{"id":2699,"date":"2017-06-18T22:30:47","date_gmt":"2017-06-18T22:30:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/?p=2699"},"modified":"2021-10-23T19:26:53","modified_gmt":"2021-10-23T19:26:53","slug":"maremma-libertaria-n-23","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/2017\/06\/18\/maremma-libertaria-n-23\/","title":{"rendered":"Maremma Libertaria n 23"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/images1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2701\" title=\"images\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/images1.png\" alt=\"\" width=\"378\" height=\"53\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/mas1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"mas1\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/mas1-300x201.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"201\" \/><\/a><\/p>\n<h3><strong>Mala tempora<\/strong><\/h3>\n<p>Ho provato a riassumere questi mesi. Ma non trovo pi\u00f9 nemmeno le parole. Ovunque deserti colmi di grida, starnazzi, insulti privi di ogni logica che non sia quella della sopraffazione, dell&#8217;umiliazione, della guerra tra poveri, dell&#8217;avanzare di un fascismo ignaro persino di s\u00e8. E quello che era un movimento antagonista chiuso in se stesso, frammentato, alla deriva, spesso ostaggio di sirene elettorali e caudilli alla De Magistris. Tempi grami, pessimi. Mi affido allora alle righe di una mia amica che scrive: &#8220;Forse a questo punto non mi stupisce nulla in generale. Non c&#8217;\u00e8 solidariet\u00e0 tra i popoli, non c&#8217;\u00e8 solidariet\u00e0 tra insegnanti, tra madri, tra operai, tra ferrovieri, non c&#8217;\u00e8 solidariet\u00e0 spesso neppure tra i migranti stessi. &#8220;Chi ha pi\u00f9 testa la usi&#8221; mi ripete sempre una delle mie amiche pi\u00f9 care e trovo sia la cosa migliore che si possa dire. <strong>Chi ha pi\u00f9 testa continui a non abbassarla mai, continui a lottare, chi ha pi\u00f9 testa non ceda alle lusinghe della lamentazione o della rassegnazione. Chi ha pi\u00f9 testa sia orgoglioso di usarla ogni giorno e non abbia paura di essere fedele a se stesso.&#8221; Non chiniamo la testa. Mai.<\/strong> (S.E.P.)<br \/>\n<strong>Addio Lugano bella<\/strong>&#8230;.Les anarchistes<br \/>\n<a href=\"http:\/\/https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=MUjuuIIGh0w\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=MUjuuIIGh0w<\/a><\/p>\n<div id=\"js_5\"><strong>17 giugno, Marco Dinoi &#8220;Ti do i miei occhi di un tempo fa&#8221;<\/strong><br \/>\nStasera avrei dovuto essere qui a discutere del libro di Marco Dinoi finalmente arrivato in porto. Ma un lutto mi ha trattenuto in Maremma. Questo \u00e8 allora l&#8217;intervento scritto che ho mandato.<br \/>\n&#8220;Cerco di rimediare alla mia assenza fisica con questo intervento scritto, conscio del fatto che non avr\u00e0 mai l&#8217;intensit\u00e0 emotiva e lo svolgimento a braccio che gli avrei potuto dare in presa diretta.<br \/>\nCercate di fare uno sforzo, con la fantasia, con l&#8217;intonazione e la vibrazione stessa delle parole che vi mando.<br \/>\nHo seguito passo passo la nascita del progetto prima, e del libro poi. E&#8217; una emozione forte quella di vederlo finalmente alle stampe. Un libro che ci corre incontro, abbraccia persino. Non \u00e8 un libro come tanti altri. Come Marco non lo \u00e8.<br \/>\nNon \u00e8 un libro facile o conciliante. Neppure Marco.<br \/>\nScusate il mio parziale e modesto punto di vista, non sono un intellettuale di professione, ma un bracciante agricolo e anche un reporter, un fotografo, &#8220;un antrografo&#8221; come mi disse una volta Marco scherzando, mischiando antropologo e fotografo. Ma ci tengo a dirvi la mia, lo devo a Marco.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/dinoi-bn.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2728\" title=\"dinoi-bn\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/dinoi-bn-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a><br \/>\nVedete, questo libro, da subito, ha un sacco di meriti.<br \/>\nHa riunito qui, e riunir\u00e0 prossimamente in altri luoghi, in primis all&#8217;Universit\u00e0 di Siena, tante persone che hanno conosciuto, incontrato, vissuto, litigato, voluto bene a Marco.<br \/>\nNon \u00e8 n\u00e8 poco n\u00e8 scontato, in tempi grami, siccitosi di sentimenti e predisposti all&#8217;oblio.<br \/>\nHa riunito per molto tempo, su e gi\u00f9 per l&#8217;Italia tutta, tante persone che si sono accalorate sul progetto, sul modo di far nascere questo libro. E che si sono poste tante volte la domanda: \u00e8 giusto quello che facciamo, che avrebbe detto Marco?<br \/>\nNon so quello che avrebbe detto Marco, so per\u00f2, l&#8217;ho sentito fortemente, che Marco era l\u00ec in quelle serate e nottate senza fine mentre scorrevamo le sue foto ed i suoi appunti.<strong> Era l\u00ec perch\u00e8 semplicemente ognuno di noi ha oramai un po&#8217; di Marco dentro di s\u00e8, e questo alla fine tra mille dubbi e ripensamenti ci ha comunque fatti arrivare in porto. Al libro che state sfogliando in questo momento.<\/strong><br \/>\nTrovo questo, di per s\u00e8, straordinario. Non ci pu\u00f2 purtroppo colmare il vuoto immenso che ci ha lasciato, ma aiutare a ripensare, attraverso i suoi appunti, scritti e fotografici, un tempo, un modo, una vita, questo s\u00ec.<br \/>\nE&#8217; un libro splendido, \u00e8 un taccuino, \u00e8 un grumo di passato che ci parla, ci stura le orecchie.<br \/>\nOgni volta che Marco tirava la leva per ricaricare la macchina fotografica, tratteneva il respiro e sorrideva immaginando il risultato. Non ci sono mai fotografie estetizzanti, cartoline vuoto a perdere. <strong>Marco domanda anche quando scatta un bianco e nero nella piazza qui vicina, oppure a New York, oppure in Palestina,il taglio, la curiosit\u00e0 la delicatezza \u00e8 la stessa. E&#8217; il mondo che entra e fluisce in noi attraverso il suo sguardo. E&#8217; quella vita che lo pervade tutto, che ci comunica con le sue passioni, studi, insegnamenti, viaggi, fotografie, progetti. E ancora nottate a discuterne il senso, a scambiarsi impressioni, frammenti, bellezze. E&#8217; un mosaico fatto di assenze. E&#8217; un fotografare per sottrazione, per indurci a ricercare, colmare, comprendere.<\/strong><br \/>\nLa curiosit\u00e0 della vita e dei suoi meccanismi, gli incontri casuali, il porsi in ascolto. Ricordo una sua mail da Roma, mi descriveva un breve incontro notturno sul metr\u00f2 con un tipo che nello spazio di due sigarette fumate comunque gli aveva squadernato tutta la sua vita. Commentava recriminando di non aver potuto fotografare, mi chiedeva di immaginare le foto non scattate.<br \/>\nEcco, in fondo questo fa il libro che avete tra le mani. Vi chiede uno sforzo ulteriore, quello di immaginare altre foto, altri appunti, altri progetti.<br \/>\nVi chiede di aprire gli occhi, adesso, con le foto di un tempo fa.<br \/>\nCon gli occhi di Marco. Con gli occhi di tutti quelli che hanno ripreso la sua matassa, cercando di sbrogliarla, di tendere questo filo che arriva qui a Manduria stasera, e che non si fermer\u00e0 tanto facilmente, facendo tappa in altre citt\u00e0, ma principalmente, e lo dico senza alcuna retorica, nei nostri cuori sbrecciati e induriti.<strong> E mentre vi scrivo ritorno l\u00ec, a quegli appunti in corsivo vergati sopra a fogli volanti &#8220;Non si sceglie di fare fotografie, di scrivere o di raccontare. Lo si deve fare. Stop.&#8221;<\/strong><br \/>\nGrazie Marco. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato a questo progetto.<br \/>\nUn abbraccio forte.&#8221; (Stefano Pacini)<\/div>\n<div><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/manif-libro.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2702\" title=\"manif-libro\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/manif-libro-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" \/><\/a><\/div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"js_5\"><strong>Chiedetelo a noi cosa \u00e8 stato, cosa \u00e8 il fascismo <\/strong><br \/>\nChiedetelo a Niccioleta cosa \u00e8 stato il fascismo<strong>.Come &#8220;hanno difeso la patria, gli italiani&#8221; massacrando 83 minatori disarmati che volevano salvare il loro lavoro, le loro famiglie&#8230; chiedetelo a Massa Marittima dove trucidarono Norma Parenti, se volete vi porteremo a vedere, conoscere .<\/strong>.&#8221;perch\u00e9 i nazisti ammazzarono quei minatori in un lontano giugno del 1944? Il fronte stava per passare. Il tonfo delle bombe sganciate dagli aerei americani era sempre pi\u00f9 incalzante, la contraerea tedesca sembrava un motore inceppato. I nazisti apparivano di tanto in tanto, pronti alla fuga eppure pericolosi, come cani mordaci. Stavano perdendo ma volevano portarsi dietro quei poveracci, perch\u00e9 non gioissero della loro disfatta. Perch\u00e9 quando uno sparuto gruppo di partigiani il 9 giugno 1944 aveva occupato Niccioleta e disarmato i carabinieri, i minatori li avevano accolti a braccia aperte, per poi togliere il sughero agli ultimi fiaschi di vino acetato rimasti in paese. Ma i fascisti locali non erano stati aggrediti: erano solo andati a fuoco in piazza divise e gagliardetti. Piccoli episodi che avvenivano ovunque, col fronte distante poche decine di chilometri, quando ormai chi poteva si convertiva per guadagnare rapidi certificati d\u2019antifascismo: lo sapeva bene anche il direttore delle miniere, che cominci\u00f2 a regalare dinamite ai partigiani di Gerfalco. Niente, rispetto al numero dei morti, alle bastonature e ai litri di olio di ricino che le squadre nere avevano imposto in quelle stesse terre, metallifere e quindi refrattarie al potere in maniera tellurica. Eppure l\u2019odio ha radici pi\u00f9 profonde dei pozzi di pirite. Qualcuno dei neri abbandona il paese di soppiatto per vendicarsi. Il messaggio di morte raggiunge un comando di polizia misto, formato da fascisti repubblichini italiani e nazisti. Arrivano da Sansepolcro per consolidare le linee nell\u2019imminenza dello scontro con gli alleati e fanno tappa nell\u2019Alta Val di Cecina per fronteggiare le azioni dei partigiani. All\u2019alba del 13 giugno accerchiano il villaggio minerario di Niccioleta. Nella caserma a fare la guardia armata al paese ci sono proprio i fratelli Torlai. I nazifascisti disarmano, picchiano, minacciano, perquisiscono. Poi trovano una lista con l\u2019elenco dei minatori che si sono organizzati, armi alla mani, per difendere le miniere e il paese, in vista di un sabotaggio dei nazisti in fuga. In realt\u00e0 non \u00e8 con due fucili da cinghiale che ci si pu\u00f2 opporre ai nazisti. Il loro \u00e8 un modo per dire ci siamo, stiamo difendendo le nostre case, abbiamo issato la bandiera rossa, poi la bianca, perch\u00e9 non vogliam pi\u00f9 bombe, perch\u00e9 siam liberi. Torlai \u00e8 in quella lista il cognome che si ripete pi\u00f9 volte. Ma il colpo di coda del drago ferito \u00e8 pericoloso. Radunano gli uomini. Vecchi odi riesplodono e alimentano nuove paure. Nel forno del paese si sentono ceffoni, urla e poi dei colpi d\u2019arma da fuoco. Hanno ammazzato i primi minatori, quelli che in tasca avevano un fazzoletto rosso. Gli altri li mettono in coda. Se li portano via. Forse in Germania, forse a scavare trincee verso Larderello, chiss\u00e0. I bambini danno l\u2019ultimo abbraccio ai padri, le donne preparano un tascapane, quasi scendessero in miniera. I nazifascisti hanno detto cibo per tre giorni. Torneranno presto? Li radunano in un teatro a Castelnuovo Val di Cecina. Interrogano, dividono come si fa con le bestie.<strong> C\u2019\u00e8 il gruppo dei vecchi e quello dei giovani. Nel mezzo, quello pi\u00f9 folto degli adulti. Un ragazzo di 21 anni chiede di andare col padre nel gruppo degli adulti. Con un sorriso i nazifascisti acconsentono. Non \u00e8 compassione umana, \u00e8 il male: quello \u00e8 il gruppo dei condannati. Un fascista locale riceve un ordine: pu\u00f2 salvarne sei. Ma lui sa contare solo fino a due: prende uno che non era \u201cpolitico\u201d e un altro, forse un amico, a un terzo sputa in faccia.<\/strong> Verso le sette di sera del 14 giugno, quando il sole ancora non vuol calare e la natura splende di bellezza, 77 minatori sono spinti fuori dal paese, verso un vallino in discesa, sormontato da tubi rumorosi pieni di vapore. Le mitragliatrici sono gi\u00e0 pronte. La raffica, poi, diligente, il colpo di grazia. <strong>Pochi giorni dopo l\u2019eccidio, quando il villaggio \u00e8 gi\u00e0 sotto la protezione dalle truppe americane, un cavallo azzoppato entra a Niccioleta. I bambini, orfani dei padri, gli danno da bere. \u00abLui\u00bb dicono, \u00ab\u00e8 il nostro cavallo\u00bb. Ma i grandi ribattono che non ce la pu\u00f2 fare: va abbattuto. Un bambino si impunta, la mamma lo porta via. Un soldato americano avvicina la pistola alla testa della povera bestia. Risuona un colpo. Il bambino piange abbracciando le gambe della madre. Lei, inebetita, sussurra: \u00abCos\u00ec hanno ammazzato il tuo babbo\u00bb.<\/strong> ( da un articolo per Repubblica di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/alberto.prunetti?fref=mentions\">Alberto Prunetti<\/a>, la foto dei funerali dei minatori \u00e8 di <strong>Corrado Banchi.<\/strong> Quel bambino era, \u00e8, <strong>Bruno Travaglini. Se potete leggete il suo libro &#8220;un luogo, un tempo&#8221; <\/strong>struggente racconto dal punto di vista di un bambino della miniera, dell&#8217;arrivo della guerra, della strage..)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/donne_niccioleta.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2703\" title=\"donne_niccioleta\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/donne_niccioleta-300x184.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"184\" \/><\/a><\/div>\n<div>Ultime gradite pubblicazioni sulla strage di Niccioleta nella collana almeno un euro di Stampa Alternativa<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/dick.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2704\" title=\"dick\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/dick-300x201.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"201\" \/><\/a><\/div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><strong>&#8220;Il tempo corre e fluisce e solo la nostra morte riesce a raggiungerlo. La fotografia \u00e8 una mannaia che nell&#8217;eternit\u00e0 coglie l&#8217;istante che l&#8217;ha abbagliata&#8221;<\/strong> H.C.B.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/trio-lago.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2705\" title=\"trio-lago\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/trio-lago-300x268.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"268\" \/><\/a><br \/>\nla foto \u00e8 di Gianpaolo Sfondrini, Lago dell&#8217;Accesa, estate 1978, da sinistra Claudio, Eros, Giorgio<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/cl.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2706\" title=\"cl\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/cl-194x300.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"300\" \/><\/a><br \/>\nClaudio, Mucini, 1975<\/p>\n<p><strong>Una storia quasi soltanto mia<\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #1d2129;\"><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;\">Certi luoghi, case,apparentemente fuori da qualunque pretesa storica o turistica, non solo possiedono una sorta di anima, ma trasudano racconti bellissimi di persone che nella Storia sono solo comparse.<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #1d2129;\"><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;\"><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18740006_1418247378261419_8140297509650371967_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2709\" title=\"18740006_1418247378261419_8140297509650371967_n\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/18740006_1418247378261419_8140297509650371967_n-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a><br \/>\n<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #1d2129;\"><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;\">Il podere dell&#8217;Ente Maremma n.181 viene costruito nel 1955. In quel periodo, durante la riforma agraria del dopoguerra, le case coloniche piccole con una scala esterna, il piano terra destinato a stalla e cantina e il primo piano ad abitazione,spuntano bianche tutte uguali come le margherite in un prato. Ogni podere della riforma agraria diventa propriet\u00e0 del coltivatore diretto solo dopo 30 anni di residenza e lavoro della terra. Il podere n 181 viene posizionato sulla strada bianca (dal traffico quasi inesistente all&#8217;epoca) dell&#8217;alta Maremma che proseguendo in direzione nord arriva nella zona geotermica verso Volterra,e a cento metri da un bivio che a destra porta in un km a Niccioleta,villaggio minerario sorto negli anni &#8217;30,una delle miniere di pirite pi\u00f9 importanti delle Colline Metallifere,tristemente noto per la strage di 83 minatori del giugno 1944 ad opera dei nazi-fascisti. La miniera all&#8217;epoca \u00e8 ancora ben attiva ed il villaggio \u00e8 abitato da centinaia di minatori con le loro famiglie. Le campagne della zona si stanno spopolando, troppo forte la sirena di un lavoro sicuro e pagato nelle fabbriche o nelle miniere. <strong>Nel podere n 181 non c&#8217;\u00e8 n\u00e9 energia elettrica n\u00e9 acqua corrente n\u00e9 telefono. Il bosco arriva fin sotto le finestre di casa, i campi circostanti pieni di sassi o infestati dai cinghiali. Il coltivatore diretto a cui \u00e8 stato assegnato arriva, constata la situazione, scuote la testa e se ne va,<\/strong><\/span><\/span><strong><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; color: #1d2129;\">rifiutandolo.<\/span><\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/5.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2710\" title=\"5\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/5-300x209.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"209\" \/><\/a><br \/>\n<span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; color: #1d2129;\"> Mio padre Bovisio, che sta facendo il fattore nella Tenuta di Mucini della signorina Devoto ( la sorella del grande italianista) a un km di distanza, al bivio per Prata e Massa Marittima, coglie l&#8217;occasione e fa domanda per i suoi genitori. I miei nonni sono mezzadri da una vita nei pressi di Colle Val D&#8217;Elsa,ma il proprietario sta vendendo la tenuta, devono trovare a 65 anni suonati una nuova sistemazione. Per fortuna la domanda viene accettata, e quindi <strong>Santi e Pia si trasferiscono nella primavera del &#8217;56, dopo la grande nevicata e gelata che ha distrutto tutti gli ulivi in Toscana e svuotato molti poderi. Mio nonno non si perde d&#8217;animo e pianta di nuovo una piccola oliveta.<\/strong> Intanto Il podere viene battezzato come da tradizione locale col nome del primogenito. Nel nostro caso mia sorella, nata a Sticciano nel &#8217;51 dove mio padre, che aveva nel frattempo sposato nella Montagnola senese Marisa nel &#8217;49, esercitava da quando si era trasferito in Maremma con mia madre in cerca di terra propria da coltivare e fortuna. Invano la mia nonna materna Beppina lo aveva ammonito con una strofa dantesca del V canto del Purgatorio \u201cricorditi di me che son la Pia\/ Siena mi fe&#8217;, disfecemi Maremma ! \u201c Nasce perci\u00f2 il podere \u201cS. Patrizia\u201d che confina con i poderi dell&#8217;Ente Maremma \u201cS.Lorenzo\u201d e \u201cS.Giorgio\u201d delle famiglie Radi. Quell&#8217;autunno del &#8217;56 nasco (in casa con la levatrice,non in ospedale) anch&#8217;io e la famiglia \u00e8 al completo.<strong> Intanto mio padre ha rimesso a posto una jeep e un rimorchio lasciati dagli americani a Mucini durante il passaggio del fronte, e con dei candelotti di dinamite rinvenuti in una cassa fa saltare i massi per spianare l&#8217;aia intorno casa.<\/strong><\/span><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/IMG_5526-bn-b.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2711\" title=\"img_5526-bn-b\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/IMG_5526-bn-b-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; color: #1d2129;\"> Con i vicini i rapporti sono di mutua assistenza: viene comperata insieme una pressatrice per il fieno e usata a turno. Viene anche convocato un rabdomante che scova una falda d&#8217;acqua e tutti insieme tiriamo su un pozzo con la girante a vento che comanda la pompa, senza bisogno di pompe elettriche. L&#8217;acqua va in un deposito che abbiamo scavato nel bosco e per caduta raggiunge i tre poderi. Mia madre intanto, seconda donna in paese,ha preso la patente per auto e camion,e aperto nel 1961 un emporio di ferramenta e generi vari stile Far West nel corso principale di Massa Marittima. Viene subito soprannominata, per il mestiere di mio padre e l&#8217;energia tutta sua, \u201cla Fattora\u201d. Personaggio notevole sicuramente,se ancora oggi in zona pi\u00f9 che con il mio nome o soprannome giovanile (Paco) molti si ricordano di me come \u201cil figlio della Fattora\u201d. Intanto il podere si allarga: nascono una stalla (di cui conservo ancora le lavagnette con i nomi delle mucche che mio nonno chiamava e comandava come cagnolini ad una ad una: Alba, Unire, Tenebrosa, Tinca, Uva&#8230;) ed un fienile in muratura oltre al pollaio e al castro dei maiali. Ci sono rattoni talmente grossi che spesso i gatti si danno alla fuga e le trappole normali vengono distrutte.<strong> In casa d&#8217;estate mia nonna spara il ddt con una pompetta a stantuffo e le mosche cadono a centinaia, noi incredibilmente sopravviviamo. I cinghiali che irrompono nell&#8217;orto e nei campi vengono presi a fucilate dalle finestre di casa da amici cacciatori, notte e giorno, noi ragazzi ci divertiamo durante queste sparatorie pi\u00f9 che a vedere \u201cMezzogiorno di fuoco\u201d.<\/strong> Ma il piatto principale rimane la panzanella,e i prodotti dell&#8217;orto, poi il maiale che uccidiamo e trattiamo in cantina a gennaio. Mio padre fotografa spesso e volentieri con una piccola Ferrania e d&#8217;agosto partiamo tutti con una Fiat 1100 per raggiungere avventurosamente qualche giorno le Dolomiti nonostante che i nostri amici andassero in lambretta o bus al vicino mare di Follonica. Nel 1970 viene aggiunta una stanza ed un terrazzo coperto esterno. La sera d&#8217;estate nel buio quasi assoluto con la luce fioca delle lampade a petrolio mio padre ci porta fuori a guardare le stelle, ci insegna le costellazioni mentre un mare di lucciole ci fanno il solletico. Conclude sempre la serata con una dichiarazione netta \u201d c&#8217;\u00e8 da perderci il capo !\u201d <strong>Finalmente nel 1973 l&#8217;Enel allaccia a noi e ai poderi dei Radi la corrente elettrica.<\/strong> Divento perito tecnico minerario ma rimango a lavorare la terra, che mio padre ha messo su dal niente 4 ettari di vigna, perdendoci la salute.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; color: #1d2129;\"><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/carro.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2712\" title=\"carro\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/carro-300x194.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"194\" \/><\/a><br \/>\n<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; color: #1d2129;\">Mia sorella si sposa nel &#8217;77 e va a vivere in Calabria, gli nascono i figli Massimiliano ed Alessia. D&#8217;estate ci vengono a trovare e il podere negli anni &#8217;80 diventa affollato e pieno di vita come durante le trebbiature degli anni &#8217;60. Perch\u00e8 nel 1980 avvengono i cambiamenti pi\u00f9 grandi: le tettoie aperte a sinistra della scala diventano due garage, il tetto di una di queste un grande terrazzo aperto al primo piano, e la cantina e i granai del piano terra un appartamento che abiter\u00f2, che mi sono appena sposato e all&#8217;epoca ancora lavoro nel podere, producendo uva, fieno, grano, olio. Nel 1982 nasce mio figlio Emiliano, nel 1985 Raffaello. I miei nonni non ci sono pi\u00f9 e mio padre li seguir\u00e0 prematuramente nel 1993. Intanto sono diventato fotografo a tutti gli effetti, ho fatto della passione che mi aveva trasmesso Bovisio un mestiere.<strong> Nel frattempo pianto una nuova piccola oliveta dopo che la gelata del 1985 aveva distrutto la precedente di mio nonno.<\/strong> Il lavoro mi porta spesso a Siena, divento un pendolare,viaggio spesso anche all&#8217;estero,e i miei figli dopo le scuole prendono la via dell&#8217;Europa. Le miniere sono tutte chiuse, le fabbriche agonizzano, <strong>in campagna c&#8217;\u00e8 posto solo per grosse tenute o agriturismi con piscina per compiacere turisti che hanno una immagine stereotipata da cartolina della Toscana. \u201cFinir\u00e0 che ve ne dovrete andare o diventare delle comparse da film\u201d aveva previsto profetico negli ultimi tempi Bovisio. <\/strong>Nel 2008 \u00e8 il turno di mia madre: le ultime parole della \u201cFattora\u201d sono di affetto e ammirazione per i nipoti che la rendevano felice e di sgomento per un mondo sempre pi\u00f9 egoista. La casa viene messa in vendita,non c&#8217;\u00e8 lavoro in zona, ma l&#8217;ho abitata solitario sino all&#8217;ultimo, diventer\u00e0 un agriturismo a cura di nuovi proprietari. Il digitale ha ucciso la vecchia fotografia: adesso lavoro pi\u00f9 in campagna come bracciante che come fotografo, ma nel senese, non in Maremma. <strong>Gira gira sono ritornato nei luoghi di origine dei miei nonni, non so bene se come ultimo dei moicani della epopea contadina familiare o come vendicatore della Pia dei Tolomei.<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; color: #1d2129;\">La storia di questa podere e della mia famiglia tutto sommato rispecchia la storia del nostro Paese: grandi slanci, speranze, entusiasmi e delusioni, fra tanta fatica e lavoro ininterrotto. Dalla ricostruzione al boom economico degli anni &#8217;60, e ancora la modernit\u00e0,il benessere e l&#8217;arricchimento che parevano mai terminare di fine secolo, l&#8217;avvento del digitale nel terzo millennio e la grande crisi degli ultimi anni, la diaspora dei nostri figli in cerca di lavoro e fortuna altrove, la scomparsa dei pionieri che avevano creduto in una vita migliore per la loro discendenza.<strong> Adesso per questa casa inizia una nuova storia, una nuova vita, ha ancora un&#8217;altra opportunit\u00e0, circondata da bosco e cinghiali, che alla fine l&#8217;hanno avuta vinta,<\/strong>sempre sotto quel tetto di stelle e in mezzo alle ultime lucciole.<\/span><br \/>\n( Erasmo<span style=\"font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; color: #1d2129;\">, giugno 2017)<\/span><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/15.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2713\" title=\"15\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/15-202x300.jpg\" alt=\"\" width=\"202\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Dialoghi captati in strada,Siena<\/strong>. Signora di una certa et\u00e0 a signora giovane: &#8220;eh cara, s\u00ec, \u00e8 un peccato dover gettare il cibo avanzato, io lo darei anche ai poveri, a tutti questi&#8230;questi qui (indica vagamente un gruppo di migranti) ma come si fa? E poi venissero a bussare a casa e dicessero: ho fame, ecco allora&#8230;&#8221; La signora giovane annuisce, prova a far notare che forse si vergognano e che comunque ci sono le mense per i poveri, ma l&#8217;altra non l&#8217;ascolta nemmeno e tira dritto &#8221; e invece questi negri che non sono pi\u00f9 nemmeno negri stanno tutto il giorno a parlare al telefonino ! &#8221; (della serie: non ci sono pi\u00f9 nemmeno i negri di una volta, uffa !)<br \/>\nLa ferocia, la violenza verbale e fisica rivolta costantemente verso i poveri, gli ultimi e i diseredati \u00e8 la pi\u00f9 grande vergogna di questi anni bestiali.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/uma.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2707\" title=\"uma\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/uma-216x300.jpg\" alt=\"\" width=\"216\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p>Per chi non la conoscesse<strong> Radio Cane<\/strong><br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/http:\/\/www.radiocane.info\/vexata-quaestio\/\">http:\/\/www.radiocane.info\/vexata-quaestio\/<\/a><\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/MaronnaIngrandita.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2720\" title=\"maronnaingrandita\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/MaronnaIngrandita-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a><br \/>\n<strong><br \/>\n<\/strong><br \/>\nC\u2019era una volta un paese in Basilicata che si chiamava Salvia dove era nato un uomo:<strong> Giovanni Passannante.<\/strong><br \/>\nNel 1878 con un coltellino con una lama di quattro dita cerc\u00f2 di uccidere il re Umberto I di Savoia. Condannato a morte la pena gli fu convertita in ergastolo mentre sua madre e i suoi fratelli furono immediatamente internati nel manicomio di Aversa. Passannante fu rinchiuso in una torre sull\u2019isola d\u2019Elba in una cella senza finestre sotto il livello del mare dove fu isolato per dieci anni. Si ammal\u00f2, cominci\u00f2 a cibarsi dei propri escrementi. Anni dopo fu trasferito in un manicomio criminale dove mor\u00ec nel 1910. <strong>Grazie alle teorie del Lombroso al cadavere fu tagliata la testa. Il cranio e il cervello esposti nel Museo Criminologico di Roma dove sono stati \u201cammirati\u201d per quasi un secolo.<\/strong><br \/>\n<strong>Film completo su Passannante \u00a0 <a href=\"http:\/\/https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=8kDkd-xhcWc\"> https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=8kDkd-xhcWc<\/a><\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Giovanni_passannante.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2719\" title=\"giovanni_passannante\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Giovanni_passannante-196x300.jpg\" alt=\"\" width=\"196\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>&#8220;L&#8217;utopia accende una stella nel cielo della dignit\u00e0 umana, ma ci costringe a navigare in un mare senza porti.&#8221;<\/strong> Ottanta anni fa l&#8217;anarchico Camillo Berneri veniva assassinato con Francesco Bertini dai sicari stalinisti nella Barcellona rivoluzionaria. Tesi a stroncare il fervore rivoluzionario, riuscirono cos\u00ec anche ad affossare la repubblica spagnola.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/cam.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2708\" title=\"cam\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/cam-300x224.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"224\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/semi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2739\" title=\"semi\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/semi-223x300.jpg\" alt=\"\" width=\"223\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<h2>Sui misfatti del lavoro<\/h2>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div>\n<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/finimondo.org\/sites\/default\/files\/0e1d24e6e5c9647942f0e039a4d525bec2134000_m.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"122\" \/><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<h5>Attila Toukkour<\/h5>\n<div>\u00abLavoro: una delle operazioni attraverso cui A accumula beni per B\u00bb<\/div>\n<div><em>Ambrose Bierce<\/em>, &#8220;Dizionario del Diavolo&#8221;<\/div>\n<div>Contrariamente ad una idea diffusa ad arte dai centri di condizionamento dello spettacolo moderno, il lavoro non \u00e8 una catastrofe naturale. \u00c8 un male sociale, il cui falso rimedio, la disoccupazione, fa peggiorare il cattivo stato del paziente e talvolta lo finisce.<\/div>\n<div>Consideriamo per prima cosa le origini del lavoro. <strong>Si sa che in tutte le lingue il termine deriva da strumenti di tortura o che \u00e8 sinonimo di sofferenza, sforzo estenuante, pena ed afflizione. La Bibbia ne fa la punizione divina ed i miti universali parlano di una et\u00e0 dell&#8217;oro originale indenne dall&#8217;obbligo del lavoro.<\/strong><\/div>\n<div>\u00c8 proprio ci\u00f2 che hanno confermato le serie ricerche sulla preistoria condotte da Marshall Sahlins. Il cacciatore-raccoglitore, prima dell&#8217;invenzione dell&#8217;agricoltura, delle classi e dello Stato, non lavorava; si dedicava alle libere attivit\u00e0 dell&#8217;essere umano, che consistevano nel cacciare e raccogliere, mangiare, dormire, godere e viaggiare.<\/div>\n<div>Il lavoro inizia storicamente con il dominio di un uomo sul suo simile, di una classe su un&#8217;altra. Si tratta sempre di una classe improduttiva (preti e possidenti) che condanna al lavoro una classe produttrice e ne accaparra la produzione. Dominio e sfruttamento sono una sola ed unica cosa. Ci\u00f2 che separa la libera attivit\u00e0 dal massacrante lavoro consiste quindi nella accumulazione di frutti dell&#8217;attivit\u00e0 di un individuo che si trova costretto a produrre per qualcuno estraneo alla sua produzione e che se ne appropria.<strong> Il lavoro crea ricchezza, ma quella altrui. Sotto il segno del denaro, oggi non si lavora pi\u00f9 per il re di Prussia, ma per il re del petrolio e quello del Texas!<\/strong><\/div>\n<div><strong>Cos\u00ec il lavoro sanziona il passaggio della libert\u00e0 originale alla schiavit\u00f9, che solo di recente ha fatto posto, per soddisfare le esigenze del commercio mondale (ormai chiamato globalizzazione), alla sua versione aggravata: il salario generalizzato. Gi\u00e0 Nicolas Linguet, filosofo dei Lumi, vedeva nella schiavit\u00f9 salariata un peggioramento dell&#8217;antica schiavit\u00f9.<\/strong><\/div>\n<div>Il lavoro non \u00e8 solo l&#8217;insicurezza sociale; \u00e8 soprattutto il supplizio quotidiano dell&#8217;uomo abbrutito dalla ripetizione di compiti insipidi e alienanti. Lavorare \u00e8 una debolezza quando si pu\u00f2 farne a meno e fare qualcosa di meglio: \u00e8 quanto hanno sostenuto lungo tutta la storia le \u00e9lite intellettuali che disprezzavano il lavoro. Le raffinate civilt\u00e0 dell&#8217;India, della Cina e della Grecia antiche ponevano il lavoro al di sotto di tutto. Gli indigeni delle Antille preferivano, nel Rinascimento, cessare di riprodursi piuttosto che piegarsi al lavoro imposto dagli europei e ancora oggi nello Sri Lankais si mutilano pi\u00f9 volentieri al fine di mendicare piuttosto che subire l&#8217;obbligo del lavoro.<\/div>\n<div>Del resto, tutte le lingue possiedono dei detti che rimettono il lavoro al suo posto, l&#8217;ultimo: \u00abLavorano solo quelli che non sanno fare altro\u00bb dicono i portoghesi, mentre i russi assicurano che \u00ablavorando si diventa pi\u00f9 velocemente gobbi che ricchi\u00bb!<\/div>\n<div>Ai \u00a0giorni nostri \u00e8 la miseria generale generata dal mondo capitalista della produzione forsennata a curvare cos\u00ec sovranamente la schiena dello schiavo moderno sotto questo flagello laborioso. L&#8217;ozio rimane il sogno impossibile del proletario incatenato ad orari estenuanti, sventurato su cui incombe la precariet\u00e0. Il paese pi\u00f9 \u00absviluppato\u00bb, gli USA, ha compiuto un passo in pi\u00f9 nell&#8217;abiezione creando una classe numerosa di\u00a0<em>working poor<\/em>: la massa di coloro che devono sgobbare duro per non morire di fame senza poter sfuggire alla fame.<\/div>\n<div>Infine, il lavoro \u00e8 diventato la causa di tutti i mali che affliggono la societ\u00e0 spacciata per moderna e che si trova ad essere la pi\u00f9 degradante di tutte quelle che si sono susseguite dalla comparsa dell&#8217;uomo sulla terra. \u00c8 al lavoro, ormai non solo inutile ma nocivo, che si deve l&#8217;inquinamento universale del globo terrestre ad opera dei prodotti industriali, chimici, farmaceutici, nucleari, eccetera. L&#8217;avvelenamento generalizzato dovuto al lavoro forsennato degenerato in epidemie che si credevano scomparse e le malattie da prioni sono alcuni tristi esempi. La folle logica del profitto conduce \u00abin modo naturale\u00bb alla pazzia in massa delle mucche altrettanto funestamente che all&#8217;estinzione delle specie animali e vegetali. Sono anche le ricadute del lavorio alienato a rendere l&#8217;acqua imbevibile e l&#8217;aria irrespirabile.<\/div>\n<div>In breve, non \u00e8 l&#8217;ozio ad essere il padre di tutti i vizi, \u00e8 il lavoro ad essere il padre di tutte le decadenze.\u00a0<em>Mens sana in corpore sano<\/em>, l&#8217;antico adagio dei nostri avi che invocano uno spirito sano in un corpo sano non pu\u00f2 concepirsi oggi senza fare appello alle virt\u00f9 della pigrizia.<\/div>\n<div><strong>\u00c8 l&#8217;ozio che ormai occorre riabilitare in maniera urgente, contro coloro che ci derubano del nostro tempo, contro i vampiri che ci assassinano poco alla volta nel nome del mercato e dello Stato. Bisogna considerare l&#8217;ozio come una attivit\u00e0 creatrice, alla stregua della passione della distruzione cara a Bakunin. Per l\u2019irrimediabile nemico di un mondo che ci conduce alla morte con la miseria del lavoro ed il lavoro della miseria, l&#8217;ozio serve nel vero senso della parola la qualit\u00e0 del tempo ritrovato, di un presente che mira a rivalorizzare i piaceri di una vita intensamente vissuta.<\/strong><\/div>\n<div>Morte al lavoro. Facciamola finita con la noia di un mondo laborioso!<\/div>\n<div><em>Calcutta-Bombay<\/em>, 10-13 aprile 2005<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/7.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2718\" title=\"7\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/7-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p>Se non conoscete<strong> <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/alessandro.pagni.58?fref=mentions\">Alessandro Pagni<\/a><\/strong> e i suoi scritti (fotografici) ecco, \u00e8 giunto il momento che cominciate a separare il grano dal loglio<\/p>\n<h6><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Egle-Picozzi-Emiparesi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2731\" title=\"egle-picozzi-emiparesi\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Egle-Picozzi-Emiparesi-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a><\/h6>\n<h6>(foto Egle Picozzi , \u00a0Emiparesi della serie SM &#8211; Sclerosi Multipla )<\/h6>\n<h6>Sono sei anni ormai, lo so dal 2011.<\/h6>\n<h6>Anche se i sintomi risalgono a dicembre dell\u2019anno precedente.<\/h6>\n<p>\u00c8 cominciato tutto con un periodo di frequenti capogiri, sebbene non li abbiano mai associati alla malattia. La sensazione era quella di trovarmi su una barca mentre sta dondolando.<br \/>\nPoi una domenica, dopo aver passato il pomeriggio a giocare con il cane di un amico, si \u00e8 presentato per la prima volta il formicolio alla mano. Credevo dipendesse dal tempo passato a lottare con lui per strappargli di bocca la pallina di gomma preferita, ma la sensazione \u00e8 rimasta, peggiorando progressivamente: ho cominciato a incontrare difficolt\u00e0 nello scrivere, per lavarmi i denti ho dovuto usare l\u2019altra mano, lo stesso per asciugarmi i capelli. E la cosa \u00e8 andata avanti cos\u00ec fino al primo ciclo di cortisone, cinque mesi dopo&#8230;..<br \/>\ncontinua a leggere&#8230; \u00a0\u00a0<a href=\"http:\/\/http:\/\/www.inchiostrovirtuale.it\/sclerosi-multipla-visioni\/\">http:\/\/www.inchiostrovirtuale.it\/sclerosi-multipla-visioni\/<\/a><\/p>\n<h6><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/4.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2732\" title=\"4\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/4-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a><\/h6>\n<p>A proposito di<strong> vaccini,<\/strong> vaccinismo e libert\u00e0, un intervento di <strong>Umanit\u00e0 Nova<\/strong><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Come anarchici,\u00a0non possiamo che essere critici, per altro, rispetto al concetto di libert\u00e0 di scelta, utilizzato da molti convinti no vax, applicato a un soggetto terzo non consapevole quale un neonato e in base a degli assunti di partenza non razionali e non materialmente fondati, sopratutto se giustificata con retoriche familistiche che implicano il concetto di propriet\u00e0 della prole.<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Detto ci\u00f2,\u00a0appare evidente che il decreto Lorenzin faccia acqua da tutte le parti.\u00a0\u00c8\u00a0un decreto, come gi\u00e0 scritto, cretinissimo e ipocrita.<\/p>\n<p><strong>continua a leggere&#8230;<\/strong><br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/http:\/\/www.umanitanova.org\/2017\/06\/11\/mai-la-merce-curera-luomo-e-figuriamoci-se-lo-fara-lo-stato\/\">http:\/\/www.umanitanova.org\/2017\/06\/11\/mai-la-merce-curera-luomo-e-figuriamoci-se-lo-fara-lo-stato\/<\/a><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/guglielm.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2737\" title=\"guglielm\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/guglielm-300x211.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"211\" \/><\/a><br \/>\n<strong>Guglielmo Manenti<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nestor Machno, il cosacco dell&#8217;anarchia<\/strong><br \/>\n<strong>Film completo \u00a0 <a href=\"http:\/\/https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=gzOqhaygpcs\"> https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=gzOqhaygpcs<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/mknonn.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2721\" title=\"mknonn\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/mknonn-300x297.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"297\" \/><\/a><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong>In ricordo di Demetrio Stratos&#8230;..<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/https:\/\/www.youtube.com\/watch?time_continue=1&amp;v=81PMx5ndpnc\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?time_continue=1&amp;v=81PMx5ndpnc<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Demetrio-Stratos.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2722\" title=\"demetrio-stratos\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Demetrio-Stratos-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a><\/p>\n<p>&#8220;Penso agli uomini e alle donne che, oggi in Italia, chiedono l&#8217;elemosina agli angoli delle strade. Penso a quelli che sbarcano dalle navi e lavorano dodici ore al giorno raccogliendo i pomodori del cui gusto sbiadito ci lamentiamo. Penso a chi non ha una casa, agli operai abbandonati dei sindacati, ai ragazzi delle periferie che odiano i poliziotti e, magari, odiano anche gli stranieri. \u00c8 evidente che, per questa gente, non esistono prospettive di miglioramento riformistico. Il sistema pu\u00f3 propinargli al massimo l&#8217;educazione civica e gli assistenti sociali. Quando non bastano, si aprono come sempre, come una volta, le porte della galera. Ecco perch\u00e9 servono i comunisti e le comuniste. Per fargliela pagare cara. Per sommare le forze. Per rendere efficace la rabbia e avere una linea di condotta capace di costruire un&#8217;alternativa al mondo dei ricchi e dei potenti. <strong>Questo lavoro consuma le generazioni. La nostra, quella degli anni Settanta, ha provato ad andare fino in fondo, e si \u00e8 sporcata le mani nella lotta e nella sconfitta. Non \u00e8 capitato solo a noi. Non siamo stati i primi e non saremo gli ultimi.&#8221;<\/strong><br \/>\n<a id=\"js_186\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/pasquale.abatangelo.3?fref=mentions\">Pasquale Abatangelo<\/a>, &#8220;Correvo pensando ad Anna&#8221;.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/54.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2734\" title=\"54\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/54-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u201cDichiarandoci anarchici proclamiamo inanzi tutto che rinunciamo a trattare gli altri come non vorremo essere trattati noi da loro; di non tollerare pi\u00f9 la disuguaglianza che permetterebbe ad alcuni di esercitare la propria forza astuzia o abilit\u00e0 in maniera odiosa. Ma l\u2019uguaglianza in tutto- sinonimo di equit\u00e0- \u00e8 la stessa anarchia \u201d<br \/>\n<strong>Petr. A. Kropotkin La morale anarchica<\/strong><br \/>\nscarica qui gratis il libro<br \/>\n<a href=\"http:\/\/stradebianchelibri.weebly.com\/millelirepersempre.html\">http:\/\/stradebianchelibri.weebly.com\/millelirepersempre.html<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/krop.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/krop.jpg\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"230\" align=\"BOTTOM\" border=\"1\" \/><\/a><br \/>\n<strong>L\u2019anarchia spiegata a mia figlia : il nuovo libro di Pippo Guerrieri, BFS edizioni qui in free download e streaming<\/strong><br \/>\n<strong><a href=\"https:\/\/archive.org\/details\/LanarchiaSpiegataAMiaFiglia\">https:\/\/archive.org\/details\/LanarchiaSpiegataAMiaFiglia<\/a><\/strong><br \/>\n<strong>Io non credo nei partiti. Ma non perch\u00e9 siano stati occupati da persone disoneste. Io non credo nei partiti perch\u00e9 non credo nella delega. [&#8230;] Non sono un comunista. Io sono anarchico. Non mi interessa che il popolo vigili sull\u2019amministrazione pubblica. Io non credo che il popolo debba essere amministrato da qualcuno. Io voglio il superamento di questa democrazia, non che venga amministrata decentemente. Questo era il dibattito negli anni \u201960 rispetto ai manicomi. Qualcuno voleva umanizzarli, qualcun altro cancellarli. Si umanizza un\u2019istituzione disumana solo cancellandola. \u201d<\/strong><br \/>\n<strong>( Ascanio Celestini )<\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=m4Ze55-ygRg\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=m4Ze55-ygRg<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/ascanio-celestini-biglietti.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/ascanio-celestini-biglietti.jpg\" alt=\"\" width=\"222\" height=\"222\" align=\"BOTTOM\" border=\"1\" \/><\/a><br \/>\nle foto di questo numero sono di Stefano Pacini, facenti parte del progetto fotografico \u201cNoi sogniamo il mondo \u201c, fotografi citati o di autori non identificati che ringraziamo anticipatamente<br \/>\n<strong>Link utili<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/\">www.stefanopacini.org<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.umanitanova.org\/\">www.umanitanova.org<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.lavoroculturale.org\/\">www.lavoroculturale.org<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.radiomaremmarossa.it\/\">www.radiomaremmarossa.it<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.carmillaonline.com\/\">www.carmillaonline.com<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.ltmd.it\/\">www.ltmd.it<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.infoaut.org\/\">www.infoaut.org<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/collettivoanarchico.noblogs.org\/\">http:\/\/collettivoanarchico.noblogs.org<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.senzasoste.it\/\">www.senzasoste.it<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.finimondo.org\/\">www.finimondo.org<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/femminismo-a-sud.noblogs.org\/\">femminismo-a-sud.noblogs.org\/<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/anarresinfo.noblogs.org\/\">anarresinfo.noblogs.org<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.anarca-bolo.ch\/\">http:\/\/www.anarca-bolo.ch<\/a><br \/>\n<strong>Maremma Libertaria Esce quando pu\u00f2 e se e come gli pare. Non costa niente, non consuma carta e non inquina, se non le vostre menti. Vive nei nostri pensieri, perch\u00e8 le idee e le rivoluzioni non si fanno arrestare, si diffonde nell\u2019aere se lo inoltrate a raggera. Cerca di cestinare le cartoline stucchevoli di una terra di butteri e spiagge da bandiere blu, che la Terra \u00e8 nostra e la dobbiamo difendere! Cerca di rompere la cappa d\u2019ipocrisia e dare voce a chi non l\u2019ha, rinfrescando anche la memoria storica, che senza non si va da nessuna parte. Pi\u00f9 o meno questo \u00e8 il Numero 23 del 21 giugno 2017. Maremma Libertaria pu\u00f2 essere accresciuta in corso d\u2019opera ed inoltro da tutti noi, a piacimento, fermo restando l\u2019antagonismo , l\u2019antifascismo e la non censura dei suoi contenuti.<\/strong><br \/>\nIn Redazione, tra i cinghiali nei boschi dell\u2019alta maremma, Erasmo da Mucini, Ulisse dalle Rocche, il fantasma della miniera, il subcomandante capraio, Alberto da Scarlino, Alessandro da Grosseto, Antonello dalla Tuscia, Luciana da Pomonte, complici vari , ribelli di passaggio, maremmani emigrati a Barcelona e Cagliari<br \/>\n<strong>No copyright, No dinero, ma nel caso idee, scritti, foto, solidariet\u00e0 e un bicchiere di rosso.<\/strong><br \/>\n<strong>My way Sid Vicious !<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/youtu.be\/HD0eb0tDjIk\">http:\/\/youtu.be\/HD0eb0tDjIk<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/add.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/add.jpg\" alt=\"\" width=\"252\" height=\"200\" align=\"BOTTOM\" border=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Nostra patria il mondo intero, nostra legge la Libert\u00e0, ed un pensiero Ribelle in cuor ci sta<\/strong><br \/>\n<strong>(Pietro Gori)<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/youtu.be\/_KVRd4iny8E\">http:\/\/youtu.be\/_KVRd4iny8E<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/pietro-gori_iPiccy.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/pietro-gori_iPiccy.jpg\" alt=\"\" width=\"147\" height=\"111\" align=\"BOTTOM\" border=\"1\" \/><\/a><br \/>\n<strong>Potranno tagliare tutti i fiori, ma non riusciranno a fermare la Primavera<\/strong><br \/>\n<strong>(Pablo Neruda)<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/youtu.be\/wEy-PDPHhEI\">http:\/\/youtu.be\/wEy-PDPHhEI<\/a><br \/>\n<strong>(Victor Jara canta Neruda)<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/victor.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/victor.png\" alt=\"\" width=\"251\" height=\"201\" align=\"BOTTOM\" border=\"1\" \/><\/a><br \/>\n<strong>Sempre, comunque e dovunque : Libert\u00e0 per tutti i compagni arrestati !\u2013 Fori i compagni <\/strong><strong>dalle galere !-Libertad para todos los presos ! \u2013 liberdade para companheiros presos! -comrades preso askatasuna!- libert\u00e9 pour les camarades emprisonn\u00e9s!-freedom for imprisoned comrades !- Freiheit f\u00fcr inhaftierte Genossen!- \u03b5\u03bb\u03b5\u03c5\u03b8\u03b5\u03c1\u03af\u03b1 \u03b3\u03b9\u03b1 \u03c6\u03c5\u03bb\u03b1\u03ba\u03b9\u03c3\u03bc\u03ad\u03bd\u03bf\u03c5\u03c2 \u03c3\u03c5\u03bd\u03c4\u03c1\u03cc\u03c6\u03bf\u03c5\u03c2 ! \u2013 <\/strong>\u0627\u0644\u062d\u0631\u064a\u0629 \u0644\u0631\u0641\u0627\u0642<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/lotta.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/lotta-300x194.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"194\" align=\"BOTTOM\" border=\"1\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una storia quasi soltanto mia- Marco Dinoi, ti do i miei occhi di un tempo fa- Chiedetelo a noi cosa \u00e8 il fascismo-Giovanni Passannante- Sui misfatti del lavoro-Radio Cane- Alessandro Pagni- Vaccini-Nestor Machno-Demetrio Stratos-<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2928,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-2699","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-maremma-libertaria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2699","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2699"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2699\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2918,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2699\/revisions\/2918"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2928"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2699"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2699"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2699"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}