{"id":2088,"date":"2014-10-07T22:02:15","date_gmt":"2014-10-07T22:02:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/?p=2088"},"modified":"2021-10-23T19:37:29","modified_gmt":"2021-10-23T19:37:29","slug":"maremma-libertaria-n-16","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/2014\/10\/07\/maremma-libertaria-n-16\/","title":{"rendered":"Maremma libertaria n 16"},"content":{"rendered":"<h3><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/maremma.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-1984\" title=\"maremma\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/maremma-300x42.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"42\" \/><\/a><\/h3>\n<p><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/7-27-2011_0131.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2119\" title=\"7-27-2011_013\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/7-27-2011_0131-300x194.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"194\" \/><\/a><\/p>\n<h3><strong>Il passato e futuro contro il presente <\/strong><\/h3>\n<p>Un secolo. Considerato a una certa distanza sembra microscopico, appena un sospiro da un punto di vista storico. Ma \u00e8 anche il momento cardine fra nonni e bisnonni, fra volti noti e foto ingiallite, fra tratti vicini e storie lontane. 1914-1918.<br \/>\nSi avvicinano molte commemorazioni, magari alla presenza di signori signore alti dignitari. Si tengono discorsi che pretendono che \u00abnoi\u00bb abbiamo imparato dalla storia, che \u00abnoi\u00bb siamo ora sulla buona strada. Una nota effimera qui (i miglioramenti sono sempre possibili), una confortante pacca sulla schiena l\u00e0, e come apoteosi quell&#8217;inevitabile \u00abMai pi\u00f9 guerra\u00bb. Una barzelletta che non va fuori moda; le persone di potere che si ergono da pacifisti. Anche le esequie di Mandela hanno costituito una di quelle opere teatrali i cui attori sono conosciuti. Quelli che rivendicano il monopolio della violenza, comandano e armano eserciti e milizie (o polizie se preferite), stringono alleanze per conquistare e occupare territori (<em>war on terror <\/em>o missioni di pace, nella neolingua), timbrano le autorizzazioni di esportazione di materiale bellico con destinatari spesso ambigui ma dagli obiettivi sempre chiari; dall&#8217;oppressione allo sterminio. \u00c8 uno scherzo amaro. Si possono studiare le cause, trarre conclusioni? E allora? Vogliamo continuare a ripeterci con le nostra grida contro la guerra e i potenti, nell&#8217;attesa di un altro esito?La storia che si proietta nell&#8217;avvenire pu\u00f2 essere negata? Forse s\u00ec. Non \u00e8 ci\u00f2 che fanno gli anarchici? Battersi, contro ogni ragione (ovvero, contro la ragione di questa societ\u00e0), per un&#8217;altra possibilit\u00e0, quella della libert\u00e0. Non perch\u00e9 vogliamo essere martiri o pedanti che aspirano ad un posto nei libri di storia, come \u00abquelli che erano nel vero fin dall&#8217;inizio\u00bb. Questi stessi libri dimostrano gi\u00e0 che una simile speranza \u00e8 vana. <strong>Gli anarchici che lottavano contro le mobiltazioni della guerra erano convinti della propria causa. Loro o le loro idee hanno poi avuto qualche riconoscimento? Per niente. Ci\u00f2 rende i loro sforzi futili e persino ridicoli? Assolutamente no. Perch\u00e9 una ripetizione della storia, un conformismo con questa societ\u00e0, non \u00e8 la vita. La vita perde il suo significato,\u00a0 quando diventa una fatalit\u00e0, se noi rifiutiamo di agire <\/strong><br \/>\nVi auguriamo un tumultuoso 2014-2018.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/IMG_2170.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2092\" title=\"IMG_2170\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/IMG_2170-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a><br \/>\n\u2026&#8230;&#8230;.<br \/>\n<strong><em>Perch\u00e9 allora siamo anarchici?<\/em> Perch\u00e9 sappiamo che esistono solo due possibilit\u00e0: l&#8217;autorit\u00e0, o la libert\u00e0.<\/strong> Non vi \u00e8 nulla da reclamare nel senso di \u00abpi\u00f9\u00bb o \u00abmeno\u00bb libert\u00e0, attraverso ci\u00f2 spesso non si fa che indicare una data forma di gestione dell&#8217;autorit\u00e0. L&#8217;autorit\u00e0 pu\u00f2 gestire i rapporti sociali in maniera democratica, vale a dire con una sembianza di partecipazione ed un maggiore coinvolgimento dei cittadini, cos\u00ec come pu\u00f2 gestirli attraverso la guerra e il massacro. E quasi sempre le differenti forme di gestione sono presenti contemporaneamente, rafforzandosi le une con le altre.<br \/>\nL&#8217;autorit\u00e0 e la libert\u00e0 si escludono reciprocamente. E noi siamo anarchici perch\u00e9 vogliamo la libert\u00e0, la fine di ogni oppressione e di ogni sfruttamento. Se vogliamo la libert\u00e0, non pu\u00f2 esistere autorit\u00e0. \u00c8 la ragione per cui la lotta anarchica \u00e8 una lotta distruttrice. Essa non aspira a tenere a distanza o a ingentilire, n\u00e9 a minimizzare o ad adattare, la lotta anarchica mira alla distruzione, all&#8217;eliminazione dell&#8217;autorit\u00e0 sotto tutte le sue forme, in tutte le sue espressioni.<br \/>\nL&#8217;autorit\u00e0 si esprime in tutti gli ambiti della vita individuale e sociale. Contrariamente ad altre correnti rivoluzionarie, la lotta anarchica combatte l&#8217;autorit\u00e0 nel suo insieme, dunque in tutti i suoi aspetti.<strong> Essa rifiuta l&#8217;idea che certe espressioni dell&#8217;autorit\u00e0 debbano essere combattute come priorit\u00e0, che occorra per esempio distruggere prima il capitale e solo dopo lo Stato, prima la propriet\u00e0 privata e dopo il patriarcato. Tutte queste espressioni sono intimamente legate ed ecco perch\u00e9 l&#8217;anarchismo tende ad essere una lotta integrale. \u00c8 per questo che parliamo di <em>conflittualit\u00e0 permanente.<\/em><\/strong><br \/>\n<em>(Salto)<\/em><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/634.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2093\" title=\"634\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/634-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a><br \/>\n\u201cNon sono un ladro, n\u00e9 un assassino, sono un ribelle. Non vi riconosco il diritto di interrogarmi, perch\u00e9 qui, sono io l\u2019accusatore. Accuso questa societ\u00e0 matrigna e corrotta, in cui l\u2019orgia, l\u2019ozio e la rapina trionfano impuniti, e anzi venerati, sulla miseria e sul dolore degli sfruttati. Voi cianciate di furti, voi mi chiamate ladro come se un lavoratore che ha dato alla societ\u00e0 trent\u2019anni della sua avvilente fatica per poi non avere neppure il pane per sfamarsi, un cencio&#8230; per coprirsi, un canile in cui rifugiarsi, potesse mai essere un ladro. Voi sapete bene che mentite, voi sapete meglio di me che \u00e8 furto lo sfruttamento dell\u2019uomo sull\u2019uomo, che se al mondo vi sono dei ladri, questi vanno cercati tra coloro che oziando gozzovigliano a spese dei miserabili, i quali producono tutto, con le proprie mani martoriate. [\u2026]<br \/>\nIo non tendo la mano a chiedere l\u2019elemosina. Io pretendo che mi sia riconosciuto il diritto a riprendermi ci\u00f2 che mi \u00e8 stato tolto da una congrega di accaparratori, ladri e corrotti.<br \/>\nNon m\u2019ingannate pi\u00f9. E, in cuor mio, non vi perdono.\u201d<br \/>\n<strong>Dal discorso che l\u2019anarchico Cl\u00e9ment Duval pronuncia nel 1887 durante il suo processo<\/strong><br \/>\n<strong> (tratto da Nessuno pu\u00f2 portarti un fiore di Pino Cacucci)<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/barcelona-531.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2095\" title=\"barcelona-531\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/barcelona-531-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>In morte di Davide Bifolco&#8230;.<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><a href=\"http:\/\/www.zer081.org\/2014\/09\/11\/non-e-un-paese-per-poveri-davidebifolco-e-il-razzismo-di-classe-in-italia\/\">http:\/\/www.zer081.org\/2014\/09\/11\/non-e-un-paese-per-poveri-davidebifolco-e-il-razzismo-di-classe-in-italia\/<\/a><br \/>\nIl tutto supportato (e girato) dall&#8217;eccellente articolo di Wu Ming 1 sulla questione:<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=18935\">http:\/\/www.wumingfoundation.com\/giap\/?p=18935<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Napoli4.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2094\" title=\"Napoli4\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Napoli4-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Ricordando Marco Dinoi<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Tra il \u201csembra vero\u201d, con cui gli avventori del Grand Caf\u00e9 accoglievano nel 1895 le prime proiezioni cinematografiche dei fratelli Lumi\u00e8re, e il \u201csembra un film\u201d, con cui lo spettatore televisivo dell\u2019attentato contro le Twin Towers ha reagito a quelle immagini, c\u2019\u00e8 forse un salto cognitivo che manifesta un aspetto della nostra epoca con cui gi\u00e0 da tempo ci troviamo a fare i conti.<br \/>\n<strong>Ecco come inizia il libro di Marco Dinoi &#8220;Lo sguardo e l\u2019evento. I media, la memoria, il cinema&#8221;<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong>Su Lavoro Culturale potete leggerne un estratto, proprio oggi che ricorre l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/hashtag\/11settembre?source=feed_text&amp;story_id=698891093518305\">#11settembre<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.lavoroculturale.org\/lo-sguardo-e-levento-i-media-la-memoria-il-cinema\/\">http:\/\/www.lavoroculturale.org\/lo-sguardo-e-levento-i-media-la-memoria-il-cinema\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/IMG_1359.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2124\" title=\"IMG_1359\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/IMG_1359-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>A proposito di Fotografi in Corso alla Corte dei miracoli di Siena&#8230;<\/strong><br \/>\n<strong>\u201cLevate le serrature dalle porte, togliete anche le porte dai cardini !\u201d<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><strong>(Allen Ginsberg, Urlo, 1955)<\/strong><br \/>\nLa Fotografia non registra l\u2019esistente. Un approccio di questo tipo sarebbe limitativo per voi, per le vostre potenzialit\u00e0, per la buona riuscita del corso stesso.<br \/>\nLa Fotografia non \u00e8 avere una buona macchina, un buon manuale, un po&#8217; di occhio per la luce, n\u00e8, tantomeno, seguire pubblicit\u00e0 demenziali del tipo \u201cnon pensare, scatta!\u201d.<br \/>\nNon \u00e8 neppure solamente mettere in linea mirino, occhio e cuore, come raccomandava il grande Henry Cartier Bresson. O vagare per l\u2019Europa degli ultimi come il primo Joseph Koudelka, o confezionare grandi lavori emotivi-estetici come Sebastiao Salgado o rigorosi come Francesco Zizola.<br \/>\nAbbiamo cominciato quasi per gioco 10 anni fa, ma ogni volta \u00e8 diverso, dovete saperlo. Non \u00e8 un corso a \u201cfavore\u201d, non sar\u00e0 facile e neppure gradevole alle volte. Certo, faremo teoria e pratica, uscite e gite, incontri e scontri, ci misureremo con portfoli ed omaggi a fotografi scomodi, con un tema a fine anno per la mostra finale per chi vorr\u00e0 seguirci anche dopo Natale, primo passo verso l\u2019ignoto. Ma, se avete dubbi, se mollerete perch\u00e8 avete troppi impegni, se non vi sforzerete di fotografare e discutere, condividere le vostre imprese con noi e i compagni di avventura, NON ISCRIVETEVI. Non perdete tempo. In caso contrario vediamo di cambiare prospettiva! Il nostro non \u00e8 solo un corso, ma vuole essere una scelta consapevole. <strong>Perch\u00e9 siamo realisti, fotografiamo l&#8217;impossibile.<\/strong><br \/>\n<strong>La nostra Fotografia si fa braccio armato della nostra e altrui sofferenza, sensibilit\u00e0, desiderio. Deve essere uno sguardo ulteriore verso una realt\u00e0 taciuta ed ignorata, annichilita da un diluvio di immagini che con la Fotografia non hanno parentela, neppure alla lontana.<\/strong><br \/>\nDobbiamo fotografare l\u2019indicibile. Brandelli di umanit\u00e0, fantasmi erranti della Libert\u00e0, molliche di Pollicino di memoria storica, ma, soprattutto, l\u2019altro dal visibile.<br \/>\nIniziare a vagare per le citt\u00e0 con sguardo nudo senza riconoscerle, senza dare mai pi\u00f9 niente, niente, di scontato.<br \/>\nFotografare pu\u00f2 essere ben pi\u00f9 di una coperta robusta alla Linus.<br \/>\nFotografare pu\u00f2 essere la nostra zattera nel mare in tempesta oltre le colonne d\u2019Ercole. Un viaggio comunque di sola andata.<strong> Perch\u00e9, come scriveva Camillo Berneri dell\u2019Utopia (la Fotografia) accende una stella nel cielo della dignit\u00e0 umana, ma ci costringe a navigare in un mare senza porto. <\/strong><br \/>\n<strong>( Fotografi Contro)<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/corso.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2096\" title=\"corso\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/corso-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a><br \/>\n<strong>Grande workshop con Shobha Battaglia alla Corte dei miracoli&#8230;.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/soraya1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2151\" title=\"soraya\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/soraya1-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a><br \/>\nfoto di Soraya Gullifa<br \/>\nqui intervista a Shobha&#8230;.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.propagandatoscana.com\/interviste\/item\/shobha-battaglia-fotografa-nel-nome-della-fotografia.html\">http:\/\/www.propagandatoscana.com\/interviste\/item\/shobha-battaglia-fotografa-nel-nome-della-fotografia.html<\/a><\/p>\n<p>Almeno ricordiamoci del volto delle donne curde che muoiono combattendo contro la barbarie nazifanatica nell&#8217;indifferenza del nostro mondo occidentale..<br \/>\nonore alla compagna Arin Mirkan<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/curda1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2153\" title=\"curda\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/curda1-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" \/><\/a><\/p>\n<p>Sito da esplorare di comunit\u00e0 anarchiche<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.anarca-bolo.ch\">http:\/\/www.anarca-bolo.ch<\/a><\/p>\n<p>Un film molto attuale&#8230;come dice Fiorenza Bettini :<br \/>\n<strong>Nabi Saleh Film.<\/strong> Questo \u00e8 il film che ci hanno mostrato alcuni attivisti del Comitato di resistenza non violenta del villaggio di Nabi Saleh, West Bank. La nostra delegazione ha poi partecipato alla manifestazione del venerd\u00ec al fianco degli abitanti del villaggio insieme ad altri attivisti israeliani e internazionali. Recentemente sono stati due i giovani uccisi dalle pallottole dell&#8217;esercito: Rushdie nel 2012 e Mustafa del 2011.<br \/>\nEcco come intervengono i soldati con i civili palestinesi<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=4Uy72YZeC9s\">http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=4Uy72YZeC9s<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/cu.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2126\" title=\"cu\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/cu-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>buon compleanno a Piero Ciampi<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=9XT-YGZC6vw\">www.youtube.com\/watch?v=9XT-YGZC6vw<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/piero.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2097\" title=\"piero\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/piero.jpg\" alt=\"\" width=\"291\" height=\"173\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>45 anni fa a Woodstock, Jimy Hendrix, il titano della chitarra elettrica, dopo di lui il diluvio&#8230;&#8230;&#8230;<\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=sjzZh6-h9fM\"><strong>https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=sjzZh6-h9fM<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/jimy1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2099\" title=\"jimy\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/jimy1.jpg\" alt=\"\" width=\"299\" height=\"168\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Da\u00a0 Viterbo e dalla Tuscia un grande, incontenibile Antonello Ricci<\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=A0e4-wCk2Vs\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=A0e4-wCk2Vs<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/IMG_34601.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2143\" title=\"IMG_3460\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/IMG_34601-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a><br \/>\nWu Ming alla Corte Miracoli col foburgo di Pantaneto<\/p>\n<p><strong>Storia Libertaria<\/strong><br \/>\n<strong>gli ultimi fucilati dal regime franchista&#8230;..<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.infoaut.org\/index.php\/blog\/storia-di-classe\/item\/2734-27-settembre-1975-gli-ultimi-fucilati-dal-regime-franchista%22%20%5Ct%20%22_blank\">http:\/\/www.infoaut.org\/index.php\/blog\/storia-di-classe\/item\/2734-27-settembre-1975-gli-ultimi-fucilati-dal-regime-franchista<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/fucilati.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2122\" title=\"fucilati\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/fucilati.png\" alt=\"\" width=\"264\" height=\"191\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Banda armata maremmana, la Resistenza a sud di Grosseto Effigi ed.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/068.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2147\" title=\"068\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/068-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n<p>&#8220;<strong>Per me la lotta contro il potere, anche nelle sue forme pi\u00f9 sottili, pi\u00f9 interiorizzate, \u00e8 l&#8217;unica strada per conquistare la gioia reale di vivere, di amare, di giocare<\/strong>. Non \u00e8 facile, poich\u00e9 spesso la lotta per la sopravvivenza ti inaridisce e ti ottunde. Spesso il passato che pure ritieni di avere superato e liquidato ti risalta addosso con suoi rigurgiti castranti. Spesso risulta estremamente difficile scollarsi dai ruoli che i rapporti sociali t&#8217;impongono e che tutti sembrano richiederti. E&#8217; essenziale comunque gettare tutta la propria passione nella continua ricerca di una condotta che spacchi l&#8217;esistente, di una condotta che ti permetta di giocare con i ruoli e su di essi (contro di essi) senza mai accettarne la corazza. Non ci si pu\u00f2 identificare in null&#8217;altro che non sia il nostro processo di negazione . Non sempre ci riesco, ma il mio sforzo massimo e quotidiano \u00e8 proprio per giocare sui ruoli, sapendo alla peggio subire, ma mai accettando l&#8217;esistente e le sue imposizioni.\u201d<br \/>\n<strong>(da un&#8217;intervista a Riccardo D&#8217;Este, in &#8220;Vivere a sinistra. Vita <\/strong><strong>quotidiana e impegno politico nell\u2019Italia degli anni \u201970&#8243;)<\/strong><br \/>\n<strong>nuovo sito sul pensatore ribelle Max\u00a0 Stirner<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.maxstirner.org\">http:\/\/www.maxstirner.org<\/a><\/p>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/julian.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2100\" title=\"julian\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/julian.jpg\" alt=\"\" width=\"252\" height=\"200\" \/><\/a><\/p>\n<p>Trovo questo vecchio pezzo del <strong>Living Theatre <\/strong>ancora attuale e splendido&#8230;<br \/>\n<strong>Julian Beck<\/strong><br \/>\n<strong>Pinelli Baader manifesto<\/strong><br \/>\n(traduzione di Serena Urbani)<\/p>\n<p>Il corpo di Giuseppe Pinelli<br \/>\ncontinua a cadere dal quarto piano di ogni edificio italiano<br \/>\nogni giorno per ogni donna italiana<br \/>\nche nella voce di vita del suo corpo protesta contro questo cadere<br \/>\nuguale al suo stesso cadere ai piedi di ogni uomo italiano<br \/>\nmente femminile serrata in sottomissione<br \/>\nil corpo di Giuseppe Pinelli<br \/>\nancora e ancora cade dal quarto piano<br \/>\nd&#8217;ogni palazzo del privilegio<br \/>\nemblema d&#8217;un popolo ridotto al silenzio<br \/>\nil corpo di Giuseppe Pinelli<br \/>\nbuttato gi\u00f9 dal quarto piano del cielo<br \/>\nogni giorno per ogni lavoratore italiano<br \/>\ncon la sua vita buttata via<br \/>\ndal lavoro forzato che uccide<br \/>\nil corpo di Giuseppe Pinelli<br \/>\ngiace sprecato sul selciato<br \/>\ntragico rifiuto<br \/>\ncome i corpi di tutti i disoccupati<br \/>\nstivati da capitale e stato nei campi di concentramento della povert\u00e0<br \/>\nil corpo di Giuseppe Pinelli<br \/>\ncacciato fuori dalla finestra d&#8217;una piramide<br \/>\nda sicari militari che brindano a principi<br \/>\nscritti su tavole di pietra e pergamene<br \/>\ntenute assieme da ganci di morte<br \/>\nil corpo di Giuseppe Pinelli<br \/>\ncade dalla finestra della questura di Milano<br \/>\nera il mio corpo quello che \u00e8 caduto<br \/>\nma continuo a cantare per voi<br \/>\nnon potete fermarmi<br \/>\nle mie labbra ancora vibrano come la morta bocca d&#8217;Orfeo<br \/>\ne scorre la voce di Giuseppe Pinelli<br \/>\nsuoni di luce per trasformare la guerra di classe in amanti<br \/>\ne le prigioni in vuote reliquie della tirannia fallocratica<br \/>\nil corpo di Giuseppe Pinelli<br \/>\nche cade a morte<br \/>\n\u00e8 il corpo d&#8217;ogni vittima della violenza<br \/>\n\u00e8 il corpo d&#8217;ogni bambino picchiato<br \/>\nd&#8217;ogni donna sotto il peso della propriet\u00e0<br \/>\nil corpo di Giuseppe Pinelli<br \/>\ncade come le speranze dei bambini<br \/>\nquando imparano che la vita dal dolce sapore<br \/>\ndiventer\u00e0\u00a0\u00a0 \u00a0 dalle otto di mattina alle otto di sera<br \/>\ncome morte dal sapore di metallo paga zuppa denaro<br \/>\nquando verr\u00e0\u00a0\u00a0 \u00a0 il loro turno di trovarsi un lavoro<br \/>\ned essere cacciati fuori dalla finestra della vita<br \/>\nil corpo di Giuseppe Pinelli cade<br \/>\ncome la risposta delle autorit\u00e0 porta in faccia<br \/>\nalla richiesta del permesso d&#8217;aver sentimenti<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/IMG_9510.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2102\" title=\"IMG_9510\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/IMG_9510-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a><\/p>\n<p>il corpo di Giuseppe Pinelli che cade<br \/>\n\u00e8 l&#8217;eclisse di dio<br \/>\nl&#8217;oscuramento delle sante possibilit\u00e0<br \/>\nil corpo di Giuseppe Pinelli che cade<br \/>\n\u00e8 il cibo faticosamente prodotto dai contadini<br \/>\nfinch\u00e8\u00a8 il cielo della loro vita si \u00e8 dissanguato all&#8217;orizzonte<br \/>\ned \u00e8\u00a8sparito<br \/>\n\u00e8 il cibo che viene poi sprecato<br \/>\nnelle fogne d&#8217;ammassi inceneritori istituzionali strategie<br \/>\ndi prezzi e mercati<br \/>\nil corpo di Giuseppe Pinelli<br \/>\n\u00e8 il corpo di tutti noi<br \/>\nche abbiamo spiato tra le fessure del crepuscolo<br \/>\nil corpo di Giuseppe Pinelli che cade<br \/>\n\u00e8 il corpo di sette lavoratori sette poeti caduti questa mattina<br \/>\ndalla finestra d&#8217;una fabbrica quando tutto \u00e8 saltato in aria<br \/>\nchimica di morte valvole difettose e moralit\u00e0<br \/>\ncorpi buttati come zavorra da un sistema che non sa amare<br \/>\nabbastanza i corpi<br \/>\nil corpo di Giuseppe Pinelli<br \/>\n\u00e8 il corpo di un anarchico che vedeva i prigionieri<br \/>\nnei pi\u00f9 oppressi lavoratori sotto padrone<br \/>\nnell&#8217;essere umano pi\u00f9 afflitto<br \/>\na fianco di quelli che muoion di fame e sono perseguitati<br \/>\ne si disperano e son ridotti alla follia<br \/>\ne di quelli che son brutalizzati dal servizio militare e dall&#8217;attesa<br \/>\ndi rapporti profondi nei corridoi<br \/>\ndella burocrazia e di poter pulire i pavimenti nelle petroliere d&#8217;Alaska<br \/>\ne nelle sale del trono della democrazia senza umiliazione<br \/>\nil corpo di Giuseppe Pinelli cade<br \/>\ncome cadono nel buco del tempo tutti i corpi di tutti i prigionieri<br \/>\ndi tutte le prigioni del mondo<br \/>\ne tutto il mondo \u00e8\u00a8una prigione tenuta dallo stato<br \/>\ne dovunque c&#8217;\u00e8\u00a8una prigione c&#8217;\u00e8 anche uno stato<br \/>\nil corpo di Giuseppe Pinelli \u00e8 caduto<br \/>\nportando in s\u00e8 la coscienza che si pu\u00f2 vivere senza polizia<br \/>\nquando gli uomini abbandonano il mito<br \/>\nche possedere carne umana per esempio una donna<br \/>\nsia un piacere<br \/>\nil corpo di Giuseppe Pinelli cade come una musica<br \/>\ne le sue note per un secolo ci chiameranno<br \/>\nin assemblea generale a creare un teatro nel quale<br \/>\nnulla sia forzato<br \/>\nil corpo di Giuseppe Pinelli che cade<br \/>\n\u00e8 il corpo di un anarchico convinto<br \/>\nche \u00e8\u00a8possibile per noi produrre e distribuire<br \/>\nogni chicco di riso necessario a nutrirci tutta la vita<br \/>\nsenza banchieri e statisti a decidere chi deve piantarlo e<br \/>\ntrasportarlo e chi dev&#8217;esser pagato e a che prezzo<br \/>\nil corpo di Giuseppe Pinelli che cade<br \/>\n\u00e8 il corpo di tutti gli anarchici convinti<br \/>\nche possiamo metter ordine nel caos malato delle nostre esistenze<br \/>\nin questo squallido ospedale tenuto dallo stato<br \/>\norganizzando il nostro sano folle impulso di libert\u00e0<br \/>\nsapendo che il tempo \u00e8 la realt\u00e0\u00a0\u00a0 \u00a0 della libert\u00e0<br \/>\nil corpo di Giuseppe Pinelli<br \/>\nvola nell&#8217;aria<br \/>\nagitando garze di sogni e fasce d&#8217;una nuova medicina chiamata<br \/>\nmutuo soccorso concepita<br \/>\nda dottori anarchici per ricomporre i nostri bilioni di corpi smembrati<br \/>\nil processo di guarigione che si chiama rivoluzione<br \/>\nil corpo di Giuseppe Pinelli<br \/>\nsta cadendo \u00e8 caduto ed ancora cadr\u00e0<br \/>\ne tutti noi siamo il corpo di Giuseppe Pinelli e stiamo cadendo<br \/>\ne la caduta deve finire dentro il sacco della morte<br \/>\na dispetto di tutti i sogni e le ali di fasce di garza<br \/>\ne siamo caduti<br \/>\ne continueremo a cadere per sempre&#8230;..<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/pi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2101\" title=\"pi\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/pi.jpg\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>L&#8217;angolo di Luciana Bellini<\/strong><br \/>\n<strong>Questo \u00e8, in anteprima, l&#8217;introduzione per il nuovo, arrabbiato libro, di Luciana Bellini, prossimamente in giro per la Maremma libertaria&#8230;<\/strong><br \/>\nC&#8217;era una volta una osteria ,vicino a Massa Marittima ,che presentava a cena uno scrittore,o un poeta, o un fotografo, insomma, che si dava parecchio da fare. Correva l&#8217;anno 2002,\u00a0 quella sera l&#8217;ospite era Luciana Bellini. Di lei sapevamo ben poco, che i computer e le applicazioni stentavano ad arrivare nelle terre alte selvagge, e il vento ci aveva solo portato notizie frammentarie : scrittrice-contadina maremmana di Pomonte vicino a Scansano, autrice di un alcuni libri, &#8221; Racconti raccontati&#8221;,&#8221; C&#8217;\u00e8 una volta la Maremma &#8221; e &#8220;la Capitana&#8221; editi da Stampa Alternativa. Pareva quindi una serata avviata nel solco del folclore locale, tortelli vino e un poco di nostalgia per la nostra terra che fu. O forse anche lirica e interessante come qualche mese prima, quando alcuni grandi poeti estemporanei si erano sfidati nei contrasti in ottava rima fino a tarda notte.<br \/>\nNiente di tutto questo, quella sera abbiamo avuto la sorpresa e il piacere di conoscere una piccola grande donna, una piccola grande raccontastorie, piccola per la statura fisica, s&#8217;intende. Anello di congiunzione tra la nostra infanzia a pane strofinato col pomodoro, tra la nostra memoria e lingua dimenticata, ed un presente di smarrimento ma anche di ricerca di radici, identit\u00e0 e nuove sfide.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/luciana-b.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2103\" title=\"luciana b\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/luciana-b.jpg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"160\" \/><\/a><\/p>\n<p>Luciana si ergeva tranquilla, sorridente, parlando in una lingua viva, colorata, fantasiosa, nuova eppure arcaica, trascritta pari pari nei suoi libri, trascinando i presenti, i lettori, all&#8217;interno di un mondo vivo, tutt&#8217;altro che nostalgico ed imbellettato. Man mano che avanzava il suo racconto, che nulla aveva a che fare con una presentazione classica di un libro, cessavano tutti quei fastidiosi rumori e spostamenti da osteria, anche chi era l\u00ec per caso era stato catturato dai colori di Luciana, che aveva azzittito persino l&#8217;editore alternativo. Una ragazza aveva alzato il gomito\u00a0 interrompendo pi\u00f9 volte all&#8217;inizio, con frasi scombinate, i nostri tentativi di farla ragionare senza risultato, ma Luciana, senza fare una piega, si era seduta accanto a lei, abbracciandola e accarezzandola sui capelli, ammansendola un po&#8217; a met\u00e0 tra una creatura e una bestiolina, senza avere pi\u00f9 interruzioni. Ecco, quella sera \u00e8 stato amore a prima vista, a prima veglia. Che le veglie nei poderi ci evocava col suo narrare. E l\u00ec \u00e8 iniziato un percorso letterario e girovago, culinario e storico sempre imprevedibile, nuovo, diverso. Che Luciana \u00e8 anche una gran cuoca, e al podere Ragnaie ci siamo capitati diverse volte da lei e da Elvo, il capoccia. Se poi la inviti non si tira indietro, partecipa con piacere alle serate &#8220;serie&#8221; o alle baldorie presentative di una certa Maremma Libertaria divertendosi un monte.<br \/>\nLuciana sforna libri : ne &#8220;la Terra delle Donne&#8221; si fa portavoce delle donne delle campagne maremmane durante la riforma agraria. Luciana racconta anche cos&#8217;\u00e8 raggiungere una et\u00e0 in cui riprendi fiato e ti accorgi che i figli sono andati via di casa, inizi a fare bilanci senza sconti ed ecco il recente &#8221; il mestiere finito &#8221; uno di quei libri che segnano un passaggio fondamentale: come dice mirabilmente il suo recensore Antonello Ricci :<br \/>\n&#8220;&#8230; con <em>Il mestiere finito<\/em> Luciana abbandona definitivamente il suo bozzolo di scrittrice contadina per volare, finalmente libera farfalla, scrittrice <em>tout court<\/em>. Scrittrice punto-e-basta. Eh s\u00ec, perch\u00e9 stavolta Luciana trova il coraggio di attaccare con le armi del racconto i luoghi pi\u00f9 profondi remoti protetti (spesso rimossi) della nostra vita di uomini e donne: il privato del nucleo coniugale, le speranze disattese, le frustrazioni di una vita, il silenzio e le incomprensioni di una vecchiaia che prima o poi arriver\u00e0. A fianco di un uomo con il quale non si riesce a parlare di desideri e attese. Di cose pi\u00f9 intime di quelle quotidiane. Di cose spirituali. E quindi si soffre. Ma proprio in questo frangente di bilanci urgenti, ultimativi quanto problematici, va detto che Luciana si rivela capace di analizzare fino in fondo con occhio impietoso e spassionato la propria fragilit\u00e0 di donna, di essere umano, la propria solitudine, la propria inestinguibile voglia di felicit\u00e0 e poesia, finendo per trovare accenti di verit\u00e0 universale. Luciana riesce insomma a trasfigurare la propria vita in letteratura senza aggettivi. <em>Il mestiere finito<\/em> \u00e8 un racconto amaro, caustico a tratti. Ma anche (come sempre, in Luciana) lieve, pieno di garbo, pronto al sorriso. Luciana sempre innamorata della vita come miracolo. Sempre speranzosa nel domani come nuovo <em>incipit<\/em>. Sempre perdutamente innamorata del suo Elvo. E, infine, sempre ostinatamente felice sotto il cielo fecondo e turbolento di un mestiere finalmente ritrovato. E riprincipiato. Il mestiere di scrittrice.&#8221;<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/IMG_4548.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2104\" title=\"IMG_4548\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/IMG_4548-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a><br \/>\nE allora Luciana risponde a queste note da par suo ricordando l&#8217;avvento della plastica e della modernit\u00e0 nelle campagne maremmane in un piccolo ma straordinario racconto che andrebbe fatto leggere nelle scuole, e ai nostri figli :<br \/>\n<em>&#8220;&#8230;.Dopo un po\u2019 di tempo passarono gi\u00f9 pel vicolo du\u2019 omini co\u2019 sacchi \u2018n spalla, ma n\u2019erano cenciaioli: erano mercanti ! Questo per\u00f2 s\u2019\u00e8 capito dopo. Pagavano e pagavano bene secondo quelle donne. Compravano di tutto: si contentavano di poco ch\u00e8 pigliavano anche la roba rotta! Pi\u00f9 era vecchia meglio era. Quella volta a la mi\u2019 nonna gli sparirono di casa du\u2019 lumini Richard Ginori. Nel bianco de la porcellana le roselline rosa spiccavano tra i bordi orlati e ricamati di pi\u00f9, e quella specie di bicchierino che stava l\u00ec sopra pareva \u2018l giocattolo d\u2019una bambola Regina. A me, quei du\u2019 lumini m\u2019 incuriosivano, e la mi\u2019 nonna m\u2019aveva detto che l\u00ec, prima-prima ci tenevano \u2018l caff\u00e8 in caldo. Si chiamavano lumini da notte perch\u00e8 si tenevano \u2018n camera, e se \u2018n nottata ti sentivi male bevevi subito qualcosa di caldo. Tira tira la mi\u2019 nonna ci ricav\u00f2 cinquemila lire, ma nel prezzo c\u2019era compresa anche la tazza da colazione col manico arricciolato che quei mercanti avevano adocchiato dentro il caffeause. Quella volta per\u00f2 c\u2019ebbe da contratt\u00e0: si sgol\u00f2 perch\u00e8 gli sembrava troppo poco, lei voleva di pi\u00f9 ! Un mi sembr\u00f2 contenta: pensosa rigirava quel foglio di carta tra le mani. Pareva stanca. Si mise a sed\u00e8: guardava i soldi, guardava la vetrina..ma ormai i passi di quell\u2019omini erano gi\u00e0 spariti su pel vicolo. Allora \u2018nno sapevo, ch\u2019ero troppo piccina, oggi per\u00f2 so\u2019 sicura che quel giorno con cinquemila lire quei mercanti di ricordi, oltre a quell\u2019oggetti gli portarono via anche \u2018n pezzetto di vita a la mi\u2019 nonna: quella la presero e gne la pagarono. Per poche migliaia di lire quell\u2019omini senza scrupoli, \u2018n passo alla volta \u2018n passo alla volta, ci portarono via un po\u2019 di memoria&#8230;&#8221;<\/em><br \/>\nLuciana\u00a0 ha un cassetto pieno di quaderni scritti fitti fitti con calligrafia minuta, e non si sa mai cosa tirer\u00e0 fuori. A chi le chiede come ha iniziato a scrivere, risponde sempre con l&#8217;aria di scusarsi &#8220;m&#8217;\u00e8 scappato di scrivere&#8221;. S\u00ec, perch\u00e8 ricorda a tutti che le piaceva leggere, che nelle strette economie di una famiglia di campagna con tre figli quando faceva la spesa al mercato spesso riusciva a farci entrare anche un librino, ma, a pensarci bene, si \u00e8 messa a scrivere perch\u00e8 doveva raccontare e ricapitolare, e a quel famoso scrittore che durante un dibattito le disse della sua personale stanchezza e difficolt\u00e0 nella sua opera, replic\u00f2 sorpresa &#8221; Povero ! Non la invidio, che per me scrivere \u00e8 un piacere, \u00e8 una gioia, se mi dovesse costare fatica non lo farei! &#8220;.<br \/>\nQuesto \u00e8: Luciana si diverte, con lo spirito di quella bimba coi capelli arruffati, ribelli, che a scuola non ci voleva andare perch\u00e8 preferiva i giochi di strada, l&#8217;aria aperta, e costretta nel banco si sentiva soffocare. Luciana si diverte e si prende in giro per non montarsi la testa, che quando a sua insaputa mandarono un suo racconto ad un concorso letterario ed arriv\u00f2 quinto, all&#8217;amica al telefono che le diceva &#8220;tieniti forte&#8221; replic\u00f2 &#8220;ma mi terr\u00f2? Torno ora da mungere duecento pecore!&#8221; e alla notizia &#8220;guarda che sei arrivata quinta!&#8221; ribad\u00ec &#8220;ah! Ma quanti s&#8217;era, cinque?&#8221;<br \/>\nE scrive, scrive&#8230; scrive vere lettere con buste colorate, fogli spiegazzati, ci scrive talmente bene e di cuore che anni fa facemmo un libriccino &#8220;millelire&#8221; dal titolo &#8220;Bellini queste lettere! Lettere di Luciana Bellin agli amici&#8221; per non perderle, per costudire le immagini che ci trasmetteva dalle campagne di Pomonte.<br \/>\n<em>&#8221; No, io a casa non mi sento !!! Ci vivo, per\u00f2, in questo mondo di &#8220;noi&#8221; e di &#8220;loro&#8221;: i DOC, europei, bianchi e puliti, mi puzzano tanto e sempre di pi\u00f9. Mi sento, io che so&#8217; la classica casalinga di Voghera, s\u00ec, mi sento nera, gialla,albanese, terrona, zingara, sporca ch\u00e8, il pulito in doppiopetto sull&#8217;attenti coll&#8217;inno sempre pronto alle stragi e ai funerali, non lo capisco, non lo sopporto. Le parate, i comizi : io ho paura di loro-sistema, di loro-potere, e non dei marocchini, dei senegalesi e delle badanti,che pur facendoci comodo, chiamiamo vucumpr\u00e0 e basta. La loro casa \u00e8 la mia casa : senza maschere di perbenismo, senza educazione, senza &#8220;inriga! &#8220;, insomma, cos\u00ec, sbracati e basta, \u00e8 la mia casa !&#8221; <\/em><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/tre-pezzi-100-lire_khora.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2105\" title=\"tre-pezzi-100-lire_khora\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/tre-pezzi-100-lire_khora-216x300.jpg\" alt=\"\" width=\"216\" height=\"300\" \/><\/a><br \/>\nLuciana che, nella quarta di copertina, faceva di s\u00e8 in poche righe un ritratto calzante :<br \/>\n<em>&#8220;C&#8217;\u00e8 da di&#8217; poco: il curriculum mio, non esiste, scritto e nemmeno nel computer! Eh, un pezzo di carta da incorniciare e appendere dietro la scrivania non c&#8217;\u00e8, un mestiere vero e intero nemmeno, dunque la carriera \u00e8 quella che \u00e8. Da quando mi so&#8217; maritata, io so&#8217; riconosciuta come Coadiuvante al capoccia. Senti che titolo&#8230;quando lo lessi, prima mi sembr\u00f2 &#8216;na parolaccia,poi, dissi: Merda !!! Ch\u00e8, forse, era qualcosa di pi\u00f9. Te lo sai, io, a scuola non c&#8217;andavo volentieri, ch\u00e8, volevo sta&#8217; tutto&#8217;l giorno a gioca&#8217; pe&#8217; la strada, a imbrattammi di terra, d&#8217;acqua, di sole e di neve. Quello mi garbava a me. Per\u00f2 le femmine dovrebbero sta&#8217; sempre all&#8217;ordine diceva la mi&#8217; mamma, composte, precise, educate, pettinate&#8230;E io &#8216;sti spaghetti di capelli, anche oggi che so&#8217; vecchia, no, il pettine n&#8217; ce la fa, s&#8217;arrende, non li doma ! Forse &#8216; sti capelli matti&#8230;quella so&#8217; io !Questa qui: sempre il solito bastian contrario, il no congenito; nel vedere, nel bello a tutti i costi dentro al bello e al buono, il finto ! &#8220;<\/em><\/p>\n<p><strong>La Luciana ribelle, ironica, persino quella invelenita contro un mondo che pare andare a ramengo \u00e8 comunque una scrittrice serissima, che, con garbo e un registro sempre lieve e poetico, riesce a raccontare storie molto dure, storie quasi sempre omesse, taciute, storie chiuse nei personali armadi del ricordo, del dolore, della vergogna persino. Storie che comunque inducono a riflettere sull&#8217;altro ieri che gi\u00e0 ci pare perso, lontanissimo, che ci toglie la terra da sotto i piedi, mentre vaghiamo in questo anonimo immanente presente, senza prospettive, senza legami, senza futuro. Ma Luciana ci prende per mano con i suoi racconti, ci fa ricordare, riflettere e sognare, e allora ci sentiamo veramente meno soli.<\/strong><br \/>\n(Stefano Erasmo)<\/p>\n<p><strong>Storie della Maremma che non si pieg\u00f2<\/strong><br \/>\n<strong>13-14 giugno 1944: la strage di Niccioleta<\/strong><br \/>\nNiccioleta per la mia infanzia era il villaggio minerario a poche centinaia di metri dal podere dove ero nato e abitavo. Era il luogo di approdo di bus di operai e di passaggio di bus di studenti che scendevano dai poggi per la scuole di Massa Marittima. Era il luogo ove il 4 dicembre volate di mine a salve facevano tremare tutta la zona per festeggiare S. Barbara dei fulmini, la protettrice di pompieri, artificieri e minatori. Era, nonostante allora fosse piuttosto popolato e attivo, un luogo triste, ove s&#8217;intuiva subito che si era svolta una tragedia. Era, \u00e8, un villaggio decisamente antifascista, ricordo una manifestazione corteo per le sue vie indetta dalla sinistra extraparlamentare contro il fermo di polizia, Andreotti e Almirante, con la gente che si affacciava dalle finestre ritmando insieme a noi &#8220;missini assassini ! morte al fascio- morte al fascio -morte al fascio&#8230;. &#8221;<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/nic.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2106\" title=\"nic\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/nic-300x216.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"216\" \/><\/a><\/p>\n<p>Niccioleta era un podere, boschi di noccioli e acacie, pi\u00f9 su verso Prata castagni, e poi cinghiali a popolarne i boschi. Questo fino al 1930. Poi la scoperta da parte della Montecatini di un importante filone minerario di pirite, &#8221; oro degli sciocchi&#8221; per la sua lucentezza, il minerale ferroso fondamentale per ottenerne acido solforico per la grande industria. Siamo in pieno fascismo e l&#8217;autarchia si afferma sempre pi\u00f9 nell&#8217;economia nazionale. Quindi a Niccioleta si apre una miniera, ma non una miniera qualsiasi, ma una miniera-villaggio minerario modello fascista, che il regime investir\u00e0 molto in questo, per averne anche un ritorno d&#8217;immagine propagandistica. Ed ecco l&#8217;incrocio principale in cui oggi a pochi metri di distanza si fanno compagnia una Madonna e il monumento ai minatori caduti, sulla destra la piazza principale con il dopolavoro fascista , lo spaccio aziendale, i palazzi degli operai di moderna concezione per l&#8217;epoca, la chiesa dedicata a S. Barbara, protettrice dei minatori, e,invece, a sinistra della piazza, le palzzine degli impiegati e dirigenti, fino alla villa pi\u00f9 grande del direttore della miniera. Poi la sbarra con il sorvegliante e gli impianti estrattivi, la palazzina della direzione, quella del dottore, le officine, laverie , gli spogliatoi. Tutto nuovo, ben squadrato e organizzato. Alcuni vecchi minatori canzonano i pi\u00f9 giovani &#8220;siete diventati tutti signori ! &#8221; quando il fascio organizza camion per il trasporto dei minatori da Massa Marittima alla miniera : fino ad allora erano 8 km da fare a piedi o in bici dal buio dell&#8217;alba al buio della sera a\u00a0 fine turno, una minestra, del pane, vino, poche ore di sonno prima di ricominciare. Un lavoro durissimo, esposto a incidenti, crolli, alla silicosi, la malattia che pian piano corrompe i polmoni di polveri fini fino a morirne. Eppure un lavoro privilegiato all&#8217;epoca, ben pagato rispetto alla fame e alle fatiche ancora maggiori dei campi e dei boschi maremmani. A Niccioleta piovono da molte regioni, scapoli e ammogliati, dalla Calabria e dal Veneto, dalla Sardegna e dalla Sicilia, ma, soprattutto, per le chiusure di miniere locali, dal Monte Amiata, molti da S. Fiora. Sono gli anni del consenso al regime, della proclamazione di un Impero farlocco ma che sar\u00e0 letto come possibilit\u00e0 di fuggire alla fame, di nuove colonizzazioni, di nuove vite. <strong>Eppure, anche quando l&#8217;opposizione antifascista pare relegate all&#8217;estero e solo 12 professori universitari su oltre 4000 oseranno rifiutare il giuramento di adesione al partito fascista per poter insegnare, a Massa Marittima alcuni eroi che daranno la vita nella lotta di Liberazione ( Norma Parenti e la trattoria ononima sede per tutto il ventennio di riunioni antifasciste, Elvezio Cerboni, Enrico Filippi , Otello Gattolie molti altri) tengono viva la resistenza al regime. <\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/norma.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2114\" title=\"norma\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/norma-300x293.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"293\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>E a Niccioleta saranno proprio i minatori venuti dall&#8217;Amiata a non piegarsi mai. <\/strong>Abbiamo notizie di canti clandestini per il 1 maggio, di attriti sempre pi\u00f9 forti con i giovani del luogo cresciuti ed educati ad un fascismo fanatico, di un palco segato ad un gerarca e infine, di una grossa scazzottata tra le opposte fazioni con il pretesto del carnevale e di una maschera irridente ad uno squadrista. Lo scoppio della guerra, la militarizzazione del lavoro, i viveri razionati, non faranno che accrescere il malcontento e l&#8217;aperta ostilit\u00e0 al regime. La caduta del fascismo sar\u00e0 salutata con gioia, le bande partigiane formatesi a pochi giorni dall&#8217;8 settembre, riceveranno uomini e equipaggiamenti.<strong> Inutilmente bandi repubblichini e nazisti ( firmati dall&#8217;allora sottosegr. Almirante, la copia originale che lo incastr\u00f2 di fronte alla storia \u00e8 conservata nel Comune di Massa Marittima) minacciano fucilazioni e rappresaglie. <\/strong> I primi giorni di giugno un nucleo partigiano irrompe nel villaggio che li accoglie festosamente : Dino- Dick leva il cappello al direttore della miniera e mettendoselo in testa gli dice: &#8220;adesso comandiamo un po&#8217; noi,\u00a0 va bene ?&#8221; Ai pochi squadristi vengono sequestrate armi e gagliardetti, e vengono rinchiusi in casa. La moglie di uno di loro dir\u00e0: &#8221; oggi ridete ma presto piangerete&#8221;. Sono gli ultimi giorni di guerra in alta maremma, i nazifascisti sono in ritirata, ancora non \u00e8 iniziata la lunga catena delle stragi che in pochi mesi in Toscana provocher\u00e0 oltre 4000 morti tra i civili inermi. I minatori organizzano turni di guardia alla miniera, temono che vengono fatti saltare gli impianti dai tedeschi in ritirata. Alcuni dei fascisti tra cui Nucciotti, Maggi e Calabr\u00f2 scappano di notte e raggiungono il vicino comando tedesco di Pian di Mucini. Ingigantiscono i fatti, parlano di centinaia di minatori-partigiani in armi. Il comando tedesco devia su Niccioleta un battaglione di ss italo-tedesco e all&#8217;alba del 13 giugno i minatori vengono arrestati in massa e chiusi nei locali del dopolavoro. Con i nazisti collaborano attivamente gli squadristi fuggiti a Mucini. Sei minatori , tra cui padre e due figli, trovati armati di una vecchia pistola vengono immediatamente fucilati. Altri 77 verranno trasferiti a Castelnuovo Val di Cecina con la scusa di andare a lavorare in Germania e verranno fucilati anch&#8217;essi il 14 giugno. Per questa, e tante altre stragi, non ha pagato nessuno, n\u00e8 tra i nazisti n\u00e8 tra i fascisti. L&#8217;armadio della vergogna ha costudito e nascosto per decenni i fascicoli delle inchieste del dopoguerra, non era politicamente conveniente colpire i nemici di un tempo che potevano ancora tornare utili nello sventare la minaccia del pi\u00f9 grande partito comunista d&#8217;occidente. Molti degli 83 fucilati erano di S. Fiora e dei paesi amiatini. Anche della strage, eccetto Massa, Niccioleta, l&#8217;Amiata, se ne \u00e8 parlato o saputo ben poco nella stessa provincia di Grosseto, per non dire nel resto d&#8217;Italia.<strong> Solo negli ultimi anni, nuove testimonianze, libri, come quelli di Bruno Travaglini &#8221; un luogo, un tempo &#8221; o Katia Taddei &#8221; coro per voci sole &#8221; hanno rotto la cappa dell&#8217;oblio. Il 4 dicembre di alcuni anni fa, sotto tuoni, fulmini e pioggia, fu inaugurato il monumento a Niccioleta per gli 83. Ricordo il canto di &#8220;Bella ciao &#8221; degli ultimi protagonisti ancora in vita.<\/strong> Intanto la miniera \u00e8 stata chiusa, verr\u00e0 inaugurato un parco-museo minerario.\u00a0 E&#8217; chiuso anche il bar, alcuni visto i prezzi ci hanno preso casa, ma Niccioleta non \u00e8 e non sar\u00e0 mai pi\u00f9 un ridente villaggio minerario.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/donne_niccioleta1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2108\" title=\"donne_niccioleta\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/donne_niccioleta1-300x184.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"184\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Gli 83 minatori non scordateli, mai. Come cantava Pietro Gori &#8221; date i fiori ai ribelli caduti\/ con lo sguardo rivolto all&#8217;aurora \/ al gagliardo che lotta e lavora\/ al veggente e al poeta che muor\/ &#8220;<\/strong><br \/>\n(Ulisse)<br \/>\n<strong>Norma Parenti<\/strong><br \/>\n<strong>23 giugno 1944-23 giugno 2014\u00a0 Massa Marittima<\/strong><br \/>\n<strong>Norma Parenti, giovane madre, donna coraggiosa, antifascista, partigiana, medaglia d&#8217;oro della Resistenza, assassinata vilmente dai nazifascisti. A settant&#8217;anni dal suo martirio, la sua storia, la sua personalit\u00e0, le sue immagini ottimamente raccolte con le ultime testimonianze nel libro edito da Effigi, &#8220;Norma Parenti-testimonianze e memorie&#8221; di tre autrici Cocolli, Pagni, Tiezzi, fanno emergere il suo esempio luminoso in un momento particolarmente buio. Anche per questo centinaia di persone sono accorse alla presentazione, anche per questo tutti quelli che la osteggiarono prima e dopo la sua morte,\u00a0e imbalsamarono in un santino, perch\u00e9 troppo ribelle, anticonformista, scomoda, stanno finendo nella pattumiera della Storia. Norma invece \u00e8 pi\u00f9 presente che mai, la sua immagine liberata dai ceppi della retorica, si diffonde, moltiplica, ci parla guardandoci dritta negli occhi, obbligandoci a fare domande scomode, dure, non allineate.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/np.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2160\" title=\"np\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/np.png\" alt=\"\" width=\"183\" height=\"275\" \/><\/a><\/p>\n<p>il\u00a0 libro, comunque la si pensi, colma efficacemente\u00a0un vuoto editoriale non pi\u00f9 sostenibile, e crediamo che certi atteggiamenti delle &#8220;autorit\u00e0&#8221; o dei super esperti del settore, che non hanno certo aiutato e contribuito alla sua realizzazione e diffusione, siano indice di povert\u00e0 e miopia\u00a0politica, intellettuale, umana.<br \/>\n(Erasmo)<\/p>\n<p><strong>qui anche il link del filmato e articolo apparso sul Corriere&#8230;.<\/strong><br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/reportage\/cultura\/2014\/norma-parenti-la-mia-resistenza-e-un-soffitto-pieno-di-stelle\/\">http:\/\/www.corriere.it\/reportage\/cultura\/2014\/norma-parenti-la-mia-resistenza-e-un-soffitto-pieno-di-stelle\/<\/a> <\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/norma.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2159\" title=\"norma\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/norma.png\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"253\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong><br \/>\n<strong>L\u2019anarchia spiegata a mia figlia : il nuovo libro di Pippo Guerrieri, BFS edizioni qui in free download e streaming<\/strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/archive.org\/details\/LanarchiaSpiegataAMiaFiglia\"><strong>https:\/\/archive.org\/details\/LanarchiaSpiegataAMiaFiglia<\/strong><\/a><\/p>\n<p>Anche il FNLC annuncia la fine della lotta armata&#8230;.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.corsicainfurmazione.org\/64860\/apres-lira-leta-flnc-corse-ladieu-aux-armes\/2014\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.corsicainfurmazione.org\/64860\/apres-lira-leta-flnc-corse-ladieu-aux-armes\/2014\/<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/LutteArmeeFLNC-IRA-ETA.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2109\" title=\"LutteArmeeFLNC-IRA-ETA\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/LutteArmeeFLNC-IRA-ETA-300x157.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"157\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Io non credo nei partiti. Ma non perch\u00e9 siano stati occupati da persone disoneste. Io non credo nei partiti perch\u00e9 non credo nella delega. [&#8230;] Non sono un comunista. Io sono anarchico. Non mi interessa che il popolo vigili sull\u2019amministrazione pubblica. Io non credo che il popolo debba essere amministrato da qualcuno. Io voglio il superamento di questa democrazia, non che venga amministrata decentemente. Questo era il dibattito negli anni \u201960 rispetto ai manicomi. Qualcuno voleva umanizzarli, qualcun altro cancellarli. Si umanizza un\u2019istituzione disumana solo cancellandola. \u201d<\/strong><br \/>\n<strong>( Ascanio Celestini )<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/asc.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2110\" title=\"asc\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/asc.png\" alt=\"\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/a><br \/>\n<strong><br \/>\n<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=w0IJ9LqJ0ss\">http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=w0IJ9LqJ0ss<\/a><\/p>\n<p>le foto di questo numero sono in gran parte del movimento , di Stefano Pacini, Corrado Banchi o di autori non identificati che ringraziamo anticipatamente<br \/>\n<strong>Link utili<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/\">www.stefanopacini.org<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.radiomaremmarossa.it\/\">www.radiomaremmarossa.it<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.carmillaonline.com\/\">www.carmillaonline.com<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.ltmd.it\/\">www.ltmd.it<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.infoaut.org\/\">www.infoaut.org<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/collettivoanarchico.noblogs.org\/\">http:\/\/collettivoanarchico.noblogs.org<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.senzasoste.it\/\">www.senzasoste.it<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.finimondo.org\/\">www.finimondo.org<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/femminismo-a-sud.noblogs.org\/\">femminismo-a-sud.noblogs.org\/<\/a><br \/>\nanarresinfo.noblogs.org<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.anarca-bolo.ch\">http:\/\/www.anarca-bolo.ch<\/a><\/p>\n<p><strong>Maremma Libertaria Esce quando pu\u00f2 e se e come gli pare. Non costa niente, non consuma carta e non inquina, se non le vostre menti. Vive nei nostri pensieri, perch\u00e8 le idee e le rivoluzioni non si fanno arrestare, si diffonde nell\u2019aere se lo inoltrate a raggera. Cerca di cestinare le cartoline stucchevoli di una terra di butteri e spiagge da bandiere blu, che la Terra \u00e8 nostra e la dobbiamo difendere! Cerca di rompere la cappa d\u2019ipocrisia e dare voce a chi non l\u2019ha, rinfrescando anche la memoria storica, che senza non si va da nessuna parte. Pi\u00f9 o meno questo \u00e8 il Numero 16 del 7 ottobre 2014. Maremma Libertaria pu\u00f2 essere accresciuta in corso d\u2019opera ed inoltro da tutti noi, a piacimento, fermo restando l\u2019antagonismo , l\u2019antifascismo e la non censura dei suoi contenuti.<\/strong><br \/>\nIn Redazione, tra i cinghiali nei boschi dell\u2019alta maremma, Erasmo da Mucini, Ulisse dalle Rocche, il Fantasma della miniera, il subcomandante capraio, Alberto da Scarlino, Alessandro da Grosseto, Antonello dalla Tuscia, Luciana da Pomonte, Complici vari , Ribelli di passaggio, maremmani emigrati a Barcelona.<br \/>\n<strong>No copyright, No dinero, ma nel caso idee, scritti, foto, solidariet\u00e0 e un bicchiere di rosso.<\/strong><\/p>\n<p><strong>My way Sid Vicious !<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/youtu.be\/HD0eb0tDjIk\">http:\/\/youtu.be\/HD0eb0tDjIk<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/add.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2111\" title=\"add\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/add.jpg\" alt=\"\" width=\"252\" height=\"200\" \/><\/a><br \/>\n<strong>Nostra patria il mondo intero, nostra legge la Libert\u00e0, ed un pensiero Ribelle in cuor (Pietro Gori)<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/apg.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2112\" title=\"apg\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/apg-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/_KVRd4iny8E\">http:\/\/youtu.be\/_KVRd4iny8E<\/a><\/p>\n<p><strong>Potranno tagliare tutti i fiori, ma non riusciranno a fermare la Primavera<\/strong><br \/>\n<strong> (Pablo Neruda)<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/youtu.be\/wEy-PDPHhEI\">http:\/\/youtu.be\/wEy-PDPHhEI<\/a><br \/>\n<strong>(Victor Jara canta Neruda)<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/victor.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2115\" title=\"victor\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/victor.png\" alt=\"\" width=\"251\" height=\"201\" \/><\/a><br \/>\n<strong>Sempre, comunque e dovunque : Libert\u00e0 per tutti i compagni arrestati !\u2013 Fori i compagni dalle galere !-Libertad para todos los presos ! \u2013 liberdade para companheiros presos! -comrades preso askatasuna!- libert\u00e9 pour les camarades emprisonn\u00e9s!-freedom for imprisoned comrades !- Freiheit f\u00fcr inhaftierte Genossen!- \u03b5\u03bb\u03b5\u03c5\u03b8\u03b5\u03c1\u03af\u03b1 \u03b3\u03b9\u03b1 \u03c6\u03c5\u03bb\u03b1\u03ba\u03b9\u03c3\u03bc\u03ad\u03bd\u03bf\u03c5\u03c2 \u03c3\u03c5\u03bd\u03c4\u03c1\u03cc\u03c6\u03bf\u03c5\u03c2 ! \u2013 \u0627\u0644\u062d\u0631\u064a\u0629 \u0644\u0631\u0641\u0627\u0642<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/corteo.bmp\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2116\" title=\"corteo\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/corteo.bmp\" alt=\"\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>il passato e il futuro contro il presente &#8211; Fotografia Contro &#8211; Marco Dinoi &#8211; Living Theatre &#8211; Luciana Bellini &#8211; Storia Libertaria &#8211; Niccioleta -non \u00e8 un paese per poveri-Norma Parenti-<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2120,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-2088","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-maremma-libertaria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2088","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2088"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2088\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3000,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2088\/revisions\/3000"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2088"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2088"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2088"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}