{"id":2741,"date":"2017-07-25T15:42:19","date_gmt":"2017-07-25T15:42:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/?p=2741"},"modified":"2021-10-22T11:05:25","modified_gmt":"2021-10-22T11:05:25","slug":"storia-di-un-piccolo-podere-in-maremma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/2017\/07\/25\/storia-di-un-piccolo-podere-in-maremma\/","title":{"rendered":"Storia di un piccolo podere in Maremma"},"content":{"rendered":"<p>Certi luoghi, case,apparentemente fuori da qualunque pretesa storica o turistica, non solo possiedono una sorta di anima, ma trasudano racconti bellissimi di persone che nella Storia sono solo comparse.<br \/>\nIl podere dell\u2019Ente Maremma n.181 viene costruito nel 1955. In quel periodo, durante la riforma agraria del dopoguerra, le case coloniche piccole con una scala esterna, il piano terra destinato a stalla e cantina e il primo piano ad abitazione, spuntano bianche tutte uguali come le margherite in un prato. Ogni podere della riforma agraria diventa propriet\u00e0 del coltivatore diretto solo dopo 30 anni di residenza e lavoro della terra.<br \/>\nIl podere n 181 viene posizionato sulla strada bianca (dal traffico quasi inesistente all\u2019epoca) dell\u2019alta Maremma che proseguendo in direzione nord arriva nella zona geotermica verso Volterra, e a cento metri da un bivio che a destra porta in un km a Niccioleta, villaggio minerario sorto negli anni \u201930,una delle miniere di pirite pi\u00f9 importanti delle Colline Metallifere, tristemente noto per la strage di 83 minatori del giugno 1944 ad opera dei nazi-fascisti.<br \/>\nLa miniera all\u2019epoca \u00e8 ancora ben attiva ed il villaggio \u00e8 abitato da centinaia di minatori con le loro famiglie. Le campagne della zona si stanno spopolando, troppo forte la sirena di un lavoro sicuro e pagato nelle fabbriche o nelle miniere. Nel podere n 181 non c\u2019\u00e8 n\u00e9 energia elettrica n\u00e9 acqua corrente n\u00e9 telefono.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/5.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2745\" title=\"5\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/5-300x209.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"209\" \/><\/a><br \/>\n1966 \u2013 Si gioca a panforte durante una \u201cveglia \u201d al podere (foto di Stefano Pacini)<br \/>\nIl bosco arriva fin sotto le finestre di casa, i campi circostanti pieni di sassi o infestati dai cinghiali. Il coltivatore diretto a cui \u00e8 stato assegnato arriva, constata la situazione, scuote la testa e se ne va, rifiutandolo. Mio padre Bovisio, che sta facendo il fattore nella Tenuta di Mucini della signorina Devoto ( la sorella del grande italianista) a un km di distanza, al bivio per Prata e Massa Marittima, coglie l\u2019occasione e fa domanda per i suoi genitori.<br \/>\nI miei nonni sono mezzadri da una vita nei pressi di Colle Val D\u2019Elsa, ma il proprietario sta vendendo la tenuta, devono trovare a 65 anni suonati una nuova sistemazione. Per fortuna la domanda viene accettata, e quindi Santi e Pia si trasferiscono nella primavera del \u201956, dopo la grande nevicata e gelata che ha distrutto tutti gli ulivi in Toscana e svuotato molti poderi.<br \/>\nMio nonno non si perde d\u2019animo e pianta di nuovo una piccola oliveta. Intanto Il podere viene battezzato come da tradizione locale col nome del primogenito. Nel nostro caso mia sorella, nata a Sticciano nel \u201951 dove mio padre, che aveva nel frattempo sposato nella Montagnola senese Marisa nel \u201949, esercitava da quando si era trasferito in Maremma con mia madre in cerca di terra propria da coltivare e fortuna.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/frontierenews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/fienile.jpg?resize=707%2C500\" alt=\"\" width=\"707\" height=\"500\" \/>1974 \u2013 Amici giocano nel fienile (foto di Stefano Pacini)<br \/>\nInvano la mia nonna materna Beppina lo aveva ammonito con una strofa dantesca del V canto del Purgatorio \u201cricorditi di me che son la Pia\/ Siena mi fe\u2019, disfecemi Maremma ! \u201c Nasce perci\u00f2 il podere \u201cS. Patrizia\u201d che confina con i poderi dell\u2019Ente Maremma \u201cS.Lorenzo\u201d e \u201cS.Giorgio\u201d delle famiglie Radi. Quell\u2019autunno del \u201956 nasco (in casa con la levatrice,non in ospedale) anch\u2019io e la famiglia \u00e8 al completo. Intanto mio padre ha rimesso a posto una jeep e un rimorchio lasciati dagli americani a Mucini durante il passaggio del fronte, e con dei candelotti di dinamite rinvenuti in una cassa fa saltare i massi per spianare l\u2019aia intorno casa.<br \/>\nCon i vicini i rapporti sono di mutua assistenza: viene comperata insieme una pressatrice per il fieno e usata a turno. Viene anche convocato un rabdomante che scova una falda d\u2019acqua e tutti insieme tiriamo su un pozzo con la girante a vento che comanda la pompa, senza bisogno di pompe elettriche. L\u2019acqua va in un deposito che abbiamo scavato nel bosco e per caduta raggiunge i tre poderi.<br \/>\nMia madre intanto, seconda donna in paese, ha preso la patente per auto e camion, e aperto nel 1961 un emporio di ferramenta e generi vari stile Far West nel corso principale di Massa Marittima. Viene subito soprannominata, per il mestiere di mio padre e l\u2019energia tutta sua, \u201cla Fattora\u201d. Personaggio notevole sicuramente, se ancora oggi in zona pi\u00f9 che con il mio nome o soprannome giovanile (Paco) molti si ricordano di me come \u201cil figlio della Fattora\u201d.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/frontierenews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/IMG_5526-bnb.jpg?resize=970%2C646\" alt=\"\" width=\"970\" height=\"646\" \/>1956 \u2013 La prima trebbiatura sull\u2019aia<br \/>\nIntanto il podere si allarga: nascono una stalla (di cui conservo ancora le lavagnette con i nomi delle mucche che mio nonno chiamava e comandava come cagnolini ad una ad una: Alba, Unire, Tenebrosa, Tinca, Uva\u2026) ed un fienile in muratura oltre al pollaio e al castro dei maiali. Ci sono rattoni talmente grossi che spesso i gatti si danno alla fuga e le trappole normali vengono distrutte.<br \/>\nIn casa d\u2019estate mia nonna spara il\u00a0<em>ddt<\/em> con una pompetta a stantuffo e le mosche cadono a centinaia, noi incredibilmente sopravviviamo. I cinghiali che irrompono nell\u2019orto e nei campi vengono presi a fucilate dalle finestre di casa da amici cacciatori, notte e giorno, noi ragazzi ci divertiamo durante queste sparatorie pi\u00f9 che a vedere \u201cMezzogiorno di fuoco\u201d.<br \/>\nMa il piatto principale rimane la panzanella ,e i prodotti dell\u2019orto, poi il maiale che uccidiamo e trattiamo in cantina a gennaio. Mio padre fotografa spesso e volentieri con una piccola Ferrania e d\u2019agosto partiamo tutti con una Fiat 1100 per raggiungere avventurosamente qualche giorno le Dolomiti nonostante che i nostri amici andassero in lambretta o bus al vicino mare di Follonica.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/frontierenews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/15.jpg?resize=400%2C593\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"594\" \/>1921 \u2013 I nonni paterni Santi e Pia, ritratti il giorno delle nozze a Colle Val d\u2019Elsa<br \/>\nNel 1970 viene aggiunta una stanza ed un terrazzo coperto esterno. La sera d\u2019estate nel buio quasi assoluto con la luce fioca delle lampade a petrolio mio padre ci porta fuori a guardare le stelle, ci insegna le costellazioni mentre un mare di lucciole ci fanno il solletico. Conclude sempre la serata con una dichiarazione netta \u201d c\u2019\u00e8 da perderci il capo !\u201d Finalmente nel 1973 l\u2019Enel allaccia a noi e ai poderi dei Radi la corrente elettrica.<br \/>\nDivento perito tecnico minerario ma rimango a lavorare la terra, che mio padre ha messo su dal niente 4 ettari di vigna, perdendoci la salute. Mia sorella si sposa nel \u201977 e va a vivere in Calabria, gli nascono i figli Massimiliano ed Alessia.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/frontierenews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/024.jpg?resize=970%2C647\" alt=\"\" width=\"970\" height=\"647\" \/>1960 \u2013 La stalla del podere con vitelli vari (foto di Bovisio Pacini, padre dell\u2019autore)<br \/>\nD\u2019estate ci vengono a trovare e il podere negli anni \u201980 diventa affollato e pieno di vita come durante le trebbiature degli anni \u201960. Perch\u00e8 nel 1980 avvengono i cambiamenti pi\u00f9 grandi: le tettoie aperte a sinistra della scala diventano due garage, il tetto di una di queste un grande terrazzo aperto al primo piano, e la cantina e i granai del piano terra un appartamento che abiter\u00f2, che mi sono appena sposato e all\u2019epoca ancora lavoro nel podere, producendo uva, fieno, grano, olio.<br \/>\nNel 1982 nasce mio figlio Emiliano, nel 1985 Raffaello. I miei nonni non ci sono pi\u00f9 e mio padre li seguir\u00e0 prematuramente nel 1993. Intanto sono diventato fotografo a tutti gli effetti, ho fatto della passione che mi aveva trasmesso Bovisio un mestiere. Nel frattempo pianto una nuova piccola oliveta dopo che la gelata del 1985 aveva distrutto la precedente di mio nonno.<br \/>\nIl lavoro mi porta spesso a Siena, divento un pendolare, viaggio spesso anche all\u2019estero, e i miei figli dopo le scuole prendono la via dell\u2019Europa. Le miniere sono tutte chiuse, le fabbriche agonizzano, in campagna c\u2019\u00e8 posto solo per grosse tenute o agriturismi con piscina per compiacere turisti che hanno una immagine stereotipata da cartolina della Toscana. \u201cFinir\u00e0 che ve ne dovrete andare o diventare delle comparse da film\u201d aveva previsto profetico negli ultimi tempi Bovisio.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/frontierenews.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/MG_2530-c.jpg?resize=970%2C646\" alt=\"\" width=\"970\" height=\"646\" \/>2006 \u2013 cinquanta anni dopo (foto di Stefano Pacini)<br \/>\nNel 2008 \u00e8 il turno di mia madre: le ultime parole della \u201cFattora\u201d sono di affetto e ammirazione per i nipoti che la rendevano felice e di sgomento per un mondo sempre pi\u00f9 egoista. La casa viene messa in vendita, non c\u2019\u00e8 lavoro in zona, ma l\u2019ho abitata solitario sino all\u2019ultimo, diventer\u00e0 un agriturismo a cura di nuovi proprietari. Il digitale ha ucciso la vecchia fotografia: adesso lavoro pi\u00f9 in campagna come bracciante che come fotografo, ma nel senese, non in Maremma. Gira gira sono ritornato nei luoghi di origine dei miei nonni, non so bene se come ultimo dei moicani della epopea contadina familiare o come vendicatore della Pia dei Tolomei.<\/p>\n<hr \/>\n<p>La storia di questo podere e della mia famiglia tutto sommato rispecchia la storia del nostro Paese: grandi slanci, speranze, entusiasmi e delusioni, fra tanta fatica e lavoro ininterrotto. Dalla ricostruzione al boom economico degli anni \u201960, e ancora la modernit\u00e0, il benessere e l\u2019arricchimento che parevano mai terminare di fine secolo, l\u2019avvento del digitale nel terzo millennio e la grande crisi degli ultimi anni, la diaspora dei nostri figli in cerca di lavoro e fortuna altrove, la scomparsa dei pionieri che avevano creduto in una vita migliore per la loro discendenza. Adesso per questa casa inizia una nuova storia, una nuova vita, ha ancora un\u2019altra opportunit\u00e0, circondata da bosco e cinghiali, che alla fine l\u2019hanno avuta vinta, sempre sotto quel tetto di stelle e in mezzo alle ultime lucciole.<br \/>\n<em><strong>Stefano Pacini, giugno 2017 \u00a0(Frontierenews.it )<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La storia di questo podere e della mia famiglia tutto sommato rispecchia la storia del nostro Paese: grandi slanci, speranze, entusiasmi e delusioni, fra tanta fatica e lavoro ininterrotto.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2929,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"class_list":["post-2741","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-scritti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2741","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2741"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2741\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2841,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2741\/revisions\/2841"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2929"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2741"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2741"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2741"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}