{"id":1207,"date":"2012-07-12T15:28:24","date_gmt":"2012-07-12T15:28:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/?p=1207"},"modified":"2021-10-23T20:02:32","modified_gmt":"2021-10-23T20:02:32","slug":"maremma-libertaria-n-8","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/2012\/07\/12\/maremma-libertaria-n-8\/","title":{"rendered":"Maremma Libertaria n 8"},"content":{"rendered":"<p><em><strong><strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/maremma-libertaria.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"maremma-libertaria\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/maremma-libertaria-300x42.gif\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"42\" \/><\/a><\/strong><\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Sommario : Genova, giustizia non \u00e8 fatta &#8211; Fai , fai \u00a0e affini: molti di modi di vederla tra gli anarchici &#8211; Sovversivi: un ricordo di Paolo Braschi &#8211; La &#8220;dolce&#8221; Maremma &#8211; Franco Serantini, il passato che non passa &#8211; Intervista a David\u00a0 Graeber &#8211; La Patagonia Rebelde -Contro ogni religione &#8211;\u00a0Luciana Bellini &#8211;\u00a0letti e visti per voi-\u00a0 Fotografa contro : Ippolita Franciosi- Femminismo a sud &#8211;<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Il re \u00e8 nudo !<\/strong><\/em><br \/>\nL\u2019imperatore nudo che sfila tra due ali di folla acclamante, magicamente persuasa che sia vestito con abiti sontuosi, e il bambino che grida: il re \u00e8 nudo!<\/p>\n<div><strong>In origine era il Partito. Una chiesa monolitica di osservanza moscovita. Poi, quando le rughe si trasformarono in crepe, voragini, divenne democratico di sinistra, poi democratico e basta che insomma, tutta questa sinistra avesse a essere la mano del diavolo&#8230;.Adesso il fantasma di quello che fu, dilaniato dalle <\/strong><strong>coltellate tra l&#8217;ombra del leader minimo D&#8217;Alema<\/strong><em><strong>\u00a0 e il capo dei boyscout rottamatori neoberlusconiani, offre, dal centro alla periferia, lo spettacolo del suo agonizzare\u00a0tra le macerie. Il caso Siena \u00e8 eclatante, la faida sulle rovine del monte dei fiaschi \u00e8 diventato oggetto di fortunate inchieste nazionali. Ma anche in provincia non si scherza: ormai \u00e8 un tutti contro tutti, mentre la nave affonda non suona l&#8217;orchestra ma, pi\u00f9 prosaicamente, ci si litiga i salvagente. Comune commissariato anche a Gavorrano, faide a Follonica e Massa M. mentre scheletri di ecomostri turistici cominciano a decomporsi sotto il sole impietoso. Visitate mares\u00ec, visitate pian di mucini, il futuro \u00e8 gi\u00e0 alle nostre spalle&#8230;\u00e8 l&#8217;ora di capirlo: il re \u00e8 nudo, bisogna riprendere nelle nostre mani il nostro destino. Autorganizziamoci, autogestiamoci. Oggi in Spagna, domani in Italia !<\/strong><\/em><\/div>\n<div><em><strong>( Murat)<\/strong><\/em><\/div>\n<div><em><strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/siena-115x115.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1254\" title=\"siena-115x115\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/siena-115x115.jpg\" alt=\"\" width=\"115\" height=\"115\" \/><\/a><\/strong><\/em><\/div>\n<div><em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><\/div>\n<div><em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><\/div>\n<div><em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><\/div>\n<div><em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><\/div>\n<div><em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><\/div>\n<div><em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><\/div>\n<div><em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><\/div>\n<div><em><strong><a href=\"http:\/\/youtu.be\/jGGLr5RXcqE\">http:\/\/youtu.be\/jGGLr5RXcqE<\/a>\u00a0 Report sul monte dei fiaschi&#8230;<\/strong><\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong>Genova, ingiustizia \u00e8 fatta <\/strong><\/div>\n<div><em><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/genova-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1208\" title=\"genova 1\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/genova-1-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a>\u00a0<\/em><em>I migliori tra noi sono morti per noi \/ ed ecco che il loro sangue ritrova il nostro cuore<br \/>\nPaul Eluard<\/em><\/div>\n<div>Genova, 11 anni dopo, niente scuse, nessuna giustizia, nessuna pace. I lamenti della stampa compiacente e asservita non possono nascondere la realt\u00e0 di una sentenza che prescrive torture e ferite che non si possono rimarginare. Non faranno un giorno di galera i dirigenti falsi, autori di una repressione infame che ha spezzato gambe e anima ad una generazione di ragazzi. I peggiori scenari contro cui ci battevano a Genova si sono realizzati e l&#8217;incubo \u00e8 sotto gli occhi di tutti. Nessun futuro, nessun lavoro, nessun diritto, nessuna giustizia. Di quali scuse va cianciando Manganelli ( in nomen omen ) ? Come fosse possibile una polizia non cane da guardia feroce del Potere, come fosse possibile non notare che questi democratici dirigenti per 11 anni non hanno avuto il minimo ripensamento della loro macelleria messicana alla Diaz e quant&#8217;altro, come fosse possibile non notare la carriera del loro capo, l&#8217;uomo senza onore, Di Gennaro, sotto qualsiasi governo. Abbiano almeno il buon gusto di tacere: hanno sempre avvallato tutto, dai calci in faccia al ragazzino quindicenne che faceva un sit in davanti alla questura, all&#8217;assassinio di Carlo,alla mattanza della Diaz , alle torture di Bolzaneto. Si stupiscono di non poter essere del tutto completamente impuniti, come al solito, ma, si sa, un po&#8217; di maquillage democratico non guasta, tacita le coscienze dei benpensanti, delle anime belle, e non cambia la sostanza della storia, non intacca il cuore del potere. La storia insegna, scriveva Gramsci, ma non ha scolari. Guardiamo di studiare e di non dimenticare, per favore, che dirsi che Carlo \u00e8 vivo e i morti sono loro, \u00e8 autoconsolatorio<strong>. No, Genova non \u00e8 stato un film, e ci sono diversi compagni che rischiano di marcire in galera per essersi battuti nelle strade in quel luglio di speranza. Libert\u00e0 per tutti. Onore a Carlo Giuliani e a tutti i Ribelli<\/strong><\/div>\n<div>(Erasmo)<\/div>\n<div><\/div>\n<div><strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_6990.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1209\" title=\"IMG_6990\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_6990-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_6990-300x200.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_6990-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_6990-768x512.jpg 768w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_6990-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_6990-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_6990-1568x1045.jpg 1568w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/strong><\/div>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Fai, fai e affini : alcuni interventi sulla questione&#8230;<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Della lotta armata e di alcuni imbecilli <\/strong><\/em><br \/>\n<em>Nel nostro paese la situazione politica e sociale mostra chiari segni di un&#8217;involuzione autoritaria su scala globale. Il dispiegarsi di politiche disciplinari in risposta alle questioni sociali \u00e8 segno che il tempo dei compromessi, delle socialdemocrazie sta tramontando. Potremmo dover fare i conti con il rischio che si impongano regimi decisamente autoritari. La criminalizzazione dei movimenti sociali e degli anarchici, prepara il terreno e nuovi dispositivi repressivi: nuove leggi, nuovi procedimenti penali, una sempre pi\u00f9 forte torsione delle normative vigenti, un sempre maggior controllo militare del territorio. <\/em><br \/>\n<em>L&#8217;immediata gestione mediatica del mostruoso attentato di Brindisi la dice lunga su quali sono le intenzioni dell&#8217;oligarchia al potere. Un atto vile, di terrorismo indiscriminato, contro delle giovani donne, antisociale e criminale, viene tranquillamente assimilato ad episodi di lotta armata, magari con origini greche o con contorno mafioso, con l&#8217;obiettivo palese della realizzazione dell&#8217;unit\u00e0 di tutti gli schieramenti in difesa dello Stato, un&#8217;unit\u00e0 che abbiamo visto all&#8217;opera negli anni della solidariet\u00e0 nazionale, delle leggi speciali, dell&#8217;arretramento sociale e culturale del paese. <\/em><br \/>\n<em>Anche il ferimento dell&#8217;AD di Ansaldo nucleare e la rivendicazione inviata al Corsera dal nucleo &#8220;Olga&#8221; della FAInformale dimostrano come azione e comunicazione si intreccino e si confondano in un gioco di specchi infinito e deformante. Occorre osservare con attenzione per coglierne l&#8217;intima trama.<\/em><br \/>\n<em>I media, gli stessi che minimizzano da sempre la ferocia della guerra che l&#8217;esercito italiano combatte in Afganistan, hanno sparato a zero contro il movimento anarchico, quel movimento che non si sottrae alle lotte sociali, che \u00e8 in prima fila nei movimenti per la difesa ambientale, contro la guerra e il militarismo, contro le leggi razziste e le politiche securitarie nel nostro paese.<\/em><br \/>\n<em>Giornali, radio e televisioni, che nell&#8217;immediato non avevano alzato i toni, si scatenano dopo la rivendicazione.<\/em><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_6912.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1213\" title=\"IMG_6912\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_6912-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_6912-300x200.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_6912-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_6912-768x512.jpg 768w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_6912-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_6912-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_6912-1568x1045.jpg 1568w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\n<em>Nelle crisi sono sempre ricercati dei capri espiatori, su cui indirizzare l&#8217;attenzione della cosiddetta pubblica opinione. Come sono riusciti negli anni &#8217;80 a svuotare di segno e di contenuto la ricchezza dei movimenti del decennio precedente, rovesciandogli addosso, a tutti ed indistintamente, la responsabilit\u00e0 del lottarmatismo, facendo di ogni erba un fascio, comminando carcere a pioggia, provocando divisioni e contrapposizioni, cos\u00ec oggi c&#8217;\u00e8 chi intende rispolverare i vecchi arnesi della criminalizzazione preventiva. <\/em><br \/>\n<em>D&#8217;altronde la situazione per governi e padroni non \u00e8 facile: devono far digerire misure sempre pi\u00f9 indigeste e in loro cresce la paura di una ribellione sociale. <\/em><br \/>\n<em>Il ferimento di Adinolfi \u00e8 stato colto al volo per rilanciare, dopo le varie informative dei servizi segreti sul pericolo &#8220;anarco-insurrezionalista&#8221;, l&#8217;incombenza della minaccia terroristica di matrice anarchica, collegandolo al malcontento sociale crescente, al movimento NoTav e, in generale, contro ogni forma di opposizione sociale. <\/em><br \/>\n<em>Se l&#8217;operazione in corso \u00e8 questa, \u00e8 evidente che bisogna aspettarsi sempre nuove operazioni repressive. <\/em><br \/>\n<em>In una situazione dove l&#8217;aggressione alla qualit\u00e0 della vita della popolazione si sta intensificando, soprattutto nel settore del lavoro dipendente, del precariato, del piccolo artigianato e commercio, e dove ci sarebbe bisogno di tutta la partecipazione, di tutta l&#8217;intelligenza e della capacit\u00e0 collettiva per organizzare risposte incisive, promuovere lotte, sviluppare iniziative di solidariet\u00e0 sociale, dare ossigeno alle forme autogestionarie di risposta concreta alla crisi, appare inevitabile doversi misurare con chi pensa che un gruppo, un&#8217;organizzazione, dura, combattente, clandestina, possa ottenere risultati efficaci, con chi pensa di avere la risposta in tasca. Come il gruppo che ha firmato l&#8217;attentato al dirigente di Ansaldo Nucleare rivendicando la sua appartenenza alla federazione anarchica informale. Soprattutto se l&#8217;enfasi mediatica con il quale vengono riportate queste azioni \u00e8 funzionale al coinvolgimento di tutto il movimento anarchico in un processo di criminalizzazione generale, che ha investito pesantemente anche la Federazione Anarchica Italiana.<\/em><br \/>\n<em>Non per caso il testo del nucleo &#8220;Olga&#8221; viene pubblicato integralmente dal Corriere della sera, che decide in tal modo di fare da megafono alla FAInformale. Viene da chiedersi il perch\u00e9. La risposta non \u00e8 difficile. <\/em><br \/>\n<em>Il comunicato, dopo le prime righe sulla questione nucleare, \u00e8 dedicato alla propaganda: buona parte del documento \u00e8 un attacco violentissimo al movimento anarchico nelle sue tante componenti. <\/em><br \/>\n<em>Tutti i quotidiani, i GR e i telegiornali dedicano ampio spazio ad un testo in cui si sostiene che gran parte del movimento anarchico fa proprio un anarchismo &#8220;ideologico e cinico, svuotato da ogni alito di vita&#8221;. Non solo. Secondo gli informali gli anarchici impegnati nelle lotte sociali &#8220;lavorerebbero per il rafforzamento della democrazia&#8221;. Ossia per il mantenimento dell&#8217;ordine gerarchico. <\/em><br \/>\n<em>Chi legge ha l&#8217;impressione che lo scopo reale dell&#8217;azione non fosse tanto un monito ai signori dell&#8217;atomo, quanto l&#8217;ottenere l&#8217;audience adatta a far sapere a tutti la propria opinione sul movimento anarchico.<\/em><br \/>\n<em>L&#8217;azione degli anarchici \u00e8 descritta come mera attivit\u00e0 ludica, &#8220;ascoltare musica alternativa&#8221; mentre il &#8220;nuovo anarchismo&#8221; nasce dal gesto di &#8220;impugnare la pistola&#8221;, dalla scelta della &#8220;lotta armata&#8221;.<\/em><br \/>\n<em>Il mezzo annebbia a tal punto il fine che i supereroi da cartone animato, che non amano &#8220;la retorica violentista ma con piacere&#8221; hanno &#8220;armato&#8221; le proprie mani non si rendono conto che nel nostro paese il nucleare \u00e8 al momento uscito di scena, grazie alle lotte e ai movimenti popolari. <\/em><br \/>\n<em>Azioni dirette, senza delega, concrete e capaci di mostrare che \u00e8 possibile prendere in mano il proprio destino, lottare contro i giganti dell&#8217;atomo e sconfiggerli, come a Scanzano Jonico e nei blocchi dei trasporti nucleari tra l&#8217;Italia e la Francia, dove gli anarchici erano in prima fila. <\/em><br \/>\n<em>Ogni giorno gli anarchici partecipano alle lotte per difesa del territorio e per l&#8217;autogoverno, contro i padroni per la realizzazione di margini di autonomia dei lavoratori dalla schiavit\u00f9 salariata, contro la guerra e le produzioni militari, per una societ\u00e0 senza eserciti e frontiere, contro il razzismo, il sessimo, la guerra ai poveri e alle donne. <\/em><br \/>\n<em>Gli anarchici, che subiscono lo sfruttamento e l&#8217;oppressione come tutti, a fianco di ogni altro sfruttato ed oppresso, si battono contro lo stato e il capitalismo per creare le condizioni per abbatterli, mirando a spezzare l&#8217;ordine materiale e, insieme, quello simbolico, consapevoli che non basta distruggere ma occorre saper costruire. Costruire senza timore che la casa venga abbattuta, sapendo che ogni spazio liberato, anche per pochi momenti, diviene luogo di sperimentazioni dove tanti assaporano il gusto di una libert\u00e0 che non \u00e8 astrazione poetica ma concreta edificazione di un ambito politico non statale. <\/em><br \/>\n<em>Azioni che prefigurano sin da ora relazioni politiche e sociali di segno diverso, che non si limitano al &#8220;sogno di un&#8217;umanit\u00e0 libera dalla schiavit\u00f9&#8221; perch\u00e9 il percorso di libert\u00e0 non \u00e8 un &#8220;sogno&#8221; ma la scommessa quotidiana dentro le realt\u00e0 sociali in cui siamo forzati a vivere e che vogliamo contribuire a cambiare. Non da soli. Mai da soli, perch\u00e9 l&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 fatta di persone in carne ed ossa, perch\u00e9 agire in nome di un&#8217;astratta &#8220;umanit\u00e0&#8221; \u00e8 tipico degli stati, delle religioni, persino del capitalismo che promette senza mantenere benessere e felicit\u00e0. Non degli anarchici. <\/em><br \/>\n<em>La pratica della libert\u00e0 attraverso la libert\u00e0 pu\u00f2 essere contagiosa ma non si pu\u00f2 certo imporre. <\/em><br \/>\n<em>Gli estensori del comunicato rifuggono il &#8220;consenso&#8221; e cercano &#8220;complicit\u00e0&#8221;. Se ne infischiano del fine e pensano solo al mezzo, di fatto rinunciando ad ogni prospettiva di rivoluzione sociale anarchica. Il loro linguaggio e la loro pratica sono un cocktail di pratica avanguardista e retorica estetizzante. <\/em><br \/>\n<em>Inevitabile che i media dessero loro ampio spazio, seguendo linee interpretative a volte divaricate, altre volte intrecciate. La maggior parte degli organi di informazione ha imbastito teoremi per mettere in relazione le lotte sociali e la FAI informale, in un rapporto quasi simbiotico. <\/em><br \/>\n<em>Gli anarchici sono serrati in una morsa interpretativa: da un lato descritti come &#8220;terroristi&#8221; o loro tifosi, dall&#8217;altro come burocrati inoffensivi.<\/em><br \/>\n<em>Una morsa che probabilmente sar\u00e0 gradita a chi si compiace del gesto, vi si appaga in un&#8217;estasi esistenziale in cui il bagliore di un attimo compensa il grigiore di una quotidianit\u00e0 spesa nel silenzio e nell&#8217;attesa di un&#8217;altra occasione per far salire l&#8217;adrenalina. &#8220;Per quanto lieve sia questo bagliore \u2013 scrivono \u2013 la qualit\u00e0 della vita ne sar\u00e0 sempre arricchita&#8221;. Tra un pacco postale e una pallottola alle gambe potranno crogiolarsi nella fama di carta che i media pagati da padroni e partiti vorranno regalare loro. <\/em><br \/>\n<em>\u00a0<\/em><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_6970.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1214\" title=\"IMG_6970\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_6970-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_6970-300x200.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_6970-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_6970-768x512.jpg 768w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_6970-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_6970-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_6970-1568x1045.jpg 1568w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\n<em>Al di l\u00e0 dell&#8217;uso mediatico dell&#8217;attentato ad Adinolfi, resta il dato politico del riproporsi di un avanguardismo armato, che oltre le seduzioni semantiche, ricalca una parabola da partitino autoritario, che culla l&#8217;illusione di potersi ergere a guida di quanti giudicano intollerabile il mondo dove viviamo. Non a caso al processo per le cosiddette &#8220;nuove BR&#8221;, persone lontanissime dall&#8217;anarchismo hanno manifestato entusiasmo per l&#8217;attentato di Genova. \u00c8 l&#8217;apoteosi del mezzo, che non si cura del fine. Una sorta di trasversalit\u00e0 dell&#8217;agire colma l&#8217;apparente distanza dei progetti. In realt\u00e0 questa distanza si dissolve allorch\u00e9 questa pratica si sviluppa in opposizione alle lotte sociali, inevitabilmente costrette in quello che il nucleo &#8220;Olga&#8221; chiama &#8220;cittadinismo&#8221;. Con questo termine bollano le lotte popolari che in questi anni, con crescente radicalit\u00e0 organizzativa hanno pi\u00f9 volte messo in difficolt\u00e0 i governi che si sono succeduti, ledendo gli interessi delle grandi imprese ed inaugurando pratiche di partecipazione certo non anarchiche ma sicuramente lontane dalla triste abitudine alla delega in bianco elettorale. <\/em><br \/>\n<em>Fuori dalle lotte sociali cosa resta? Il partito, null&#8217;altro che il partito. Non a caso i fautori della federazione informale si sono dotati di una sigla-contenitore, riducendo il percorso di affinit\u00e0 alla pratica di azioni violente. Prescindiamo dal fatto banale \u2013 anche se grave &#8211; che in tal modo si offre una sponda ad infinite operazioni repressive basate su reati associativi. Andiamo oltre anche al rischio palese che un giorno o l&#8217;altro Stato o fascisti possano usare la sigla per scopi propri, utilizzando la sponda loro ingenuamente offerta. <\/em><br \/>\n<em>Se l&#8217;esito \u00e8 il partito, l&#8217;organizzazione che agisce dove altri non agirebbero, l&#8217;organizzazione che si pone in lotta privata con lo Stato e i padroni, allora quest&#8217;esito conduce direttamente fuori dall&#8217;anarchismo. <\/em><br \/>\n<em>L&#8217;anarchismo \u00e8 altrove. L&#8217;anarchismo non si impone, ma si propone. Ogni giorno, giorno dopo giorno, nell&#8217;auspicio che si fa agire concreto perch\u00e9 gli sfruttati, se vogliono, possono creare le condizioni per fare a meno di chi li sfrutta, perch\u00e9 gli oppressi, se vogliono, possono lottare per liberarsi da chi li opprime. \u00c8 questione di pratica, di ginnastica della rivoluzione, di sperimentazione del possibile e del desiderabile, di messa in gioco quotidiana. <\/em><br \/>\n<em>Nell&#8217;estasi superomista del gesto che appaga, scrivono con disprezzo che per gli anarchici sociali &#8220;unica bussola \u00e8 il codice penale&#8221;. Scrivono &#8220;costi quel che costi&#8221;: gli anarchici il prezzo lo pagano ogni giorno. Anche, ma non \u00e8 n\u00e9 un vanto n\u00e9 una lamentela, di fronte ai tribunali, che ci presentano il conto per le lotte cui partecipiamo. <\/em><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_7069.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1215\" title=\"IMG_7069\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_7069-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_7069-300x200.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_7069-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_7069-768x512.jpg 768w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_7069-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_7069-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_7069-1568x1045.jpg 1568w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\n<em>Gli autori del comunicato usano il termine &#8220;federazione&#8221; ma riducono il federalismo alla relazione intangibile tra chi si riconosce nella pistola che spara o nel pacco che deflagra, non certo nella volont\u00e0 di costruire un ambito di relazioni che si impegni a coniugare libert\u00e0 ed organizzazione.<\/em><br \/>\n<em>I detrattori dell&#8217;anarchismo sostengono che \u00e8 impossibile coniugare libert\u00e0 e organizzazione, anarchia e organizzazione, poich\u00e9 identificano l&#8217;organizzazione con la gerarchia, con lo Stato, con l&#8217;imposizione violenta di un ordine sociale che limita la libert\u00e0 e trasforma l&#8217;uguaglianza in uno scheletro formale senza base materiale. <\/em><br \/>\n<em>I sostenitori della democrazia parlamentare ritengono che la libert\u00e0 vada limitata, perch\u00e9, al di l\u00e0 della retorica sul potere popolare, non vedono la libert\u00e0 come il segno distintivo di un&#8217;umanit\u00e0 che si emancipa dalla sottomissione ad un qualsivoglia ordine gerarchico, ma come pericolo da ingabbiare. Per i democratici l&#8217;unico modo di regolare i conflitti, la giungla sociale, \u00e8 nell&#8217;imposizione violenta di regole fissate in base al principio di maggioranza. <\/em><br \/>\n<em>Gli esponenti del nucleo Olga adottano la giungla sociale con cui gli Stati giustificano la loro esistenza, come puntello ad un agire per il gusto d&#8217;agire, un agire che rifugge con sdegno ogni riflessione sull&#8217;etica della responsabilit\u00e0, sulla necessit\u00e0 morale e politica di costruire strade che tutti possano e vogliano percorrere. Un agire che basta a se stesso, senza alcuna attenzione a coloro, senza i quali, piaccia o non piaccia, si fa la guerra privata allo Stato, non la rivoluzione. Nel loro scritto proclamano &#8220;il piacere di aver realizzato pienamente e aver vissuto qui e oggi la \u2018nostra&#8217; rivoluzione&#8221;. In questo modo la rivoluzione sociale si riduce ad una pratica autoerotica in club priv\u00e9. <\/em><br \/>\n<strong><em>L&#8217;anarchismo si \u00e8 sempre basato sulla consapevolezza nello scegliersi azioni ed obiettivi, e sulla responsabilit\u00e0 personale nel perseguirle: esso rimanda sempre alla coscienza degli individui e alla interpretazione del momento storico in cui essi vivono.<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>L&#8217;efficacia dell&#8217;azione diretta non viene espressa dal grado di violenza in essa contenuta, quanto piuttosto dalla capacit\u00e0 di indicare una strada praticabile da tutti, di costruire una forza collettiva in grado di ridurre la violenza al minimo livello possibile all&#8217;interno del processo di trasformazione rivoluzionaria.<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>La violenza se eretta a sistema rigenera lo Stato. <\/em><\/strong><br \/>\n<em>La scommessa degli anarchici organizzatori \u00e8 quella di costruire ambiti di relazione politica e sociale, che, con il loro stesso esistere, prefigurino relazioni sociali libere, dove il legame organizzativo amplifica la libert\u00e0 del singolo. L&#8217;anarchismo sociale non \u00e8 permeato da alcuna pretesa che esista la formula definitiva per la societ\u00e0 anarchica, ma si interroga e interrogandosi prova a praticare una relazione tra diversi che miri alla sintesi possibile, nel rispetto delle differenze di ciascuno e ciascuna. Siamo consapevoli che solo una societ\u00e0 omologata e, quindi, intrinsecamente autoritaria se non totalitaria, pu\u00f2 immaginare di espungere il conflitto dalle relazioni sociali: per questa ragione consideriamo l&#8217;anarchia un orizzonte costantemente in costruzione, dove la rivoluzione sociale che abolisce la propriet\u00e0 privata ed elimina il governo, \u00e8 il primo passo non l&#8217;ultimo di un percorso di sperimentazione sociale, che \u00e8 nostro sin da ora.<\/em><br \/>\n<em><strong>I compagni e le compagne della Federazione Anarchica Italiana riuniti a convegno il 2 e 3 giugno 2012<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Ed ecco altre posizioni sull&#8217;argomento :<\/strong><\/em><br \/>\n<strong>I puntini sulle i<\/strong><br \/>\nAlcune riflessioni a proposito ed in risposta alla rivendicazione FAI ed alle susseguenti chiacchiere mediatiche<br \/>\nA cura di qualche anarchico e di alcuni libertari a Genova (occasionalmente \u201ccittadinisti\u201d)<br \/>\nInevitabile, \u00e8 prendere parola nel momento in cui si viene cos\u00ec direttamente chiamati in causa e dai cosiddetti \u201canarchici informali\u201d e dai media tutti. Probabilmente quanto diremo susciter\u00e0 altre polemiche ma, sinceramente, crediamo che queste avrebbero dovuto esserci di gi\u00e0 molto tempo fa.<br \/>\nInsopportabile: l\u2019essere presi tra due fuochi. Da una parte giornalisti, politici e giudici che speculano su presunti \u201cbrodi di coltura\u201d, su fantomatici passaggi che vedrebbero un salto di qualit\u00e0 fra la lotta sociale, di strada \u2013 fatta di contestazioni, manifestazioni, azioni, e di tutta la molteplicit\u00e0 di pratiche che la fantasia pu\u00f2 mettere a disposizione \u2013 e, dall\u2019altra, aspiranti lottarmatisti, ridotti alla parodia di se stessi, che arrivano a sparare per poi dedicare oltre la met\u00e0 della rivendicazione del gesto a polemiche interne al movimento anarchico, quasi che lo scopo non fosse la sua dimensione politica o sociale (ammettendo che lo possa essere) ma il dimostrare di essere pi\u00f9 \u201cpuri\u201d di qualcun altro, pi\u00f9 anarchici, pi\u00f9 duri, pi\u00f9 coraggiosi. Insomma da una parte si prepara la forca e dall\u2019altra si continua a rimestare la merda nel proprio stagno.<br \/>\nImmorale. E\u2019 farsi fare la morale su come un anarchico dovrebbe agire per essere \u201cdegno\u201d di questo nome.<br \/>\nIndagati. Da una parte dalla questura che, da anni, preme affinch\u00e9 si riesca anche in questa citt\u00e0 ad ottenere l\u2019arresto di diversi anarchici e libertari per la solita \u201cassociazione a delinquere con finalit\u00e0 eversive\u201d e, dall\u2019altra, dalla neo avanguardia federata che ci spia, evidentemente, pronta a misurare quanto tempo passiamo in \u201csalotto\u201d, cosa facciamo la sera e quanto sia radicale ci\u00f2 che diciamo e facciamo quando scendiamo in strada.<br \/>\nInnanzitutto. Noi a Genova in questi anni siamo scesi in strada e abbiamo partecipato a diverse lotte sociali, abbiamo organizzato manifestazioni e contestazioni, abbiamo occupato e agito, ci siamo \u201cmossi\u201d col sole e con la luna, non perch\u00e9 riteniamo questo un pezzo di un percorso graduale che, su una presunta linea retta, porta dal volantinaggio alla \u201clotta armata\u201d, ma perch\u00e9 pensiamo e crediamo che questo \u00e8 il nostro modo, quello che riteniamo pi\u00f9 corretto e coerente con le nostra idee (\u2026e ci dispiace se queste non combaciano con quelle dei \u201cceloduristi dell\u2019anarchia\u201d).<br \/>\nInsieme. E insieme non significa cercare consenso, non significa obbligare la gente ad applaudire o fischiare, non significa dire \u201co con noi o contro di noi\u201d. Significa essere complici per un momento, per un pezzo di strada, ognuno apportando il proprio contributo e le proprie idee. Non \u00e8 \u201ccomplicit\u00e0\u201d quella che prevede un \u201cpensiero unico\u201d, che non coglie le potenzialit\u00e0 e la bellezza delle diversit\u00e0 che riescono a dialettizzarsi intorno ad una medesima istanza. Per gli \u201canarchici federati informali\u201d complicit\u00e0 significa sposare acriticamente i loro metodi e le loro (scarse) analisi sociali, pena l\u2019essere indicati come politicanti, riformisti, anarchici da salotto, collaborazionisti.<br \/>\nInsurrezione. Alzarsi e ribaltare il tavolo dei vincoli e delle istituzioni sociali. Questo lo si fa con la condivisione e la partecipazione attiva delle persone, ognuno con i propri mezzi ed i propri tempi. Sentirsi sfruttati fra gli sfruttati, oppressi fra gli oppressi, pensare e lavorare affinch\u00e9 tutti insieme si possa rovesciare le classi dominanti nell\u2019interesse di tutti. Costruire una societ\u00e0 nuova con il contributo e la partecipazione di ogni individuo. Questo, magari tagliato un po\u2019 con l\u2019accetta, \u00e8 l\u2019idea che abbiamo di insurrezione e di rivoluzione. Se la societ\u00e0 futura che \u201cgli sparatori\u201d hanno in mente \u00e8 quella di chi guarda l\u2019altro dall\u2019alto in basso, di chi disprezza tutti come potenziali \u201ccomplici\u201d, beh, allora non combattiamo dalla stessa parte della barricata.<br \/>\nImprescindibile \u00e8, dunque, per noi il rivendicare le nostre pratiche ed i nostri contenuti, le lotte che abbiamo portato avanti in questa citt\u00e0, come una scelta precisa che nulla ha a che vedere con salti in avanti o indietro. Se volevamo fare il gruppuscolo armato l\u2019avremmo fatto, e questo probabilmente ci sarebbe costato meno in termini repressivi e di controllo. Si sa: inviare ogni tanto mortaretti per posta o fare la bua al polpaccio di un responsabile del cancro nucleare, col nome sull\u2019elenco telefonico e senza scorta, pu\u00f2 essere decisamente meno rischioso che ostinarsi ad andare avanti, magari ricominciando cento volte, come individui che si sentono parte del mondo e non al di sopra di esso. Quindi continueremo sulla nostra strada, consapevoli che l\u2019obiettivo non \u00e8 togliere il monopolio della violenza allo Stato per prenderselo per s\u00e9 ma far s\u00ec che, se necessario, la violenza divenga diffusamente arma di difesa ed attacco degli oppressi tutti.<br \/>\nInconscio, dei neo avanguardisti. Nel leggere di \u201cpiacere ad armare il caricatore\u201d, del \u201cconfluire di sensazioni piacevoli\u201d, di armonia con la natura e nichilismo, pi\u00f9 varie piccole confessioni da rotocalco per ragazzi, ad una prima analisi, a legger bene e pensar male, appare evidente che pi\u00f9 che la fede che animava i nichilisti russi ci si trovi di fronte ad un disagio che ha pi\u00f9 a che fare con traumi adolescenziali mal risolti che con la volont\u00e0 di rovesciare lo zar per aprire la strada al popolo. Il mal celato feticismo per la scoperta dell\u2019arma da fuoco e l\u2019apologia per il proprio coraggio (sino alla galera ed alla morte) ci rimandano ad una dimensione del martirio che con la libert\u00e0 e l\u2019emancipazione hanno poco a che fare, anche perch\u00e9 escludiamo categoricamente che nell\u2019aldil\u00e0 ci attendano fiumi di miele e, per i maschietti, 99 vergini.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_7020.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1216\" title=\"IMG_7020\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_7020-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_7020-300x200.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_7020-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_7020-768x512.jpg 768w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_7020-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_7020-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_7020-1568x1045.jpg 1568w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Insensibilit\u00e0. La violenza rivoluzionaria pu\u00f2 essere una \u201ctragica necessit\u00e0\u201d, e certamente non siamo qui a piangere per la gamba di un uomo che, lavorando attivamente nella diffusione del nucleare, ha gravi responsabilit\u00e0 nella distruzione del pianeta e nell\u2019assassinio di tantissime persone. Tuttavia, dalla consapevolezza di una tragica necessit\u00e0 all\u2019esaltazione del piacere per l\u2019arma, passa la differenza tra quella che storicamente \u00e8 stata e che noi chiamiamo giustizia sociale e quella che, nell\u2019attuale situazione storica, per la rivendicazione che si \u00e8 data, si \u00e8 mostrata come pura espressione di rancore settario.<br \/>\nIncoerenza. Forse i nostri \u201cnuovi anarchici\u201d non se ne sono accorti ma, mentre loro scrivono di voler \u201cradicalizzare il conflitto\u201d, nelle strade d\u2019Italia e d\u2019Europa il conflitto si sta gi\u00e0 radicalizzando da s\u00e9, senza bisogno di presunti illuminati a dare l\u2019esempio. In tutti i casi, quello che ci chiediamo \u00e8: che cosa ha a che vedere questa visione \u201cazzoppata\u201d del nichilismo con il conflitto sociale (fenomeno allargato per definizione)? L\u2019idea del conflitto sociale e della rivoluzione come fenomeno prettamente ed esclusivamente militare \u00e8 cosa superata da oltre un secolo. E\u2019 chiaro, crediamo per (quasi) tutti che sul piano meramente militare chi detiene il potere ha gi\u00e0 vinto. Se fosse semplicemente il possesso delle armi a stabilire le possibilit\u00e0 di cambiamento allora potremmo di gi\u00e0 darci per spacciati. L\u2019equazione pistola=radicalit\u00e0 non sta in piedi da nessun punto di vista, \u00e8 soltanto una visione auto celebrativa utile a confermare le tesi della polizia. Nelle lotte sociali e partigiane non vi \u00e8 alcuna gerarchia di mezzi, in alcuni casi possono essere utili le armi, in altre gli scritti e le parole, a volte entrambe, a volte altro ancora. Ci\u00f2 che conta \u00e8 la coerenza fra mezzi e fini. Solo l\u2019alzare la testa di tutti gli oppressi pu\u00f2 spazzare via l\u2019attuale sistema sociale, e non \u00e8 implicito n\u00e9 esclusivo che questo debba avvenire \u201cmilitarmente\u201d.<br \/>\nIl bue\u2026 che dice cornuto all\u2019asino. Visto che gli autori del \u201cnoto gesto\u201d hanno la pretesa di giudicare la nostra e l\u2019altrui coerenza, facciamo notare che il sottointeso del suddetto gesto assomiglia ad un \u201ccolpirne uno per educarne cento\u201d, pratica intimidatoria che forse sar\u00e0 stata inglobata da quella che i \u201cfederati\u201d chiamano \u201cnuova anarchia\u201d, ma che di certo non fa parte della tradizione anarchica a cui noi, irriducibili romanticoni, piace rimanere fedeli: vale a dire che si spara per fermare concretamente un\u2019ingiustizia e non per avvertire e\/o storpiare qualcuno.<br \/>\nIndividuo, cio\u00e8 la persona nella sua complessit\u00e0, interezza, diversit\u00e0 e nelle sue relazioni. Vale per noi e vale per il nostro nemico. Non si spara mai \u201csulle divise\u201d ma sempre sulle persone. Nel ridurre la persona ad un mero simbolo si compie un\u2019operazione totalitaria, si trasfigura l\u2019umano in una responsabilit\u00e0 e, cos\u00ec facendo, la responsabilit\u00e0 di cui l\u2019individuo si prende carico diviene la sua interezza, vale a dire il mostro da abbattere, il nemico da punire. Qui non si tratta di sparare o non sparare ma di smetterla di ragionare in termini di simboli. Colpire dove pi\u00f9 nuoce non dovrebbe significare colpire nel modo pi\u00f9 simbolico o spettacolare, pi\u00f9 semplice o meno rischioso, ma dove concretamente \u00e8 possibile fermare l\u2019ingiustizia, inceppare gli ingranaggi della morte. Nel colpire le responsabilit\u00e0 che le persone si assumono nel proprio ruolo noi vediamo il superamento di un ostacolo, la fine di una nocivit\u00e0, e non \u2013 come si evince dalla rivendicazione degli \u201canarchici informali\u201d \u2013 il punire una persona. Non siamo giudici, siamo rivoluzionari.<br \/>\nIrredentismo. Di una certa retorica e simbologia \u201cdannunziana\u201d ne faremmo volentieri a meno: l\u2019apologia del \u201cbel gesto\u201d, i movimenti interiori dell\u2019anarchico nuovo, un certo sentimentalismo protoromantico e l\u2019autocompiacimento estetizzante li lasceremmo volentieri ad un passato che, oltretutto, non ci appartiene. Del resto, cari \u201ccompagni\u201d, non avete preso Fiume ma, se non ve ne siete accorti, c\u2019\u00e8 solo un ingegnere con la stampella per il prossimo mese. Gi\u00e0 la prosa futurista-individualista era imbarazzante per i suoi tempi, diciamo che riproporla oggi, in peggio, non \u00e8 certamente un\u2019urgenza.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/durruti.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1230\" title=\"durruti\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/durruti-217x300.jpg\" alt=\"\" width=\"217\" height=\"300\" \/><\/a><br \/>\nInformalit\u00e0. Non \u00e8 obbligatorio usare i termini solo perch\u00e9 abusati nel milieu anarchico. Se l\u2019informalit\u00e0 veniva posta (anche) in antitesi al lottarmatismo in un periodo in cui le BR tenevano la scena, allora non \u00e8 che basta non essere come le BR per \u201cessere informali\u201d o determinare un\u2019organizzazione informale. Quando i \u201cnostri attentatori\u201d ci piazzano una rivendicazione oggi, e ieri altri \u201cfederati\u201d si addentravano in uno sproloquio, ambientato a Paperopoli, scritto con tanto di descrizione di metodi, linea da seguire, simbolo e sigle da interporre e post-porre, non basta chiamarne il risultato \u201cspontaneismo armato\u201d per esorcizzare l\u2019ideologia lottarmatista. Tutt\u2019al pi\u00f9 quello che si ottiene \u00e8 un peggiorativo dell\u2019ideologia genitrice in un surrogato che mantiene in s\u00e9 la logica dell\u2019avanguardia ma gli aggiunge l\u2019aspetto di una irrazionalit\u00e0 apparentemente romantica ma, nei fatti, semplicisticamente manichea. Spontaneamente, d\u2019impulso, senza calcolo o razionalit\u00e0 si possono fare molte cose, ma non \u00e8 detto che queste cose siano sempre la risposta giusta o migliore. L\u2019equazione spontaneit\u00e0 (nell\u2019agire) = libera espressione dell\u2019individuo = rivoluzione \u00e8, come direbbe un illustre comico genovese, \u201c una cagata pazzesca\u201d. L\u2019azione rivoluzionaria \u00e8, e dovrebbe essere, a nostro avviso, il risultato elaborato di ragione e sentimento dell\u2019individuo nelle sue relazioni con altri individui e col mondo circostante.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_7008.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1217\" title=\"IMG_7008\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_7008-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_7008-300x200.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_7008-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_7008-768x512.jpg 768w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_7008-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_7008-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_7008-1568x1045.jpg 1568w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nIncomunicabilit\u00e0. E in effetti chiunque legga il comunicato di rivendicazione non potr\u00e0 fare a meno di porsi una domanda: ma per gli attentatori chi sono i veri nemici, i tecnocrati a cui vogliono sparare o gli altri anarchici? Nella logica dualistica sopra citata non esiste spazio per dialogare con gli sfruttati, con gli esclusi \u2013 se non quello dell\u2019indicare questi ultimi come complici rassegnati. La rivendicazione \u00e8 per i media di regime e per lo Stato; le critiche sono per gli specialisti della militanza e per gli anarchici. Non sappiamo quanto le vittime del nucleare, vale a dire gli individui morti \u201cpiazzati\u201d qua e la nel testo di rivendicazione, avrebbero mai potuto capire delle polemiche interne ai movimenti. Ma forse \u00e8 colpa loro\u2026 o sono \u201csolo\u201d degli indignati o sono, appunto, morti\u2026 vero?<br \/>\nIdiozia, o provocazione? Sinceramente non lo sappiamo ma, sta di fatto, che troviamo alquanto grave che all\u2019interno di una rivendicazione di questo genere vi siano contenuti concetti e frasi (estrapolate e incollate in modo raffazzonato) di testi altrui, scritti con altri obiettivi, con diverse progettualit\u00e0 e soprattutto pubblici\u2026 con tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 comportare a livello repressivo (e scusate se \u201cragioniamo col codice penale alla mano\u201d). Dunque la proposta \u00e8 semplice: cari \u201canarchici informali\u201d, se \u2013 come avete annunciato \u2013 dovete proseguire con la strada intrapresa, sareste pregati di spremere un po\u2019 di pi\u00f9 le meningi ed esprimere concetti vostri anzich\u00e9 inserire quelli altrui fuori (se non contro) il loro contesto originario.<br \/>\nIncredibile. Comunque dopo tante critiche alla Federazione Anarchica Informale una cosa dobbiamo riconoscergliela: per due ore la produzione di Finmeccanica si fermer\u00e0\u2026 i lavoratori sciopereranno in difesa ed in solidariet\u00e0 al \u201cmanager azzoppato\u201d. Insomma un grande risultato, di quelli che si ottengono solo quando i muti parlano con i sordi.<br \/>\nIn marcia. E cos\u00ec gioved\u00ec a Genova si terr\u00e0 una manifestazione \u201ccontro il terrorismo\u201d. La canea mediatica, le istituzioni e gli immancabili sindacati sono riusciti a mettere insieme ci\u00f2 che per natura \u00e8 contrapposto: le azioni contro Equitalia e la gambizzazione di un amministratore delegato, l\u2019insorgere \u2013 ognuno a suo modo \u2013 contro i soprusi e l\u2019avanguardia (mal) armata . Peggio: gli sfruttati e gli sfruttatori. Tanto per essere chiari noi non riteniamo che n\u00e9 la gambizzazione, n\u00e9 le molotov, n\u00e9 gli assalti \u201cdi massa\u201d ad Equitalia, siano pratiche terroristiche. Terrorismo \u00e8 il seminare violenza e panico alla cieca al fine di preservare o conquistare il potere. E questo appartiene allo Stato ed ai \u201cfascisti (nazionalisti e\/o religiosi) di varie bandiere\u201d. Detto questo riteniamo la gambizzazione un atto intimidatorio e crudele che eticamente non ci appartiene, mentre riteniamo i vari attacchi ad Equitalia, compiuti dagli sfruttati in questi giorni, una battaglia molto pi\u00f9 che condivisibile, fondamentale.<br \/>\nInquisire e raggruppare tutte le pratiche di dissenso, dalla lotta contro Equitalia a quella contro il TAV, dalle pratiche resistenziali contro la crisi finanziaria alla solidariet\u00e0 verso gli immigrati perseguitati, in un unico calderone assieme al lottarmatismo \u00e8 una vecchia modalit\u00e0 che gli Stati hanno tutto l\u2019interesse a mettere in atto. Indicare il movimento anarchico ed i movimenti antagonisti come \u201cbrodo di coltura\u201d, dipingere i rivoluzionari come doppiogiochisti (in pubblico tutti insieme alla pari, e di nascosto setta separata e sprezzante), dipingere ogni ostilit\u00e0 come terrorismo, \u00e8 quello che serve al governo per continuare a far passare le sue \u201cmisure anticrisi\u201d riuscendo a mantenerci divisi. Hanno gi\u00e0 annunciato il rafforzamento delle misure investigative e repressive, hanno gi\u00e0 proposto di voler schierare l\u2019esercito a difesa degli \u201cobiettivi sensibili\u201d. Se gli sfruttati cascheranno in questa trappola vi \u00e8 il concreto rischio che tutte le lotte iniziate implodano in loro stesse.<br \/>\n<strong>In cammino. Che non ci si faccia turlupinare da politicanti e sindacalisti, che si lascino le avanguardie separate alla loro alienazione. Abbiamo bisogno di guardare il mondo con realismo, sapendo coniugare le difficolt\u00e0 e la tragicit\u00e0 della situazione con le dovute risposte, coerenti coi nostri sogni e i nostri desideri. Non facciamoci prendere dalla paura, soprattutto non facciamoci divorare dall\u2019odio e dal rancore (genitori di ogni forma di alienazione). Il mutuo soccorso ed il mutuo appoggio, la capacit\u00e0 di comprendere, la solidariet\u00e0 ed il coraggio della coerenza (per cui mai il fine giustifica i mezzi) sono l\u2019arsenale che da sempre gli oppressi hanno nella cantina del loro cuore. E queste armi, queste nostre armi, non le consegneremo facilmente alla polizia<\/strong>.<br \/>\nPS:<br \/>\nIncantesimo. Visto che saremo accusati di pratiche magiche, ovvero di riuscire a \u201cdissociarci\u201d da qualcosa a cui non ci siamo mai \u201cassociati\u201d, sottolineiamo che questo testo \u00e8 figlio di alcune individualit\u00e0 e che non a priori rispecchia le posizioni dei vari anarchici e libertari presenti a Genova. Ovvio, ma meglio precisarlo vista l\u2019ottusit\u00e0 dilagante.<br \/>\nIndignati? Noi parecchio, anzi \u2013 ve lo concediamo \u2013 meglio dire Incazzati.<br \/>\n<strong>alcuni anarchici e libertari genovesi<\/strong><br \/>\n<strong>qui invece&#8230;&#8230;<\/strong><br \/>\n<em><strong><a href=\"http:\/\/culmine.noblogs.org\/\">http:\/\/culmine.noblogs.org\/<\/a>\u00a0 sito vicino agli informali, pi\u00f9 o meno, se nessuno se ne ha a male o si formalizza&#8230;.notiamo come si rifaccia apertamente a Renzo Novatore e \u00a0Severino Di Giovanni <\/strong><\/em><em><strong><strong>(Distruggiamo Cartagine! La Cartagine moderna, quella dei ricchi, dei preti e dei militari! Questo deve essere il grido dei ribelli e il motto della rivoluzione sociale. Distruggiamo i tartufi! Distruggiamo il covo dei tiranni! <\/strong><br \/>\nSeverino Di Giovanni, 1929)<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>di cui abbiamo parlato estesamente negli ultimi numeri&#8230;.<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>ecco il loro comunicato..<\/strong><\/em><\/p>\n<h2><strong>CCF \u2013 IL CAOS ALLE PORTE<\/strong><br \/>\n(Italia, Messico, Grecia)<\/h2>\n<p>Mercoled\u00ec 13 giugno \u00e8 stata disposta la campagna internazionale anti-anarchica sotto il nome di \u201coperazione Ardire\u201d. Le forze italiane dell\u2019antiterrorismo di carabinieri e ROS sono state messe agli ordini della PM-inquisitrice perugina Manuela Comodi, ed hanno proceduto all\u2019arresto di otto compagni anarchici. In parallelo, indagini sono state condotte anche contro altri compagni (tra i quali i compagni delle Edizioni Cerbero).<br \/>\nNoi non conosciamo i dettagli del caso, n\u00e9 siamo noi avvocati per parlare il linguaggio di prove documentali o meno. Tutto ci\u00f2 che sappiamo \u00e8 che la polizia mondiale vuole abbattere la <strong>nuova anarchia<\/strong>.<br \/>\nGiudici, PM, interrogatori e sbirri antiterrorismo vogliono far inginocchiare ed incatenare con le manette gli indomiti insorti che illuminano le notti con la loro ribellione e dipingono le citt\u00e0 coi colori di una tenace insurrezione anarchica.<br \/>\nComunque, tutti noi anarchici d\u2019azione, nichilisti, caotici ed antisociali abbiamo definitivamente oltrepassato il punto dove qualsiasi ritorno alla pace della normalit\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 fattibile. La nuova anarchia sembra la marea esplosiva che travolge i paesi, i confini ed i linguaggi. Compagni che non abbiamo mai incontrato, che non parlano la stessa lingua e dai quali ci separano migliaia di chilometri, fili spinati e mura delle prigioni, ridono e cadono nella malinconia con le nostre gioie ed i nostri dolori condivisi, e la nostra anarchia brucia come la luce di migliaia di soli che eruttano nella gelida notte della massa.<br \/>\nLa polizia mondiale vuole abbattere questa ribellione internazionale. Non \u00e8 una coincidenza che, poco prima dell\u2019\u201doperazione Ardire\u201d, le forze antiterroriste abbiano proceduto all\u2019arresto di alcune persone in relazione agli attacchi della FAI-Bolivia. Non \u00e8 un caso che l\u2019\u201doperazione Ardire\u201d, al di l\u00e0 dell\u2019aver colpito gli otto anarchici arrestati in Italia, si \u00e8 espansa in Germania ed in Svizzera, posando il suo sguardo sui gi\u00e0 imprigionati compagni Gabriel Pombo Da Silva e Marco Camenisch. Queste alchimie degli sbirri sono state effettuate nel preciso momento in cui i nostri due compagni stavano per giungere al rilascio dopo 18 e 21 anni in prigione, rispettivamente.<br \/>\nMa l\u2019esibizione della marionetta accusatrice M. Comodi non finisce qui. Con l\u2019\u201doperazione Ardire\u201d sei di noi, compagni della Cospirazione delle Cellule di Fuoco, sono sotto indagine a causa della corrispondenza che abbiamo avuto con alcuni dei compagni arrestati.<br \/>\nNaturalmente, i tiratori di corda dell\u2019unit\u00e0 antiterrorista greca non hanno perso l\u2019opportunit\u00e0 di parlare riguardo al loro supposto contributo all\u2019\u201doperazione Ardire\u201d con presunte informazioni raccolte dal controllo delle e-mail tra di noi. Naturalmente, i loro colleghi italiani non hanno mai dato conferma di questo, dal momento che le presunte informazioni tramite e-mail (incluse nella documentazione del caso italiano) erano traduzioni di testi politici che sono stati pubblicati nelle reti di controinformazione anarchica Culmine e ParoleArmate.<br \/>\nMa, per non lasciare neanche un centimetro di sospetto di \u201cscuse\u201d legalitarie, vogliamo chiarire che: incuranti dell\u2019inchiesta giudiziaria, dichiariamo che supportiamo tutte le azioni violente insurrezionali della FAI\/FRI con tutta la nostra rabbia e tutto il nostro cuore.<br \/>\nNoi stiamo approvando con tutto il cuore ogni parola dalla FAI e la portiamo dentro di noi, cercando dei modi per trasformarla in pratica con le nostre stesse mani. La FAI\/FRI era, \u00e8 e sar\u00e0 l\u2019essenza della tenace insurrezione anarchica. Supportiamo, promuoviamo e partecipiamo alla Federazione Anarchica Informale \u2013 Fronte Rivoluzionario Internazionale (FAI\/FRI).<br \/>\nComunque, la propaganda del nemico e le operazioni militari-poliziesche, come l\u2019\u201doperazione Ardire\u201d, in aggiunta agli arresti, mirano a costruire un clima di paura. Loro desiderano trasmettere la paura della prigione e l\u2019immagine di una polizia onnipotente, in modo da sospendere la guerra della nuova anarchia contro il sistema.<br \/>\nCi\u00f2 che \u00e8 importante per noi in questo momento \u00e8 combattere la paura. E\u2019 il nostro modo per andare prima al controattacco. <em><strong>\u201cQuesto vuol dire affondare ulteriormente il coltello nel cuore del nemico, senza aver paura delle ripercussioni che ci\u00f2 comporta, con la furia e la gioia iconoclasta che portiamo sempre con noi, nel nostro sorriso e nei nostri sguardi.<\/strong><\/em><strong><em>\u201d <\/em><\/strong>(Tomo \u2013 Fratello-Compagno sotto indagine nel contesto dell\u2019\u201doperazione Ardire\u201d).<br \/>\n<strong>Noi non guardiamo indietro, manteniamo i nostri occhi solo in avanti<\/strong>\u2026<br \/>\nChe quelli spaventati, o stanchi, scendano adesso dal treno. Non c\u2019\u00e8 un biglietto di ritorno. Nemmeno ritardi, n\u00e9 fermate\u2026 stiamo chiudendo in pugni le nostre mani e camminando contro la nostra epoca, avendo i nostri compagni come fratelli e sorelle.<\/p>\n<blockquote><p><strong>\u201cBasta, basta, basta! <\/strong><br \/>\n<strong>Che il poeta tramuti in pugnale la sua lira! <\/strong><br \/>\n<strong>Che il filosofo tramuti in bomba la sua sonda! (\u2026)<\/strong><br \/>\n<strong>\u00c8 tempo, \u00e8 tempo \u2014 \u00e8 tempo!<\/strong><br \/>\n<strong>E la societ\u00e0 cadr\u00e0.<\/strong><br \/>\n<strong>La patria cadr\u00e0.<\/strong><br \/>\n<strong>La famiglia cadr\u00e0.<\/strong><br \/>\n<strong>Tutto cadr\u00e0, poich\u00e9 l\u2019Uomo Libero \u00e8 nato.\u201d<\/strong><br \/>\n&#8211; Renzo Novatore<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>LIBERTA\u2019 per i COMPAGNI ANARCHICI <\/strong><br \/>\n<strong><em>Giuseppe, Stefano, Elisa, Alessandro, Sergio, Katia, Paola, Giulia<\/em><\/strong><br \/>\n<strong>SOLIDARIETA\u2019 e FORZA<\/strong><br \/>\n<strong><em>ai nostri fratelli Gabriel Pombo Da Silva e Marco Camenisch<\/em><\/strong><br \/>\n<strong><em>I membri imprigionati della O.R. CCF della prima fase\/FAI\/FRI e l\u2019anarchico d\u2019azione Theofilos Mavropoulos<\/em><\/strong><br \/>\n<strong>LUNGA VITA ALLA FAI\/FRI<\/strong><br \/>\n<strong>LUNGA VITA AL FUOCO della NUOVA ANARCHIA<\/strong><br \/>\n<em><strong>e ancora, da Finimondo&#8230;..<\/strong><\/em><\/p>\n<div>\n<div>\n<h2><em>Chi teme il dire, di far non ha ardire<\/em><\/h2>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.finimondo.org\/sites\/default\/files\/STREGHETTA.jpg\" alt=\"\" width=\"137\" height=\"200\" \/><\/em><\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div><em>\u00c8 l\u2019alba del 13 giugno 2012. I carabinieri del ROS \u2014 in combutta con la Procura di Perugia \u2014 bussano assai poco discretamente alla porta di alcune decine di anarchici, in tutta Italia, effettuando otto arresti (altri due compagni, da tempo in carcere in Svizzera e in Germania, vengono raggiunti dal medesimo provvedimento) e numerose perquisizioni in case e spazi anarchici.\u00a0<\/em><\/p>\n<div><em>L\u2019ennesima ondata repressiva lanciata contro il movimento viene chiamata \u201cOperazione Ardire\u201d, forse in omaggio a quella saggezza popolare che ha suggerito agli inquirenti di andare a caccia di arditi fra chi non teme il dire. La cosa che accomuna quasi tutti gli anarchici coinvolti in questa inchiesta \u00e8 di sostenere apertamente la necessit\u00e0 dell\u2019azione diretta, anche e soprattutto nella sua espressione individuale, trasgredendo i dettami della collettivit\u00e0\u00a0sanzionatrice \u2014 istituita o in divenire&#8230;<\/em><\/div>\n<div><em>La sensazione pi\u00f9 comune \u00e8 di essere a un passo dal baratro. Pi\u00f9 che una vita da vivere con gioia, la stragrande maggioranza delle persone si accontenta di una sopravvivenza trascinata a fatica, facendo quotidianamente ci\u00f2 che le \u00e8 sgradito, non ci\u00f2 che vorrebbe fare. Un\u2019esistenza di rinunce, delusioni, abbandoni, sconfitte, rassegnazione. Una servit\u00f9 volontaria accettata pur di evitare la miseria pi\u00f9 nera. Se questa \u00e8 la regola, come stupirsi di fronte alla trasgressione? Noi non ce ne stupiamo. Chi decreta ed impone le regole nemmeno, per\u00f2 deve correre ai ripari. Soprattutto oggi, quando persino la sopravvivenza \u00e8 in pericolo. Ogni trasgressione diventa allora un pericolo immediato. Anche se piccola, minoritaria, debole, sporadica, \u00e8 comunque simile a un virus che, se non immediatamente isolato e neutralizzato, pu\u00f2 causare gravi danni alla salute di questa societ\u00e0 fondata sul denaro. Ci\u00f2 spiega come mai i terapeuti stipendiati dallo Stato siano continuamente al lavoro, con l\u2019uso di mille strumenti, inventando mille antidoti, scoprendo mille vaccini per tenere a bada la minaccia di uno sconvolgimento sociale.\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em>Oggi, in preda al panico davanti all\u2019approssimarsi di questa minaccia, danno i numeri e distribuiscono a destra e a manca articoli come il 270 (\u201cassociazione sovversiva\u201d) o all\u2019occorrenza il 416 (\u201cassociazione a delinquere\u201d). Ne stanno scoprendo ovunque, di codeste associazioni. Che, oltre ad essere diffuse sul territorio, pare siano costituite dagli individui pi\u00f9 disparati. \u00c8 solo una questione di circostanza e di occasione. Nei confronti dei suoi nemici pi\u00f9 espliciti, lo Stato agisce ventiquattr\u2019ore al giorno e trecentosessantacinque giorni all\u2019anno; nei confronti degli altri, aspetta il momento pi\u00f9 propizio. Ma prima o poi viene il turno di tutti, del sovversivo indisciplinato e del sindacalista incazzato, dell\u2019animalista radicale e del disoccupato autorganizzato, dell\u2019ecologista indignato e del lavoratore precarizzato&#8230;<\/em><\/div>\n<div><em>Tuttavia l\u2019estensione del controllo sociale non sar\u00e0 mai in grado di garantire la quiete nelle strade delle citt\u00e0 e nel cuore degli individui che le percorrono, mentre pu\u00f2 prepararne il disordine. Pi\u00f9 la regola si stringe attorno ai desideri degli individui, pi\u00f9 aumenta \u2014 oltre alla loro mansuetudine \u2014 anche la voglia di trasgressione, con effetti dirompenti.<\/em><\/div>\n<div><em>Certo, anche la trasgressione ha il suo arsenale. Un arsenale ricco, composito, accumulato in secoli di lotte, dove chiunque pu\u00f2 trovare ci\u00f2 che pi\u00f9 gli aggrada. Fra le armi a disposizione c\u2019\u00e8 anche la violenza. Non la violenza cieca e indiscriminata del terrorismo, che \u00e8 solo opera dello Stato, ma la violenza del sabotaggio e dell\u2019azione diretta, individuale o collettiva che sia. Di fronte a una vita priva di senso, niente e nessuno potr\u00e0 mai impedire alla rabbia di esplodere. Se si contamina il mondo con le radiazioni, \u00e8 inevitabile che qualcuno colpisca chi ne trae profitto. Se si mettono sul lastrico migliaia di persone, \u00e8 inevitabile che qualcuno se la prenda con gli strozzini. Se si devasta l\u2019ambiente per costruire Grandi Opere, \u00e8 inevitabile che qualcuno ne saboti i cantieri. Se si violenta la vita, \u00e8 inevitabile che qualcuno attacchi gli stupratori. Ma solo l\u2019immonda logica sbirresca pu\u00f2 vedere in ogni abitazione un covo, in ogni petardo un ordigno, in ogni difesa della propria intimit\u00e0 una forma di clandestinit\u00e0, in ogni gesto di solidariet\u00e0 una congiura, in ogni singola arma una santabarbara.\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em>Andando a ritroso nel tempo, quando una quindicina di anni fa un magistrato di Roma invent\u00f2 una banda armata (ed i soliti Ros adescarono e addestrarono una falsa pentita) per liquidare un buon numero di anarchici, i pi\u00f9 alzarono le spalle come se la cosa non li toccasse: \u00abin fin dei conti, se la sono voluta\u00bb, \u00aba noi non capiter\u00e0 mai\u00bb, \u00abcos\u00ec imparano a comportarsi\u00bb.<strong> Quasi tutti convinti che solo chi non ripudia le azioni considerate violente attiri su di s\u00e9 la repressione dello Stato. Quanto \u00e8 accaduto in seguito ha dimostrato l\u2019infondatezza di tale convinzione, nonch\u00e9 lo scarso acume nel non comprendere che la criminalizzazione di una idea avrebbe aperto la strada all\u2019incriminazione di qualsiasi altra idea ritenuta sovversiva.<\/strong><\/em><\/div>\n<div><em>Oggi a farsi avanti \u00e8 una Procura nota per il suo accanimento, quella di Perugia, coadiuvata da un generale famigerato per i suoi intrighi. Qualcuno continuer\u00e0 ad alzare con indifferenza le spalle? O sapremo intensificare, pur nelle rispettive differenze, senza cieche esaltazioni e vili prese di distanza, l\u2019attacco contro questo mondo?<\/em><\/div>\n<div><em>\u00a0<\/em><\/div>\n<div><em>[volantino distribuito a Roma il 29\/6\/12 &#8211; scaricabile dai Papiri]<\/em><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>Sovversivi, ricordo di Paolo Braschi<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/paolo-braschi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1210\" title=\"paolo braschi\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/paolo-braschi-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/paolo-braschi-300x200.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/paolo-braschi-768x512.jpg 768w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/paolo-braschi.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>RICORDO DI PAOLO<br \/>\nCaro Paolo Braschi, nome e cognome, perch\u00e9 mai come te un compagno l&#8217;ho sentito chiamare per nome e cognome. Molto probabilmente perch\u00e9 eri il compagno Paolo Braschi. E questo tuo essere a noi Paolo Braschi ci portava direttamente nell&#8217;Anarchia. Sai quella che \u201csiamo chiamati malfattori eppure la nostra \u00e8 solo idea d&#8217;amore\u201d Proprio cos\u00ec. Sei stato tu che in occasione della lapide per il centenario della morte di Pietro Gori l&#8217;hai suggerita e cos\u00ec \u00e8 stata scritta in omaggio a Pietro Gori. Ma questa frase ti rappresenta tutta com&#8217;\u00e8. Giovane anarchico ti hanno trattato da malfattore, da terrorista. Imprigionato, pestato come da sempre viene fatto agli anarchici. E non era certo un periodo di leggerezza. Era appena qualche giorno prima che venisse in tutta la sua tragicit\u00e0 la strage di stato. Anzi comincia proprio da l\u00ec. Dall&#8217;arresto tuo ed altri compagni accusati di aver messo la bomba alla Fiera campionaria. Ma era solo l&#8217;inizio. Voi in carcere, lo stato con i suoi servizi segreti ed istituzioni a tramare con fascisti, bombe, stragi, accordi sottobanco con opposizioni malcelate, funzionari e commissari zelanti a tessere sapientemente una strategia da schiaffare in faccia alla societ\u00e0 cosiddetta civile. Cos\u00ec in Italia si preparava la storia di un paese che non poteva e non doveva abbandonare gli accordi internazionali. E dove ancora non potevano arrivare proprio questi accordi, lo stato, gli americani , i fascisti si buttarono zelanti a capofitto ad organizzare stragi da addossare agli anarchici. Piazza Fontana, e poi tutti le altre fino a noi. Perch\u00e9 ieri come oggi , anche se la banalit\u00e0 \u00e8 lampante, sono gli anarchici che si possono e devono dare in pasto al popolo che gi\u00e0 allora stava perdendo la memoria ed anche la capacit\u00e0 di autodeterminarsi . La societ\u00e0 che volevano gli stragisti era esattamente quella che purtroppo ci \u00e8 arrivata. Ma gli anarchici, allora come ora sono sempre ad affermare, che la verit\u00e0 delle stragi \u00e8 da cercare fra i padroni. La strage \u00e8 di stato. E non a caso anche stragi lontane dalla strategia della tensione come quella di Firenze e di Roma oggi stanno mostrando le connivenze fra la mafia e lo stato. Allora Gli anarchici hanno pagato con anni di carcere, con la morte come Pinelli ed i compagni calabresi, ma la verit\u00e0 usc\u00ec , fu chiaro a molti che le stragi furono attuate da apparati dello stato. E anche se oggi i tentativi di gettare tutto in ambiguit\u00e0, o verit\u00e0 \u201cgiudiziarie\u201d sono tanti ed a formularli sono non solo i funzionari di stato o magistrati come D&#8217;ambrosio.Il tentativo di Napolitano di coronare finalmente la teoria del PCI non a caso sono seguite operazioni come il film di Giordana che cercano una neutralit\u00e0 che non pu\u00f2 esserci. vittime e carnefici, Pinelli, Calabresi sono tutti da considerare vittime del terrorismo. L&#8217;unico terrorismo di quegli anni \u00e8 quello di stato. Pinelli \u00e8 stato assassinato, ne eri certo come le bombe alla Fiera non le avevano messe gli anarchici. E voi compagni che in quegli anni lo avete vissuto sulla pelle, e alcuni con la perdita della vita, l&#8217;avete dimostrato. Che se ne fanno di stragi gli anarchici? L&#8217;unica strage che gli anarchici possono perseguire \u00e8 quella molto pericolosa per il potere di distruggere il potere stesso. Quante volte l&#8217;hai detto. Tante volte. A raccontare quei giorni, minuziosamente di quanto il solerte commissario Calabresi, oggi in corso di beatificazione ,facesse picchiare dai suoi subordinati, di come ti invit\u00f2 a gettarti dalla finestra, cosa che poi fece con Pinelli, di quante volte nelle carceri ti oltraggiassero perch\u00e9 anarchico. Ma raccontavi anche che a volte il carcere, nei momenti calmi, come li chiamavi, era quasi un passeggiata a confronto di quello che avevi passato da piccolissimo negli istituti religiosi. Vere e proprie sevizie. Torture psichiche e e fisiche. A me facevi accapponare la pelle. Eppure anche io ne ho passate. Ma ti confidavo che a tuo confronto avevo passato un&#8217;infanzia da principessa. Eppure se c&#8217;era una persona equilibrata , positiva eri tu Paolo. E non te lo dico ora che sei purtroppo qui nella bara.\u00a0I compagni me l&#8217;hanno sentito dire pi\u00f9 e pi\u00f9 volte. Paolo eri un \u00a0grande compagno. Una persona eccezionale, perch\u00e9 tutti sono bravi ad essere positivi ed equilibrati quando non gli succede nulla o quasi. Sai la vita liscia..a te non \u00e8 toccata, sofferenze dolori, ma la tua essenza era tutta proprio quella \u201deppur la nostra idea non \u00e8 che idea d&#8217;amore \u201d. Spesso da quando ti ho conosciuto si intavolava la discussione del perch\u00e9 eravamo anarchici; si andava dalle passioni ai dolori, alle persone conosciute che in male o in bene ci avevano fatto avvicinare all&#8217;anarchia, dalle letture alle esperienze dirette, ma alla fine convenuto che pi\u00f9 che altro eravamo veramente malati cronici di anarchia tu sostenevi che in vita si faceva quello che si poteva ma che volevi morire da anarchico. Anarchico fino all&#8217;ultimo giorno. Paolo Braschi siamo qui con te, siamo a salutarti con queste bandiere, compagni da tutta Italia hanno mandato i saluti per Paolo Braschi anarchico, un grande compagno anarchico, tanti ,e noi siamo qui a darti questi fraterni saluti , anche a piangere per la tua straziante e assurda morte. Molto assurda quasi una costruzione kafkiana, ma continueremo a ricordarti, a ascoltare la tua voce, le tue testimonianze, compagno Paolo Braschi. <\/strong><\/p>\n<div><strong>Ciao Paolo,viva l&#8217;anarchia, viva gli anarchici, tutte e tutti.<\/strong><\/div>\n<div><strong>Per un mondo di liberi ed uguali dei ribelli sventoliamo le bandiere insanguinate&#8230; eppur la nostra idea non \u00e8 che idea d&#8217;amor&#8230;..<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0Fotografa Contro: Ippolita Franciosi<\/strong><\/div>\n<div><strong>Ippolita \u00e8 una fotografa libertaria molto attenta alle vita degli ultimi, sempre dalla parte del torto, e con uno sguardo particolare e partecipe alla R\/Esistenza delle donne. I suoi lavori sulle donne partigiane, sulle ultime curandere, sulla RE\/SISTERS sono di quelli che non si dimenticano pi\u00f9&#8230;..<\/strong><\/div>\n<div><strong>qui il suo sito\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0<a href=\"http:\/\/www.ippolitafranciosi.net\/\">http:\/\/www.ippolitafranciosi.net\/<\/a><\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/ippi1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1240\" title=\"ippi\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/ippi1.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"241\" \/><\/a><\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<a href=\"http:\/\/femminismo-a-sud.noblogs.org\/\">http:\/\/femminismo-a-sud.noblogs.org\/<\/a><\/strong><\/div>\n<div><strong>Femminismo al sud !<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/femminismo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1249\" title=\"femminismo\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/femminismo-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a><\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div>Altro che snoq !&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..<\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><strong>Pisa , 12 maggio, a quarant&#8217;anni dall&#8217;assassinio di Franco Serantini<\/strong><\/div>\n<p><strong>Il passato che non passa<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/pisa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1243\" title=\"pisa\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/pisa-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/pisa-300x200.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/pisa-768x512.jpg 768w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/pisa.jpg 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/strong><br \/>\nIn un paese dove cambia tutto per non cambiare niente, la memoria collettiva latita, e la giustizia per le stragi e gli omicidi fascisti manca del tutto, non deve stupire che a distanza di 40 anni dal quel maggio insanguinato venga convocata una manifestazione per ricordare Franco Serantini, ventenne figlio di n.n., anarchico, arrestato e massacrato di botte dalla polizia a Pisa mentre si opponeva ad un comizio fascista, morto in carcere dopo due giorni di agonia senza che nessun medico intervenisse. Persino negli anni in cui Pinelli volava dal quarto piano della questura di Milano, Valpreda si faceva innocente tre anni di carcerazione preventiva accusato di essere la belva umana, il ballerino anarchico, l\u2019attentatore omicida della bomba alla banca dell\u2019agricoltura di Piazza Fontana, il caso Serantini tocc\u00f2 nel profondo l\u2019animo di tante persone. Corrado Staiano lo ricord\u00f2 in un bellissimo e dolente libro; \u201cIl Sovversivo\u201d. Racconta Staiano:<br \/>\n\u201cIl funerale di Franco Serantini, martedi 9 maggio 1972: un misto di sfacelo e di orgoglio, di tensione e di consapevolezza che ancora una volta \u00e8 finita, per uno, forse per tutti. Ci sono i ragazzi delle manifestazioni, delle marce, dei sit-in, della protesta, con i giubbotti, i blue jeans, le barbe, i berretti cinesi, ci sono gli anarchici di tutta la Toscana, alcuni, i pi\u00f9 anziani, con i cravattoni neri, ci sono il sindaco, i deputati della sinistra, i sindacalisti, i comunisti, i socialisti. Una ragazza assorta, che cammina proprio davanti alla bara, tiene con le due mani un mazzo di gladioli rossi. I netturbini reggono la loro corona, un\u2019altra corona la portano i ragazzi del riformatorio.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/serantinifune.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"serantinifune\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/serantinifune-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a><br \/>\nLa corona della giunta comunale \u00e8 di calle bianche tenuta alta dai vigili urbani. I detenuti del Don Bosco hanno inviato delle margherite, dalla massa di teste spuntano cuscini di viole, di rose, di garofani. Quelli di Lotta Continua sono venuti da piazza S. Silvestro marciando in migliaia attraverso mezza citt\u00e0, in corteo dietro un enorme striscione rosso, teso a pochi centimetri da terra: -Franco rivoluzionario anarchico assassinato dalla \u2018giustizia\u2019 borghese-. Il funerale si muove dall\u2019obitorio davanti all\u2019orto botanico in via Roma. Serantini \u00e8 rimasto molte ore nudo, il suo vestito era stato sequestrato per la perizia e lui non ne possedeva un altro. Poi \u00e8 arrivato un compagno con una giacca, un paio di pantaloni ed una rosa rossa da mettergli sul petto. La citt\u00e0 \u00e8 partecipe, dolente, il popolo porta fiori, le donne sostituiscono la madre ignota e piangono il figlio di nessuno. Le saracinesche dei negozi sono abbassate, molti portoni sono chiusi. Marciano nel corteo migliaia e migliaia di persone. Tra loro anche quelli che Franco salutava ogni giorno, su e gi\u00f9 per corso Italia e il Borgo Stretto e che ora si sono ricordati di quel ragazzo col motorino blu. Pianto da un\u2019intera citt\u00e0 come un eroe caduto, il funerale \u00e8 l\u2019unico dono che abbia avuto dagli uomini\u201d<br \/>\nMa nessun magistrato gli rese giustizia, nessuno pag\u00f2 per la sua morte, a meno che non si consideri giustizia l\u2019attentato che colp\u00ec il medico del carcere alcuni anni dopo, come di l\u00ec a poco sarebbe stato colpito Calabresi per il \u201cvolo\u201d di Pinelli. Serantini fu tra i primi di una lunghissima scia di assassinati in manifestazioni di piazza o in agguati fascisti, rimasti senza un giusto processo, senza possibilit\u00e0 di una verit\u00e0 storica ufficiale, senza possibilit\u00e0 di pace neppure a distanza di diversi decenni. Se Franco si potesse risvegliare troverebbe ancora un apparato statale sclerotizzato, un sistema di appalti corrotti e delle mafie tracotanti, un governo che agita lo spauracchio del pericolo anarchico, che minaccia l\u2019uso dell\u2019esercito, che non vuole trovare i colpevoli delle stragi di Piazza Fontana, di Brescia, dell\u2019Italicus, che assolve e promuove i funzionari responsabili dell\u2019assassinio di Carlo Giuliani e della mattanza della scuola Diaz al G8 di Genova.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/IMG_7048ip.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"IMG_7048ip\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/IMG_7048ip-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/a><br \/>\n<strong>Il migliaio di persone che ha marciato a Pisa quarant\u2019anni dopo raggiungendo il monumento a Serantini in Piazza S. Silvestro in buona parte era composto da giovani. Un ragazzo dell\u2019et\u00e0 di Franco teneva in alto un cartello con scritto \u201d anche se vi credete assolti siete per sempre coinvolti &#8220;<\/strong><br \/>\n<strong>( S. E.)<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>Letti per voi :<\/strong><\/p>\n<div><span style=\"font-size: medium;\">Marco Bruttini e Marco Muzzi <strong>La dolce Maremma <\/strong>(immagini parlate, tradizioni popolari) Edizioni Effigi<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\">Ispidi altezze\/infrange\/la storia del contado\/di Siena e di Maremma\/tra la morte e la fadiga\/d&#8217;altre ombre morte\/<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\">da vivissime gesta\/di cantori\/procede<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\">Popolo mio\/atticciato forte\/al sangue de&#8217; martiri\/a la vena rotta de&#8217; secoli\/nel gran cuore d&#8217;altri popoli\/<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\">dove sei?\/ora scianguini forte\/di trapassati amori\/ne&#8217; grappoli acerbi\/de la sua graziosa vigna.<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\">(Massimo Lippi , il futuro a memoria)<\/span><\/div>\n<div><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"font-size: medium;\"><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/La-dolce-maremma.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1211\" title=\"La-dolce-maremma\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/La-dolce-maremma-300x209.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"209\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/La-dolce-maremma-300x209.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/La-dolce-maremma.jpg 560w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/span><\/span><\/div>\n<div>Pu\u00f2 ancora emozionare un libro? Certo che pu\u00f2. &#8220;La dolce Maremma&#8221; opera- summa trentennale del lavoro etnofotografico di Bruttini e Muzzi, riassunto di uno sterminato archivio fotografico in bianco e nero, testimonianza di decennali viandanze per borghi e campagne della Toscana minore con le sue befanate, focarizze, processioni, fiere e cantar del maggio, emoziona, attira, risucchia in un viaggio temporale. Per dirla con le parole dell&#8217;introduzione di Pietro Clemente &#8220;cos\u00ec alla fine del viaggio nel tempo e nello spazio dentro queste immagini, ci troviamo a riconoscere in esse in evidenza quella pratica conoscitiva che Adorno connetteva con la felicit\u00e0: <em>lo sguardo lungo e contemplativo, a cui solo si dischiudono gli uomini e le cose, \u00e8 sempre quello in cui l&#8217;impulso verso l&#8217;oggetto \u00e8 spezzato, riflesso. La contemplazione senza violenza, da cui viene tutta la felicit\u00e0 della verit\u00e0, impone all&#8217;osservatore di non incorporarsi l&#8217;oggetto: prossimit\u00e0 nella distanza. <\/em>La giusta distanza: per partecipare senza invadere, per mostrare senza esebire, per immaginare senza obblighi di evidenza.&#8221; Le 133 foto di Bruttini e Muzzi raccontano la marginalit\u00e0 ma anche la Resistenza di un mondo contadino ad una (post) modernit\u00e0 dissennata che ha anteposto il consumo all&#8217;Uomo. Il cantare del maggio che fa raccogliere il testimone dell&#8217;ottava ai ragazzi, la fiera di Ghirlanda ritrovo degli indios maremmani tra cavalli e buoi, il Primo Maggio a Piloni tra pugni alzati e garofani rossi, e una squadra di maggerini che canta a Roccatederighi di fronte al busto di Francisco Ferrer , distrutto dai fascisti e ricostruito dagli abitanti. E &#8220;preparazione&#8221; di maiali e cinghiali che non contraddicono la benedizione degli animali per S. Antonio Abate. Completano il lavoro testi di Florio Carnesecchi, Mario Papalini, Pietro Clemente,Piergiorgio Zotti,Luigi Tomassini e le splendide poesie di Massimo Lippi. Un libro imperdibile, tra immagini parlate, maremme amare, maremme dolci, maremme refrattarie alle bandiere blu e alla monocultura turistica.<\/div>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span>(Ulisse)<br \/>\n<strong>Tutto d&#8217;un fiato\u00a0 <\/strong>Maria Jatosti\u00a0\u00a0\u00a0 Stampa Alternativa editrice<br \/>\n<span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>Tutto d\u2019un fiato<\/em>: r<\/span><\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">omanzo denso e appassionato, \u00e8 diario politico e allo stesso tempo intimo, e restituisce un pezzo autentico della nostra storia. L\u2019incontro con Maria Jatosti \u00e8 <\/span><\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">occasione per ripercorrere vicende e sentimenti \u2013 quali la tormentata storia d\u2019amore con Luciano Bianciardi \u2013 da cui il romanzo scatur\u00ec. Alla storia privata sono intrecciati gli impegni pubblici \u2013 il partito, il lavoro, i sodalizi intellettuali \u2013 che a partire dagli anni Cinquanta hanno riempito di storie e di passione la vita dell\u2019autrice.<\/span><\/span> \u201c<span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Autobiografia collettiva\u201d fu definito questo libro quando fu pubblicato per la prima volta nel 1977 e anche \u201cdiario politico di una vita privata\u201d. Che poi \u00e8 il segno, il timbro, la caratteristica di questa scrittrice dallo stile dirompente sostenuto da una tenacia e da una passione che si nutrono tanto della lunga militanza politica quanto della vicenda esistenziale.<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>LUCIANA BELLINI<\/strong>:<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">DAL <strong>MESTIERE FINITO\u00a0\u00a0 editrice Laurum<\/strong><\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">AL MESTIERE RIPRINCIPIATO<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>Come dal bozzolo di una formidabile scrittrice della vita contadina<\/em><\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>possa prendere il volo una farfalla-scrittrice della vita universale<\/em><\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">di <\/span><\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>Antonello Ricci<\/strong><\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Un <\/span><\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>billo<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> di nome Angi\u00f2lo che passeggia su e gi\u00f9 per l&#8217;aia. <\/span><\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00c8<\/span><\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> socievole. Curioso. Sficcanasa dappertutto. Fosse per lui, non rientrerebbe mai nel pollaio, manco a dormire. A volte prova addirittura a infilarsi su per le scale di casa. Ha orecchie e un cuore grande cos\u00ec&#8230; e ascolta ascolta ascolta. Proprio per questa sua misteriosa <\/span><\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>pietas<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> ha scampato, una dopo l&#8217;altra, le mattanze delle Feste Comandate (<\/span><\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>chi\u00f2, chi\u00f2, chi\u00f2<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">).<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Poi c&#8217;\u00e8 Luciana: donnina piccola-piccola, infinitamente peperina, testarda e coraggiosa. Moglie-madre a tempo pieno, fino a qualche \u201cattimo\u201d fa, ma anche casalinga. E coadiuvante agricola. E chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta. Ma ora che i figli si sono fatti grandi e sono \u201cpartiti\u201d e le \u00e8 piombata addosso la pensione, Luciana si sente smossa e turbata dai primi cenni di menopausa. Si sa, gli ormoni non perdonano. E si ritrova cos\u00ec, all&#8217;improvviso, disorientata senza pi\u00f9 il rassicurante orizzonte del suo mestiere-non-mestiere di sempre, nel cuore di un tormentato passaggio esistenziale. Con per\u00f2 ancora addosso vitalit\u00e0 da vendere. Tutto ci\u00f2 le infligge una comprensibile sofferenza. Si sente sola. Incompresa nel suo desiderio per un \u201cdopo\u201d di ancora-vita. Cos\u00ec, a un crocevia tanto difficile e delicato, Luciana elegge il tacchino Angi\u00f2lo a proprio confidente&#8230; e parla parla parla (<\/span><\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>gnamo, gnamo<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">).<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Infine c&#8217;\u00e8 Lui, il marito-Capoccia del podere. Uomo buono e dolce, comprensivo, generoso, che da sempre si ammazza di lavoro per la famiglia. Ma pur sempre maschio. E i maschi di certe questioni sembrano proprio non poter e non voler capire: restano troppo lontane dal loro mondo di certezze ereditate e tramandate sotto il segno di un lavoro che redime ma anche abbrutisce: cos\u00ec a tavola Lui \u00e8 sempre distratto, insofferente a certi discorsi, mangia e si butta davanti alla televisione, si addormenta. Sente che su questo punto con Luciana sono troppo-troppo distanti, ne soffre anche lui, ma sceglie di proteggersi nel silenzio.<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Questi, in sintesi estrema, protagonisti e ingredienti principali del nuovo libro di Luciana Bellini: il bel racconto lungo <\/span><\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>Il mestiere finito<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">, appena uscito dai torchi della casa editrice Laurum di Pitigliano (pp. 84, euro 10.00; seria la cura editoriale, si segnala qui la deliziosa copertina). <\/span><\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>Il mestiere finito<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> rinasce a nuova vita dopo una infelicissima prima edizione datata 2010, mortificata dai refusi e da un glossario alla viva il parroco, nonch\u00e9 impoverita da un titolo grossolano e vacuamente ammiccante: <\/span><\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>Il billo della vita<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">.<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>Il mestiere finito<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> \u00e8 un libro in cui c&#8217;\u00e8 veramente poco spazio per spiritosaggini stucchevoli o per bagni di lacrimuccie da nostalgie campagnolo-crepuscolari. C&#8217;\u00e8 sempre la Luciana che abbiamo amato fin dai suoi esordi (dai <\/span><\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>Racconti raccontati<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> a <\/span><\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>La terra delle donne<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">). C&#8217;\u00e8 sempre quel suo disarmante, poeticissimo canto in minore per l&#8217;infanzia perduta dei vicoli di Scansano e un mondo contadino feroce, ignorante e abbracciato con sofferenza, ma sempre ricco di vera cultura e umanit\u00e0 pietosa. C&#8217;\u00e8 sempre la miracolosa scrittrice contadina che sa farsi \u201cstenografa\u201d morale, testimone partecipe della doppia oppressione che segn\u00f2 la vita contadina al femminile.<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ma stavolta c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9. Luciana aveva gi\u00e0 offerto ai suoi lettori un promettente assaggio di novit\u00e0 con <\/span><\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>La cittina<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> (<\/span><\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>Millelire<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> speciale di Stampa Alternativa-Strade Bianche): racconto breve, di straziato-composto dolore incentrato sulla morte di suo padre e sul proprio (inevitabile) precoce ingresso nel mondo del lavoro come servetta presso una famiglia benestante (schiavit\u00f9 dell&#8217;infanzia contadina). Ma con <\/span><\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>Il mestiere finito<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> Luciana abbandona definitivamente il suo bozzolo di scrittrice contadina per volare, finalmente libera farfalla, scrittrice <\/span><\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>tout court<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">. Scrittrice punto-e-basta. Eh s\u00ec, perch\u00e9 stavolta Luciana trova il coraggio di attaccare con le armi del racconto i luoghi pi\u00f9 profondi remoti protetti (spesso rimossi) della nostra vita di uomini e donne: il privato del nucleo coniugale, le speranze disattese, le frustrazioni di una vita, il silenzio e le incomprensioni di una vecchiaia che prima o poi arriver\u00e0. A fianco di un uomo con il quale non si riesce a parlare di desideri e attese. Di cose pi\u00f9 intime di quelle quotidiane. Di cose spirituali. E quindi si soffre. Ma proprio in questo frangente di bilanci urgenti, ultimativi quanto problematici, va detto che Luciana si rivela capace di analizzare fino in fondo con occhio impietoso e spassionato la propria fragilit\u00e0 di donna, di essere umano, la propria solitudine, la propria inestinguibile voglia di felicit\u00e0 e poesia, finendo per trovare accenti di verit\u00e0 universale. Luciana riesce insomma a trasfigurare la propria vita in letteratura senza aggettivi. <\/span><\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>Il mestiere finito<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"> \u00e8 un racconto amaro, caustico a tratti. Ma anche (come sempre, in Luciana) lieve, pieno di garbo, pronto al sorriso. Luciana sempre innamorata della vita come miracolo. Sempre speranzosa nel domani come nuovo <\/span><\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>incipit<\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Garamond, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">. Sempre perdutamente innamorata del suo Elvo. E, infine, sempre ostinatamente felice sotto il cielo fecondo e turbolento di un mestiere finalmente ritrovato. E riprincipiato. Il mestiere di scrittrice.<\/span><\/span><br \/>\n<strong>La Patagonia Rebelde\u00a0 di Osvaldo Bayer\u00a0 ED. Eleuthera <\/strong>( e un intervento <strong>contro<\/strong> Bruce Chatwin )<\/p>\n<div>di <strong>Alberto Prunetti<\/strong><br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.carmillaonline.com\/archives\/patagoniacover.jpg\" alt=\"patagoniacover.jpg\" width=\"155\" height=\"236\" align=\"right\" border=\"0\" hspace=\"4\" vspace=\"2\" \/>[Pubblico la mia introduzione all&#8217;edizione italiana della <strong><a href=\"http:\/\/www.libreriauniversitaria.it\/patagonia-rebelde-storia-gauchos-bandoleros\/libro\/9788889490709\">Patagonia rebelde <\/a><\/strong>di <strong>Osvaldo Bayer<\/strong>, da me tradotta e ridotta per l&#8217;editrice El\u00e8utera. L&#8217;autore, sconosciuto in Italia, rappresenta in Argentina il simbolo vivente della resistenza alla dittatura militare. La sua opera, un tempo data alle fiamme nelle pubbliche piazze, \u00e8 adesso diffusa sui banchi delle scuole mentre l&#8217;autore, costretto dai militari all&#8217;esilio, rappresenter\u00e0 il paese australe nella Fiera del libro di Francoforte, dove l&#8217;Argentina \u00e8 ospite d&#8217;onore nel 2010. Segnalo ai lettori di Carmilla una mia <a href=\"http:\/\/www.ilportoritrovato.net\/html\/bibliobayer.html\"><strong>intervista <\/strong><\/a>all&#8217;autore della Patagonia rebelde realizzata per il Manifesto nel 2005 e il mio romanzo <a href=\"http:\/\/www.libreriauniversitaria.it\/fioraio-peron-prunetti-alberto-nuovi\/libro\/9788862221092\"><strong>Il fioraio di Per\u00f3n<\/strong> <\/a>in cui Bayer figura come uno dei protagonisti] <strong>A.P.<\/strong><br \/>\nLa <strong>Patagonia rebelde <\/strong>di Osvaldo Bayer \u00e8 un libro perseguitato. Gli esemplari del volume hanno conosciuto, nell\u2019Argentina dei sequestri di Stato, lo stesso destino toccato in sorte alle persone: qualcuno \u00e8 venuto a prenderli e se li \u00e8 portati via. Scomparsi nel nulla. Ma la tenacia dell\u2019autore alla fine l\u2019ha avuta vinta. Ricomparso da anni in Argentina, finalmente <strong>Patagonia rebelde <\/strong>arriva anche sugli scaffali italiani, seppur in edizione ridotta. Quella raccontata da Bayer \u00e8 una storia lunga e tormentata. La storia di uno sciopero insurrezionale che si conclude con millecinquecento operai rurali fucilati dall\u2019esercito argentino e sepolti in fosse comuni non poteva che essere tragica.<br \/>\n<a name=\"more\"><\/a>Una tragedia che si riflette nel titolo dell\u2019articolo in cui Osvaldo Bayer per la prima volta affronta questo argomento, rompendo un tab\u00f9 nella storiografia argentina: <strong>Los vengadores de la Patagonia Tr\u00e1gica<\/strong>, comparso nei numeri 14-15 di \u00abTodo es Historia\u00bb (giugno-luglio 1968). La ricerca storica prosegue negli anni successivi e solo nell\u2019agosto del 1972 Bayer d\u00e0 alle stampe un primo tomo delle sue indagini, con titolo omonimo a quello dell\u2019articolo. Nel novembre dello stesso anno appare il secondo tomo, mentre il terzo esce nel 1974. Intanto il lavoro di Bayer ha preso il titolo definitivo di <strong>Patagonia rebelde<\/strong>.<br \/>\nTra il gennaio e il febbraio del 1974 il regista argentino H\u00e9ctor Olivera termina le riprese di una pellicola appunto ispirata all\u2019opera di Bayer. Nell\u2019aprile 1974 il film viene in un primo momento bloccato dalla censura. La pellicola \u00e8 poi proiettata nei cinema su decisione del presidente Juan Per\u00f3n, ma subito dopo la sua morte, sotto l\u2019infausta presidenza di Isabella Per\u00f3n, il film di Olivera viene ritirato dalle sale argentine. L\u2019autore e il libro non hanno conosciuto una sorte pi\u00f9 felice di quella della pellicola.<br \/>\nCome ricorda lo stesso Bayer \u2013 intervistato il 29 aprile 1983 da Osvaldo Soriano per la rivista \u00abHumor\u00bb \u2013 nell\u2019ottobre del 1974 l\u2019autore della <strong>Patagonia<\/strong> <strong>rebelde<\/strong> comincia a ricevere minacce telefoniche e visite di strani personaggi che si qualificano come appartenenti ai servizi informativi della polizia. In seguito il suo nome appare in una<br \/>\nlista redatta dal gruppo terrorista di estrema destra Triple A, autore di svariati assassin\u00ee di personalit\u00e0 di sinistra, che lo condanna a morte. A quel punto la famiglia di Bayer si rifugia in Germania, lui rimane ed entra in clandestinit\u00e0. Infine ripara lui stesso in Europa. Torna in Argentina dopo un anno, ma il colpo di Stato militare del 1976 lo obbliga a un esilio di otto anni.<br \/>\nLa <strong>Patagonia rebelde <\/strong>soffre un destino analogo. Mentre l\u2019editore ripara in Messico (dopo che una bomba \u00e8 esplosa sotto la sua abitazione) e la persecuzione di Stato colpisce tutti i nomi che compaiono nei titoli di coda del film di Olivera, i soldati dell\u2019esercito argentino passano in rassegna le librerie alla ricerca dei titoli sovversivi. Le copie della Patagonia<br \/>\nrebelde finiscono in mucchi che vengono dati alle fiamme sotto lo sguardo di una soldataglia rispettosa di \u00abdio, patria e famiglia\u00bb. Intanto dalla Germania Bayer riesce a recuperare, con l\u2019aiuto di un\u2019adolescente tedesca, il manoscritto dell\u2019ultimo volume della sua opera, che viene pubblicato in spagnolo nel 1978, in Europa. Dal 1983, caduta<br \/>\nla dittatura militare, il libro viene ristampato in versione integrale a Buenos Aires, e il suo autore torna a vivere nella casa del quartiere Belgrano di Buenos Aires.<br \/>\nLa <strong>Patagonia rebelde <\/strong>\u00e8 adesso disponibile in lingua originale in due edizioni: una in quattro volumi, per un numero complessivo di pagine superiore alle 1.600, e una in versione ridotta, che comunque consta di ben 430 pagine. Entrambi i due formati erano al di fuori delle possibilit\u00e0 economiche di El\u00e8uthera. Autore ed editore italiano si sono trovati d\u2019accordo sull\u2019opportunit\u00e0 di pensare a una edizione italiana ridotta, che io ho realizzato con il consenso di Bayer.<br \/>\nIl libro infatti ha avuto una storia controversa e si \u00e8 allungato e accorciato nel corso del tempo, un po\u2019 come un bandoneon, una fisarmonica argentina. Alcune parti, rilevanti per il lettore argentino, sono state eliminate senza creare grossi problemi al lettore italiano. Mi riferisco in particolare alle lunghe pagine in cui Bayer demolisce la tesi, avanzata da storici militari, che vorrebbe lo sciopero patagonico del 1921 orchestrato dal Cile per \u00absovvertire\u00bb l\u2019ordine interno dell\u2019Argentina. Altre sezioni non tradotte sono quelle in cui l\u2019autore confuta gli storici conservatori o analizza il ruolo del presidente Yrigoyen e dei vertici dell\u2019Uni\u00f3n C\u00edvica Radical, il partito di governo all\u2019epoca dei fatti. Infine si \u00e8 scelto di ridurre le interviste ai testimoni oculari degli eventi e le citazioni dei quotidiani locali, favorendo cos\u00ec la sintesi del testo e condensando gli eventi nel loro sviluppo temporale, senza le lunghe digressioni dell&#8217;originale.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/eltoscano.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1226\" title=\"eltoscano\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/eltoscano.jpg\" alt=\"\" width=\"157\" height=\"240\" \/><\/a>( nella foto El Toscano )<br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>\u00a0<\/strong><br \/>\n<strong>Dialogo immaginario: autore e traduttore parlano della Patagonia, di Chatwin e di puma ribelli<\/strong><br \/>\ndi <strong>Alberto Prunetti<\/strong><br \/>\n_Osvaldo, l\u2019altro giorno pensavo al tuo libro, la Patagonia Rebelde\u2026<br \/>\nBayer annuisce.<br \/>\n_Sono pazzesche queste storie patagoniche e mi sorprende che in Italia nessuno le conosca\u2026<br \/>\n_Be\u2019, voi avete la vostra Patagonia, e noi la nostra. Voi quella dei viaggi dei turisti, e noi quella dei bandoleros e dei gauchos. Voi quella di Chatwin\u2026<br \/>\n_\u2026e voi quella di Bayer!, lo interrompe il traduttore.<br \/>\nOsvaldo, che non vede l\u2019ora di parlare di Chatwin, sorride, poi si avvicina con l\u2019aria di chi sta per rivelare un segreto.<br \/>\n_Sai, il libro di Chatwin sulla Patagonia \u00e8 scritto per gli europei. Agli argentini non piace. Ma voglio dirti qualcosa di pi\u00f9. Ti racconter\u00f2 dell\u2019antipatia reciproca che mi legava a Chatwin.<br \/>\nOsvaldo si avvicina ancora di pi\u00f9, poi inizia a parlare sottovoce, come per non farsi sentire.<br \/>\n_La prima volta che l\u2019ho visto, mi ha ricordato una vecchia rappresentazione di un ambasciatore di sua maest\u00e0 britannica. Senza l\u2019occhio bendato, per\u00f2\u2026<br \/>\nScoppiano entrambi a ridere.<br \/>\n_Stava di fronte a me. Proprio qui, nello studio. Dove sei seduto tu. Gli avevano fatto il mio nome. Gli avevano detto: \u201cQuesto Bayer \u00e8 un intellettuale del terzo mondo, sa tutto sulla Patagonia\u201d. Lui ha tempo per un viaggio, qualche settimana nel lontano sud. S\u00ec, non \u00e8 troppo, lo ammette, ma nel primo mondo time is money. Chiede una bibliografia sul tema. S\u00ec, libri, niente documenti. No, niente antropologia o etnologia. Preistoria? Yes. Leggende: s\u00ec. Ecologia? No, no. Viaggiatori, leggende, donne, indios, bandoleros? Excellent. Scioperi? Ah, scioperi\u2026 Mah!&#8230; Con anarchici? Oh, allora yes, fantastico!<br \/>\nMisi tutti i libri in una valigia e gliela diedi. Ovviamente anche la Patagonia rebelde. Tre settimane dopo mi restitu\u00ec tutto.&gt;&gt;<br \/>\nIl traduttore \u00e8 incuriosito: _L\u2019hai pi\u00f9 rivisto?<br \/>\n_Lo incontrai qualche anno dopo, quando ero gi\u00e0 in esilio. Lui aveva fatto delle dichiarazioni su di me, sul \u201cTimes\u201d. Criticava la mia indagine, dall\u2019alto del suo scranno di intellettuale europeo. A Parigi lo incrociai. Gli dissi che aveva fatto un bel lavoro col suo libro In Patagonia. Ma era un lavoro da cocinero. Ovvero aveva \u201ccucinato\u201d il suo libro mettendo insieme gli ingredienti trovati nei libri degli altri. Niente di male, si fa spesso cos\u00ec. Ma non mi piaceva la sua arroganza. Questo non si pu\u00f2 fare con tematiche europee, ma viene bene con gli argomenti dei paesi coloniali. Qui anche i lettori colonizzati sono orgogliosi del fatto che un europeo parli di loro. Allora gli feci una proposta&#8230;<br \/>\n_Che proposta?<br \/>\n_Gli dissi: \u201cAscolta, hai guadagnato tanti quattrini con questo libro, scritto assemblando il lavoro faticoso d\u2019indagine di autori locali argentini, poveri e sconosciuti, che nella loro vita non hanno mai visto uno spicciolo per le loro fatiche. Perch\u00e9 non dai una parte dei soldi che ottieni dalle vendite alle biblioteche dei piccoli villaggi della Patagonia?\u201d. Mi guard\u00f2 con sguardo sovrano che tradiva compassione e disprezzo. Non si degn\u00f2 di rispondermi, e non lo vidi mai pi\u00f9.<br \/>\n_Non hai neanche avuto uno scambio di lettere con lui? Magari per un chiarimento?<br \/>\n_Be\u2019, diciamo che \u00e8 tornato a scrivere su di me dopo la sua morte. Probabilmente aveva la coda di paglia!, dice con un po\u2019 di malizia.<br \/>\nAdesso il traduttore non capisce. _Che vuoi dire?<br \/>\n_Un giorno, dopo la sua morte, esce un altro libro. Un\u2019antologia postuma intitolata <a href=\"http:\/\/www.libreriauniversitaria.it\/anatomia-irrequietezza-chatwin-bruce-adelphi\/libro\/9788845919480\"><strong>Anatomia dell\u2019irrequietezza<\/strong><\/a>. E l\u00ec trovo un capitolo contro di me e contro gli anarchici, come Soto, che avevano condotto gli scioperi della parte sindacalista del movimento di rivolta in Patagonia. Uomini che combatterono una lotta disperata a trentamila chilometri dal centro del mondo. Mi scuso con Chatwin: mi sono occupato di peones ubriachi e di profeti anarchici. Avrei dovuto occuparmi di latifondisti di sangue britannico dagli stivali lucidi e di militari dal frustino facile. Tranquillizzatevi, fan dei grandi scrittori di best-seller. Gli scrittori del terzo mondo spesso finiscono male, e le loro ossa si mescolano alle ossa anonime dei refrattari patagonici, visitate solo da cani vagabondi e puma ribelli.<br \/>\nE allora Osvaldo scoppia di nuovo a ridere e versa altri due bicchieri di whisky.<\/div>\n<p><strong>Una chiaccherata con: \u00a0David Graeber, (\u00a0tra 3 anni il sistema esploder\u00e0&#8230;..)<\/strong><br \/>\n<strong><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/strong><br \/>\n<!-- .entry-meta --><\/p>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"attachment_325\" class=\"wp-caption alignleft\" style=\"width: 364px;\"><strong><a href=\"http:\/\/anarchico.noblogs.org\/files\/2012\/06\/graeber.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-325\" src=\"http:\/\/anarchico.noblogs.org\/files\/2012\/06\/graeber.jpg\" alt=\"\" width=\"354\" height=\"436\" \/><\/a> <\/strong><\/div>\n<p class=\"wp-caption-text\"><strong>David Graeber<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p><strong>David Graeber (New York, 1962) \u00e8 un antropologo anarchico statunitense che insegna alla Goldsmiths University di Londra, ma \u00e8 anche uno dei pi\u00f9 attivi esponenti del movimento Occupy Wall Street. I suoi libri vendono in tutto il mondo decina di migliaia di copie alla settimana e David \u00e8 diventato uno dei pi\u00f9 ascoltati critici della societ\u00e0 capitalista.<\/strong><br \/>\n<strong>Un redattore de L\u2019Anarchico \u00e8 stato presentato a David dalle compagne e dai compagni della casa editrice <a href=\"http:\/\/www.eleuthera.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Eleuthera<\/a>, che ha pubblicato in Italia due libri di David: <a href=\"http:\/\/www.eleuthera.it\/scheda_libro.php?idaut=156&amp;idlib=305\">Critica della civilt\u00e0 occidentale<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.eleuthera.it\/scheda_libro.php?idaut=156&amp;idlib=207\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Frammenti di antropologia anarchica<\/a>. Vi consiglio senz\u2019altro di leggerli.<\/strong><br \/>\n<strong>Mentre mangiamo una pizza da asporto presso il Circolo dei Malfattori (che ringrazio per l\u2019ospitalit\u00e0) davanti ad una bottiglia di vino che David, a differenza mia, beve con molta moderazione, ci mettiamo a chiacchierare\u2026<span id=\"more-322\">\u00a0<\/span><\/strong><br \/>\n<strong>L\u2019Anarchico: Sono sempre stato interessato a indagare gli approcci anarchici all\u2019economia e ho visto che fai parte della comunit\u00e0 <a href=\"http:\/\/www.zcommunications.org\/znet\">Znet<\/a> di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Michael_Albert\">Michael Albert<\/a>, che si occupa della costruzione di una societ\u00e0 alternativa al capitalismo basata sull\u2019economia partecipativa. Come vedi questo tentativo di costruire un\u2019alternativa di sistema al capitalismo?<\/strong><br \/>\n<strong>David Graeber: Conosco Michael da molto tempo ma mi sono impegnato in questo progetto in modo piuttosto saltuario: lo giudico molto interessante anche se in realt\u00e0 non l\u2019ho mai considerato pienamente rispondente alle mie esigenze. A mio avviso, Michael Albert risente in parte della sua formazione negli anni \u201960 e \u201970 pertanto ha un approccio diverso dal mio, anche da un punto di vista generazionale. Il modello dell\u2019economia partecipativa \u00e8 assolutamente meraviglioso, ma la gestione del processo da parte di Michael mantiene a mio avviso un\u2019impostazione un po\u2019 settaria, tipica di quegli anni. La cosa pi\u00f9 importante \u00e8 che il progetto sia riuscito a far visualizzare agli attivisti sociali un\u2019alternativa possibile al mercato, di tipo socialista e democratico, e questo risultato \u00e8 dovuto in buona parte al lavoro di Michael. Chiaramente, quando si lavora molto per costruire un modello, allora si tende a diventare protettivi nei confronti dei risultati raggiunti e si tende ad arroccarsi sulle proprie posizioni. In realt\u00e0 nessuno pu\u00f2 veramente sapere come le persone si organizzeranno se e quando si presenter\u00e0 l\u2019occasione. Quindi, \u00e8 stupendo avere un modello che dimostri che un altro sistema economico \u00e8 possibile, ma penso sia sciocco pensare che questo modello rappresenti l\u2019unica alternativa praticabile.<\/strong><br \/>\n<strong>In effetti, Michael Albert ha ricevuto molte critiche provenienti da punti di vista anche molto diversi e mi \u00e8 parso, anche dal punto di vista accademico, molto preparato a rispondere puntualmente per difendere la sua creatura \u2026<\/strong><br \/>\n<strong>E\u2019 quello che sta facendo da parecchio tempo, del resto, e la capacit\u00e0 di discutere \u00e8 una delle sue principali caratteristiche\u2026<\/strong><br \/>\n<strong>Da un punto di vista anarchico, la remunerazione del lavoro basata esclusivamente sullo sforzo e sul sacrificio \u00e8 un altro punto molto controverso\u2026<\/strong><br \/>\n<strong>Sicuramente questo \u00e8 un punto fondamentale. Ma a mio avviso il principale punto di debolezza della ParEcon \u00e8 il sistema etico sottostante puramente <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Utilitarismo\">utilitaristico<\/a>\u2026 Ho avuto con Michael un confronto proprio riguardo al sistema etico e morale nel suo modello e gli strascichi di questa discussione mi hanno un po\u2019 raffreddato sul progetto.<\/strong><br \/>\n<strong>Quando ho messo in discussione la base utilitaristica della ParEcon, ovvero che l\u2019unico criterio etico per preferire scelte alternative fosse massimizzare la felicit\u00e0 sociale complessiva misurata tramite l\u2019utilit\u00e0, allora mi sono accorto che Michael quasi non avesse coscienza della pericolosit\u00e0 di una scelta del genere e che ci potevano essere modi alternativi. Chiaramente, se in una societ\u00e0 riuscissimo ad imporre la schiavit\u00f9 al 10% della popolazione faremmo il restante 90% estremamente felice! (ride).<\/strong><br \/>\n<strong>In effetti, anch\u2019io non sono pienamente convinto dalla proposta ParEcon, soprattutto poich\u00e9 mi risulta difficile immaginare e dettagliare tutti i meccanismi di funzionamento di un sistema per sua natura estremamente complesso in assenza di un coinvolgimento di massa. Nondimeno, penso che sarebbe molto utile per gli anarchici sfidare la visione di Michael con critiche costruttive e in modo sistematico, al fine di far emergere le problematiche che ci interessano. Infatti, penso che questo movimento che appoggia la ParEcon stia molto faticosamente cercando di costruire ponti fra il movimento anarchico e la cosiddetta \u201cnuova sinistra\u201d soprattutto nei paesi \u00a0anglosassoni e che questo obiettivo sia di fondamentale importanza in tutto il mondo. Inoltre, penso che uno dei problemi che i movimenti antagonisti hanno al momento in tutto il mondo \u00e8 proprio la capacit\u00e0 di immaginare qualcosa di diverso dal capitalismo e da questo punto di vista la ParEcon \u00e8 un ottimo punto di partenza per una discussione\u2026<\/strong><br \/>\n<strong>Hai perfettamente ragione: una delle strategie degli attori del capitalismo finanziario \u00e8 stato esattamente quello di distruggere questa capacit\u00e0 di immaginare alternative. Questo obiettivo \u00e8 stato perseguito in modo talmente convinto che sembra che la necessit\u00e0 di questi attori di costruire un sistema capitalistico funzionale sia passato in secondo piano (ride).<\/strong><br \/>\n<strong>E il capitalismo finanziario nel quale viviamo oggi \u00e8 un sistema totalmente distorto rispetto al capitalismo competitivo e industriale della teoria economica classica. Chiamano capitalismo un sistema attraverso il quale riescono a giustificare e a perpetuare il dominio di una piccola oligarchia di potenti su tutto il resto. E questa situazione \u00e8 ben rappresentata dal tuo fortunato slogan, oggi utilizzato da Occupy in tutto il mondo, sul 1% che schiaccia il restante 99% della popolazione.<\/strong><br \/>\n<strong>Precisamente. I potenti paiono mettere tutti gli sforzi nel giustificare i presupposti psicologici e ideologici del capitalismo creando di fatto la pi\u00f9 grande mistificazione della storia: convincere la popolazione di quasi tutti i paesi del mondo che il capitalismo \u00e8 l\u2019unico sistema economico possibile. E dall\u2019altra parte, non si sono preoccupati di creare i presupposti per la sostenibilit\u00e0 nel medio lungo termine di questo sistema. E adesso questo sistema sta cadendo a pezzi e nessuno \u00e8 in grado di immaginare alternative\u2026<\/strong><br \/>\n<strong>In effetti, penso che anche il tuo libro sul <a href=\"http:\/\/www.saggiatore.it\/autori\/david-graeber\/\">debito<\/a> sia un contributo molto importante per contribuire a creare un immaginario alternativo al capitalismo attraverso una visone storica del funzionamento di vari sistemi economici funzionanti nel corso della storia. Sarei interessato a capire se nella ricerca di alternative visioni al capitalismo prevedi di partecipare attivamente all\u2019iniziativa del gruppo Znet di Michael Albert per una sorta di nuova Internazionale chiamata <a href=\"http:\/\/www.iopsociety.org\/\">IOPS-International Organisation for a Participatory Society<\/a> (<a href=\"http:\/\/www.iopsociety.org\/italy\">Organizzazione Internazionale per una Societ\u00e0 Partecipativa<\/a>).<\/strong><br \/>\n<strong>In effetti, Michael mi ha coinvolto in questa iniziativa e ho aderito alla IOPS anche se, in realt\u00e0, mi sono limitato a mettere una firma senza approfondire. In effetti, il gruppo mi sollecita di prendere un ruolo pi\u00f9 attivo in questa costruzione, ma ho visto che da parte di alcuni compagni \u00e8 stata criticata la vicinanza della nuova organizzazione alla Quinta Internazionale e al Chavismo e, per il momento, non ho assunto un ruolo attivo in questo progetto.<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_326\" class=\"wp-caption alignleft\" style=\"width: 650px;\"><strong><a href=\"http:\/\/anarchico.noblogs.org\/files\/2012\/06\/Chavez-Chomsky.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-326\" src=\"http:\/\/anarchico.noblogs.org\/files\/2012\/06\/Chavez-Chomsky.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"258\" \/><\/a> <\/strong><\/div>\n<p class=\"wp-caption-text\"><strong>Noam Chomsky in visita a Chavez<\/strong><\/p>\n<p><strong>Proprio riguardo alla vicinanza del gruppo che ha proposto la IOPS al Venezuela di Chavez i compagni anarchici in Italia, me compreso, hanno espresso enormi perplessit\u00e0. Mi chiedevo come mai <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Noam_Chomsky\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Noam Chomsky<\/a> si sia invece compromesso con il regime di Chavez, anche partecipando ad una visita effettuata insieme a Michael Albert nel 2009\u2026<\/strong><br \/>\n<strong>Ho l\u2019impressione che Noam Chomsky abbia seguito Albert in virt\u00f9 dei suoi rapporti di amicizia con Michael. Sul fatto che sia andato a visitare Chavez e il Venezuela non ci vedo nulla di strano poich\u00e9 a molti nordamericani interessa conoscere meglio il chavismo. Perch\u00e9 a voi no?<\/strong><br \/>\n<strong>Generalmente, gli anarchici italiani detestano Chavez e lo considerano semplicemente un dittatore, in linea con la posizione dei compagni venezuelani espressa chiaramente su periodici come <a href=\"http:\/\/www.nodo50.org\/ellibertario\/\">El Libertario<\/a>.<\/strong><br \/>\n<strong>La mia compagna conosce bene il Venezuela e, in effetti, la situazione sul campo \u00e8 un po\u2019 pi\u00f9 complessa. Il ruolo delle assemblee locali nella gestione politica \u00e8 molto importante e anche molti compagni anarchici partecipano a queste forme assembleari. E\u2019 legittimo quindi che ci siano posizioni diverse su questo tema e che si continui a studiare questi aspetti. Detto questo, anche a me non piacciono le figure carismatiche alla Chavez, quando hanno il controllo totale della polizia. Va valutato anche il ruolo geopolitico di Chavez per l\u2019autonomia del sudamerica dagli USA che pu\u00f2 essere senz\u2019altro visto come positivo. Forse non tanto per i Venezuelani, per\u00f2 (ride).<\/strong><br \/>\n<strong>Cambiando argomento, cosa pensi della situazione europea attuale e quali sono le opportunit\u00e0 per produrre un cambiamento radicale anche alla luce della possibilit\u00e0 di una rottura del sistema monetario basato sull\u2019Euro?<\/strong><br \/>\n<strong>Nessuno sa quello che pu\u00f2 succedere quando una crisi internazionale di questo tipo dovesse verificarsi. L\u2019atteggiamento del movimento Occupy a New York nel quale ho partecipato personalmente \u00e8 stato sempre quello di prepararsi ad affrontare la crisi del capitalismo, considerata inevitabile, costruendo capacit\u00e0 utili da usare quando il momento di crisi si presenter\u00e0, intrecciando relazioni che possano aiutare le persone a superare le difficolt\u00e0 contingenti e a costruire cose radicalmente nuove. La mia previsione \u00e8 che entro 2-3 anni questa crisi esploder\u00e0 definitivamente, a meno che i governi non adottino politiche di cancellazione generalizzata dei debiti, cosa che considero politicamente molto difficile. Quindi, penso sia fondamentale per il nostro movimento educare quanta pi\u00f9 gente possibile all\u2019autogestione e alla democrazia diretta, come sta avvenendo, per esempio, in Grecia dove le carenze dello Stato vengono affrontate spesso con l\u2019intervento \u201cfacilitatore\u201d di compagni che si auto-organizzano. Anche perch\u00e9 l\u2019alternativa \u00e8 che intervengano i fascisti o la mafia. Questa penso sia la cosa pi\u00f9 importante che possiamo fare al momento.<\/strong><br \/>\n<strong>Come vedi la situazione del movimento greco al momento\u2026<\/strong><br \/>\n<strong>Dal punto di vista sociale i compagni si stanno muovendo alla grande: c\u2019\u00e8 una rete di ristoranti, bar e centri sociali autogestita che funziona molto bene. Da un punto di vista politico, ancora non vedo una crescita sufficiente a supportare un\u2019alternativa concreta di sistema ma i compagni ci stanno lavorando.<\/strong><br \/>\n<strong>Siccome abbiamo parlato dell\u2019importanza di costruire alternative di sistema attraverso l\u2019educazione, la democrazia e l\u2019azione diretta mi interessa capire come valuti la strategia insurrezionalista, che si \u00e8 manifestata in vari modi per esempio attraverso la rivolta generalizzata durante le manifestazioni e con attacchi di vario tipo in Grecia e in Italia. <\/strong><br \/>\n<strong>Siccome ci sono molti diversi modi per essere insurrezionalisti, ma consideriamo come insurrezionalisti quei compagni che non si preoccupano di pianificare alcunch\u00e9 e lottano per creare una situazione di rottura fondamentale dell\u2019esistente, nella convinzione che una volta realizzata questa rottura l\u2019autorganizzazione consentir\u00e0 di risolvere tutti i problemi.<\/strong><br \/>\n<strong>Una questione importante \u00e8 anche quella del movimento di massa. Ci sono dei momenti nella storia nei quali le azioni degli anarchici diventano un fenomeno di massa. In affetti ci sono stati diversi momenti recenti in Grecia in cui apparentemente la rottura sembrava vicina: le masse si sentivano in qualche modo anarchiche: hanno attaccato le banche, i palazzi del potere e hanno partecipato ad assemblee, occupazioni generalizzate, etc. Il problema \u00e8 che molte di queste persone in realt\u00e0 erano in qualche modo impreparate e manifestavano tendenze autoritarie, sessiste, a volte anche razziste.<\/strong><br \/>\n<strong>La strategia della rivolta \u00e8 stata seguita da un movimento di massa fino al punto estremo. Nel febbraio 2012, mezzo centro di Atene \u00e8 stato dato alle fiamme ma le persone dopo sono tornate a casa e non \u00e8 successo nulla.<\/strong><br \/>\n<strong>Ho l\u2019impressione che molte delle persone che hanno partecipato alle rivolte, poi si siano rese conto che alla distruzione di un sistema debbano corrispondere proposte concrete e alternative all\u2019esistente. Quindi \u00e8 sorta l\u2019esigenza anche per gli insurrezionalisti di articolare proposte politiche quali il diritto alla casa, al cibo e al trasporto pubblico gratuito, etc. Molti hanno approfondito gli insegnamenti di Bakunin e Kropotkin e si sono dedicati alla costruzione di reti alternative di supporto sociale nel senso che ricordavo prima. Questo approccio \u201cgradualista\u201d di costruzione di alternative sembra aver conquistato un numero crescente di persone anche in aree precedentemente definite come insurrezionaliste. In conseguenza di ci\u00f2, penso che anche questi gruppi si stiano evolvendo in vari modi fino a sviluppare ad una sorta di post-insurrezionalismo.<\/strong><br \/>\n<strong>Ovviamente, esistono anche delle piccole minoranze che arrivano a definirsi nichilisti o comunque che si comportano come tali. Ma sono molto pochi\u2026<\/strong><br \/>\n<strong>La conversazione \u00e8 poi proseguita con una sorta di intervista collettiva che forse pubblicher\u00f2 successivamente.<\/strong><br \/>\n<strong>Ringrazio David Graeber per aver cos\u00ec amabilmente conversato con me e tutte le compagne ed i compagni di Eleuthera, in particolare Andrea, per l\u2019aiuto che mi ha dato nel combinare questa chiacchierata.<\/strong><br \/>\n<span style=\"font-size: medium;\"><strong>( da l&#8217;anarchico. noblogs. org\u00a0)<\/strong><\/span><br \/>\n<strong><span style=\"font-size: medium;\">\u00a0<\/span><\/strong><br \/>\n<!-- \/.node --><em><strong>La Posta : <\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Riceviamo da Giampaolo che \u00e8 stato a dare una mano nelle zone terremotate &#8221; Tornato fresco fresco dalla libera repubblica di Fossoli e Cavezzo,nel cuore dell&#8217;Emilia terremotata&#8230;o meglio dire nella PANCIA dell&#8217;Emilia terremotata , perch\u00e9 il cuore ce lo mettono gli Emiliani stessi con i loro campi autogestiti e le Brigate di Solidariet\u00e0 Attiva che stanno dando vita ad un gran bel cantiere sociale.Grazie di cuore a tutti i compagni di viaggio!&#8221;<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>La Posta :\u00a0 Contro tutte le religioni !<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Riceviamo da MaryAnn &#8221; Che ne pensi del fatto che molti circoli del PD , Rif Com ,Case del Popolo, ma anche centri sociali, mettano a disposizione locali ad uso culto religioso per immigrati musulmani ? &#8220;<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Tutto il male possibile, e poi di pi\u00f9. I nostri nonni\u00a0 prendevano a sassate le processioni che cercavano di uscire di chiesa, ancora negli anni &#8217;20 a Massa Marittima pi\u00f9 della met\u00e0 della popolazione al censimento si dichiarava atea. Come non esistono i poteri buoni non esistono le religioni buone. E non si provi neppure per scherzo a tirar fuori razzismo leghismo populismo e stronzate varie. E&#8217; vero che in Europa la crociata contro l&#8217;islam in generale \u00e8 un cavallo di battaglia delle nuove destre populiste, ma non \u00e8 che i nemici dei miei nemici sono miei amici, anzi !\u00a0 Se no vuol dire veramente aver perso la bussola, la stella polare, il minimo sindacale del laicismo&#8230; Senza arrivare ai gloriosi anarchici del &#8217;36 di Barcelona che dopo aver fucilato preti fascisti fucilarono, non si sa mai ,anche le statue del cristo re, combattere ogni religione \u00e8 una questione di civilt\u00e0, intelligenza, autodeterminazione e libert\u00e0 dall&#8217;oscurantismo medioevale. Tutte le religioni. Che non \u00e8 che, nella sostanza, il Dalai Lama sia\u00a0migliore del Papa, o i buddisti dei musulmani talebani. Dove impazza la religione trionfa il rifiuto della ribellione, della libert\u00e0, dell&#8217;individuo, della donna. Non \u00e8 necessario essere grandi studiosi di storia per capire tutti i guasti, i mali, le divisioni, le guerre, le stragi, i roghi, le lapidazioni, i giudizi e preguidizi morali sessuofobici, che le religioni impongono da millenni. La fede religiosa \u00e8 la notte della ragione. Non \u00e8 solo l&#8217;oppio dei popoli ( anche il contrario) ma un collante vischioso, autoconsolatorio, per non guardare in faccia la realt\u00e0, per delegare comunque la nostra unica vita, per lasciare un mondo di merda ai nostri figli. Tutte le religioni, tutte le chiese, tutte le sette,\u00a0anche quelle cattocomuniste, staliniste, maoiste e persino anarchico mistiche ancorch\u00e8 informali.<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/barcelona.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1234\" title=\"barcelona\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/barcelona-300x292.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"292\" \/><\/a><\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>La religione \u00e8 l&#8217;equivalente spirituale del fascismo. ( S.E.)<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Visti per voi:<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Non tutti i concerti costano 42 euro come il prode Capossela a S. Galgano&#8230;.abbiamo molto apprezzato invece le feste popolari e i concerti gratuiti de I Matti delle Giuncaie a Radicondoli, Tito blues band a Massa Marittima, Terry Allen e Willie Nile al Monterotondo Marittimo rock festival, con tanto, in quest&#8217;ultimo luogo, di bis finale &#8221; Satisfacion&#8221; con il sindaco vocalist&#8230;..<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong><a href=\"http:\/\/youtu.be\/2JCyogsuC8c\">http:\/\/youtu.be\/2JCyogsuC8c<\/a>\u00a0\u00a0 i Matti alla Leccia il 1 maggio<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong><a href=\"http:\/\/youtu.be\/uRWlHD0eNac\">http:\/\/youtu.be\/uRWlHD0eNac<\/a>\u00a0e qui a Paris !<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>e qui Tito !\u00a0 <a href=\"http:\/\/youtu.be\/N7oDlnlVyZw\">http:\/\/youtu.be\/N7oDlnlVyZw<\/a><\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong><a href=\"http:\/\/youtu.be\/hD9UUEJDYso\">http:\/\/youtu.be\/hD9UUEJDYso<\/a>\u00a0qui Willie Nile con il boss !<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_9471ip.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1245\" title=\"IMG_9471ip\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/IMG_9471ip-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" \/><\/a><\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\nMonterotondo, Willie Nile duetta con il sindaco&#8230;<br \/>\nTito blues band &#8230;..<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/tito.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1260\" title=\"tito\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/tito-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/tito-300x199.jpg 300w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/tito.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\ne ricordiamoci che dal 19 luglio alla pinetina di Rio Torto (LI) c&#8217;\u00e8 la sedicesima festa internazionalista con, tra gli altri i RED SKA &#8230;ecco il link del centro\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0 <a href=\"http:\/\/csiam.over-blog.com\/\">http:\/\/csiam.over-blog.com\/<\/a><br \/>\n<em><strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/inter.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1250\" title=\"inter\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/inter-209x300.jpg\" alt=\"\" width=\"209\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/inter-209x300.jpg 209w, https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/inter.jpg 335w\" sizes=\"auto, (max-width: 209px) 100vw, 209px\" \/><\/a><\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Alle volte ritornano : \u00e8 di nuovo in edicola Lotta Continua, nell&#8217;ultimo numero uno speciale sugli Arditi del popolo e le barricate di Parma nel &#8217;22 e\u00a0 un lungo articolo sui compagni baschi\u00a0\u00a0\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.conflittimetropolitani.it\">www.conflittimetropolitani.it<\/a> <\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>qui notizie dalla Corsica\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.corsicalibera.org\">www.corsicalibera.org<\/a> <\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/corsica.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1258\" title=\"corsica\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/07\/corsica.jpg\" alt=\"\" width=\"84\" height=\"127\" \/><\/a><\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Link utili\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/\">www.stefanopacini.org<\/a><\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong><a href=\"http:\/\/www.radiomaremmarossa.it\/\">www.radiomaremmarossa.it<\/a><\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong><a href=\"http:\/\/www.carmillaonline.com\/\">www.carmillaonline.com<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0 <a href=\"http:\/\/www.ltmd.it\/\">www.ltmd.it<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.infoaut.org\/\">www.infoaut.org<\/a><\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong><a href=\"http:\/\/collettivoanarchico.noblogs.org\/\">http:\/\/collettivoanarchico.noblogs.org<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <a href=\"http:\/\/www.senzasoste.it\/\">www.senzasoste.it<\/a><\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong><a href=\"http:\/\/www.finimondo.org\/\">www.finimondo.org<\/a><\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Maremma Libertaria Esce quando pu\u00f2 e se e come gli pare. Non costa niente, non consuma carta e non inquina, se non le vostre menti. Vive nei nostri pensieri,perch\u00e8 le idee e le rivoluzioni non si fanno arrestare, si diffonde nell\u2019aere se lo inoltrate a raggera. Cerca di cestinare le cartoline stucchevoli di una terra di butteri e spiagge da bandiere blu,che la Terra \u00e8 nostra e la dobbiamo difendere! Cerca di rompere la cappa d\u2019ipocrisia e dare voce a chi non l\u2019ha, rinfrescando anche la memoria storica, che senza non si va da nessuna parte. Pi\u00f9 o meno questo \u00e8 il Numero\u00a08 \u00a0del\u00a012 luglio\u00a02012. Maremma Libertaria pu\u00f2 essere accresciuta in corso d\u2019opera ed inoltro da tutti noi, a piacimento, fermo restando l\u2019antagonismo , l\u2019antifascismo e la non censura dei suoi contenuti.<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>In Redazione, tra i cinghiali nei boschi dell\u2019alta maremma, Erasmo da Mucini, Ulisse dalle Rocche, il Fantasma della miniera, le Stelle Rosse stanno a guardare, Alberto da Scarlino, Alessandro da Grosseto, Antonello dalla Tuscia, Luciana da Pomonte,Complici vari , Ribelli di passaggio,maremmani emigrati a Barcelona.<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>No copyright, No dinero, ma nel caso idee, scritti, foto, solidariet\u00e0 e un bicchiere di rosso.<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Nostra patria il mondo intero, nostra legge la Libert\u00e0, ed un pensiero Ribelle in cuor ci sta (Pietro Gori) <a href=\"http:\/\/youtu.be\/_KVRd4iny8E\">http:\/\/youtu.be\/_KVRd4iny8E<\/a><\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Potranno tagliare tutti i fiori, ma non riusciranno a fermare la Primavera (Pablo Neruda) <a href=\"http:\/\/youtu.be\/wEy-PDPHhEI\">http:\/\/youtu.be\/wEy-PDPHhEI<\/a> (Victor Jara canta Neruda)<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong><a href=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/libert\u00e0.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"libert\u00e0\" src=\"http:\/\/www.stefanopacini.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2011\/12\/libert\u00e0-300x164.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"164\" \/><\/a><\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Sempre, comunque e dovunque : Libert\u00e0 per tutti i compagni arrestati !\u2013 Fori i compagni dalle galere !-Libertad para todos los presos ! \u2013 liberdade para companheiros presos! -comrades preso askatasuna!- libert\u00e9 pour les camarades emprisonn\u00e9s!-freedom for imprisoned comrades !- Freiheit f\u00fcr inhaftierte Genossen!- \u03b5\u03bb\u03b5\u03c5\u03b8\u03b5\u03c1\u03af\u03b1 \u03b3\u03b9\u03b1 \u03c6\u03c5\u03bb\u03b1\u03ba\u03b9\u03c3\u03bc\u03ad\u03bd\u03bf\u03c5\u03c2 \u03c3\u03c5\u03bd\u03c4\u03c1\u03cc\u03c6\u03bf\u03c5\u03c2 ! \u2013 \u0627\u0644\u062d\u0631\u064a\u0629 \u0644\u0631\u0641\u0627\u0642 \u0627\u0644\u0633\u062c<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>\u00a0<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sommario : Genova, giustizia non \u00e8 fatta &#8211; Fai , fai  e affini: molti di modi di vederla tra gli anarchici &#8211; Sovversivi: un ricordo di Paolo Braschi &#8211; La &#8220;dolce&#8221; Maremma &#8211; Franco Serantini, il passato che non passa &#8211; Intervista a David  Graeber &#8211;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-1207","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-maremma-libertaria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1207","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1207"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1207\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3022,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1207\/revisions\/3022"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1207"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1207"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lnx.stefanopacini.org\/reporter\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1207"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}