{"id":1403,"date":"2012-12-01T15:18:13","date_gmt":"2012-12-01T15:18:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/?p=1403"},"modified":"2021-10-23T20:00:43","modified_gmt":"2021-10-23T20:00:43","slug":"maremma-libertaria-10","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/2012\/12\/01\/maremma-libertaria-10\/","title":{"rendered":"Maremma Libertaria 10"},"content":{"rendered":"<div><strong><strong><em><strong><strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/maremma-libertaria.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"maremma-libertaria\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/maremma-libertaria-300x42.gif\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"42\" \/><\/a><\/strong><\/strong><\/em><\/strong><\/strong><\/div>\n<div>\n<div><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/div>\n<div><strong><em>Sommario: Giovani fuori &#8211; Amianto, una storia operaia &#8211; Le primarie nude &#8211; Antonello Ricci &#8211; GEOsaccheggio -Anarcofemminismo &#8211; anarchia elettrica o di Jimy Hendrix &#8211; LTMD Video Indipendenti -Renzo Novatore-12 dicembre film di Pasolini e Lotta Continua- John Lennon -Faccia al muro-Livorno non si piega !<\/em><\/strong><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3932.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-1405\" title=\"IMG_3932\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3932-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3932-300x200.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3932-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3932-768x512.jpg 768w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3932-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3932-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3932-1568x1045.jpg 1568w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/em><\/div>\n<p>di Sandro Moiso<br \/>\n<strong>\u201cAvevo vent\u2019anni. Non permetter\u00f2 a nessuno di dire che questa \u00e8 la pi\u00f9 bella et\u00e0 della vita\u201d (Paul Nizan, Aden Arabia, 1931)<\/strong><br \/>\nUn\u2019affermazione violenta, superba, categorica, vera: l\u2019intellettuale francese l\u2019aveva scritta nel suo libro pi\u00f9 famoso, quattro anni prima di morire in guerra.<br \/>\nAnche oggi, quasi quotidianamente, l\u2019immagine felice e gioiosa della giovent\u00f9, che il marketing televisivo e l\u2019idea borghese del mondo vorrebbero trasmettere, \u00e8 messa in crisi dalla realt\u00e0 dei fatti economici, sociali e politici.<br \/>\nNon importa che Monti si sforzi di affermare, davanti alla platea della Bocconi, di essere dalla parte dei giovani e che tutte le scelte del suo governo sono state fatte per favorirli: bastano le parole della ministra Fornero e i dati sull\u2019occupazione a smentirlo.<br \/>\nNon importa che la ministra Cancellieri si sforzi di incontrare gli studenti: sono le violenze poliziesche a smentirla. Non serve che il ministro Profumo dica di stare operando per un rafforzamento e miglioramento dell\u2019istruzione: \u00e8 lo stato delle scuole pubbliche italiane a smentirlo.<br \/>\nPer\u00f2 uno dei motivi, pi\u00f9 o meno inconsci, che agitano la giovent\u00f9 odierna \u00e8 sicuramente il sopravvivere di una societ\u00e0 che esalta, apparentemente, l\u2019individuo unico e irripetibile per, poi, schiacciarlo sotto il peso delle sue difficolt\u00e0 economiche, lavorative, affettive e familiari attraverso l\u2019incertezza del futuro e delle condizioni di vita ( e non solo di lavoro) che si delineano all\u2019orizzonte<br \/>\nUna societ\u00e0 che divora, letteralmente, i suoi giovani, privandoli di una qualsiasi prospettiva che non sia soltanto quella della miseria economica, morale e politica in cui la vedono sprofondare ogni giorno di pi\u00f9.<br \/>\nIl lavoro dovrebbe essere la principale attivit\u00e0 della specie umana, quella che la distingue dalle altre specie animali. Ma l\u2019unica cosa che distingue l\u2019uomo dall\u2019animale, permettendogli di progettare l\u2019ambiente e la realt\u00e0 che lo circonda, diventa, sotto il regime sociale capitalistico, un\u2019attivit\u00e0 coatta, non libera, estraniata, continuamente ricercata e rifuggita.<br \/>\n<strong>\u201cIl lavoro alienato fa dunque dell\u2019essere dell\u2019uomo, come essere appartenente a una specie, tanto della natura quanto della sua specifica capacit\u00e0 spirituale, un essere a lui estraneo, un mezzo della sua esistenza individuale. Esso rende all\u2019uomo estraneo il suo proprio corpo, tanto la natura esterna quanto il suo essere spirituale, il suo essere umano. Una conseguenza immediata del fatto che l\u2019uomo \u00e8 reso estraneo al prodotto del suo lavoro, della sua attivit\u00e0 vitale, al suo essere generico, \u00e8 l\u2019estraniazione dell\u2019uomo dall\u2019uomo. Se l\u2019uomo si contrappone a se stesso, l\u2019altro uomo si contrappone a lui [&#8230;] <\/strong>Dunque nel rapporto del lavoro estraniato ogni uomo considera gli altri secondo il criterio e il rapporto con cui egli stesso si trova come lavoratore. [&#8230;] Col lavoro estraniato l\u2019uomo costituisce quindi non soltanto il rapporto con l\u2019oggetto e con l\u2019atto della produzione come rapporto con forze estranee ed ostili, ma costituisce pure il rapporto in cui altri uomini stanno con la sua produzione col suo prodotto e il rapporto con cui egli sta con questi altri uomini. Come l\u2019uomo fa della propria produzione il proprio annientamento, la propria punizione, come pure fa del proprio prodotto una perdita, cio\u00e8 un prodotto che non gli appartiene, cos\u00ec pone in essere la signoria di colui che non produce sulla produzione e sul prodotto \u201d.<br \/>\n(Karl Marx, Manoscritti economico-filosofici del 1844, Einaudi 1968, pp. 79 &#8211; 84)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3918.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-1442\" title=\"IMG_3918\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3918-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3918-300x200.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3918-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3918-768x512.jpg 768w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3918-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3918-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3918-1568x1045.jpg 1568w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nE\u2019 un Marx giovane quello che scrive queste pagine, ventiseienne, e, forse, proprio la furia dell\u2019et\u00e0 gli permette di cogliere al volo tutto quello che diverr\u00e0, poi, l\u2019oggetto della sua ricerca filosofica, economica e politica futura.<br \/>\nI movimenti e gli episodi di ribellione spontanei della giovent\u00f9 percepiscono, infatti, come soffocanti ed insopportabili le manifestazioni fenomeniche pi\u00f9 odiose degli attuali rapporti di classe e, soprattutto, colgono con estrema chiarezza la manifesta contraddizione esistente nell\u2019appropriazione privata del prodotto del lavoro e dell\u2019agire sociale.<br \/>\nE\u2019 una percezione istintiva, naturale che, spesso, le generazioni adulte hanno perso nell\u2019abitudine al lavoro e allo sfruttamento causata da anni di sottomissione alle regole dell\u2019esistente.<br \/>\n&#8220;Poich\u00e8 il lavoro estraniato rende estraneo all&#8217;uomo 1) la natura e 2)l&#8217;uomo stesso, la sua propria funzione attiva, la sua attivit\u00e0 vitale, rende estranea all&#8217;uomo la specie; fa della vita della specie un mezzo dela vita individuale. In primo luogo il lavoro rende estranee la vita della specie e la vita individuale, in secondo luogo fa di quest&#8217;ultima nella sua astrazione uno scopo della prima, ugualmente nella sua forma astratta ed estraniata. Infatti il lavoro, l&#8217;attivit\u00e0 vitale, la vita produttiva stessa appaiono all&#8217;uomo in primo luogo soltanto come un mezzo per la soddisfazione di un bisogno, del bisogno di conservare l&#8217;esistenza fisica. <strong>Ma la vita produttiva \u00e8 la vita della specie. E&#8217; la vita che produce la vita. In una determinata attivit\u00e0 vitale sta interamente il carattere di una specie, sta il suo carattere specifico; e l&#8217;attivit\u00e0 libera e cosciente \u00e8 il carattere dell&#8217;uomo [&#8230;] Il lavoro estraniato rovescia il rapporto in quanto l&#8217;uomo, proprio perch\u00e9 \u00e8 un essere cosciente, fa della sua attivit\u00e0 vitale, della sua essenza soltanto un mezzo per la sua esistenza [&#8230;] La vita stessa appare soltanto come mezzo di vita&#8221;(<\/strong>K.Marx, op. cit. pp.77 &#8211; 79)<br \/>\nLa perdita del senso reale della vita sotto la schiavit\u00f9 capitalistica, la fine di qualsiasi prospettiva e progettualit\u00e0 diventa, sempre pi\u00f9, il motivo reale dello scontro: perch\u00e9 vi sono ormai spinte irriducibili a qualsiasi trattativa, da una parte e dall\u2019altra, che finiranno obbligatoriamente col portare ad uno scontro diretto con lo Stato.<br \/>\nLe analisi sociologiche di un tempo sono state, sempre pi\u00f9 spesso, sostituite dall\u2019insulto puro e semplice. I giovani senza denari e senza lavoro non costituiscono pi\u00f9 un target interessante per quello stesso mercato che in precedenza li aveva esaltati e corteggiati.<br \/>\nLa giovinezza di cui si parla alla Bocconi e nei comizi mediatici ricorda la controrivoluzionaria jeunesse dor\u00e9e o la giovinezza cantata dagli inni fascisti, quando non addirittura quella delle olgettine , pi\u00f9 che quella reale.<br \/>\nQuest\u2019ultima, nel suo mutevole e perenne manifestarsi, rappresenta invece tutto ci\u00f2 che l\u2019ordine costituito vorrebbe soffocare, abolire, rimuovere, dimenticare, ma che, direbbe Pirandello, \u00e8 soltanto la manifestazione della vita che si rivolta contro la forma.<br \/>\n<strong>E non vi sono, attualmente, urna elettorale, partitino, partitone o setta mediatica, e neppure falsi giovani e rinnovatori alla Renzi, che possano attualmente rappresentarla e limitarla poich\u00e9 \u00e8 la manifestazione immediata della specie, vera e reale, che si ribella alla maschera e alle mascherate imposte da un modo di produzione odioso che ha fatto il suo tempo e che, sopravvivendo, \u00e8 destinato a diventare sempre pi\u00f9 disumano. <\/strong><br \/>\nAppendice: The Other Side of This Life<br \/>\nWould you like to know a secret just between you and me<br \/>\nI don&#8217;t know where I&#8217;m going next, I don&#8217;t know who I&#8217;m gonna be<br \/>\nBut that&#8217;s the other side of this life I&#8217;ve been leading<br \/>\nThat&#8217;s the other side of this life.<br \/>\nWell my whole world&#8217;s in an uproar, my whole world&#8217;s upside down<br \/>\nI don&#8221;t know where I&#8217;m going next, but I&#8217;m always bumming around<br \/>\nAnd that&#8217;s another side to this life I&#8217;ve been leading<br \/>\nAnd that&#8217;s another side to this life<br \/>\nWell I don&#8217;t know what doing for half the time, I don&#8217;t know where I&#8217;m going<br \/>\n[&#8230;]The ten cent life I&#8217;ve been leading here gonna be the death of me<br \/>\nBut that&#8217;s the other side of this life I&#8217;ve been leading<br \/>\nAnd that&#8217;s another side to this life<br \/>\nCos\u00ec i<strong> Jefferson Airplane <\/strong>reinterpretavano, nel 1968, una canzone originariamente scritta da Fred Neil, modificandone significativamente il testo. Divenne un inno dei loro concerti e il senso \u00e8 tutto l\u00ec in quei versi che dicono:<br \/>\nBene io non so cosa faccio per almeno met\u00e0 del mio tempo e non so dove sto andando,<br \/>\nQuesta vita da dieci centesimi che sto conducendo qui sar\u00e0 la mia morte<br \/>\nMa c\u2019\u00e8 un altra vita che sto cercando di vivere<br \/>\nE che costituisce l&#8217;altra faccia di questa vita<br \/>\n<strong>Si diceva prima che Marx aveva 26 anni quando scriveva uno dei suoi testi pi\u00f9 significativi, di cui proprio la ricerca dell\u2019altra faccia della vita costituisce il nodo centrale. <\/strong><br \/>\n<strong>Forse erano alla ricerca di un altro aspetto della vita anche Kurt Cobain, Janis Joplin, Jimi Hendrix, Amy Winehouse e Jim Morrison.Tutti morti a 27 anni. <\/strong><br \/>\n<strong>Gi\u00e0 26\/27 anni momento centrale della creativit\u00e0 giovanile: quello in cui ci si riesce ad esprimere oppure in cui si muore, magari non fisicamente, ma socialmente e psicologicamente . E 26 anni e mezzo e la media tra i 19 e i 34 di cui parlano, tristemente, le statistiche INPS sopra citate. <\/strong><br \/>\n<strong>Altro che maledizione del rock, questa \u00e8 la maledizione del capitale, il morto che ancora cammina.<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3981.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-1406\" title=\"IMG_3981\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3981-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3981-300x200.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3981-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3981-768x512.jpg 768w, 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\/>\nio spero che a narrarti riesca<br \/>\nla mia vita all&#8217;et\u00e0 che tu hai ora.<br \/>\nCoprifuoco, la truppa tedesca<br \/>\nla citt\u00e0 dominava, siam pronti:<br \/>\nchi non vuole chinare la testa<br \/>\ncon noi prenda la strada dei monti.<br \/>\nAvevamo vent&#8217;anni e oltre il ponte<br \/>\noltre il ponte ch&#8217;\u00e8 in mano nemica<br \/>\nvedevam l&#8217;altra riva, la vita<br \/>\ntutto il bene del mondo oltre il ponte.<br \/>\nTutto il male avevamo di fronte<br \/>\ntutto il bene avevamo nel cuore<br \/>\na vent&#8217;anni la vita \u00e8 oltre il ponte<br \/>\noltre il fuoco comincia l&#8217;amore.<br \/>\nSilenziosa sugli aghi di pino<br \/>\nsu spinosi ricci di castagna<br \/>\nuna squadra nel buio mattino<br \/>\ndiscendeva l&#8217;oscura montagna.<br \/>\nLa speranza era nostra compagna<br \/>\na assaltar caposaldi nemici<br \/>\nconquistandoci l&#8217;armi in battaglia<br \/>\nscalzi e laceri eppure felici.<br \/>\nAvevamo vent&#8217;anni e oltre il ponte<br \/>\noltre il ponte ch&#8217;\u00e8 in mano nemica<br \/>\nvedevam l&#8217;altra riva, la vita<br \/>\ntutto il bene del mondo oltre il ponte.<br \/>\nTutto il male avevamo di fronte<br \/>\ntutto il bene avevamo nel cuore<br \/>\na vent&#8217;anni la vita \u00e8 oltre il ponte<br \/>\noltre il fuoco comincia l&#8217;amore.<br \/>\nNon \u00e8 detto che fossimo santi<br \/>\nl&#8217;eroismo non \u00e8 sovrumano<br \/>\ncorri, abbassati, dai corri avanti!<br \/>\nogni passo che fai non \u00e8 vano.<br \/>\nVedevamo a portata di mano<br \/>\noltre il tronco il cespuglio il canneto<br \/>\nl&#8217;avvenire di un giorno pi\u00f9 umano<br \/>\ne pi\u00f9 giusto pi\u00f9 libero e lieto.<br \/>\nAvevamo vent&#8217;anni e oltre il ponte<br \/>\noltre il ponte ch&#8217;\u00e8 in mano nemica<br \/>\nvedevam l&#8217;altra riva, la vita<br \/>\ntutto il bene del mondo oltre il ponte.<br \/>\nTutto il male avevamo di fronte<br \/>\ntutto il bene avevamo nel cuore<br \/>\na vent&#8217;anni la vita \u00e8 oltre il ponte<br \/>\noltre il fuoco comincia l&#8217;amore.<br \/>\nOrmai tutti han famiglia hanno figli<br \/>\nche non sanno la storia di ieri<br \/>\nio son solo e passeggio fra i tigli<br \/>\ncon te cara che allora non c&#8217;eri.<br \/>\nE vorrei che quei nostri pensieri<br \/>\nquelle nostre speranze di allora<br \/>\nrivivessero in quel che tu speri<br \/>\no ragazza color dell&#8217;aurora.<br \/>\nAvevamo vent&#8217;anni e oltre il ponte<br \/>\noltre il ponte ch&#8217;\u00e8 in mano nemica<br \/>\nvedevam l&#8217;altra riva, la vita<br \/>\ntutto il bene del mondo oltre il ponte.<br \/>\nTutto il male avevamo di fronte<br \/>\ntutto il bene avevamo nel cuore<br \/>\na vent&#8217;anni la vita \u00e8 oltre il ponte<br \/>\noltre il fuoco comincia l&#8217;amore.<\/p>\n<\/div>\n<p><em>\u00a0<\/em><br \/>\n<em>\u00a0<\/em><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/roma.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-1476\" title=\"roma\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/roma-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/roma-300x300.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/roma-150x150.jpg 150w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/roma.jpg 520w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<h1>Amianto<\/h1>\n<h2>Una storia operaia<\/h2>\n<h3>di Alberto Prunetti<\/h3>\n<p><strong>Un libro terribile e bellissimo. Dolore, divertimento, pena, riflessione, compartecipazione. Una nuvola di sensazioni alternanti e contrapposte, quali solo uno scrittore vero riesce a condensare.<\/strong><br \/>\n<strong>dalla prefazione di Valerio Evangelisti<\/strong><br \/>\nQuesta \u00e8 la storia di Renato, un operaio cresciuto nel dopoguerra che ha iniziato a lavorare a quattordici anni. Un lavoratore che scioglieva elettrodi in mille scintille di fuoco a pochi passi da gigantesche cisterne di petrolio. Un uomo che respirava zinco, piombo e una buona parte della tavola degli elementi di Mendeleev, fino a quando una fibra d\u2019amianto, che lo circondava come una gabbia, ha trovato la strada verso il torace. Poi, chiuso il libretto di lavoro, quella fibra ha cominciato a colorare di nero le cellule, corrodendo la materia neurale. Una ruggine che non poteva smerigliare, lesioni cerebrali che non poteva saldare.<br \/>\n<em>Amianto<\/em> \u00e8 una scorribanda nella memoria tra le acciaierie di Piombino e quelle di Taranto, tra le raffinerie liguri e gli stabilimenti di Casale Monferrato, tra il calcio di strada in un\u2019Ilva dimenticata in provincia e le risse domenicali lungo la via Aurelia. Un <em>Lessico famigliare<\/em> proletario con cavi elettrici impazziti e sarcastici aneddoti dal mondo operaio. Un&#8217;epopea popolare ma anche un&#8217;inchiesta che riapre una ferita sociale, scritta da una voce narrativa che reclama attenzione e conferma un talento sempre pi\u00f9 maturo.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/amianto.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1407\" title=\"amianto\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/amianto.jpg\" alt=\"\" width=\"180\" height=\"270\" \/><\/a><br \/>\nAlberto Prunetti \u00e8 nato a Piombino (LI) nel 1973. Suo padre era saldatore e tubista. Ha scritto <em>Potassa<\/em> (2003), <em>L\u2019arte della fuga<\/em> (2005) e <em>Il fioraio di Per\u00f3n<\/em> (2009). Ha collaborato con \u201cil Manifesto\u201d e \u201cA-Rivista anarchica\u201d ed \u00e8 redattore di Carmillaonline e, suo malgrado, anche di &#8221; Maremma Libertaria&#8221;<br \/>\n<strong>E&#8217; un grande libro questo ultimo parto\u00a0del nostro Alberto. Un canto dolente e orgoglioso al padre che and\u00f2 a testa alta fino all&#8217;ultimo. E&#8217; un libro che non si dimentica e che colpisce al cuore . Grazie di essere riuscito a scriverlo. Dal 13 dicembre alla corte dei miracoli a siena si comincia il maremma libertaria tour per presentarlo&#8230;.\u00a0 \u00a0( Ulisse)<\/strong><br \/>\nMio padre, Renato, era saldatore tubista. Uno che aveva iniziato a lavorare a quattordici anni e che gi\u00e0 a quaranta aveva subito l\u2019invasione degli ultracorpi (metalli pesanti) e non ci sentiva per i tonfi del cantiere. Un lavoro per lui doveva essere qualcosa per cui ti facevi il culo. Quelli che stavano a un tavolino e non sudavano, non lavoravano. Qualsiasi cosa fossero, ragionieri avvocati o professori, facevano parte di un\u2019unica categoria: i preti. Gente che non aveva voglia di lavorare. Un giorno gli lessi queste parole di Bianciardi da Il lavoro culturale \u2013 attribuite a un tal Corinto, muratore invalido e poi bidello stalinista, ma figlio d\u2019anarchici. Fu una rivelazione: gli apparve Mao e rimase a bocca aperta:<\/p>\n<div>Viene uno e dice che vuol fare il ragioniere. \u201cTu\u201d, dico io allora, \u201cvuoi fare il ragioniere, vero?\u201d. \u201cS\u00ec\u201d, risponde quello. \u201cProprio il ragioniere?\u201d \u201cS\u00ec\u201d, dice lui, \u201cil ragioniere\u201d. \u201cAllora\u201d, dico io, \u201cguarda. La ragioneria \u00e8 al secondo piano. Lo vedi quel sacco l\u00ec, nel cortile?\u201d. \u201cS\u00ec\u201d, fa il ragioniere. \u201c\u00c8 pieno di polvere di marmo\u201d, faccio io. \u201cLa ragioneria \u00e8 al secondo piano. Ora tu, caro ragioniere, al secondo piano, dove c\u2019\u00e8 la ragioneria, ci porti il sacco pieno di polvere di marmo. \u00c8 chiaro?\u201d Sai, la polvere di marmo \u00e8 pesante e compatta, un sacco pieno sar\u00e0 un quintale, forse un quintale e mezzo. Chi ce la fa diventa ragioniere, se no niente. Cosa sono questi ragionieri borghesi mezzeseghe, con certi toracini che sembrano quelli di un piccione?<br \/>\nAnche i preti mio padre li voleva mandare in cooperativa, seguendo le istruzioni di Corinto-Lucianone:<br \/>\n\u201cAnche i preti alla cooperativa\u201d (\u2026) \u201cLa mattina alle sei adunata di tutti i preti. Entro io: \u2018Quanti preti ci sono, allora? Duecentoventi? Ah s\u00ec? Bene, per il culto ne bastano tre, gli altri alla cooperativa, alla trebbiatura\u2019. Inquadrati, colla tonaca nera, il vescovo in testa con la mitra in capo e il pastorale in mano. Alla cooperativa a trebbiare. Forza preti, levate la pula da sotto la trebbiatrice, forza con il rastrello. Otto ore regolari. Poi una bella legnatura a tutti, e dopo si vede: chi ha lavorato mangia, gli altri legnate e basta. Mica per tutta la vita, sai? Tre mesi, tre mesi bastano. Chi ce la fa bene: legnate, pane e minestra; gli altri legnate e basta.<br \/>\nE poi Corinto concludeva: \u201cCi sono troppe mezzeseghe in giro, troppi preti, troppi intellettuali.\u201d<br \/>\nLa pensava cos\u00ec anche Renato e lo diceva. \u201cBrodi\u201d, aggiungeva lapidario, riferendosi agli sfruttatori della classe medio-alta, gente senza consistenza. Ma era questo anche un modo per raccontare una verit\u00e0 che non \u00e8 quella del cristiano Paolo a quei creduloni dei Tessalonicesi (che oggi infatti si ritrovano incasinati fino al collo) per cui \u201cchi non lavora neppure mangi\u201d: questa \u00e8 la storia borghese, una menzogna che nasconde la verit\u00e0, che chi lavora muore di lavoro. Come Renato, esposto per anni all\u2019amianto. Per questo, paradossalmente, dopo essersela presa con le \u201cleggere\u201d, con i vagabondi, quasi avrebbe preferito che io non lavorassi. Non mi voleva portare in cantiere a ripulire le cisterne di idrocarburi delle raffinerie, neanche d\u2019estate quando gi\u00e0 avevo diciott\u2019anni. Studia, mi diceva (\u201calmeno non ti ammali\u201d).<br \/>\nMio padre era un operaio che sull\u2019onda del boom economico neocapitalista aveva potuto mandare i figli all\u2019universit\u00e0. Mi aveva insegnato un po\u2019 di cose da fare con le mani, tipo tagliare due tubi o mandare un trattore o mettere un tassello dentro a un muro o smontare, oliare e rimontare una motosega o attaccare una lamiera con qualche rivetto a uno scheletro metallico o piegare un tondino in una morsa o sistemare una maniglia ciondolante infilandoci dentro uno stuzzicadenti. Ma poi si \u00e8 fermato. La saldatrice no, mi ha detto. Con quella ti ammali. Non lavorare. Studia, mi diceva.<br \/>\nHo studiato. Poi (dopo una serie di lavoracci) ho iniziato a lavorare nell\u2019editoria. Faccio il redattore esterno e il traduttore. Precariamente. A volte non faccio nulla. Altre volte batto diecimila battute al giorno minimo. Se i tempi sono stretti, anche di pi\u00f9. Il mio record personale \u00e8 di 43mila battute al giorno. Sono un\u2019enormit\u00e0. L\u2019ho fatto una volta sola per finire un lavoro in consegna, aiutandomi con un dettatore vocale. Roba da impazzire. Meglio il cantiere, mi sono detto.<br \/>\nFaccio un lavoro culturale e ho quasi trentanove anni. Alla mia et\u00e0 mio padre operaio metalmeccanico sindacalizzato dalla Fiom si era gi\u00e0 comprato la casa. Io, lavoratore cognitivo precario, arranco per pagare l\u2019affitto. Altro che flessibilit\u00e0: a forza di stare seduto a tradurre saggistica dall\u2019inglese e dallo spagnolo per otto-dieci ore in una postura innaturale mi sono ritrovato una protrusione discale con assottigliamento dei dischi vertebrali nella zona lombare. Le ginocchia scricchiolano per la troppa immobilit\u00e0. E ho una tendinite quasi cronica che dalle mani mi risale fino ai gomiti, facendomi urlare di dolore anche mentre scrivo questo articolo.<br \/>\nQueste sono le ultime cose che vorrei dirgli: babbo, il sacco di polvere di marmo al secondo piano io ce l\u2019ho portato. Ma la ragioneria l\u2019hanno gi\u00e0 saccheggiata i padroni e per noi, figlioli degli operai che hanno provato a salire le scale, non c\u2019\u00e8 rimasto niente. Ci hanno solo preso per il culo, maremma schifosa.<\/div>\n<p>(Amianto\u00a0 \u00a0una storia operaia)<br \/>\nSugli imbrogli della geotermia, la distruzione del territorio toscano\u00a0e molto altro, <strong>consigliamo caldamente la lettura di questo sito<\/strong><br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.casolenostra.org\/\">http:\/\/www.casolenostra.org\/<\/a><\/strong><br \/>\n<strong>e questo !\u00a0 <\/strong><br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/barocci.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1507\" title=\"barocci\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/barocci.jpg\" alt=\"\" width=\"180\" height=\"222\" \/><\/a><\/strong><br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.ilcambiamento.it\/inquinamenti\/geotermia_amiata_arsenico_acqua_malattie.html\">http:\/\/www.ilcambiamento.it\/inquinamenti\/geotermia_amiata_arsenico_acqua_malattie.html<\/a><\/strong><br \/>\ne sullo spettacolo delle primarie e il tracollo dell&#8217;apparato del partitone anche in Toscana&#8230;. il re \u00e8 nudo&#8230;..<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3821.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-1409\" title=\"IMG_3821\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3821-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3821-300x200.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3821-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3821-768x512.jpg 768w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3821-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3821-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3821-1568x1045.jpg 1568w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<div><strong>\u201cDovunque regni lo spettacolo, le uniche forze organizzate sono quelle che vogliono lo spettacolo\u201d. Questa frase dei Commentari di Guy Debord va interpretata in modi differenti, diversi anche dalle intenzioni dell\u2019autore.Le primarie: una regressione antropologica che nega la democrazia<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div>Su dati ufficiali, queste primarie di coalizione hanno raggiunto lo stesso numero di partecipanti di quelle, con il solo Pd, del 2009 (3.100.000). E\u2019 evidente che nello stesso Pd, pur al centro di tutte le dinamiche spettacolari, c\u2019\u00e8 stato un calo di affluenza. E le primarie del 2009 rappresentavano il punto pi\u00f9 basso di affluenza, in questo genere di elezione, raggiunto da quel partito. Rispetto alle ultime primarie di coalizione, quelle del 2005, il calo \u00e8 spettacolare. Una perdita di pi\u00f9 di un quarto dei votanti, circa un milione e duecentomila voti di meno, quando nel 2005 il dispositivo di propaganda per questo genere di elezioni non era sofisticato come oggi.Dal punto di vista dei risultati arrivano al ballotaggio due candidati di destra. Entrambi assolutamente compatibili con procedure e dettati politici Ue, Bce, Ecofin che hanno portato l\u2019Italia in una contrazione economica permanente che rischia di produrre disastri sociali impensabili per questo paese. Che dalle primarie esca un pd pi\u00f9 bersaniano o renziano, onestamente, \u00e8 solo un problema di organigramma interno a quel (si fa per dire) partito.<\/div>\n<p>Sugli altri candidati che hanno avuto funzione decorativa merita spendere due parole su Nichi Vendola. Che due anni fa era un possibile, candidato vincente alle primarie del centrosinistra. Ed oggi \u00e8 rimbalzato, dopo una serie di errori e travisamenti, alla condizione del Bertinotti di 15 anni fa. Quello costretto a stare in una coalizione, erodendo il proprio elettorato, maledicendo e votando leggi come la Treu sugli interinali. E a differenza del Bertinotti del \u201897, Vendola oggi \u00e8 senza un partito strutturato, con la capacit\u00e0 di mobilitazione ormai completamente subordinata alla copertura del suo personaggio nei talk show.<strong>Viste le politiche che ha in previsione il Pd una volta al potere, e che sono quasi sconosciute ai suoi follower, non scherziamo affatto quindi quando diciamo che, chi vota le primarie, consapevole o no, \u00e8 socialmente pericoloso. Perch\u00e8 trasferisce potere, secondo un complesso dispositivo non democratico, ai candidati di un partito che non ha prospettive di futuro. Bersani ha parlato di primarie come di una festa. Bene, chi vuol fare politica deve uscire dall\u2019autoreferenzialit\u00e0 e, politicamente parlando, si deve organizzare per fare la festa a questa gente. Disgregando una subcultura di centrosinistra che \u00e8 uno dei fattori chiave del grave declino, dell\u2019impoverimento materiale e cognitivo di questo paese.<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.senzasoste.it&amp;h=8AQEropub&amp;s=1\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">www.senzasoste.it<\/a><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>Fotografi contro <\/strong>: <a href=\"http:\/\/www.fuoritema.it\">www.fuoritema.it<\/a><br \/>\nRivista libertaria di fotogiornalisti sardi, non perdetevela !<br \/>\nLa fotografia vissuta solo come ricerca estetica o come rappresentazione voyeristica dei drammi ci lascia l\u2019amaro in bocca. E\u2019 un\u2019esigenza comune, tra i fotografi e le fotografe del gruppo, trovare una sintesi tra un\u2019aspirazione formale e il bisogno di raccontare. E non avevamo pi\u00f9 voglia di aspettare che qualcuno creasse il contesto giusto per questo tipo di fotografia. Cos\u00ec nasce Fuoritema, una strana creatura che, a partire dalla tradizione del fotogiornalismo, sperimenta anche nuovi linguaggi fotografici per raccontare le storie.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/fuorit3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-1411\" title=\"fuorit3\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/fuorit3-300x180.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/fuorit3-300x180.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/fuorit3.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<div>Buenaventura Durruti<br \/>\n&#8220;Noi portiamo un mondo nuovo qui, nei nostri cuori. Quel mondo sta crescendo in questo istante.&#8221;<\/div>\n<p><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/durruti.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-1412\" title=\"durruti\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/durruti-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a><br \/>\n<strong>un saluto speciale al Vernacoliere di Livorno che compie trent&#8217;anni, tutti contro !<\/strong><br \/>\n<strong>i suoi dieci comandamenti&#8230;&#8230;.<\/strong><\/p>\n<div>1)\u00a0\u00a0\u00a0 Io sono la satira, intelligenza tua.<br \/>\n2)\u00a0\u00a0\u00a0 Non avrai altre verit\u00e0 che la discussione di ogni verit\u00e0.<br \/>\n3)\u00a0\u00a0\u00a0 Non pronunciate il nome della Topa invano.<br \/>\n4)\u00a0\u00a0\u00a0 Ricordati di sfottere i Pisani.<br \/>\n5)\u00a0\u00a0\u00a0 Onora il libero pensiero.<br \/>\n6)\u00a0\u00a0\u00a0 Non rispettare le guerre e chi le fa.<br \/>\n7)\u00a0\u00a0\u00a0 Non ti far ritenere utile idiota dai partiti, dai preti e dalla mafia.<br \/>\n8)\u00a0\u00a0\u00a0 Non leccare il culo ai rappresentanti del Potere.<br \/>\n9)\u00a0\u00a0\u00a0 Non pensare di essere meno merda di chi \u00e8 costretto a vivere nella merda.<br \/>\n10) Non trombare tutto te. Amen<\/div>\n<div><a href=\"http:\/\/www.vernacoliere.com\">www.vernacoliere.com<\/a><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>Livorno non si piega !\u00a0 <\/strong><\/div>\n<div><strong><a href=\"http:\/\/www.senzasoste.it\/speciali\/livorno-non-si-piega-dossier-su-tre-giorni-incredibili-e-videotestimonianze-sul-pestaggio-di-piazza-cavour\">http:\/\/www.senzasoste.it\/speciali\/livorno-non-si-piega-dossier-su-tre-giorni-incredibili-e-videotestimonianze-sul-pestaggio-di-piazza-cavour<\/a><\/strong><\/div>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/youtu.be\/nPBeKaj0YU8\">http:\/\/youtu.be\/nPBeKaj0YU8<\/a>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>Femminismo a sud<\/strong><br \/>\nfuck (off) ai ruoli di genere!<br \/>\nGiochiamo a svestirci dei panni che ci hanno affibbiato e scegliamo liberamente chi\/cosa\/dove\/come\/quando essere. Perch\u00e9 il corpo \u00e8 nostro, la vita \u00e8 nostra e tutto il resto ci frega tempo, vita, respiro, passione e diritti.<br \/>\nAutodeterminazione. Sempre.<br \/>\n(<a href=\"http:\/\/femminismo-a-sud.noblogs.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">http:\/\/femminismo-a-sud.noblogs.org\/<\/a>)<br \/>\n(dalla anarcho feminist page: <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/pages\/The-Anarcho-Feminist\/136330899727311\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">https:\/\/www.facebook.com\/pages\/The-Anarcho-Feminist\/136330899727311<\/a>)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/femm.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-1413\" title=\"femm\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/femm-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/femm-300x300.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/femm-150x150.jpg 150w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/femm.jpg 403w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\n<strong>La politica, la passione, l&#8217;amore. Storie di donne internazionaliste<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.womeninthecity.it\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1237:la-politica-la-passione-lamore-storie-di-donne-internazionaliste&amp;catid=247:lintervistainterview\">http:\/\/www.womeninthecity.it\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1237:la-politica-la-passione-lamore-storie-di-donne-internazionaliste&amp;catid=247:lintervistainterview<\/a><br \/>\ni 5 pezzi pi\u00f9 belli dell&#8217;anarchia elettrica&#8230;&#8230;.<br id=\".reactRoot[382].[1][2][1]{comment382175428535291_994395}..[1]..[1]..[0].[0][2]..[1]\" \/><a id=\".reactRoot[382].[1][2][1]{comment382175428535291_994395}..[1]..[1]..[0].[0][2]..[2]\" href=\"http:\/\/frontierenews.it\/2012\/11\/27-novembre-1942-70-anni-fa-nasceva-jimi-hendrix-video\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">http:\/\/frontierenews.it\/2012\/11\/27-novembre-1942-70-anni-fa-nasceva-jimi-hendrix-video\/<\/a><\/p>\n<div id=\".reactRoot[382].[1][2][1]{comment382175428535291_994395}..[1]..[1]..[0].[3]\">\n<div>\n<div><a tabindex=\"-1\" href=\"http:\/\/frontierenews.it\/2012\/11\/27-novembre-1942-70-anni-fa-nasceva-jimi-hendrix-video\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/external.ak.fbcdn.net\/safe_image.php?d=AQBhfBSLn0mgVAXB&amp;w=90&amp;h=90&amp;url=http%3A%2F%2Ffrontierenews.it%2Fwp-content%2Fuploads%2F2012%2F11%2FJimi-Hendrix-300x225.jpg\" alt=\"\" \/><\/a><\/div>\n<div>\n<div>\n<div><strong><a href=\"http:\/\/frontierenews.it\/2012\/11\/27-novembre-1942-70-anni-fa-nasceva-jimi-hendrix-video\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">27 novembre 1942: 70 anni fa nasceva Jimi Hendrix \u2013 video<\/a><\/strong><\/div>\n<p>frontierenews.it<\/p>\n<div>&#8220;Mi sarebbe piaciuto se nei bei tempi andati avessero avuto le chitarre elettriche nei campi di cotone. Un mucchio di cose si sarebbero sistemate&#8221;.<\/div>\n<div><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/jimy.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-1414\" title=\"jimy\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/jimy-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/jimy-300x300.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/jimy-150x150.jpg 150w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/jimy.jpg 403w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Ltmd produz video indipendenti, Corte dei Miracoli 20 ottobre<\/p>\n<div><a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/home.php#\" rel=\"toggle\"><em>\u00a0<\/em><\/a><\/div>\n<div>\n<div><a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/photo.php?v=382110215208479\">La bourgeoisie est finie !<\/a><\/div>\n<div><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/mqdefault.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1416\" title=\"mqdefault\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/mqdefault-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/div>\n<div>mostra fotografica <a href=\"http:\/\/youtu.be\/z1XtChQM55c\">http:\/\/youtu.be\/z1XtChQM55c<\/a><\/div>\n<\/div>\n<p><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3967.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-1427\" title=\"IMG_3967\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3967-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3967-300x200.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3967-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3967-768x512.jpg 768w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3967-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3967-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3967-1568x1045.jpg 1568w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nT.S.O. video LTMD<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/defaultCAE3HBJX.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1438\" title=\"defaultCAE3HBJX\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/defaultCAE3HBJX.jpg\" alt=\"\" width=\"120\" height=\"90\" \/><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=8fkoWCb7gEc&amp;feature=share&amp;list=UUwu-8qoOesGdkKxbUmK8pGw\">http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=8fkoWCb7gEc&amp;feature=share&amp;list=UUwu-8qoOesGdkKxbUmK8pGw<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3973.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-1443\" title=\"IMG_3973\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3973-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3973-300x200.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3973-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3973-768x512.jpg 768w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3973-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3973-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3973-1568x1045.jpg 1568w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nComunicato dei\u00a0compagni della<strong> casa editrice Deriveapprodi<\/strong>:<br \/>\nProseguendo nel lavoro di recupero di una memoria delle lotte che passa anche per le immagini, iniziato con la litografia di Nanni Balestrini Potere Operaio, quest\u2019anno in omaggio proponiamo la fotografia di Tano D\u2019Amico: Ragazza e carabiniere (Uno sguardo), Roma, aprile 1977. Si tratta di una fotografia imprescindibile dell\u2019iconografia dei movimenti italiani, proposta in formato 30\u00d740, originale, cio\u00e8 stampata su carta fotografica (baritata matt. Ilford) e firmata dal suo autore, Tano D\u2019Amico. Di queste fotografie ne sono state stampate solo 70 copie, 20 delle quali sono state riservate agli abbonati del 2012. Le regaliamo agli abbonati del 2013 fino al loro esaurimento.<br \/>\nCrediamo sia superfluo precisare quanto questo contributo nella forma del preabbonamento sia per noi una risorsa importante; un sostegno fattivo che ci aiuta ad andare avanti.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/tano.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1415\" title=\"tano\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/tano.jpg\" alt=\"\" width=\"480\" height=\"346\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/tano.jpg 480w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/tano-300x216.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/><\/a><br \/>\nSempre dalla casa Deriveapprodi, recensione su Carmillaonline:<br \/>\n<strong>Cesare Battisti,<em> Faccia al muro<\/em>, Derive Approdi, 2012, pp. 285, \u20ac 17,00.[Questa recensione \u00e8 apparsa su <em>Le Monde<\/em> l\u20198 marzo 2012, accompagnata da un articolo di merda e fiancheggiata da un commento (chiamiamolo cos\u00ec) di Giancarlo De Cataldo. Lo scrittore-magistrato, invece di recensire il libro (che a mio modesto giudizio \u00e8 di struggente bellezza), dichiarava di rifiutare di leggerlo, essendo l\u2019opera di un \u201cterrorista\u201d. Di qui il riferimento contenuto nell\u2019articolo che presentiamo.] <\/strong>(<strong>V.E.<\/strong>)<br \/>\nSerge Quadruppani<br \/>\n<strong>Battisti, Le armi del romanzo<\/strong><br \/>\nSi potrebbe ricordare che, con reazioni italiane di una moderazione confinante col consenso, i governi francesi, di sinistra come di destra, hanno rispettato per vent\u2019anni una politica di asilo degli antichi protagonisti in Italia degli anni detti \u201cdi piombo\u201d, e che questa intelligente politica antiterroristica, inventata sotto Mitterrand, \u00e8 stata abbandonata di punto in bianco ai due lati delle Alpi, per basse ragioni elettorali sarkozo-berlusconiane.<br \/>\n<a name=\"more\"><\/a>Si potrebbe, malgrado l\u2019amicizia che mi lega a Giancarlo De Cataldo, spiegare quale posizione singolare abbia acquisito la magistratura italiana, divenuta il messia di una sinistra istituzionale del tutto priva di velleit\u00e0 di riformismo e di preoccupazioni sociali. Analizzare la fabbricazione del mostro mediatico Cesare Battisti da parte degli organi d\u2019informazione italiani dominanti e, in questo lavoro, mettere in rilievo il ruolo di questa post-sinistra peninsulare. Tentare di spiegare il grande esorcismo dell\u2019Italia contemporanea contro un dato di fatto: negli anni \u201970, fu una parte significativa della popolazione (ambienti popolari e operai, giovani, intellettuali) che si separ\u00f2 e affront\u00f2, pi\u00f9 o meno violentemente, una violenza che era gi\u00e0 nello Stato e nella societ\u00e0: dalla brutalit\u00e0 dei rapporti di classe alla strategia della tensione, passando per i crimini polizieschi, tanto numerosi quanto costantemente impuniti. Invitare, infine e soprattutto, a leggere le motivazioni con cui il ministro della giustizia brasiliano ha spiegato la sua decisione di accordare l\u2019asilo politico a Cesare Battisti. Bella lezione di diritto universale, di monito all\u2019opportunismo politico franco-italiano.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/faccia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1485\" title=\"faccia\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/faccia.jpg\" alt=\"\" width=\"120\" height=\"181\" \/><\/a><br \/>\nMa \u00e8 il momento, il luogo, di una simile riproposizione di cose note? Scritto in francese (e non \u00e8 il minore dei paradossi), <em>Faccia al muro<\/em> ci restituisce, in particolare attraverso racconti di detenuti, un ritratto appassionante, sanguigno e poetico del Brasile di oggi. E\u2019 forte la somiglianza con un romanzo di spionaggio. I giovani storici che rimetteranno in discussione le rappresentazioni dominanti degli anni \u201970 in Italia e dei loro strascichi nella nostra epoca, diranno un giorno quanto corrisponda alla realt\u00e0 questa storia paranoica di un uomo controllato, persino dalla donna di cui \u00e8 innamorato, fin dal primo istante del suo arrivo nel paese, allo scopo di mettere in scena un arresto in grado di soddisfare al meglio gli interessi dei potenti. Una cosa \u00e8 certa: di questa storia Cesare Battisti ha fatto letteratura, e di prim\u2019ordine.<br \/>\ndalla Tunisia &#8230;.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/tunisia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-1428\" title=\"tunisia\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/tunisia-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/tunisia-300x200.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/tunisia.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nda Siena, lettere&#8230;.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/siena.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-1429\" title=\"siena\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/siena-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/siena-300x300.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/siena-150x150.jpg 150w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/siena.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<\/div>\n<p><strong>12 dicembre :il film\u00a0 di Pasolini e Lotta Continua<\/strong><br \/>\n<strong>All&#8217;inizio il rapporto tre Pasolini e Lotta Continua fu tempestoso, tanto che ad una assemblea fu cacciato dagli studenti.\u00a0 Mentre usciva Sofri ricorda che Pasolini lo fulmin\u00f2 con una frase che lo fece sorridere: \u00abTu per\u00f2 mi ami!\u00bb.<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-family: Arial,Helvetica;\">La riconcilazione tuttavia non tard\u00f2 ad arrivare. Gi\u00e0 all&#8217;inizio del &#8217;70 c&#8217;era stato un riavvicinamento tra il poeta e questo collettivo che \u00abd\u00e0 il primo posto alla passione, al sentimento\u00bb, come si trov\u00f2 a definirli. Si inizia a discutere e lavorare al documentario <em>12 dicembre<\/em>: l&#8217;idea \u00e8 di raccontare lo stato della lotta in Italia ad un anno esatto dalla strage di piazza Fontana a Milano. Ne viene fuori un ritratto in parte drammatico. Perch\u00e8 si vedono certo gli operai e le masse proletarie che un po&#8217; ovunque &#8211; dalle grandi fabbriche del triangolo industriale alle disperate citt\u00e0 del sud &#8211; prendono coscienza della possibilit\u00e0 di sovvertire finalmente l&#8217;ordine borghese e patronale che li sta schiacciando. Ma \u00e8 anche lampante come la prima Repubblica, una giovane appena ventenne, stia vivendo un conflitto sanguinoso che incide nel corpo vivo della societ\u00e0.<span style=\"font-family: Arial,Helvetica;\">Il documentario, autoprodotto, fu pronto per l&#8217;inizio del &#8217;72 e nonostante gli screzi che ne nacquero &#8211; si arriv\u00f2 al compromesso di scrivere &#8220;da un&#8217;idea di Pier Paolo Pasolini&#8221; &#8211; per intercessione del regista friulano ebbe la sua visibilit\u00e0 passando anche al festival di Berlino (dove lui portava <em>I racconti di Canterbury<\/em>). Lo stesso anno Pasolini si prese anche due denunce, per istigazione alla disobbedienza delle leggi dello Stato, istigazione a delinquere e apologia di reato, in quanto prestava generosamente la sua firma di direttore responsabile (oltre alle sovvenzioni in denaro) per il giornale Lotta continua.<span style=\"font-family: Arial,Helvetica;\">Il grosso del girato di 12 dicembre fu opera di Giovanni Bonfanti, che insieme a Goffredo Fofi lo aveva anche sceneggiato. Il taglio \u00e8 quello del documentarismo militante che in quegli anni era diffusissimo. Si filmano i compagni, li si fanno parlare cercando di evitare le domande. Nasce un affresco della realt\u00e0 operaia degli anni settanta: da Carrara, dove si muore &#8220;inavvertitamente&#8221; schiacciati dai massi di marmo bianco alla Montecatini Edison, la Pirelli e la Fiat di Torino.<\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial,Helvetica;\">Le parti girate da Pasolini, ad un occhio attento, sono facilmente individuabili. Partecip\u00f2 all&#8217;episodio iniziale, quello di Milano, intervistando la famiglia Pinelli e l&#8217;avvocato di Lotta continua Marcello Gentini. Poi \u00e8 la volta del tassista Luciano Paolucci, che convinse il collega Cornelio Rolandi a rivolgersi alla polizia dopo essersi accorto che quel giorno aveva accompagnato in auto l&#8217;uomo con la valigetta carica di esplosivo. Paolucci racconta di essere stato pi\u00f9 volte contattato dalla polizia allarmata del fatto che potesse conoscere i particolari della vicenda. Rolandi invece mor\u00ec in circostanze anomale nel dicembre del &#8217;71.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Arial,Helvetica;\"><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/paso1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1496\" title=\"paso\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/paso1.jpg\" alt=\"\" width=\"290\" height=\"174\" \/><\/a><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Arial,Helvetica;\">Ma fu soprattutto nelle riprese all&#8217;Italsider di Bagnoli che venne fuori la distanza di cifra stilistica e di senso che divideva Pasolini dal collettivo di Lotta continua. Perch\u00e8 lui che fu un regista di corpi e di volti cerca una metafora violenta, scomposta, primordiale, per denunciare lo stato di malessere di tanti disoccupati napoletani. La trova nel gesticolare sgraziato, nello sforzo inutile di esprimersi di un handicappato che non riesce a trovare parole comprensibili ma colpisce emotivamente con tutta la sua rabbia. Poi filma una specie di controcanto alle immagini del lungo corteo che apre il documentario, una carrellata di persone che scandiscono slogan senza che si possano distinguere le facce.<strong> Pasolini, anche con un po&#8217; di ironia rivolta ai compagni del collettivo (e a tutti i ragazzi del movimento di contestazione), passa in rassegna uno per uno i volti di un gruppo di bambini napoletani che sorridenti, con il pugno chiuso, intonano <em>Bandiera rossa<\/em>. <\/strong>Un omaggio a chi ancora era nel pieno della lotta (che forse avrebbe potuto vincere), da parte di chi sentiva di aver perso molte sue battaglie.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Arial,Helvetica;\">\u00a0<\/span><span style=\"font-family: Arial,Helvetica;\">( Pasquale Colizzi)<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Arial,Helvetica;\">ecco il film:\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><a href=\"http:\/\/youtu.be\/K2Rg_5YZVo8\">http:\/\/youtu.be\/K2Rg_5YZVo8<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/IMG_3968.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1478\" title=\"IMG_3968\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/IMG_3968-300x177.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"177\" \/><\/a><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0Usa contro John Lennon, il film completo con Jerry Rubin, John Sinclair\u00a0 e altri&#8230;..<\/strong><br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/youtu.be\/pw8chk4s8r0\">http:\/\/youtu.be\/pw8chk4s8r0<\/a><\/strong><br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/lennon.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1481\" title=\"lennon\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/lennon.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/lennon.jpg 225w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/lennon-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0\u00a0Sono gli anni della guerra nel Vietnam e Lennon \u00e8 pronto a manifestare il suo dissenso in tutte le forme possibili. A partire dal &#8220;bed in&#8221; ad Amsterdam in favore della pace, con la stampa ammessa periodicamente attorno al talamo nuziale, fino all&#8217;attivo sostegno delle campagne anti Nixon negli States. Ed \u00e8 qui che ebbe inizio il tentativo da parte dell&#8217;FBI di Edgar Hoover (che riferiva direttamente alla Casa Bianca) di espellere l&#8217;artista dal territorio americano. Perch\u00e9\u00a0 Lennon riusciva, con il concerto di una sola serata, a far rivedere una sentenza che condannava pesantemente per l&#8217;uso di marijuana un&#8217;attivista , John Sinclair&#8230;&#8230;&#8230;<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>Comunicato compagni\u00a0casa editrice Biblioteca Franco Serantini<\/strong><\/p>\n<div>Mantenere oggi una casa editrice indipendente non \u00e8 impresa facile. Viviamo in tempi difficili dove la crisi e i monopoli stanno riducendo gli spazi di libert\u00e0. Per non ammainare la nostra bandiera ci affidiamo a voi lettori perch\u00e9 siete stati e siete l&#8217;unica risorsa in grado di far vivere l&#8217;editoria indipendente.<\/div>\n<p>Durante la settimana dal 17 al 22 dicembre dalle 14 alle 19 la nostra redazione sar\u00e0 aperta a tutti gli amici e ai collaboratori che vorranno venirci a trovare per discutere dei progetti futuri e dare un contributo alle nostre attivit\u00e0, Per l&#8217;occasione sar\u00e0 possibile acquistare con lo sconto del 50% tutti i libri del nostro catalogo.<br \/>\nVi aspettiamo numerosi!<br \/>\nL&#8217;indirizzo della nostra redazione \u00e8 il seguente: BFS edizioni srl, via I. Bargagna m. 60, 56124 Pisa (tel. 050 9711432)<br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>Schede storiche So<\/strong><strong>vversivi <\/strong>:<\/p>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div><em>Novant&#8217;anni fa, il 29 novembre 1922, in un conflitto a fuoco con i Regi Carabinieri veniva ucciso a Teglia (Ge) l&#8217;anarchico individualista Abele Ricieri Ferrari, pi\u00f9 noto come <strong>Renzo Novatore<\/strong>. Giovane iconoclasta al tempo delle proteste contro la persecuzione di Francisco Ferrer, antimilitarista condannato a morte per diserzione durante la prima guerra mondiale, ladro e rapinatore, assalitore di polveriere durante il \u00abbiennio rosso\u00bb, attentatore di fascisti e dinamitardo delle loro sedi,<strong> Novatore non si rassegn\u00f2 mai ad \u00abun mondo in cui l&#8217;azione non \u00e8 sorella del sogno\u00bb.\u00a0<\/strong><\/em><em>Autore di moltissimi testi, la sua opera ha sempre fatto storcere il naso sia ai militanti della prassi politica che ai cultori del cicisbeo letterario. Gli uni, inorriditi di fronte a chi non credeva nella suprema elevazione delle folle e perci\u00f2 negava la realizzazione dell&#8217;anarchia intesa come forma sociale di umana convivenza; gli altri, indignati per le ridondanti incursioni in ambito poetico e filosofico da parte di un semplice autodidatta figlio di contadini.<\/em><\/div>\n<div><strong><em>In occasione dell&#8217;anniversario della sua morte, rendiamo omaggio a questo poeta della canaglia che si batt\u00e9 fino alla fine a favore di un&#8217;anarchia che fosse nettare per l&#8217;individuo, non droga per la collettivit\u00e0. Perch\u00e9, che senso ha conquistare il pane, se non possiamo inebriarci con le rose?<\/em><\/strong><\/div>\n<\/div>\n<h5>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/novatore.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-1436\" title=\"novatore\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/novatore-667x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"951\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/novatore-667x1024.jpg 667w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/novatore-196x300.jpg 196w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/novatore-768x1179.jpg 768w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/novatore-1001x1536.jpg 1001w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/novatore.jpg 1072w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/h5>\n<h5>Renzo Novatore<\/h5>\n<div><\/div>\n<div>I<\/div>\n<div>Sono individualista perch\u00e9 anarchico, e sono anarchico perch\u00e9 sono nichilista. Ma anche il nichilismo lo intendo a modo mio\u2026<\/div>\n<div>Non mi occupo di sapere se esso sia nordico od orientale, n\u00e9 se abbia o non abbia una tradizione storica, politica, pratica o teorica, filosofica, spirituale od intellettuale. Mi dico nichilista solo perch\u00e9 so che nichilismo vuol dire negazione!\u2028Negazione di ogni societ\u00e0, di ogni culto, di ogni regola e di ogni religione. Ma non agogno al Nirvana come non anelo al pessimismo disperato ed impotente dello Schopenhauer, che \u00e8 qualche cosa di peggio della stessa rinnegazione violenta della vita. Il mio, \u00e8 un pessimismo entusiasta e dionisiaco come le fiamme che incendiano la mia esuberanza vitale, che irride a qualsiasi prigione teoretica, scientifica e morale.<\/div>\n<div>E se mi dico anarchico individualista, iconoclasta e nichilista, \u00e8 appunto perch\u00e9 credo che in questi aggettivi siavi l&#8217;espressione massima e completa della mia volitiva e scapigliata individualit\u00e0, che, come un fiume straripante, vuole espandersi impetuosamente travolgendo argini e siepi, fintanto che, urtando in un granitico masso, s&#8217;infranga e si disperda a sua volta. Io non rinnego la vita. La sublimo e la canto.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>II<\/div>\n<div>Chi rinnega la vita perch\u00e9 crede che questa non sia che Male e Dolore e non trova in se stesso l&#8217;eroico coraggio dell&#8217;autosoppressione \u00e8 \u2014 per me \u2014 un grottesco posatore, un impotente; come \u00e8 un essere compassionevolmente inferiore colui che crede che l&#8217;albero santo della felicit\u00e0 sia una pianta contorta sulla quale tutte le scimmie possono arrampicarsi in un pi\u00f9 o meno prossimo avvenire, e che allora la tenebra del male sar\u00e0 fugata dai razzi fosforescenti del vero Bene\u2026<\/div>\n<div><\/div>\n<div>III<\/div>\n<div>La vita \u2014 per me \u2014 non \u00e8 n\u00e9 un bene n\u00e9 un male, n\u00e9 una teoria n\u00e9 un&#8217;idea. La vita \u00e8 una realt\u00e0, e la realt\u00e0 della vita \u00e8 la guerra. Per chi \u00e8 nato guerriero la vita \u00e8 una sorgente di gioia, per gli altri non \u00e8 che una sorgente di umiliazione e di dolore. Io non chiedo pi\u00f9 alla vita la gioia spensierata. Essa non potrebbe darmela ed io non saprei pi\u00f9 che farmene ormai che l&#8217;adolescenza \u00e8 passata\u2026<\/div>\n<div>Le chiedo invece la gioia perversa delle battaglie che mi danno i fremiti dolorosi delle sconfitte ed i voluttuosi brividi delle vittorie.<\/div>\n<div>Vinto sul fango o vittorioso nel sole, io canto la vita e l&#8217;amo!<\/div>\n<div>Per l&#8217;anima mia ribelle non vi \u00e8 pace che nella guerra, come, per il mio spirito vagabondo e negatore, non vi \u00e8 felicit\u00e0 pi\u00f9 grande della spregiudicata affermazione della mia capacit\u00e0 di vivere e di tripudiare. Ogni mia sconfitta mi serve soltanto come preludio sinfonico ad una nuova vittoria.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>IV<\/div>\n<div>Dal giorno ch&#8217;io venni alla luce \u2014 per una casuale combinazione che non mi importa ora di approfondire \u2014 portai con me il mio Bene ed il mio Male.<\/div>\n<div>Vale a dire: la mia gioia e il mio dolore ancora in embrione. L&#8217;uno e l&#8217;altro progredirono con me nel cammino del tempo. Quanto pi\u00f9 intensa ho provata la gioia tanto pi\u00f9 profondo ho inteso il dolore.<\/div>\n<div>Ma questo non pu\u00f2 essere soppresso senza la soppressione di quello.<\/div>\n<div>Ora ho scardinato la porta del mistero ed ho sciolto l&#8217;enigma della Sfinge. La gioia ed il dolore sono i due soli liquori componenti la bevanda eroica colla quale si ubriaca allegramente la vita. Perch\u00e9 non \u00e8 vero che questa sia uno squallido e pauroso deserto ove non germina pi\u00f9 nessun fiore n\u00e9 pi\u00f9 matura nessun frutto vermiglio.<\/div>\n<div>Ed anche il pi\u00f9 possente di tutti i dolori, quello che sospinge il forte verso lo sfasciamento cosciente e tragico della propria individualit\u00e0, non \u00e8 che una vigorosa manifestazione d&#8217;arte e di bellezza.<\/div>\n<div>Ed anch&#8217;esso rientra nella corrente universale dell&#8217;umano pensiero coi raggi folgoreggianti del crimine che scardina e travolge ogni cristallizzata realt\u00e0 del circoscritto mondo dei pi\u00f9 per ascendere verso l&#8217;ultima fiamma ideale e disperdersi nel sempiterno fuoco del nuovo.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>V<\/div>\n<div>La rivolta dell&#8217;uomo libero contro il dolore non \u00e8 che l&#8217;intimo passionale desiderio d&#8217;una gioia pi\u00f9 intensa e pi\u00f9 grande. Ma la gioia pi\u00f9 grande non sa mostrarsi all&#8217;uomo che nello specchio del pi\u00f9 profondo dolore, per poscia fondersi con questo in un enorme e barbaro amplesso. Ed \u00e8 da questo enorme e fecondo amplesso che scaturisce il superiore e saettante sorriso del forte, che attraverso la lotta canta l&#8217;inno pi\u00f9 scrosciante alla vita.<\/div>\n<div>Inno intessuto di disprezzo e di scherno, di volont\u00e0 e di potenza. Inno che vibra e palpita fra la luce del sole che irradia le tombe; inno che rianima il nulla e lo riempie di suoni.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>VI<\/div>\n<div>Sopra lo spirito schiavo di Socrate che accetta stoicamente la morte e lo spirito libero di Diogene che accetta cinicamente la vita, si erge l&#8217;arco trionfale sul quale danza il sacrilego frantumatore de&#8217; nuovi fantasmi, il radicale distruttore di ogni mondo morale. \u00c8 l&#8217;uomo libero che danza in alto, fra le magnifiche fosforescenze del sole.<\/div>\n<div>E quando si alzano dai paludosi abissi le gigantesche nubi gonfie di cupa tenebra per impedirci la vista della luce ed ostacolarci il cammino, egli si apre il varco a colpi di Browning o ferma il loro corso colla fiamma del suo pensiero e della sua fantasia dominatrice, imponendo loro di soggiacere come umili schiave ai suoi piedi.<\/div>\n<div>Ma solo chi conosce e pratica i furori iconoclastici della distruzione pu\u00f2 possedere la gioia nata dalla libert\u00e0, di quella unica libert\u00e0 fecondata dal dolore. Io mi ergo contro la realt\u00e0 del mondo esteriore per il trionfo della realt\u00e0 del mio mondo interiore.<\/div>\n<div>Nego la societ\u00e0 per il trionfo dell&#8217;io. Nego la stabilit\u00e0 di ogni regola, di ogni costume, di ogni morale, per l&#8217;affermazione di ogni istinto volitivo, di ogni libera sentimentalit\u00e0, di ogni passione e di ogni fantasia. Irrido ad ogni dovere ad ogni diritto per cantare il libero arbitrio.<\/div>\n<div>Schernisco l&#8217;avvenire per soffrire e godere nel presente il mio bene ed il mio male. L&#8217;umanit\u00e0 la disprezzo perch\u00e9 non \u00e8 la mia umanit\u00e0. Odio i tiranni e detesto gli schiavi. Non voglio e non concedo solidariet\u00e0 perch\u00e9 credo che sia una nuova catena, e perch\u00e9 credo con Ibsen che l&#8217;uomo pi\u00f9 solo \u00e8 l&#8217;uomo pi\u00f9 forte.<\/div>\n<div>Questo \u00e8 il mio Nichilismo. La vita, per me, non \u00e8 che un eroico poema di gioia e di perversit\u00e0 scritto dalle mani sanguinanti del dolore e del male o un sogno tragico d&#8217;arte e di bellezza!<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>(<em>Nichilismo<\/em>, Anno I, n. 4, 21 maggio 1920 )<\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_38631.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-1459\" title=\"IMG_3863\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_38631-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_38631-300x200.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_38631-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_38631-768x512.jpg 768w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_38631-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_38631-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_38631-1568x1045.jpg 1568w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>Che fare ?<\/strong><\/div>\n<div>\n<div>Alcuni decenni fa, in occasione dei disordini scoppiati a Brixton in Inghilterra, ad alcuni compagni capit\u00f2 di trovarsi in mezzo alla tempesta. Gli scontri stavano avvenendo esattamente davanti alla loro casa. Cos&#8217;altro potevano fare se non andare in strada per unirsi ai rivoltosi? \u00c8 quello che tentarono di fare, senza riuscirvi. I rivoltosi, infatti, li allontanarono in malo modo. Anarchici? E chi sono? Cosa vogliono? Non sono dei nostri, non parlano la nostra stessa lingua, non hanno il nostro stesso colore di pelle, non hanno i nostri stessi vestiti, non hanno i nostri stessi codici di comportamento. Davanti all&#8217;esplodere di sommosse cieche ed inconsulte, non basta essere anarchici per starvi in prima fila.<\/div>\n<div>Poche settimane fa, in occasione di una protesta di operai davanti al Parlamento in una citt\u00e0 europea, ad alcuni compagni venne in mente di recarsi sul luogo. La protesta stava avvenendo esattamente nella loro citt\u00e0. Cos&#8217;altro potevano fare se non scendere in strada per unirsi ai manifestanti? \u00c8 quello che tentarono di fare, senza riuscirvi. I manifestanti, infatti, li allontanarono in malo modo. <strong>Anarchici? E chi sono? Cosa vogliono? Non sono dei nostri, non parlano la nostra stessa lingua, non hanno i nostri stessi problemi, non hanno le nostre stesse tute da lavoro, non hanno i nostri stessi codici di comportamento. Davanti all&#8217;esplodere di proteste sociali, non basta essere anarchici per essere in prima fila.<\/strong><\/div>\n<div><strong>Perch\u00e9 la loro rabbia, quella degli anarchici, non scaturisce dall&#8217;esclusione da un mondo che non riconoscono e che disprezzano, non \u00e8 causata dalla mancata offerta di una possibile integrazione nella societ\u00e0 o dalla loro improvvisa estromissione dall&#8217;economia. Ad alimentarla non \u00e8 un travaso di bile o un brontolio di stomaco per dei bisogni collettivi insoddisfatti<\/strong>. A spingerli in movimento \u00e8 il battito del cuore verso desideri singolari. E i desideri degli anarchici non hanno spazio in questo mondo, che ne costituisce da tutti i punti di vista la totale negazione. Ecco cosa li spinge alla sovversione, all&#8217;insurrezione, alla rivoluzione.<\/div>\n<div><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3872.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1434\" title=\"IMG_3872\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3872-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3872-200x300.jpg 200w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3872-683x1024.jpg 683w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3872-768x1152.jpg 768w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3872-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3872-1365x2048.jpg 1365w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3872-1568x2352.jpg 1568w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_3872-scaled.jpg 1707w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><\/div>\n<div>Non facciamoci illusioni. Non siamo nella Spagna del 36, non ci sono decine di migliaia di compagni disposti a lottare, n\u00e9 milioni di persone su cui poter contare per costruire il mondo nuovo. Del resto, tutta quella forza materiale \u00e8 riuscita nel suo intento di liberazione? Siamo rimasti davvero in pochi a ritenere che la vita possa e debba fare a meno del potere, che lo Stato non sia affatto il solo orizzonte perseguibile, per cui ci sembra del tutto vano pensare di poter &#8220;tenere testa&#8221; al nostro nemico. Invece di cercare di arruolare qua e l\u00e0 la forza numerica indispensabile per fare fronte, \u00e8 meglio cercare di scoprire quali sono le nostre possibilit\u00e0 \u2014 studiarle, conoscerle, sperimentarle \u2014 al fine di ostacolare, rallentare, guastare, sabotare i piani del dominio. Soprattutto ora che sta attraversando uno di quei suoi periodi di mutazione che lo costringe, in parte, ad abbassare le proprie difese immunitarie.<\/div>\n<div><em><em><em>\u00a0<\/em><\/em><\/em><\/div>\n<div><em><em><em>\u00a0<\/em><\/em><\/em><\/div>\n<div><em><em><em>\u00a0<\/em><\/em><\/em><\/div>\n<div><em><em><em>\u00a0<\/em><\/em><\/em>Se poi la situazione dovesse infine farsi incandescente, sorgeranno altri quesiti. Il corso di tutte le insurrezioni e di molte sommosse presenta alcuni tratti simili. Si ha un&#8217;esplosione che sospende la routine quotidiana, la normalit\u00e0. Per un periodo di tempo pi\u00f9 o meno lungo, l&#8217;impossibile \u00e8 a portata di mano. Lo Stato indietreggia, si ritira, scompare quasi. Il movimento, in preda all&#8217;entusiasmo, tende a lasciare intatte le strutture del dominio, considerate ormai neutralizzate, per assaporare infine la gioia di nuovi rapporti. Passata la piena, iniziati i primi problemi, lo Stato ritorna e fa piazza pulita. Consapevoli di ci\u00f2, anche grazie alle lezioni della &#8220;Storia&#8221;, si pu\u00f2 immaginare cosa fare?<\/div>\n<div>Si pu\u00f2, ad esempio, cercare di resistere agli entusiasmi e concentrarsi su quella breve frazione di tempo in cui lo Stato abbandona il campo? Ecco, l\u00ec \u00e8 l&#8217;attimo in cui giocarsi il tutto per tutto. <em>Il momento in cui bisogna essere in grado di compiere gesti irreparabili che non permettano pi\u00f9 un ritorno al passato<\/em>. Quali sono questi gesti? Come realizzarli? Contro quali obiettivi? Il passato offre qualche spunto, ma che in s\u00e9 non costituisce di certo un modello. <strong>Durante la Comune di Parigi, ad esempio, un gesto irreparabile fu senz&#8217;altro la fucilazione dell&#8217;arcivescovo. Dopo quel fatto compiuto, nessun accordo, nessuna trattativa divenne pi\u00f9 anche solo pensabile. O scompariva lo Stato, o scompariva la Comune.<\/strong><\/div>\n<div>\u00c8 questo uno dei problemi principali da affrontare, come ben sanno i compagni greci che si stanno interrogando da tempo su come fare per andare avanti dopo che nel corso degli ultimi anni \u00e8 stato dato alle fiamme praticamente tutto. Lo Stato \u00e8 assediato dai manifestanti, delegittimato, ma governa. L&#8217;economia ha perso un numero considerevole di banche e di credibilit\u00e0, ma comanda. Il movimento ha dato grandi dimostrazioni di forza, ma non avanza. Manca quel qualcosa in pi\u00f9 in grado di&#8230;<\/div>\n<div>Non si tratta di usare il senno del poi per trovare nuove risposte a vecchie domande. Queste ultime sono scadute, decomposte, spazzate via dalla perdita del linguaggio e dall&#8217;erosione del significato. Ecco perch\u00e9 diventa importante porsi nuovi interrogativi ed iniziare ad esplorarli.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>(un contributo dell&#8217;<em>Incontro internazionale anarchico- Zurigo )<\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<p><strong>Punk !<\/strong><br \/>\nS\u00ec, lo so. Mai niente e nessuno ha potuto impedire a ribelli ventenni pieni di rabbia di diventare imprenditori quarantenni pieni di buon senso. Sono trascorsi tanti anni, ma ho ancora davanti agli occhi i reduci sessantottini che ci guardavano con compassione dall\u2019alto dei loro scranni o delle loro cattedre. Ho ancora nelle orecchie le loro parole piene di scherno: \u00abnoi s\u00ec che abbiamo fatto la rivoluzione, ma voi? Voi cosa vi credete di poter fare? Siete destinati a rientrare nella normalit\u00e0, molto prima e molto peggio di noi\u00bb. Forti della consapevolezza che nulla ci avrebbe mai fatto piegare la testa, che il <em>loro<\/em> fallimento non era il <em>nostro<\/em> destino, era divertente mandare al diavolo quei ruderi incravattati. Ma in cuor nostro sapevamo che quella determinazione per molti di noi \u2014 ma per chi? \u2014 si sarebbe rivelata solo un\u2019illusione.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_2979.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-1435\" title=\"IMG_2979\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_2979-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_2979-300x200.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_2979-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_2979-768x512.jpg 768w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_2979-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_2979-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/IMG_2979-1568x1045.jpg 1568w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nIo questo lo so, ecco perch\u00e9 continuo a ripetermi che non vale la pena prendersela se anche per il punk \u00e8 venuto il momento del revival interessato, degli album di famiglia da smerciare, dei concerti commemorativi da organizzare, dei vecchi dischi da ristampare, delle mostre retrospettive da esibire. In fondo, perch\u00e9 no, non \u00e8 sempre andata cos\u00ec? Un periodo di oltre vent\u2019anni \u00e8 pi\u00f9 che sufficiente per smaltire antichi furori, per rifarsi il guardaroba, per ricoprire un posto adeguato in societ\u00e0. Gli sputi di ieri si possono anche ricordare, in allegria, dopo averli sostituiti con le pacche sulle spalle di oggi. <strong>Due generazioni ci separano dai primi anni 80, dagli anni in cui ci sentivamo <\/strong><em><strong>schiavi nelle citt\u00e0 pi\u00f9 libere del mon<\/strong>do<\/em>, ed agli occhi di alcuni questo spazio temporale costituisce la giusta distanza di sicurezza per poter fare i conti \u2014 anche economicamente parlando \u2014 con il proprio passato.<br \/>\n\u00c8 sufficiente entrare in libreria e dare un\u2019occhiata ai titoli che da alcuni mesi a questa parte si stanno accumulando sull\u2019argomento. Libri che, mi si dice, incontrano un certo interesse. A me, quei libri danno la nausea. Soprattutto se i nomi dei loro autori risvegliano antichi ricordi, riaprono vecchie ferite, non essendo del tutto sconosciuti. Sono la pi\u00f9 atroce prova della capitolazione dei sogni e dei desideri che animavano molti punk. Al di l\u00e0 della giustificata curiosit\u00e0 che questi libri suscitano in chi non ha vissuto direttamente quel periodo, mi sembra ovvio che questa frenesia di ricordare <em>come eravamo<\/em> nasca dalla constatazione che <em>non lo siamo pi\u00f9<\/em>. \u00c8 solo grazie a questo oblio di ci\u00f2 che si \u00e8 stati, alla rimozione di quello per cui ci si \u00e8 battuti, che il punk pu\u00f2 diventare un capitolo chiuso da consegnare ai libri di storia. Per quanto scontato sia questo fenomeno resta il fatto che questo passato, per alcuni cos\u00ec spento e lontano, per qualcun altro brucia come se fosse appena ieri. (continua al link qui sotto&#8230;.)<br \/>\n<em><a href=\"http:\/\/www.finimondo.org\/node\/553\">http:\/\/www.finimondo.org\/node\/553<\/a><\/em><br \/>\n<em><em>Anarchy in\u00a0the U.K.\u00a0!\u00a0 <a href=\"http:\/\/youtu.be\/pOe9PJrbo0s\">http:\/\/youtu.be\/pOe9PJrbo0s<\/a><\/em><\/em><br \/>\n<em><em>\u00a0<\/em><\/em><br \/>\n<em><em><em><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/severinodigiovanni.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1437\" title=\"severinodigiovanni\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/severinodigiovanni-300x254.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"254\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/severinodigiovanni-300x254.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/severinodigiovanni.jpg 590w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/em><\/em><\/em><br \/>\n<em><em><em><a href=\"http:\/\/youtu.be\/L0SfFwClbUc\">http:\/\/youtu.be\/L0SfFwClbUc<\/a><\/em><\/em><\/em><br \/>\n<em><em>\u00a0<\/em><\/em><br \/>\n<strong><em><em>\u00a0i matti delle giuncaie, l&#8217;ultimo video, il bagno nella canapa !<\/em><\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em><em><a href=\"http:\/\/youtu.be\/rqkrbhio4Y8\">http:\/\/youtu.be\/rqkrbhio4Y8<\/a>\u00a0\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/i-matti-delle-giuncaie.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-1492\" title=\"i-matti-delle-giuncaie\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/i-matti-delle-giuncaie-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/i-matti-delle-giuncaie-150x150.jpg 150w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/i-matti-delle-giuncaie-300x300.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/i-matti-delle-giuncaie.jpg 465w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><\/em><\/em><\/strong><br \/>\n<em><em><em>\u00a0<\/em><\/em><\/em><br \/>\n<em><em><em>\u00a0<\/em><\/em><\/em><br \/>\n<em><em><em>\u00a0<\/em><\/em><\/em><br \/>\n<em><em><em>\u00a0<\/em><\/em><\/em><br \/>\n<em><em><em>\u00a0<\/em><\/em><\/em><br \/>\n<em><em><em>\u00a0<\/em><\/em><\/em><br \/>\n<em><em><em>\u00a0Il nuovo libro del nostro complice Alessandro Angeli<\/em><\/em><\/em><br \/>\n<em><em><em><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/maredivetro2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-1499\" title=\"maredivetro2\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/maredivetro2-193x300.jpg\" alt=\"\" width=\"193\" height=\"300\" \/><\/a><\/em><\/em><\/em><br \/>\n<em><em><em>\u00a0Tra la Corsica e la Sardegna, tra la Toscana e la Costa Azzurra, si stende un mare di vetro, e di avventure. Una di queste ce la racconta ora Alessandro , e ci porta \u2013 attraverso carceri e pinete, traversate, traghetti, taverne e case di studentesse \u2013 sulle tracce del suo eroe. Tiu, eroe perduto e perdente, nato per l\u2019anonimato e poi membro dell\u2019Anonima, ribelle per indole e per sorte. Scappa Tiu, fugge da quello che non pu\u00f2 lasciare, dal marchio che gli \u00e8 stato impresso alla nascita, nel tentativo impossibile di strapparsi il destino dal volto.<br \/>\nGli eroi di Alessandro Angeli non sono cozones che \u201cdisperdono le energie e diventano violenti per noia\u201d, sono violenti come noi tutti, e la violenza la praticano come tutti noi quando stiamo male: sono i figli dei pastori, dei contadini, che nascono con un destino impresso \u201csui volti, nelle pieghe delle mani\u201d, e con la determinazione di rivoltarglisi contro. \u00c8 un racconto popolato di vagabondi, attoniti come in Badlands e determinati che neanche le Iene\u2026 mentre tu sei sedotto dalle sue donne, sensuali di lame, che non vogliono che le si baci sugli occhi, \u201ccome i morti\u201d. Alessandro Angeli,\u00a0 scrive di vite avventurose e perse, romantiche e irregolari, illuminate e criminali. E scrive di cose che non sa, come fanno tutti gli scrittori veri. Dalla Magliana a Brooklyn, da Spinaceto a Fall River, da Ballar\u00f2 alla Luna, lui \u2013 se \u00e8 in forma \u2013 ti porta a spasso con le sue storie, sfodera la sua prosa 24 carati, e ti ci scioglie come fosse acido. In questo racconto in forma lo \u00e8, se ci \u00e8 lecito dirlo, come spesso e come non mai.<\/em><\/em><\/em><strong><em><em><em>\u00a0la scrivania\u00a0di Luciana Bellini<\/em><\/em><\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em><em><em>Continua il maremma tour con la presentazione del suo ultimo libro, Massa M. , Belforte, Follonica, Grosseto, Montebuono, alla faccia del triste duo Marcello-Ettore &#8220;alternativo&#8221;&#8230;.qui di seguito una recensione&#8230;.<\/em><\/em><\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em><em><em>\u00a0 <\/em><\/em><\/em><\/strong><\/p>\n<div id=\"id_50b73e164e0d92126516642\"><strong>Recensione su Carmillaonline di <a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/alberto.prunetti\">Alberto Prunetti<\/a><\/strong><br \/>\n<strong>Luciana Bellini, Il mestiere finito, Pitigliano, Laurum, pp. 83, 10 euro<\/strong><\/div>\n<\/div>\n<p>Luciana Bellini \u00e8 molto nota nel circuito ristretto della provincia di Grosseto e viene spesso definita \u201cla scrittrice-contadina\u201d. Luciana ha lavorato per una vita con le pecore e gli ulivi, e quando finalmente \u00e8 andata in pensione ha cominciato a prendersi un po\u2019 di tempo e si \u00e8 messa a scrivere, prima con i quaderni e poi anche con un computer. Ha raccontato la storia del podere di suo marito Elvo nei travagli della riforma agraria \u2500 La capitana e C\u2019era una volta in Maremma, usciti entrambi per Stampa Alternativa \u2500 quando i figli dei braccianti come lei hanno recuperato i poderi dai latifondisti e si sono spezzati la schiena a renderli produttivi (quegli stessi pode&#8230;<\/p>\n<div>ri che dagli anni novanta sono stati acquistati da grandi nomi dell\u2019enologia italiana per togliere le pecore e impiantare vigne molto pi\u00f9 remunerative). Ha raccontato le storie delle donne contadine (La terra delle donne) e ha raccolto proverbi e forme dell\u2019oralit\u00e0 vernacolare maremmana tra una trebbiatura e una vendemmia (Detti e ridetti). L\u2019oralit\u00e0 per Luciana \u00e8 cos\u00ec forte che chi ha la fortuna di sentirla presentare i suoi libri si ritrova dentro alle storie come capita durante la lettura, perch\u00e9 Luciana \u00e8 una narratrice meravigliosa e ha questo entusiasmo per la parola, per il racconto condiviso con qualche seggiola messa in circolo che incanta chi se la ritrova davanti e la ascolta parlare a braccio. Luciana l\u2019ho incrociata dopo tanti anni in un paesino delle Colline Metallifere dove presentava il suo ultimo libro, \u201cIl mestiere finito\u201d. Racconta a voce dei prossimi progetti di scrittura, di quando \u201carriv\u00f2 la plastica\u201d per la prima volta, di quando le donne in Maremma potevano andare in centro al paese solo portandosi una giara (col pretesto di prendere l\u2019acqua, giammai passassero per perditempo). Racconta dei primi tempi che si era messa a scrivere nel podere e lo faceva quasi di nascosto, perch\u00e9 scrivere era una cosa strana che facevano i dottori e i professori. Racconta di quando usc\u00ec il suo primo libro e dopo non trovava il coraggio di farsi vedere in paese e faceva il giro lungo per non passare dalla piazza, perch\u00e9 si sentiva strana a raccontare le storie del posto. Di quando una sua parente invi\u00f2 a sua insaputa un suo racconto a un concorso letterario e un giorno la raggiunse nella stalla spiegandole tutto e dicendole che era arrivata quinta, e lei \u2013 \u201cancora con le mani insugnate di pecora\u201d, perch\u00e9 era a mungere gli ovini \u2013 le chiese. \u201cO che s\u2019era in cinque?\u201d. E la critica della sua vecchia madre, che la rimbrott\u00f2 perch\u00e9 in un racconto aveva fatto morire un ometto che ancora non era morto. Quasi a dire: che inganno \u00e8 la scrittura?<\/div>\n<div><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/luciana1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-1450\" title=\"luciana\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/luciana1-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/luciana1-300x199.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/luciana1.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0Alla baldoria -presentazione del suo libro a Follonica, presso il Tiburon , hanno partecipato anche i sonatori della Boscaglia..<\/strong><\/div>\n<div><strong><a href=\"http:\/\/youtu.be\/qz5nZwjWr7I\">http:\/\/youtu.be\/qz5nZwjWr7I<\/a><\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>Antonello Ricci<\/strong> , uno dei maggiori esperti in poesia a braccio, scrittore eclettico, teatrante de <strong>la banda del racconto<\/strong>, ci ha sorpresi con un suo nuovo bellissimo lavoro:<\/div>\n<div><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/ricci.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1451\" title=\"ricci\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/ricci-224x300.jpg\" alt=\"\" width=\"224\" height=\"300\" \/><\/a><\/div>\n<div><\/div>\n<p style=\"line-height: 115%; margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Sono sempre stato affascinato dalla figura del Matto, mirabilmente tratteggiata in una canzone di De Andr\u00e9. Quelli che hanno un mondo nel cuore e non riescono ad esprimerlo con le parole. Quelli che, per usare le parole di De Gregori, non hanno la patente per camminare e rimangono giocoforza tutta la vita dentro la notte chiusi a chiave. Il nuovo libro di Antonello Ricci, impreziosito dagli acquerelli di Gino Civitelli: <\/span><\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em>Fuori da Dove \u2013 il Ritorno<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: small;\"> (Edizioni Effigi), parla di un matto (no, non \u00e8 una storia autobiografica, o almeno l\u2019autore non lo dice espressamente). Uscito fuori chiss\u00e0 da dove, con una camicia rossa garibaldina lacera e sdrucita. Uno zio scemo di guerra, che da tempo immemorabile soggiornava nel manicomio di Siena, poi chiuso con la Legge Basaglia nel 1978. Il racconto prende il via da questo escamotage, da questa vita chiusa a chiave e dimenticata in un manicomio per decenni, e da l\u00ec si gioca sui flashback di una vecchia signora in viaggio verso Siena per incontrare questo zio dimenticato da tutti, uno scalpellino viterbese reduce di guerra. In poche pagine Ricci tratteggia una storia senza tempo, a met\u00e0 tra la paura ed il fascino del passato che ritorna e diventa il tuo presente, nel quale i matti \u2013 punti di domanda senza frase \u2013 siamo noi quando nessuno ci capisce, quando anche il tuo migliore amico ti tradisce, per citare anche Cristicchi, che vinse a Sanremo con una (bellissima, a mio avviso) canzone sui matti. Loro stanno\/stavano \u201cdentro\u201d, noi in effetti \u201cfuori\u201d. Ma fuori da dove?<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 115%; margin-bottom: 0cm;\"><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: small;\">(Ale Tozzi)<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/antonello1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1453\" title=\"antonello\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/antonello1.jpg\" alt=\"\" width=\"259\" height=\"194\" \/><\/a><\/div>\n<div>\u201cFuori da dove\u201d di Antonello Ricci \u00e8 una breve composizione poetico narrativa (l\u2019autore la definisce a ragione \u201cracconto metricato\u201d, e il metro \u00e8 quello della tradizione contadina) sul tema della reclusione della follia. A partire da un fatto storico: l\u2019ospedale di San Niccol\u00f2 a Porta Romana a Siena, che un tempo era un manicomio, rinchiudeva i devianti che arrivavano non solo dalla provincia di Siena ma anche dal viterbese. Devianti, perch\u00e9 la malattia mentale del protagonista del racconto di Ricci \u00e8 quella di un agitato che non sopporta le forme e le busse dell\u2019ordine fascista insediatosi a Viterbo. Un racconto \u2500 che si distende sulla Cassia, quella strada curvilinea che da sempre collega Siena e la citt\u00e0 dei papi \u2500 arricchito dagli acquerelli di Gino Civitelli. ( Carmillaonline)<\/div>\n<div><a href=\"http:\/\/www.bandadelracconto.it\/base\/index.html\">http:\/\/www.bandadelracconto.it\/base\/index.html<\/a><\/div>\n<div><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=VxwcSOCyi3k\">http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=VxwcSOCyi3k<\/a><\/div>\n<div>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/div>\n<div>L&#8217;angolo della posta : mail di Umberto Lenzi<\/div>\n<div>\n<div><span style=\"font-family: Arial; font-size: x-small;\">Guarda Stefano che la tua didascalia alla foto dei miliziani ch fucilano\u00a0la statua di\u00a0Cristo a Barcellona \u00e8 sbagliata.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-family: Arial; font-size: x-small;\">La statua rappresenta il Cristo Re ed era collocata al Cerro de Los Angeles,\u00a0che dista\u00a0pochi chilometri da Madrid. Il Cerro de los Angeles \u00e8 il centro geografico della Spagna. Il plotone di miliziani che vedi nella foto era\u00a0composto da membri\u00a0della \u00a0CNT-FAI di Madrid. <\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-family: Arial; font-size: x-small;\">SALUD!<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-family: Arial; font-size: x-small;\">Grazie Umberto per la precisazione , qui sotto mettiamo una foto che si riferisce invece all&#8217;insurrezione di Barcelona&#8230;.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-family: Arial; font-size: x-small;\"><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/bcn.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-1468\" title=\"bcn\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/bcn-300x250.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/bcn-300x250.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/bcn.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-family: Arial; font-size: x-small;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-family: Arial; font-size: x-small;\">la sostanza del nostro ripudio di ogni religione non cambia&#8230;&#8230;..<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-family: Arial; font-size: x-small;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-family: Arial; font-size: x-small;\">\u00a0&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-family: Arial; font-size: x-small;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-family: Arial; font-size: x-small;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-family: Arial; font-size: x-small;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<\/div>\n<div><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/corsi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1454\" title=\"corsi\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/corsi.jpg\" alt=\"\" width=\"323\" height=\"185\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/corsi.jpg 323w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/11\/corsi-300x172.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 323px) 100vw, 323px\" \/><\/a><\/div>\n<div><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0le foto di questo numero sono di\u00a0 Stefano Pacini, Tano D&#8217;Amico , Fotografi\u00a0 Sardi\u00a0e altri autori non identificati (fatevi vivi)<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Link utili <\/em><\/strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/\"><strong><em><span style=\"color: #313428;\">www.stefanopacini.org<\/span><\/em><\/strong><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.radiomaremmarossa.it\/\"><strong><em><span style=\"color: #313428;\">www.radiomaremmarossa.it<\/span><\/em><\/strong><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.carmillaonline.com\/\"><strong><em><span style=\"color: #313428;\">www.carmillaonline.com<\/span><\/em><\/strong><\/a> <a href=\"http:\/\/www.ltmd.it\/\"><strong><em><span style=\"color: #313428;\">www.ltmd.it<\/span><\/em><\/strong><\/a> <a href=\"http:\/\/www.infoaut.org\/\"><strong><em><span style=\"color: #313428;\">www.infoaut.org<\/span><\/em><\/strong><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/collettivoanarchico.noblogs.org\/\"><strong><em><span style=\"color: #313428;\">http:\/\/collettivoanarchico.noblogs.org<\/span><\/em><\/strong><\/a> <a href=\"http:\/\/www.senzasoste.it\/\"><strong><em><span style=\"color: #313428;\">www.senzasoste.it<\/span><\/em><\/strong><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.finimondo.org\/\"><strong><em><span style=\"color: #313428;\">www.finimondo.org<\/span><\/em><\/strong><\/a><br \/>\n<strong><em>Maremma Libertaria Esce quando pu\u00f2 e se e come gli pare. <\/em><\/strong><em>Non costa niente, non consuma carta e non inquina, se non le vostre menti. Vive nei nostri pensieri,perch\u00e8 le idee e le rivoluzioni non si fanno arrestare, si diffonde nell\u2019aere se lo inoltrate a raggera. Cerca di cestinare le cartoline stucchevoli di una terra di butteri e spiagge da bandiere blu,che la Terra \u00e8 nostra e la dobbiamo difendere! Cerca di rompere la cappa d\u2019ipocrisia e dare voce a chi non l\u2019ha, rinfrescando anche la memoria storica, che senza non si va da nessuna parte. Pi\u00f9 o meno questo \u00e8 il Numero\u00a010 del\u00a0 1 dicembre\u00a02012. Maremma Libertaria pu\u00f2 essere accresciuta in corso d\u2019opera ed inoltro da tutti noi, a piacimento, fermo restando l\u2019antagonismo , l\u2019antifascismo e la non censura dei suoi contenuti.<\/em><br \/>\n<strong><em>In Redazione, <\/em><\/strong><em>tra i cinghiali nei boschi dell\u2019alta maremma, Erasmo da Mucini, Ulisse dalle Rocche, il Fantasma della miniera, le Stelle Rosse stanno a guardare, Alberto da Scarlino, Alessandro da Grosseto, Antonello dalla Tuscia, Luciana da Pomonte,Complici vari , Ribelli di passaggio,maremmani emigrati a Barcelona.<\/em><br \/>\n<strong><em>No copyright, No dinero, ma nel caso idee, scritti, foto, solidariet\u00e0 e un bicchiere di rosso.<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>My way Sid Vicious !\u00a0 <a href=\"http:\/\/youtu.be\/HD0eb0tDjIk\">http:\/\/youtu.be\/HD0eb0tDjIk<\/a><\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Nostra patria il mondo intero, nostra legge la Libert\u00e0, ed un pensiero Ribelle in cuor ci sta (Pietro Gori) <\/em><\/strong><a href=\"http:\/\/youtu.be\/_KVRd4iny8E\"><strong><em><span style=\"color: #313428;\">http:\/\/youtu.be\/_KVRd4iny8E<\/span><\/em><\/strong><\/a><br \/>\n<strong><em>Potranno tagliare tutti i fiori, ma non riusciranno a fermare la Primavera (Pablo Neruda) <\/em><\/strong><a href=\"http:\/\/youtu.be\/wEy-PDPHhEI\"><strong><em><span style=\"color: #313428;\">http:\/\/youtu.be\/wEy-PDPHhEI<\/span><\/em><\/strong><\/a><strong><em> (Victor Jara canta Neruda)<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Sempre, comunque e dovunque : Libert\u00e0 per tutti i compagni arrestati !\u2013 Fori i compagni dalle galere !-Libertad para todos los presos ! \u2013 liberdade para companheiros presos! -comrades preso askatasuna!- libert\u00e9 pour les camarades emprisonn\u00e9s!-freedom for imprisoned comrades !- Freiheit f\u00fcr inhaftierte Genossen!- \u03b5\u03bb\u03b5\u03c5\u03b8\u03b5\u03c1\u03af\u03b1 \u03b3\u03b9\u03b1 \u03c6\u03c5\u03bb\u03b1\u03ba\u03b9\u03c3\u03bc\u03ad\u03bd\u03bf\u03c5\u03c2 \u03c3\u03c5\u03bd\u03c4\u03c1\u03cc\u03c6\u03bf\u03c5\u03c2 ! \u2013 <\/em><\/strong><strong>\u0627\u0644\u062d\u0631\u064a\u0629<\/strong> <strong>\u0644\u0631\u0641\u0627\u0642<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><em><strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/libert\u00e0.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"libert\u00e0\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/libert\u00e0-300x164.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"164\" \/><\/a><\/strong><\/em><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sommario: Giovani fuori &#8211; Amianto, una storia operaia &#8211; Le primarie nude &#8211; Antonello Ricci -Anarcofemminismo &#8211; anarchia elettrica o di Jimy Hendrix &#8211; LTMD Video Indipendenti &#8211; Renzo Novatore-<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1457,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-1403","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-maremma-libertaria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1403","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1403"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1403\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3018,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1403\/revisions\/3018"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1457"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1403"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1403"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1403"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}