{"id":1292,"date":"2012-09-24T09:39:47","date_gmt":"2012-09-24T09:39:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/?p=1292"},"modified":"2021-10-23T20:01:47","modified_gmt":"2021-10-23T20:01:47","slug":"maremma-libertaria-9","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/2012\/09\/24\/maremma-libertaria-9\/","title":{"rendered":"Maremma Libertaria 9"},"content":{"rendered":"<p><em><strong><strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/maremma-libertaria.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"maremma-libertaria\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/maremma-libertaria-300x42.gif\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"42\" \/><\/a><\/strong><\/strong><\/em><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/koudelka.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1336\" title=\"koudelka\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/koudelka-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a><\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Sommario : con i piedi tra le nuvole &#8211; per una etica dei desideri libertari- riprendiamoci la terra-\u00a0 gente di marmo e d&#8217;anarchia-\u00a0Sole e Baleno &#8211; speciale libri, film, foto,musica !-<\/em><\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>Con i piedi fortemente appoggiati alle nuvole<\/strong><br \/>\nQuando la tempesta \u00e8 in atto c\u2019\u00e8 chi va avanti con coraggio e passione, sostenuto dalla forza delle proprie idee. Davanti a s\u00e9 prospetta un mondo senza sfruttati n\u00e9 sfruttatori, senza gabbie fisiche n\u00e9 morali, e questa libert\u00e0 non la auspica solo per s\u00e9 ma anche per tutti coloro che, con gli occhi aperti e i piedi ben saldi, si rendono conto della schiavit\u00f9 quotidiana che li attanaglia. Sono gli anarchici, spesso denigrati e imprigionati; desiderano qui ed ora <strong>l\u2019<em>utopia<\/em><\/strong> di una vita degna di essere vissuta.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/IMG_2390.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1300\" title=\"IMG_2390\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/IMG_2390-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/IMG_2390-300x200.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/IMG_2390-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/IMG_2390-768x512.jpg 768w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/IMG_2390-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/IMG_2390-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/IMG_2390-1568x1045.jpg 1568w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nQuesta \u00e8 la pericolosit\u00e0 che li contraddistingue, per la quale vengono perseguiti dallo Stato e tacciati di terrorismo. <strong>Indomiti, non sono disposti ad annichilire se stessi e le proprie menti davanti al consumo della merce o a vivere una realt\u00e0 virtuale davanti ad un computer. Si ostinano a comunicare, a scrivere e ad incontrarsi, a rivoltarsi contro ci\u00f2 che ritengono intollerabile: una devastazione ambientale, una fabbrica di morte, il lavoro alienante, una galera.<\/strong><br \/>\n<strong>Negli ultimi mesi le operazioni repressive dello Stato contro anarchici e ribelli sono state innumerevoli<\/strong>. Le pi\u00f9 recenti sono state mosse all\u2019ombra del famigerato 270bis, \u201cassociazione sovversiva con finalit\u00e0 di eversione dell\u2019ordine democratico\u201d. Articolo che permette di rinchiudere per un po\u2019 di tempo gli <em>indesiderati<\/em> dal Potere. Articolo usato in tre diverse operazioni giudiziarie: l\u2019operazione \u201cArdire\u201d, l\u2019operazione \u201cMangiafuoco\u201d, fino all\u2019ultima operazione nei confronti di compagni trentini. Gli arrestati ad oggi sono dodici, decine i compagni inquisiti e perquisiti. A ci\u00f2 va aggiunta la repressione nei confronti di alcuni notav che si battono contro la devastazione ambientale in ValSusa e la condanna definitiva di alcuni compagni, a pene pesantissime, per i fatti di Genova del 2001. Un tentativo da parte dello Stato di decimare coloro che soffiano sul fuoco della ribellione. Un monito per tutti coloro che vogliono alzare la testa. Una dimostrazione di forza del Dominio, costantemente in guerra, che considera nemici tutti coloro che si oppongono ai suoi piani di sfruttamento e accumulazione.<br \/>\n<strong>Cosa resta da fare allora? Resta la voglia di abbattere questo esistente mortifero e iniquo. Resta la determinazione di chi lotta per spezzare la catena della normalit\u00e0 che stringe la vita di tutti quanti. Restano le idee, detonatore da innescare contro il totalitarismo del pensiero unico. Restano le lotte, da portare ancora avanti, ognuno con i mezzi che ritiene pi\u00f9 congeniali. Resta la solidariet\u00e0 verso i compagni e tutti i ribelli.<\/strong><br \/>\n<strong>Liberi tutti.<\/strong><br \/>\n<em><strong>Anarchici\u00a0<\/strong> (manifesto circolante in rete in questi giorni bui)<\/em><br \/>\n<em>\u00a0<\/em><br \/>\n<em>\u00a0Dalle macchie dell&#8217;alta maremma fino\u00a0a Madrid e Atene, <\/em><br \/>\n<em>Che\u00a0se ne vadano tutti ! Autorganizzazione, autogestione, anarchia ! <\/em><br \/>\n<em>solleviamoci !<\/em><br \/>\n<em><a href=\"http:\/\/youtu.be\/B1T8xgHdMEM\">http:\/\/youtu.be\/B1T8xgHdMEM<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 wake up ! Rage against the Machine<\/em><br \/>\n<em><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/strada.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1376\" title=\"strada\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/strada-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/em><br \/>\n<em>\u00a0<\/em><br \/>\n<em>\u00a0<\/em><br \/>\n<em>\u00a0<\/em><br \/>\n<em>\u00a0<\/em><br \/>\n<em>tra Braccagni e Roselle&#8230;.<\/em><br \/>\n<em>\u00a0<\/em><br \/>\n<em>\u00a0<\/em><br \/>\n<em>\u00a0<\/em><br \/>\n<em>\u00a0<\/em><br \/>\n<em><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/femminismo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1249\" title=\"femminismo\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/femminismo-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a><\/em><br \/>\n<em>\u00a0<\/em><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/femminismo-a-sud.noblogs.org\/\"><strong>http:\/\/femminismo-a-sud.noblogs.org\/<\/strong><\/a><br \/>\n<strong>Femminismo al sud !<\/strong><br \/>\n<strong>Per una etica amatoria del desiderio libertario e degli affetti liberi e allegri<\/strong><br \/>\n<strong>Pubblichiamo<\/strong> con grande piacere questa intervista a Leo Vidal che Lalli da Buenos Aires ha voluto condividere sul nostro blog.<br \/>\n<strong>Un grazie<\/strong> enorme per presentarci Ludditas Sexxxuales e per far arrivare dall\u2019America Latina nuovi stimoli per liberare i nostri \u201caffetti\u201d in un\u2019ottica di sabotaggio dell\u2019eteronormativit\u00e0 imposta e, ovviamente, anticapitalista.<br \/>\nPer l\u2019occasione inauguriamo la categoria <strong>Affetti liberi<\/strong>.<br \/>\n<strong>Buona lettura!<\/strong><br \/>\nBuenos Aires. E\u2019 in cantiere la pubblicazione del libro ad opera del collettivo <strong><em>Ludditas Sexxxuales<\/em> \u201c<em>Etica amatoria del desiderio libertario e degli affetti liberi e allegri<\/em>\u201d<\/strong> e abbiamo chiacchierato con una delle autrici, Leo Vidal \u2013 attivista anarchica e disobbediente di genere \u2013 rispetto al percorso che ha portato alla pubblicazione del libro e alle riflessioni in esso contenute. Un\u2019etica del desiderio libertario che nasce dall\u2019esigenza di decostruire l\u2019invenzione dell\u2019amore romantico (e non solo) come costruzione del sistema eterocapitalista, per proporre e praticare relazioni sesso-affettive finalizzate a costruire molteplici legami di affinit\u00e0 ed alleanze e, conseguentemente, ad incrementare la potenza (di agire) in ciascun* di noi.<br \/>\n<em>Una piccola nota alla traduzione del termine \u201c<\/em><strong><em>affetti<\/em><\/strong><em>\u201d: questa parola \u00e9 utilizzata nell\u2019accezione spinoziana del termine, indicando quelle modificazioni del corpo o della mente che ne accrescono o diminuiscono la potenza, e quindi la capacit\u00e1 di essere e di agire.<\/em><br \/>\nLudditas Sexxuales \u00e8 una piattaforma mobile in costante divenire con sede a <em>Sudakalandia<\/em>.<br \/>\n<strong>Leo, comincerei parlando del libro e raccontando un po\u2019 da dove viene questo lavoro.<\/strong><br \/>\nIl libro viene dalla riscrittura di alcune fanzine che abbiamo pubblicato in passato, lavorando sulla riattualizzazione del concetto di \u201camore libero\u201d. Non crediamo nell\u2019amore come dato \u201cnaturale\u201d ma pensiamo sia una costruzione culturale propria della modernit\u00e0, e a questa opponiamo una serie di pratiche di resistenza, per combattere quella che il collettivo francese Tiqqun definisce \u201cla guerra in corso\u201d, che ha a che vedere con la guerra sociale che tutt* combattiamo. L\u2019eterocapitalismo mondiale integrato produce in serie soggettivit\u00e0 centralizzate, con il fine di eteronormalizzare per esercitare il potere. La macchina di produzione della soggettivit\u00e0 etero capitalista ci viene trasmessa attraverso il linguaggio, la famiglia e le altre istituzioni e si instaura a partire dalla nascita. Questo lavoro \u00e8 una sorta di manuale di etica che parte da concetti propri della teoria queer e del femminismo radicale e si propone come un mezzo per prendere posizione in questa guerra in corso. Una guerra che sorge a partire da un\u2019ideale regolatore che chiamiamo <strong>genere<\/strong>: il genere \u2013 femminile o maschile \u2013 costruisce i corpi \u2013 donna o uomo \u2013 che in nessun modo sono dati naturali, e da queste costruzioni derivano una sessualit\u00e0 (omo o eterosessuale) e conseguentemente degli affetti.<br \/>\n<strong>Vorrei approfondire il concetto di amore moderno che hai menzionato.<\/strong><br \/>\nLa gente pensa all\u2019amore come un dato naturale, eccelso, che si d\u00e0 fra due persone che naturalmente si scelgono e si amano. Nella nostra lingua spagnola si manifesta gi\u00e0 il suo significante nascosto: la parola <em>amor <\/em>contiene la parola <em>amo<\/em> (= padrone), il che ci rimanda alla caratteristica depotenziante dell\u2019amore. Per il luddismo sessuale l\u2019amore \u00e8 un despota, un grande dispositivo di cattura che impedisce, soprattutto ai corpi bio-politicamente assegnati al sesso donna, di incrementare la propria potenza. La domanda conseguente \u00e8 naturalmente che cosa fare dei sentimenti, perch\u00e9 la gente pensa che a questo discorso corrisponda una negazione dei sentimenti legati all\u2019affettivit\u00e0. In realt\u00e0 \u00e8 tutto il contrario: quello che come Ludditas proponiamo \u00e8 la messa in pratica di un modo distinto di vivere la sessualit\u00e0 e le relazioni, nella prospettiva di coltivare molteplici legami di amicizia \u2013 nella lettura foucaultiana del concetto di <em>amicizia<\/em> \u2013 in cui \u00e8 compresa la sperimentazione anche sessuale. Questo \u201cmodificarsi\u201d o contaminarsi con diversi corpi aiuta a liberarsi dalle passioni tristi che depotenziano il nostro corpo (come l\u2019amore romantico, la coppia o la famiglia), e anzi a crescere e moltiplicare la propria forza nella sperimentazione e nella costruzione del forte legame collettivo che unisce un branco affiatato.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/ROM-40.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-129\" title=\"ROM 40\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/ROM-40-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/ROM-40-300x200.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/ROM-40-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/ROM-40-768x512.jpg 768w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/ROM-40.jpg 1344w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\n<strong>Puoi spiegarmi il concetto di Luddismo Sessuale \u2013 da dove viene e che cos\u2019\u00e8 il simbolo che lo rappresenta, che troviamo anche nella copertina del libro?<\/strong><br \/>\nIl luddismo fu un movimento insurrezionale inglese del 1800 al principio del capitalismo, ubicato in Inghilterra nella zona delle Midlands \u2013 la culla del tessile \u2013 quando le fabbriche cominciarono a imporsi sulle comunit\u00e0 di artigiani. Allora si costitu\u00ec questo movimento che si rappresentava con un certo <em>Ned Ludd<\/em>, il personaggio mitologico di un bambino che ruppe il suo telaio perch\u00e9 non gli riusciva bene il tessuto. Intrappolata dal potere repressivo monarchico, questa gente \u2013 che inizi\u00f2 a chiamarsi <em>Ludditas \u2013<\/em>cominci\u00f2 a lottare rivendicando di rispondere al <em>Capitan Ned Ludd<\/em>. Fu un movimento che presenta molte questioni interessanti, ad esempio fu il colpo di coda di quello che chiamerei organizzazioni comunitarie e corporative medievali, semplicemente perch\u00e9 non appoggiavano ma <em>erano<\/em> il popolo. Erano abili nell\u2019arte del sabotaggio, nel camuffarsi, c\u2019erano molti artisti in questo movimento, molte donne, anche travestit*; erano anche molto violenti\/e: assassinavano i padroni e bruciavano le fabbriche. Rifiutavano di lavorare nelle fabbriche e non volevano soggettivarsi come operai\/e, ma volevano continuare ad essere artigiani. Insomma un movimento molto interessante, orizzontale e autogestito senza centralizzazione di potere.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/ROM-21.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-126\" title=\"ROM 21\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/ROM-21-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/ROM-21-300x200.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/ROM-21-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/ROM-21-768x512.jpg 768w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/ROM-21.jpg 1344w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nE\u2019 quello che i Tiqqun chiamano \u201cun antenato che ti rende pi\u00f9 liber*\u201d, una fonte d\u2019ispirazione, alla quale abbiamo unito il concetto della sessualit\u00e0. Se la sessualit\u00e0 \u00e8 il dispositivo privilegiato nel XX e XIX secolo da cui emerge il potere, e come dice Deleuze il desiderio \u00e8 la produzione della fabbrica dell\u2019incosciente, per sconfiggere l\u2019incosciente che produce desideri figli della soggettivit\u00e0 eterocapitalista occorre praticare un luddismo sessuale. Abbiamo unito due cose che apparentemente non erano unite per pensare a come produrre nuovi desideri \u2013 e qui non intendiamo il desiderio come una questione repressa, o pre-cosciente, o pre-discursviva o naturale: lo intendiamo come una produzione propria e affine a un sistema che amministra l\u2019economia a livello libidinale, non l\u2019economia dei mezzi di produzione di cui riappropriarsi. Da qui il simbolo con il dildo che inceppa il meccanismo di produzione.<br \/>\n<strong>Quali sono in concreto le forme di praticare questo luddismo?<\/strong><br \/>\nNon ci sono \u201cbuone pratiche\u201d che ti possa dire, il luddismo di fatto lavora con intuizioni, e non sono \u201ccose\u201d ma \u201ccome\u201d, sono piuttosto operazioni, funzioni. E\u2019anche la differenza fra un\u2019Etica e una Morale: l\u2019Etica non propone modi trascendenti o un programma di \u201cbuona condotta\u201d, semplicemente sperimenta a livello corporeo come far funzionare il nostro corpo in modo che si \u201caffetti\u201d con altri corpi, intendendo l\u2019 \u201caffettarsi\u201d come sperimentazione ed incremento delle proprie potenze. L\u2019innamoramento, la monogamia, l\u2019eterosessualit\u00e0 come regime politico o le categorie di identit\u00e0 ontologiche e trascendenti sono tutti apparati di cattura che riaffermano il regime eterocapitalista normativo e che vogliamo decostruire mediante pratiche alternative, ad esempio le diverse forme di esistenza comunitaria, la produzione di desiderio in branco, la sperimentazione nell\u2019uso riflessivo dei piaceri che non riguarda solamente l\u2019ambito sessuale ma anche l\u2019amicizia, il cibo, l\u2019uso sperimentale delle droghe, etc. Come dice Foucault mettiamo in pratica l\u2019uso del NO come germe di resistenza al potere, e contrapponiamo alla coppia come manifestazione di desideri individuali la produzione di desiderio collettiva, appunto, del branco.<br \/>\n<strong>C\u2019\u00e8 dunque una parte destituente in questo \u201cno\u201d, ma anche una parte costituente e propositiva, che rimanda ad esempio al concetto foucaultiano di \u201camicizia come forma di vita\u201d?<\/strong><br \/>\nIn realt\u00e0 sottolineo che non si tratta di due fasi distinte, in cui la seconda accada successivamente alla prima: \u00e8 un lavoro che avviene parallelamente, non si tratta di distruggere il sistema per poi costruire il nuovo. Bisogna vivere oggi come vorremmo che fosse il domani, senza pensare che esista una \u201cnatura\u201d a cui ritornare e in cui ritrovare i nostri desideri \u201cveri\u201d e primordiali, ma lavorando per costruire nuovi desideri che permettano la decostruzione dell\u2019individualismo e di ci\u00f2 che ci impedisce di costruire legami che ci <em>convengano<\/em>. Ci\u00f2 che conviene ad un corpo \u00e8 nell\u2019accezione spinoziana ci\u00f2 che gli permette di incrementare la propria potenza (o capacit\u00e1 di essere ed agire). Effettivamente l\u2019unica maniera di scoprire che cosa conviene al nostro corpo \u00e8 esporlo in prima persona alla sperimentazione.<br \/>\n<strong>E\u2019 giusto quello che dici parlando della Natura: in realt\u00e0 molti aspetti che siamo abituati a pensare come \u201cnaturali\u201d sono in realt\u00e0 costrutti culturali e sociali \u2013 e biopolitici: come il genere, il sesso, la sessualit\u00e0.<\/strong><br \/>\nAnche gli affetti che derivano da questi costrutti sono essi stessi costruzioni; una deduzione che finora non \u00e8 stata molto sviluppata. Il luddismo in realt\u00e0 si occupa di riempire un ambito non discusso, non trattato anche dallo stesso femminismo radicale: tutte le eredi di Focucault, da Witting in poi, si occupano di decostruire fino alla sessualit\u00e0, ma l\u00ec si fermano. In realt\u00e0 \u00e8 necessario decostruire anche quelle forme di relazioni che si manifestano come monogamiche, di coppia, dipendenti, tristi e debilitanti per le persone: tutto questo \u00e8 un prodotto della stessa costruzione. Della costruzione umana, perch\u00e9 qui sta il nucleo del soggetto: quel soggetto che Foucault chiama \u201cla sovranit\u00e0 sottomessa che incarna il nemico\u201d. Il luddismo lavora nella costruzione di contro-affetti, di affinit\u00e0 strategiche funzionali alla lotta micropolitica nella guerra in corso.<br \/>\n<strong>Alla luce di queste convinzioni come vedi la situazione attuale nelle pratiche di militanza del femminismo, ad esempio in Argentina?<\/strong><br \/>\nSappiamo che ci sono molti femminismi, e bisognerebbe specificare di che femminismo stiamo parlando. Per me il femminismo \u00e8 un\u2019etica: un\u2019etica per le sessualit\u00e0 radicali, per la decostruzione del piacere e per una vita con pi\u00f9 potenza per quei corpi bio-politicamente assegnati al sesso donna. Suppongo che non tutt* avranno la stessa lettura del femminismo, e spesso vediamo che quando si tratta di mettere in pratica questi princ\u00edpi poche sono le persone (o le compagne o le militanti) disponibili a farlo; come se aspettassimo un \u201cdomani\u201d che verr\u00e0. A me interessano quelle forme di militanza che si impegnano nella costruzione di contro-affetti, nella riappropriazione di saperi, nella decostruzione del genere. Che il genere debba essere decostruito non significa comunque che non partiamo da questo, e che non sappiamo ben comprendere le differenze che esso ha prodotto nella bio-assegnazione politica dei corpi. Il femminismo pi\u00f9 istituzionale, pi\u00f9 \u201cclassico\u201d o diffuso oggi \u00e8 diventato un convento di monache con un programma ben difficile da realizzare. E\u2019 stato un movimento che ha visto una ragion d\u2019essere alla luce di lotte specifiche, e con le posizioni strategiche di un certo femminismo radicale degli anni \u201970, ma che per ci\u00f2 che \u00e8 diventato oggi \u00e8 necessario decostruire.<br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/ROM-7.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-131\" title=\"ROM 7\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/ROM-7-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/ROM-7-300x200.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/ROM-7-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/ROM-7-768x512.jpg 768w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/ROM-7-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/ROM-7-1568x1045.jpg 1568w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/ROM-7.jpg 2016w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>A questo punto la domanda sorge spontanea e riguarda la gestione delle gelosie nella pratica della creazione di contro-affetti.<\/strong><br \/>\nSono convinta che la gelosia sia un prodotto, anzi una malattia dell\u2019eterocapitalismo, nel cui nucleo sta la propriet\u00e0 privata. La condivisione, il mettere in comune le risorse \u2013 il vero significato del comunismo secondo me \u2013 non riguarda tutti e tutte. Io non cerco la condivisione con chiunque, e solo quando condivido con le persone a me politicamente affini \u2013 con le compagne, le amiche, le amanti \u2013 metto in pratica una strategia specifica contro le nevrosi prodotte dall\u2019eterocapitalismo. Credo nella messa in comune delle risorse all\u2019interno di uno spazio circoscritto alle affinit\u00e0 politiche. Credo che a causa del mettere a disposizione le proprie risorse all\u2019interno del sistema dell\u2019eterosessualit\u00e0 come regime politico le donne siano diventate prostitute gratuite, e questo \u00e8 un errore da cui dobbiamo imparare. Le gelosie sono una malattia che si combatte e si cura, e che si pu\u00f2 vincere cos\u00ec come si distrugge la propriet\u00e0 privata, ossia non credendo in essa. Nella mia esperienza personale \u00e8 molto pi\u00f9 facile decostruire le insicurezze e le gelosie nel momento in cui mi sento a mio agio fra persone affini da questo punto di vista. E\u2019 difficile da ottenere, ma credo che oggi siano prioritarie rispetto alla sperimentazione sessuale la sperimentazione e la costruzione etica. Questo significa che \u00e8 necessaria molta prudenza: come gli spazi sociali non si aprono a chiunque, cos\u00ec anche nei nostri ambiti di affinit\u00e0 e sperimentazione non possiamo includere chi non condivida gli stessi principi.<br \/>\n<strong>Quali sono le prossime iniziative per presentare questa pubblicazione? <\/strong><br \/>\nPresenteremo il libro in Argentina, Cile, Brasile e altri paesi di Sudakalandia in cui abbiamo compagn* e affini politici\/che. Come ti dicevo questo lavoro \u00e9 frutto di una sperimentazione collettiva, che vuole essere un punto di partenza per ragionare su questi temi. In America Latina c\u2019\u00e9 ancora molto lavoro da portare avanti rispetto alla decostruzione delle identit\u00e1 fisse \u2013 sia che scegliamo di chiamarla teoria queer o in qualsiasi altra maniera. Per una questione colonialista eurocentrica si tende a guardare a che cosa scrive Beatriz Preciado sul queer, ma qua ci sono molti gruppi che lavorano nella stessa direzione in contesti che io giudico pi\u00fa ostili di quello europeo: in Brasile ad esempio il collettivo brasiliano Bonnot o <a href=\"http:\/\/queerterror.blogspot.com.br\/\">Ali Savage<\/a>, per menzionare un paio di situazioni affini al lavoro di decostruzione di stereotipi e di sperimentazione che Ludditas Sexxxuales ha intrapreso.<br \/>\n<strong>Alcuni link di approfondimento:<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/luddismosexxxual.blogspot.com\/\">http:\/\/luddismosexxxual.blogspot.com<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/eticaamatoriadeldeseolibertario.blogspot.com\/\">http:\/\/eticaamatoriadeldeseolibertario.blogspot.com<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/luddismosexxxual.tumblr.com\/\">http:\/\/luddismosexxxual.tumblr.com<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/ludditastexxxtuales.blogspot.com\/\">http:\/\/ludditastexxxtuales.blogspot.com<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/destructorasdemaquinas.wordpress.com\/\">http:\/\/destructorasdemaquinas.wordpress.com<\/a><br \/>\nIl libro si trova in pdf al link:<br \/>\n<a href=\"http:\/\/es.scribd.com\/doc\/104422336\/Etica-amatoria-del-deseo-libertario-y-las-afectaciones-libres-y-alegres\">http:\/\/es.scribd.com\/doc\/104422336\/Etica-amatoria-del-deseo-libertario-y-las-afectaciones-libres-y-alegres<\/a><br \/>\nPer contatti: <a href=\"mailto:destructorasdemaquinas@hecsa.com.ar\">destructorasdemaquinas@hecsa.com.ar<\/a><br \/>\n<strong>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/femminist-camp.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1340\" title=\"femminist camp\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/femminist-camp-300x190.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"190\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/femminist-camp-300x190.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/femminist-camp.jpg 555w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>alla ex casermetta occupata&#8230;..<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>osservatorio contro la repressione : il caso di Valeria Porcheddu<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/8-marzo1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1157\" title=\"8 marzo\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/8-marzo1-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.osservatoriorepressione.org\/2012\/09\/la-storia-di-valeria-porcheddu.html\"><strong>http:\/\/www.osservatoriorepressione.org\/2012\/09\/la-storia-di-valeria-porcheddu.html<\/strong><\/a><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0Scegli la Libert\u00e0 , sbattezzati !\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0<a href=\"http:\/\/www.uaar.it\/laicita\/sbattezzo\/\">http:\/\/www.uaar.it\/laicita\/sbattezzo\/<\/a><\/strong><br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/no-vat.bmp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"267\" height=\"189\" class=\"alignleft size-full wp-image-1377\" title=\"no vat\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/no-vat.bmp\" alt=\"\" \/><\/a><\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>Viandanti libertari, riprendiamoci la terra ! il caso del Gruppo Acquisto Terra di Scansano in Maremma, solo una coop di nuovo tipo o un &#8220;business ecologico&#8221; ? apriamo il dibattito&#8230;<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/comune-info.net\/2012\/09\/gruppi-di-acquisto-di-terreni\/\"><strong>http:\/\/comune-info.net\/2012\/09\/gruppi-di-acquisto-di-terreni\/<\/strong><\/a><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_7862.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-140\" title=\"DSC_7862\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_7862-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_7862-300x199.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_7862-1024x681.jpg 1024w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_7862-768x511.jpg 768w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_7862-1536x1021.jpg 1536w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_7862-2048x1362.jpg 2048w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/DSC_7862-1568x1043.jpg 1568w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>qui invece il pi\u00f9 famoso caso di Marina Leda in Andalusia<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.marinaleda.com\/inicio.htm\"><strong>http:\/\/www.marinaleda.com\/inicio.htm<\/strong><\/a><br \/>\nUna insolita isola socialista che resiste alla crisi in Spagna. Cos\u00ec si vive a <strong>Marinaleda<\/strong> (Andalusia) dove i lavoratori governano una citt\u00e0 e quando serve occupano le terre e fanno la spesa proletaria nei supermercati. <strong>Juan Manuel S\u00e1nchez Gordillo<\/strong>, che ha dominato le prime pagine nei giorni scorsi dopo aver condotto un &#8220;spesa proletaria&#8221; di cibo nei supermercati per consegnarlo ai bisognosi insieme al Sindacato Andaluso dei Lavoratori (SAT), \u00e8 certamente un leader singolare all&#8217;interno della classe politica spagnola. Eterodosso tra gli eterodossi, le sue azioni passate hanno attirato critiche anche nei ranghi di Izquirda Unida di cui fa parte dal 1986 la sua organizzazionenel quadro del Blocco Andaluso-IU<br \/>\n<a href=\"http:\/\/web.rifondazione.it\/home\/index.php\/esteri\/12174-marinaleda-la-citta-sociale\">http:\/\/web.rifondazione.it\/home\/index.php\/esteri\/12174-marinaleda-la-citta-sociale<\/a><br \/>\n<strong>e qui link sulla\u00a0 recente occupazione delle terre a Somonte in Andalucia<\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.lettera43.it\/economia\/macro\/andalusia-diritto-alla-terra_4367551991.htm\">http:\/\/www.lettera43.it\/economia\/macro\/andalusia-diritto-alla-terra_4367551991.htm<\/a><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>Sole e Baleno<\/strong><br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/maria_soledad_rosas2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1309\" title=\"maria_soledad_rosas\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/maria_soledad_rosas2-238x300.jpg\" alt=\"\" width=\"238\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/maria_soledad_rosas2-238x300.jpg 238w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/maria_soledad_rosas2.jpg 397w\" sizes=\"auto, (max-width: 238px) 100vw, 238px\" \/><\/a><\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>scarica libro completo in pdf &#8220;le scarpe dei suicidi&#8221;<\/strong><br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/blackblogger.altervista.org\/tobia-imperato-le-scarpe-dei-suicidi\/\">http:\/\/blackblogger.altervista.org\/tobia-imperato-le-scarpe-dei-suicidi\/<\/a><\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>Gente di marmo e d&#8217;anarchia<\/strong><br \/>\nNostra patria \u00e8 il mondo intero &#8211; <strong><em>Il contro in testa<\/em> <\/strong>di <strong>Marco Rovelli ed. Laterza<\/strong><\/p>\n<div>\n<div><strong>di Maria Teresa Grillo (il lavoro culturale)<\/strong><br \/>\n<em>10 settembre 2012<\/em><br \/>\n<em>\u201cLavorare stanca, diceva il nostro compagno Pavese, no? Non so come lo sapesse lui, ma io lo so per esperienza. Ho sempre lavorato nella vita, sempre in fabbrica! E qui a Massa e a Carrara andare a lavorare in fabbrica per cinquant\u2019anni \u00e8 stato il sogno di tutti\u2026 Vabb\u00e8, di tanti\u2026 Di sicuro dei signori no! Il mio lo era, non potevo sperare certo pi\u00f9 di quello. E per\u00f2, proprio perch\u00e9 ho sempre lavorato, senti un po\u2019 quel che ti dico\u201d (anche Carlo cominciava a sbiascicare qualche parola), <strong>\u201ce per\u00f2 sono convinto che l\u2019uomo non \u00e8 uomo nel lavoro, no!, l\u2019uomo \u00e8 uomo nelle cose inutili, quando canti, quando ridi, quando scopi, allora sei come un dio! E poi, pensaci bene, dimmi cosa c\u2019\u00e8 di pi\u00f9 inutile di dio\u2026\u201d<\/strong><\/em><\/div>\n<div><em>Il contro in testa. Gente di marmo e di anarchia<\/em> di Marco Rovelli, scrittore e musicista, \u00e8 uscito a giugno 2012 per Laterza nella collana Contromano, quella delle \u201cstorie inconsuete di luoghi, di cose, di gente\u201d. E come tutti i piccoli volumi di questa collana, \u00e8 un ibrido.<br \/>\nIl libro di Rovelli ha infatti due anime: una pi\u00f9 letteraria, composta dai racconti \u201cdi marmo e di anarchia\u201d, raccolti attraverso la voce degli uomini e delle donne che hanno vissuto da protagonisti la storia dell\u2019anarchia apuana; un racconto corale, i cui periodi si susseguono morbidi, e incalzanti. I luoghi percorsi sono reali, le storie realmente accadute, ma i toni, l\u2019atmosfera e la lingua sono quelle di un romanzo: osterie, manifestazioni, passeggiate. Se poi il narratore \u00e8 anche un musicista, allora succede che la musicalit\u00e0 dei periodi diventi un elemento caratterizzante, il cui effetto \u00e8 del tutto naturale (e quanto ci piace!), e riverbera nei versi dei canti anarchici che inframmezzano il testo.<br \/>\nL\u2019altra anima, pi\u00f9 documentaristica, svolge un\u2019analisi del presente e della storia recente, affrontando \u2013 in quello che purtroppo rischia l\u2019effetto calderone \u2013 temi come lo sfruttamento delle scaglie di marmo per la produzione di carbonato di calcio, la zona industriale apuana, le questioni dei beni comuni, dell\u2019imborghesimento, del proliferare dei gruppi neofascisti, dell\u2019immigrazione, del G8 di Genova. L\u2019unico problema del libro, forse, \u00e8 proprio nella conciliazione di queste due anime \u2013 di per s\u00e9 difficile, va detto \u2013 i cui punti di connessione stridono, quasi fossero due lastre di marmo che scorrono l\u2019una sull\u2019altra.<br \/>\nRovelli \u00e8 massese, e si muove bene nella sua terra. Ne conosce la storia, le storie, e quelle che non conosce se le fa raccontare girando per le osterie, per le manifestazioni, andando a trovare i partigiani, i pochi che ancora vivono in montagna, i vecchi pastori nei boschi. Le loro testimonianze formano l\u2019ossatura della narrazione, soprattutto nella prima parte. Portano con s\u00e9 la vividezza delle immagini ben impresse nella memoria e la forza evocativa della leggenda.<br \/>\nMassa e Carrara sono due citt\u00e0 sorelle, anche se rivali, dell\u2019Apuania, da sempre terra di cavatori, da sempre anarchici. C\u2019\u00e8 una motivazione capace di spiegare questo binomio: i cavatori lavoravano in squadre di tre o quattro persone, le cui vite erano legate, e in cui l\u2019errore di uno solo avrebbe compromesso la vita propria e quella dei compagni. E poi, erano alla pari, non poteva esserci uno che comandava e altri che obbedivano. Di qui lo spirito di fratellanza e uguaglianza fra cavatori che, ovviamente, si catalizzava contro un obiettivo preciso: il padrone della cava.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/cavatori.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1317\" title=\"cavatori\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/cavatori.jpg\" alt=\"\" width=\"266\" height=\"190\" \/><\/a><br \/>\nQuesto legame fra marmo e spirito libertario fa da sfondo al racconto (era facile intuirlo gi\u00e0 dal titolo, in effetti), e compone una metafora articolata, sviscerata:<br \/>\n<em>\u201cPer spaccare il marmo devi capire qual \u00e8 la linea giusta, il suo verso. Se la segui, tagliarlo \u00e8 facile. Se invece provi a tagliarlo diciamo al contrario, se vai contro il verso, non ci riesci: non c\u2019\u00e8 verso, proprio. E quello si chiama contro. Ecco, i carrarini hanno il contro in testa, sono duri, resistono, e non c\u2019\u00e8 verso di scalfirli. Non c\u2019\u00e8 il verso, proprio\u201d.<br \/>\nIl marmo \u00e8 come la vita, morbido al verso e duro al contro.<br \/>\n\u201cSolo che avere il contro in testa non \u00e8 facile. \u00c8 un bel fardello da portare. Che se ti trovi in periodi di piena va bene, sei un ribelle, ti unisci con gli altri e allora guai a chi vi tocca. Se Carrara \u00e8 terra di anarchici ci sar\u00e0 un motivo, no? Ma in tempi di secca, quando nessuno ha speranze di trasformare questo mondo, allora avere il contro in testa non \u00e8 bello, vai contro il tuo vicino, il tuo compagno, il tuo amico. Tutti a parlar male dell\u2019altro, a farsi guerra l\u2019un con l\u2019altro. Non \u00e8 bello.\u201d<\/em><br \/>\nSi potrebbe anche andare oltre, ed \u00e8 in fondo l\u2019autore stesso a suggerirlo, fino a dire che gli anarchici sono come il marmo: nel senso che questo, come l\u2019anarchia, \u00e8 il fondo duro e testardo che caratterizza l\u2019Apuania e che eroicamente, tragicamente, si oppone agli eventi. Il marmo \u00e8 nascosto eppure evidente, \u00e8 duro ma arrendevole e in fondo arreso. E poi, \u201cin Carrara anche le pietre sono anarchiche\u201d, appunto, e il marmo stesso \u201cdentro, \u00e8 vivo. \u00c8 come una pianta che ci ha alimenti dalla montagna\u201d. In ogni caso, ammette Rovelli: \u201cpotremmo argomentare all\u2019infinito quale metafora conviene di pi\u00f9, le metafore del resto sono fatte per questo\u201d. E a un certo punto lui stesso ne abusa, e cede alla tentazione di fare dell\u2019imborghesimento, dell\u2019\u201caddormentamento\u201d della tradizione libertaria a Massa e Carrara metafora dell\u2019Italia intera. Piccolo neo.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/IMG_6953.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1352\" title=\"IMG_6953\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/IMG_6953-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/IMG_6953-300x200.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/IMG_6953-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/IMG_6953-768x512.jpg 768w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/IMG_6953-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/IMG_6953-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/IMG_6953-1568x1045.jpg 1568w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\n<em>\u00a0<\/em><br \/>\n<em>\u00a0<\/em><br \/>\n<em>\u00a0<\/em><br \/>\n<em>\u00a0<\/em><br \/>\n<em>\u00a0<\/em><br \/>\n<em>\u00a0<\/em><br \/>\n<em>\u00a0<\/em><br \/>\n<em>Il contro in testa<\/em> \u00e8 al contempo immersione ed emersione, \u00e8 un viaggio di ritorno nella terra della propria storia e della propria formazione politica, fatta di personaggi noti alla storia o rimasti nella non meno importante mitologia locale, all\u2019interno della quale l\u2019autore per\u00f2 non perde lucidit\u00e0, e continuamente si chiede se \u201cquello spirito secolare \u00e8 davvero un senso profondo che ha impregnato questa terra, o \u00e8 solo una nostra immaginazione, un altro fantasma creato a uso e consumo personale per mascherare la nostra impotenza?\u201d<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/pedro.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1320\" title=\"pedro\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/pedro.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"224\" \/><\/a><br \/>\n\u00c8 difficile fare i conti con un passato cos\u00ec denso:<br \/>\n<em>Mi sentivo l\u2019ultimo anello di una catena proliferante di padri, eredit\u00e0 polverizzate e disperse, e tanto pi\u00f9 celebrate quanto pi\u00f9 disperse. (\u2026) E la generazione successiva, la mia, si \u00e8 trovata orfana. Generazione smarrita, paralizzata nella propria irrequietezza, facile da tenere a bada. Anni plumbei, gli anni Ottanta, altro che anni \u201cdi piombo\u201d. Eravamo piombati nella cattiva coscienza dello spettacolo onnivoro, nel tritacarne di un\u2019interminabile moscacieca. E lo sapevamo: l\u2019assenza non ha mai cessato di esserci presente, abbiamo vissuto circondati da fantasmi.<br \/>\nC\u2019\u00e8 da attraversarlo, dunque, questo campo pieno di fantasmi. E forse, dopo, saremo in grado di sporgerci in avanti.<\/em><br \/>\nE cos\u00ec Rovelli passa dall\u2019odio per questa \u201cmadre secca e muta\u201d al tentativo di comprensione, alla disillusione e alla critica. Che a volte sfiora i toni un po\u2019 retorici \u2013 inevitabili? \u2013 del \u201cnon ci sono pi\u00f9 gli uomini di una volta\u201d, dell\u2019importanza della memoria per non ripetere nuovi orrori, o dell\u2019equazione tra anni Ottanta e <em>Drive In<\/em> (ancora\u2026), ma altre volte ha la bella sfacciataggine di osare un epilogo in cui gli immigrati che manifestano contro le ingiustizie costretti a subire possono essere i nuovi ribelli di questa terra. La stessa in cui i figli dei vecchi anarchici imborghesiti sono rimasti orfani e non riescono a ricreare \u201cun tessuto sociale, una comunit\u00e0, un linguaggio, un senso comune. Pratiche quotidiane di resistenza e di ricostruzione\u201d. Ma non \u00e8 solo colpa loro, perch\u00e9 sono i padri ad essere stati incapaci di passare il testimone: hanno creduto di \u201caver gi\u00e0 dato\u201d, e che in quello si esaurisse il loro compito. Cos\u00ec, di questi padri non resta che l\u2019esempio, l\u2019unico capace di rendere liberi, a detta dell\u2019autore, anche se attraverso simboli e pratiche differenti, perch\u00e9 \u00e8 il mondo che \u00e8 cambiato nel frattempo. Eppure, nonostante, o forse proprio per questo, regna la confusione sul da farsi, un\u2019impressione amara, di sconfitta, solo lievemente confortata da quel senso di appartenenza e di affetto che rimane nonostante la resa:<br \/>\n<strong><em>\u201cMa il lavoro\u201d, diceva Carlo, \u201cil lavoro \u00e8 nostro! Tra vanga e catena, io gli ho dato la vita a questa terra! Le vedi queste mani qui? Senti i calli! Sono come libri! Qui c\u2019\u00e8 scritto tutto! Le mie mani sanno quel che c\u2019\u00e8 da sapere. Ma sapere non \u00e8 potere, caro mio. Il potere ce l\u2019hanno gli altri.\u201d<\/em><\/strong><br \/>\nA noi che non siamo massesi, per\u00f2, rimane soprattutto la fascinazione esercitata da questi personaggi, la voglia di sedersi con Carlo, il Taro e gli altri, appoggiati a un tavolo di marmo, e pendere dalle loro labbra facendosi raccontare ancora una volta le storie dell\u2019attentato di Gino Lucetti a Mussolini fallito per un soffio, dei moti del 1894, di Gino Giorgi che ricercato dai carabinieri si diede per morto e visse altri trent\u2019anni a casa sua. Bevendo un <em>bicierin<\/em> di vino, e poi due, e tre\u2026<\/div>\n<\/div>\n<p><strong>L&#8217;angolo\u00a0 di\u00a0 LUCIANA BELLINI<\/strong>:<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/luciana.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1143\" title=\"luciana\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/luciana.jpg\" alt=\"\" width=\"120\" height=\"82\" \/><\/a><br \/>\n<strong>prossimamente a Massa Marittima il 20 ottobre ore 18 terziere di Borgo e a Belforte il 10 novembre alle ore 17 alla Casa della Memoria<\/strong>.<br \/>\nIl teatro di Scansano sta preparando uno spettacolo teatrale con i suoi testi, qui riproduciamo la\u00a0 recensione del nostro sodale dalla Tuscia&#8230;<br \/>\nDAL <strong>MESTIERE FINITO\u00a0\u00a0 (editrice Laurum) <\/strong>AL MESTIERE RIPRINCIPIATO<br \/>\n<em>Come dal bozzolo di una formidabile scrittrice della vita contadina possa prendere il volo una farfalla-scrittrice della vita universale<\/em><br \/>\ndi <strong>Antonello Ricci<\/strong><br \/>\nUn <em>billo<\/em> di nome Angi\u00f2lo che passeggia su e gi\u00f9 per l\u2019aia. \u00c8 socievole. Curioso. Sficcanasa dappertutto. Fosse per lui, non rientrerebbe mai nel pollaio, manco a dormire. A volte prova addirittura a infilarsi su per le scale di casa. Ha orecchie e un cuore grande cos\u00ec\u2026 e ascolta ascolta ascolta. Proprio per questa sua misteriosa <em>pietas<\/em> ha scampato, una dopo l\u2019altra, le mattanze delle Feste Comandate (<em>chi\u00f2, chi\u00f2, chi\u00f2<\/em>).<br \/>\nPoi c\u2019\u00e8 Luciana: donnina piccola-piccola, infinitamente peperina, testarda e coraggiosa. Moglie-madre a tempo pieno, fino a qualche \u201cattimo\u201d fa, ma anche casalinga. E coadiuvante agricola. E chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta. Ma ora che i figli si sono fatti grandi e sono \u201cpartiti\u201d e le \u00e8 piombata addosso la pensione, Luciana si sente smossa e turbata dai primi cenni di menopausa. Si sa, gli ormoni non perdonano. E si ritrova cos\u00ec, all\u2019improvviso, disorientata senza pi\u00f9 il rassicurante orizzonte del suo mestiere-non-mestiere di sempre, nel cuore di un tormentato passaggio esistenziale. Con per\u00f2 ancora addosso vitalit\u00e0 da vendere. Tutto ci\u00f2 le infligge una comprensibile sofferenza. Si sente sola. Incompresa nel suo desiderio per un \u201cdopo\u201d di ancora-vita. Cos\u00ec, a un crocevia tanto difficile e delicato, Luciana elegge il tacchino Angi\u00f2lo a proprio confidente\u2026 e parla parla parla (<em>gnamo, gnamo<\/em>).<br \/>\nInfine c\u2019\u00e8 Lui, il marito-Capoccia del podere. Uomo buono e dolce, comprensivo, generoso, che da sempre si ammazza di lavoro per la famiglia. Ma pur sempre maschio. E i maschi di certe questioni sembrano proprio non poter e non voler capire: restano troppo lontane dal loro mondo di certezze ereditate e tramandate sotto il segno di un lavoro che redime ma anche abbrutisce: cos\u00ec a tavola Lui \u00e8 sempre distratto, insofferente a certi discorsi, mangia e si butta davanti alla televisione, si addormenta. Sente che su questo punto con Luciana sono troppo-troppo distanti, ne soffre anche lui, ma sceglie di proteggersi nel silenzio.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Mucin66.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1362\" title=\"Mucin66\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Mucin66-300x209.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"209\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Mucin66-300x209.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Mucin66-1024x714.jpg 1024w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Mucin66-768x536.jpg 768w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Mucin66.jpg 1247w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nQuesti, in sintesi estrema, protagonisti e ingredienti principali del nuovo libro di Luciana Bellini: il bel racconto lungo <em>Il mestiere finito<\/em>, appena uscito dai torchi della casa editrice Laurum di Pitigliano (pp. 84, euro 10.00; seria la cura editoriale, si segnala qui la deliziosa copertina). <em>Il mestiere finito<\/em> rinasce a nuova vita dopo una infelicissima prima edizione datata 2010, mortificata dai refusi e da un glossario alla viva il parroco, nonch\u00e9 impoverita da un titolo grossolano e vacuamente ammiccante: <em>Il billo della vita<\/em>.<br \/>\n<em>Il mestiere finito<\/em> \u00e8 un libro in cui c\u2019\u00e8 veramente poco spazio per spiritosaggini stucchevoli o per bagni di lacrimuccie da nostalgie campagnolo-crepuscolari. C\u2019\u00e8 sempre la Luciana che abbiamo amato fin dai suoi esordi (dai <em>Racconti raccontati<\/em> a <em>La terra delle donne<\/em>). C\u2019\u00e8 sempre quel suo disarmante, poeticissimo canto in minore per l\u2019infanzia perduta dei vicoli di Scansano e un mondo contadino feroce, ignorante e abbracciato con sofferenza, ma sempre ricco di vera cultura e umanit\u00e0 pietosa. C\u2019\u00e8 sempre la miracolosa scrittrice contadina che sa farsi \u201cstenografa\u201d morale, testimone partecipe della doppia oppressione che segn\u00f2 la vita contadina al femminile.<br \/>\nMa stavolta c\u2019\u00e8 di pi\u00f9. Luciana aveva gi\u00e0 offerto ai suoi lettori un promettente assaggio di novit\u00e0 con <em>La cittina<\/em> (<em>Millelire<\/em> speciale di Stampa Alternativa-Strade Bianche): racconto breve, di straziato-composto dolore incentrato sulla morte di suo padre e sul proprio (inevitabile) precoce ingresso nel mondo del lavoro come servetta presso una famiglia benestante (schiavit\u00f9 dell\u2019infanzia contadina). Ma con <em>Il mestiere finito<\/em> Luciana abbandona definitivamente il suo bozzolo di scrittrice contadina per volare, finalmente libera farfalla, scrittrice <em>tout court<\/em>. Scrittrice punto-e-basta. Eh s\u00ec, perch\u00e9 stavolta Luciana trova il coraggio di attaccare con le armi del racconto i luoghi pi\u00f9 profondi remoti protetti (spesso rimossi) della nostra vita di uomini e donne: il privato del nucleo coniugale, le speranze disattese, le frustrazioni di una vita, il silenzio e le incomprensioni di una vecchiaia che prima o poi arriver\u00e0. A fianco di un uomo con il quale non si riesce a parlare di desideri e attese. Di cose pi\u00f9 intime di quelle quotidiane. Di cose spirituali. E quindi si soffre. Ma proprio in questo frangente di bilanci urgenti, ultimativi quanto problematici, va detto che Luciana si rivela capace di analizzare fino in fondo con occhio impietoso e spassionato la propria fragilit\u00e0 di donna, di essere umano, la propria solitudine, la propria inestinguibile voglia di felicit\u00e0 e poesia, finendo per trovare accenti di verit\u00e0 universale. Luciana riesce insomma a trasfigurare la propria vita in letteratura senza aggettivi. <em>Il mestiere finito<\/em> \u00e8 un racconto amaro, caustico a tratti. Ma anche (come sempre, in Luciana) lieve, pieno di garbo, pronto al sorriso. Luciana sempre innamorata della vita come miracolo. Sempre speranzosa nel domani come nuovo <em>incipit<\/em>. Sempre perdutamente innamorata del suo Elvo. E, infine, sempre ostinatamente felice sotto il cielo fecondo e turbolento di un mestiere finalmente ritrovato. E riprincipiato. Il mestiere di scrittrice.<br \/>\n<strong>LETTI (o riletti) PER VOI : Potassa (stampa alternativa ed.) storie di sovversivi maremmani<\/strong><br \/>\nPotassa: quando i fascisti arrivarono a Tatti<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/potassa1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1308\" title=\"potassa\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/potassa1.jpg\" alt=\"\" width=\"202\" height=\"249\" \/><\/a><br \/>\ndi <strong>Alberto Prunetti<\/strong><br \/>\n<em>Schegge di memorie che documentano la resistenza popolare all\u2019avanzata dello squadrismo fascista. Il primo brano racconta una rissa scatenata dall\u2019arrivo di un gruppo di squadristi a Tatti, un borgo di minatori con una forte tradizione rossa, posto sulle colline dell\u2019Alta Maremma<\/em><br \/>\n21 maggio 1922. Il brigadiere dei carabinieri Mauri, di stanza a Tatti, si avvicina al caff\u00e8 del Martelli. Il militare ama il quieto vivere e si accorge con un po\u2019 di contrariet\u00e0 della presenza di un gruppetto di fascisti all\u2019interno del locale. Si rende conto che nasceranno guai. La presenza di questi sei o sette \u201cschiavisti\u201d, come li chiamano tutti in paese, non passer\u00e0 inosservata. Gi\u00e0 i primi comunisti cominciano a rallentare il passo nei pressi dell\u2019entrata del caff\u00e8. Il brigadiere si fa coraggio e tenta di intercedere con le buone. Si avvicina al tavolo dei fascisti. Loro sono solo di passaggio, vengono da Torniella, un paese vicino alla provincia di Siena che ha ospitato una manifestazione fascista. Il carabiniere li invita bonariamente ad affrettarsi, perch\u00e9 il paese \u00e8 pericoloso per la folta presenza di sovversivi.<br \/>\nIl carabiniere Mauri ha fatto il suo dovere. Adesso torna in strada, ferma altri carabinieri e aspetta il volgere degli eventi. Per strada riconosce le facce dei soliti facinorosi, gente come il comunista Albano Innocenti, come il Civilini, come il turbolento Gorelli, che sa solo creare disordini, che passa le giornate a leggere la stampa sovversiva e a svuotare fiaschi di vino e ostenta sfida e disprezzo nei confronti delle autorit\u00e0. I fascisti poi hanno capito cos\u00ec bene i consigli del brigadiere che cominciano a cantare \u201cGiovinezza\u201d, l\u2019inno fascista. Il canto attira altri sovversivi: c\u2019\u00e8 chi staziona davanti al locale, chi ogni tanto entra, come per sorvegliare il contegno degli avversari. Uno di questi comunisti, il Gorelli, fissa negli occhi il brigadiere. Poi, ad alta voce, indirizza al milite queste parole: \u201cCantano i fascisti non gli fate osservazione, mentre a noi voi mascalzoni di carabinieri o ci arrestate o ci fate la contravvenzione.\u201d E il tutto proferito con un tono ed un contegno provocatorio.<br \/>\nIl brigadiere si irrigidisce. Rivolgersi cos\u00ec a un pubblico ufficiale? A un milite nell\u2019esercizio delle sue mansioni? Dov\u2019\u00e8 il rispetto per la divisa? Quest\u2019uomo ha commesso un reato. Portarlo in caserma, con tutti i suoi compagni presenti, pu\u00f2 creare altra tensione. Ma quando \u00e8 troppo \u00e8 troppo, ormai i sediziosi si permettono ogni affronto. Il militare vuol mostrarsi risoluto: chiama gli altri carabinieri e intima loro di arrestare il Gorelli. I carabinieri stringono le mani attorno alle braccia del sovversivo e lo spingono verso la caserma, ma non hanno fatto dieci passi quando la folla comincia a stringersi su di loro.<br \/>\n\u00c8 il momento di fare i conti con i compagni dell\u2019arrestato. Albano Innocenti, noto caporione, comincia ad urlare: \u201cLo vogliamo levare dalle mani dei carabinieri!\u201d. La folla si fa ancora pi\u00f9 minacciosa. L\u2019Innocenti sovrasta tutti colla sua voce: \u201cAndiamo, via, lo vogliamo fuori!\u201d. Il brigadiere \u00e8 consapevole di rappresentare l\u2019autorit\u00e0, non pu\u00f2 permettere di farsi sottrarre l\u2019arrestato. Decide che \u00e8 il momento di preservare l\u2019onore della divisa che indossa e affrontare l\u2019Innocenti, per far intendere a tutti che lui si opporr\u00e0 con energia ai propositi dei sediziosi. L\u2019Innocenti non rimane affatto impressionato dall\u2019atteggiamento dell\u2019uomo di legge, arriva addirittura a scagliarsi contro questi senza alcun timore. La colluttazione \u00e8 violenta, gli altri sovversivi non stanno a guardare e si accalcano sul brigadiere Mauri. C\u2019\u00e8 chi lo strattona, chi cerca di immobilizzarlo. Girolano Civilini, un altro ribelle, lo tira per una gamba per farlo cadere a terra. Tutta la strada \u00e8 occupata da questo violento parapiglia. Adesso Innocenti tenta di disarmare il brigadiere, riesce a staccare il correggiolo della fondina, ma il Mauri \u00e8 lesto ad impugnare l\u2019arma per primo. I due lottano intorno alla pistola, l\u2019Innocenti morde la mano del carabiniere. Si fa sotto anche Robusto Biancani<em>[nella foto, ndr]<\/em>, il calzolaio, che senza pensarci due volte si attacca ad una gamba del brigadiere, col proposito di farlo cadere. Ed infine questi cade. Tenta di rialzarsi, quando vede Temistocle Coli, vecchia tempra d\u2019anarchico settantaduenne e amante del buon vino, dirigersi contro di lui con un bastone in mano. Nonostante l\u2019et\u00e0 il Coli non vuol farsi sfuggire la buona occasione per regolare certi vecchi conti. La sua mano \u00e8 salda: vibra un colpo sul fianco del carabiniere che produce un\u2019escoriazione profonda.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/fasci.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1330\" title=\"fasci\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/fasci-300x213.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"213\" \/><\/a><br \/>\nMa intanto rimbombano dei colpi d\u2019arma da fuoco. Segno che anche i fascisti cominciano a farsi sentire. C\u2019\u00e8 un attimo di sconcerto, quanto basta al brigadiere per premere il grilletto di quella pistola che \u00e8 riuscito a non mollare. Colpisce il Civilini, che non ha smesso di malmenarlo. Ma gli spari non si fermano, anzi, aumentano d\u2019intensit\u00e0. Il brigadiere si rialza e sebbene stordito si dirige verso la caserma. Fatti pochi passi viene raggiunto da altri carabinieri, che accorrono per vedere cosa sta accadendo. D\u2019un tratto si fermano. C\u2019\u00e8 un uomo riverso per terra. Ormai \u00e8 morto, lo riconoscono: \u00e8 Patrizio Biancani, il padre sessantenne del comunista Robusto.<br \/>\nD\u2019un tratto la strada si libera. Il tumulto \u00e8 finito, la gente &#8211; sconvolta per l\u2019assassinio del vecchio tatterino &#8211; si dilegua. Il brigadiere pensa solo a come redigere il verbale. L\u2019importante \u00e8 chiarire la propria posizione, evitare grane a se stesso e, nei limiti del possibile, ai fascisti. Riflette: lui non pu\u00f2 aver ucciso il Biancani. La sua pistola ha sparato, ma si sono sentiti altri colpi. C\u2019erano anche i fascisti, ed erano armati, \u00e8 probabile che fossero armati, ma lui non ha potuto vederli. E in ogni caso dir\u00e0 che tutti loro si sono difesi, perch\u00e9 i sovversivi li hanno provocati. Sembra credibile. \u00c8 questo perlomeno che si deve sapere, che lui metter\u00e0 a verbale, che la stampa deve scrivere e &#8211; immancabilmente &#8211; scriver\u00e0. Raccoglie le idee mentre procede verso la caserma, quando il gruppetto di fascisti lo raggiunge. Lo vedono ferito per le botte dei sovversivi. Gli propongono di vendicarsi: in poche ore possono far accorrere centinaia di squadristi da mezza Toscana. Ma il brigadiere ama il quieto vivere. Li dissuade dai loro propositi e li invita ad andarsene. Ha capito che il tempo delle vendette sui sovversivi \u00e8 arrivato. Questione di giorni, di settimane, e la sfrontatezza dei sovversivi sar\u00e0 ormai cosa del passato: non mancheranno occasioni di rivalsa. E poi in fondo lui \u00e8 un uomo d\u2019ordine, e non vuol fare l\u2019eroe nemmeno per i fascisti: meglio stendere un bel verbale. Si siede sulla sua scrivania, attende per un po&#8217; la musa, ma l\u2019ispirazione tarda. Se la cava con un pi\u00f9 prosaico codice penale e un modulo prestampato collo stemma sabaudo impresso.<br \/>\n<strong><em>Potassa<\/em><\/strong><em> continua raccontando la storia del figlio di Biancani, morto durante gli scontri del 21 maggio. Per vendicare il padre Robusto Biancani insieme ad altri sovversivi uccider\u00e0 il 22 maggio 1922 due ricchi agrari del luogo, uno di note simpatie fasciste. La ritorsione dei fascisti a questo episodio non si far\u00e0 aspettare: quella sera stessa 400 squadristi arriveranno a Tatti per devastare il paese e metterlo a ferro e fuoco. Biancani si render\u00e0 irreperibile. Fuggir\u00e0 prima in Francia, poi in Unione Sovietica. L\u00e0 morir\u00e0 nel 1938, vittima delle purghe staliniste. <\/em><br \/>\n<em>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/ferrer.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1338\" title=\"ferrer\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/ferrer-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a><\/em><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>per la storia incredibile di questo monumento a Ferrer a Roccatederighi vedi alla voce Antonio Gamberi nel numero 5<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/pietro-gori.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1339\" title=\"pietro gori\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/pietro-gori-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a><\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>1932 racconto metricato di Antonello Ricci<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>1932<\/em><\/strong> comincia l\u00e0 dove finiva <em>Sottoassedio<\/em>. Ma violenza politica ed epica collettiva\u00a0per una volta\u00a0restano sullo sfondo. In primo piano\u00a0ecco invece storie private, emozioni, sentimenti. E\u00a0una folla di\u00a0altri personaggi. Edoardo, il fabbro-podista. Nonno Olindo, il cavallaro che canta da poeta. Valentinuccio il gobbo sempliciotto, fascista della prim&#8217;ora. Una ragazzina di nome Libertaria. Il popolo di cavatori e scalpellini. Le camicie nere. <strong>1932 \u00e8 senz&#8217;altro una delle opere migliori nella sterminata e poliedrica attivit\u00e0 di Antonello<\/strong><br \/>\nQuesta storia comincia con uno schiaffo. C\u2019\u00e8 una madre impietrita dallo strazio. Si chiama Gemma. Una contadina bella e orgogliosa, ma non sorride pi\u00f9. Dieci anni prima i fascisti le hanno ucciso il figlio Antonio. Lei d\u00e0 lo schiaffo. La guancia rossa e le lacrime sono invece dell\u2019altro figlio, il piccolo Valerio. Dieci anni. Dolce poeta di bambino, piccola lenza di proletario. Faceva a botte con un compagno, \u00e8 rotolato in mezzo agli stivali di un regista. Quello l\u2019ha tirato su,\u00a0 l\u2019ha guardato in faccia, l\u2019ha fatto recitare. Una comparsata, niente pi\u00f9. Che film? Un film di fascisti. Non ti azzardare! Schiaffo. Quel regista \u00e8 Blasetti, il film \u00e8 <em>Vecchia guardia<\/em>.<br \/>\nEODARDO, PODISTA ANTIFASCISTA<br \/>\nSono due gambe che corrono.<br \/>\nS\u00ec, sopra c\u2019\u00e8 un ciuffo ribelle,<br \/>\nindomabile, che balla al vento,<br \/>\ndue guance che soffiano,<br \/>\ndue mani callose,<br \/>\nabituate al mantice, all\u2019incudine,<br \/>\nmani che oscillano grevi al ritmo della corsa,<br \/>\nsenza perdere un colpo,<br \/>\ne un busto troppo troppo corto.<br \/>\nEdoardo non \u00e8 bello.<br \/>\nEdoardo \u00e8 solo due gambe che corrono,<br \/>\ndue gambe resistenti, ostinate, coraggiose,<br \/>\nche volano sulla polvere del sentiero,<br \/>\nsul ponte di fosso Luparo,<br \/>\noltrepassano<br \/>\ncascate e chiuse,<br \/>\nla concia, la cartiera,<br \/>\nil molino abbandonato,<br \/>\nl\u2019Arcione l\u2019Arcionello,<br \/>\nla strada intagliata nella roccia,<br \/>\nle cave antiche,<br \/>\ne sbucano nella valle<br \/>\ntra ali di popolo entusiasta.<br \/>\nDue gambe che fiutano il traguardo,<br \/>\nche superano d\u2019un fiato<br \/>\ni giovanotti, figli di gerarchi,<br \/>\ni damerini della Robur,<br \/>\nrampolli pallidi della borghesia locale.<br \/>\nDue gambe che rappresentano<br \/>\norgoglio e fierezza d\u2019un popolo,<br \/>\nl\u2019ultima riscossa proletaria,<br \/>\nche vendicano i pestaggi,<br \/>\ngli agguati sotto casa,<br \/>\ni tirapugni, le purghe, i manganelli<br \/>\nle tortorate,<br \/>\nle terre occupate<br \/>\nridate<br \/>\nai signori proprietari con mille scuse,<br \/>\ni contratti dei mezzadri<br \/>\nmai rispettati,<br \/>\ni coloni scacciati come cani.<br \/>\nEdoardo il fabbro-podista<br \/>\n\u00e8 il simbolo<br \/>\ndel poco che resta.<br \/>\nCos\u00ec, quando s\u2019affaccia e risale<br \/>\ndal fondo del campo di pallone,<br \/>\ncome una figurina che arranca<br \/>\nin un bagno di sudore, inesorabile<br \/>\ncome un cammello che avanza<br \/>\nin una nuvola di polvere,<br \/>\n\u00e8 un istante di gelo<br \/>\nsenza fine.<br \/>\nDunque, non un atleta in camicia nera,<br \/>\nanche quest\u2019anno, ma il comunista Edoardo<br \/>\ncorrer\u00e0 le selezioni a Roma.<br \/>\nE quando taglia il traguardo, primo e solo,<br \/>\nche fa, questo pazzo?<br \/>\nAlza il pugno chiuso<br \/>\nin segno di vittoria,<br \/>\ndi rivincita, di evviva!<br \/>\nE lo sbandiera oltracotato<br \/>\ncome un provocatore.<br \/>\nSubito la valle si riempie<br \/>\ndi applausi, un boato imbarazzante.<br \/>\nMentre i gerarchi, sull\u2019attenti<br \/>\nin tribuna, ammutoliti,<br \/>\nsono maschere impassibili. Sotto<br \/>\ndigrignano i denti per la stizza.<\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/11.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1267\" title=\"11\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/11-216x300.jpg\" alt=\"\" width=\"216\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/11-216x300.jpg 216w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/11.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 216px) 100vw, 216px\" \/><\/a><\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0Rubare per l&#8217;anarchia di Jean Marc Delpech\u00a0 ed. Eleuthera (la vera storia di Max Jacob che ispir\u00f2 Arsenio Lupin)<\/em><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">Preferisco essere un ladro che un derubato. Anch&#8217;io condanno il fatto che un uomo s&#8217;impadronisca con la violenza o l&#8217;astuzia del frutto del lavoro altrui. Ed \u00e8 proprio per questo che ho fatto la guerra ai ricchi, ladri che rubano ai poveri. \u00c8 stata questa la mia rivoluzione\u00bb.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\"><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/max-jacob.bmp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"192\" height=\"192\" class=\"alignleft size-full wp-image-1325\" title=\"max jacob\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/max-jacob.bmp\" alt=\"\" \/><\/a><\/span><br \/>\nFiglio della Marsiglia proletaria, Jacob a 11 anni si imbarca come mozzo e a 16 inizia la sua militanza anarchica. Convinto che \u00abla propriet\u00e0 \u00e8 un furto\u00bb, decide di agire in prima persona nella redistribuzione della ricchezza. E diventa un ladro geniale, i cui colpi segneranno la storia del furto con scasso\u2026 Con una banda che non a caso si chiama \u00abi lavoratori della notte\u00bb, in soli tre anni (1900-1903) mette a segno 156 \u00abriappropriazioni\u00bb ai danni di banchieri, prelati e magistrati. Condannato ai lavori forzati, sopravvive per vent&#8217;anni all&#8217;inferno della Caienna e torna libero solo alla fine del 1927, grazie a una campagna nazionale in suo favore. Se smette di compiere furti, non smette di essere anarchico, e lo rimarr\u00e0 fino alla fine dei suoi giorni, cui pone fine volontariamente nel 1954(con una iniezione di morfina, lasciando due litri di vino rosato e un biglietto con scritto &#8220;brindate alla mia salute&#8221;)\u00a0Questa biografia racconta la sua storia straordinaria.<br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Alessandro Angeli, di lui abbiamo parlato ben volentieri nei numeri scorsi,\u00a0 ricordiamo i libri &#8220;Ragazzo Fiume&#8221; e &#8221; Ragni&#8221; adesso ci raggiunge con un frammento\u00a0 del suo\u00a0ultimo libro<\/em><\/strong><br \/>\nBrano tratto dal racconto<strong> Songster, cosmografia di un vagabondo di Alessandro Angeli, Edizioni Controluce (2012), pag. 76<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/996.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1354\" title=\"996\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/996-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/996-300x200.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/996-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/996-768x512.jpg 768w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/996-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/996-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/996-1568x1045.jpg 1568w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/strong><br \/>\nSono pochi gli uomini che possono godersi un buon sonno. Se la notte, nonostante le ossa rotte, continuo a rigirarmi nella coperta,\u00e8 solo perch\u00e9 mi sono tornate in testa le immagini di questa storia. Se guardo indietro ai miei anni, alle persone che ho incontrato,mi sembra di avere davanti soltanto una filza di manichini.Nell\u2019occhio mi rimangono gli scorci dei campi, dove il mare urlava per diventare burrasca. La stessa burrasca silenziosa che ci portavamo dentro. Nei giorni di sole, dal mezzo che ci stipava, evitavo di guardare la strada, sapevo che non l\u2019avrei tollerata a lungo, perci\u00f2 osservavo il paesaggio degradare dalle colline. I campi crudi, infuocati, si stampavano nella mente e vederli cos\u00ec solitari, abitati soltanto dal vento, mi faceva credere per un attimo di essere vivo. Sotto questo mare buio che trema c\u2019\u00e8 la mia terra. Solo dentro di lei vivo, stando attento di non dirlo a nessuno. I suoi abitanti non sono radunati qui, ma se ne stanno sparsi per la citt\u00e0, disseminati ai suoi margini. Anche se a quest\u2019ora non c\u2019\u00e8 grossa differenza, perch\u00e9 sotto questo mare buio, dove stanno le sagome scure delle colline, soffia solo un vento silenzioso. Nel pomeriggio, si pu\u00f2 vedere la schiuma del mare raggiungere il verde e formare fontane di luce in mezzo alla foschia delle nuvole. Questa luce \u00e8 stata la prima cosa a finirmi negli occhi. Nei giorni di festa la gente balla senza capire, al contrario mio che cerco sempre di riannodare tutto e finisco che mi confondo. Durante la festa la contea brulica di gente, i bianchi li vedi muoversi con passo certo, confinando all\u2019esterno del loro calore gli abitanti della mia terra, cos\u00ec quel loro modo di camminare mi appare del tutto inutile. Lungo la strada gli uomini vendono le merci e guardano con i loro grandi occhi vuoti, gli sguardi delle donne invece sono pi\u00f9 rapidi e difficilmente indugiano. Fuori dalla citt\u00e0, in un piccolo camposanto dimenticato, ci sono le tombe dei nostri antenati e ogni tanto qualcuno viene a saccheggiarle, deturpandole. Stanotte il cielo \u00e8 talmente scuro che sembra un tendone, ed io sono tornato a tormentarmi.<br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>Sacha Naspini: una bella conferma narrativa dello scrittore maremmano \u00a0dopo il suo libro\u00a0&#8220;i cariolanti&#8221;<\/strong><br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/sacha.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1322\" title=\"sacha\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/sacha.jpg\" alt=\"\" width=\"259\" height=\"194\" \/><\/a><\/strong><br \/>\nUna storia che ti scava dentro quella narrata da <a href=\"http:\/\/www.sachanaspini.eu\/\">Sacha Naspini<\/a> nel romanzo <em><a href=\"http:\/\/www.elliotedizioni.com\/catalog\/title\/title_card.php?title_id=223\">Le nostre assenze<\/a><\/em>, pubblicato da <a href=\"http:\/\/www.booksblog.it\/tag\/elliot+edizioni\">Elliot<\/a>. Scava dentro ai protagonisti e dentro al lettore. Scava perch\u00e9 narra di solitudini e di assenze, come recita il titolo, e di situazioni che, in un modo o nell\u2019altro, hanno il sapore della quotidianit\u00e0. Dalla morte fisica del nonno a quella intima della nonna che vive di ricordi rammentando una storia d\u2019amore di quarant\u2019anni prima. Dall\u2019abissale solitudine e lontananza tra genitori all\u2019incomunicabilit\u00e0 con il figlio. Dagli amori che finiscono alle (pseudo) amicizie tenute in piedi per una sorta di convenienza.<br \/>\nLe nostre assenze racconta la vita di un ragazzo che si trova ad affrontare tutte le situazioni sopra descritte e, in alcuni casi, a esserne l\u2019artefice. Ambientata in Toscana la vicenda ci mette dinanzi agli occhi il nascere e lo svilupparsi di una vendetta, prima in maniera inconscia poi via via sempre pi\u00f9 consapevole e studiata. Sacha Naspini descrive con bravura e precisione chirurgica quello che si agita nel cuore dei protagonisti del romanzo e rende partecipe il lettore del dramma che si svolge dinanzi ai suoi occhi. Non voglio svelare molto della trama, perch\u00e9 gli eventi sono cos\u00ec ben concatenati e cos\u00ec fluidamente narrati che si rischia di dire troppo o troppo poco.<br \/>\nUn pregio non secondario di questo romanzo \u00e8 l\u2019essere ambientato nelle nostre terre e nel narrare \u2013 senza quella stereotipata struttura cronologica e temporale costruita a tavolino che ormai imperversa nei romanzi d\u2019ogni genere \u2013 in maniera logica e sequenziale gli avvenimenti.<br \/>\nSolitamente, poi, non mi soffermo a guardare le copertine perch\u00e9 sono sempre pi\u00f9 convinto che un libro non si giudichi dalla copertina (come vuole farci credere una certa editoria che propala copertine fantasmagoriche per storie scritte e raccontate male) ma per questo romanzo faccio un\u2019eccezione: la spirale che campeggia in copertina, infatti, riassume alla perfezione il romanzo. Inoltre, al termine (o all\u2019inizio?) della spirale c\u2019\u00e8 un bambino che guarda il lettore (o \u00e8 il lettore che guarda il bambino?): splendida rappresentazione grafica del movimento che troveremo all\u2019interno del romanzo, con la spirale che diventa anche una sorta di molla che ora si appiattisce ora fa schizzare lontano. Alla fine, come dice uno dei personaggi del libro, si rimane con una domanda:<\/p>\n<blockquote><p>A conti fatti chi, tra noi due, ha rubato pi\u00f9 all\u2019altro? La risposta finale forse non esiste.<\/p><\/blockquote>\n<p>O forse si. ( Roberto Russo)<br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Continuiamo a parlare di David Graeber, \u00e8 uscito ( tradotto dal nostro complice scarlinese Alberto Prunetti) per Eleuthera il suo libro &#8221; Elementi di antropologia anarchica&#8221; ecco il link <\/em><\/strong><a href=\"http:\/\/www.eleuthera.it\/scheda_libro.php?idlib=207\"><strong><em>http:\/\/www.eleuthera.it\/scheda_libro.php?idlib=207<\/em><\/strong><\/a><br \/>\n<strong>e sempre tradotto da Alberto segnalamo intanto\u00a0 il libro &#8220;Debito i primi 5000 anni&#8221; di Graeber, su cui ritorneremo presto<\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/10-29-2011_053ip.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1360\" title=\"10-29-2011_053ip\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/10-29-2011_053ip-300x194.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"194\" \/><\/a><\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Nuovo succoso numero di Tracce , rivista libertaria maremmana con, tra gli altri, i fotografi Pino Bertelli e Maurizio Moretti. Di quest&#8217;ultimo segnalo un bel reportage dalla Mongolia.(Qualsiasi scritto di Tracce pu\u00f2 essere liberamente saccheggiato, riprodotto, tradotto o adattato (con qualsiasi mezzo) anche senza indicazione d\u2019origine&#8230;\u00a0che la bellezza della libert\u00e0, dell&#8217;indignazione e della disobbedienza sia con voi!).<\/em><\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.traccedizioni.it\/tracce.html\"><strong><em>http:\/\/www.traccedizioni.it\/tracce.html<\/em><\/strong><\/a><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Pino-Bertelli-senza-titolo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1268\" title=\"Pino-Bertelli-senza-titolo\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Pino-Bertelli-senza-titolo-300x210.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"210\" \/><\/a><\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Note di cibo di viaggio<\/em><\/strong><br \/>\nCi siamo fermati a mangiare e bere per voi&#8230;.<br \/>\nVagando per lavoro in Maremma e nel senese abbiamo stilato un piccolo elenco di luoghi dove, mangiare un primo, un panino, e bere una birra e un bicchier di vino, o addirittura pranzare e cenare, non sia letale per il nostro fegato e per le nostre inesistenti risorse finanziarie. Scordatevi i luoghi sgangherati e autentici, e anche un po&#8217; sudici di una volta. Non ci sono praticamente pi\u00f9. L&#8217;avanzare del turismo cavallette, dell&#8217;euro, dell&#8217;happy hour e, allo stesso tempo, della parodia di questi luoghi in improbabili feste delle cantine, dei vini nuovi, ma soprattutto di october fest anche di luglio come a Marina di Grosseto o a Massa Marittima, ne hanno schiantato persino il ricordo. Chi \u00e8 passato a Frosini sulla strada per Siena nel bar alimentari gestito dai &#8220;paperi&#8221; sa di cosa parliamo. Un locale che fino ai primi anni del duemila ha conservato una nuvola di fumo, mosche, turisti, tagliatori, cacciatori e fungai, un bagno del 1800, e panini favolosi a prezzi irrisori. Un po&#8217; come l&#8217;osteria di Pian di Mucini. Adesso \u00e8 tutto anonimo e ripetitivo nei tavoli di plastica, nei frigo, nei prezzi da orefici.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/CUBA-55.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-432\" title=\"CUBA 55\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/CUBA-55-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/CUBA-55-300x200.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/CUBA-55-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/CUBA-55-768x512.jpg 768w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/CUBA-55-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/CUBA-55-1568x1045.jpg 1568w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/CUBA-55.jpg 2016w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nPersino le sagre popolari e feste del partitone spesso e volentieri rifilano vini assassini, cacciucchi improbabili e prezzi da Baglioni. E le lumache, le bellissime lumache,dove son finite?! Il cinghiale lo trovate ovunque ma o tirato via per il turista o\/e a prezzi non umani.Il Morellino venduto a peso d&#8217;oro..Ci sono eccezioni, luoghi che comunque si sforzano di dare anche altro. Alcuni, come lo storico &#8221; Quartiere Latino&#8221; a Follonica hanno una buona programmazione di mostre,concerti e cabaret, basta che vi mettiate sulla lunghezza d&#8217;onda molto particolare del barista, il Moretti,ex lupo di mare, redattore della rivista libertaria Tracce e capo ultr\u00e0 del Genoa, o cene antimafia e iniziative per Libera come al &#8220;Tiburon&#8221; poco lontano,qui la pizza \u00e8 buona l&#8217;ubicazione sul mare ancora di pi\u00f9. Sulla strada per Livorno tra Bibbona e la California (luogo di burloni che sfruttando il loro nome votano in piazza per il presidente americano nello stesso giorno delle elezioni negli states) c&#8217;\u00e8 &#8220;il Rifrullo&#8221; ,il bar serve ottimi panini a prezzi onesti, e le sue pareti fanno anche da piccolo museo dei Pink Floyd. Se vi aggirate intorno Siena non mancate &#8221; l&#8217;osteria del braccio&#8221; sulla strada per Quercegrossa, vino, piatti di trippa e ambiente non vi deluderanno. A Monteriggioni alla Colonna ci si pu\u00f2 ancora fermare all&#8217; &#8220;osteria dell&#8217;orso&#8221;. Risalendo da qui verso le Colline Metallifere, al bivio per Belforte loc. Paugnano notate il podere con trecento pecore ove mangiare e alloggiare splendidamente e, soprattutto, comperare formaggi e ricotte favolose, freschissime, a prezzi veramente buoni. Arrivate nel paese pi\u00f9 alto, Gerfalco, merita una visita all&#8217;ingresso del paese la locanda ristorante bar &#8220;da motosega&#8221; entrate e capirete perch\u00e8&#8230;Boccheggiano,gi\u00e0 paese minerario, ospita &#8220;la tana dell&#8217;Upo&#8221; e al Gabellino una buona pizzeria anche se l&#8217;arredamento annovera sciarpe juventine.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Ortensia-2008.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1365\" title=\"Ortensia 2008\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/Ortensia-2008-300x205.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"205\" \/><\/a><br \/>\nScendendo verso Massa Marittima in Ghirlanda (sede dell&#8217;ononima fiera del bestiame e raduno di indios maremmani il 1 settembre) girate a sinistra per Ribolla(qui in localit\u00e0 Casteani c&#8217;\u00e8 una rivendita di salumi, non vi potete sbagliare, c&#8217;\u00e8 un gigantesco maiale che gira) e dopo pochi km troverete Pianizzoli, un vecchio podere, con cavalli e animali da cortile, anche agriturismo nello spirito originale del termine, gestito dagli eredi del grande poeta estemporaneo Lio Banchi: qui ogni tanto riusciamo a presentare libri nel corso di cene indimenticabili, i tortelli di Vanda sono giustamente leggendari. A proposito, tra Grosseto e Marina non mancate &#8220;gli attortellati&#8221; un podere con tanto di maiali che fa anche da ristorante, il nome \u00e8 un programma e una certezza. Avete poi preso per le traverse interne tra luoghi beneauguranti come Casotto Pescatori, il Cristo (sede di cantina sociale) e Piatto Lavato ?<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/osteria.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1369\" title=\"osteria\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/osteria-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/osteria-200x300.jpg 200w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/osteria.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><br \/>\nVi ritrovate a Braccagni (qui nell&#8217;oliveta il 1 maggio si ritrovano tutte le squadre dei maggerini maremmani) e vicino alla sua stazione far west c&#8217;\u00e8 un forno alimentari davvero notevole. Se poi salite a Vetulonia di fronte al museo archeologico c&#8217;\u00e8 un ristorante bar alimentari giocattoli trappole varie come una volta, giardino in terra battuta senza false pretese, rude, buono, economico. Vi ritrovate sulla strada per Scansano? Vicino al podere di Luciana Bellini all&#8217;incrocio per Pomonte c&#8217;\u00e8 sia uno splendido forno e alimentari, sia una rivendita di salumi e formaggi della cooperativa contadina. Buono anche il rapporto qualit\u00e0 prezzo nell&#8217;alimentari della piazza di Santa Fiora sull&#8217;Amiata. Insomma, evitate come la peste i lungomare,i ristopizza, finte enoteche e alberghi di lusso con piscina travestiti da agriturismo.Inoltratevi nell&#8217;interno, girate nei paesi fantasmi, cercate le vecchiette nelle botteghe alimentari, battete i circolini arci, contattate i bracconieri del luogo se siete carnivori. Aspettiamo adesso vostre dritte ed esperienze&#8230;.(Ulisse)<br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Alle volte ritornano : \u00e8 di nuovo in edicola Lotta Continua, nell\u2019ultimo numero uno speciale sugli Arditi del popolo e le barricate di Parma nel \u201922 e\u00a0 un lungo articolo sui compagni baschi <\/em><\/strong><a href=\"http:\/\/www.conflittimetropolitani.it\/\"><strong><em>www.conflittimetropolitani.it<\/em><\/strong><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/manifestazione-eta_EPA-methode_258.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1332\" title=\"manifestazione-eta_EPA-methode_258\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/manifestazione-eta_EPA-methode_258.jpg\" alt=\"\" width=\"258\" height=\"258\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/manifestazione-eta_EPA-methode_258.jpg 258w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/manifestazione-eta_EPA-methode_258-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 258px) 100vw, 258px\" \/><\/a><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Film, visto per voi: Nestor Machno, la rivoluzione anarchica in Ucraina<\/em><\/strong><br \/>\nDocumentario a cura dal Centro Studi Libertari &#8211; Archivio Giuseppe Pinelli: <a href=\"http:\/\/www.centrostudilibertari.it\/\">http:\/\/www.centrostudilibertari.it<\/a> da dove proviene anche la spiegazione che segue. Visitate il sito ottima risorsa di materiale raro e inedito utile a chi vuole capire anarchia e a chi si occupa di diffonderla..<br \/>\nNestor Ivanovic Machno (1889-1934) \u00e8 stato il personaggio centrale di una rivoluzione libertaria in Ucraina schiacciata nel sangue. H\u00e9l\u00e8ne Ch\u00e2telain (regista teatrale e cinematografica, di famiglia russo-ucraina) ha riesumato dopo oltre settant&#8217;anni di silenzio testi, immagini e documenti che tracciano la vita straordinaria di Machno, morto poverissimo in un infimo alberghetto di Parigi. Poverissimo come era nato, in una famiglia di contadini.<br \/>\nMa dal 1917 al 1921 Machno \u00e8 il leader di un movimento anarchico contadino che spazza una regione grande pi\u00f9 di met\u00e0 dell&#8217;Italia, coinvolgendo milioni di uomini e donne in un grande esperimento di autogestione libertaria. L&#8217;armata machnovista, costituita per lo pi\u00f9 da contadini, supera nel 1919, al culmine dell&#8217;insurrezione, i 50.000 effettivi&#8230; Nelle storie ufficiali dell&#8217;URSS di tutto questo non se ne trova traccia. Neanche una parola. Se non per una breve e brutale condanna, assoluta come il silenzio. Dopo la sconfitta militare da parte dell&#8217;Armata Rossa, Machno \u00e8 costretto a lasciare l&#8217;Ucraina e nel 1925 si rifugia infine a Parigi. Lo insegue una domanda di estradizione, da parte di Mosca, per &#8220;tradimento della patria, omicidio e saccheggio&#8221;.<br \/>\nCon la fine del regime sovietico, H\u00e9l\u00e8ne Ch\u00e2telain \u00e8 potuta tornare nei luoghi della machnovitchina e ricostruire, anche attraverso testimonianze originali, la storia dell&#8217;epopea machnovista.<\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/machno.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1269\" title=\"machno\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/machno.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"259\" \/><\/a><\/em><\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/youtu.be\/XJoxTQhaCpA\"><strong><em>http:\/\/youtu.be\/XJoxTQhaCpA<\/em><\/strong><\/a><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Film : Valzer con Bashir<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>I conflitti del Libano e il massacro di Sabra e Chatila, trent&#8217;anni dopo una ferita non rimarginata<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/pic.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1271\" title=\"pic\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/pic-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/pic-300x199.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/pic.jpg 700w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/youtu.be\/XDn21Qll4WM\"><strong><em>http:\/\/youtu.be\/XDn21Qll4WM<\/em><\/strong><\/a><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Musica per le nostre orecchie&#8230;.<\/em><\/strong><br \/>\nE Verr\u00e0 il d\u00ec Che Innalzerem le Barricate dell&#8217;album Canzoni Ribelli di Youngang<br \/>\nProna la fronte sotto il peso del lavoro<br \/>\npiegato a corda \u00e8 lo scudiscio del potente<br \/>\npurch\u00e8 la gioia dia a chi vive nell&#8217;oro<br \/>\nsenza dimani il lavorator morente.<br \/>\nSiam nel dolore di un schiavit\u00f9 tiranna<br \/>\nuniti insieme da sacramental promessa<br \/>\nsulla terra del duol, tutti pronti a morir<br \/>\nalla luce del sol.<br \/>\nIn questa notte<br \/>\ndi tenebre secolari<br \/>\nil nero drappo<br \/>\nsventola su un carro di fuoco<br \/>\nE redentrice<br \/>\nuna marcia, sian proletari<br \/>\nl&#8217;anarchica gloria<br \/>\nalla nuova umanit\u00e0.<br \/>\nE verr\u00e0 il d\u00ec che innalzerem le barricate<br \/>\ne tu borghese salirai alla ghigliottina<br \/>\nper quanto fosti sordo alle stremate<br \/>\ngrida di chi mor\u00eca nell&#8217;officina<br \/>\nPei nostri figli fino all&#8217;ultimo momento<br \/>\ncontro te vile borghesia combatteremo<br \/>\nsu da forti pugnam<br \/>\nper la lotta final<br \/>\nl&#8217;Anarchia salutiam.<br \/>\nIn questa notte<br \/>\ndi tenebre secolari<br \/>\nil nero drappo<br \/>\nsventola su un carro di fuoco<br \/>\nE redentrice<br \/>\nuna marcia, sian proletari<br \/>\nl&#8217;anarchica gloria<br \/>\nalla nuova umanit\u00e0.<br \/>\nE verr\u00e0 il d\u00ec che innalzerem le barricate<br \/>\ne tu borghese salirai alla ghigliottina<br \/>\nper quanto fosti sordo alle stremate<br \/>\ngrida di chi mor\u00eca nell&#8217;officina<br \/>\nPei nostri figli fino all&#8217;ultimo momento<br \/>\ncontro te vile borghesia combatteremo<br \/>\nsu da forti pugnam<br \/>\nper la lotta final<br \/>\nl&#8217;Anarchia salutiam.<br \/>\nIn questa notte<br \/>\ndi tenebre secolari<br \/>\nil nero drappo<br \/>\nsventola su un carro di fuoco<br \/>\nE redentrice<br \/>\nuna marcia, sian proletari<br \/>\nl&#8217;anarchica gloria<br \/>\nalla nuova umanit\u00e0.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/youtu.be\/PErVk8LMoNU\"><strong><em>http:\/\/youtu.be\/PErVk8LMoNU<\/em><\/strong><\/a><br \/>\n<strong><em>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/youngang.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1327\" title=\"youngang\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/youngang.jpg\" alt=\"\" width=\"259\" height=\"194\" \/><\/a><\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>qui un grande concerto live\u00a0 di Manu Chao a Bayonarena<\/em><\/strong><br \/>\n<a href=\"http:\/\/youtu.be\/tnmH_pLNMZ4\"><strong><em>http:\/\/youtu.be\/tnmH_pLNMZ4<\/em><\/strong><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/21.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1270\" title=\"21\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/21-300x203.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"203\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/21-300x203.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/21.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0concerto live a Siena di Patty Smith ecco un video pirata !<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/patty.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1328\" title=\"patty\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/patty.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"170\" \/><\/a><\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em><a href=\"http:\/\/youtu.be\/wTgURBWnUhk\">http:\/\/youtu.be\/wTgURBWnUhk<\/a>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0un ricordo di Jimy Hendrix, dopo di lui\u00a0 il diluvio<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em><a href=\"http:\/\/youtu.be\/AjkwVFKy3yA\">http:\/\/youtu.be\/AjkwVFKy3yA<\/a><\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/hendrix.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1342\" title=\"hendrix\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/hendrix-259x300.jpg\" alt=\"\" width=\"259\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/hendrix-259x300.jpg 259w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/hendrix.jpg 450w\" sizes=\"auto, (max-width: 259px) 100vw, 259px\" \/><\/a><\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Fotografi contro : Franco Zecchin &amp; Letizia Battaglia<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em><a href=\"http:\/\/youtu.be\/yMJWfAGu5z8\">http:\/\/youtu.be\/yMJWfAGu5z8<\/a><\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/zecchin1_1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1343\" title=\"zecchin1_1\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/zecchin1_1-300x191.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"191\" \/><\/a><\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Fotografo controvento: Maurizio Masotti<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/masotti-kuta.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1344\" title=\"masotti-kuta\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/masotti-kuta-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Un viaggio per immagini lungo una vita, un fotografo per passione, frammenti di memoria&#8230;..&#8221;se il tempo \u00e8 spazio, allora lentamente andiamo.Cerchiamo la pazienza del sommare la cosa a cosa. E legger mutazioni nel percorso.&#8221; Giancarla Frare\u00a0 Rasoterra<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>LTMD video : inaugurazione all&#8217;orto botanico di Siena di foto for fake, mostre di Francesco Minucci e Alessandro Pagni, direzione Daniela Neri\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/IMG_2636.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1367\" title=\"IMG_2636\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/IMG_2636-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<a href=\"http:\/\/youtu.be\/gwO-GIrTlnw\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">http:\/\/youtu.be\/gwO-GIrTlnw<\/a>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Incontro internazionale anarchico di S. Imier, un video&#8230;<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em><a href=\"http:\/\/youtu.be\/UfScN_TpU0Y\">http:\/\/youtu.be\/UfScN_TpU0Y<\/a><\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/imier.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1348\" title=\"imier\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/imier-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/imier-300x225.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/imier.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>\u00a0le foto di questo numero sono di J.Koudelka, Stefano Pacini, Ippolita Franciosi, Pino Bertelli, Enzo Cei, e altri autori non identificati (fatevi vivi)<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Link utili <\/em><\/strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/\"><strong><em>www.stefanopacini.org<\/em><\/strong><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.radiomaremmarossa.it\/\"><strong><em>www.radiomaremmarossa.it<\/em><\/strong><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.carmillaonline.com\/\"><strong><em>www.carmillaonline.com<\/em><\/strong><\/a> <a href=\"http:\/\/www.ltmd.it\/\"><strong><em>www.ltmd.it<\/em><\/strong><\/a> <a href=\"http:\/\/www.infoaut.org\/\"><strong><em>www.infoaut.org<\/em><\/strong><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/collettivoanarchico.noblogs.org\/\"><strong><em>http:\/\/collettivoanarchico.noblogs.org<\/em><\/strong><\/a> <a href=\"http:\/\/www.senzasoste.it\/\"><strong><em>www.senzasoste.it<\/em><\/strong><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.finimondo.org\/\"><strong><em>www.finimondo.org<\/em><\/strong><\/a><br \/>\n<strong><em>Maremma Libertaria Esce quando pu\u00f2 e se e come gli pare. Non costa niente, non consuma carta e non inquina, se non le vostre menti. Vive nei nostri pensieri,perch\u00e8 le idee e le rivoluzioni non si fanno arrestare, si diffonde nell\u2019aere se lo inoltrate a raggera. Cerca di cestinare le cartoline stucchevoli di una terra di butteri e spiagge da bandiere blu,che la Terra \u00e8 nostra e la dobbiamo difendere! Cerca di rompere la cappa d\u2019ipocrisia e dare voce a chi non l\u2019ha, rinfrescando anche la memoria storica, che senza non si va da nessuna parte. Pi\u00f9 o meno questo \u00e8 il Numero\u00a09 del 25 settembre 2012. Maremma Libertaria pu\u00f2 essere accresciuta in corso d\u2019opera ed inoltro da tutti noi, a piacimento, fermo restando l\u2019antagonismo , l\u2019antifascismo e la non censura dei suoi contenuti.<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>In Redazione, tra i cinghiali nei boschi dell\u2019alta maremma, Erasmo da Mucini, Ulisse dalle Rocche, il Fantasma della miniera, le Stelle Rosse stanno a guardare, Alberto da Scarlino, Alessandro da Grosseto, Antonello dalla Tuscia, Luciana da Pomonte,Complici vari , Ribelli di passaggio,maremmani emigrati a Barcelona.<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>No copyright, No dinero, ma nel caso idee, scritti, foto, solidariet\u00e0 e un bicchiere di rosso.<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>Nostra patria il mondo intero, nostra legge la Libert\u00e0, ed un pensiero Ribelle in cuor ci sta (Pietro Gori) <\/em><\/strong><a href=\"http:\/\/youtu.be\/_KVRd4iny8E\"><strong><em>http:\/\/youtu.be\/_KVRd4iny8E<\/em><\/strong><\/a><br \/>\n<strong><em>Potranno tagliare tutti i fiori, ma non riusciranno a fermare la Primavera (Pablo Neruda) <\/em><\/strong><a href=\"http:\/\/youtu.be\/wEy-PDPHhEI\"><strong><em>http:\/\/youtu.be\/wEy-PDPHhEI<\/em><\/strong><\/a><strong><em> (Victor Jara canta Neruda)<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Sempre, comunque e dovunque : Libert\u00e0 per tutti i compagni arrestati !\u2013 Fori i compagni dalle galere !-Libertad para todos los presos ! \u2013 liberdade para companheiros presos! -comrades preso askatasuna!- libert\u00e9 pour les camarades emprisonn\u00e9s!-freedom for imprisoned comrades !- Freiheit f\u00fcr inhaftierte Genossen!- \u03b5\u03bb\u03b5\u03c5\u03b8\u03b5\u03c1\u03af\u03b1 \u03b3\u03b9\u03b1 \u03c6\u03c5\u03bb\u03b1\u03ba\u03b9\u03c3\u03bc\u03ad\u03bd\u03bf\u03c5\u03c2 \u03c3\u03c5\u03bd\u03c4\u03c1\u03cc\u03c6\u03bf\u03c5\u03c2 ! \u2013 <\/em><\/strong><strong>\u0627\u0644\u062d\u0631\u064a\u0629<\/strong> <strong>\u0644\u0631\u0641\u0627\u0642<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><em><strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/libert\u00e0.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"libert\u00e0\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/libert\u00e0-300x164.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"164\" \/><\/a><\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sommario : con i piedi tra le nuvole &#8211; per una etica dei desideri libertari- riprendiamoci la terra-  gente di marmo e d&#8217;anarchia- Sole e Baleno &#8211; speciale libri, film, musica<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1336,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-1292","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-maremma-libertaria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1292","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1292"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1292\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3020,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1292\/revisions\/3020"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1336"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1292"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1292"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1292"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}