{"id":1524,"date":"2013-03-29T15:33:07","date_gmt":"2013-03-29T15:33:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/?p=1524"},"modified":"2021-10-23T19:59:53","modified_gmt":"2021-10-23T19:59:53","slug":"maremma-libertaria-11-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/2013\/03\/29\/maremma-libertaria-11-2\/","title":{"rendered":"Maremma Libertaria n 11"},"content":{"rendered":"<div><strong><strong><em><strong><strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/maremma-libertaria.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"maremma-libertaria\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/maremma-libertaria-300x42.gif\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"42\" \/><\/a><\/strong><\/strong><\/em><\/strong><\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong><em>Sommario: Saluto al nuovo Papa &#8211; Ascanio Celestino e Grillo &#8211; Amianto &#8211; Scrivere e resistere in maremma dopo Luciano Bianciardi &#8211;\u00a0 Zatarra -Tano D&#8217;amico &#8211; Antonio Lorenzini -Fausto e Iaio &#8211; Il sangue politico &#8211; Colpo al cuore &#8211; \u00c8 stato morto un ragazzo<\/em><\/strong><\/div>\n<div>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/div>\n<div><strong><em>Siamo al secondo compleanno di questo progetto nato spensierato . Aprile porta i canti in ottava dei poeti estemporanei di Ribolla, la primavera, la Liberazione del 25 aprile &#8217;45. E allora, ieri, oggi, sempre, morte ai fascismi, nazionalismi, populismi vecchi nuovi o postmoderni. W la Maremma Libertaria, W l&#8217;Anarchia !\u00a0 \ud83d\ude42<\/em><\/strong><\/div>\n<div><strong><em>Qui riportiamo il nostro appello antielettorale di Febbraio, temiamo ritorni utile presto, e lo dedichiamo a quei libertari che questo giro hanno votato e votato grullamente Grillo&#8230;.<\/em><\/strong><\/div>\n<div><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/ml.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-thumbnail wp-image-1575 alignnone\" title=\"ml\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/ml-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/div>\n<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/R_g9CK8hJrQ\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">http:\/\/youtu.be\/R_g9CK8hJrQ<\/a><br \/>\n&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<div><em><strong>Maremma Libertaria saluta il nuovo Papa !<\/strong><\/em><\/div>\n<div><em><strong>&#8230;perch\u00e8 siamo come siamo, ma anche educati eh!\u00a0\u00a0 \ud83d\ude42<\/strong><\/em><\/div>\n<p><em><strong>\u00a0<\/strong><\/em>&#8220;&#8230;Questo Dio che ti inventi, \u00e8 soltanto una chimera la cui stupida esistenza ha luogo soltanto nella mente dei folli. \u00c8 un fantasma inventato dalla cattiveria degli uomini, col solo scopo di imbrogliarli, o di armarli gli uni contro gli altri. Se questo Essere Supremo esistesse veramente, con tutti i difetti di cui ha riempito le sue opere, non meriterebbe da noi che disprezzo e bestemmie&#8230;&#8221;<\/p>\n<div><em><strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/papa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1534 alignnone\" title=\"papa\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/papa-300x179.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"179\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/papa-300x179.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/papa.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/strong><\/em><\/div>\n<p><em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><em><strong>LA VIA LATTEA, Luis Bunuel, 1968<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Un tizio si candida a fare il dittatore&#8230;..<\/strong><\/em><\/p>\n<div><em><strong>Ascanio Celestini <\/strong>usa le parole come un muratore fa con le pietre. Messe una sull\u2019altra, oppure lasciate a terra, tenute strette da un bisogno, da un sogno, da una bestemmia, realizzano un pensiero, ci conducono al fondo dei nostri dubbi. Vive in una borgata romana, \u201cdieci centimetri sotto l\u2019appartamento dove sono nato. La mia bottega \u00e8 quella di mio padre, e mia moglie \u00e8 figlia del nostro ex portiere. Ci stiamo costruendo una casa nuova nella parallela della via dove abito. Tutta la mia vita in cento passi o poco pi\u00f9\u201d. Dalla borgata la crisi si vede pi\u00f9 nera: \u201cCambiano i volti, sono facce scure, mediamente sole, e pronunciano parole violente. Frequento il bar e l\u00ec guardo e ascolto\u201d.<\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em>La violenza ci difende dalla paura, non ti pare? \u201cDalla solitudine direi. A Morena, il nome della mia borgata appena dietro Ciampino, non c\u2019\u00e8 abitante che non abbia sgobbato una vita. Uno, due, tre lavori insieme. Hanno la lavatrice (la lavastoviglie non tutti), ma due o tre televisori e il computer e la verandina e il sottotetto. Hanno il salotto e la cucina Scavolini. Ma sono soli. Si sono costruiti una solitudine con grande fatica. E vedono quel minimo senso di benessere sfuggirgli di mano, andarsene via\u201d.<\/em><\/div>\n<p><em>Soli e disperati. \u201cTi ricordi trent\u2019anni fa cos\u2019era un partito? La Dc o il Pci? Se io e te eravamo iscritti al partito, o solo simpatizzanti o anche semplici elettori, avevamo punti di vista comuni. E il nostro punto di vista era in qualche modo simile a quello del segretario del partito. Era una comunanza di sguardo: guardavamo lo stesso orizzonte. Ed eravamo felici di esserlo\u201d. Era la comunione. \u201cIl mio destino \u00e8 il tuo, la mia pena la tua, la mia felicit\u00e0 simile a quella che provi tu. La mia vita \u00e8 un po\u2019 la tua\u201d. Oggi \u00e8 l\u2019opposto. \u201cOggi godo tanto di pi\u00f9 quanto pi\u00f9 inveisco contro di te, mi sento distante da te e ti maledico. Altro che leader, sei lontano, devi sparire, mi porti solo guai. Sei un incompetente, un truffatore. E rubi, \u00e8 il minimo che ti dico\u201d.<\/em><\/p>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/grillo1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1549 alignnone\" title=\"grillo\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/grillo1-300x197.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"197\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/grillo1-300x197.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/grillo1.jpg 459w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/em><\/div>\n<p><em>La crisi sconforta, e i conti li stanno pagando gli innocenti. Nessuno porta responsabilit\u00e0 quando invece c\u2019\u00e8. Non \u00e8 che si diventi cattivi perch\u00e9 l\u2019umore cambia. \u201cDescrivo uno stato d\u2019animo. Vado al bar e sento solo dire: in galera! In carcere gli extracomunitari che pisciano davanti al mio portone; in carcere naturalmente Berlusconi e in carcere pure tu. Siamo contro, e a prescindere e costruiamo questa condizione di avversione perch\u00e9 al fondo abbiamo l\u2019idea che ormai nessuno pi\u00f9 ci possa rappresentare\u201d. Ci possa aiutare o anche solo rappresentare? \u201cC\u2019\u00e8 bisogno di una guida? Non c\u2019\u00e8 bisogno. Quelli sono incompetenti, no? Sai perch\u00e9 ha vinto Grillo? Perch\u00e9 il suo movimento, o non movimento, pu\u00f2 rinegoziare ogni giorno il suo punto di vista. Non \u00e8 ancorato a nessuna idea\u201d.<\/em><\/p>\n<div><em>Non sembra ti piaccia. <strong>\u201cNon mi piace, non mi ci ritrovo, ma capisco. Lui parla a quella piccola borghesia che sta perdendo la lavatrice, il sottotetto, l\u2019automobile, i contributi previdenziali. Parla ai miei coinquilini, alla mia borgata. \u00c8 gente impaurita (e io dico giustamente). Mica senti Grillo discettare degli immigrati, o dei poveri che non hanno pi\u00f9 nulla? Sono invisibili e non li vede neanche lui. Malati terminali della societ\u00e0\u201d. Quando una vita si sbriciola all\u2019improvviso, non c\u2019\u00e8 futuro e nemmeno una speranza, persino la precariet\u00e0 diventa un bene di lusso che pochi possono detenere. Come puoi chiedere uno sguardo comune? \u201cLa legge del formicaio sovrasta ogni formica. \u00c8 il sistema che \u00e8 imploso, ma non siamo in grado di riuscire a individuarne un altro<\/strong>. Sono stato ad Auschwitz e Shlomo Venezia mi ha raccontato la sua drammatica avventura. Internato nel lager era chiamato a condurre i prigionieri alle docce chimiche voce: \u201cShlomo! Shlomo! \u00c8 suo cugino Leone che lo riconosce e lo chiama. Si avvicina, gli chiede: perch\u00e9 devo morire? Puoi fare qualcosa tu? Shlomo non sa fare altro che andare dal militare tedesco e gli chiede il favore di salvarlo. Il tedesco risponde: e che posso farci io? L\u2019orrore di questa scena si reggeva su un sistema collaudato di decisione e di comando. Al tedesco non competeva valutare\u201d. Non mi compete, non \u00e8 mio compito, chiami quell\u2019ufficio.<br \/>\n<em><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/ascanio.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1525 alignnone\" title=\"Ascanio Celestini - &quot;Radio Clandestina&quot;\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/ascanio-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/ascanio-300x300.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/ascanio-150x150.jpg 150w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/ascanio.jpg 700w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/em><\/em><\/div>\n<p>\u00c8 il medesimo paradigma della nostra burocrazia: nessuno \u00e8 chiamato a rendere conto. \u201cLa vita \u00e8 responsabilit\u00e0. E invece stiamo facendo appassire la nostra vita, il nostro futuro nell\u2019eterna assoluzione di noi stessi. La colpa \u00e8 sempre degli altri: di chi \u00e8 al governo o al municipio, della dottoressa dell\u2019Asl, del vigile urbano. La colpa \u00e8 del geometra. Siamo poveri per colpa degli altri, stiamo male per colpa degli altri. Colpa loro: la scelta pi\u00f9 agevole per un ignavo. L\u2019indice puntato. Sono gesti che si ripetono davanti ai miei occhi e parole che risuonano come fosse un sottofondo musicale. E invece \u00e8 sempre mia la responsabilit\u00e0\u201d. Tra un po\u2019 di settimane inauguri a teatro il tuo Discorso alla nazione, anche tu con una soluzione in tasca: <strong>\u201cC\u2019\u00e8 un paese che sta lentamente scivolando nella guerra civile. Non tutti se ne accorgono. Un tizio si candida a fare il dittatore, dopotutto \u00e8 meglio un dittatore che la guerra civile. E dopotutto la gente pensa di s\u00ec\u201d.<\/strong><br \/>\n<em>(22 marzo 2013)<\/em><br \/>\n<strong><em>Ancora su Amianto-una storia operaia\u00a0 di Alberto Prunetti<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/albe.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1527 alignnone\" title=\"albe\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/albe-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a><\/em><\/strong><br \/>\n<em>Alberto scrive di noi e a noi. Dei nostri padri operai, minatori, turnisti e cottimisti infiniti, trasfertisti in giro per l&#8217;italia, a unirla in gigantesche saldature. Scintillio e fumi mefitici di un &#8220;progresso&#8221; apparentemente inarrestabile ed emancipatorio: mentre loro, uomini di marmo e pirite, Stakanovisti per amore e per forza, si sacrificavano ,noi potevamo studiare, andare all&#8217;universit\u00e0, concretizzare il sogno di un &#8220;figlio dottore&#8221;. Nessuno allora si vergognava della sua condizione, anzi. Erano i figli dei dottori ,degli impiegati a doversi travestire da proletari, ad accettare giochi ruvidi, rivendicazioni spicce di una egemonia culturale masticata a bestemmie e cazzotti se necessario. &#8230;&#8221;Ora si comanda un po&#8217; noi &#8221; aveva detto mio suocero levando di capoil berretto al direttore di fabbrica, calcandoselo in testa all&#8217;incontrario. Un giorno di sciopero generale saldammo il cancello all&#8217;Istituto tecnico, mirabile esempio di messa in pratica degli insegnamenti familiari e scolastici. E&#8217; un passato cos\u00ec presente nelle nostre vite, eppure gi\u00e0 remoto . Renato percorre i decenni delle riscosse operaie e il declino degli anni della restaurazione e del riflusso, della prime crisi economiche.\u00a0E&#8217; persino costretto ad un certo punto ad aprire una partita iva per lavorare, triste preludio della nostra disumana post modernit\u00e0, di una nocivit\u00e0 assassina,del precariato diffuso, di un mondo senza pi\u00f9 garanzie e diritti, di teste piegate al ricatto padronale e trasversale, della frammentazione sociale ove nessuno quasi sa chi \u00e8 pi\u00f9 amico o nemico. Renato per\u00f2 andr\u00e0 a testa alta fino all&#8217;ultimo, neppure gli anni che gli ruberanno alla sua vita, neppure l&#8217;amianto riusciranno a piegarlo. <strong>E Alberto, per suo padre, per tutti i Renato di queste terre refrattarie e non del tutto domate, parla, racconta, imprime in tutti noi in maniera indelebile, una storia operaia, sangue nostro, vento, fumi, sudore, lacrime, rabbia, risa, lotta, sconfitta, orgoglio. E poi ancora, dignit\u00e0.<\/strong><br \/>\n( Ulisse)<\/em><br \/>\n<strong><em>il dibattito su wuming :<\/em><\/strong><br \/>\n<em><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=-Tjm88bE0ZY\">http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=-Tjm88bE0ZY<\/a> <\/em><br \/>\n<strong>Tutte le recensioni<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.agenziax.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.agenziax.it<\/a><br \/>\n<em><strong>Scrivere e R\/Esistere in Maremma dopo Luciano Bianciardi<\/strong><\/em><br \/>\n<em>\u00a0<\/em><em>&#8220;Non basta sganasciare la dirigenza politico-economico-social-divertentistica italiana. La rivoluzione deve cominciare in interiore homine. Occorre che la gente impari a non muoversi, a non collaborare, a non produrre, a non farsi nascere bisogni nuovi, e anzi a rinunziare a quelli che ha<\/em>&#8220;.<br \/>\n(<em>La vita agra<\/em>, Luciano Bianciardi)<br \/>\nIl 23 febbraio la Corte dei Miracoli di Siena ha ospitato una panoramica di testi, scritture ed esistenze: stili e riflessioni, evoluzioni del pensiero di Bianciardi. Evoluzioni che sconfinano dalla pagina scritta per approdare all&#8217;indagine e alla rappresentazione teatrale di quella condizione esistenziale presente nel suo lavoro. Ha partecipato infatti all&#8217;iniziativa, Angelo Romagnoli attore e curatore, insieme a Raffaella Ilari, del \u201cProgetto Bianciardi\u201d, progetto che nel marzo del 2012 ha visto la realizzazione del convegno \u201cNascere intellettuali, morire pompieri \u2013 la scrittura di Luciano Bianciardi tra scena e letteratura\u201d, nonch\u00e9 la messa in scena del testo \u201cNon leggete i libri, fateveli raccontare\u201d, una produzione Compagnia Pennacchia Romagnoli\/laLut. Ecco un brano dell\u2019intervento di Angelo Romagnoli:<br \/>\n<em>\u201cBianciardi \u00e8 un uomo che \u201calza la testa\u201d. Pur provenendo dalle ombre della storia, da generazioni che hanno condotto la vita semplice di campagna, arriva ad essere il primo laureato della famiglia e il primo che parla un\u2019altra lingua. Bianciardi \u00e8 stato ufficiale di collegamento per l\u2019esercito italiano dopo l\u2019armistizio e soprattutto \u00e8 stato uno scrittore capace di attraversare due universi linguistici e due immaginari: quello nostrano e quello anglofono. Ed \u00e8 un uomo che vive facendo delle traduzioni, un uomo che diventer\u00e0 un \u201clavoratore a cottimo della traduzione\u201d. Le sue venti cartelle al giorno sono la misura della sopravvivenza. &#8230;.. La vita agra \u00e8 la storia di un bilancio. E di un bilancio si tratta se si pensa che si parte dall\u2019idea di una rivoluzione da fare e si finisce con il contare le venti cartelle quotidiane da tradurre. Significa che il rivoluzionario, l\u2019intellettuale possente e volenteroso di compiere giustizia sociale ha fallito. Ed \u00e8 per questo motivo che La vita agra fa sanguinare molti\u201d.<\/em><br \/>\n<em><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/corte.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1528\" title=\"corte\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/corte-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a><\/em><br \/>\nInsieme a Romagnoli c\u2019erano Gianni Farina e Consuelo Battiston della compagnia teatrale \u201cMenoventi\u201d di Faenza, con cui l&#8217;attore sta preparando un nuovo lavoro ispirato al testo de <em>La vita agra,<\/em> seconda parte del Progetto Bianciardi. Una conversazione per esplorare, attraverso linguaggi e declinazioni diverse, persone ed esperienze che con il loro lavoro indagano e scrutano ci\u00f2 che accade oltre la superficie, sotto la pelle.<br \/>\nInoltre una batteria di scrittori con i loro libri: Alberto Prunetti e il suo <em>Amianto, una storia operaia<\/em>, \u00a0(Agenzia X Edizioni), Antonello Ricci, <em>Fuori da dove<\/em> (Edizioni Effigi), Luciana Bellini, <em>Il mestiere finito<\/em> (Laurum Editrice) e Alessandro Angeli, <em>Mare di vetro<\/em> (Quarup Editrice). Un gruppo affiatato sin dai tempi del Fondo Daniele Boccardi, che in questi dieci anni, attraverso convegni, presentazioni e festival, \u00e8 stato capace di smuovere la scena letteraria maremmana e nazionale.<br \/>\n<strong>E allora ecco la Maremma come terra di scrittori resistenti, refrattari alle catalogazioni di genere ma con salde radici nella storia di una terra amara, agra e ribelle. La Maremma nelle storie di Luciana Bellini, testimone del tramonto della civilt\u00e0 contadina e del faticoso riscatto delle donne della riforma agraria. La Maremma di Antonello Ricci e la sua \u201cBanda del Racconto\u201d, tra oralit\u00e0, ottave e poesia civile. La Maremma di Alessandro Angeli tra vecchie e nuove frontiere, giovani dispersi, vite bruciate. La Maremma di Alberto Prunetti, sovversivi, migranti, operai che neppure l&#8217;Amianto \u00e8 riuscito a piegare. Scrivere-vivere-resistere oggi in una Maremma sotto attacco di speculatori, inquinatori, mafiosi e ruffiani, senza dimenticare la lezione di Luciano Bianciardi:<\/strong><br \/>\n&#8220;<em>Faranno insorgere bisogni mai sentiti prima. Chi non ha l&#8217;automobile l&#8217;avr\u00e0, e poi ne daremo due per famiglia, e poi una a testa, daremo anche un televisore a ciascuno, due televisori, due frigoriferi, due lavatrici automatiche, tre apparecchi radio, il rasoio elettrico, la bilancina da bagno, l&#8217;asciugacapelli, il bidet e l&#8217;acqua calda. A tutti. Purch\u00e9 tutti lavorino, purch\u00e9 siano pronti a scarpinare, a fare polvere, a pestarsi i piedi, a tafanarsi l&#8217;un con l&#8217;altro dalla mattina alla sera.<br \/>\nIo mi oppongo<\/em>&#8220;.<br \/>\nL&#8217;incontro organizzato da \u201cMaremma Libertaria\u201d, la Libreria \u201cLa Zona interno 4\u201d e il \u201cCentro Culture Contemporanee Corte dei Miracoli\u201d, ha visto un folto pubblico presente per l&#8217;intero pomeriggio nei locali dell&#8217;ex Ospedale Psichiatrico. Ha coordinato da par suo Antonello Ricci, scrittore, poeta, agitatore civile viterbese. La sua lezione partendo dalla Provincia di Luciano Bianciardi e Daniele Boccardi (di cui ricorrono i venti anni dalla morte) e attraversando le isole di resistenza all&#8217;omologazione, si \u00e8 conclusa col battito onomatopeico dello zoccolo di Simone Martini\/Guidoriccio che due volte risuona in Bianciardi, nei <em>Minatori della Maremma<\/em> e ne <em>La vita agra<\/em>, tra la Maremma e Siena appunto. Un\u2019esposizione lucida e sentita, una lezione che non si dimentica. Sul tema dei confini, della scrittura, della memoria, si sono misurati in modi molto diversi e originali Alberto Prunetti, che ha parlato del Gabellino attribuendogli una doppia valenza, quella di un confine negli scritti di Bianciardi, ma anche un confine fisico, personale, che egli come scrittore e traduttore a cottimo, tanti anni dopo continua a varcare in questo suo eterno pendolarismo tra la Maremma e Siena. Alessandro Angeli ha voluto confrontare <em>Tropico del cancro<\/em> di Henry Miller con <em>La vita agra<\/em> di Luciano Bianciardi, tornando alla sudditanza nei confronti della cultura anglofona, cui faceva riferimento Angelo Romagnoli in apertura del convegno e Luciana Bellini, che parlando del suo ultimo libro con la naturalezza e la simpatia che la contraddistinguono, ha citato anche i passaggi editoriali pi\u00f9 complessi e a volte dolorosi, che hanno portato la sua opera alla pubblicazione. La serata \u00e8 poi finita a bicchieri di morellino, torte fatte in casa e ottave improvvisate&#8230;..<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/corte2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1529\" title=\"corte2\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/corte2-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a><br \/>\nCi piace chiudere con la lettera che ci \u00e8 giunta qualche giorno dopo. Conteneva i ringraziamenti di Luciana Bellini :<br \/>\n<em>\u00a0<\/em><em>&#8220;Vi ringrazio col cuore per l&#8217;invito al manicomio, \u00e8 stata una serata interessante, intelligentemente studiata per l&#8217;occasione&#8230;tutti preparati, bravi, non c&#8217;\u00e8 niente da fa&#8217;, siete una banda di matti ! Le cose serie si possono dire anche &#8220;leggermente&#8221;, senza la pompa magna dei cattedrati, anche se, cattedrati siete! Insomma, se fossi l\u00ec, nelle vicinanze di Siena mi garberebbe frequent\u00e0 la vostra <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/ufficiostampa.cortedeimiracoli?group_id=482947121741500\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Corte Dei Miracoli<\/a> e, impar\u00e0, ascolt\u00e0, ved\u00e8 il mondo senza il paraocchi della retorica di sempre&#8230;..\u00e8 una gran bellezza, una immensa gioia questo cammino di parole scritte e parole parlate e, per me, pi\u00f9 che mai, so&#8217; un orizzonte sconfinato, un occhio lungo sul mondo. Vi auguro buon tutto, in tutti i campi, sempre ! Ciao e a presto !<\/em>&#8221;<br \/>\nPer approfondimenti segnaliamo alcuni link :<br \/>\ntrailer avvenimento<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=xxG759nlAzo\">http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=xxG759nlAzo<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/miniatura-bianciardi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1652\" title=\"miniatura-bianciardi\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/miniatura-bianciardi.jpg\" alt=\"\" width=\"120\" height=\"90\" \/><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.labandadelracconto.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.labandadelracconto.it<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.stefanopacini.org<\/a> (Maremma Libertaria con recensioni Luciana Bellini e Alessandro Angeli)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.agenziax.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.agenziax.it<\/a> (<em>Amianto<\/em>, una storia operaia di Alberto Prunetti)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.progettobianciardi.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.progettobianciardi.it<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.menoventi.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.menoventi.com<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.lacortedeimiracoli.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.lacortedeimiracoli.org<\/a><br \/>\nlazonalibreria.blogspot.it<br \/>\n(Stefano Pacini e Alessandro Angeli)<\/p>\n<div>\n<div>Bianciardi !\u00a0 Trailer<\/div>\n<div><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/biancia1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1585\" title=\"biancia\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/biancia1-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/div>\n<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/LDDNPevVRyY\">http:\/\/youtu.be\/LDDNPevVRyY<\/a><\/p>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/div>\n<p>Jannacci nel film &#8220;La vita agra&#8221; &#8230;<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Milano | Bar Jamaica e Jannacci\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ndvAFpIwnZ0?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<div>\n<div>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/div>\n<div><strong>Simone Ghelli: Voi, onesti farabutti<\/strong><\/div>\n<\/div>\n<div>di <strong>Alberto Prunetti<\/strong><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" style=\"margin: 2px 4px 2px 4px;\" src=\"http:\/\/www.carmillaonline.com\/archives\/ghelli.jpg\" alt=\"ghelli.jpg\" width=\"145\" height=\"240\" align=\"right\" border=\"0\" hspace=\"4\" vspace=\"2\" \/><a href=\"http:\/\/www.libreriauniversitaria.it\/voi-onesti-farabutti-ghelli-simone\/libro\/9788896989296\">Voi onesti farabutti<\/a> di <strong>Simone Ghelli<\/strong> \u00e8 un libro che non posso recensire in maniera neutrale. Lo dico subito per evitare il malcostume letterario delle recensione degli amici. Non vedo Ghelli da molti anni ma siamo coetanei, io sono appena pi\u00f9 grande, pi\u00f9 vecchio ormai di lui, siamo cresciuti in una zona di confine tra la maremma grossetana e il litorale livornese, lungo la via Aurelia, e siamo andati all\u2019universit\u00e0 nello stesso posto. Se io e il Ghelli fossimo due vini, oltre a unirci annata e terroir, saremmo due vini da contadini, di quelli che s\u00ec, un po\u2019 di solforosa e di rame ci si sente, per\u00f2 insomma, anche genuini e adatti ai palati ruvidi. C\u2019\u00e8 stato un periodo in cui io e il Ghelli ci si incrociava spesso. Lui aveva vent\u2019anni, io credo ventidue. Ci si vedeva nei locali della Federazione anarchica maremmano-elbana, nella pinetina di Riotorto alle fiere anticlericali, a Siena davanti al manicomio, a bersi un americano da Paolone e poi nei boschi della Valdelsa. Poi ci siamo persi di vista, sono passati quindici anni. Fino a quando nella casella postale ho trovato questo libro con la copertina rossa. Mi arrivavano notizie da lui, perch\u00e9 condividiamo amici dalla bottiglia facile e la precariet\u00e0 lavorativa certa. Prima o poi ci si vedr\u00e0 anche, ho pensato, meglio lungo l\u2019Aurelia, ho pensato subito dopo, e il perch\u00e9 glielo spiego alla fine, al Ghelli.<br \/>\n<a name=\"more\"><\/a>Tutto questo per dire che il libro del Ghelli racconta un pezzo di storia in cui io ci sono stato dentro e ora non posso mettermi a fare il recensore oggettivo e impersonale. Soprattutto quando parla di anarchici e matti, un capitolo stupendo e commovente del suo libro, perch\u00e9 io li conoscevo tutti quegli anarchici e quei matti. Coi primi ci si beccava tra Montebamboli e Montieri, nella colline Metallifere, e allora uscivano discorsi di fuoco e vinelli bianchi, di quel bianco un po\u2019 torbido che non conosce filtrazioni. Vini che portava Fabio il boscaiolo, che con una stretta di mano ti faceva pentire di tutto il tempo che avevi perso in una biblioteca, quando pi\u00f9 pennato &#8211; o pi\u00f9 roncola, all\u2019uso italico &#8211; ben ci avrebbe giovato alla salute dei polsi. Poi c\u2019era Nedo, che oltre a tenere in piedi i locali di un circolo che aveva ospitato Pietro Gori, era anche uno degli ultimi pescatori piombinesi e aveva gli occhi del colore del mare e quando allestiva le sagre libertarie a Riotorto portava quel che gli rimaneva nelle reti; e poi c\u2019erano Duilio e Patrizia che se non c\u2019era questo libro del Ghelli, che \u00e8 meraviglioso e toccante, di loro mi sarei quasi dimenticato, e invece mi ricordo eccome di quella notte che io facevo il banchetto dei libri anticlericali e mi vennero a salutare perch\u00e9 erano stanchi di vivere in Maremma, loro che c\u2019erano venuti da poco e da lontano, e l\u2019indomani partivano in una barca a vela per l\u2019Oriente e avevano intenzione di vivere in barca per qualche anno, dove i venti li avrebbero sospinti, si vedr\u00e0, mi dissero abbracciandomi; e poi c\u2019era il Chessa, che era proprio come dice il Ghelli, leticava con tutti, per\u00f2 gli si voleva bene perch\u00e9 era il grande vecchio e era la memoria di tante lotte e lo aiutavamo a sistemare l\u2019archivio della famiglia Berneri e lui ci regalava i libri e ci diceva \u201cLeggete, bolscevichi!\u201d. E\u2019 grazie al vecchio Chessa che ho scoperto Osvaldo Bayer, che poi sono andato a trovare fino a Buenos Aires<strong>. Poi c\u2019erano i matti, quelli che frequentavamo a Siena, perch\u00e9 il manicomio era accanto all\u2019universit\u00e0, o forse dentro. C\u2019era Guerino, come lo chiama il Ghelli, ma io lo chiamavo il Guerriero, che col bastone colpiva gli studenti in testa (ma con quella protesi lignea toccava anche il culo alle studentesse, lo conferma un mio amico che \u00e8 suo nipote e anche tante mie amiche e compagne di studi) e lo Sceriffo, che andava a giro col cappello texano, il mezzo garibaldi in bocca e la stella sul petto e a cui ogni tanto pagavo da bere il bicchiere d\u2019americano che Paolo al bar del ponte di romana teneva gi\u00e0 preparato in bottiglioni enormi da tre litri. I matti avevano occupato Lettere, altro che noi studenti. Erano implacabili. E infatti te li trascinavi fino alle lezioni del Luperini e mentre lui stigmatizzava il vitalismo letterario piccolo-borghese, loro avevano invaso le classi universitarie e leggevano beati l\u2019elenco telefonico, cominciando dalla lettera A<\/strong>. Era cos\u00ec, Ghelli, te lo ricorderai e il tuo libro lo conferma. E ti ricorderai, anche se non ne parli, di Annina, che ancora sbraita per quelle strade di laterizi rossi. E in queste cose ormai vecchie di quasi vent\u2019anni mi ci hai fatto finire dentro, risucchiato nella memoria dalla magia delle tue righe. Poi c\u2019erano cose che non conoscevo. Tuo nonno, un eroe. Me lo immagino come quei livornesi che venivano a vendere le verdure il venerd\u00ec al mercato a Follonica e che con l\u2019accento slabbrato labronico dicevano delle porcate terribili piene di doppi sensi alle spose che passavano, che tutti, \u00f2mini e donne, si rideva come pazzi. Poi finivano di fa i complimenti alle spose e cominciavano a insult\u00e0 il papa e i fascisti. Che gente, che risate. S\u2019andava al mercato solo per sentirli, mica per le verdure. Anche perch\u00e9 le verdure noi le coltivavamo in casa, o meglio nell\u2019orto e io al mercato andavo solo a comprare albi di Tex Willer e numeri di Urania usati e a ride&#8217; delle grezzate dei livornesi. Almirante, topa-punta-e-seghe-tante, urlavano dai banchi del pesce. E gi\u00f9 tutti a ridere. Qualcuno dava il tema: Fanfani e Andreotti, e i venditori buttavano il carico di improperi irriferibili, con rime in -ano e -azzo. E noi d\u00e8, grandi e piccini, gi\u00f9 a ride. Erano i comizi politici che mi ricordo, Ghelli, e puzzavano d\u2019acciughe sotto sale e di porpo briaco e me li hai fatti ricorda t\u00e8, quell\u2019anni l\u00ec. Per chi non l\u2019ha vissuti, c\u2019\u00e8 sempre il libro del Ghelli, che \u00e8 stupendo e racconta molte pi\u00f9 cose e meglio dette di quelle che scrivo io in questa recensione. Ora basta, ti saluto Ghelli e dopo questa sviolinata ti aspetto dalle parti del bar Il cacciatore, gi\u00f9 verso Venturina, sull\u2019Aurelia vecchia, dove potrai sdebitarti di questa recensione con un terzo di Martini, uno di Campari e il resto soda, alla modica cifra di euri due. Niente noccioline, quelle so per i borghesi. Bona, compagno Ghelli.<\/div>\n<\/div>\n<p><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/20130511_locandina_finale_72_600_img.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1629\" title=\"20130511_locandina_finale_72_600_img\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/20130511_locandina_finale_72_600_img-212x300.jpg\" alt=\"\" width=\"212\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/20130511_locandina_finale_72_600_img-212x300.jpg 212w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/20130511_locandina_finale_72_600_img.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/a><br \/>\n<strong>Amiata Calling!<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0L&#8217;Amiata chiama! L&#8217;11 maggio una giornata di lotta in difesa della montagna<\/strong><br \/>\nMentre l&#8217;Enel continua a lavorare al cosiddetto &#8216;Piano di riassetto di Piancastagnaio&#8217; e dopo gli annunci trionfalistici sull&#8217;apertura del cantiere per le due centrali di Bagnore4, il coordinamento SOS Geotermia si \u00e8 riunito il 21 marzo us in assemblea pubblica, peraltro partecipatissima, che ha approvato la proposta di una giornata di mobilitazione che abbia carattere nazionale da farsi il giorno 11 maggio prossimo.<br \/>\nSu impulso dei cittadini e dei comitati, SOS Geotermia ha redatto un appello nazionale, che riportiamo di seguito, a cui hanno gi\u00e0 dato significativa adesione associazioni, gruppi, sindacati, sia nazionali, che regionali e territoriali.<br \/>\nPrimo firmatario \u00e8 Don Gallo che avevamo gi\u00e0 incontrato e che ci aveva esortato ad essere &#8216;partigiani dell&#8217;Amiata e difendere la Terra&#8217;, seguono adesioni di rilievo nazionale come il Forum Italiano dei Movimenti per l&#8217;Acqua, promotore dei referendum vinti sulla ripubblicizzazione dell&#8217;acqua che continua nella battaglia, ma anche associazioni e sindacati nazionali, come il Forum Ambientalista, ATTAC, l&#8217;USB ed i Cobas; l&#8217;elenco \u00e8 lungo e &#8216;qualificato&#8217;, contando che ancora non \u00e8 avvenuto il lancio dell&#8217;iniziativa.<br \/>\nDa oggi lanciamo pubblicamente l&#8217;appello a tutte le associazioni, comitati, gruppi, partiti, ecc. invitandoli ad aderire e partecipare alla manifestazione nazionale dell&#8217;11 maggio sull&#8217;Amiata.<br \/>\nInvitiamo tutti i cittadini dell&#8217;Amiata a partecipare al prossimo incontro che si terr\u00e0 il 5 aprile e a collaborare con il coordinamento per la riuscita della giornata dell&#8217;11 maggio.<br \/>\nSOS Geotermia &#8211; Coordinamento dei Movimenti per l&#8217;Amiata &#8211;<br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00e8 uscita una nuova rivista maremmana, le diamo il benvenuto, e qui il suo link :<\/strong><br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.kansassiti.it\/\">http:\/\/www.kansassiti.it\/<\/a><\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0questo invece \u00e8 il link della rivista dei gruppi anarchici Kronstadt di Pisa e Volterra<\/strong><br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.kronstadt-toscana.org\/2013\/04\/05\/kronstadt-aprile-2013\/\">http:\/\/www.kronstadt-toscana.org\/2013\/04\/05\/kronstadt-aprile-2013\/<\/a><\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>Antonello Ricci e Pietro Clemente alla Libreria La Zona di Siena presentano &#8221; Fuori da dove&#8221;<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/antonello.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1573\" title=\"antonello\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/antonello-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" \/><\/a><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/youtu.be\/phHV-YsH9DQ\">http:\/\/youtu.be\/phHV-YsH9DQ<\/a><\/strong><br \/>\n<strong>da oggi \u00e8 attivo anche il nuovo portale controinformazionevideo.altervista.org creato al corso della Corte dei Miracoli <\/strong><strong>all&#8217;ex O.P. di Siena<\/strong><br \/>\n&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/ARRIGONI-MAREMMA.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1598\" title=\"ARRIGONI MAREMMA\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/ARRIGONI-MAREMMA-183x300.jpg\" alt=\"\" width=\"183\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/ARRIGONI-MAREMMA-183x300.jpg 183w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/ARRIGONI-MAREMMA.jpg 350w\" sizes=\"auto, (max-width: 183px) 100vw, 183px\" \/><\/a> Segnalamo anche questo\u00a0 libro, molto ben fatto , sul tema della Maremma, di Tiziano Arrigoni che abbiamo gi\u00e0 recensito\u00a0 per la storia di Elvezio Cerboni partigiano.<br \/>\n&#8220;Non \u00e8 un caso che le suggestioni legate alla bonifica leopoldina, dalla prima met\u00e0 dell\u2019Ottocento, facessero riferimento proprio alla realt\u00e0 americana, alla conquista, sia pure molto diversa, del West, al wilderness e, appunto, alla frontiera. Risulta valida anche per questo periodo l\u2019acuta osservazione di Letizia Bindi, pur se riferita ad altro contesto (quello dei mass-media del secondo Novecento) la Maremma viene narrata come \u2018terra di frontiera\u2019 \u2013 una frontiera tutta interna, eccezionale, proprio perch\u00e9 apparentemente cos\u00ec centrale, sul piano meramente geografico, al territorio nazionale \u2013, ma pur sempre frontiera. E i suoi abitanti (\u2026) sono, proprio sulla scorta di questa associazione, facilmente paragonati a dei \u2018pionieri\u2019 , impegnati nell\u2019opera di sottrazione del territorio aspro e impervio al dominio della natura.<br \/>\n<strong>Non a caso L\u2019Hermite en Italie di M.de Jouy, descrizione dell\u2019Italia del 1824-25, parlando della Maremma faceva riferimento ad un\u2018altra frontiera mobile, definendola la Siberia italiana.<\/strong><br \/>\nGli stessi abitanti, stanziali o immigrati, anche stagionali, che vivevano in queste aree o superavano la linea mobile della frontiera maremmana erano anch\u2019essi diversi o lo divenivano agli occhi di chi abitava nella Toscana \u2018civilizzata\u2019: gli immigrati stagionali pistoiesi in Maremma venivano definiti indistintamente maremmani, a prescindere dalla loro origine; la breve permanenza faceva loro assumere le caratteristiche morali e fisiche di chi abitava oltre la frontiera .<br \/>\n<strong>I boscaioli che, arrivata la primavera, negli anni Venti ritornavano in treno verso la montagna pistoiese, dopo mesi di duro lavoro, \u00abvenivano scansati dai viaggiatori\u00bb \u2013 racconta un testimone diretto \u2013 \u00abperch\u00e9 sudici e facevano odore di selvatico (anche quelli pi\u00f9 ordinati e puliti).\u00bb \u00abQui no, ci sono i maremmani\u00bb \u2013 diceva una signorina alle sue amiche \u2013 \u00abandiamo in un\u2019altra carrozza\u00bb. <\/strong><br \/>\nIl carattere rude, selvaggio dei maremmani, strettamente legato allo stesso carattere della natura che li circondava, era al tempo stesso un elemento dell\u2019immaginario romantico, che finiva spesso per mitizzare una realt\u00e0 ben pi\u00f9 dura, che cercava di idealizzare costumi primitivi o presunti esotici a poche centinaia di miglia dalla civilt\u00e0 industriale: \u00e8 il caso, solo per rimanere nell\u2019Europa meridionale, della Corsica e dell\u2019Andalusia.&#8221;<br \/>\nBen altra cosa \u00e8 il libro ormai raro <strong>&#8220;Maremma storie di cavalli e di butteri &#8221; Vieri ed. di Tito Ciprian<\/strong>i. Qui le storie sono ricordi che non nascondono il rimpianto di una terra selvaggia, dei suoi riti, personaggi rudi e unici e oramai scomparsi.\u00a0 Il ritmo e la scrittura sono semplice, diretta, si narra di cacce e sbudellamento di cani e cinghiali, di <strong>&#8220;spettacolo orrido ed esaltante&#8221; de &#8220;l&#8217;ultimo romantico fiaccheraio della maremma&#8221;etc. Completano il libro una prefazione di Alfio Cavoli, <\/strong>un glossario, un albo professionale dei butteri della maremma toscana ed anche interessanti foto in b\/n .<br \/>\nAltro genere, ma assai interessante il libro presentato a febbraio a Livorno presso la sede della federazione anarchica in via degli asili e qui reperibile :<br \/>\n<strong>Marco ROSSI<\/strong><br \/>\n<strong>LIVORNO RIBELLE E SOVVERSIVA<br \/>\nArditi del popolo contro il fascismo 1921-1922<\/strong><br \/>\n<em>prefazione di G. Sacchetti<\/em><br \/>\nL\u2019esperienza degli Arditi del popolo rientra pienamente tra le \u201canomalie\u201d storiche e politiche del secolo scorso, tanto che per lungo tempo \u00e8 stata oggetto di rimozione, da destra come da sinistra, nelle ricostruzioni degli eventi successivi alla Prima guerra mondiale.<br \/>\nA Livorno, l\u2019arditismo popolare si ricolleg\u00f2 a quella tensione rivoluzionaria che aveva attraversato la composita collettivit\u00e0 labronica durante le insorgenze risorgimentali e i conflitti sociali del Biennio rosso.<br \/>\nFu cos\u00ec che \u2013 tra l\u2019estate del 1921 e quella del \u201922 \u2013 il sovversivismo dei quartieri proletari si oppose, con ogni mezzo necessario, allo squadrismo fascista. Questa fu a tutti gli effetti la prima strenua resistenza, anche se poi la memoria ufficiale ha preferito commemorare quella partigiana nella rituale festa nazionale del Venticinque aprile, evitando di ricordare come quella guerra civile era iniziata e cancellando anche coloro che praticarono l\u2019antifascismo prima che la violenza reazionaria diventasse regime.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/livorno.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1643\" title=\"livorno\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/livorno.jpg\" alt=\"\" width=\"181\" height=\"279\" \/><\/a><br \/>\n&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br \/>\n<strong>Intervista con Zatarra !<\/strong><br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/zatarra.bmp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1558 alignnone\" title=\"zatarra\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/zatarra.bmp\" alt=\"\" width=\"222\" height=\"227\" \/><\/a><\/strong><br \/>\n<strong>&#8211; Come sei partito?<\/strong><br \/>\n&#8211; La musica \u00e8 sempre stata nel mio sangue, fin da piccolo sono sempre stato curioso dei vari generi musicali, ho suonato la Diamonica a bocca (chi se la ricorda??), il flauto, uno strumento Casio elettronico che riproduceva sia il sax che il clarinetto, la chitarra, etc. Mi sono avvicinato al rap, o meglio, alla cultura hip-hop a fine anni &#8217;90, perch\u00e9 ho sempre creduto fosse uno stile di vita che poi sarebbe diventato un punto comune mondiale, un modo per parlare la stessa lingua e capirsi in tutti i Paesi del globo, e cos\u00ec \u00e8 stato.<strong> All&#8217;interno del movimento ho scelto il rap perch\u00e9 era la disciplina che permetteva pi\u00f9 delle altre di esprimere senza censure i propri pensieri, i propri pareri, le proprie esperienze<\/strong>, soprattutto in un mondo musicale come quello italiano che \u00e8 da sempre monopolizzato dalla musica leggera in nome del (banale) amore!<br \/>\nDallo scrivere in rima al cominciare a rappare sono passati anni (il 2003 fu l&#8217;anno della prima volta col microfono in mano), perch\u00e9 non ho mai condiviso chi si butta su un palco non essendo all&#8217;altezza, il palco va rispettato, il pubblico va rispettato. Nel frattempo mi sono divertito approfondendo le mie conoscenze con viaggi su e gi\u00f9 per l&#8217;Italia che m hanno fruttato amicizie tuttora presenti, in particolare Bologna e i portici di Via del Pratello e Via Indipendenza, Roma e\u00a0 Torino<\/p>\n<ul>\n<li id=\"wm:mid.1364812550053:c68a03b9b989c66787\">\n<div>\n<div>\n<div>\n<div class=\"-cx-PRIVATE-webMessengerMessageGroup__body\">\n<div id=\"mid.1364812550053:c68a03b9b989c66787\" class=\"-cx-PRIVATE-webMessengerMessageGroup__content\">\n<div class=\"-cx-PRIVATE-webMessengerMessageGroup__messageAndDebug\">\n<div><strong>&#8211; Cosa stai facendo?<\/strong><br \/>\n&#8211; Dopo anni in cui ho pensato alla affermazione personale e ai messaggi che rappresenta il mio essere Zatarra, con cd usciti anche su scala nazionale (&#8220;Il gioco \u00e8 bello quando dura&#8221; per La Suite Records di Torino del 2010, &#8220;Piena Consapevolezza&#8221; per Blasterfirm Records del 2012) negli ultimi tempi mi sto dedicando a tempo pieno ai progetti per adolescenti e giovani. <strong>Ho sempre curato &#8220;at\u00e9liers&#8221; di scrittura creativa, a Marseille tramite l&#8217;Istituto di Cultura Italiano ma anche a Empoli, Roma, Porto Sant&#8217;Elpidio, sempre in collaborazione con associazioni culturali o Comuni\/enti locali, tranne che a Siena, dove ho sempre preso porte in faccia in Piazza del Campo. Proprio nella citt\u00e0 dove al momento sono &#8220;bloccato&#8221; ho fatto di necessit\u00e0 virt\u00f9, e dopo aver collaborato due anni fa col progetto &#8220;Prime Persone&#8221; per adolescenti immigrati, ho fondato il Laboratorio Rap &#8220;Lo StRAPpo&#8221;, un collettivo indipendente e autogestito<\/strong>, che si ritrova una volta a settimana per migliorare tecnicamente le doti artistiche dei ragazzi e ancor di pi\u00f9 per fare &#8220;gruppo&#8221; e parlare dei loro problemi con un fratello maggiore. Esiste da un anno e mezzo ed ha all&#8217;attivo pi\u00f9 di 35 futuri rappers, un mixtape ufficiale (&#8220;53100 Non \u00e8 un Paese per Rappers&#8221;), decine di serate live e un seguito massiccio tra i giovanissimi (<a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/lablostrappo\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">www.facebook.com\/lablostrappo<\/a> <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/lostrapposi\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">www.youtube.com\/lostrapposi<\/a>).<br \/>\nContemporaneamente continuo la mia attivit\u00e0 di rapper e sar\u00f2 presente in due compilations francesi &#8220;La Z&#8217;Connexion&#8221; e &#8220;LCC Mixtape&#8221;, oltre ad una tutta toscana &#8220;Mc Doc vol. 2&#8221;.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"-cx-PRIVATE-webMessengerMessageGroup__attachments\">\n<div><strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/strappo.bmp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1559 alignnone\" title=\"strappo\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/strappo.bmp\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"225\" \/><\/a><\/strong><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/li>\n<li>\n<div><strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/lablostrappo\">Lo StRAPpo<\/a><\/strong><\/div>\n<div><a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Flostrapposi&amp;h=YAQFmaDRb&amp;s=1\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">http:\/\/www.youtube.com\/lostrapposi<\/a> <a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/lablostrappo\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">http:\/\/www.facebook.com\/lablostrappo<\/a> ALCUNE DELLE PUBBLICAZIONI A RIGUARDO: <a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.fromthecourt.com%2F2012%2F12%2F05%2Flo-strappo-53100-non-e-un-paese-x-rappers%2F&amp;h=FAQGvCIig&amp;s=1\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">http:\/\/www.fromthecourt.com\/2012\/12\/05\/lo-strappo-53100-non-e-un-paese-x-rappers\/<\/a> <a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.sienafree.it%2Feventi-e-spettacoli%2F256-eventi-e-spettacoli%2F43446-53100-non-e-un-paese-x-rappers-i&amp;h=zAQHhmecK&amp;s=1\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">http:\/\/www.sienafree.it\/eventi-e-spettacoli\/256-eventi-e-spettacoli\/43446-53100-non-e-un-paese-x-rappers-i<\/a>&#8230;<\/div>\n<p>Per il video uscir\u00e0 il 5 aprile il terzo estratto da &#8220;Piena Consapevolezza&#8221;, &#8220;Surreale&#8221;, girato interamente a Marseille.<\/li>\n<li id=\"wm:mid.1364813363300:b038467f7fff52a376\">\n<div>\n<div>\n<div>\n<div class=\"-cx-PRIVATE-webMessengerMessageGroup__body\">\n<div id=\"mid.1364813363300:b038467f7fff52a376\" class=\"-cx-PRIVATE-webMessengerMessageGroup__content\">\n<div class=\"-cx-PRIVATE-webMessengerMessageGroup__messageAndDebug\">\n<div><strong>&#8211; Saluti<\/strong><br \/>\n&#8211; Vorrei salutare la Maremma e tutti i maremmani, popolo che ho sempre amato e col quale ho condiviso molte esperienze, sia in ambito rap con i vari Shafy Click, Jimmy Six, Skanda, etc., sia personalmente visto che ho una marea di amici, dal lato costiero a Massa Marittima passando per Grosseto citt\u00e0! Inoltre orgogliosamente vi confesso che ho uno Zio partigiano, Amelio Machetti, che magari qualcuno di voi socio Anpi conosce.<br \/>\nDa sempre ammiro la semplicit\u00e0 e la franchezza d&#8217;animo dei maremmani, e il coraggio e la libert\u00e0 dell&#8217;essere dei briganti, dei cacciatori e dei partigiani che abitano questa magnifica terra.<br \/>\nConcludo citando l&#8217;ottimo Prunetti che infervora magistralmente lo spirito maremmano libertario: &#8220;Canter\u00f2 l&#8217;armi e gli eroi, il sangue e il respiro grosso, la rabbia e l&#8217;ira funesta, le corse tra i lecceti e gli scopeti i castagneti e i boschetti idrofili, col cuore in gola e una mano sulle palle, coi piedi gonfi dal freddo e le narici piene di tabacco&#8230;&#8221;<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/li>\n<li id=\"wm:mid.1364813438367:c5cee87cc011d23c38\">\n<div>\n<div>\n<div>\n<div class=\"-cx-PRIVATE-webMessengerMessageGroup__body\">\n<div id=\"mid.1364813438367:c5cee87cc011d23c38\" class=\"-cx-PRIVATE-webMessengerMessageGroup__content\">\n<div class=\"-cx-PRIVATE-webMessengerMessageGroup__messageAndDebug\">\n<div>i miei riferimenti:<\/div>\n<div><a href=\"http:\/\/www.zatarra.eu\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">www.zatarra.eu<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/zatarraakaeldoublem\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">www.youtube.com\/zatarraakaeldoublem<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/zatarraofficial\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">www.facebook.com\/zatarraofficial<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/twitter.com\/zatarrailpirata\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">twitter.com\/zatarrailpirata<\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>Schede sovversivi:un ricordo di Giangiacomo Feltrinelli<\/strong><br \/>\n15 marzo 1972<br \/>\nLocalit\u00e0 Cascina Nuova, Segrate, Milano<br \/>\nAi piedi del traliccio dell\u2019altra tensione n.71, all\u2019alba, viene rinvenuto il corpo di un uomo dilaniato da una carica esplosiva. Dalla carta d\u2019identit\u00e0 che porta con s\u00e9, risulta chiamarsi Vincenzo Maggioni. Ventiquattro ore dopo il rinvenimento, gli inquirenti sono per\u00f2 in grado di stabilire che si tratta di Giangiacomo Feltrinelli, militante dei Gruppi d\u2019Azione Partigiana.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/carta.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1530 alignnone\" title=\"carta\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/carta.jpg\" alt=\"\" width=\"133\" height=\"99\" \/><\/a><br \/>\nNOME DI BATTAGLIA OSVALDO, FORMA LA PRIMA ORGANIZZAZIONE ARMATA CLANDESTINA, CHE COMPARE SULLA SCENA ITALIANA TRA L\u2019APRILE E IL MAGGIO 1970. TRA LA FINE DEL \u201970 E L\u2019INIZIO \u00a0DEL \u201971, I GRUPPI D\u2019AZIONE PARTIGIANA SI PROCURANO UN CERTO NUMERO DI RADIO MODIFICATE PER INTERFERIRE SUI CANALI DELLE RETI NAZIONALI, PER POTER COSI\u2019 INCORAGGIARE ALTRI GRUPPI ALL\u2019AZIONE CLANDESTINA.<br \/>\n26 MARZO 1972: IL SALUTO DALLE PAGINE DI POTERE OPERAIO<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/potop.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1531 alignnone\" title=\"potop\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/potop.jpg\" alt=\"\" width=\"80\" height=\"114\" \/><\/a><br \/>\nUn rivoluzionario \u00e8 caduto\u2028Lo dipingono ora come un isolato, un avventuriero, come un deficiente o come un crudele terrorista. Noi sappiamo che dopo aver distrutto la vita del compagno Feltrinelli ne vogliono infangare e seppellire la memoria \u2013 come si fa con i parti mostruosi. Si, perch\u00e8 feltrinelli ha tradito i padroni, ha tradito i riformisti. Per questo tradimento \u00e8 per noi un compagno. Per questo tradimento i nostri militanti, i compagni delle organizzazioni rivoluzionarie, gli operai di avanguardia chinano le bandiere rosse segno di lutto per la sua morte. Un rivoluzionario \u00e8 caduto.<strong>Giangiacomo Feltrinelli \u00e8 morto. Da vivo era un compagno dei GAP (Gruppi d\u2019Azione Partigiana) \u2013 una organizzazione politico-militare che da tempo si \u00e8 posta il compito di aprire in Italia la lotta armata come unica via per liberare il nostro paese dallo sfruttamento e dall\u2019ingiustizia. A questa determinazione Feltrinelli era arrivato dopo una bruciante e molteplice attivit\u00e0 \u2013 dalla partecipazione alla guerra di liberazione, alla milizia nel PCI, all\u2019impegno editoriale, alla collaborazione con i movimenti rivoluzionari dell\u2019 America Latina. L\u2019indimenticabile \u201968, lo aveva spinto ad un ripensamento di tutta la sua milizia politica; la breve ma intensa confidenza con Castro e Guevara gli forniva gli strumenti teorici attraverso cui analizzare il fallimento storico del riformismo e, ad un tempo, la prospettiva da seguire per una ripresa del movimento rivoluzionario in Europa. La forte passione civile, la rivolta ad ogni forma di sopraffazione e di ingiustizia ( si pensi all\u2019 attenzione con cui ha sempre seguito le rivendicazioni autonomiste delle minoranze linguistiche italiane ) lo spingevano a saltare i tempi, a bruciare le mediazioni. E\u2019 l\u2019inquietudine di cui parla oggi con disprezzo misto a compatimento il &lt;&lt;Corriere della sera&gt;&gt;. In realt\u00e0 \u00e8 l\u2019inquietudine che porta con s\u00e8 ogni uomo che non si adatti a vivere come un bue, che nutre un odio profondo per tutti i cani ed i porci dell\u2019 umanit\u00e0. Certo nell\u2019azione di questo compagno ci sono stati errori, ingenuit\u00e0, improvvisazioni. Grave soprattutto ci \u00e8 sembrata e ci sembra, nel programma politico dei GAP, la sottovalutazione delle lotte operaie, della loro capacit\u00e0 di andare oltre il terreno rivendicativo per porre la questione dei rapporti di forza tra le classi cio\u00e8 del potere politico. Ma i suoi errori, la sua impazienza, appartengono al movimento rivoluzionario e operaio; &lt;&lt;assalto al cielo&gt;&gt; che da qualche anno migliaia di militanti hanno cominciato a ricostruire dopo decenni di oscurit\u00e0 e di paura. Fanno parte di questo cammino che, come diceva Lenin, non \u00e8 diritto e piano ma tortuoso e difficile, e dove accanto all\u2019estrema determinazione di percorrerlo non v\u2019\u00e8 alcuna certezza sui tempi necessari a mandare in rovina lo stato delle cose presenti.<\/strong><strong>Il compagno Feltrinelli \u00e8 morto. E gli sciacalli si sono scatenati. Chi lo vuole terrorista e chi vittima. Destra e sinistra fanno il loro mestiere di sempre. Noi sappiamo che questo compagno non \u00e8 n\u00e9 una vittima, n\u00e9 un terrorista. E\u2019 un rivoluzionario caduto in questa prima fase della guerra di liberazione dello sfruttamento. E\u2019 stato ucciso perch\u00e8 era un militante dei GAP. E carabinieri, polizia, fascisti esteri e nostrani lo sapevano e lo sanno benissimo. E\u2019 stato ucciso perch\u00e8 era un rivoluzionario che con pazienza e tenacia, superando abitudini, comportamenti, vizi, ereditati dall\u2019ambiente alto-borghese da cui proveniva, s\u2019era posto sul terreno della lotta armata, costruendo con i suoi compagni i primi nuclei di resistenza proletaria.E\u2019 probabilmente vero che la ricerca affannosa che, da mesi, fascisti e servizi segreti vari avevano scatenato per prendere Feltrinelli, si \u00e8 intensificata dopo il contributo ulteriormente portato dei GAP nello smascheramento dei mandanti e degli esecutori della strage del dicembre del \u201969. E\u2019 probabilmente vero che questo compagno ha commesso, per generosit\u00e0, errori fatali di imprudenza \u2013 cadendo cos\u00ec in un\u2019 imboscata nemica la cui meccanica \u00e8 a tutt\u2019 oggi oscura. Quello che \u00e8 certo \u00e8 che di questo assassinio si sono fatti complici tutti coloro che cercavano un &lt;&lt;mandante ed un finanziatore&gt;&gt; per l\u2019attivit\u00e0 dei gruppi rivoluzionari. Dal Secolo all\u2019 Unit\u00e0 in una paradossale unit\u00e0 d\u2019intenti dopo la manifestazione del giorno 11 a Milano, tutti hanno latrato : vogliamo il mandante, vogliamo il finanziatore. Come se la lotta di strada, la lotta di piazza avesse bisogno di finanziatori. Le bottiglie &lt;&lt;molotov&gt;&gt; sono generi di largo consumo nell\u2019 Italia degli anni 70. Costano poche centinaia di lire. Come dire alla portata di qualsiasi militante. Sono le attrezzatissime bande fasciste, sono i giornali di partito senza lettori, sono le costose campagne di pubblicit\u00e0 elettorale, sono i mastodontici apparati di Partito che richiedono e trovano i finanziamenti di Cefis, di Agnelli, di Borghi, di Ravelli \u2013 oltrech\u00e8 il generoso contributo delle casse statali e parastatali. Comunque loro \u2013 destra e sinistra \u2013 volevano il mandante, il finanziatore. Fascisti e servizi segreti glielo hanno trovato. Un cadavere straziato di un pericoloso rivoluzionario che aveva deciso di far sul serio \u00e8 diventato utile per la bisogna \u2013 perch\u00e8 era Giangiacomo Feltrinelli discendente di una delle famiglie pi\u00f9 ricche del paese. Ed i giornali della borghesia si sono affrettati a sputare sopra il cadavere. Con tutto l\u2019odio che si sente per un traditore. Perch\u00e8 \u00e8 vero. Giangiacomo Feltrinelli li aveva traditi. Aveva rotto con il suo ed in tre anni densi di attivit\u00e0 minuta, continua e coraggiosa era diventato un rivoluzionario. E i miliardari che finanziano i partiti, si drogano al &lt;&lt;Number One&gt;&gt;, vogliono l\u2019ordine e la morale nelle fabbriche e nelle scuole \u2013 e per questo utilizzano le bande fasciste \u2013 non possono perdonare questo figlio degenere.<\/strong><\/p>\n<div>\n<h1>Fausto e Iaio, \u00e8 proprio ora di cambiare canale<\/h1>\n<div>Un racconto di Paola Staccioli a 35 anni dall&#8217;omicidio di due militanti del Leoncavallo che indagavano sull&#8217;intreccio eroina-fascisti<\/div>\n<hr size=\"1\" \/>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/popoff.globalist.it\/QFC\/NEWS_108166.jpg\" alt=\"\" border=\"0\" \/><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/popoff.globalist.it\/Images\/pix.gif\" alt=\"\" width=\"10\" height=\"10\" border=\"0\" \/><br \/>\n<strong>di Paola Staccioli<\/strong><br \/>\n\u00abMa che sei laziale? Guarda che se lo sa Marione te concia per le feste!\u00bb dice ridendo e con lo sguardo rivolto alla radio.<br \/>\nLa mia espressione diventa subito seria. Chiedo, indicando anch&#8217;io l&#8217;apparecchio: \u00ab\u00c8 lui il tizio di quella trasmissione&#8230; quella sulla Roma&#8230;\u00bb. Fa cenno di s\u00ec, e un sorriso illumina i suoi occhi: \u00abTe la do io Tokyo&#8230; Grande Marione, ne ha per tutti. Non guarda in faccia nessuno!\u00bb Ho un brivido. Mi immergo nei ricordi. Per i compagni uccisi&#8230;<br \/>\nMorte, memoria infangata. Depistaggi. Omicidi politici fatti passare per risse fra balordi o regolamenti di conti. Spaccio di droga. Furti di verit\u00e0. Furti di identit\u00e0.<br \/>\nCome per Fausto e Iaio. \u00c8 il 18 marzo 1978, due giorni dopo il rapimento Moro. In una strada buia di Milano, al Casoretto, dalle parti del Leoncavallo, verso le otto di sera cadono crivellati di colpi due compagni diciannovenni, Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci. A ucciderli sono tre individui con un impermeabile bianco. Killer professionisti, che usano sacchetti di cellophane per non lasciare bossoli.<br \/>\nFausto e Iaio non sono leader del centro sociale, anche se lo frequentano, n\u00e9 dell&#8217;Autonomia milanese, con cui stanno lavorando alla redazione di un libro bianco sull&#8217;eroina. Un dossier con nomi e foto di spacciatori. Che pu\u00f2 far emergere legami fra grande criminalit\u00e0, fascisti, apparati dello Stato. Subito dalla questura parte la velina. Regolamento di conti fra drogati. Un giornalista de \u00abl&#8217;Unit\u00e0\u00bb, Mauro Brutto, vuole capire la verit\u00e0. Prima minacciato, muore poi per un investimento quantomeno sospetto. Fra depistaggi e fatti sconcertanti vari, l&#8217;inchiesta si conclude senza colpevoli. Nel 2000 il procedimento contro Massimo Carminati, Claudio Bracci e Mario Corsi viene archiviato, nonostante i pesanti indizi e le dichiarazioni di pentiti della destra.<br \/>\nMario Corsi, ex militante dei Nar. \u00c8 lui il popolare Marione radiofonico&#8230; qualcuno dice di averlo sentito vantarsi per l&#8217;omicidio di Fausto e Iaio. Nel 1984 viene inquisito anche per l&#8217;uccisione di Ivo Zini. Assolto in primo grado, condannato a ventitr\u00e9 anni in appello, assolto in Cassazione.<br \/>\n\u00abChe ti \u00e8 successo?\u00bb chiede, e le sue parole mi riportano nella realt\u00e0.<br \/>\n\u00abPoi te lo spiego, intanto cambia canale, per favore!\u00bb rispondo con una smorfia di fastidio e subito i pensieri tornano a confondersi con i ricordi &#8230; non basta il lutto, pagherete caro pagherete tutto!<br \/>\nNel 2012 il sindaco di Roma Alemanno ha consegnato a Mario Corsi un premio, il Microfono d&#8217;oro,per le sue trasmissioni.<br \/>\n\u00c8 proprio ora di cambiare canale. Non solo radiofonico.<br \/>\n&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br \/>\n<strong>Tano D&#8217;Amico (non perdetevi i suoi ultimi libri editi da Postcart :&#8221;Anima e Memoria&#8221; e &#8220;Di cosa sono fatti i ricordi&#8221; )<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/tano.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1536 alignnone\" title=\"tano\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/tano-300x221.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"221\" \/><\/a><\/p>\n<div id=\"id_5155bad1bd3142636987090\">L&#8217;immagine vive perch\u00e8 \u00e8 capace di chiamare, di succhiare la vita stessa dello spettatore. Amavo la vita reale. Ho sempre amato la vita reale. Pi\u00f9 delle immagini. La cercavo e la cerco. I Movimenti dei miei anni hanno portato nella Storia chi nella Storia non era mai entrato. Si era formata una coscienza, una consapevolezza nuova. Ci presentammo tutti insieme nelle starde tenendoci per mano&#8230;.Una&#8230; buona fotografia, una fotografia che d\u00e0 l&#8217;avvio ad un pensiero, che diventa parte di noi, che non possiamo dimenticare, \u00e8 sempre frutto di conoscenza, di studio,di interesse, di partecipazione, di amore. Sono queste fotografie che non si fanno consumare. Consumano, ci lavorano dentro. Sono fotografie che hanno una personalit\u00e0, una vita propria. Una fotografia capace di andare oltre la realt\u00e0 cos\u00ec come appare. Andare oltre il suo senso letterale. Una fotografia che cerca il visibile per mostrare l&#8217;invisibile. Affetti, speranze, ricordi, consapevolezza,diversit\u00e0.<br \/>\nLa vita irrompe nell&#8217;animo del fotografo.<\/div>\n<div><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/tano2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1551 alignnone\" title=\"tano\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/tano2-300x213.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"213\" \/><\/a><\/div>\n<div>Forse la mia generazione doveva nascere solo per questo. Forse solo per questo verr\u00e0 ricordata. Per avere accompagnato sulla soglia della storia quelli che nella storia non erano mai entrati. Quelli che la storia l&#8217;hanno sempre subita. Quelli che la storia non aveva mai degnato di uno sguardo. Quelli che anche i testi sacri della sinistra disprezzavano.<br \/>\nCi tenemmo per mano con le donne e gli uomini comprati e venduti, i carcerati, i rinchiusi nei manicomi, i rinchiusi nelle caserme, i senza casa, i senza possibilit\u00e0. Con loro formammo un ceto nuovo, che non c&#8217;era mai stato.<\/div>\n<div>Ideali nuovi lacerarono quella che doveva essere la storia. Da quegli strappi comparve una immagine nuova, brill\u00f2 la bellezza, la dignit\u00e0, la consapevolezza dei senza potere. Con la nostra sconfitta \u00e8 rimasto solo il modo di vedere del vincitore.<\/div>\n<div>( Tano D&#8217;Amico )<\/div>\n<div><\/div>\n<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone\" src=\"https:\/\/fbcdn-sphotos-g-a.akamaihd.net\/hphotos-ak-ash3\/p480x480\/248923_438962876189879_801980693_n.jpg\" alt=\"Foto: Forse la mia generazione doveva nascere solo per questo. Forse solo per questo verr\u00e0 ricordata. Per avere accompagnato sulla soglia della storia quelli che nella storia non erano mai entrati. Quelli che la storia l'hanno sempre subita. Quelli che la storia non aveva mai degnato di uno sguardo. Quelli che anche i testi sacri della sinistra disprezzavano. Ci tenemmo per mano con le donne e gli uomini comprati e venduti, i carcerati, i rinchiusi nei manicomi, i rinchiusi nelle caserme, i senza casa, i senza possibilit\u00e0. Con loro formammo un ceto nuovo, che non c'era mai stato. Ideali nuovi lacerarono quella che doveva essere la storia. Da quegli strappi comparve una immagine nuova, brill\u00f2 la bellezza, la dignit\u00e0, la consapevolezza dei senza potere. Con la nostra sconfitta \u00e8 rimasto solo il modo di vedere del vincitore.\" width=\"300\" height=\"216\" \/><\/div>\n<div>ogni bella immagine costa la tensione di una vita intera. Costa un amore infinito, pi\u00f9 di qualsiasi avvenimento contano gli occhi che lo guardano.\u00a0 ( Tano D&#8217;Amico )<\/div>\n<p>Antonio Lorenzini \u00e8 un poliedrico e vulcanico fotografo senese, animatore del Collettivo F\/13 , instancabile organizzatore di eventi fotografici non allineati, creatore tra le tante cose del progetto &#8220;Omaggio a\u00a0Fellini 8e mezzo a Principina &#8220;. Qui riportiamo il video di una delle sue ultime mostre, dedicata alla strage dei minatori di Niccioleta perpetrata dai nazifascisti nel giugno &#8217;44<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/antonio.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1565 alignnone\" title=\"antonio\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/antonio-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" \/><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/youtu.be\/hEfXk2r72k4\">http:\/\/youtu.be\/hEfXk2r72k4<\/a><br \/>\n&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<br \/>\nTrailer : Il sangue politico. Una storia che le riassume tutte<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=-Tjm88bE0ZY\">http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=-Tjm88bE0ZY<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/sangue.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-thumbnail wp-image-1561 alignnone\" title=\"sangue\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/sangue-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><br \/>\n&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<br \/>\nFilm: Colpo al cuore. Morte non accidentale di un monarca<br \/>\n<a href=\"http:\/\/vimeo.com\/60463966\">http:\/\/vimeo.com\/60463966<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/colpo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-thumbnail wp-image-1562 alignnone\" title=\"colpo\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/colpo-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><br \/>\n<strong><em>\u00c8 stato morto un ragazzo. Film su Federico Aldrovandi<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/\u00e8-stato.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-thumbnail wp-image-1563 alignnone\" title=\"\u00e8 stato\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/\u00e8-stato-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em><a href=\"http:\/\/youtu.be\/iGCjrPSwbZQ\">http:\/\/youtu.be\/iGCjrPSwbZQ<\/a><\/em><\/strong><br \/>\n&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br \/>\nQuesta volta salta la rubrica dedicata a Luciana Bellini (ma preannunciamo per il prossimo numero il nuovo bellissimo racconto &#8220;tre pezzi cento lire&#8221; )<br \/>\nallora riempiamo questo spazio con l&#8217;ANGOLO DEL CRETINO INTEGRALE. S\u00ec, cretini ce ne sono molti in giro (era Fruttero se non mi sbaglio che teorizz\u00f2 la prevalenza del cretino ) ma cretini integrali un po&#8217; meno. Questa volta ne segnalamo due ingiustamente sottovalutati : Ingroia e Magdi Cristiano Allam. Il primo tra le tante \u00e8 riuscito nell&#8217;impresa storica di mettersi a capo di una coalizione &#8220;alternativa&#8221; che aveva sulla carta l&#8217;8 % dell&#8217;elettorato, a chiamarla Rivoluzione Civile ( !) a scippare nel simbolo il Quarto Stato di Pelizza da Volpedo (!) a imbarcarci rottami idv, pdci, rc, verdi , preti e sbirri sparsi e a raggiungere il 2 % cio\u00e8 nemmeno il risultato della sinistra alternativa al PCI di 40 anni fa&#8230;.dopo aver dichiarato che pur non avendo preso seggi in parlamento il progetto continuava verso albe radiose, ha visto bene di accettare al volo,\u00a0 che non lo riprendevano manco in Guatemala, l&#8217;incarico che Crocetta gli ha affidato come capo riscossione tributi della regione Sicilia&#8230;grandioso, da Rivoluzione Civile a Riscossione Incivile ! Adesso aspettiamo tutti quelli che ci hanno insultato in campagna elettorale difendendolo a spada tratta, che ci servono braccia per zappare gli ulivi, grazie !<br \/>\nE Magdi ? Scambiato anni fa per un fine intelletuale &#8220;islamico buono &#8221; da contrapporre ai Cattivi, \u00e8 l&#8217;esempio vivente del provincialismo italico. Assunto al Corriere della Sera e subito promosso vicedirettore (!) decideva di farsi battezzare e convertire e non da un vescovo qualunque ma dal Papa (quello in pensione) con solenne cerimonia (!) Eletto poi dai fascioberluscones europarlamentare aumentava la virulenza delle sue invettive antislamiche suscitando qualche imbarazzo persino nel pdl (!) Alle ultime elezioni si \u00e8 allora presentato con una lista autonoma con il suo nome nel simbolo, una bandiera italiana e una vaticana, e il motto &#8220;io amo l&#8217;italia &#8220;. Deluso dallo 0,2 raccolto, deluso dal Vaticano troppo moderato, ha appena deciso di scristianizzarsi per protesta, attendiamo ansiosi nuova conversione o magari la fondazione di una sua chiesa personale : meraviglioso ! Un po&#8217; meno tutti quelli che lo hanno preso sempre sul serio e utilizzato per lunghi anni, non risultano scuse per adesso&#8230;.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/einst.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1602 aligncenter\" title=\"einst\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/einst.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"260\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong><em>le foto di questo numero sono di\u00a0 Stefano Pacini,\u00a0 Antonio Lorenzini ,Tano D\u2019Amico e altri autori non identificati (fatevi vivi)<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Link utili<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/\"><strong><em>www.stefanopacini.org<\/em><\/strong><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.radiomaremmarossa.it\/\"><strong><em>www.radiomaremmarossa.it<\/em><\/strong><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.carmillaonline.com\/\"><strong><em>www.carmillaonline.com<\/em><\/strong><\/a><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><a href=\"http:\/\/www.ltmd.it\/\"><strong><em>www.ltmd.it<\/em><\/strong><\/a><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><a href=\"http:\/\/www.infoaut.org\/\"><strong><em>www.infoaut.org<\/em><\/strong><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/collettivoanarchico.noblogs.org\/\"><strong><em>http:\/\/collettivoanarchico.noblogs.org<\/em><\/strong><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/collettivoanarchico.noblogs.org\/\"><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/a><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><a href=\"http:\/\/www.senzasoste.it\/\"><strong><em>www.senzasoste.it<\/em><\/strong><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.finimondo.org\/\"><strong><em>www.finimondo.org<\/em><\/strong><\/a><br \/>\n<cite><strong>femminismo-a-sud<\/strong>.noblogs.org\/<\/cite><br \/>\n<cite><\/cite><br \/>\n<strong><em>Maremma Libertaria Esce quando pu\u00f2 e se e come gli pare. <\/em><\/strong><em>Non costa niente, non consuma carta e non inquina, se non le vostre menti. Vive nei nostri pensieri,perch\u00e8 le idee e le rivoluzioni non si fanno arrestare, si diffonde nell\u2019aere se lo inoltrate a raggera. Cerca di cestinare le cartoline stucchevoli di una terra di butteri e spiagge da bandiere blu,che la Terra \u00e8 nostra e la dobbiamo difendere! Cerca di rompere la cappa d\u2019ipocrisia e dare voce a chi non l\u2019ha, rinfrescando anche la memoria storica, che senza non si va da nessuna parte. Pi\u00f9 o meno questo \u00e8 il Numero\u00a011 del\u00a0\u00a029\u00a0marzo\u00a02013. Maremma Libertaria pu\u00f2 essere accresciuta in corso d\u2019opera ed inoltro da tutti noi, a piacimento, fermo restando l\u2019antagonismo , l\u2019antifascismo e la non censura dei suoi contenuti.<\/em><br \/>\n<strong><em>In Redazione, <\/em><\/strong><em>tra i cinghiali nei boschi dell\u2019alta maremma, Erasmo da Mucini, Ulisse dalle Rocche, il Fantasma della miniera, il subcomandante capraio, Alberto da Scarlino, Alessandro da Grosseto, Antonello dalla Tuscia, Luciana da Pomonte,Complici vari , Ribelli di passaggio,maremmani emigrati a Barcelona.<\/em><br \/>\n<strong><em>No copyright, No dinero, ma nel caso idee, scritti, foto, solidariet\u00e0 e un bicchiere di rosso.<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>My way Sid Vicious !\u00a0 <a href=\"http:\/\/youtu.be\/HD0eb0tDjIk\">http:\/\/youtu.be\/HD0eb0tDjIk<\/a><\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Nostra patria il mondo intero, nostra legge la Libert\u00e0, ed un pensiero Ribelle in cuor ci sta (Pietro Gori) <\/em><\/strong><a href=\"http:\/\/youtu.be\/_KVRd4iny8E\"><strong><em>http:\/\/youtu.be\/_KVRd4iny8E<\/em><\/strong><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong><em><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/nostrapatria.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1610\" title=\"nostrapatria\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/nostrapatria-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/nostrapatria-300x225.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/nostrapatria.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Potranno tagliare tutti i fiori, ma non riusciranno a fermare la Primavera (Pablo Neruda) <\/em><\/strong><a href=\"http:\/\/youtu.be\/wEy-PDPHhEI\"><strong><em>http:\/\/youtu.be\/wEy-PDPHhEI<\/em><\/strong><\/a><strong><em> (Victor Jara canta Neruda)<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Sempre, comunque e dovunque : Libert\u00e0 per tutti i compagni arrestati !\u2013 Fori i compagni dalle galere !-Libertad para todos los presos ! \u2013 liberdade para companheiros presos! -comrades preso askatasuna!- libert\u00e9 pour les camarades emprisonn\u00e9s!-freedom for imprisoned comrades !- Freiheit f\u00fcr inhaftierte Genossen!- \u03b5\u03bb\u03b5\u03c5\u03b8\u03b5\u03c1\u03af\u03b1 \u03b3\u03b9\u03b1 \u03c6\u03c5\u03bb\u03b1\u03ba\u03b9\u03c3\u03bc\u03ad\u03bd\u03bf\u03c5\u03c2 \u03c3\u03c5\u03bd\u03c4\u03c1\u03cc\u03c6\u03bf\u03c5\u03c2 ! \u2013 <\/em><\/strong><strong>\u0627\u0644\u062d\u0631\u064a\u0629<\/strong> <strong>\u0644\u0631\u0641\u0627\u0642<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><em><strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/libert\u00e0.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"libert\u00e0\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/libert\u00e0-300x164.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"164\" \/><\/a><\/strong><\/em><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Saluto al nuovo Papa &#8211; Ascanio Celestino e Grillo &#8211; Amianto &#8211; Scrivere e resistere in maremma dopo Luciano Bianciardi &#8211; Zatarra -Tano D&#8217;amico -Antonio Lorenzini &#8211;  Fausto e Iaio &#8211; Il sangue politico- Colpo al cuore &#8211; E&#8217; stato morto un ragazzo<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1541,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-1524","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-maremma-libertaria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1524","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1524"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1524\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3016,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1524\/revisions\/3016"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1541"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1524"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1524"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1524"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}