{"id":1757,"date":"2013-05-28T15:49:38","date_gmt":"2013-05-28T15:49:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/?p=1757"},"modified":"2021-10-23T19:58:28","modified_gmt":"2021-10-23T19:58:28","slug":"1757","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/2013\/05\/28\/1757\/","title":{"rendered":"Maremma Libertaria n 12"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/maremma-libertaria.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1776 aligncenter\" title=\"maremma-libertaria\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/maremma-libertaria-300x42.gif\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"42\" \/><\/a><\/p>\n<h3><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/am.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1674\" title=\"am\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/am-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/am-300x199.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/am.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\n<strong>Crisi? Indignati? Occupy? Un punto di vista molto controcorrente&#8230; \ud83d\ude42<\/strong><br \/>\n<strong>Noi siamo l&#8217;1%<\/strong><\/h3>\n<p>Vi abbiamo visti. Vi abbiamo sentiti. Oramai siete dappertutto. Sappiamo chi siete. Siete quel 99% che protesta contro gli eccessi del capitalismo e gli abusi dello Stato. Siete il 99% che pretende riforme elettorali, alternative sociali, sussidi economici e misure politiche. Siete il 99% angosciato di perdere il proprio futuro, di non essere pi\u00f9 in grado di vivere come ha fatto finora: un posto di lavoro, uno stipendio, un mutuo per la casa, una pensione. Tirare a campare, come minimo. Fare carriera, come massimo. \u00c8 questo che chiedete. Non volete pagare la &#8220;crisi&#8221;, volete che tutto torni come prima. Che nessuno spenga gli schermi che giorno dopo giorno hanno prosciugato la vostra vita di ogni significato ed emozione, condannandola alla tristezza della sopravvivenza. E tutto questo lo chiedete ai governi e alle banche. Perch\u00e9 la democrazia \u00e8: governanti che non siano interessati al potere ma al bene comune, banchieri che non siano interessati al profitto ma alla felicit\u00e0 della popolazione. Come nelle favole, come nei film.<br \/>\nIn attesa di un lieto fine che tarda ad arrivare, non tollerate che qualcuno non condivida la vostra allucinata rassegnazione. Da Madrid ad Atene, da Roma a Portland, siete pronti a fermare, denunciare e bastonare quegli arrabbiati che nelle istituzioni non vedono le garanti della libert\u00e0 ma le cause della miseria e dell&#8217;oppressione. La vendetta l&#8217;apprezzate solo nella finzione cinematografica, tolta la maschera le preferite la sottomissione. Davanti ad una societ\u00e0 odiosa quanto putrefatta vi battete in favore di una protesta civile, misurata, educata. Una protesta che rimanga sempre alla vostra altezza: in ginocchio.<br \/>\n<strong>Adesso sappiamo chi \u00e8 quell&#8217;1% che tanto odiate. Con i vostri cordoni, con i vostri servizi d&#8217;ordine, con le vostre delazioni, avete fatto capire a tutti chi \u00e8 il vostro vero nemico. Non \u00e8 certo la classe dirigente, a cui vi rivolgete con rispetto. Siamo noi. Noi, che non abbiamo uno Stato da difendere n\u00e9 da migliorare. Noi, che non abbiamo un mercato da proteggere n\u00e9 da sfruttare. Noi, che non vogliamo esercitare n\u00e9 subire alcuna autorit\u00e0. Noi, per cui la vita non \u00e8 riducibile ad un cartellino da timbrare o ad un conto corrente da salvaguardare. Noi, per cui la crisi non \u00e8 nata con le recenti speculazioni in Borsa, o con l&#8217;incapacit\u00e0 di chi siede oggi in Parlamento, ma col vivere in questo stesso ordine sociale in tutti i suoi aspetti. Noi, per cui tutti i giorni sono precari in questo mondo che non abbiamo voluto, in cui non ci siamo mai riconosciuti, e che ci soffoca.<\/strong><br \/>\nNon vogliamo avere nulla a che fare con il vostro 99%. Con la vostra rivendicazione di un capitalismo moderato e di uno Stato corretto. Con il vostro incedere politico che riduce il potere e il privilegio alle dimensioni di una carta di credito. Con il vostro campeggio urbano da nostalgici boyscout. Con la vostra identificazione di un avversario, l&#8217;origine della &#8220;ingiustizia&#8221;, sempre pi\u00f9 sfumato, immateriale e lontano dalla nostra portata. Con le vostre braccia sempre pi\u00f9 accoglienti nei confronti di politici, industriali e guardiani, e sempre pi\u00f9 vigorose contro i ribelli. Con le vostre azioni sempre pi\u00f9 deboli che sono diventate solo un tiepido intervallo allo status quo. No, non vogliamo le vostre riforme, il vostro collaborazionismo, i vostri lavori alienanti, le vostre sinistre rivendicazioni riscaldate talmente tante volte da essere vomitevoli.<br \/>\nNoi sappiamo quali sono le cause reali delle sofferenze che subiamo: la sete di potere, il culto del denaro, ma anche l&#8217;obbedienza che pretendono e ottengono. Queste cause vengono perpetuate nelle vite quotidiane degli esseri umani, dalle azioni, dai gesti, dai rapporti che si intrecciano all&#8217;interno di una societ\u00e0 in cui ci sentiamo stranieri ovunque. E queste cause \u2013 che devono essere rifiutate, disertate, demolite \u2013 hanno trovato albergo nel vostro movimento. Non ci siamo mai sentiti a nostro agio nel 99% della nostra vita moderna, trascorsa a fare la fila per elemosinare briciole, eppure voi insistete nel difendere il 99% del problema. Ci prenderemo le nostre possibilit\u00e0 altrove. Attraverso le speranze, i sogni e le azioni che hanno guadagnato la vostra condanna.<br \/>\nVoi, continuate pure la vostra attraversata nell&#8217;oceano dell&#8217;indignazione universale. Alzate le vostre vele passando le funi a burocrati e poliziotti. Condividete lo spazio e l&#8217;aria con la feccia che ha reso la vita su questo pianeta cos\u00ec invivibile. Andate dritti verso un nuovo domani, con la stiva ancora piena della merda di ieri. Non saliremo sulla vostra nave, caso mai ne discenderemo. E rimarremo sulle nostre zattere da voi cos\u00ec disprezzate, perch\u00e9 troppo piccole e leggere.<br \/>\nMa fate attenzione. Un vascello che viaggia con a bordo i nostri nemici \u00e8 un&#8217;occasione troppo bella per farsela sfuggire. Ridete? Non ci temete perch\u00e9 non abbiamo la forza per darvi l&#8217;arrembaggio? Ci avete frainteso. Noi non siamo interessati al vostro oro, non vogliamo affatto conquistarvi. Noi vogliamo farvi affondare con tutto il vostro carico di morte. Per riuscirvi non occorre una flotta maestosa, basta un brulotto. Piccolo e leggero.<br \/>\n(Finimondo )<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/IMG_9352ip.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1676\" title=\"IMG_9352ip\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/IMG_9352ip-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>Avete dieci minuti ? volete trovare i vostri nonni e padri ? scorrete regione per regione, provincia per provincia, localit\u00e0 per localit\u00e0,anno per anno&#8230;.sono-siamo tutti schedati.. buona lettura !<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/Copertine-di-fascicoli-del-CPC.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1767\" title=\"Copertine-di-fascicoli-del-CPC\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/Copertine-di-fascicoli-del-CPC-300x166.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"166\" \/><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/151.12.58.148\/CPC\/\">http:\/\/151.12.58.148\/CPC\/<\/a><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>Non esistono catastrofi naturali<\/strong><br \/>\nMigliaia e migliaia di morti e dispersi, milioni di sfollati. Fino ad ora. Intere citt\u00e0 spazzate via. Come se a colpire il Giappone non fosse stato un terremoto, ma bombe nucleari. Come se a devastare le case non fosse stato uno tsunami, ma una guerra. In effetti, cos\u00ec \u00e8 stato. Solo che i nemici che colpiscono cos\u00ec duramente non sono la terra o il mare. Questi non sono affatto strumenti della vendetta di una natura che siamo abituati a considerare ostile. La guerra in corso ormai da secoli non \u00e8 quella tra umanit\u00e0 e ambiente naturale, come molti vorrebbero farci credere per assicurarsi la nostra disciplina. Il nostro nemico siamo noi stessi.<br \/>\n<strong>Noi siamo la guerra. L\u2019umanit\u00e0 \u00e8 la guerra.<\/strong><br \/>\nLa natura \u00e8 solo il suo principale campo di battaglia. Noi abbiamo causato le alluvioni, trasformando il clima atmosferico con la nostra attivit\u00e0 industriale. Noi abbiamo rotto gli argini dei fiumi, cementificando il loro letto e disboscando le rive. Noi abbiamo fatto crollare i ponti, erigendoli con materiali di scarto scelti per vincere gli appalti. Noi abbiamo spazzato via interi borghi, edificando case in zone a rischio. Noi abbiamo contaminato il pianeta, costruendo centrali atomiche. Noi abbiamo allevato gli sciacalli, mirando al profitto in ogni circostanza. Noi abbiamo trascurato di prendere misure precauzionali contro simili eventi, preoccupati solo di aprire nuovi centri commerciali, nuove linee ferroviarie e metropolitane, nuovi stadi. Noi abbiamo permesso che tutto ci\u00f2 avvenisse e si ripetesse, delegando ad altri le decisioni che invece riguardano la nostra vita. Ed ora, dopo che abbiamo devastato il mondo per spostarci pi\u00f9 velocemente, per mangiare pi\u00f9 velocemente, per lavorare pi\u00f9 velocemente, per guadagnare pi\u00f9 velocemente, per guardare la Tv pi\u00f9 velocemente, per vivere pi\u00f9 velocemente, osiamo pure lamentarci quando scopriamo che moriamo anche pi\u00f9 velocemente?<br \/>\n<strong>Non esistono catastrofi naturali, esistono solo catastrofi sociali.<\/strong><br \/>\nSe non vogliamo continuare a rimanere vittime di terremoti imprevisti, di inondazioni eccezionali, di virus sconosciuti o quant&#8217;altro, non ci rimane che agire contro il nostro autentico nemico: il nostro modo di vita, i nostri valori, le nostre abitudini, la nostra cultura, la nostra indifferenza. Non \u00e8 alla natura che occorre urgentemente dichiarare guerra, ma a questa societ\u00e0 e a tutte le sue istituzioni. Se non siamo capaci di inventare un&#8217;altra esistenza e di batterci per realizzarla, prepariamoci a morire in quella che altri ci hanno destinato e imposto. E a morire in silenzio, cos\u00ec come abbiamo sempre vissuto.<br \/>\n( anarchici , manifesto dalla rete, 2011)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/amiata.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1673\" title=\"amiata\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/amiata-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/amiata-300x199.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/amiata.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\n<strong>Amiata calling ! 11 maggio&#8230;<\/strong><br \/>\n500 manifestanti, 600 celerini, cc, digos, forestali a cavallo ( !) blindati ovunque, tutti in assetto antisommossa e pure un elicottero ( !!!) per non farci mancar niente&#8230;.ora, al di l\u00e0 dell&#8217;immenso e tragicomico -ridicolo dispendioso spiegamento di forze, vorrei osservare che non \u00e8 un caso, \u00e8 il modello VAL di SUSA : no lagne, no petizioni, no pd ? Allora sei pericoloso, sei un terrorista, quindi denunce e legnate&#8230;prossimamente, su questo schermo&#8230;.(Erasmo)<br \/>\nAmianto di Alberto Prunetti, dopo la presentazione di Casale Monferrato di cui riferiremo, ribattezzato recentemente da Alias de\u00a0Il Manifesto &#8220;una rutilante Macondo tirrenica proletaria &#8220;,\u00a0il 30 maggio viene presentato a Parigi&#8230;come dicevano quei due sul Poggio di Prata tanti anni fa (dopo aver legnato e disarmato due militi che gli chiedevano dove andassero) SI VA PEL MONDO ! \ud83d\ude42<br \/>\n<strong>Speciale maggio, maggerini e indios maremmani &#8211; senesi<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/IMG_9129ip.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1739\" title=\"IMG_9129ip\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/IMG_9129ip-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a><br \/>\n&#8221; Dal mare alla montagna<br \/>\nUn canto gi\u00e0 si sente<br \/>\n\u00c8 il maggio che ritorna allegramente&#8221;<br \/>\nNon \u00e8 raro imbattersi in Maremma ma anche nella montagnola senese, in squadre di &#8220;maggerini&#8221; cantanti contadini addobbati con cappelli colmi di rose, forniti di fisarmoniche e chitarre, spesso di un Poeta capace di comunicare in ottave improvvisate, di un alberaio, che sorregge appunto un alberello colmo di fiori e nastri colorati, simbolo della primavera che \u00e8 ritornata e di benagurio per i raccolti, e di un corbellaio che nel cesto raccoglier\u00e0 le offerte raccolte casa per casa : cibo ma adesso soprattutto denaro con cui organizzare un grande pranzo collettivo &#8220;la ribotta&#8221;.Si canta la primavera ma questa \u00e8 gi\u00e0 arrivata, e quindi in fondo si canta il ciclo delraccolto, il cuore contadino della stagione primavera-estate.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/IMG_9144ip.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1740\" title=\"IMG_9144ip\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/IMG_9144ip-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a><br \/>\nTanti anziani e giovani sono tornati o entrati per la prima volta nella tradizione e la cultura popolare sta vivendo una nuova stagione di vitalit\u00e0. In Italia \u00e8 difficile immaginare una via di mezzo tra la performance su palco di Ascanio Celestini ispirata anche scrupolosamente a fonti documentate, e lo snaturamento commerciale. E\u2019 difficile immaginare gente comune che costruisce forme di festa tradizionali come opera del presente senza professionismo, come fanno i gruppi dei maggerini.<br \/>\nChi canta il maggio lo fa anche come memoria del movimento dei contadini e degli operai. Pratica il maggio seguendo quelle ragioni per cui durante il fascismo esso fu messo al bando. Rileva l\u2019idea di un maggio come rinascita delle stagioni e rinascita della societ\u00e0. Il maggio \u00e8 quindi legato indissolubilmente al 1 maggio dei lavoratori. E\u2019 un maggio ricco di storia che si arricchisce di nuove storie: il kilometro zero dei cibi, i gruppi di acquisto solidale, la difesa dell\u2019acqua collettiva. La critica dei potenti, sempre e comunque. E&#8217; un maggio che tracima di canti per tutto il mese, segno libertario di identit\u00e0 collettiva dei vecchi indigeni e dei nuovi abitanti delle campagne toscane.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/IMG_9119ip.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1743\" title=\"IMG_9119ip\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/IMG_9119ip-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/IMG_9119ip-300x200.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/IMG_9119ip-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/IMG_9119ip-768x512.jpg 768w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/IMG_9119ip-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/IMG_9119ip-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/IMG_9119ip-1568x1045.jpg 1568w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nQuello che segue ,cantato sull&#8217;aria del Nabucco di Giuseppe Verdi, \u00e8 stato scritto da Pietro Gori ed \u00e8 apparso su canzonieri e fogli volanti (Canzoniere dei Ribelli, La Spezia 1908). Rappresenta fra i maggi l&#8217;idea anarchica della festa introducendo, forse per primo, la tematica del maggio come &#8220;Pasqua dei lavoratori&#8221;. Conosciuto anche con il titolo &#8220;Alba di maggio&#8221; \u00e8 stato proposto dalla squadra di Sassofortino (Roccastrada) che ha iniziato a cantarlo dal secondo dopoguerra.<br \/>\nVieni o maggio, ti aspettan le genti<br \/>\nti salutano i liberi cuori<br \/>\ndolce Pasqua dei lavoratori<br \/>\nvieni splendi la gloria del sol.<br \/>\nBrilla un inno di alate speranze<br \/>\ndel gran verde che &#8216;l frutto matura,<br \/>\ndalla vasta ideal fioritura<br \/>\nin cui freme lucente avvenir.<br \/>\nDisertate o falangi di schiavi<br \/>\ndai cantieri, dall&#8217;alte officine<br \/>\nvia dai campi, su dalle marine<br \/>\ntregua, tregua all&#8217;eterno sudor.<br \/>\nVia innalziamo le mani incallite<br \/>\nnoi siam fascio di forze feconde<br \/>\nnoi vogliam redimere il mondo<br \/>\ndai tiranni dall&#8217;ozio e dal mal.<br \/>\nGiovinezze dolori ideali<br \/>\nprimavera dal fascino arcano<br \/>\nverde o maggio del genere umano<br \/>\ndate ai petti il coraggio e la fe&#8217;.<br \/>\nDate fiori a&#8217; ribelli caduti<br \/>\nco&#8217; lo sguardo rivolto all&#8217;aurora<br \/>\ne al gogliardo che lotta e lavora<br \/>\ne al veggente poeta che muor.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/IMG_9151ip.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1745\" title=\"IMG_9151ip\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/IMG_9151ip-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a><br \/>\n<strong>CARLO MONNI, I\u2019 GREZZO E IL TRAMONTANO<\/strong><br \/>\nAbbiamo incontrato Carlo all\u2019ora di pranzo a casa di Ettore. Non lo sentivamo da lungo tempo e l\u2019incontro \u00e8 stato molto pi\u00f9 semplice del previsto. Tutto calcolato al millimetro da Ettore che aveva cucinato e preparato una vera accoglienza. Pensate che siamo solo riusciti a collaborare bevendo insieme un bianco di Bagnaia. Un bel pranzo sano e sincero, come abbiamo fatto insieme a casa nostra negli anni d\u2019oro dei nostri primi incontri con Altamante, molta sostanza e niente formalit\u00e0. Prosciutto del Casentino, pesce pescato da un amico, pastasciutta, quello che conta \u00e8 la qualit\u00e0 sincera dell\u2019incontro, pareva che ci fossimo lasciati giusto pochi giorni prima ad un\u2019altra tavolata con Altamante e Caterina e nell\u2019aria tutti i nostri vecchi amici, Fabrizio, Gianni\u2026 Avete presente quando s\u2019interrompe una relazione amicale e la si riprende dopo molto tempo? Il filo rosso non \u00e8 stato tagliato, n\u00e9 si \u00e8 sfilacciato e si ricomincia a ragionare come se il tempo trascorso non fosse cos\u00ec lungo. Avevamo annunciato il perch\u00e9 della nostra visita e Carlo e Ettore hanno ricordato volentieri.<br \/>\nEttore \u201cUna cosa bella da raccontare \u00e8 quanto si rise quell\u2019anno che c\u2019era quell\u2019americane e Altamante voleva che Carlo gli traducesse le poesie &#8230;\u201dCarlo \u201cEh, anche codesta, ma a raccontalla dal vivo \u2026 \u201cE \u201c \u2026 che faceva: Monni, traduci le poesie all\u2019americane. (risata)\u201dC \u201cE\u2019 vero, fu una giornata meravigliosa. Lui cercava di \u2026 che anno era?\u201dMonica \u201cIl 1998, mi sembra.\u201dC \u201cQuant\u2019anni aveva, allora?\u201dM \u201cSettantasette.\u201dC \u201cAveva sempre l\u2019idee \u2026 queste americane scherzavano chiaramente. Poi le donne sono sempre curiose e con un poeta hanno sempre un po\u2019 di &#8230; Poi tra una bevuta e un\u2019altra diventa possibile anche l\u2019impossibile. Si dur\u00f2 un\u2019ora. Lui faceva le rime, faceva l\u2019ottave e io: Ma come fo a tradurre? Loro si divertivano chiaramente perch\u00e9 capivano che c\u2019era l\u2019invenzione, c\u2019era un artista.\u201dM \u201cMa chedd\u00ec, lui andava a balla\u2019 sul cubo. Ce l\u2019ha raccontata tante volte questa storia del cubo.\u201dC \u201cE ci si port\u00f2 al locale \u2026?\u201dE \u201cAllo zerocinquecinque\u201dAndrea \u201cQuando lo incontr\u00f2 per la prima volta Marino Severini della Gang disse: Lui \u00e8 come Bruce Springsteen, \u00e8 un gigante \u2026 \u201cC \u201cHa fatto bene, \u00e8 un bel paragone. \u00c8 un bel mondo da raccontare.Diventa storia ormai, sembra algebra.\u201dIl Grezzo cerca di ricordare la \u201cSerenata\u201d, quella che piaceva tanto ad Altamante e con Carlo si mettono a cantare: Se dormi svegliati fanciulla adorata, la serenata la canto per te! con un certo impeto.C. \u201cLui voleva bene a tutta la famiglia. Per\u00f2 aveva bisogno di ven\u00ec f\u00f2ri. L\u2019artista ha bisogno sempre di nuove emozioni, ha bisogno d\u2019andare oltre, il quotidiano ti svilisce. Bene o male anche lui era un artista, pi\u00f9 di tanti altri che lo fanno \u2026 a stare l\u00ec nel suo orticino, col quotidiano si rompeva di sicuro \u2026 E c\u2019aspettava pi\u00f9 di un\u2019ora quando si partiva per l\u2019avventure in qualsiasi luogo. Le s\u2019enno fatte belline pi\u00f9 che altro per lui, perch\u00e9 lui partiva. Io ero pi\u00f9 giovane e poi fo un altro mestiere. Infatti lui \u2026 io facevo, come si dice, un programma \u2026 no, un repertorio no \u2026 per\u00f2 lui non mi voleva sminuire ma in un certo modo voleva dire Io invento tutti i giorni qualche cosa, all\u2019improvviso. Invece questo, bene o male, un po\u2019 dice quello che ha detto l\u2019altra volta, gli battano le mani un monte \u2026 un po\u2019 dice come l\u2019altra volta, e ridan tutti, porcaccia madosca, a me tocca invent\u00e0 giorno per giorno ogni cosa all\u2019improvviso. No, lui mi voleva bene, per\u00f2 \u2026La battuta che diceva sempre era:\u201cOra viene qui di l\u00e0 dai sonniViene qui il grande Monni\u201d<br \/>\nAltamante era bravo perch\u00e9 era anche un po\u2019 comico, faceva divertire. Qualcuno dei poeti celebrati anche dalle critiche erano un po\u2019 noiosi. Facevano delle rime bellissime, perfette ma gli mancava sempre la sorpresa. Con Altamante c\u2019era la sorpresa. Ora non voglio fa\u2019 paragoni, ma \u00e8 un po\u2019 come il poeta Bukowski, che fra l\u2019altro lo conosco bene. Ecco in tutte le poesie c\u2019\u00e8 una sorpresa che non fa parte di quello che ha detto prima. Altamante era uguale, alla fine tirava fuori delle sorprese che \u2018un t\u2019aspetti mica mai. Originali a quella maniera \u2018un ce n\u2019\u00e8 mica pi\u00f9. Sono uomini imprevedibili. Altamante, cos\u00ec come Caterina, dovrebbe essere tenuto presente quello che facevano. Le son nascite. E gli\u2019\u00e8 il tocco dell\u2019arte.E poi vivere a contatto con il mondo agreste, in qualsiasi momento del bar, dell\u2019osteria o della locanda, tutti i giorni c\u2019era qualcuno che diceva una frase micidiale, ti buttava di f\u00f2ri, dall\u2019originalit\u00e0, dalla perfezione \u2026 era portata dal tramontano, non dalla conoscenza letteraria \u2018un \u00e8 che l\u2019avesse letta da Kirkegaard, lo sapeva prima di Kirkegaard. C\u2019\u00e8 un gene che \u00e8 come Giotto che fissa subito l\u2019agnello \u2026 a quanto pare \u00e8 il tramontano che gliel\u2019ha portato e glielo fissa nel cervello. Allora ti racconto questa, c\u2019era un individuo, una persona semplice, mica tanti anni fa. Ero a pigli\u00e0 l\u2019autobus, passa tre ragazze, hai visto di quelle belline, armoniose, leggiadre, che svolazzano e mi conoscevano e mi fanno \u201cCiao Monni\u201d. E c\u2019era questo qui, le fece passare e mi disse \u201cMo-nni-no, l\u00ec e v\u2019\u00e8 peso, qualit\u00e0 e misura\u201d Senti che sintesi per dire della bellezza. Chi ce la fa? Un professore universitario e ce la fa? Come fai a coniare una frase di tre bellezze che passano? L\u00ec e v\u2019\u00e8 peso, qualit\u00e0 e misura.<br \/>\nNon basta il cantare e basta, perch\u00e9 il cantare e basta \u2018un serve a nulla per fa\u2019 questi lavori qui.\u201d<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/monni.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1726\" title=\"monni\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/monni-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a><br \/>\n<strong>MAGGIO, CANTI, ODORI, PROFUMI, ASSAGGI CUCITI DAL FILO ROSSO DELLA MEMORIA (dal libro &#8220;Venti di Maggio&#8221;)<\/strong><br \/>\nGrande virt\u00f9, la pazienza che ha lastricato questi vent\u2019anni di canti. Il gruppo del Maggio della Montagnola, fin da quando ha mosso i suoi primi passi cantati, \u00e8 sempre stato un magma di grande umanit\u00e0. Provare a cantare una tradizione che ormai nel nostro territorio era sopita da troppi anni, non \u00e8 stata cosa semplice. \u00c8 stata un\u2019esperienza avvincente aggregare intorno ad un progetto un gruppo di adulti, non professionisti del canto, poco avvezzi alla tradizione, ma per fortuna con una visione del mondo di parte e aperta alla novit\u00e0 e tanto, tanto appassionati dello stare insieme.La cosa che amo di pi\u00f9 ancora oggi \u00e8 il cambiamento. Non c\u2019\u00e8 mai stato un Maggio uguale a quell\u2019altro, ogni anno si tirano le fila di un anno privato e pubblico. Le immagini sono i documenti pi\u00f9 immediati di questo fluire della vita, per chi lo vive e per chi lo segue ormai da anni.Per noi in particolare l\u2019avventura del Maggio \u00e8 un\u2019avventura familiare, perch\u00e9 tutti e quattro ne siamo coinvolti. Il cambiamento \u00e8 quello dei nostri figlioli. Hanno entrambi iniziato a cantare da piccola o da appena nato e continuano ancora oggi a partecipare all\u2019avventura del Maggio, le immagini ce li restituiscono anno dopo anno in divenire.La stessa cosa succede per i figlioli dei nostri compagni di viaggio e per noi stessi che ci rivediamo oggi, dopo vent\u2019anni, con qualche chilo in pi\u00f9, qualche capello bianco, una maggiore esperienza vocale, una consapevolezza del canto d\u2019insieme, del significato della riproposta, un\u2019attenzione all\u2019estetica della rappresentazione e una consolidata esperienza nell\u2019intessere relazioni umane ricche e vere.<br \/>\nDicevo della performance del Maggio che non \u00e8 mai uguale a se stessa, infatti cambiano gli attori, ma anche gli spettatori, i luoghi, il tempo atmosferico, l\u2019umore sociale, le condizioni politiche locali e nazionali. Vorrei raccontare il mio Maggio dal punto di vista del cibo perch\u00e9 \u201cil cibo \u00e8 per noi uno strumento narrativo \u00e8 la cultura che c\u2019\u00e8 dietro ogni coltura, \u00e8 il racconto di qualcosa che muta nel tempo, nel passaggio di conoscenze tra generazioni. Luogo di resistenza di chi dalla natura prende i frutti contro chi ai frutti impone ritmi privi di natura\u201d. Sempre la memoria che mi difetta. Ho usato in molte occasioni questa citazione per intero, riassumendola o parafrasandola, non me ne voglia l\u2019autore, l\u2019ho trovata in uno scritto che riguardava l\u2019alimentazione e l\u2019ho fatta mia, mi rappresenta. Amo molto cucinare, lo trovo un atto creativo, una pratica quotidiana che previene l\u2019insorgere di malattie future, rispetta l\u2019ambiente, mi rende una persona critica quando faccio la spesa, mi fa risparmiare denaro e soprattutto \u00e8 un momento conviviale di condivisione nelle relazioni familiari e in quelle allargate. E\u2019 facile capire perch\u00e9 scelgo di raccontare il Maggio attraverso l\u2019evocazione del cibo.Ogni anno la visita dei poderi \u00e8 accompagnata da grandi quantit\u00e0 di cibarie, qualcosa che ha a che fare con il pantagruelico.Nel nostro caso la tradizione di donare prodotti alimentari al corbellaio, quelli che poi saranno la materia prima della ribotta, \u00e8 in parte disattesa perch\u00e9 in ogni podere ci attende, a qualsiasi ora del giorno, un\u2019abbuffata alimentare. Non uso aggettivi esagerati, \u00e8 ci\u00f2 che accade da vent\u2019anni a questa parte nei poderi della Montagnola che ci \u201cdanno il permesso di cantare Maggio\u201d.In un periodo cos\u00ec lungo, si sono consolidate alcune situazioni e ne sono entrate ed uscite altre.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/IMG_9154ip.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1742\" title=\"IMG_9154ip\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/IMG_9154ip-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a><br \/>\nLa Taverna, uno di quei luoghi dove si lascia veramente il cuore per troppi motivi. Sono contenta di avere molte fotografie, erano i nostri primi passi nel Maggio, la casa \u00e8 molto vicina alla nostra, e le persone veramente quelle veraci, di campagna. Ho difficolt\u00e0 nell\u2019uso dei tempi verbali, il podere c\u2019\u00e8 sempre ma \u00e8 tutto cambiato, adesso \u00e8 uno dei tanti agriturismi che punteggiano le nostre campagne, grande restauro, ma anonimo, impenetrabile.Si arrivava e nello spazio antistante la casa grande con i mori, la gente era gi\u00e0 a raccolta e i padroni di casa, Aleria e Franco, avevano preparato un\u2019accoglienza coi fiocchi. Altamante chiedeva il permesso che veniva accordato perch\u00e9 sapevano di cosa si trattava, Aleria viene dalla Maremma e Franco in giovent\u00f9 suonava la fisarmonica. I nostri vicini di casa erano ad aspettarci.Si facevano gli auguri iniziando con il Maggio tradizionale e poi sempre la Serenata dedicata a tutte le donne presenti, il pezzo pi\u00f9 amato da Altamante:<br \/>\n\u201cSiamo venuti a fa\u2019 la serenata,<br \/>\npadron di casa se contento siete,<br \/>\nso che c\u2019avete una figlia garbata<br \/>\nche sotto de vostr\u2019occhi la tenete.<br \/>\nSe dormi svegliati fanciulla adorata,<br \/>\nla serenata, la canto per te\u2026\u201d<br \/>\nAncora qualche scambio d\u2019ottave con il nostro lavorante d\u2019improvviso, e poi l\u2019invito a salire. Pochi gradini di travertino erosi dal tempo ed eccoci in \u201ccasa\u201d. Che poi sarebbe la cucina con un grande focarile aperto e il soffitto. Era un soffitto da cui pendevano prosciutti, non lampadari, ma prosciutti veri, coperti di pepe e in stagionatura, perch\u00e9 Franco e Aleria allevavano e lavoravano il maiale. Non ho mai pi\u00f9 rivisto quella selva di prosciutti attaccati nella cucina di una casa.Accanto c\u2019era la stanza del buratto, dove i padroni di casa preparavano l\u2019affettato: prosciutto, salame e pane a volont\u00e0, innaffiato da vino rosso. Se fossi una maga, vorrei ricreare i profumi che si diffondevano e lo stupore negli occhi degli astanti. In fondo non \u00e8 la notte dei tempi, parlo degli ultimi anni del ventesimo secolo! Condividere questi prodotti della natura \u00e8 diventata cosa rara e soprattutto la generosit\u00e0 con cui venivano offerti. \u00c8 proprio il caso di dire non venga mai giorno. L\u2019unico modo per ricambiare un\u2019ospitalit\u00e0 genuina e sincera era continuare a cantare e improvvisare, grandi e piccini. Era difficile venire via, non era mai abbastanza il tempo da condividere, la visita dei maggiaioli e l\u2019ospitalit\u00e0 dei padroni di casa era veramente un tempo di festa, difficile da tagliare.Credo sia facile capire che ci sono dei luoghi magici che non possono essere dimenticati e che durante il cammino dei canti si riaffacciano con grande piacere, richiamati da un odore, da un gesto, da alcune note, da persone che ritrovi in luoghi diversi.La nostra decisione di lavorare il maiale, in maniera tradizionale, \u00e8 in larga parte dovuta a questo bell\u2019incontro, certi odori che si spandono nella stanza di lavorazione riannodano il filo della memoria e ci riportano ad esperienze felicissime vissute attraverso i canti del Maggio.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/altamante-bn.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1707\" title=\"altamante-bn\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/altamante-bn-300x252.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"252\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/altamante-bn-300x252.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/altamante-bn.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nLa Comune di Bagnaia \u00e8 un&#8217;altra specialit\u00e0, ancora pi\u00f9 longeva del nostro Maggio, dura da pi\u00f9 di trent\u2019anni! E\u2019 un modo di stare insieme che ricorda molto la famiglia contadina polinucleare dei nostri studi sulla mezzadria. Ci sono molte assonanze: il luogo di lavoro e di vita \u00e8 per molti comunardi il podere. L\u2019azienda \u00e8 agricola ed \u00e8 in grado di soddisfare, in parte, la sussistenza alimentare di chi ci vive e lavora e delle altre persone che lavorano all\u2019esterno. Non posso descrivere l\u2019importanza e il significato di questa organizzazione sociale, non solo per noi, ma per il significato che ha una simile realt\u00e0 nell\u2019attualit\u00e0. Posso solamente dire che \u00e8 la realizzazione, qui ed ora, di un altro mondo possibile.La Comune \u00e8 anche il luogo fisico dove, da ben vent\u2019anni, a partire dal mese di marzo, facciamo le nostre prove settimanali. Ci\u00f2 \u00e8 possibile perch\u00e9 esiste un luogo idoneo, la stanza polivalente, cos\u00ec grande da poterci accogliere. Il nostro \u00e8 un gruppo molto numeroso, siamo ben pi\u00f9 di venti fra cantori e suonatori. Capite bene che anche qui l\u2019ospitalit\u00e0, l\u2019accoglienza e la generosit\u00e0 sono di casa. Una delle cose che amo di pi\u00f9, insieme al nostro maestro di cucina Checco, \u00e8 il mural dipinto dal nostro amico Francesco Del Casino. Nella parete di fondo ci accoglie ogni sera il volto di uno splendido Altamante nell\u2019atto di improvvisare, circondato da cantori, suonatori e gente di Bagnaia raffigurata durante il lavoro contadino. Penso sempre che il \u201cbello\u201d fa bene al cuore, allo spirito, alla testa e ogni volta si rinnova questa sensazione di benessere: siamo l\u00ec a prepararci per il Maggio, riusciamo a stare bene insieme, pur essendo molto diversi fra di noi, riusciamo a mescolare positivamente le nostre energie, le nostre capacit\u00e0, le nostre difficolt\u00e0 e coinvolgere anche bambini e ragazzi sotto gli auspici benevolenti di Altamante che, pur essendo ormai lontano, ci veglia con la sua poesia! C\u2019\u00e8 un canto di alcuni ani fa, dedicato ad un uomo e che in un crescendo di musica e parole conclude con questi versi che trascrivo. Quando lo canto mi piace pensare ad Altamante in questo modo<br \/>\n\u201c\u2026 io lo so che \u00e8 sbocciato da un animo grande che adesso riposa nell\u2019angolo pi\u00f9 bello del cielo\u201d Veniamo agli odori e ai profumi, Bagnaia \u00e8 sempre una presenza, c\u2019\u00e8 stato per\u00f2 qualche anno che non siamo passati a cantare, vorrei raccontare il ritorno.<br \/>\nChecco \u00e8 un imprescindibile cuoco sopraffino e geniale in alcune sue creazioni, ma soprattutto nella sua convivialit\u00e0. Veramente con lui il cibo \u00e8 momento d\u2019incontro, voglia di essere insieme stando bene con gli amici, c\u2019\u00e8 sempre un buon motivo per brindare e assaporare ottime ricette. Il suo contributo gastronomico non si limita all\u2019accoglienza a Bagnaia ma travalica questi confini e arriva anche in altri luoghi di Maggio: a Simignano, al Cipollino dove porta il suo contributo, cucina piatti prelibati e insoliti presentati scenograficamente, sono pietanze dove la carne fa da padrona. Le sue ricette sono veramente in tono con nostra patria \u00e8 il mondo intero. Le sue radici venete si mescolano con la Toscana, ma non disdegna nessun\u2019alimento, qualunque sia la terra di provenienza, che renda un piatto gustoso, pieno di sapore, sorprendente, insomma quando si parla di accoglienza a Bagnaia una persona a cui si pensa subito \u00e8 Checco con la sua cucina! Dicevo il ritorno, \u00e8 un ricordo per lo stupore che l\u2019ha accompagnato. A Bagnaia abbiamo sempre fatto una toccata e fuga perch\u00e9 dopo ci aspettano alla grande festa in quel di Simignano. Questa volta Checco ci ha comprato una serie di piccoli semifreddi di alta pasticceria dilapidando il suo stipendio mensile, stiamo parlando di una cifra molto modesta, da comunardo. Ci ha stupiti tutti. Il fatto \u00e8 che non essendoci il tempo sufficiente per una degustazione completa, ed essendo impegnato con la cottura di pietanze da portare alla cena di Simignano, ci ha comunque fatto sentire la sua amicizia in una maniera inconsueta e preziosa, anche se lontana dal suo stile. Non so se in realt\u00e0 questo stupore \u00e8 stato solo mio, ma lo ricordo come fosse ora, perch\u00e9 conosco Checco e il contesto socio-economico-affettivo della comune di Bagnaia<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/venti-di-maggio-237x358.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1706\" title=\"venti-di-maggio-237x358\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/venti-di-maggio-237x358-198x300.jpg\" alt=\"\" width=\"198\" height=\"300\" \/><\/a><br \/>\n<strong>Ringraziamo : L&#8217;Archivio delle tradizioni popolari di Grosseto , Pietro Clemente per la sua introduzione al libro &#8220;Venti di Maggio&#8221; di Monica Tozzi e Andrea Fantacci, e, soprattutto, Monica e Andrea per i materiali, la disponibilit\u00e0, il loro bellissimo libro e i loro canti libertari, durante il maggio e il resto dell&#8217;anno&#8230;&#8230; \ud83d\ude42<\/strong><br \/>\n<strong>per saperne di pi\u00f9 www.tradizioni.chelliana.it e www.leradiciconleali.org<\/strong><br \/>\nQui riproponiamo una recensione in tema&#8230;..<br \/>\n<strong>Marco Bruttini e Marco Muzzi La dolce Maremma (immagini parlate, tradizioni popolari) Edizioni Effigi<\/strong><br \/>\nIspidi altezze\/infrange\/la storia del contado\/di Siena e di Maremma\/tra la morte e la fadiga\/d\u2019altre ombre morte\/<br \/>\nda vivissime gesta\/di cantori\/procede<br \/>\nPopolo mio\/atticciato forte\/al sangue de\u2019 martiri\/a la vena rotta de\u2019 secoli\/nel gran cuore d\u2019altri popoli\/<br \/>\ndove sei?\/ora scianguini forte\/di trapassati amori\/ne\u2019 grappoli acerbi\/de la sua graziosa vigna.<br \/>\n(Massimo Lippi , il futuro a memoria)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/La-dolce-maremma.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1766\" title=\"La-dolce-maremma\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/La-dolce-maremma-300x209.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"209\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/La-dolce-maremma-300x209.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/La-dolce-maremma.jpg 560w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nPu\u00f2 ancora emozionare un libro? Certo che pu\u00f2. \u201cLa dolce Maremma\u201d opera- summa trentennale del lavoro etnofotografico di Bruttini e Muzzi, riassunto di uno sterminato archivio fotografico in bianco e nero, testimonianza di decennali viandanze per borghi e campagne della Toscana minore con le sue befanate, focarizze, processioni, fiere e cantar del maggio, emoziona, attira, risucchia in un viaggio temporale. Per dirla con le parole dell\u2019introduzione di Pietro Clemente \u201ccos\u00ec alla fine del viaggio nel tempo e nello spazio dentro queste immagini, ci troviamo a riconoscere in esse in evidenza quella pratica conoscitiva che Adorno connetteva con la felicit\u00e0: lo sguardo lungo e contemplativo, a cui solo si dischiudono gli uomini e le cose, \u00e8 sempre quello in cui l\u2019impulso verso l\u2019oggetto \u00e8 spezzato, riflesso. La contemplazione senza violenza, da cui viene tutta la felicit\u00e0 della verit\u00e0, impone all\u2019osservatore di non incorporarsi l\u2019oggetto: prossimit\u00e0 nella distanza. La giusta distanza: per partecipare senza invadere, per mostrare senza esebire, per immaginare senza obblighi di evidenza.\u201d Le 133 foto di Bruttini e Muzzi raccontano la marginalit\u00e0 ma anche la Resistenza di un mondo contadino ad una (post) modernit\u00e0 dissennata che ha anteposto il consumo all\u2019Uomo. Il cantare del maggio che fa raccogliere il testimone dell\u2019ottava ai ragazzi, la fiera di Ghirlanda ritrovo degli indios maremmani tra cavalli e buoi, il Primo Maggio a Piloni tra pugni alzati e garofani rossi, e una squadra di maggerini che canta a Roccatederighi di fronte al busto di Francisco Ferrer , distrutto dai fascisti e ricostruito dagli abitanti. E \u201cpreparazione\u201d di maiali e cinghiali che non contraddicono la benedizione degli animali per S. Antonio Abate. Completano il lavoro testi di Florio Carnesecchi, Mario Papalini, Pietro Clemente,Piergiorgio Zotti,Luigi Tomassini e le splendide poesie di Massimo Lippi. Un libro imperdibile, tra immagini parlate, maremme amare, maremme dolci, maremme refrattarie alle bandiere blu e alla monocultura turistica.<br \/>\n(Ulisse)<br \/>\n<strong>Ci \u00e8 appena giunta la notizia che il Monni ci ha lasciato&#8230;qui i versi scritti per lui da Giovanni e poi una foto che gli scattai a Follonica durante una serata indimenticabile&#8230;.<\/strong><br \/>\nUn giorno alla comune di Bagnaia<br \/>\na i&#8217; Monni tocc\u00f2 fassi immortalare<br \/>\n&#8216;nsiem&#8217; a&#8217; maiali nella porcilaia<br \/>\na i&#8217; trogolo chinato a desinare.<br \/>\nSebbene una leggenda tutto appaia<br \/>\nla Jamie questa foto ebbe a scattare.<br \/>\nPe&#8217; salutare Carlo e commentalla<br \/>\nlei m&#8217;ha permesso a i&#8217; popolo di dalla.<br \/>\nI&#8217; Monni ci ha &#8216;nsegnato che \u00e8 una balla<br \/>\nche di du&#8217; sorte son gli esseri umani,<br \/>\no nasci bruco pe&#8217; mut\u00e0 &#8216;n farfalla<br \/>\no bruco nasci e bruco tu rimani.<br \/>\nLa tesi rifiut\u00f2 e pe&#8217; confutalla<br \/>\nlu&#8217; fece un di que&#8217; gesti detti&#8221; insani&#8221;.<br \/>\nCo&#8217; i &#8216; su&#8217; rest\u00e0 se stesso ha dimostrato<br \/>\nche senza metamorfosi ha volato.<br \/>\nVolava di poesia con tanto fiato<br \/>\nvolava coll&#8217;ebbrezza d&#8217; i&#8217; bon vino.<br \/>\nVolando nella mota s&#8217;\u00e8 rizzato<br \/>\ndicendo &#8220;bada l\u00ec, un&#8217;\u00e8 mia bottino. &#8221;<br \/>\nE\u00a0se lo dice un che gli \u00e8 di Prato<br \/>\nche Carlo era un poeta sopraffino,<br \/>\ncredetemi, so che ci mancher\u00e0<br \/>\ni&#8217; canto suo di vita e libert\u00e0.<br \/>\n(Giovanni )<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/monni1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1749\" title=\"monni\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/monni1-217x300.jpg\" alt=\"\" width=\"217\" height=\"300\" \/><\/a><br \/>\n<strong>Letti per voi :<\/strong><br \/>\n<strong>Un buon libro che ci riguarda in prima persona :<\/strong><br \/>\n&#8220;&#8230;le medaglie d&#8217;oro concesse alle donne dallo Stato italiano si contano sulle dita delle mani. Quella conferita a<strong> Norma Parenti <\/strong>sopravvive oggi a malapena alla gloria di un passato che lentamente sbiadisce. La giovane toscana \u00e8 riuscita ad essere allo stesso tempo una moglie, una madre e una partigiana, diventando una martire del nostro tempo senza nessuna volont\u00e0 drammaturgica. Il suo sacrificio \u00e8 stato riconosciuto subito dopo la guerra, ma poich\u00e8 nessuno ha cercato di idealizzarla in una dimensione tragica, la Storia ha messo la sordina al suo nome e ne ha appannato i contorni, contribuendo a oscurarne il ricordo. Nella sua Massa Marittima la ricordano tutti, o ne hanno almeno sentito parlare, ma al di fuori della provincia di Grosseto, o della Toscana, ben pochi conoscono Norma Parenti e il contributo straordinario che dette alla Resistenza contro il nazifascismo &#8221;<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/norma-.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1671\" title=\"norma-\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/norma--237x300.jpg\" alt=\"\" width=\"237\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/norma--237x300.jpg 237w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/norma-.jpg 253w\" sizes=\"auto, (max-width: 237px) 100vw, 237px\" \/><\/a><br \/>\n<strong>Riccardo Michelucci L&#8217;eredit\u00e0 di Antigone- storie di donne martiri per la libert\u00e0 Ed. Odoya<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=WWrk2gx2FcA\">http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=WWrk2gx2FcA<\/a><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>Fotografa Contro : Marianna Leone<\/strong><br \/>\n<strong>Marianna Leon<\/strong>e \u00e8 una giovane fotografa, una delle pi\u00f9 belle novit\u00e0 degli ultimi anni. Nata in Basilicata, cresciuta in Puglia, vive oggi\u00a0a Roma. Laureata in filosofia estetica a Siena, ex allieva della Scuola Romana di Fotografia. Nel 2012, con il suo lavoro sulla periferia romana \u201cCosa Sono le nuvole\u201d ha collaborato al progetto foto-giornalistico \u201cThe Naked City Project\u201d entrando nell\u2019archivio di immagini sulla citt\u00e0 di Roma. Ecco alcuni dei suoi ultimi lavori&#8230;<br \/>\nIl giardino delle ferule&#8230;..<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/LEONE-FERULE.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1782\" title=\"LEONE-FERULE\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/LEONE-FERULE.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"193\" \/><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/youtu.be\/SIUliLBnGFY\">http:\/\/youtu.be\/SIUliLBnGFY<\/a><br \/>\nQui invece il lavoro La Nuit<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.facemagazine.it\/la-nuit\/\">http:\/\/www.facemagazine.it\/la-nuit\/<\/a><br \/>\ne qui un grande reportage su Taranto, ecco, dopo averlo visto non posso che ricordare-augurare a Marianna questa citazione di Tano D&#8217; Amico:<br \/>\n&#8220;Ogni bella immagine costa la tensione di una vita intera. Costa un amore infinito, pi\u00f9 di qualsiasi avvenimento contano gli occhi che lo guardano.\u00a0&#8221;<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Taranto_Temporary-life_-15.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1784\" title=\"Taranto_Temporary-life_-15\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Taranto_Temporary-life_-15-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.facemagazine.it\/la-mia-taranto\/\">http:\/\/www.facemagazine.it\/la-mia-taranto\/<\/a><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>Vogliamo ricordare Franco Serantini con un racconto di Nanni Balestrini<\/strong>. Il comune di Pisa ha invece deciso di ricordarlo intitolando una strada al fascista repubblichino Niccolai, contro il cui comizio Franco manifestava e per questo fu ucciso dalla polizia. &#8220;Pisa vituperio de le genti &#8221; l&#8217;aveva gi\u00e0 capito Dante&#8230;<br \/>\nUn racconto di Nanni Balestrini pubblicato su &#8220;In ordine pubblico&#8221;, a cura di Paola Staccioli. Al termine, la scheda su Franco Serantini, morto il 7 maggio 1972.<br \/>\nOggi \u00e8 stata sottoposta ad autopsia la salma di Franco Serantini il giovane di 20 anni che arrestato venerd\u00ec sera durante i disordini scoppiati a Pisa in seguito al comizio dell\u2019on. Niccolai del msi \u00e8 morto domenica mattina in carcere per trauma cranico. Area ecchimotica in corrispondenza dell\u2019angolo interno della regione palpebrale sinistra sul cadavere. All\u2019istituto di medicina legale dell\u2019universit\u00e0 di Pisa nel pomeriggio \u00e8 stata compiuta l\u2019autopsia della salma di Franco Serantini il ventenne anarchico morto com\u2019\u00e8 noto nel carcere Don Bosco domenica mattina per trauma cranico il giovane arrestato venerd\u00ec dalla polizia durante disordini scoppiati in citt\u00e0 in concomitanza con il comizio dell\u2019onorevole Niccolai del movimento sociale. Escoriazioni circondate da alone ecchimotico in regione frontoparietale sinistra del cadavere. Solo l\u2019autopsia che \u00e8 cominciata oggi nel tardo pomeriggio nell\u2019istituto di medicina legale presente il procuratore della Repubblica Tanzi permetter\u00e0 di stabilire com\u2019\u00e8 morto Franco Serantini il ragazzo sardo arrestato durante i disordini avvenuti venerd\u00ec nel centro di Pisa per il comizio di chiusura del Msi. Aree escoriate con impronte punteggiate alla regione laterale dell\u2019emitorace destro del cadavere.<br \/>\nOggi inoltre \u00e8 stato possibile ricostruire sommariamente le ultime ore di vita del giovane il quale ha partecipato alla dimostrazione contro il comizio del msi in quanto ideologicamente vicino alla federazione anarchica pisana e a Lotta continua. Minute escoriazioni diffuse con qualche striatura e leggera soffusione ecchimotica alla regione scapolare sinistra e a quella interscapolo-vertebrale del cadavere. L\u2019autopsia \u00e8 stata conclusa a tarda sera e i periti hanno chiesto un notevole lasso di tempo per rispondere alle domande poste dal magistrato essenzialmente sulla natura del trauma cranico che secondo il certificato di morte firmato dal medico del carcere avrebbe procurato il decesso del Serantini. Zone escoriate al 3\u00b0 superiore del braccio destro del cadavere. Sulle cause che hanno provocato il trauma cranico come si legge nel referto di morte redatto dal medico del carcere non vi dovrebbero essere dubbi sarebbero le conseguenze del pestaggio che il giovane Franco sub\u00ec durante le indiscriminate cariche della polizia sui lungarni e nei vicoli adiacenti. Due escoriazioni al 3\u00b0 inferiore della faccia posteriore del braccio destro del cadavere.<br \/>\nFranco Serantini fu fermato molto probabilmente verso le 20.30 di venerd\u00ec sera in corso Italia durante una carica della polizia e in nottata il fermo si tramut\u00f2 in arresto con conseguente denuncia all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria per radunata sediziosa vilipendio delle forze dell\u2019ordine violenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Area escoriativa a configurazione semilunare sul lato ulnare del terzo medio della faccia superiore dell\u2019avambraccio destro del cadavere. Franco Serantini fu fermato presumibilmente verso le 20.30 di venerd\u00ec sera in corso Italia durante una carica della polizia in nottata il fermo fu tramutato in arresto e il ragazzo venne denunciato per radunata sediziosa vilipendio alle forze dell\u2019ordine e oltraggio a pubblico ufficiale. Chiazza ecchimotica appena sfumata alla faccia postero laterale del braccio sinistro del cadavere. \u00c8 probabile che sia stato arrestato nei pressi di piazza della Berlina dove gli scontri fra gli appartenenti a Lotta continua e le forze di polizia furono particolarmente violenti. La faccia profonda del cuoio capelluto parietofrontale del cadavere evidenti stravasi ematici.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/funerali_serantini1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1700\" title=\"funerali_serantini\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/funerali_serantini1-300x187.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"187\" \/><\/a><br \/>\nSempre in nottata venne trasferito al carcere giudiziario di Don Bosco dove il sabato mattina venne interrogato dal sostituto procuratore della Repubblica dr. Sellaroli alla presenza di un avvocato nominato d\u2019ufficio. Vistoso ematoma in regione occipitale infiltrazione emorragica della parte posteriore della sutura sagittale e infiltrazione della sutura lamboidea e una sottile linea di frattura sul parietale destro del cadavere. Sabato mattina alla presenza del difensore nominato d\u2019ufficio il Serantini fu interrogato in carcere dal dottor Sellaroli stando a quanto il magistrato stesso ha dichiarato ammise la sua partecipazione allo scontro. Voluminosa raccolta ematica extradurale in regione occipitale. Comunque il giovane non venne portato all\u2019ospedale ma direttamente in questura per cui si ritiene che nella casa di pena Don Bosco dovrebbe essere entrato in nottata verso l\u2019una di sabato mattina poche ore dopo il sostituto procuratore dottor Sellaroli procedeva al suo interrogatorio. Diffusa soffusione emorragica sottopiale sulla convessit\u00e0 degli emisferi cerebrali prevalentemente sulle due regioni parietali.<br \/>\nLo stesso dr. Sellaroli ha detto quest\u2019oggi che il ragazzo che arriv\u00f2 all\u2019interrogatorio sorretto da un agente carcerario dichiar\u00f2 di avere forti dolori alla testa e per questo quando fu ricondotto in cella gli venne data una borsa con del ghiaccio. Zona di infiltrazione ematica parenchimale a livello di lobulo parietale superiore destro. Il giovane sempre a detta del magistrato accus\u00f2 durante l\u2019interrogatorio forti dolori alla testa e fu quindi accompagnato in cella dove gli fu data una borsa di ghiaccio. Focolaio di infiltrazione ematica sulla faccia inferiore dell\u2019emisfero cerebellare destro del cadavere. Al magistrato Franco Serantini disse ripetutamente di avere dei forti dolori alla testa c\u2019\u00e8 da domandarsi perch\u00e9 nonostante il giovane affermasse di sentirsi male nessuno si \u00e8 preoccupato di sottoporlo a quegli esami che avrebbero permesso di stabilire che egli aveva riportato un trauma cranico grave. Sottile linea di frattura della porzione esterna della volta dell\u2019orbita sinistra con infiltrazione della parte anteriore.<br \/>\nSoltanto nella mattinata di domenica essendosi aggravate le sue condizioni il Serantini pass\u00f2 dalla cella al centro clinico del carcere dove secondo il certificato medico firmato dal direttore sanitario della Casa di pena ha cessato di vivere alle 9.45 per trauma cranico. Focolai emorragici circoscritti alla faccia posteriore del cuore. Nelle prime ore della domenica le sue condizioni sembrarono aggravarsi e venne ricoverato al centro clinico del carcere dove alle 9.45 cess\u00f2 di vivere. Notevole stravaso ematico sia a livello del sottocutaneo che fra le masse muscolari alla superficie dorsale destra del cadavere. Il certificato di morte fa risalire il decesso alle 9.45 di domenica mattina ma non sappiamo quando il medico \u00e8 intervenuto si sa soltanto che \u00e8 stato trasportato dalla cella al centro clinico del carcere e qui \u00e8 spirato. Stravaso ematico rotondeggiante alla regione dorsale sinistra sulla proiezione della 7\u00b0 costa sulla paravertebrale.<br \/>\nFranco Serantini avrebbe compiuto 21 anni il 7 luglio prossimo e da quella data avrebbe lasciato per sempre l\u2019istituto di rieducazione di Pisa dove era ospite nato a Cagliari dopo l\u2019infanzia trascorsa nel brefotrofio di quella citt\u00e0 era stato ospite di diversi istituti di tutt\u2019Italia era a Pisa da tre anni frequentava il secondo anno dell\u2019istituto professionale per il commercio e nel pomeriggio seguiva un corso all\u2019Ibm. Infiltrazione ematica superficiale del 3\u00b0 superiore del braccio destro del cadavere. Il giovane era figlio di ignoti e aveva sempre vissuto in orfanotrofi e istituti assistenziali per minori. Incisione dei tessuti cutaneo-muscolo-fasciali del braccio sinistro del cadavere. Franco Serantini senza genitori nato a Cagliari il 7 luglio 1952 era giunto a Pisa dove aveva girato diversi istituti e brefotrofi la sua ultima casa era l\u2019istituto di rieducazione Pietro Thouar in piazza San Silvestro e da tutti i suoi superiori e dagli amici era considerato un ragazzo buono onesto studioso. Incisioni delle parti molli del 3\u00b0 superiore laterale della gamba sinistra edema del sottocutaneo con infiltrazione ematica a livello della abrasione esterna.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/sera.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1701\" title=\"sera\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/sera-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/sera-300x200.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/sera-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/sera-768x512.jpg 768w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/sera.jpg 1293w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nTremila giovani hanno accompagnato questo pomeriggio al cimitero di Pisa la salma di Franco Serantini oggi composto nella bara \u00e8 stato avvolto nel drappo rosso e nero dell\u2019anarchia intorno al tumulo di terra fresca sono state lasciate a indicare la tomba del giovane quattro bandiere rosse. Encefalo focolai ecchimotici confluenti. Si sono svolti nel pomeriggio i funerali di Franco Serantini lo hanno accompagnato al cimitero suburbano di Pisa tremila giovani e non tutti erano appartenenti a movimenti extraparlamentari di sinistra cui Franco Serantini era politicamente vicino la bara avvolta nel drappo rosso e nero dell\u2019anarchia \u00e8 stata interrata mentre i tremila che erano entrati nel cimitero cantavano Addio Lugano bella e L\u2019Internazionale. Cuore emorragia epicardica polmone campo di infiltrazione emorragica. La bara \u00e8 scesa nella fossa mentre intorno i compagni di Franco Serantini cantavano L\u2019Internazionale e Addio Lugano bella un giovane anarchico ha pronunciato un brevissimo elogio funebre dicendo Franco Serantini \u00e8 morto per la libert\u00e0 e gli anarchici continueranno a difenderla sempre in piedi Franco ti hanno ucciso ma ti vendicheremo. Muscolatura scheletrica focolai ecchimotici interstiziali.<br \/>\n<strong>Scheda.<\/strong><br \/>\nIl 5 maggio 1972, durante la campagna elettorale, il missino Giuseppe Niccolai tiene un comizio a Pisa. Al presidio antifascista indetto da Lotta continua, duramente caricato dalla polizia, partecipa tra gli altri un ventenne militante del Gruppo anarchico Pinelli. Abbandonato alla nascita nel brefotrofio di Cagliari, costretto dal 1968 a vivere, senza alcuna ragione penale, in regime di semilibert\u00e0 nel riformatorio di Pisa, Franco Serantini era impegnato in quegli anni in iniziative sociali e politiche, dalla controinformazione sulla \u201cstrage di Stato\u201d al Mercato rosso nel quartiere popolare del Cep.<br \/>\nDurante gli scontri fu pestato a sangue sul lungarno Gambacorti dagli uomini del 2\u00b0 e 3\u00b0 plotone della Terza compagnia del i Raggruppamento celere di Roma, pur non avendo opposto resistenza, come testimoni\u00f2 il commissario di ps Giuseppe Pironomonte che lo sottrasse, con l\u2019arresto, alla furia degli agenti, e si dimise poco dopo i fatti. Trasferito nel carcere Don Bosco con l\u2019accusa di oltraggio e adunata sediziosa, Franco fu privato dell\u2019assistenza che avrebbe forse potuto salvarlo. Il giorno successivo, anche nel corso dell\u2019interrogatorio, manifest\u00f2 un evidente stato di malessere e una forte cefalea che il giudice, le guardie carcerarie e il medico non ritennero degni di un approfondimento diagnostico. Entrato in coma nella sua cella, mor\u00ec nel pronto soccorso del carcere alle 9.45 del 7 maggio. Una grande folla accompagn\u00f2, per l\u2019ultimo saluto, quel corpo straziato, che all\u2019avvocato presente all\u2019autopsia era apparso \u00abmassacrato al torace, alle spalle, al capo, alle braccia. Tutto imbevuto di sangue\u00bb.<br \/>\nLe indagini volte all\u2019individuazione dei responsabili furono ostacolate da tentativi di rimozione dei magistrati \u201cscomodi\u201d e dal muro di omert\u00e0 dei poliziotti presenti. Nel novembre 1972 il medico del carcere Alberto Mammoli ricevette comunque un avviso di procedimento per omicidio colposo, mentre il giudice istruttore Funaioli si espresse in favore di un\u2019azione penale contro Albini Amerigo e Lupo Vincenzo, capitano e maresciallo di ps del i Celere di Roma, e la guardia Colantoni Mario, per aver affermato il falso e taciuto \u00abci\u00f2 che era a loro conoscenza [\u2026] per assicurare l\u2019impunit\u00e0 agli agenti responsabili dell\u2019omicidio di Franco Serantini\u00bb.<br \/>\nNella sentenza depositata nell\u2019aprile 1975 il giudice Nicastro dichiar\u00f2 \u00abnon doversi procedere in ordine al delitto di omicidio preterintenzionale in persona di Serantini Franco per esserne ignoti gli autori\u00bb. Lupo e Mammoli vennero prosciolti. Albini e Colantoni, condannati per falsa testimonianza a 6 mesi e 10 giorni con la condizionale e la non iscrizione nel casellario giudiziale, furono assolti nel gennaio 1977. Nel marzo dello stesso anno il dottor Mammoli venne ferito alle gambe da militanti di Azione rivoluzionaria, organizzazione armata dell\u2019area anarco-libertaria.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/serant.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1768\" title=\"serant\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/serant.jpg\" alt=\"\" width=\"290\" height=\"192\" \/><\/a><br \/>\n<strong>E siccome al peggio non c&#8217;\u00e8 mai fine&#8230;.<\/strong><br \/>\nNuova grave iniziativa parafascista : l&#8217;amministrazione comunale (centrosinistra si fa per dire) di Orbetello ha deciso di commemorare in pompa magna gli 80 anni della trasvolata di Italo Balbo&#8230; ora, commemorare Italo Balbo non \u00e8 un passaggio triste o un infortunio di una amministrazione, (queste le flebili rimostranze pd ) \u00e8 un cosciente atto di revisionismo storico che banalizza e sminuisce il fascismo di un criminale capobanda assassino in Italia e in Africa, \u00e8 , come la decisione di Pisa di intitolare una strada al fascista Niccolai, un gesto pavido, ignorante e scellerato, di chi lo fa e lo permette. Spero solo che questi personaggi deficienti culturali e analfabeti di ritorno non abbiano il coraggio di presentarsi pi\u00f9 n\u00e8 il 25 aprile n\u00e8 gli altri giorni, e, alla maremmana, che se ne vadano affanculo, ma di tutto cuore !<br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>&#8220;Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi. Prima di abituarci alle loro facce. Prima di non accorgerci pi\u00f9 di niente&#8221;<\/strong><br \/>\n<strong>(Peppino Impastato, ucciso dalla mafia il 9 maggio 1978)<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/foto_impastato.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1769\" title=\"foto_impastato\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/foto_impastato-300x221.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"221\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/foto_impastato-300x221.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/foto_impastato.jpg 460w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nGli uomini guardano il cielo<br \/>\nE si stupiscono,<br \/>\nguardano la terra<br \/>\ne si muovono a piet\u00e0,<br \/>\nma, stranamente,<br \/>\nnon si accorgono di loro stessi.<br \/>\nPeppino Impastato<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=6QWUmTOuB1M\">http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=6QWUmTOuB1M<\/a><br \/>\nil 9 maggio \u00e8 l&#8217;anniversario oltre che dell&#8217;assassinio di Peppino Impastato di quello di <strong>Ulrike Meinhof<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/ulrikegiovanissima.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1770\" title=\"ulrikegiovanissima\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/ulrikegiovanissima.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"188\" \/><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/baruda.net\/2009\/05\/09\/9-maggio-ulrike-meinhof-1\u00b0-parte-della-commissione-internazionale-dinchiesta-sulla-sua-morte\/\">http:\/\/baruda.net\/2009\/05\/09\/9-maggio-ulrike-meinhof-1\u00b0-parte-della-commissione-internazionale-dinchiesta-sulla-sua-morte\/<\/a><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>filmato raro e bello&#8230;..Pinelli, cineasti militanti, 1971<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/gASavnLefhkjrqlefeDY0wOzo1_4001.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1772\" title=\"gASavnLefhkjrqlefeDY0wOzo1_400\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/gASavnLefhkjrqlefeDY0wOzo1_4001-300x247.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"247\" \/><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?NR=1&amp;feature=endscreen&amp;v=EZ0kgZIrVKU\">http:\/\/www.youtube.com\/watch?NR=1&amp;feature=endscreen&amp;v=EZ0kgZIrVKU<\/a><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>Film : Sacco e Vanzetti<\/strong><br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/SaccoeVanzetti1971.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-thumbnail wp-image-1798\" title=\"SaccoeVanzetti1971\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/SaccoeVanzetti1971-150x150.png\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/strong><br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/youtu.be\/jK7yeJ3jY3g\">http:\/\/youtu.be\/jK7yeJ3jY3g<\/a><\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>Film d&#8217;amore e di anarchia&#8230;<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/imag.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1786\" title=\"imag\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/imag.jpg\" alt=\"\" width=\"183\" height=\"276\" \/><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/youtu.be\/P95NMxzNPW4\">http:\/\/youtu.be\/P95NMxzNPW4<\/a><\/p>\n<div><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div><strong><span style=\"font-size: medium;\">Musica nostra : Bobo Rondelli&#8230;..<\/span><\/strong><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\">intervista&#8230;<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/79err0QXt5k\">http:\/\/youtu.be\/79err0QXt5k<\/a><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\">concerto&#8230;..<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/Y2ZbAD8KziM\">http:\/\/youtu.be\/Y2ZbAD8KziM<\/a><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\"><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Bobo-Rondelli.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-thumbnail wp-image-1800\" title=\"Bobo-Rondelli\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/Bobo-Rondelli-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div><strong><span style=\"font-size: medium;\">L&#8217;angolo di Luciana Bellini<\/span><\/strong><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\">In questi giorni presentiamo Luciana al Follow me Festival di Follonica ,il 1 giugno alle 17,30, e quasi contemporaneamente esce la sua ultima fatica curata da Antonello Ricci, &#8220;Tre pezzi 100 lire&#8221; un piccolo capolavoro della narratrice maremmana di cui qui riportiamo alcuni passaggi&#8230;<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\"><em>&#8230;Cominci\u00f2 &#8216;n quel modo l\u00ec, almeno io me lo ricordo cos\u00ec. E dopo qualche anno &#8216;n casa c&#8217;era pi\u00f9 plastica che coccio. In quattr&#8217;e e quattr&#8217;otto cambi\u00f2 tutto, e se l\u00ec per l\u00ec le donne pi\u00f9 vecchie traccheggiavano, dopo, anche loro gli aprirono l&#8217;uscio di casa. La plastica era cento volte meglio: se cascava un si smaltava n\u00e8 sbroccolava, e la mi&#8217; nonna lev\u00f2 quella di rame e sopra all&#8217;acquaio ci mise &#8216;na catinellina celeste-turchino. Era pi\u00f9 comoda s\u00ec : quella l\u00ec un c&#8217;era mica bisogno di lustralla. &#8220;Davvero, c&#8217;\u00e8 da ringrazi\u00e0 chi l&#8217;ha inventata &#8216;sta roba&#8221; diceva lei sempre pi\u00f9 convinta. Gi\u00f9 pel nostro vicolo e pi\u00f9 su e pi\u00f9 l\u00e0 quello fu l&#8217;inizio dei cambiamenti, de le novit\u00e0. Fu cos\u00ec che le case piano piano si svotarono de le cose di sempre. Me lo ricordo bene. quel giorno venne la mi&#8217; nonna e tutta agitata alla mi&#8217; mamma gli fece: Voi ven\u00ec Beppina? Io vo l\u00e0, ora ora Gina m&#8217;ha detto che c&#8217;\u00e8 un banco con certe bambole grosse..pare le regalino ! Basta portargli qualcosa di vecchio e loro ti danno la bambola: te la fanno cap\u00e0 ! &#8221; Era vero: le bambole, le regalavano ! E la mi&#8217; nonna scelse la sua. Barattavano &#8216;l novo col vecchio, e lei, in cambio gli port\u00f2 &#8216;na lucerna di ottone e &#8216;n bricco di porcellana. Rideva la bambola ritta ne la su&#8217; scatola di cartone e contenta ringraziava la mi&#8217; nonna ch\u00e8 l&#8217;aveva portata a casa sua. Anche lei era allegra come &#8216;na cittina &#8216;l giorno de la Befana, e piano piano mentre la posava nel mezzo del letto gl&#8217;allargava le gale del vestito di organdise celeste e gli tirava su i braccini co&#8217; le mani &#8216;n bella posa. &#8221; E&#8217; bella o no ? Guardatela qui : pare &#8216;na cittina pare ! &#8221; diceva mentre gl&#8217;appareggiava i boccoli nel davanti del vestito. &#8220;Chiss\u00e0 che me ne facevo di que&#8217; trofei! Che voi sap\u00e8 quant&#8217;era ch&#8217;erano l\u00ec dietro l&#8217;uscio de lo stanzino; mi davano noia e basta !&#8221;Erano rotti: la lucerna zoppicava e &#8216;l bricco era &#8216;ncrinato e senza coperchio&#8221; diceva senza mai smette&#8217; di guard\u00e0 la su&#8217; bambola.&#8221;Guardate che capelli: sembrano veri? &#8216;N cima a &#8216;sto letto pare ci sia sempre stata. Eh s\u00ec, a me le bambole mi so&#8217; sempre garbate tanto, ma &#8216;nn\u00f2 mai potute compr\u00e0 ch\u00e8, prima era prima ! Percarit\u00e0, anche ora che ci\u00f2 da mantenemmi per me e basta, con cinquemila lire di pensione c&#8217;\u00e8 da pens\u00e0 a le bambole s\u00ec ! Questa per\u00f2 un m&#8217;\u00e8 costata manco &#8216;n centesimo ..&#8221; Mi pareva impossibile che &#8216;na donna vecchia diventasse piccina all&#8217;improvviso, eppure, a la mi&#8217; nonna gl&#8217;era successo.<\/em><\/span><\/div>\n<div><em>Cominci\u00f2 cos\u00ec: prima col cambio eppoi coi soldi.<\/em><\/div>\n<div><em>Dopo un po&#8217; di tempo passarono gi\u00f9 pel vicolo du&#8217; omini co&#8217; sacchi &#8216;n spalla, ma n&#8217;erano cenciaioli: erano mercanti ! Questo per\u00f2 s&#8217;\u00e8 capito dopo. Pagavano e pagavano bene secondo quelle donne. Compravano di tutto: si contentavano di poco ch\u00e8 pigliavano anche la roba rotta! Pi\u00f9 era vecchia meglio era. Quella volta a la mi&#8217; nonna gli sparirono di cas du&#8217; lumini Richard Ginori. Nel bianco de la porcellana le roselline rosa spiccavano tra i bordi orlati e ricamati di pi\u00f9, e quella specie di bicchierino che stava l\u00ec sopra pareva &#8216;l giocattolo d&#8217;una bambola Regina. A me, quei du&#8217; lumini m&#8217; incuriosivano, e la mi&#8217; nonna m&#8217;aveva detto che l\u00ec, prima-prima ci tenevano &#8216;l caff\u00e8 in caldo. Si chiamavano lumini da notte perch\u00e8 si tenevano &#8216;n camera, e se &#8216;n nottata ti sentivi male bevevi subito qualcosa di caldo. Tira tira la mi&#8217; nonna ci ricav\u00f2 cinquemila lire, ma nel prezzo c&#8217;era compresa anche la tazza da colazione col manico arricciolato che quei mercanti avevano adocchiato dentro il caffeause. Quella volta per\u00f2 c&#8217;ebbe da contratt\u00e0: si sgol\u00f2 perch\u00e8 gli sembrava troppo poco, lei voleva di pi\u00f9 ! Un mi sembr\u00f2 contenta: pensosa rigirava quel foglio di carta tra le mani. Pareva stanca. Si mise a sed\u00e8: guardava i soldi, guardava la vetrina..ma ormai i passi di quell&#8217;omini erano gi\u00e0 spariti su pel vicolo. Allora &#8216;nno sapevo, ch&#8217;ero troppo piccina, oggi per\u00f2 so&#8217; sicura che quel giorno con cinquemila lire quei mercanti di ricordi, oltre a quell&#8217;oggetti gli portarono via anche &#8216;n pezzetto di vita a la mi&#8217; nonna: quella la presero e gne la pagarono. Per poche migliaia di lire quell&#8217;omini senza scrupoli, &#8216;n passo alla volta &#8216;n passo alla volta, ci portarono via un po&#8217; di memoria&#8230;&#8230;&#8230;<\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/div>\n<div><strong><em>Le vostre e mail- lettere al subcomandante capraio<\/em><\/strong><\/div>\n<div><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong>&#8220;Senti un po&#8217; subcapraio stiacciagrilli, ma te che ne pensi di Don Gallo appena sepolto al canto di Bella Ciao ma con la messa del presidente CEI cardinal Bagnasco: un compagno schierato con gli ultimi o un prete comunque organico alla chiesa e al Vaticano ? Giorgio la talpa&#8221;<\/div>\n<div><strong><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span>\u00a0<\/strong><\/div>\n<p><strong>\u00a0&#8220;Caro tarpone, te la dico senza perifrasi: a me Andrea Gallo garbava di molto umanamente, ma il Gallo eh, non Don Gallo, che il Vaticano non lo riconosciamo proprio, n\u00e8 integrale, n\u00e8 post moderno n\u00e8 di &#8220;sinistra&#8221;<\/strong><\/p>\n<div><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>\u00a0<\/em><\/span><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>\u00a0<\/em><\/span><\/span><\/span><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\"><em>\u00a0<\/em><\/span><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>Riceviamo da\u00a0Barcelona mail del maestro regista\u00a0Umberto Lenzi, che detiene anche un grande archivio sulla guerra civile spagnola: &#8221; &#8230;Colgo l&#8217;occasione per inviarti l&#8217;ultima strofa dell&#8217;inno della CNT Confederacion Nacional de Trabajo , scritto nel 1934 dal militante anarchico Valeriano Orobon Fernandez&#8221;<\/em><\/span><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>A LAS BARRICADAS<\/em><\/span><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.<\/em><\/span><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>En pi\u00e8 el pueblo obrero<\/em><\/span><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>a la batalla<\/em><\/span><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>hay que derrocar a la reaccion<\/em><\/span><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>a las barricadas! a las barricadas,<\/em><\/span><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>por el triunfo de la Confederacion<\/em><\/span><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>\u00a0<\/em><\/span><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>Grazie Umberto ! Speriamo che presto il tuo archivio trovi degna sistemazione in Maremma !<\/em><\/span><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>\u00a0<\/em><\/span><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>\u00a0<\/em><\/span><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>Diverse e mail ci chiedono di cosa stia accadendo nella citt\u00e0 del golfo&#8230;..\u00a0Vergogna&#8230;..il caso &#8220;campo nomadi &#8221; a Follonica<\/em><\/span><\/span><\/span><\/div>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: medium;\">Vi \u00e8 capitato ultimamente di leggere articoli dal titolo &#8220;NO al campo nomadi a Follonica&#8221; ? Fatelo, sono istruttivi della ignoranza, delle paure di massa alimentate da liste e giornali di destra il cui livello culturale \u00e8 inversamente proporzionale alla loro malafede. Sono persino comiche nella loro tragica realt\u00e0 le motivazioni di queste persone : noi non siamo razzisti, anzi, abbiamo cancellato dal gruppo nato in fb gli estremisti (cio\u00e8 numerosi tipi che auguravano roghi, fucilate, campi di concentramento e altre squisitezze a 9 persone, tra cui 5 bambini, che frequentano da dieci anni la citt\u00e0 ) Noi vogliamo che vadano pi\u00f9 in l\u00e0 (non li vogliamo vedere, insomma) noi vogliamo che questi fondi (tremila euro per gli allacciamenti, da rendere) vadano ai follonichesi pi\u00f9 bisognosi (che &#8220;loro &#8220;evidentemente non sono dopo dieci anni n\u00e8 follonichesi, n\u00e8 bisognosi e magari puzzano, rubano, accattonano, etc non sono umani come noi, eh !). S\u00ec, se si spendono 300000 euro per festeggiare quel criminale fascista assassino di Italo Balbo va bene, se si spendono per il calcio la sagra del turista spiaggiato ancora meglio, ma tremila euro per due famiglie ( diventate nel frattempo un milione di euro per un campo nomadi per centinaia di ladri di bambini, con minacce all&#8217;assessore raccolta di firme etc, vedi report su siti fascisti che citano la lista Follonica libera ) allora il popolo sovrano insorge cazzuto e clicca come un matto&#8230;magari tra un po&#8217; vi appoggiano\u00a0quelli che credono che sondaggi e referendum in rete costituiscano la democrazia&#8230;s\u00ec, se fosse per questo vorrei solo ricordare che Hitler vinse le elezioni, Stalin era idolatrato in mezzo mondo e Mussolini se non fosse sceso in guerra pensando fosse gi\u00e0 finita, sarebbe stato al potere altri 30 anni come il suo amico boia Franco in Spagna&#8230;sondaggi e cliccaggi &#8220;che il popolo \u00e8 sovrano&#8221; sono solo la spia di persone strumentalizzate, impaurite, arroganti con i deboli e ruffiane con i forti, che se la ridono a godersi l&#8217;ennesima guerra tra poveri, indisturbati. Il grado di civilt\u00e0 di un popolo, e non di una accozzaglia di bruti postmoderni, si misura con il livello di cultura, sensibilit\u00e0, solidariet\u00e0 e libert\u00e0, tutto il resto sono chiacchere post e neo fasciste, razziste e demenziali. <\/span><\/p>\n<div>\n<div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/ROM-20.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1789\" title=\"ROM 20\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/ROM-20-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/ROM-20-300x200.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/ROM-20-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/ROM-20-768x512.jpg 768w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/ROM-20.jpg 1344w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<div>dedicato a quelli che i nomadi neppure il gruppo musicale<br \/>\na quelli che io non sono razzista ma loro sono incompatibili con noi<br \/>\na quelli che si fa un bel sondaggio che il popolo \u00e8 sovrano eh !<br \/>\na quelli che vedrai Grillo fa piazza pulita, li apriremo come una scatoletta di tonno !<br \/>\ns\u00ec, il popolo \u00e8 un bambino&#8230;.. \ud83d\ude42<\/div>\n<p><a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/l.php?u=http%3A%2F%2Fyoutu.be%2FDMsHDhBK5ok&amp;h=XAQHktQ29AQFp7wS61f1u-2n3WRiITFtoeq7JPkkoi1WfEg&amp;s=1\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">http:\/\/youtu.be\/DMsHDhBK5ok<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/ascanio.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-thumbnail wp-image-1797\" title=\"ascanio\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/05\/ascanio-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><br \/>\nIo non credo nei partiti. Ma non perch\u00e9 siano stati occupati da persone disoneste. Io non credo nei partiti perch\u00e9 non credo nella delega. [&#8230;] Non sono un comunista. Io sono anarchico. Non mi interessa che il popolo vigili sull\u2019amministrazione pubblica. Io non credo che il popolo debba essere amministrato da qualcuno. Io voglio il superamento di questa democrazia, non che venga amministrata decentemente. Questo era il dibattito negli anni \u201960 rispetto ai manicomi. Qualcuno voleva umanizzarli, qualcun altro cancellarli. Si umanizza un\u2019istituzione disumana solo cancellandola. &#8221;<br \/>\n( Ascanio Celestini )<br \/>\nle foto di questo numero sono di Stefano Pacini,\u00a0Marianna Leone e\u00a0altri autori non identificati (fatevi vivi)<br \/>\nLink utili<br \/>\nwww.stefanopacini.org<br \/>\nwww.radiomaremmarossa.it<br \/>\nwww.carmillaonline.com<br \/>\nwww.ltmd.it<br \/>\nwww.infoaut.org<br \/>\nhttp:\/\/collettivoanarchico.noblogs.org<br \/>\nwww.senzasoste.it<br \/>\nwww.finimondo.org<br \/>\nfemminismo-a-sud.noblogs.org\/<br \/>\n<strong>Maremma Libertaria Esce quando pu\u00f2 e se e come gli pare. Non costa niente, non consuma carta e non inquina, se non le vostre menti. Vive nei nostri pensieri,perch\u00e8 le idee e le rivoluzioni non si fanno arrestare, si diffonde nell\u2019aere se lo inoltrate a raggera. Cerca di cestinare le cartoline stucchevoli di una terra di butteri e spiagge da bandiere blu,che la Terra \u00e8 nostra e la dobbiamo difendere! Cerca di rompere la cappa d\u2019ipocrisia e dare voce a chi non l\u2019ha, rinfrescando anche la memoria storica, che senza non si va da nessuna parte. Pi\u00f9 o meno questo \u00e8 il Numero 12 del 29 maggio 2013. Maremma Libertaria pu\u00f2 essere accresciuta in corso d\u2019opera ed inoltro da tutti noi, a piacimento, fermo restando l\u2019antagonismo , l\u2019antifascismo e la non censura dei suoi contenuti.<\/strong><br \/>\nIn Redazione, tra i cinghiali nei boschi dell\u2019alta maremma, Erasmo da Mucini, Ulisse dalle Rocche, il Fantasma della miniera, il subcomandante capraio, Alberto da Scarlino, Alessandro da Grosseto, Antonello dalla Tuscia, Luciana da Pomonte,Complici vari , Ribelli di passaggio,maremmani emigrati a Barcelona.<br \/>\nNo copyright, No dinero, ma nel caso idee, scritti, foto, solidariet\u00e0 e un bicchiere di rosso.<br \/>\nMy way Sid Vicious !<br \/>\n<a href=\"http:\/\/youtu.be\/HD0eb0tDjIk\">http:\/\/youtu.be\/HD0eb0tDjIk<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/sid-vicious-.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1779\" title=\"-sid-vicious-\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/sid-vicious--300x237.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"237\" \/><\/a><br \/>\nNostra patria il mondo intero, nostra legge la Libert\u00e0, ed un pensiero Ribelle in cuor ci sta (Pietro Gori)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/youtu.be\/_KVRd4iny8E\">http:\/\/youtu.be\/_KVRd4iny8E<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/nostrapatria-300x225.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1777\" title=\"nostrapatria-300x225\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/nostrapatria-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a><br \/>\nPotranno tagliare tutti i fiori, ma non riusciranno a fermare la Primavera (Pablo Neruda)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/youtu.be\/wEy-PDPHhEI\">http:\/\/youtu.be\/wEy-PDPHhEI<\/a><br \/>\n(Victor Jara canta Neruda)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/untitled.bmp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"164\" class=\"alignnone size-full wp-image-1778\" title=\"untitled\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/untitled.bmp\" alt=\"\" \/><\/a><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>Sempre, comunque e dovunque : Libert\u00e0 per tutti i compagni arrestati !\u2013 Fori i compagni dalle galere !-Libertad para todos los presos ! \u2013 liberdade para companheiros presos! -comrades preso askatasuna!- libert\u00e9 pour les camarades emprisonn\u00e9s!-freedom for imprisoned comrades !- Freiheit f\u00fcr inhaftierte Genossen!- \u03b5\u03bb\u03b5\u03c5\u03b8\u03b5\u03c1\u03af\u03b1 \u03b3\u03b9\u03b1 \u03c6\u03c5\u03bb\u03b1\u03ba\u03b9\u03c3\u03bc\u03ad\u03bd\u03bf\u03c5\u03c2 \u03c3\u03c5\u03bd\u03c4\u03c1\u03cc\u03c6\u03bf\u03c5\u03c2 ! \u2013 \u0627\u0644\u062d\u0631\u064a\u0629 \u0644\u0631\u0641\u0627\u0642<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Speciale Maggio, maggerini, Carlo Monni -Norma Parenti- Nanni Balestrini- Amiata Calling &#8211; Fotografa Contro: Marianna Leone-Noi siamo l&#8217;1 % -Luciana Bellini- Campi nomadi-Bobo Rondelli-<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1783,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-1757","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-maremma-libertaria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1757","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1757"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1757\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3014,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1757\/revisions\/3014"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1783"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1757"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1757"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1757"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}