{"id":2282,"date":"2015-09-27T21:45:26","date_gmt":"2015-09-27T21:45:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/?p=2282"},"modified":"2021-10-23T19:35:09","modified_gmt":"2021-10-23T19:35:09","slug":"maremma-libertaria-n-18","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/2015\/09\/27\/maremma-libertaria-n-18\/","title":{"rendered":"Maremma Libertaria n 18"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/images.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2283 aligncenter\" title=\"images\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/images-300x42.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"42\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/mas1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2289 aligncenter\" title=\"mas\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/mas1-300x201.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"201\" \/><\/a><\/p>\n<h3>\n<strong>Nostra patria il mondo intero<\/strong><\/h3>\n<p>Il Fascismo non \u00e8 una opinione. \u00c8 un crimine. E se non vi \u00e8 bastato quello classico, adesso potete gustare quello moderno. Quello dei muri che dall&#8217;Ungheria sino ad Israele stanno facendo strage di umani e umanit\u00e0. Contro ogni muro, in specie quello che abbiamo in testa. (<strong>Sub com. capraio<\/strong> )<\/p>\n<p>&#8220;Per noi non vi sono stranieri. Noi vogliamo che tutti gli uomini, qualunque sia il loro luogo di nascita, qualunque sia il ceppo etnico da cui derivano, qualunque la lingua che parlano, si considerino come fratelli e si aggruppino liberamente e cooperino insieme per il maggiore benessere, la maggiore libert\u00e0, la maggiore civilt\u00e0 di tutti [&#8230;] Se di stranieri vuol parlarsi, allora per noi lo straniero non \u00e8 colui che \u00e8 nato al di l\u00e0 di una frontiera e parla una lingua diversa, o ha la pelle di diverso colore:- lo straniero, il nemico, \u00e8 l&#8217;oppressore, \u00e8 lo sfruttatore, \u00e8 chiunque, in qualunque paese, sottomette a s\u00e9 un altro uomo.&#8221; Contro ogni confine, razza, religione.<br \/>\n<strong>(Errico Malatesta)<\/strong><br \/>\n<em>\u201cChi resta ai margini, chi non resiste non dica domani che non sapeva, non dica che non voleva. Quando qualcuno ci chieder\u00e0 dove eravamo quando bruciavano le baracche dei rom, quando la gente moriva in mare, quando i lavoratori immigrati erano poco pi\u00f9 che schiavi, vorremmo poter rispondere che eravamo l\u00ec, tra gli altri, per metterci di mezzo, perch\u00e9 abbiamo sentito il suono della campana e abbiamo saputo che suonava per noi. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 tempo. Se non ora, quando? Se non io, chi per me? Chi non ferma la barbarie ne \u00e8 complice.\u201d <\/em><strong> ( Maria ed Emilio, anarchici, condannati per le mobilitazioni antirazziste a 1 anno e sei mesi dal Tribunale di Torino )<\/strong><br \/>\nSar\u00e0 che noi abbiamo nella testa un maledetto muro ( Ivano Fossati )<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=ioOO40azY5c\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=ioOO40azY5c<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/LISBONA-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2290\" title=\"LISBONA 1\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/LISBONA-1-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>La guerra per l&#8217;immaginazione<\/strong><br \/>\n<strong>Il nostro ambiente cambia a grande velocit\u00e0. E allo stesso tempo, in maniera lenta ma inesorabile, quasi inavvertitamente, cambiamo anche noi. L&#8217;ambiente ci cambia. Influenza i nostri atti e i nostri gesti, la concezione del nostro tempo, i nostri movimenti, i nostri desideri e i nostri sogni<\/strong>. Guarda questa citt\u00e0. \u00c8 un luogo in uno stato di costante trasformazione. Il potere vi erige nuovi centri commerciali e carceri, ne occupa i quartieri con migliaia di nuove telecamere e commissariati supplementari, vi costruisce loft per i ricchi e spinge i poveri fuori dalla citt\u00e0, vi estende i trasporti pubblici affinch\u00e9 chiunque ogni giorno riesca comunque ad arrivare puntuale al proprio posto nell&#8217;economia. Eppure \u2014 e i difensori del sistema lo sanno fin troppo bene \u2014 l&#8217;occupazione del territorio con tutte queste infrastrutture resta in fondo relativa. Nello spazio di qualche notte selvaggia, una folla che insorge potrebbe tecnicamente parlando ridurre tutto in cenere. <strong>Proprio per questo la vera occupazione \u2014 l&#8217;occupazione duratura in grado di garantire che l&#8217;oppressione sopravviva sotto forme differenti attraverso la storia \u2014 si trova altrove. E&#8217;nelle nostre teste<\/strong>.<strong> Noi cresciamo in un ambiente e senza piet\u00e0 questo ambiente cerca di determinare la nostra immaginazione. Fondamentalmente non vogliono solo che le nostre attivit\u00e0 quotidiane siano al servizio di questo ambiente, ma anche che i nostri pensieri siano circoscritti dalle sue cornici.<\/strong> Cosicch\u00e9 i nostri sogni restino sempre all&#8217;interno delle gabbie in cui l&#8217;ambiente ci tiene reclusi: cittadino, consumatore, impiegato, prigioniero, piccolo delinquente\/commerciante marginale&#8230; \u00c8 qui che si situa la vera vittoria del potere: nel momento in cui viene cancellata ogni memoria delle rivolte che demolivano quelle gabbie. \u00c8 una lotta costante per l&#8217;immaginazione, che pu\u00f2 essere il combustibile di un fuoco incontrollabile contro l&#8217;oppressione, oppure soffocare ogni possibile focolaio. L&#8217;azione diretta in tutte le sue forme \u00e8 la nostra arma. Come piede di porco che forza le porte dell&#8217;immaginazione, essa rende il pensiero pronto e l&#8217;agire in condizione di combattere. Non c&#8217;\u00e8 che il gioco offensivo fra i due che possa renderci davvero pericolosi per l&#8217;ordine costituito.<strong> Immaginiamo ci\u00f2 che appare impossibile e facciamo ci\u00f2 che appare impensabile<\/strong>. ( <strong>Finimondo<\/strong> )<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/manc.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2295\" title=\"manc\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/manc-202x300.jpg\" alt=\"\" width=\"202\" height=\"300\" \/><\/a><br \/>\n(Manciano 1944)<br \/>\n<strong>Avviso agli studenti\u00a0 \u00a0 Raoul Vanegeim (1995)<\/strong><br \/>\nIl mondo cambia con sempre maggiore rapidit\u00e0 ma l&#8217;educazione carceraria, quella del disimparare a desiderare, quella resta. Finch\u00e8 la logica di un\u2019economia allora fiorente era irrefrenabile, il ragazzo si doveva rimettere ciecamente all&#8217;autorit\u00e0 per avere la certezza di un lavoro e di un salario. La prospettiva di dover passare la propria vita in una fabbrica o in un ufficio non esaltava &#8230;i sogni di felicit\u00e0 e di armonia che l\u2019infanzia nutriva. Essa produceva in serie degli adulti insoddisfatti, frustrati, delusi ma istruiti. Ma oramai, anche se l\u2019educazione si ostina ad obbedire agli stessi moventi, c\u2019\u00e8 sempre meno da guadagnare e sempre pi\u00f9 vita sprecata a raschiare gli avanzi. <strong>Testo completo :<\/strong><br \/>\n<strong>http:\/\/www.inventati.org\/cortocircuito\/2013\/01\/15\/avviso-agli-studenti-di-raoul-vaneigem-1995\/<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/zap.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2312\" title=\"zap\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/zap-211x300.jpg\" alt=\"\" width=\"211\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Una leggenda vivente anarchica : Lucio Urtubia<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><br \/>\n<strong>Intervista di Danilo De Marco<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/urtubia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2296\" title=\"urtubia\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/urtubia-300x127.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"127\" \/><\/a><br \/>\n<strong><br \/>\n<\/strong><br \/>\n<strong>\u201cQui c\u2019\u00e8 stato, non molti anni fa, perfino Henry Cartier-Bresson con una sua mostra dal titolo \u2018Per un altro futuro\u2019 afferma Lucio Urtubia indicando lo Spazio Culturale dedicato a Louise Michel, epica leader libertaria della Comune di Parigi, che lui stesso ha costruito \u2013 cazzuola alla mano \u2013 nella parte alta del popolare quartiere di Belleville.<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><strong>\u201cDurante una trasmissione televisiva \u2013 continua Lucio \u2013 ho sentito Henry Cartier-Bresson dichiarare a gran voce il suo sentirsi anarchico. L\u2019ho cercato immediatamente<\/strong>. Sua moglie, Martine Frank, altra famosa fotografa, mi impediva sempre di parlare direttamente con lui. Cercava di proteggerlo, immagino. Ma poi un bel giorno ecco che risponde proprio lui in persona. In un attimo, quattro parole ben assestate e appuntamento fissato per vedere lo spazio. Alcuni mesi dopo inaugurammo l\u2019esposizione. Insomma dal Louvre all\u2019Espace Louise Michel: che ci vuole!\u201d.<br \/>\nIn questo edificio \u2013 Lucio abita al piano superiore con la moglie Anne che da anni collabora con M\u00e9decins du Monde \u2013 si svolgono incontri, dibattiti, esposizioni sempre naturalmente in sintonia con un\u2019idea antisistema. Lucio Urtubia \u00e8 un uomo umile ma dotato di una particolare arguzia schiettamente popolare e di rapido istinto. Il tutto condito da una franchezza diretta e disarmante, condizioni connaturate che l\u2019hanno protetto anche quando la sua situazione sembrava disperata. \u201cHo sempre creduto che nella vita nulla fosse impossibile anche quando ho dovuto vivere nascosto e con un altro nome. Ignoriamo ancora del perch\u00e9 della nostra esistenza, non sappiamo perch\u00e9 siamo fatti in un certo modo, uno differente dall\u2019altro, totalmente differenti. Unici. Una ricchezza inesplicabile questa, cui non diamo troppo valore \u2013 ben misere cose il denaro e il potere \u2013 e di cui perdiamo il senso, troppo attenti a voler avere perdendo l\u2019essere\u2026 come ora io e te qui a bere una birra sotto un cielo azzurro. Assieme a pensare l\u2019impossibile. Noi esistiamo, siamo la prova che l\u2019impossibile non esiste. E questo non \u00e8 semplicemente meraviglioso?\u201d.<br \/>\nLucio Urtubia nasce nel 1931 a Cascante, villaggio sperduto nella cattolicissima e carlista Navarra, \u201cho sempre avuto un po\u2019 di rammarico per questa terra cos\u00ec poco rivoluzionaria\u201d, da una famiglia povera e socialista. \u201cPoveri e per di pi\u00f9 socialisti allora era come essere marcati a fuoco come animali. Eravamo sei fratelli. Mangiavamo tutti assieme dallo stesso piatto. Una fortuna questa, essere nato cos\u00ec povero, perch\u00e9 non ho dovuto fare nessuno sforzo per perdere il rispetto verso tutte le istituzioni: per la propriet\u00e0, per la chiesa e per lo Stato\u201d.<br \/>\n<strong>Rivendica, con un colorito immaginario assai fosforescente, il suo essere stato nel contempo muratore, clandestino, falsario, ladro: \u201cI pi\u00f9 grandi ladri che esistono sono gli istituti bancari, protetti per di pi\u00f9 dalle leggi del sistema. Son los ladrones los mas grandes! Cosa potevamo fare per aiutare i prigionieri del franchismo e le loro famiglie: gli anarchici non hanno industrie n\u00e9 tanto meno deputati o ministri con portafogli\u2026 Rubare alle banche, che reputo un atto rivoluzionario, \u00e8 stato il maggior piacere, o quasi, che ho avuto nella vita. L\u2019ho fatto come potevo e come mi veniva e tutta la mia esistenza, a riguardarla ora, \u00e8 qualcosa di inimmaginabile di cui io stesso a volte dubito\u201d.<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/rom022.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2315\" title=\"rom022\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/rom022-300x201.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"201\" \/><\/a><br \/>\nA 17 anni, attraversando i Pirenei, inizia la sua prima attivit\u00e0: il contrabbandiere. Occupazione che viene interrotta solo dall\u2019obbligo di leva militare. Diretto e persuasivo, Lucio riesce a farsi dare un incarico presso i magazzini della caserma dove c\u2019era ogni ben di dio: \u201dHo capito immediatamente che era tutta merce da poter vendere facilmente al mercato nero.\u201d Con la sua astuzia non ebbe certo difficolt\u00e0 a rubacchiare e far uscire dalla caserma tanto materiale da mettere quasi in condizioni fallimentari l\u2019intero presidio. \u201cLa mia pi\u00f9 grande soddisfazione era ingannare i superiori. Quei militari, quella gentaglia che aveva partecipato al colpo di stato contro la Repubblica assassinando chiss\u00e0 quanta gente. Quando la Guardia Civil scopr\u00ec i furti e inizi\u00f2 un\u2019inchiesta sul materiale mancante io ero in permesso e, certo, non mi pass\u00f2 neppure un istante l\u2019idea di rientrare nei ranghi\u201d.<br \/>\nNella notte del 24 agosto del 1954 il disertore Urtubia attraversava il fiume che segna la frontiera tra Spagna e Francia. Senza intenzioni di ritornare.<br \/>\nA Parigi inizia per Lucio la vita senza gloria degli emigrati. Capace e intelligente riesce a farsi assumere senza grandi difficolt\u00e0 dopo pochi mesi e, per apprendere il francese, frequenta una scuola gratuita e autodidatta di giovani libertari. Partecipa alle conferenze di Breton, Camus, Lanza del Vasto, Daniel Gu\u00e9rin: incontra Georges Brassens e L\u00e9o F\u00e9rre. Tutto nella vecchia storica sede libertaria al 24 di rue Sainte Marthe.<br \/>\nDiventa un fine muratore e installatore di azulejos, ma per la sua indole irrequieta e ribelle non \u00e8 certo sufficiente. Fa assumere nel cantiere dei preti operai militanti, dimostrando un\u2019attitudine innata da sindacalista solitario, tanto da incuriosire i compagni di lavoro, in maggioranza spagnoli, che gli chiedono quali siano le sue idee politiche. \u201cComunista! Mi sentivo comunista perch\u00e9 in Spagna incolpavano sempre i comunisti di tutto quello che accadeva. Tutti si misero a ridere. Tu non sei comunista. Sei un anarchico: mi dissero\u201d.<br \/>\n<strong>La fiducia verso Lucio si forgi\u00f2 in una sorta di cenacolo da carbonari dell\u2019utopia, tra discorsi libertari, la sua attitudine sul cantiere, dove, oltre ad essere un ottimo lavoratore qualificato, non esitava a fare bottino di qualche cassa di materiale necessario alla causa.<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><strong>\u201cBasta tribunali, propriet\u00e0 privata, religione, sfruttamento\u2026 l\u2019uomo sar\u00e0 libero e si autogestir\u00e0. Muratori, imbianchini, elettricisti\u2026 non abbiamo bisogno di uno stato.<\/strong> Era come se queste cose io le avessi gi\u00e0 tutte dentro di me. Poi un giorno, essendo tra i rari libertari del gruppo ancora incensurati, mi chiedono di ospitare in casa un clandestino catalano. Un fuggitivo dal regime franchista. Mai mi sarei aspettato di trovarmi davanti Francisco Quico Sabat\u00e9, il nemico numero uno del franchismo, ricercato in tutta la Spagna. Quico era una leggenda\u2026 il Cartouche degli anarchici\u201d ( \u201cE venne il giorno della vendetta\u201d, del 1964, con Gregory Peck, Anthony Quinn, Homar Sharif).<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Anarchiconellaresistenza.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2297\" title=\"Anarchiconellaresistenza\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Anarchiconellaresistenza.jpg\" alt=\"\" width=\"195\" height=\"200\" \/><\/a><br \/>\nQuico Sabat\u00e9, gi\u00e0 combattente in Spagna nel fronte di Aragon e successivamente nella \u201cColumna de Durruti\u201d, diventa un modello e un secondo padre per Lucio. Quando El Quico cade sotto i colpi della polizia franchista nel 1960 \u201cLucio si ritrova drogato. Fatto dall\u2019odore della polvere da sparo che emanava Sabat\u00e9\u201d scrive Bernard Thomas nella biografia \u201cLucio l\u2019irr\u00e9ductible\u2019 edizioni Flammarion\u201d.<br \/>\nEl Quico lascia in eredit\u00e0 a Lucio una mitraglietta Thompson e una pistola 11.43. Si improvvisa rapinatore di banche, \u201cespropriazioni\u201d in Spagna, Francia, Olanda, distribuendo puntualmente il denaro per la causa antifranchista \u2013 aiutare la resistenza, far uscire in libert\u00e0 provvisoria dei compagni incarcerati, farli espatriare, sostenere le loro famiglie. \u201cEntravamo nelle banche a viso scoperto: non c\u2019erano telecamere, n\u00e9 porte blindate, n\u00e9 vigilantes. Ogni volta facevo pip\u00ec nei pantaloni per paura di essere ucciso o di ritrovarmi a dover sparare. Non \u00e8 certo divertente mettere una mitraglietta sotto il naso di qualcuno. E come si fa a non sentirsi male in tali situazioni quando per di pi\u00f9 non ci si sente criminali? Troppa violenza. Non faceva per me. Falsificare documenti era una buona alternativa.\u201d<br \/>\nTalentuoso anche in questo mestiere, conosciuto grazie al preziosissimo aiuto datogli da un industriale antifranchista e anarchico, Pierre Dupien \u2013 \u201cchi ha mai detto che gli industriali non possono essere anarchici\u201d \u2013 di giorno muratore sempre puntuale e di notte tipografo, organizza un\u2019equipe di falsari in un piccolo laboratorio rudimentale: passaporti, patenti, carte d\u2019identit\u00e0. Trova il modo di intestare delle buste paga a persone inesistenti, sorta di anime morte alla Gogol, con le quali bastava presentarsi agli sportelli della banca e incassare. \u201cFalsificare alcuni di questi documenti era come duplicare dei biglietti per entrare allo stadio e permetteva a tutti quelli che erano clandestini di poter fare una vita quasi normale: camminare per strada, trovare lavoro, casa, sposarsi, perfino aprire un conto in banca\u201d.<br \/>\nGrazie all\u2019intervento personale di Rosa Simeon, ambasciatrice cubana a Parigi rimasta affascinata da questo muratore deciso e pieno di inventiva, incontra all\u2019 aereoporto di Orly il Comandante Ernesto Che Guevara, ai tempi direttore della Banca Nazionale di Cuba e Ministro dell\u2019Industria. \u201cGli dissi della mia passione per la rivoluzione cubana e specialmente per Camillo Cienfuegos \u2013 il suo assassinio fu una delle prime sciagurate operazioni del castrismo \u2013 e poi, con un campione alla mano, spiegai la mia idea di inondare il mondo di dollari falsi. Avevamo riprodotto la moneta verde con una perfezione unica. Ci voleva solo uno Stato audace e deciso che si incaricasse di stamparli in grande. E chi se non Cuba poteva fare questo come risposta all\u2019embargo? Quale azione di guerra pi\u00f9 potente che seppellire il grande capitale sotto una cascata di dollari falsi? Quando Fidel disse no al comunismo e no al capitalismo per una rivoluzione del colore delle palme\u2026 Sognavo la bandiera rossa e nera nella Sierra Maestra\u2026 A quei tempi avrei dato la mia vita per Cuba. Poi non se ne fece nulla e Fidel divent\u00f2 un diavolo\u201d.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/cubace1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2318\" title=\"cubace[1]\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/cubace1-300x211.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"211\" \/><\/a><br \/>\nAlcuni anni dopo, Lucio viene inquisito e imprigionato con sua moglie Anne, per implicazioni nel sequestro di Balthasar Suarez, direttore della Banca di Bilbao a Parigi \u201cMi accusarono di sequestro, estorsione, ma io non ne sapevo nulla. Quella fu un\u2019azione mediatica per mettere in allerta l\u2019opinione pubblica sulle terribili condizioni in cui si trovavano i prigionieri politici e farla finita con le esecuzioni capitali. I responsabili di quel sequestro \u2013 so per certo che mai mangi\u00f2 una paella cos\u00ec buona come durante il suo sequestro \u2013 trattarono il banchiere con la pi\u00f9 grande delle civilt\u00e0, visto che gi\u00e0 la detenzione in se \u00e8 un atto di una violenza inammissibile\u201d. Dopo il sequestro Suarez non ci furono pi\u00f9 esecuzioni capitali in Spagna, e al momento del processo n\u00e9 Balthasar Suarez n\u00e9 il suo avvocato si presentarono in aula come parte lesa.<br \/>\n\u201cI travellers-ch\u00e8ques U.S. della First National City Bank erano certamente pi\u00f9 difficili da imitare ma ci permetteva di pensare in grande e con una clientela globale. Bastava acquistare dei veri travellers-ch\u00e8ques e duplicarli in migliaia di copie. Ci volle quasi una anno per mettere a punto l\u2019operazione\u201d.<strong> Migliaia di travellers-ch\u00e8ques falsi invadono il mercato mondiale. Una specie di \u2018Word Revolution Business\u2019 con presidente finanziario il muratore Lucio Urtubia. \u201cUna rete di persone nei quattro angoli del mondo si metteva in azione pi\u00f9 o meno nello stesso momento, visto che gli ch\u00e8ques da 100 dollari portavano lo stesso numero e quindi andavano cambiati in uno stretto giro di tempo. Ero io il capo: ho stampato gli assegni, li ho distribuiti e li ho incassati. E poi il denaro andava dove doveva andare. Nessuna delle persone a cui \u00e8 stato consegnato il denaro si \u00e8 arricchita. Nessuno. Al massimo ci comperavamo un paio di pantaloni quando non ne avevamo pi\u00f9 di decenti o ci permettevamo un pranzo in una trattoria\u201d. <\/strong>Una specie di Stato nello Stato. Moneta stampata e documenti di identit\u00e0 che venivano distribuiti e usati anche da molti movimenti armati: Tupamaros, Montoneros, Prima Linea, Brigate Rosse, Action Directe, ETA\u2026<br \/>\n\u201cEra una grande soddisfazione per me far pagare ad una delle pi\u00f9 grandi banche americane le spese per la lotta contro le dittature dell\u2019America Latina\u201d. Il nome di Lucio appare anche nel rapimento del nazista Klaus Barbie in Bolivia, nella fuga di Eldridge Cleaver leader delle Black Panthers, nelle mediazioni di Javier Rup\u00e9rez e del caso Albert Boadella\u2026<br \/>\nMentre la situazione per la City Bank diventa critica, la polizia francese segue una pista: un muratore emigrato spagnolo. \u201cLa polizia pu\u00f2 sbagliare mille volte ma a te non \u00e8 concesso il minimo errore\u201d. Lucio Urtubia viene fermato con le mani nel sacco -una 24ore zeppa di assegni falsi \u2013 mentre sta facendo una transazione con veri dollari al caff\u00e9 Le Deux Magos. Ma ahim\u00e9, questa volta, con un infiltrato della polizia.<br \/>\nAlla City Bank di New-York si tira un respiro di sollievo e grande voglia di rivincita. \u201cMi denunciarono chiedendo 5 anni di carcere pi\u00f9 il rimborso della somma sottratta -si parlava allora di almeno 15 milioni di dollari- e danni relativi\u201d. Gli avvocati di Lucio \u201c\u2026anche un muratore pu\u00f2 avere le sue relazioni\u201d il fior fiore del Foro francese dell\u2019epoca tra cui Roland Dumas avvocato di Picasso, futuro ministro degli esteri e presidente del Consiglio Costituzionale, assieme a Thierry Fagart sostenuti da Louis Joinet, consigliere di Mitterand e da sempre impegnato a combattere le dittature, dichiarano ai legali della City Bank che \u201c\u2026non si trattava di una truffa comune, di una gang di piccoli malfattori, ma era qualcosa di politico\u201d. Chiedono di andare a patti con Lucio Urtubia, ritirando naturalmente la denuncia e i diritti a qualsiasi rimborso. \u201cCon il mio fermo pensavano di aver risolto il problema; invece lo smercio continuava alla grande in tutto il mondo\u201d. <strong>Nella cittadella del dio dollaro a New York, il presidente della City Bank, Walter Wriston, va su tutte le furie al pensiero di dover sedersi ad un tavolo di trattativa con un muratore. Ma la situazione era catastrofica e la City Bank si trovava ai limiti della bancarotta.<\/strong><br \/>\n\u201cProposi uno scambio sulla parola come si usa tra gentiluomini: le matrici in cambio di una valigetta bella colma di soldi buoni. Altrimenti io me ne restavo tranquillo in prigione, e loro continuavano a perdere milioni\u201d. Accordo raggiunto, l\u2019avvocato di Lucio consegna le matrici e ritira la valigetta, mentre Lucio brucia tutto il rimanente gi\u00e0 stampato. Nel giro di qualche tempo gli assegni falsi scompaiono e Lucio viene reintegrato: \u201cper la mia messa in libert\u00e0 ricevetti perfino le felicitazioni cordiali della First National City Bank\u201d.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/77.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2298\" title=\"77\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/77-300x196.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"196\" \/><\/a><\/p>\n<p>Intanto gli anni passavano e i Paesi dell\u2019America Latina avevano imboccato la via della democratizzazione come anche la stessa Spagna e il compito che Lucio si era dato in fase di esaurimento. Ma uno come Lucio non poteva certo restare con le mani in mano. Frequentando molti ex-prigionieri politici di varie nazionalit\u00e0 bisognosi di guadagnarsi da vivere, gli viene l\u2019idea di metterli assieme e fondare una cooperativa edile. Detto fatto, ecco nato l\u2019Atelier 71 in onore alla Comune di Parigi e, come prima commessa, una ristrutturazione con i fiocchi, nientedimeno che per Paco Rabanne.<br \/>\n<strong>\u201cSaper lavorare duro e bene \u00e8 un altra cosa. Essere rivoluzionari e intellettuali non bastava. Insomma fu un disastro. Ricordo che l\u2019uruguaiano Gino, alla fine della prima settimana mi disse che aveva lavorato pi\u00f9 in quei giorni che in tutta la sua vita. Dovetti sciogliere la cooperativa e mio malgrado diventare padrone per poter onorare l\u2019impegno preso. Non sono, evidentemente, un partigiano del lavoro per il lavoro, ma per vivere e forgiare l\u2019esistenza \u00e8 certamente necessario. Il meno possibile e il meglio possibile\u201d. <\/strong><br \/>\nLucio Urtubia, questo maestro dell\u2019essenziale oggi ottantenne\u2026 \u201cquando sono arrivato a Parigi non sapevo nulla, nemmeno lavarmi la faccia. E\u2019 il mestiere di muratore che mi ha insegnato ad aggiungere qualcosa all\u2019impresa delle nostre generazioni precedenti; a conoscere gli esseri umani, a saper usare i materiali\u2026.\u201d, lavora tutti i giorni al suo tavolo, sotto gli sguardi inquisitori dei ritratti di Luise Michel e Jules Vall\u00e8s.<br \/>\nUn righello, una penna stilografica e numerosi fogli scritti con una calligrafia che si intuisce ostinata, lenta e ordinatissima. Troppa la curiosit\u00e0 per non chiedere cosa stia scrivendo. Un sorriso, mentre una luce illumina i suoi occhi: <strong>\u201cAl di l\u00e0 di quello che \u00e8 un pensiero comune sui libertari, violenti e terroristi, anarchia vuol dire responsabilit\u00e0; lavoro, creazione e azione. Certo anche nessun timore nel combattere per distruggere le regole ingiuste.<\/strong> Possiamo contare solo su noi stessi per abbattere questo mondo insopportabile. Penso con ostinazione che l\u2019autogestione sia l\u2019unica strada per una migliore convivenza e responsabilit\u00e0 individuale e collettiva. Cosa sto scrivendo mi avevi chiesto: scrivo qualcosa che avr\u00e0 probabilmente come titolo \u2018Il possibiledell\u2019impossibile\u2019. Com\u2019\u00e8 stata la mia vita\u201d. Facendo attenzione, come gli ricorda spesso con una punta di ironia la moglie Anne, a non diventare una leggenda.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/cuba006.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2319\" title=\"cuba006\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/cuba006-300x201.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"201\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Sulle elezioni<\/strong><br \/>\nQuesta &#8220;democrazia parlamentare &#8221; non funziona pi\u00f9. Non ha neppure la foglia di fico della partecipazione popolare. La met\u00e0 non vota, l&#8217;altra si frammenta in una guerra per bande e regioni per ora solo virtuale. Persino nazisti come Salvini raccattano i peggiori umori del popolino e delle paure e del disorientamento trasversale tra tanti disperati. Il fatto positivo \u00e8 che lo Stato, come la religione, cessa di esistere quando non ci si crede pi\u00f9, quello negativo \u00e8 che se questa decomposizione non la rimpiazziamo con contenuti solidali e nuovi ( alla Kobane per capirsi ) \u00e8 l&#8217;incognita del peggio senza fine. Nostro compito preparare questa transizione libertaria, una missione quasi impossibile, ma senza alternative. (<strong> Ulisse <\/strong>)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/10.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2322\" title=\"10\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/10-300x216.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"216\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Ancora su Amianto di Alberto Prunetti<\/strong><br \/>\n<strong>un reading <\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Pt2Wxyfprec\"><strong>https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Pt2Wxyfprec<\/strong><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/sliding0251.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2243\" title=\"sliding025\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/sliding0251-202x300.jpg\" alt=\"\" width=\"202\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Jimy Hendrix , 18 settembre 1970<\/strong><br \/>\n<strong>inarrivabile<\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=yRECFGlM92s\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=yRECFGlM92s<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/jh1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2303\" title=\"LI*468819\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/jh1-300x180.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"180\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Canter\u00f2 la poesia della mia vera famiglia, madre mia l&#8217;anarchia e babbo una buona bottiglia<\/strong><br \/>\n<strong>(Luca Faggella, Livorno)<\/strong><br \/>\n<strong>Piero Ciampi, il\u00a0 vino<\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=9XT-YGZC6vw\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=9XT-YGZC6vw<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/ciamp.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2324\" title=\"ciamp\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/ciamp.png\" alt=\"\" width=\"186\" height=\"271\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Sulla Fotografia<\/strong><br \/>\n<strong>E&#8217; solo una Fotografia, la copertina di Horses<\/strong><br \/>\nCi sono fotografie che vanno oltre la superficie bidimensionale del frame, sfondano le recinzioni comode che vi abbiamo eretto intorno per illuderci di comprenderle e, \u201cfregandosene\u201d bellamente del nostro sguardo allarmato, prendono tangenti che portano altrove, diventando romanzi, macchine del tempo, confessioni e rimpianti, o cronache di una vita intera&#8230;&#8230;Come ricorda Patty Smith: \u00abRobert credeva nella legge dell\u2019empatia, in accordo alla quale lui poteva, per suo volere, trasferire se stesso in un oggetto o in un\u2019opera d\u2019arte, e cos\u00ec influenzare il mondo esterno. Non si sentiva redento dalle opere che creava. Non cercava redenzione. Si sforzava di vedere ci\u00f2 che gli altri non vedevano, le proiezioni della sua immaginazione&#8221; rendendo l\u2019argomento fotografia, una questione squisitamente personale, specchio di demoni interiori da affrontare&#8230;..Fin dal principio Patti e Robert Mapplethorp sono stati il giorno e la notte, lo Yin e lo Yang dello stesso indissolubile nucleo (\u201cPatti, nessuno vede come noi), questi due scatti sembrano descrivere perfettamente la parabola di un\u2019unica esistenza, declinata in due possibili mondi diversi: lei giovane, affamata di stimoli che sembra camminare nella luce; e lui alla fine dei suoi giorni, arreso mentre lentamente si dissolve nel buio. Questo \u00e8 ci\u00f2 che riescono a fare certe fotografie, racchiudere il senso di una vita intera e tenerlo acceso, anche dove tutte le altre luci restano spente.<br \/>\nVoglio pensare che in un attimo di lucidit\u00e0, nel disperato sussulto della sua ora finale, Robert abbia giocato un\u2019ultima volta al Disco della Notte, si sia immaginato, sospeso nell\u2019aria malata e pesante della stanza d\u2019ospedale, la sua copertina per il disco di Patti, come quando tenevano l\u2019involucro del disco scelto sopra al camino e lasciavano risuonare quella musica per ore fino a farsela entrare dentro.<br \/>\nVoglio immaginarlo mentre i suoi occhi non vedono pi\u00f9 la stanza, ma un tempo fuori dal tempo, dove sente risuonare zoccoli di cavalli intorno, in un crescendo spumoso come un\u2019onda che si avvicina, fatta di sincopi di basso incalzanti, colpi di batteria e il fiato, l\u2019affanno, l\u2019energia, la corsa\u2026la corsa, sente che stanno arrivando,la corsa, i cavalli, eccoli a portarlo via, eccoli, eccoli, eccoli i cavalli, cavalli, horses, horses, horses\u2026&#8221; (<strong> Alessandro Pagni <\/strong>)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/rm.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2304\" title=\"rm\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/rm-241x300.jpg\" alt=\"\" width=\"241\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Dal diario di un fotografo- Noi sogniamo il mondo<\/strong><br \/>\nUn mondo difficile, certo. Un lavoro precario, chiaramente. Banche , Equitalia e arpie varie alle calcagna, sai che novit\u00e0. Ma perch\u00e8 prendersela, come diceva mio nonno, \u00e8\u00a8 inutile, ti fa male al fegato e passi pure per lamentoso, meglio sorridere e scherzarci su. Per cui ecco una giornata tipo : stamani alle 6 mi sono alzato e sono andato a lavorare col decespugliatore allegro allegro in una vigna, ci pagano a ettaro, a cottimo insomma, se va bene 6 euro l&#8217;ora. Come negli anni &#8217;50, pre statuto lavoratori. Composizione media della squadra: tre nordici, due albanesi, un marocchino, un maremmano. Non c&#8217;\u00e8 bisogno che il padrone ( che paga quando gli ricordiamo di farlo se no smettiamo di faticare e ci fa pure anticipare i soldi per la miscela ) o il fattore ci controllino o stiano addosso : ci pensano alcuni della squadra stessa, che poi sono disgraziati come noi\u00a0 ma vogliono comunque elevare la produttivit\u00e0 per qualche centesimo in pi\u00f9. Qui non \u00e8 nemmeno una guerra tra poveri, \u00e8 una desolazione non condivisa. Capisci bene come la crisi faccia emergere l&#8217;istinto di sopravvivenza privo di solidariet\u00e0. Capisci tutto, ma questo \u00e8, e ti invidiano pure l&#8217;abbronzatura pensando che sia marina, il lavoro all&#8217;aria aperta, pensando alle galline di Banderas, e, alla fin fine, il fatto che comunque lavori e ( forse, ogni tanto ) vieni pagato. Nel pomeriggio sono pure andato a tagliare l&#8217;erba da un possidente locale. Che onestamente paga meglio, sia pure in nero. E&#8217; bello lavorare dall&#8217;alba al tramonto, no ? Qui ho rimediato una botta alla gamba sana, vedevo le stelle mentre altri sorseggiavano prosecco disquisendo di rose e ortensie. Per\u00f2 per fortuna mi hanno telefonato dal Canton Ticino per intervistarmi sulla Fotografia. Tenevo del ghiaccio sul polpaccio e raccontavo di come col bianco e nero si scriva con la luce, cambiavo il filo al decespugliatore e parlavo dei miei viaggi e reportage, facevo la miscela e narravo del corso alla Corte dei miracoli di Fotografi Contro. E alla fine ho raccontato, prima di riprendere a tagliare erba e rovi, che l&#8217;altro giorno ho avuto l&#8217;immensa gioia di incontrare dopo una vita un vecchio compagno di battaglie anni &#8217;70 ( Renato Pisani, organizzatore di mostre e installazioni, scultore) a Roccatederighi. Dopo un lunghissimo abbraccio, lui mi ha detto che non siamo riusciti a cambiare il mondo, che i nostri figli son messi molto peggio di noi. Gli ho risposto di s\u00ec, per\u00f2 anche che adesso siamo in piedi, vivi, e<strong> non ci hanno piegato, e non ci piegheranno mai. Guaderemo fiumi d&#8217;erba e rovi, ma resteremo liberi. Liberi, perch\u00e8 le nostre idee e sogni cammineranno su buone gambe anche quando non ci saremo pi\u00f9 E resteranno le nostre foto Renato, quelle s\u00ec, non questi decespugliatori del menga. <\/strong>Quanto ai figli, siamo orgogliosi di avergli trasmesso la passione civile e insegnato a leggere scrivere e ragionare con la propria testa. Merce rara di questi tempi, senza prezzo. ( Nella foto, marzo &#8217;75 Andrea-Jo Venale. Andrea ci lasciato poco tempo fa, mentre insegnava italiano in Eritrea )\u00a0 <strong>Erasmo<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/jo-v.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2305\" title=\"jo v\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/jo-v-216x300.jpg\" alt=\"\" width=\"216\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u201cHo pensato che i cuori dei ribelli, chiss\u00e0, forse continuano a battere nei cuori degli altri ribelli che restano, e dei ribelli che verranno\u2026 perch\u00e9 nessuno muore mai del tutto finch\u00e9 c\u2019\u00e8 qualcuno che lo ricorda, finch\u00e9 resta viva la memoria di quei battiti affidati magari a un libro, a un film, ma soprattutto a quel sorriso dolce e un po\u2019 venato di amarezza, il sorriso di chi non si rassegna e sogna ancora, malgrado tutto, malgrado il mondo che ci ritroviamo attorno.\u201d<br \/>\n(<strong>Nessuno pu\u00f2 portarti un fiore \u2013 Pino Cacucci)<\/strong><br \/>\n\u201c- Non sei mica fascista? \u2013 mi disse. Era seria e rideva. Le presi la mano e sbuffai. \u2013 Lo siamo tutti, cara Cate, \u2013 dissi piano \u2013 Se non lo fossimo, dovremmo rivoltarci, tirare le bombe, rischiare la pelle. Chi lascia fare e s\u2019accontenta, \u00e8 gi\u00e0 un fascista.\u201d<br \/>\n<strong>(La casa in collina \u2013 Cesare Pavese )<\/strong><\/p>\n<p><strong>Fotografo contro: a Revolucao esta na rua, storia di una mostra fotografica che ha aspettato 40 anni<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/intervista-di-alberto-prunetti-su-il-reportage.html\">http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/intervista-di-alberto-prunetti-su-il-reportage.html<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.ilbecco.it\/internazionale-2\/europa\/item\/2284-40-anni-dopo-ritorna-in-portogallo,-la-storia-del-fotografo-toscano-stefano-pacini.html\">http:\/\/www.ilbecco.it\/internazionale-2\/europa\/item\/2284-40-anni-dopo-ritorna-in-portogallo,-la-storia-del-fotografo-toscano-stefano-pacini.html<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/li.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2328\" title=\"li\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/li-300x194.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"194\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Ancora sull&#8217;immagine,\u00a0recensione di Massimiliano Coviello<\/strong><br \/>\n<strong>del libro di C. Uva\u00a0\u00a0 Quando l&#8217;immagine \u00e8 politica<br \/>\n<\/strong><br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.carmillaonline.com\/2015\/09\/21\/quando-limmagine-e-politica\/\">http:\/\/www.carmillaonline.com\/2015\/09\/21\/quando-limmagine-e-politica\/<\/a><br \/>\n<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/cinema-uva-immagine-politica.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2314\" title=\"cinema-uva-immagine-politica\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/cinema-uva-immagine-politica-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Letto per voi :<\/strong><br \/>\n\u201cQuesti rivoluzionari di altri tempi sono invecchiati, ma non danno alcuna impressione di stanchezza. Non sanno cosa sia la leggerezza. La loro morale \u00e8 silenziosa, ma non lascia spazio ad alcuna ambiguit\u00e0. La violenza \u00e8 a loro familiare, il piacere della violenza \u00e8 invece profondamente sospetto. Sono solitari e diffidenti, ma appena si supera la soglia che li separa da noi, quella del loro esilio, si spalanca un mondo di ospitalit\u00e0 e solidariet\u00e0. Non sono dei malinconici, la loro cortesia \u00e8 proletaria. La loro dignit\u00e0 \u00e8 quella di gente che non ha mai capitolato. <strong>Non devono ringraziare nessuno. Nessuno li ha lanciati. Non hanno ricevuto nulla, nessuna sovvenzione . Il benessere non li interessa. Sono incorruttibili. La loro coscienza \u00e8 intatta. <\/strong>Non sono minimamente sfasciati, la loro salute fisica \u00e8 eccellente. Non sono depressi, non sono nevrotici, non hanno bisogno di droghe. Non si commiserano. Non si pentono. Le sconfitte non hanno insegnato loro a peggiorare. Sanno di avere compiuto errori ma non ritirano nulla. Gli antichi uomini della Rivoluzione sono pi\u00f9 forti di tutto ci\u00f2 che \u00e8 venuto dopo di loro. &#8221;<br \/>\n<strong>H. M. Enzensberger , capitolo finale de La breve estate dell&#8217;anarchia-vita e morte di Buenaventura Durruti<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/buenaventura-durruti.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2306\" title=\"buenaventura-durruti\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/buenaventura-durruti-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a><br \/>\n<strong>Visto per voi :<\/strong><br \/>\n<strong>Un documentario sulla Guerra Civile spagnola che prende i passi dalla Valdelsa e dall\u2019esperienza antifascista toscana. \u00c8 questo il lavoro che Francesco Corsi ha reso in immagini con il documentario\u201cMemorias\u201d, prodotto da Anpi Colle Val d\u2019Elsa e Kin\u00e9. <\/strong><br \/>\nIl film &#8211; attraverso la documentazione conservata negli <strong>archivi storici <\/strong>e le <strong>testimonianze <\/strong>di parenti, amici e compagni di partito &#8211; segue la storia di <strong>Leo Franci, Otello Marchi e Giordano Bruno Giachi<\/strong>, colligiani, antifascisti che hanno preso parte alla guerra civile spagnola nelle Brigate Internazionali a fianco dei repubblicani dove Franci mor\u00ec con i gradi di commissario politico e da dove gli altri ripartirono con una esperienza significativa e politica che avrebbero riversato nelle successive lotte in Italia.<br \/>\n<strong>www.memoriasfilm.org<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sacco e Vanzetti : il monologo nel film di Gian Maria Volont\u00e8<\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=PQSKc5K76lk\"><strong>https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=PQSKc5K76lk<\/strong><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/volon.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2307\" title=\"volon\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/volon-300x197.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"197\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Memoria ribelle : 2 ottobre 1920, quando a Scarlino gli anarchici occuparono una chiesa per farne un teatro. Da anni a Scarlino la chiesa di S. Martino \u00e8 contesa ai cattolici dalla popolazione che vuol farne un teatro. Ed \u00e8 cos\u00ec che il 2 ottobre cinque sovversivi maremmani ( Smeraldo Cignoni, Narciso Portanti, Giuffredo Guarguaglini, Riccardo Gaggioli e Bertoldo Bianchi ) si infilano nell&#8217;edificio sacro, issando sul campanile la bandiera nera dell&#8217;anarchia. Saranno presto raggiunti da un centinaio di rivoltosi-e. Ne usciranno solo dopo tre giorni dopo lunghe trattative con i carabinieri.<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/an.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2331\" title=\"an\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/an-300x220.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"220\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u201cDichiarandoci anarchici proclamiamo inanzi tutto che rinunciamo a trattare gli altri come non vorremo essere trattati noi da loro; di non tollerare pi\u00f9 la disuguaglianza che permetterebbe ad alcuni di esercitare la propria forza astuzia o abilit\u00e0 in maniera odiosa. Ma l\u2019uguaglianza in tutto- sinonimo di equit\u00e0- \u00e8 la stessa anarchia \u201d<br \/>\n<strong>Petr. A. Kropotkin La morale anarchica<\/strong><br \/>\nscarica qui gratis il libro<br \/>\n<a href=\"http:\/\/stradebianchelibri.weebly.com\/millelirepersempre.html\">http:\/\/stradebianchelibri.weebly.com\/millelirepersempre.html<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/krop.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2255\" title=\"krop\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/krop.jpg\" alt=\"\" width=\"220\" height=\"230\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>L\u2019anarchia spiegata a mia figlia : il nuovo libro di Pippo Guerrieri, BFS edizioni qui in free download e streaming<\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/archive.org\/details\/LanarchiaSpiegataAMiaFiglia\"><strong>https:\/\/archive.org\/details\/LanarchiaSpiegataAMiaFiglia <\/strong> <\/a><\/p>\n<p><strong>Io non credo nei partiti. Ma non perch\u00e9 siano stati occupati da persone disoneste. Io non credo nei partiti perch\u00e9 non credo nella delega. [&#8230;] Non sono un comunista. Io sono anarchico. Non mi interessa che il popolo vigili sull\u2019amministrazione pubblica. Io non credo che il popolo debba essere amministrato da qualcuno. Io voglio il superamento di questa democrazia, non che venga amministrata decentemente. Questo era il dibattito negli anni \u201960 rispetto ai manicomi. Qualcuno voleva umanizzarli, qualcun altro cancellarli. Si umanizza un\u2019istituzione disumana solo cancellandola. \u201d<\/strong><br \/>\n<strong>( Ascanio Celestini )<\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=m4Ze55-ygRg\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=m4Ze55-ygRg<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/ascanio-celestini-biglietti.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2308\" title=\"ascanio-celestini-biglietti\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/ascanio-celestini-biglietti.jpg\" alt=\"\" width=\"222\" height=\"222\" \/><\/a><br \/>\nle foto di questo numero sono in gran parte del movimento , di Stefano Pacini, facenti parte del progetto fotografico \u201cNoi sogniamo il mondo \u201c o di autori non identificati che ringraziamo anticipatamente<br \/>\n<strong>Link utili <\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/\">www.stefanopacini.org<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.lavoroculturale.org\/\">www.lavoroculturale.org<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.radiomaremmarossa.it\/\">www.radiomaremmarossa.it<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.carmillaonline.com\/\">www.carmillaonline.com<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.ltmd.it\/\">www.ltmd.it<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.infoaut.org\/\">www.infoaut.org<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/collettivoanarchico.noblogs.org\/\">http:\/\/collettivoanarchico.noblogs.org<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.senzasoste.it\/\">www.senzasoste.it<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.finimondo.org\/\">www.finimondo.org<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/femminismo-a-sud.noblogs.org\/\">femminismo-a-sud.noblogs.org\/<\/a><br \/>\nanarresinfo.noblogs.org<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.anarca-bolo.ch\/\">http:\/\/www.anarca-bolo.ch<\/a><br \/>\n<strong>Maremma Libertaria Esce quando pu\u00f2 e se e come gli pare. Non costa niente, non consuma carta e non inquina, se non le vostre menti. Vive nei nostri pensieri, perch\u00e8 le idee e le rivoluzioni non si fanno arrestare, si diffonde nell\u2019aere se lo inoltrate a raggera. Cerca di cestinare le cartoline stucchevoli di una terra di butteri e spiagge da bandiere blu, che la Terra \u00e8 nostra e la dobbiamo difendere! Cerca di rompere la cappa d\u2019ipocrisia e dare voce a chi non l\u2019ha, rinfrescando anche la memoria storica, che senza non si va da nessuna parte. Pi\u00f9 o meno questo \u00e8 il Numero 18 del\u00a025 settembre\u00a02015. Maremma Libertaria pu\u00f2 essere accresciuta in corso d\u2019opera ed inoltro da tutti noi, a piacimento, fermo restando l\u2019antagonismo , l\u2019antifascismo e la non censura dei suoi contenuti.<\/strong><br \/>\nIn Redazione, tra i cinghiali nei boschi dell\u2019alta maremma, Erasmo da Mucini, Ulisse dalle Rocche, il fantasma della miniera, il subcomandante capraio, Alberto da Scarlino, Alessandro da Grosseto, Antonello dalla Tuscia, Luciana da Pomonte, complici vari , ribelli di passaggio, maremmani emigrati a Barcelona e Cagliari<br \/>\n<strong>No copyright, No dinero, ma nel caso idee, scritti, foto, solidariet\u00e0 e un bicchiere di rosso.<\/strong><br \/>\n<strong>My way Sid Vicious !<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/youtu.be\/HD0eb0tDjIk\">http:\/\/youtu.be\/HD0eb0tDjIk<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/add.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2233\" title=\"add\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/add.jpg\" alt=\"\" width=\"252\" height=\"200\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Nostra patria il mondo intero, nostra legge la Libert\u00e0, ed un pensiero Ribelle in cuor ci sta<\/strong><br \/>\n<strong>(Pietro Gori)<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/youtu.be\/_KVRd4iny8E\">http:\/\/youtu.be\/_KVRd4iny8E<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/pietro-gori_iPiccy.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-98\" title=\"pietro gori_iPiccy\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/pietro-gori_iPiccy.jpg\" alt=\"\" width=\"147\" height=\"111\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Potranno tagliare tutti i fiori, ma non riusciranno a fermare la Primavera<\/strong><br \/>\n<strong>(Pablo Neruda)<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/youtu.be\/wEy-PDPHhEI\">http:\/\/youtu.be\/wEy-PDPHhEI<\/a><br \/>\n<strong>(Victor Jara canta Neruda)<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/victor.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2238\" title=\"victor\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/victor.png\" alt=\"\" width=\"251\" height=\"201\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Sempre, comunque e dovunque : Libert\u00e0 per tutti i compagni arrestati !\u2013 Fori i compagni dalle galere !-Libertad para todos los presos ! \u2013 liberdade para companheiros presos! -comrades preso askatasuna!- libert\u00e9 pour les camarades emprisonn\u00e9s!-freedom for imprisoned comrades !- Freiheit f\u00fcr inhaftierte Genossen!- \u03b5\u03bb\u03b5\u03c5\u03b8\u03b5\u03c1\u03af\u03b1 \u03b3\u03b9\u03b1 \u03c6\u03c5\u03bb\u03b1\u03ba\u03b9\u03c3\u03bc\u03ad\u03bd\u03bf\u03c5\u03c2 \u03c3\u03c5\u03bd\u03c4\u03c1\u03cc\u03c6\u03bf\u03c5\u03c2 ! \u2013 <\/strong>\u0627\u0644\u062d\u0631\u064a\u0629 \u0644\u0631\u0641\u0627\u0642<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/lotta.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2313\" title=\"lotta\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/lotta-300x194.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"194\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nostra patria il mondo intero- la guerra per l&#8217;immaginazione &#8211; Lucio Urtubia -sulla fotografia- Memorias -Raoul Vanegeim &#8211; Hendrix e Ciampi -a revolucao esta na rua-<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2288,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-2282","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-maremma-libertaria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2282","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2282"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2282\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2995,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2282\/revisions\/2995"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2282"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2282"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2282"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}