\/em> quando il politico sciacallo vuole la caccia all\u2019uomo nero e l\u2019altro politico si dimentica da dieci anni di convocare le conferenze nazionali sulla droga.\u00a0<em>Piccola citt\u00e0<\/em> \u00e8 un libro di voci, di citazioni, spesso e volentieri anonime, e la sua contromarea incalza, complica le cose, le risposte secche.<br \/>\n<strong>La domanda ad alta intensit\u00e0 che attraversa tutto il libro \u00e8 semplice: perch\u00e9 proprio\u00a0<em>quella<\/em> generazione si \u00e8 data all\u2019eroina? Perch\u00e9 quella generazione in lotta, dotata di ideali e di strumenti, coesa e sempre tesa, perch\u00e9 proprio quella, incerta se provare la rivoluzione subito o attendere ancora un po\u2019, perch\u00e9 a un certo punto <\/strong>\u2013 ma \u00e8 un punto ben preciso, 1972 mese pi\u00f9 mese meno, e coincide con la nascita della bimba Vanessa che sar\u00e0 storica, scrittrice, ma prima \u00e8 l\u2019adolescente che va a trovare il padre in carcere con le prime domande in mente \u2013 <strong>proprio quella generazione che voleva tutto, l\u2019orda d\u2019oro, sar\u00e0 punteggiata del riflesso di plastica della siringa e del laccio, dall\u2019ombra del cucchiaino sul com\u00f2, dei funerali disertati perch\u00e9 drogarsi \u00e8 una vergogna e una scelta, e \u201cse fai quella fine \u00e8 perch\u00e9 l\u2019hai voluto\u201d?<\/strong> La tesi diffusa che Roghi discute \u00e8 quella che attribuisce molte delle colpe a quell\u2019operazione derubricata dai media, ma prima ancora dalla Cia, come operazione\u00a0<em>Bluemoon<\/em>.<br \/>\nSpietata quanto basta, la Cia si mise in testa che il protagonismo politico delle generazioni post-68 si poteva debellare con un\u2019ondata di eroina senza pari. Perch\u00e9 se Marx aveva ben inquadrato quale fosse l\u2019oppio dei popoli, non aveva certo previsto che i suoi nipoti politici potessero abbandonare la lotta per darsi a un oppiaceo.<br \/>\nE quindi \u2013 recita la tesi monocausale \u2013 ecco la ragione per cui un paese col \u201cpartito comunista pi\u00f9 grande d\u2019occidente\u201d, con una falange a sinistra di quel partito che si allarga e osa sempre pi\u00f9, in un momento tesissimo dove pezzi di Stato collaborano attivamente a bombe e attentati (i magnifici anni Settanta), vede in un decennio svuotarsi del tutto o quasi la forza del movimento. Vede morire decine di migliaia, vede le siringhe ficcate in ogni albero di ogni parco, in citt\u00e0 e in provincia, tra i poveri, tra i ricchi, tra i borghesi.<br \/>\nLa tesi non piace a Roghi che la reputa non sbagliata (qualche indizio a favore esiste, e non \u00e8 taciuto), ma univoca. Soprattutto, la tesi\u00a0<em>Bluemoon<\/em> elude la domanda fondamentale, quella semplice che ha posto idealmente la ragazzina al padre quando ha dovuto scoprire tutto (che c\u2019\u00e8 un eroinomane in famiglia, che per farsi spaccia, che lunghi silenzi, epatiti e sparizioni hanno tutte, qui s\u00ec, un\u2019unica causa). E la domanda \u00e8: perch\u00e9 tu, proprio tu che insomma\u00a0<em>avevi tutto <\/em>\u2013 mettiamoci anche me dentro al tutto \u2013, tu che ne sapevi gli effetti, che eri\u00a0<em>grande<\/em>ormai, hai iniziato? Che bisogno, meglio che desiderio ha incrociato l\u2019eroina?<strong> La domanda vale per tanti. Varrebbe pure per quel cronista di\u00a0<em>Repubblica<\/em>, Carlo Rivolta, citato da Roghi e raccontato da un bel libro anni fa (<em>L\u2019Aspra stagione<\/em> di Favale e De Lorenzis), che alla fine dei Settanta segu\u00ec il movimento e le sue sfaccettature, anche l\u2019eroina, certo, e che nel 1982 mor\u00ec, poco pi\u00f9 che trentenne, lui cronista fenomenale, penna arguta, mente impegnata. E mor\u00ec d\u2019eroina.<\/strong><br \/>\nRoghi se lo chiede per tutto il libro, insieme al lettore lontano ormai decenni da quella catastrofe generazionale, e ne riattiva la memoria, risensibilizza i margini bruciati di quei buchi neri personali. (Il mio \u2013 il tossico dolcissimo al piano terra del palazzo borghese di mia nonna, che \u201cieri notte\u201d \u2013 mi spiegava mamma \u2013 \u201cha sfasciato il portone e stamattina ha chiesto scusa, poverino\u201d. Finch\u00e9 poi un giorno \u00e8 morto. \u201cMuoiono tutti,\u00a0<em>loro<\/em>\u201d).<br \/>\n<strong>Apparentemente \u00e8 successo: la marea d\u2019eroina li ha ammazzati tutti,\u00a0<em>loro<\/em>. O li ha riempiti di metadone, come da nuove disposizioni di legge del 1975, durante un dibattito ricostruito benissimo come duro e rapido \u2013 ma quante voci a dire, suggerire, magari sbagliando, Basaglia, Cancrini, Gervis \u2013, perch\u00e9 ci si trov\u00f2 a far fronte a un flagello (cui segu\u00ec un altro flagello, l\u2019Aids, che gli era collegato).<\/strong><br \/>\n<strong>Altri tempi. Ma di chi fu la \u2018colpa\u2019? Davvero il movimento cadde vittima di quel combinato disposto che fu la Legge Reale e l\u2019operazione Bluemoon? Anche qui, usando la traccia sepolta nella sua infanzia\u00a0<em>sott\u2019acqua<\/em>, Roghi \u00e8 scettica, vuole andare oltre la vittimizzazione, oltre la distinzione tra un soggetto di\u00a0<em>noi<\/em> che si dicono prima eroi e poi vittime e la massiccia presenza di\u00a0<em>loro<\/em> (loro la Cia, loro i potenti, loro lo Stato). Il problema, dice,\u00a0\u00e8 quello dell\u2019esonero e della responsabilit\u00e0 non individuale, ma sociale, politica.<\/strong><br \/>\nAttraverso aneddoti personali (il \u2018capellone\u2019 grossetano menato da militanti antichi perch\u00e9\u00a0<em>capellone<\/em>) e dibattiti d\u2019epoca (sprangare o non sprangare gli spacciatori durante il festival di Parco Lambro, nel 1976?), Roghi mostra come anche gli altri\u00a0<em>loro<\/em> creati da quel tic verbale e sociale che individua un soggetto anonimo, una terza plurale, pronto a colpirci, anche\u00a0<em>loro<\/em> i tossici \u2013 i sempre pi\u00f9 numerosi tossici del movimento che trovavano voce solo in assemblee marginali, o nelle lettere disperatissime su\u00a0<em>Lotta continua<\/em> \u2013, anche loro erano spiegati come\u201ccompagni che sbagliano\u201d. Che rinunciavano a lottare per darsi al paradiso artificiale. Ma perch\u00e9 l\u2019eroina diventa \u00abil correlato oggettivo della perdita dell\u2019impegno\u00bb (p. 129)? E perch\u00e9 su questa certezza si \u00e8 radicato il pregiudizio che ha impedito di capire e di lottare meglio (e soprattutto di\u00a0<em>ridurre<\/em> gli enormi danni)?<br \/>\nUn cenno di percorso \u00e8 nel fornire un quadro sociale \u2013 non solo politico, non solo esistenziale (o anche artistico, \u00e0 la Burroughs) \u2013 delle dipendenze. Bisogna cercare le radici dell\u2019assenso all\u2019eroina in quella stagione,di una patologia che si \u00e8 diffusa a macchia d\u2019olio \u2013 anche perch\u00e9 c\u2019erano le condizioni, le cause materiali, c\u2019era l\u2019inondazione. E nelle trame sociali del vuoto di desiderio, nell\u2019arresto del desiderio per tanti sembra riconoscersi un\u2019eziologia possibile. Quella generazione \u2013 racconta il libro in uno dei suoi passaggi pi\u00f9 bislacchi e pi\u00f9 belli, chiamando in causa un must generazionale di allora come l\u2019I-Ching \u2013 si era affacciata al\u00a0<em>po<\/em>ss<em>esso grande<\/em>. A un percorso al cui termine poteva esserci una stasi serena, il disporre di beni in quantit\u00e0, ma soprattutto del modo corretto di gestirli. Una societ\u00e0\u00a0<em>affluente<\/em>, che s\u2019immaginava il benessere nel modo pi\u00f9 alto possibile, finisce per distogliere lo sguardo da quel quadro per affacciarlo alle vene. Scopre che bucarsi \u00e8 bello, che l\u2019eroina \u00e8 un piacere immenso \u2013 ma non le prime volte, dov\u2019\u00e8 vomito e nausea, n\u00e9 le ultime, dov\u2019\u00e8 ricerca di un passato sepolto, ma quella serie infinitamente breve di seconde volte, incalcolabili, non riattivabili, di cui non si ha memoria certa.<br \/>\nL\u2019eroina, spiega un testimone che prende il nome \u00e0 la Paz di \u2018Zanardi\u2019, \u00e8 una sostanza spaziale. Crea uno spazio virtuale enorme tutto tuo, una geografia verticale di possibilit\u00e0 interne e immense dentro al tuo angolino. Solo che in pochi mesi quel cantuccio diventa spazio sociale immondo, diventa marginalizzazione in una societ\u00e0 di cui sei il fantasma, che ti vieta la parola prima che tu possa articolare risposte (pu\u00f2 accadere, racconta Roghi usando voci tra infinite testimonianze, che con l\u2019eroina magari ci si conviva). In quel lungo momento sociale \u2013 prima, molto prima del riflusso \u2013 l\u2019eroina fu ricerca di uno spazio di immaginazione e di ottundimento dentro un\u2019apnea dei desideri sociali. E, dopo, appena dopo, divenne dipendenza (\u201cd\u00e0 una dipendenza l\u2019eroina paurosa\u201d, dice l\u2019ovvio che ovvio non era, la voce anonima di Zanardi). Cos\u00ec, chi verbalizzava il buco provando a dire la paura, la ripetizione del proprio scacco in quello spazio solo potenziale aperto dagli aghi, scopriva che la risposta era un silenzio, lo stigma, l\u2019accusa, un cantuccio asociale, perch\u00e9\u00a0<em>dagli all\u2019untore<\/em>, perch\u00e9 l\u2019eroina contagia.<strong> E quindi nessun ascolto. Solo un\u00a0<em>loro<\/em>. Loro \u201cli dovevano arrestare\u201d. Loro \u201cti dovevano guarire\u201d. Lo suggerisce Vanessa Roghi: la collosa\u00a0<em>Lilly<\/em> di Venditti in presa diretta sul reale \u2013 era il 1975 \u2013 metteva a fuoco non tanto la piaga sociale, ma la\u00a0<em>nostra<\/em> voglia di scacco nel capire. Il nostro\u00a0<em>non voler capire<\/em>, quando l\u2019eroina \u00e8 una storia\u00a0<em>comune<\/em>, non di eroi e vittime, ma ordinaria e condivisa da pi\u00f9 generazioni. E invece fateci caso: quella marea sono sempre\u00a0<em>loro<\/em>.&#8221;<\/strong><br \/>\nVanessa, grazie per aver rotto la cappa di piombo sulla generazione scomparsa, ed aver raccontato questa storia nonostante tutto e tutti (Erasmo)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/non.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2781\" title=\"non\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/non-300x226.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"226\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Stella, i poeti non muoiono, vanno solo un po&#8217; pi\u00f9 in l\u00e0. ( Maremma Libertaria perde una sorella, una compagna, una musicista, una poetessa. Ma ti portiamo in noi, con noi, sempre)<\/strong><br \/>\nRegina degli hippies di montagna, sax dell&#8217;anima scura di notti passate a sognare albe di palingenesi, combattente indomita dei sogni collettivi mai appesi a nessun chiodo, ma lasciati pascolare tra le nuvole che dai tuoi poggi scendevano verso il mare. Anima in viaggio tra Castelnuovo Val di Cecina, Bologna e Massa di Maremma, sempre pronta a imbracciare i tuoi strumenti musicali che insegnavi orgogliosa alle generazioni a venire.<br \/>\nStella, i poeti non muoiono, vanno solo un po&#8217; pi\u00f9 in l\u00e0.<strong><br \/>\n&#8220;Io non posso prometterti \/ che sar\u00f2 sempre vicina al tuo corpo \/<br \/>\nal tuo sogno\/ ma certo non esiste \/ angolo del mondo\/ in cui io<br \/>\nnon possa pensarti&#8221; <\/strong><br \/>\n<strong>( &#8220;Quante volte ti ho scritto dei versi&#8221;- Giorni e notti sulla terra- Effigi ed- Stella Cappellini )<\/strong><br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/stella.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2767\" title=\"stella\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/stella-300x194.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"194\" \/><\/a><br \/>\n<\/strong><br \/>\n&#8220;Siamo noi a far ricca la terra<br \/>\nNoi che sopportiamo<br \/>\nLa malattia del sonno e la malaria<br \/>\nNoi mandiamo al raccolto cotone, riso e grano,<br \/>\nNoi piantiamo il mais<br \/>\nSu tutto l&#8217;altopiano.<br \/>\nNoi penetriamo foreste, coltiviamo savane,<br \/>\nLe nostre braccia arrivano<br \/>\nOgni giorno pi\u00f9 lontane.<br \/>\nDa noi vengono i tesori alla terra carpiti,<br \/>\nCon che poi tutti gli altri<br \/>\nRestano favoriti.<\/p>\n<div>E siamo noi a far bella la luna<br \/>\nCon la nostra vita<br \/>\nCoperta di stracci e di sassi di vetro.<br \/>\nQuella vita che gli altri ci respingono indietro<br \/>\nCome un insulto,<br \/>\nCome un ragno nella stanza.<br \/>\nMa riprendiamola un mano, riprendiamola intera,<br \/>\nRiprendiamoci la vita,<br \/>\nLa terra, la luna e l&#8217;abbondanza&#8221;.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/l.facebook.com\/l.php?u=https%3A%2F%2Fyoutu.be%2FxfhK6ehM7v0%3Ffbclid%3DIwAR1albP0_xNbUv--bFEBg1kaB4ovpBDfJjqbzpCE4cbjnFe5pf_7Rmhqi6E&amp;h=AT0qCl6D1l9BIjeSr_7blvIrbQO2xwQ2sESiqtYltnAhW6JrT_i6g0qYYBfTDXPCAbEdpZk06pW7HuJz27cNoCnNADpRo7sGsDtsIkufJzbWdeaJh_vRhdguBlX3dCN0Q8rvio5b3uPWxiFP_kmTidYh\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">https:\/\/youtu.be\/xfhK6ehM7v0<\/a><br \/>\n<strong>Grazie Claudio Lolli<\/strong><\/div>\n<p>Fresco di stampa, contento di aver partecipato con le mie foto d&#8217;archivio&#8230;.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/68.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2776\" title=\"68\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/68-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Memoria storica. Mal Aria<\/strong> Contro cartoline, bandiere blu e arancioni, per la distruzione degli agriturismi. A troncamacchioni sulle macerie dell&#8217;esistenza. Libert\u00e0, cinghialanza, anarchia !<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/malaria.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2777\" title=\"malaria\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/malaria-211x300.jpg\" alt=\"\" width=\"211\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u201cDichiarandoci anarchici proclamiamo inanzi tutto che rinunciamo a trattare gli altri come non vorremo essere trattati noi da loro; di non tollerare pi\u00f9 la disuguaglianza che permetterebbe ad alcuni di esercitare la propria forza astuzia o abilit\u00e0 in maniera odiosa. Ma l\u2019uguaglianza in tutto- sinonimo di equit\u00e0- \u00e8 la stessa anarchia \u201d<br \/>\n<strong>Petr. A. Kropotkin La morale anarchica<\/strong><br \/>\nscarica qui gratis il libro<br \/>\n<a href=\"http:\/\/stradebianchelibri.weebly.com\/millelirepersempre.html\">http:\/\/stradebianchelibri.weebly.com\/millelirepersempre.html<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/krop.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/krop.jpg\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"230\" align=\"BOTTOM\" border=\"1\" \/><\/a><br \/>\n<strong>L\u2019anarchia spiegata a mia figlia : il nuovo libro di Pippo Guerrieri, BFS edizioni qui in free download e streaming<\/strong><br \/>\n<strong><a href=\"https:\/\/archive.org\/details\/LanarchiaSpiegataAMiaFiglia\">https:\/\/archive.org\/details\/LanarchiaSpiegataAMiaFiglia<\/a><\/strong><br \/>\n<strong>Io non credo nei partiti. Ma non perch\u00e9 siano stati occupati da persone disoneste. Io non credo nei partiti perch\u00e9 non credo nella delega. [&#8230;] Non sono un comunista. Io sono anarchico. Non mi interessa che il popolo vigili sull\u2019amministrazione pubblica. Io non credo che il popolo debba essere amministrato da qualcuno. Io voglio il superamento di questa democrazia, non che venga amministrata decentemente. Questo era il dibattito negli anni \u201960 rispetto ai manicomi. Qualcuno voleva umanizzarli, qualcun altro cancellarli. Si umanizza un\u2019istituzione disumana solo cancellandola. \u201d<\/strong><br \/>\n<strong>( Ascanio Celestini )<\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=m4Ze55-ygRg\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=m4Ze55-ygRg<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/ascanio-celestini-biglietti.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/ascanio-celestini-biglietti.jpg\" alt=\"\" width=\"222\" height=\"222\" align=\"BOTTOM\" border=\"1\" \/><\/a><br \/>\nle foto di questo numero sono di Stefano Pacini, facenti parte del progetto fotografico \u201cNoi sogniamo il mondo \u201c, Tano D\u2019Amico o di autori non identificati che ringraziamo anticipatamente<br \/>\n<strong>Link utili<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/\">www.stefanopacini.org<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.umanitanova.org\/\">www.umanitanova.org<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.lavoroculturale.org\/\">www.lavoroculturale.org<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.radiomaremmarossa.it\/\">www.radiomaremmarossa.it<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.carmillaonline.com\/\">www.carmillaonline.com<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/http\/\/www.sicilialibertaria.it\/\">http:\/\/www.sicilialibertaria.it\/<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.infoaut.org\/\">www.infoaut.org<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/collettivoanarchico.noblogs.org\/\">http:\/\/collettivoanarchico.noblogs.org<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.senzasoste.it\/\">www.senzasoste.it<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.finimondo.org\/\">www.finimondo.org<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/femminismo-a-sud.noblogs.org\/\">femminismo-a-sud.noblogs.org\/<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/anarresinfo.noblogs.org\/\">anarresinfo.noblogs.org<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.anarca-bolo.ch\/\">http:\/\/www.anarca-bolo.ch<\/a><br \/>\n<strong>Maremma Libertaria Esce quando pu\u00f2 e se e come gli pare. Non costa niente, non consuma carta e non inquina, se non le vostre menti. Vive nei nostri pensieri, perch\u00e8 le idee e le rivoluzioni non si fanno arrestare, si diffonde nell\u2019aere se lo inoltrate a raggera. Cerca di cestinare le cartoline stucchevoli di una terra di butteri e spiagge da bandiere blu, che la Terra \u00e8 nostra e la dobbiamo difendere! Cerca di rompere la cappa d\u2019ipocrisia e dare voce a chi non l\u2019ha, rinfrescando anche la memoria storica, che senza non si va da nessuna parte. Pi\u00f9 o meno questo \u00e8 il Numero 25 del 21 dicembre 2018. Maremma Libertaria pu\u00f2 essere accresciuta in corso d\u2019opera ed inoltro da tutti noi, a piacimento, fermo restando l\u2019antagonismo , l\u2019antifascismo e la non censura dei suoi contenuti.<\/strong><br \/>\nIn Redazione, tra i cinghiali nei boschi dell\u2019alta maremma, Erasmo da Mucini, Ulisse dalle Rocche, il fantasma della miniera, il subcomandante capraio, Alberto da Scarlino, Alessandro da Grosseto, Antonello dalla Tuscia, Luciana da Pomonte, complici vari , ribelli di passaggio, maremmani emigrati a Barcelona e Cagliari<br \/>\n<strong>No copyright, No dinero, ma nel caso idee, scritti, foto, solidariet\u00e0 e un bicchiere di rosso.<\/strong><br \/>\n<strong>My way Sid Vicious !<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/youtu.be\/HD0eb0tDjIk\">http:\/\/youtu.be\/HD0eb0tDjIk<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/add.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/add.jpg\" alt=\"\" width=\"252\" height=\"200\" align=\"BOTTOM\" border=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Nostra patria il mondo intero, nostra legge la Libert\u00e0, ed un pensiero Ribelle in cuor ci sta<\/strong><br \/>\n<strong>(Pietro Gori)<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/youtu.be\/_KVRd4iny8E\">http:\/\/youtu.be\/_KVRd4iny8E<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/pietro-gori_iPiccy.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/pietro-gori_iPiccy.jpg\" alt=\"\" width=\"147\" height=\"111\" align=\"BOTTOM\" border=\"1\" \/><\/a><br \/>\n<strong>Potranno tagliare tutti i fiori, ma non riusciranno a fermare la Primavera<\/strong><br \/>\n<strong>(Pablo Neruda)<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/youtu.be\/wEy-PDPHhEI\">http:\/\/youtu.be\/wEy-PDPHhEI<\/a><br \/>\n<strong>(Victor Jara canta Neruda)<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/victor.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/victor.png\" alt=\"\" width=\"251\" height=\"201\" align=\"BOTTOM\" border=\"1\" \/><\/a><br \/>\n<strong>Sempre, comunque e dovunque : Libert\u00e0 per tutti i compagni arrestati !\u2013 Fori i compagni <\/strong><strong>dalle galere !-Libertad para todos los presos ! \u2013 liberdade para companheiros presos! -comrades preso askatasuna!- libert\u00e9 pour les camarades emprisonn\u00e9s!-freedom for imprisoned comrades !- Freiheit f\u00fcr inhaftierte Genossen!- \u03b5\u03bb\u03b5\u03c5\u03b8\u03b5\u03c1\u03af\u03b1 \u03b3\u03b9\u03b1 \u03c6\u03c5\u03bb\u03b1\u03ba\u03b9\u03c3\u03bc\u03ad\u03bd\u03bf\u03c5\u03c2 \u03c3\u03c5\u03bd\u03c4\u03c1\u03cc\u03c6\u03bf\u03c5\u03c2 ! \u2013 <\/strong>\u0627\u0644\u062d\u0631\u064a\u0629 \u0644\u0631\u0641\u0627\u0642<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/lotta.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/lotta-300x194.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"194\" align=\"BOTTOM\" border=\"1\" \/><\/a><br \/>\n<strong>I buoni propositi\u2026..<\/strong><br \/>\nLa prima cosa che fecero nel 1871 i rivoluzionari a Parigi, dopo aver proclamato la Comune, fu quella di\u00a0<strong>fucilare tutti gli orologi,<\/strong> mentre a Barcelona nel 1936 tocc\u00f2 a statue e mummie religiose.<br \/>\nIl tentativo era comunque quello di riprendere in mano la propria vita, il tempo,la memoria, senza padroni, orari e castigatori divini. Consci che il lavoro salariato imposto dai padroni era una gabbia mortale al pari della morale imposta dalla chiesa.\u00a0<strong>Bakunin in Dio e lo Stato <\/strong>scriveva :\u201d Dio appare , l\u2019uomo si annienta, e pi\u00f9 la divinit\u00e0 si fa grande, pi\u00f9 l\u2019umanit\u00e0 si fa miserabile. Ecco la storia di tutte le religioni . Ecco l\u2019 effetto di tutte le ispirazioni e di tutte le legislazioni divine. Nella storia ,il nome di Dio \u00e8 la terribile vera clava con la quale tutti gli uomini divinamente ispirati ,i \u201cgrandi geni virtuosi\u201d, hanno abbattuto la libert\u00e0 ,la dignit\u00e0, la ragione e la prosperit\u00e0 degli uomini\u201d.<br \/>\nPer cui ha ben poco peso e significato il nostro occidentale calendario papale che scandisce tempi e orari che non ci appartengono. Duemila19 o millequattrocento e qualcosa, anno della scimmmia o del cinghiale, l\u2019unico tempo che riconosciamo \u00e8 quello liberato dalla schiavit\u00f9 dell\u2019uomo sull\u2019uomo, quello del naturale fluire delle stagioni non pi\u00f9 piegate da uno \u201csviluppo\u201d forsennato e distruttivo. Quindi, ora e sempre,\u00a0<strong>dalla Maremma Libertaria che fu di Luciano Bianciardi, il nostro pensiero e solidariet\u00e0 attiva va a tutti i fratelli e compagni incarcerati, ristretti, perseguitati, costretti alla clandestinit\u00e0 , alla fame, alla fuga, a vivere lontani dai propri cari e dal proprio paese, va a tutti coloro che non chinano la testa e non smettono di sognare, lottare, ribellarsi, per una societ\u00e0 senza sfruttati, per una comunit\u00e0 di liberi, uguali, solidali.<\/strong><br \/>\nSognando l\u2019anarchia, dalle colline metallifere, la redazione sparsa per il mondo intero<br \/>\n<strong>Maremma Libertaria<\/strong><\/p>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Appello-12 dicembre- Piccola citt\u00e0- 108 metri- Stella- Claudio Lolli-il 68 in Maremma, un figlio dei fiori non pensa al domani- Volont\u00e8<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2774,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-2766","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-maremma-libertaria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2766","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2766"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2766\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2919,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2766\/revisions\/2919"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2774"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2766"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2766"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2766"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}